Coronavirus Italia, le regioni cambiano colore: resiste in giallo la Sicilia, Lombardia in arancione rafforzato

Nuovi colori in Italia.

Il ministero della Salute dopo il consueto monitoraggio settimanale provvederà a irrigidire  le misure su alcune regioni quali la Lombardia che nelle ultime 24 ore ha registrato più di 5mila contagi e che adesso si ritrova in arancione scuro. Vicine alla zona rossa Campania, Emilia Romagna e Abruzzo che potrebbero aggiungersi alle già presenti Molise , Basilicata e Calabria; rischia l’arancione il Lazio mentre lo hanno già raggiunto Friuli Venezia Giulia e Veneto. La Sicilia, al contrario, prova a resistere e resta gialla per la quarta settimana di fila, contagi stabili eccezion fatta per la provincia di Palermo dove i numeri sono i più alti dell’intera isola.
U.S. Città di Palermo, il Tar del Lazio: “L’esclusione dalla Serie B 2019/20 fu legittima”

 

Coronavirus, le riaperture di palestre, teatri e cinema potrebbero slittare: le ultime

Resta molto probabile il rinnovo della sospensione – da metà gennaio – delle attività di palestre, cinema e teatri.

E’ quanto si apprende da fonti di governo che precisano “che si deciderà anche sulla base dei dati epidemiologici che arriveranno dopo l’Epifania”. Potrebbero essere rinnovate, dunque, le misure che prevedono la sospensione di spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e altri spazi anche all’aperto, così come la chiusura di palestre e piscine.
Intanto, i nuovi casi in Italia sono in lieve calo rispetto alla giornata di ieri: 8.585. 68.681 i tamponi processati, contro i 59.879 di ieri. Il tasso di contagio, ossia il rapporto positivi-tamponi, scende così dal 14,88% al 12,49%. In aumento invece le vittime: 445 (ieri 305), per un totale di 72.370. In leggero calo le terapie intensive (-15), mentre aumentano i ricoveri ordinari (+361). I guariti sono 14.675 (ieri 7.798). Pertanto, torna a calare il numero degli attualmente positivi, 6.539 in meno, 575.221 in tutto. Di questi, 548.724 pazienti sono in isolamento domiciliare.

La regione con più casi è sempre il Veneto (+2.782). Seguono Lazio (+966), Emilia Romagna (+750), Sicilia (+650), Puglia (+645) e Lombardia (+573).

 

Nuovo Dpcm, Italia divisa in tre zone: autocertificazione e spostamenti. Le FAQ ufficiali del Governo

Il nuovo Dpcm, firmato dal Premier Giuseppe Conte, è entrato in vigore della giornata di ieri.

Il presidente del Consiglio dei ministri, intervenuto in conferenza stampa nella serata di mercoledì 4 novembre, ha illustrato le nuove misure per contrastare la diffusione del Coronavirus, che dureranno almeno fino al prossimo 3 dicembre. L’Italia, dunque, è divisa in tre aree: zone rosse (infezione grave), zone arancioni (livello di contagio intermedio) e zone gialle (virus a minor circolazione). Ad ogni colore corrispondono regole e divieti diversi.

Nella notte, sul sito del governo sono state pubblicate le Faq sull’ultimo Dpcm: l’obiettivo è quello di spiegare ai vari cittadini delle tre aree in questione, corrispondenti ad altrettanti scenari di rischio, cosa si può o non si può fare, dove una cosa è concessa e dove, al contrario, è bandita.

In base all’Ordinanza del Ministro della Salute del 4 novembre, sono ricomprese:

  • nell’Area gialla: Abruzzo, Basilicata, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Molise, Province di Trento e Bolzano, Sardegna, Toscana, Umbria, Veneto.
  • nell’Area arancione: Puglia, Sicilia.
  • nell’Area rossa: Calabria, Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta.

Di seguito, le illustrazioni con le varie restrizioni e limitazioni previste nelle tre aree.

Coronavirus, il Governo conferma: fino al 7 ottobre stadi aperti fino a mille spettatori. I dettagli

Tornano i tifosi allo stadio, anche se in numero limitato.

Il Governo ha preso la decisione di aprire gli stadi al pubblico in tutta Italia ma con una limitazione. Potranno accedere agli impianti sportivi al massimo mille spettatori. La decisione presa sarà attuata dal 20 settembre fino al 7 ottobre. Al termine dell’incontro tra i ministri Spadafora, Speranza e Boccia e il presidente della conferenza delle Regioni Bonaccini, e dopo le ordinanze di Emilia Romagna, Veneto e Lombardia che avevano già deliberato per l’apertura degli impianti sportivi al pubblico, anche nel resto d’Italia si potrà attuare questa decisione.

In merito all’emergenza per il Coronavirus e alla decisione finale di aprire gli stadi al pubblico per un massimo di mille persone, si è espresso anche il presidente del Consiglio superiore di Sanità, Franco Locatelli. Queste le sue dichiarazioni ai microfoni del Tg3: “E’ auspicabile un atteggiamento prudenziale e una omogeneità di approccio su tutto il territorio nazionale“.

Coronavirus, in Sicilia indice di contagio in rialzo: in Italia peggio soltanto il Veneto

La Sicilia è attualmente una delle regioni italiane con l’indice di contagio più alto da Covid-19.

L’Istituto Superiore di Sanità e il Ministero della Salute hanno certificato che la situazione nell’isola in relazione alla diffusione del Coronavirus sta momentaneamente evolvendo in maniera negativa. La Sicilia, infatti, è attualmente al secondo posto nella lista delle regioni con il più alto tasso di contagiosità, con un Rt di 1.55. Davanti ad essa soltanto il Veneto, con 1.66. I dati dell’isola, in questi giorni, sono stati sensibilmente condizionati dall’arrivo di numerosi migranti. Molti di loro sono risultati positivi al virus: ben undici soltanto nelle ultime ventiquattro ore e oltre trenta nei giorni scorsi. Un potenziale focolaio, invece, è scoppiato a Enna dopo una festa di matrimonio. Uno degli invitati è infatti risultato positivo al tampone dopo essere tornato in Germania e novanta persone si trovano adesso in quarantena. Altri casi sparsi sono stati registrati nelle altre province.
In Italia sono otto in tutto le regioni che superano il valore soglia 1: Veneto, Sicilia, Campania, Lazio, Liguria, Bolzano, Emilia Romagna, Trento. Tra queste non ci sono Lombardia e Piemonte, il cui Rt è rispettivamente 0.96 e 0.87. Il livello nazionale, invece, si ferma a 0.98. Sebbene l’emergenza rimanga attualmente contenuta, la tendenza dei contagi è dunque in aumento.

In considerazione dei dati registrati, l’Istituto Superiore di Sanità ha ribadito la necessità, al fine di evitare un nuovo incremento dei casi, di “rispettare i provvedimenti quarantenari, anche identificando strutture dedicate, sia per le persone che rientrano da paesi per i quali è prevista la quarantena, e sia a seguito di richiesta dell’autorità sanitaria essendo stati individuati come contatti stretti di un caso. In caso contrario, nelle prossime settimane, potremmo assistere ad un aumento rilevante nel numero di casi a livello nazionale“.

Inoltre è necessario “mantenere elevata la resilienza dei servizi territoriali, continuare a rafforzare la consapevolezza e la compliance della popolazione, realizzare la ricerca attiva ed accertamento diagnostico di potenziali casi, l’isolamento dei casi confermati, la quarantena dei loro contatti stretti. Queste azioni sono fondamentali per controllare la trasmissione ed eventualmente identificare rapidamente e fronteggiare recrudescenze epidemiche“.

Essenziale è infine “mantenere elevata l’attenzione e continuare a rafforzare le attività di testing-tracking-tracing in modo da identificare precocemente tutti i potenziali focolai di trasmissione e continuare a controllare l’epidemia. Per questo rimane fondamentale mantenere una elevata la consapevolezza della popolazione generale sulla fluidità della situazione epidemiologica e sull’importanza di continuare a rispettare in modo rigoroso tutte le misure necessarie a ridurre il rischio di trasmissione quali l’igiene individuale, l’uso delle mascherine e il distanziamento fisico“.

 

“Bastardi crepate tutti, viva il Nord”. L’assurdo messaggio di un uomo veneto ai palermitani durante il nubifragio

Sul proprio profilo Facebook scrive di essersi formato dai salesiani, ma l’uomo di Vedelago in provincia di Treviso che durante il nubifragio di Palermo ha augurato la morte ai poveri sfortunati travolti dalla pioggia, non sembra aver acquisito nel tempo i valori cristiani.

Leggi gli ultimi aggiornamenti sul nubifragio di Palermo qui: https://www.mediagol.it/cronaca/live-bomba-dacqua-mette-in-ginocchio-palermo-segui-gli-aggiornamenti/

E’ successo ieri, durante la diretta Facebook di Mediagol.it, quando è apparso un commento lasciato dal profilo di tale Mauro Dalla Riva con su scritto “Bastardi, crepate tutti. Viva il Nord” mentre sullo sfondo scorrevano le devastanti immagini di una Palermo sommersa con decine e decine di auto sottosopra e i soccorritori in apprensione per le voci di due dispersi. L’uomo, di professione autista di camion, che sui social mostra una decisa passione per Cuba, Che Guevara e il presidente leghista della regione Veneto, Luca Zaia (come pubblicato nelle sue “stories” su Fb), è il protagonista di questo assurdo messaggio d’odio verso i meridionali.

Coronavirus, la Grecia riapre anche all’Italia: in quarantena chi arriva da quattro Regioni

La Grecia apre le frontiere anche all’Italia. Nel dettaglio, a partire dal prossimo 15 giugno i voli internazionali saranno ammessi negli aeroporti di Atene e Salonicco ma se l’aereo proviene da uno degli aeroporti dell’elenco delle aree “ad alto rischio” stilato dall’Agenzia europea per la sicurezza aerea (che per l’Italia sono Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte, Veneto) i passeggeri saranno sottoposti ad un test all’arrivo. Se negativo, il passeggero si metterà in auto-quarantena per sette giorni. Se positivo, la quarantena sarà di quaranta giorni. Lo si legge sul sito dell’ambasciata greca.

Fase 2, centri estivi al via prima del 15 giugno: le parole del ministro Bonetti

I centri estivi potranno ripartire prima del 15 giugno “in base alla valutazione del dato epidemiologico. Il Veneto partirà dal primo giugno, ad esempio, e l’Emilia Romagna dall’8. Gli enti locali avranno 185 milioni per organizzare le attività educative, le famiglie potranno utilizzare i voucher baby-sitter per pagare i centri estivi”. Così Elena Bonetti, Ministro per le pari opportunità e la famiglia, intervenuta ai microfoni de ‘Il Messaggero’. “Entro la prossima settimana contiamo di avere le linee guida nazionali anche per la fascia di età 0-3 anni in modo da permettere ai Comuni di organizzare con forme sperimentali servizi di carattere educativo per la prima infanzia”, ha concluso.

Mafia, maxiblitz a Palermo e 91 arresti: “Cosa Nostra pronta a sfruttare la crisi Covid”

La Guardia di Finanza di Palermo ha arrestato 91 tra boss, gregari, estortori e prestanomi di due storici clan palermitani dell’Acquasanta e dell’Arenella. In manette sono finiti esponenti di storiche famiglie mafiose palermitane come quelle dei Ferrante e dei Fontana. Associazione mafiosa, estorsione, intestazione fittizia di beni, ricettazione, riciclaggio, traffico di droga, frode sportiva e truffa, le accuse contestate. Il blitz è in corso in Sicilia, Lombardia, Piemonte, Liguria, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Marche e Campania.

Attività ferme per il lockdown, una drammatica crisi economica, imprese sull’orlo della chiusura e Cosa nostra pronta a sfruttare l’emergenza. E’ la fotografia della realtà economica palermitana messa nero su bianco nell’inchiesta della Dda di Palermo. Il gip che ha disposto gli arresti parla di “contesto assai favorevole per il rilancio dei piani dell’associazione criminale sul territorio d’origine e non solo”.

Tra gli indagati c’è anche un ex concorrente del Grande Fratello: si tratta di Daniele Santoianni, ora ai domiciliari con l’accusa di essere un prestanome del clan. Santoianni era stato nominato rappresentante legale della Mok Caffè S.r.l., ditta che commerciava in caffè, di fatto nella disponibilità della cosca. “Con ciò – scrive il gip – alimentando la cassa della famiglia dell’Acquasanta e agevolando l’attività dell’associazione mafiosa”.

L’inchiesta ha svelato anche gli interessi dei clan negli appalti e nelle commesse sui lavori eseguiti ai Cantieri navali di Palermo, nelle attività del mercato ortofrutticolo, nella gestione delle scommesse online e delle slot-machine, oltre che in quella “storica” del traffico di droga e nelle corse dei cavalli. Lunghissima la lista delle attività commerciali sottoposte al racket del pizzo. Sequestrati anche beni del valore di circa 15 milioni di euro.

Coronavirus, Musumeci chiede il raddoppio delle corse aeree e l’aumento di quelle navali per la Sicilia

Il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci – con una nota inviata stamane ai ministri dei Trasporti e della Salute – ha chiesto il raddoppio delle corse aeree da e per la Sicilia e l’aumento di quelle navali sullo Stretto di Messina, per far fronte al considerevole aumento di traffico a seguito dell’avvio della “Fase 2”.

Restano immutate le prescrizioni, già adottate dalla Regione, alle quali si devono attenere coloro che ritornano nell’Isola: registrazione sul portale web dedicato dell’assessorato della Salute (siciliacoronavirus.it), obbligo di isolamento in quarantena e sottopposizione, al termine del periodo, al tampone rino-faringeo. Per quanto riguarda i passeggeri agli approdi a Messina, i controlli sanitari continueranno a essere assicurati dalla Regione, mentre per gli aeroporti di Palermo e Catania, la cui competenza è in capo all’Usmaf, Musumeci ne ha chiesto il rafforzamento.

Nella missiva, il governatore ha manifestato la disponibilità a una integrazione del precedente decreto interministeriale sulla mobilità. In particolare, si dovrebbe passare da due a quattro voli al giorno da Roma per Palermo e per Catania (e viceversa), mentre i collegamenti navali tra Sicilia e Calabria da cinque diventerebbero otto, in ogni direzione. Musumeci ha chiesto anche che lo stato di necessità ricomprenda anche coloro che si ricongiungano alla famiglia o debbano rientrare alla propria residenza o domicilio.

Nessuno deve pensare, però – afferma il presidente – che la “Fase 2” sia un ‘tutti liberi’, stiamo attenti. Il dato di tre regioni deve farci riflettere: in questo momento, Veneto, Lombardia e Piemonte assieme hanno 60 mila positivi, la Sicilia 2.200. Ho ricevuto centinaia di richieste da parte di ragazzi soprattutto che mi chiedevano ‘ci faccia a rientrare, ci faccia rientrare’. Sono padre e nonno e comprendo benissimo l’emozione, l’affetto e le necessità che si pongono in una famiglia. Ma credetemi è difficile trovare il punto di equilibrio per coniugare, da una parte, le esigenze affettive e, dall’altra, le esigenze della prudenza e della cautela, per evitare che si possa entrare in Sicilia senza sapere di essere portatori del virus. Come succede anche agli asintomatici. Quando c’è stato il famoso esodo di inizio marzo, su decine di migliaia di persone abbiamo trovato centinaia di positivi che non mostravano assolutamente alcun sintomo. Quindi bisogna stare prudenti per evitare di ricominciare da capo e la ricaduta sarebbe più complicata della prima fase. Quindi buon rientro a chi ha più di un motivo per rientrare nella nostra Isola, per tutto il resto guardiamo avanti”.

“Siamo arrivati alla Fase 2 – sottolinea il governatore – quindi bisogna allargare un po’ la maglia, ne siamo tutti consapevoli. Naturalmente, man mano che il tempo scorre, verificheremo il dato epidemiologico e quindi valuteremo se chiedere di aumentare, di volta in volta, il numero dei voli, delle corse del treno e dei traghetti sullo Stretto. Voglio chiarire – aggiunge Musumeci – che un blocco per i casi di necessità non c’è mai stato. Neanche nei momenti più critici dell’epidemia, sia gli ordinamenti nazionali che quelli regionali hanno sempre consentito l’ingresso alle Forze dell’ordine, alle Forze armate, al personale sanitario, e per gravi motivi personali, sanitari o di famiglia”.

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