Covid, si accende la polemica. Orlando a Costa: “Per smentirmi pubblichi dati che chiediamo da mesi”

Ho appreso di una dichiarazione del Commissario Costa, che smentisce quanto da lui stesso dichiarato stamattina alla stampa, quando ha parlato di un sistema che potrebbe collassare in 10 giorni. Se ha elementi per smentire le mie affermazioni che sarebbero “false e fuorvianti”, non ha che da comunicare a tutte le Autorità, in modo formale e per iscritto, qual è in questo momento il tasso di occupazione dei posti letto per degenti Covid in provincia di Palermo, quale il numero di degenti in attesa di un posto ed attualmente ospitati in situazioni precarie presso i Pronto soccorso e quali le destinazioni già individuate per i pazienti in attesa. Ricordo che il comune di Palermo ha formalmente richiesto tali dati già a settembre e ad oggi non li ha mai ricevuti“. Lo ha dichiarato il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando in relazione alle dichiarazioni del Commissario straordinario Renato Costa che ha definito “false e fuorvianti” le affermazioni contenute nella lettera che lo stesso sindaco ha inviato oggi al Presidente del Consiglio e al Presidente della Regione.

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USA, Crippa (M5s): “Auguri di buon lavoro a Biden in nome legame profondo con Italia”

Gli Stati Uniti hanno un nuovo presidente eletto, Joe Biden, a cui vanno i nostri auguri di buon lavoro, in nome del legame profondo che esiste tra gli Usa e il nostro Paese”. Così in una nota il capogruppo del MoVimento 5 Stelle alla Camera Davide Crippa.
“Congratulazioni anche a Kamala Harris, prima donna vicepresidente. Siamo convinti che la collaborazione dell’Italia con la nuova amministrazione americana continuerà con il consueto spirito di amicizia che ha sempre contraddistinto i nostri rapporti, in particolare in questa fase di emergenza sanitaria che richiede uno sforzo comune attraverso strategie condivise per essere affrontata”, continua.
Le sfide che abbiamo davanti sono diverse e i valori che abbiamo in comune ci aiuteranno ad affrontare insieme questioni di portata planetaria come quelle dell’ambiente e della sostenibilità”, conclude.

Covid, screening di popolazione: diecimila tamponi a Palermo in 9 giorni

Più di diecimila tamponi in nove giorni di attività. Procede speditamente a Palermo con una grande partecipazione di cittadini la campagna attiva di monitoraggio del Coronavirus, promossa dall’Assessorato Regionale alla Salute, dal Commissario per la gestione dell’emergenza Covid nella provincia di Palermo, Renato Costa, Asp del capoluogo e Comune di Palermo.
All’iniziativa, che dal 30 ottobre è organizzata alla Fiera del Mediterraneo, si è affiancato oggi anche un Drive In a Monreale. Complessivamente sono stati 1.567 i tamponi rapidi effettuati (dei quali 1.327 alla Fiera del Mediterraneo e 240 a Monreale) e 109 i positivi (101 in Fiera e 8 a Monreale), immediatamente sottoposti al tampone molecolare.
Dopo 9 giorni di attività, a Palermo sono complessivamente 10.091 i tamponi rapidi e 901 i positivi accertati nello screening di popolazione.
Domani (domenica 8 novembre) l’attività sarà ancora rivolta al mondo della scuola: personale docente e non docente, studenti e le loro famiglie.
Gli screening sono in programma:
Fiera del Mediterraneo di Palermo ore 9 – 14 (con ingresso dell’ultima autovettura alle ore 12); * Monreale, ex mobilificio Mulè di via Circonvallazione ore 10 – 14. Per ottimizzare e velocizzare le operazioni si chiede agli utenti di presentarsi muniti – oltre che di tessera sanitaria e documento di riconoscimento – anche del foglio di consenso informato stampato, compilato e firmato. Il modulo si può scaricare al seguente link del sito dell’Asp di Palermo: asppalermo.

Covid-19: il mercatino di via Galilei non è “zona arancione”. M5S Palermo: “Condizioni di assoluta anarchia”

Questa mattina, il gruppo consiliare del MoVimento 5 stelle Palermo, ha inviato una segnalazione urgente al sindaco e a tutte le autorità competenti, comprese la Questura e la Prefettura di Palermo, chiedendo loro di verificare eventuali violazioni delle norme sul contenimento e contrasto al Covid-19 nel mercatino rionale di via Galileo Galilei, che “versa in condizioni di assoluta anarchia, a causa del mancato rispetto del distanziamento sociale e di un uso scorretto dei dispositivi individuali di protezione“, scrivono i pentastellati. “È inaccettabile – aggiungono –  che in un momento in cui si sta intervenendo a più livelli per gestire questa grave emergenza sanitaria, provvedendo alla chiusura di attività commerciali, culturali e ludico-ricreative al fine di tutelare la salute pubblica, non si intervenga con controlli rigorosi sul territorio laddove si svolgano attività, come i mercatini, che prevedono un afflusso così numeroso di cittadini. Quanto denunciato rappresenta uno schiaffo a tutti quei commercianti ai quali, in questo momento, si stanno richiedendo pesanti sacrifici. Il M5S manterrà viva l’attenzione su questa vicenda, certamente non isolata, e si aspetta una presa in carico responsabile da parte di chi governa questa città”, concludono Viviana Lo Monaco, Antonino Randazzo e Concetta Amella.

Nuovo Dpcm, Conte alza la voce: “Italia divisa in tre zone per evitare un lockdown generalizzato”

“Abbiamo diviso l’Italia in zone per evitare un lockdown generalizzato”.

Lo ha detto Giuseppe Conte. Dopo le numerose polemiche e i molteplici attacchi in riferimento al nuovo Dpcm varato dallo stesso Premier nella serata di mercoledì ed entrato in vigore venerdì 6 novembre, che ha diviso l’Italia in tre aree per contrastare l’avanzata del Coronavirus: zone rosse (infezione grave), zone arancioni (livello di contagio intermedio) e zone gialle (virus a minor circolazione), il presidente del Consiglio dei Ministri ha deciso di intervenire in prima persona , ai microfoni del Corriere della Sera, per provare a spegnere la polemica divampata nelle ultime ore.

Di seguito, le sue dichiarazioni.

“Sono sei mesi che l’ISS sta sperimentando, insieme alle Regioni, questo meccanismo di monitoraggio. Le Regioni lo alimentano con i dati inviati periodicamente e ne certificano i risultati attraverso i loro rappresentanti che fanno parte della cabina di regia. Nessuno ha mai messo in discussione, prima di adesso, questo meccanismo e rifiutarlo significa portare il Paese a sbattere contro un nuovo lockdown generalizzato. I cittadini della Lombardia, del Piemonte, della Valle d’Aosta, della Calabria, non ne trarrebbero nessun beneficio. Senza contare l’ingiustizia di imporre lo stesso regime di misure che stiamo applicando alle Regioni rosse anche a cittadini che vivono in territori in condizioni meno critiche”, ha concluso Giuseppe Conte.

Nuovo Dpcm, Italia divisa in tre zone: autocertificazione e spostamenti. Le FAQ ufficiali del Governo

Il nuovo Dpcm, firmato dal Premier Giuseppe Conte, è entrato in vigore della giornata di ieri.

Il presidente del Consiglio dei ministri, intervenuto in conferenza stampa nella serata di mercoledì 4 novembre, ha illustrato le nuove misure per contrastare la diffusione del Coronavirus, che dureranno almeno fino al prossimo 3 dicembre. L’Italia, dunque, è divisa in tre aree: zone rosse (infezione grave), zone arancioni (livello di contagio intermedio) e zone gialle (virus a minor circolazione). Ad ogni colore corrispondono regole e divieti diversi.

Nella notte, sul sito del governo sono state pubblicate le Faq sull’ultimo Dpcm: l’obiettivo è quello di spiegare ai vari cittadini delle tre aree in questione, corrispondenti ad altrettanti scenari di rischio, cosa si può o non si può fare, dove una cosa è concessa e dove, al contrario, è bandita.

In base all’Ordinanza del Ministro della Salute del 4 novembre, sono ricomprese:

  • nell’Area gialla: Abruzzo, Basilicata, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Molise, Province di Trento e Bolzano, Sardegna, Toscana, Umbria, Veneto.
  • nell’Area arancione: Puglia, Sicilia.
  • nell’Area rossa: Calabria, Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta.

Di seguito, le illustrazioni con le varie restrizioni e limitazioni previste nelle tre aree.

Palermo-Catania, Pellegrino: “Sarà battaglia. Penalizzazione dimezzata? Siamo più sereni”

Buone notizie per il Calcio Catania.

La Corte Federale d’Appello ha accolto parzialmente il reclamo proposto dal club etneo in data 8-10-2020, ridando due dei quattro punti di penalizzazione inflitti lo scorso settembre per violazioni Covisoc a seguito di una serie di inadempimenti della vecchia dirigenza. “Accogliamo con soddisfazione la decisione della Corte Federale d’Appello. Questi due punti che ci vengono ridati rappresentano un passo in avanti nel nostro percorso in una stagione veramente difficile e travagliata per tutti. A mio avviso nulla era scontato e, quindi, sono contento che il Catania abbia vinto anche se parzialmente, il ricorso”. Lo ha detto Maurizio Pellegrino, direttore dell’area sportiva del Catania, intervistato ai microfoni de ‘La Sicilia’.

RICORDI E OBIETTIVI – “Una vittoria, una sconfitta e due pari. Sono in pareggio con me stesso… Scherzi a parte, un derby è una sfida particolare che si vuole sempre vincere e io mi auguro che il Catania dopo la sosta forzata trovi la forza tecnica e piscologica per ottenere un risultato positivo. Se la pausa ha fatto bene alla squadra? Forse sì o forse no nel senso che ora dovremo giocare ben sei partite in due settimane. Inoltre dispiace che le due squadre arrivino a questa sfida non al massimo delle loro potenzialità. Infortuni, tamponi positivi e altro hanno condizionato il percorso di entrambe. Ciò non vuol dire che Catania e Palermo non onoreranno il derby, anzi una volta in campo sarà una bella battaglia. Andare oltre i playoff? Lo spero perché mi aspetto qualcosa di importante da questo campionato e in questo senso il derby di lunedì potrà chiarirci le idee”.

IL DERBY – “Sappiamo tutti come la supersfida tra le squadre della due maggiori città siciliane, sia parecchio sentita oltre che dai giocatori anche dalle tifoserie che purtroppo non potranno essere presenti per le restrizioni imposte da questo virus spietato che continua a colpire duramente. Io mi auguro che sia un bel derby sul campo, corretto soprattutto e la diretta televisiva su Raisport rappresenterà una consolazione per i tifosi di tutte e due le squadre. Di sicuro Palermo-Catania con le tribune deserte rispecchierà purtroppo in tutto e per tutto il drammatico periodo che stiamo attraversando”.

Coronavirus, il sindaco di Messina: “Sono preoccupato, le scuole resteranno chiuse”

“Sono preoccupato per la situazione sanitaria dei nostri ospedali. I posti di terapia intensiva sono estremamente carenti. Inoltre, l’analisi dei parametri individuati per stabilire le criticità che ci hanno relegato nella zona arancione, si basano su dati inviati dalle Regioni. Il 25 ottobre la Sicilia ha dichiarato 504 focolai, la Campania 154, il Lazio 420. Queste Regioni stanno meglio della Sicilia per alcuni criteri, come l’indice di trasmissione che è più moderato del nostro. La verità è che il ministero della Salute ci ha considerati inaffidabili, al contrario di Lazio e Campania. Siamo zona arancione e tali resteremo per i prossimi 15 giorni”. Lo ha detto il sindaco di Messina, Cateno De Luca.

“Per quanto concerne le scuole, resteranno chiuse fino a data da destinarsi. La nota dell’Asp fa emergere una preoccupazione massima perché Il trend di contagio è in aumento inesorabile nella fascia di età tra i 20 e i 50 anni. Nel periodo di stop scolastico abbiamo ricostruito la catena dei contatti stretti dei positivi: diversi sono inoltre i casi direttamente nelle scuole. Se vuole, il ministro Azzolina potrà impugnare la mia l’ordinanza. Venga il governo e m’impugni l’ordinanza. Preferisco questo piuttosto che mettere a rischio gli alunni e le loro famiglie”, ha concluso.

Vecchio Palermo: nell’inchiesta spunta anche “Diabolik”, il boss ultrà della Lazio

Nell’inchiesta relativa al fallimento del vecchio Palermo spunta anche “Diabolik”.

Tre mesi dopo, nel corso della maxi operazione “Grande Raccordo Criminale”, è stato arrestato Adamo Castelli, ritenuto vicino alla banda di narcotrafficanti capeggiata proprio da Diabolik, e uno degli interlocutori di Salvatore Tuttolomondo. Alcune telefonate sono state registrate dai finanzieri. “Una di queste riguarda praticamente gli unici soldi che i Tuttolomondo avrebbero sborsato nella vicenda del Palermo e cioè i 45 mila euro che erano stati anticipati per la fideiussione necessaria all’iscrizione per il campionato di Serie B”, si legge.

Una notizia che rende “ancora più torbido il contesto nel quale si muovevano i Tuttolomondo” e che “getta ombre sulle provenienza dei soldi (pochi) che avevano a disposizione”. Scrive così l’edizione odierna del ‘Giornale di Sicilia’. Fabrizio Piscitelli, detto Diabolik, è l’ultrà della Lazio ucciso il 7 agosto 2019 a Roma, ritenuto al centro di un grosso traffico di droga.

La fideiussione, però, era un imbroglio: i soldi al broker bulgaro che doveva fornire la garanzia non furono mai versati ma. E quei 45 mila euro non torneranno più indietro. Castelli e Tuttolomondo parlano proprio di questo: “Adesso ci ridanno i soldi nostri”, “rivendicando dunque la paternità dei 45 mila euro. Siccome Castelli è stato di recente arrestato nell’indagine della Dda di Roma, sorgono ulteriori dubbi sulla liceità della provenienza dei soldi investiti nella Us Città di Palermo”, scive il gip.

 

Zona arancione in Sicilia, nuova protesta a Palermo: bloccata la circonvallazione

È iniziata davanti al palazzo della Regione la protesta di un centinaio tra commercianti, ristoratori e altre categorie penalizzate dalle misure anti Covid del governo. Con i fumogeni in mano, i manifestanti, hanno percorso a piedi Corso Calatafimi e hanno bloccato viale Regione Siciliana, in entrambe le direzioni della circonvallazione di Palermo. Sul posto sono intervenuti gli agenti della polizia in servizio anti sommossa che hanno convinto i manifestanti a rimuovere il blocco.

“Proponiamo di spegnere le luci: siamo aperti ma, di fatto, è come se fossimo chiusi”. Le parole di una commerciante di corso Calatafimi di Palermo, una tra le alcune decine che si sono radunate bloccando per qualche minuto il traffico in viale Regione siciliana. “Stiamo morendo ma non è solo colpa del covid – dicono – di certo bastava applicare meglio le regole per non arrivare a questo punto. Che senso ha tenere i negozi aperti, quando non entra nessuno: i nostri incassi si sono azzerati, non ci paghiamo neanche le spese. Spegniamo le luci, le insegne e lasciamo la città al buio”.

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