Covid, si accende la polemica. Orlando a Costa: “Per smentirmi pubblichi dati che chiediamo da mesi”

Ho appreso di una dichiarazione del Commissario Costa, che smentisce quanto da lui stesso dichiarato stamattina alla stampa, quando ha parlato di un sistema che potrebbe collassare in 10 giorni. Se ha elementi per smentire le mie affermazioni che sarebbero “false e fuorvianti”, non ha che da comunicare a tutte le Autorità, in modo formale e per iscritto, qual è in questo momento il tasso di occupazione dei posti letto per degenti Covid in provincia di Palermo, quale il numero di degenti in attesa di un posto ed attualmente ospitati in situazioni precarie presso i Pronto soccorso e quali le destinazioni già individuate per i pazienti in attesa. Ricordo che il comune di Palermo ha formalmente richiesto tali dati già a settembre e ad oggi non li ha mai ricevuti“. Lo ha dichiarato il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando in relazione alle dichiarazioni del Commissario straordinario Renato Costa che ha definito “false e fuorvianti” le affermazioni contenute nella lettera che lo stesso sindaco ha inviato oggi al Presidente del Consiglio e al Presidente della Regione.

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Covid. Orlando scrive a Conte e Musumeci: “Verso strage annunciata in Sicilia”

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Se è vero quanto denunciato oggi dai media, circa la mancanza di strumenti fondamentali per la cura dei malati e circa la saturazione dei posti letto, rischiamo che a Palermo e in tutta la Sicilia si vada verso una strage annunciata. Se è vero che nei Pronto soccorso manca l’ossigeno e che nei reparti ospedalieri si è cominciato a scegliere “quali pazienti provare a salvare e quali no”, si prefigurano scenari da “medicina di guerra” che, quali che ne siano i risultati e per quanto possa essere mastodontico l’impegno degli operatori medici e sanitari, porterà comunque una lunga lista di lutti e tragedie umane e sociali”. Sono questi i due passaggi più “pesanti” di una lettera che il sindaco Leoluca Orlando ha inviato poco fa al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e al Presidente della Regione Nello Musumeci, informandone il Prefetto Giuseppe Forlani.

Il sindaco del capoluogo sottolinea di essere convinto che “la tutela della vita sia la priorità assoluta da parte di tutti”, ma allo stesso tempo che vi sono “messaggi a volte contraddittori che stanno arrivando, ancora in queste ore, e che rischiano di diventare un ostacolo al rispetto delle fondamentali norme di prevenzione. Ultimi fra i tanti, devo citare l’annuncio dato alla stampa dal competente assessorato regionale secondo cui “in Sicilia i negozi restano aperti la domenica” e i continui richiami ad una situazione che sarebbe “sotto controllo” rispetto alla capacità del sistema sanitario regionale di reggere all’impatto dei ricoveri in atto e previsti.

Orlando afferma di essere cosciente del fatto che “gli operatori sanitari, come quelli delle Forze di polizia, hanno fatto e stanno facendo in Sicilia come nel resto del Paese un eccezionale lavoro” ma allo stesso tempo definisce “inadeguati e a volte contraddittori i divieti” che rendono difficili i controlli. Riferendosi al rapporto fra Comuni e Regione, Orlando afferma che “non vogliamo farci attirare nella micidiale trappola della competizione per ottenere l’attribuzione di un colore di minor allarme mediatico. Credo infatti che a tutti sia fatto obbligo di aver cura della salute e della vita dei cittadini, evitando passerelle alla ricerca di una visibilità che uccide o cerca di nascondere responsabilità”.

Quindi la richiesta formale a “chi ne ha competenza formale” di valutare “in tempi strettissimi l’adozione di provvedimenti tali da garantire controlli capillari e stringenti e strumenti per potenziare in tempi rapidissimi il sistema ospedaliero anche con soluzioni di emergenza”.

Quindi un appello alla responsabilità istituzionale che porti a “scelte importanti e significative con tempi sganciati da logiche burocratiche e di appartenenza politica” per dare “messaggi chiari ed univoci alla popolazione, che ha il diritto di conoscere la reale gravità della situazione e che noi rappresentanti istituzionali abbiamo il dovere di informare e indirizzare verso le scelte più giuste per il bene della collettività”.

Attività produttive, Zacco: “Niente chiusura obbligatoria? Il comunicato dell’assessore Turano genera confusione. Serve ordinanza del presidente, altrimenti rischio sanzioni”

via maqueda palermo
In queste ore si sta generando una ulteriore confusione a causa di un comunicato stampa a firma dell’assessore alle attività produttive della Regione Siciliana, Mimmo Turano, nel quale lo stesso comunica che a partire da oggi decadrà la chiusura obbligatoria di tutte le attività commerciali oltre le 14.00 della domenica, visto l’ultimo DPCM.
Provvedimento condivisibile – scrive il presidente della commissione attività produttive di Palermo, Ottavio Zacco, sul suo profilo Facebook – ma è opportuno che contestualmente al comunicato stampa venga firmata e pubblicata l’ordinanza del presidente della Regione Siciliana, altrimenti rischiamo che le attività domani pomeriggio restino aperte e che le stesse vengano sanzionate. Evitiamo di mettere in difficoltà ulteriormente i commercianti che sono già stati violentati dalle istituzioni.
Alla luce dell’ultimo Dpcm – si legge nella nota dell’assessore –  con il presidente Musumeci abbiamo concordato che da domani decadrà la chiusura obbligatoria di tutte le attività commerciali oltre le ore 14 della domenica”.
Il Dpcm – spiega Turano in una nota – per le regioni ‘arancione’, impone infatti la chiusura nei giorni prefestivi e festivi solamente per le attività poste all’interno dei centri commerciali, lasciando aperte tutte le altre”.

Nuovo Dpcm, Conte alza la voce: “Italia divisa in tre zone per evitare un lockdown generalizzato”

“Abbiamo diviso l’Italia in zone per evitare un lockdown generalizzato”.

Lo ha detto Giuseppe Conte. Dopo le numerose polemiche e i molteplici attacchi in riferimento al nuovo Dpcm varato dallo stesso Premier nella serata di mercoledì ed entrato in vigore venerdì 6 novembre, che ha diviso l’Italia in tre aree per contrastare l’avanzata del Coronavirus: zone rosse (infezione grave), zone arancioni (livello di contagio intermedio) e zone gialle (virus a minor circolazione), il presidente del Consiglio dei Ministri ha deciso di intervenire in prima persona , ai microfoni del Corriere della Sera, per provare a spegnere la polemica divampata nelle ultime ore.

Di seguito, le sue dichiarazioni.

“Sono sei mesi che l’ISS sta sperimentando, insieme alle Regioni, questo meccanismo di monitoraggio. Le Regioni lo alimentano con i dati inviati periodicamente e ne certificano i risultati attraverso i loro rappresentanti che fanno parte della cabina di regia. Nessuno ha mai messo in discussione, prima di adesso, questo meccanismo e rifiutarlo significa portare il Paese a sbattere contro un nuovo lockdown generalizzato. I cittadini della Lombardia, del Piemonte, della Valle d’Aosta, della Calabria, non ne trarrebbero nessun beneficio. Senza contare l’ingiustizia di imporre lo stesso regime di misure che stiamo applicando alle Regioni rosse anche a cittadini che vivono in territori in condizioni meno critiche”, ha concluso Giuseppe Conte.

Nuovo Dpcm, Italia divisa in tre zone: autocertificazione e spostamenti. Le FAQ ufficiali del Governo

Il nuovo Dpcm, firmato dal Premier Giuseppe Conte, è entrato in vigore della giornata di ieri.

Il presidente del Consiglio dei ministri, intervenuto in conferenza stampa nella serata di mercoledì 4 novembre, ha illustrato le nuove misure per contrastare la diffusione del Coronavirus, che dureranno almeno fino al prossimo 3 dicembre. L’Italia, dunque, è divisa in tre aree: zone rosse (infezione grave), zone arancioni (livello di contagio intermedio) e zone gialle (virus a minor circolazione). Ad ogni colore corrispondono regole e divieti diversi.

Nella notte, sul sito del governo sono state pubblicate le Faq sull’ultimo Dpcm: l’obiettivo è quello di spiegare ai vari cittadini delle tre aree in questione, corrispondenti ad altrettanti scenari di rischio, cosa si può o non si può fare, dove una cosa è concessa e dove, al contrario, è bandita.

In base all’Ordinanza del Ministro della Salute del 4 novembre, sono ricomprese:

  • nell’Area gialla: Abruzzo, Basilicata, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Molise, Province di Trento e Bolzano, Sardegna, Toscana, Umbria, Veneto.
  • nell’Area arancione: Puglia, Sicilia.
  • nell’Area rossa: Calabria, Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta.

Di seguito, le illustrazioni con le varie restrizioni e limitazioni previste nelle tre aree.

Coronavirus, Conte: “Misure obbligatorie per rallentare il treno Covid-19”

La divisione del Paese in zone gialle, arancioni o rosse è una decisione presa “per ridurre la velocità di un treno che sta correndo e che abbiamo già provato a fermare. Non stiamo dando schiaffi a nessuno, non c’è una volontà di penalizzare aree a scapito di altre”, ha aggiunto. Se riusciamo a rallentare la curva del contagio potremo affrontare le prossime settimane “con un margine di serenità”, lo ha detto il Premier Giuseppe Conte al “Corriere Tv”.

 

 

Coronavirus, l’annuncio del premier Conte: “Regole diverse per aree”. E sul vaccino…

Il premier Giuseppe Conte è intervenuto questo pomeriggio al Senato. Di seguito, le sue dichiarazioni.

“L’evoluzione dell’epidemia risulta molto preoccupante. Il quadro epidemiologico è in via di transizione verso uno scenario di tipo 4, quello più critico. In particolare con riferimento ad alcune regioni che già accusano rischi di tenuta dei servizi sanitari. Avremo una fascia riservata alle Regioni a rischio alto, di scenario 4, con le misure più restrittive, poi avremo seconda una fascia, con Regioni a rischio alto ma compatibili con lo scenario tre, con misure lievemente meno restrittive; infine ci sarà una terza fascia con tutto il territorio nazionale per le restanti regioni”, ha spiegato.

“Nell’ultima settimana 11 Regioni e Province autonome sono classificate a rischio elevato, altre 8 regioni sono classificate a rischio moderato. L’aumento rapido dell’incidenza è coerente con l’aumento dell’Rt nazionale che si colloca a 1,7. In alcune regioni il dato è superiore alla media nazionale. Il quadro appena descritto non tiene conto delle misure restrittive dell’ultimo Dpcm, non tiene conto dell’impatto delle misure sulla curva di crescita. Questi effetti potranno essere visibili dopo 14 giorni dall’adozione di queste misure. Sebbene gli effetti saranno positivi, dobbiamo anche ammettere che al momento non vi sono evidenze scientifiche di pronosticare la misura di questo impatto che si presume positivo. Siamo costretti dunque ad intervenire in un’ottica di prudenza, attuando ulteriori misure. Strategia che va modulata, in base alle differenti criticità dei territori”, ha proseguito.

“Vi annuncio che il ministero della Salute sta già lavorando ad un piano di distribuzione dei vaccini. Quando arriveranno le prime dosi non ci troveremo impreparati. Procederemo alla distribuzione secondo un piano preordinato e definito. Favoriremo le fasce più fragili, tra le fasce più vulnerabili, il governo considera anche le persone più anziane. Sono i nostri cari che hanno realizzato la ricostruzione del Paese dopo le rovine del Secondo conflitto mondiale. Sono i nostri genitori, i nostri nonni che con laboriosità e spirito di iniziativa hanno consentito il ‘miracolo economico’ che ci ha proiettato tra le potenze più avanzate del pianeta, membri del G7”, ha concluso Conte.

Trasporti, Musumeci sollecita confronto col ministro De Micheli: “Convochi il tavolo sulle infrastrutture”

“Malgrado le sue assicurazioni, a distanza di oltre quattro mesi, quel Tavolo di confronto non è stato ancora convocato”.

Lo scrive il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, in una lettera inviata al ministro delle Infrastrutture e dei trasporti Paola De Micheli, in merito all’individuazione delle “infrastrutture di mobilità strategiche, necessarie alla Sicilia per acquisire un ruolo da protagonista nell’area del Mediterraneo”.

L’impegno a istituire un momento di confronto tra governo centrale e Regione era stato assunto dal titolare del dicastero di piazzale di Porta Pia, su proposta di Musumeci, in occasione dell’incontro tra i due svoltosi a Roma il 16 giugno scorso. Incontro al quale era presente anche il ministro per il Sud, Giuseppe Provenzano. “Comprendo le sue difficoltà a far fronte a una grande mole di impegni – conclude il presidente nella sua lettera – ma la invito a trovare modi e tempi per avviare il concordato confronto con il governo della Regione Siciliana”. In quella occasione, il presidente Musumeci, accompagnato dall’assessore Marco Falcone, aveva sollecitato al ministro l’esigenza di far conoscere la reale volontà del governo Conte sull’ammodernamento della rete ferroviaria, sul completamento dell’autostrada da Mazara del Vallo a Gela, sulla creazione di un porto hub per intercettare il traffico navale mercantile del Mediterraneo, sulle lentezze dei cantieri Anas e sull’inserimento in agenda del collegamento stabile sullo Stretto. Musumeci ha anche concordato con il ministro un Piano straordinario per le strade provinciali, coperto da un intervento finanziario di oltre seicento milioni di euro, con risorse regionali e statali. Da allora, però, il Tavolo romano non è stato più convocato, determinando così il sollecito del governatore siciliano.

Coronavirus, Centuripe e Vittoria nuove “zone rosse” in Sicilia. I dettagli

Due nuove “zone rosse” in Sicilia.

Lo ha deciso il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, per contrastare la diffusione del Coronavirus. Si tratta dei Comuni di Vittoria, in provincia di Ragusa, e Centuripe nell’Ennese. L’ordinanza, adottata d’intesa con l’assessore alla Salute Ruggero Razza, sentiti la Commissione prefettizia e il sindaco, resterà in vigore dal 3 al 10 novembre.

Il 2 novembre 2020, gli esercizi commerciali (quali bar, ristoranti, rosticcerie, panifici, pollerie, paninerie e similari) garantiranno per le finalità di asporto l’accesso solo a una persona per volta e sempre con l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale, anche per l’attività di consegna a domicilio. Sarà vietato circolare, a piedi o con qualsiasi mezzo pubblico o privato, fatta eccezione nei casi in cui ci si debba recare sul luogo di lavoro (solo se non è consentito il cosiddetto “smart working”), ovvero per l’acquisto o il consumo di generi alimentari e l’acquisto di beni di prima necessità, per ragioni di natura sanitaria o per appuntamento presso studi professionali. Consentito il transito per l’ingresso e l’uscita di prodotti alimentari, di prodotti sanitari e di beni o servizi essenziali, così come per i residenti o domiciliati (anche di fatto) nei due Comuni interessati, esclusivamente per garantire le necessarie cura e l’allevamento degli animali, nonché per le attività imprenditoriali non differibili in quanto connesse al ciclo biologico di piante. La partecipazione a funzioni religiose è contingentata nel numero dei partecipanti secondo un apposito protocollo che verrà condiviso tra i Comuni e gli eventuali richiedenti. Tutte le attività didattiche e scolastiche, di ogni ordine e grado, sono sospese, così come le fiere, le sagre e i mercati rionali.

Il mercato ortofrutticolo di Vittoria mantiene la propria piena funzionalità. Con riferimento al ciclo della filiera agroalimentare e ortofrutticola e, in genere, all’organizzazione delle attività mercatali, l’Azienda sanitaria provinciale di Ragusa dovrà intensificare i controlli per la prevenzione e il contenimento del contagio.

Scomparsa padre Sorge, Orlando: “Compromissioni Dc e mafia denunciate anche grazie a lui’

“Padre Sorge ha avuto un importante ruolo nel più ampio impegno dei Gesuiti nella storia di cambiamento della città e della politica nazionale. Un impegno che ha trovato a Palermo momenti di anticipazione e di sperimentazione di rinnovamento etico, culturale e politico sin dai primi anni ’80 e nel cui contesto trovarono spazio e voce istanze e modelli diversi”.

A dichiararlo è il Sindaco di Palermo Leoluca Orlando che, all’Adnkronos, ha ricordato padre Bartolomeo Sorge – il religioso che ispirò la ‘Primavera di Palermo’, scomparso proprio nelle scorse ore.

“Fra questi, alcuni legati alle forme-partito ancorate ad un approccio ideologico ed altri, che con le esperienze della Primavera trovarono il proprio punto di partenza e sono proseguite negli anni, improntati al rinnovamento delle forme della politica e della partecipazione, non più legati alle ideologie quanto ad una visione di sviluppo delle comunità nel più ampio contesto globale”.

 

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