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Economia

Abusivismo, acconciatori ed estetisti: a Palermo cambiano le regole per “affitto di poltrona”

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Cambiano le regole per acconciatori ed  estetisti che decidono di concedere una parte dei propri locali in uso ad un altro soggetto, naturalmente abilitato, che svolge la stessa attività o un’attività complementare da svolgere in piena autonomia.

Lo ha deciso la Giunta comunale che ha deliberato alcune modifiche alle linee guida per quanto riguarda “l’affitto di poltrona di acconciatore” e “l’affitto cabina di attività estetica“.
Le modifiche apportate servono a semplificare le procedure e, allo stesso tempo, introdurre norme utili a contrastare il fenomeno dell’abusivismo che in questo settore è particolarmente diffuso.

Nel testo delle nuove linee guida, è anche previsto che l’affidatario dovrà essere in possesso del requisito professionale previsto dalla normativa di settore e dichiararne gli estremi, nella forma  dell’autocertificazione, nella modulistica utilizzata e, si sottolinea, che la Scia non costituisce titolo di sub ingresso ma è atto propedeutico e necessario allo svolgimento dell’attività, in assenza del quale l’attività viene considerata abusiva. La Scia, naturalmente, abilita l’attività dell’affidatario con efficacia immediata. Nel dettaglio delle norme adottare, sarà vietato affittare la “poltrona/cabina” a chi non ha i requisiti professionali per lo svolgimento dell’attività compreso il possesso della Partita Iva. L’affidatario dovrà inoltre presentare una Scia di acconciatore/estetista allegando copia del contratto di affitto di poltrona.

I contratti di affitto dovranno inoltre stabilire ruoli e regole per l’utilizzo dei locali, in particolare per quanto riguarda il rispetto delle norme igienico sanitarie e della sicurezza anche degli avventori.

Per il sindaco Leoluca Orlando, “si tratta di un intervento che mette ordine in questo settore ed allo stesso contribuisce a rendere più facile la gestione delle attività, sia da parte di chi ha dei locali ma a volte non riesce a sostenerne pienamente i costi, sia da parte di chi, soprattutto giovani, ha le abilitazioni e le competenze ma non ancora la possibilità di avviare un’attività autonoma“.

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Le modifiche sono state proposte dall’assessore alle Attività produttive economiche Leopoldo Piampiano accogliendo – tra l’altro – le richieste avanzate dalle organizzazioni di categoria che poi, di fatto, hanno condiviso la proposta di deliberazione elaborata dagli uffici. L’Assessore Piampiano ha sottolineato “il contributo dato dalle organizzazioni di categoria, che hanno condiviso con gli uffici e con l’Amministrazione la propria esperienza e si sono fatte interpreti delle necessità degli operatori, portando ad un risultato importante“.

Un plauso al lavoro svolto viene anche dal Presidente della VI Commissione Ottavio Zacco secondo il quale “è stato importante che si sia arrivati a questa modifica con un coinvolgimento delle associazioni di categoria, nello spirito del dialogo e del confronto che deve sempre animare l’attività dell’Amministrazione“.

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