Dissesto idrogeologico Sicilia: a Troina si consolida il versante nord

I primi movimenti franosi, sul versante nord della Rocca San Pantheon di Troina, nell’Ennese, risalgono alla metà degli anni Novanta e da allora sono stati eseguiti solo interventi parziali.

Occorreva però una soluzione organica ed è quella prima programmata e successivamente finanziata dalla Struttura contro il dissesto idrogeologico, guidata dal presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci.

Sulla base di questa pianificazione, gli Uffici di piazza Ignazio Florio diretti da Maurizio Croce hanno infatti espletato la gara che ha visto piazzarsi al primo posto la Pellegrini Consolidamenti srl di Narni, con un ribasso del 30,2 per cento.

Si tratta di un’area che ha una classificazione R4, di rischio molto elevato, a valle del costone. E’ il quartiere Arcirù – letteralmente ‘ricco di acqua’ – tra la zona commerciale di San Basilio e la chiesa Madonna del Soccorso.

L’obiettivo è quello di restituire la piena e sicura fruibilità dei luoghi, densamente popolati e con numerose abitazioni e uffici pubblici, sia su via Armando Diaz sia su viale Vittorio Veneto, per evitare che possano ripetersi altri crolli di massi, come quelli che si verificarono tra il 2016 e il 2017 e che raggiunsero alcune case e le vie adiacenti. Il progetto prevede il disgaggio e la pulitura delle pareti rocciose, la collocazione di reti e di funi d’acciaio oltre a quella di una barriera paramassi.

COVID-19 – Indicatori territoriali aggiornati al 22 aprile 2020

L’Ufficio Statistica del Comune di Palermo ha trasmesso i dati territoriali relativi al COVID-19,  aggiornati al 22 aprile 2020.
“Dal confronto con i dati relativi alle altre regioni e province autonome (rapportati a 100 mila abitanti) – rileva il Responsabile dell’ufficio statistica, Girolamo D’anneo – emerge per la Sicilia e in generale per le regioni del Mezzogiorno un impatto più contenuto del coronavirus.
La Sicilia è, in rapporto alla popolazione residente, la seconda regione con il minor numero di tamponi positivi: 58 ogni 100 mila abitanti (meglio soltanto la Calabria con 54,8).
Il dato medio nazionale è pari a 311 positivi ogni 100 mila abitanti, e nelle regioni più colpite si superano i 500 positivi ogni 100 mila abitanti: Valle d’Aosta 873,9; Lombardia 684,9; Provincia autonoma di Trento 672,3.
La Sicilia è anche la seconda regione con il minor numero di deceduti: 4,2 ogni 100 mila abitanti (meglio ancora una volta la Calabria, con 3,9). In questo caso il dato medio nazionale è pari a 41,6 deceduti ogni 100 mila abitanti, e in Lombardia e Valle d’Aosta si superano i 100 deceduti ogni 100 mila abitanti: rispettivamente 126,3 e 101,4.
Il tasso di letalità (deceduti per 100 positivi) della Sicilia è pari a 7,2, valore che pone l’isola dietro all’Umbria (4,5), al Lazio (6,2), al Molise (6,7), alla Basilicata (6,8) e al Veneto (7,1). La media nazionale è pari a 13,4 e i valori più elevati si registrano in Lombardia (18,4), Liguria (14,8) e Marche (14,3).
La Sicilia è invece agli ultimi posti nell’indicatore guariti/dimessi per 100 positivi: 13,5, seguita soltanto da Puglia (13,2) e Abruzzo (12,8), probabilmente a causa del ritardo con cui il virus è arrivato nelle regioni meridionali. La media nazionale è pari a 29,1 guariti/dimessi per 100 positivi, e il valore più elevato si registra in Umbria con oltre i due terzi (68,2) dei positivi già guariti o dimessi”.

Formazione in Sicilia, Iefp recuperati i ritardi. Lagalla: “Siamo quarti”

In soli due anni di governo Musumeci, la Sicilia è riuscita a superare i ritardi accumulati nel tempo sugli Iefp, i percorsi per l’istruzione e formazione professionale in obbligo scolastico, destinati ai giovani fino ai 18 anni che intendono conseguire una qualifica tecnico-professionale.La ripartizione delle risorse 2019, appena erogata dal Ministero del Lavoro alle regioni ed assegnata sulla base di criteri di merito, vede balzare la Sicilia al quarto posto in Italia, con un contributo di 18 milioni e 828 mila euro, dietro solo alla Lombardia, al Piemonte e al Veneto.Le altre regioni meridionali si collocano molto indietro nella graduatoria, con contributi variabili da 600 mila a 3,5 milioni di euro.

«Un traguardo notevole, indice del fatto che l’azione del governo è riuscita a rilanciare un sistema in stallo da troppi anni, coinvolgendo 40 mila studenti siciliani – dichiara l’assessore regionale Roberto Lagalla – tra iscritti ai percorsi proposti dagli enti di formazione e quelli in sussidiarietà integrativa presso gli istituti professionali di Stato. Ad incidere in maniera significativa è stato sicuramente l’avvio annuale dei corsi in regolare concomitanza con l’anno scolastico, ma soprattutto la sperimentazione del “sistema duale”. Questo ci ha permesso di siglare oltre 900 contratti di apprendistato e di offrire opportunità formative professionalizzanti a molti giovani che così acquisiscono maggiori possibilità di accedere al mondo del lavoro, portando positivamente a termine un percorso integrato tra formazione ed esperienza sul campo. Confido che i risultati raggiunti possano favorevolmente incidere sulla riduzione di disoccupati e di Neet nella nostra regione, cioè giovani fra i 18 e i 24 anni che non studiano e non lavorano, contrastando il fenomeno della povertà educativa che grava pesantemente sulle regioni meridionali. Si registra comunque una decisiva inversione di tendenza, finalmente orientata ad innalzare il numero di giovani positivamente impegnati nella formazione professionale, in coerenza con le esigenze del mercato del lavoro».
Nel dettaglio, 14,5 milioni sono stati assegnati in base al numero di iscritti; 3,5 milioni in riferimento al numero di studenti che concludono il percorso formativo con il conseguimento di una qualifica professionale; 688mila euro per i corsi realizzati in sussidiarietà presso gli istituti tecnico professionali dello Stato. Se nell’anno scolastico 2017/2018 gli iscritti non superavano i13 mila ed i qualificati erano appena 72, nel 2019 gli iscritti raggiungono quasi 40 mila studenti.Di questi, 16.318 sono gli iscritti ai corsi proposti dagli enti di formazione professionale, ben3.525 i qualificati e diplomati presso le istituzioni formative e 19.612 gli studenti iscritti ai percorsi in sussidiarietà integrativa degli istituti professionali, per il cui dato la Sicilia risulta addirittura prima in Italia.

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