Palermo, emergenza coronavirus e crisi delle categorie di barbieri e parrucchieri. Parlano Orlando e Piampiano

“La corretta applicazione delle norme di contrasto al Covid da parte di categorie artigiane quali barbieri e parrucchieri ha portato, soprattutto per quest’ultima categoria, un doppio danno dovuto all’interruzione dell’attività commerciale e dalla contemporanea attività di abusivi che in spregio delle norme di igiene e sicurezza operano a domicilio. Facciamo appello ai cittadini perché non usufruiscano di questi servizi che sono prima di tutto pericolosi per loro stessi e auspichiamo che comunque nel frattempo tutte le  categorie artigiane possano trovare adeguate forme di sostegno economico per i danni che stanno subendo”.

Lo dichiarano con una nota congiunta il sindaco, Leoluca Orlando e l’assessore alle Attività Economiche, Leopoldo Piampiano, con riferimento alla crisi che stanno attraversando, tra le altre, le categoria dei barbieri e dei parrucchieri.

Sagramola: “Ecco come tuteleremo gli interessi del Palermo. Coronavirus? Mi devono spiegare una cosa…”

 

Parla Rinaldo Sagramola.

L’epidemia da COVID-19 si è ormai progressivamente estesa in tutta Europa, delineando un quadro sanitario estremante complesso in Italia, con un numero ingente di contagiati ed un computo drammatico in termini di soggetti deceduti. Il Governo italiano, per questa ragione, ha scelto di adottare contromisure rigorose ma necessarie per contrastare la diffusione della malattia. Decreti con annesse norme comportamentali di matrice igienico-sanitaria, volti ad evitare assembramenti e a ridurre al minimo i contatti sociali, con l’obiettivo di ridurre drasticamente il rischio di ulteriori contagi. I provvedimenti istituzionali hanno avuto importanti ripercussioni anche sul mondo dello sport, dove le attività agonistiche sono state bloccate fino a data da destinarsi nel pieno rispetto delle norme ministeriali. I club, professionistici e non, dunque, si trovano oggi di fronte ad un futuro incerto, che potrebbero compromettere anche gli sforzi compiuti nei mesi scorsi per ottenere conquiste sul campo.

L’amministratore delegato del Palermo, intervenuto ai microfoni di TMW Radio, ha detto la sua sul futuro della Serie D, soffermandosi sulle possibilità che hanno i rosanero, attualmente in testa alla classifica, di ottenere la promozione.

“L’auspicio — ha detto Sagramola  è di poter concludere regolarmente la stagione, sul campo. Laddove non fosse ritenuto possibile, andrebbe capito come, con tre quarti di campionato disputato, verranno considerate le classifiche. Ovviamente nel nostro interesse c’è che sacrifici e risorse impegnate non siano vanificati. Faremo di tutto, nelle nostre possibilità, per difendere i nostri legittimi interessi. Una gran parte di campionato si è svolto e le classifiche delineate devono avere un valore. Si farà tutto il possibile, anche spostando date e luoghi. Terminare la stagione il 31 dicembre potrebbe dare possibilità di concludere i tornei ed evitare battaglie legali. Noi siamo in Serie D. Abbiamo accettato di ripartire da lì con un sacrificio economico non indifferente, abbiamo versato una tassa di 1 milione di euro, e stiamo tentando di risalire velocemente verso contesti più consoni alla tradizione calcistica della città”.

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Nel caso in cui i campionati ripartano, al termine dell’emergenza sanitaria, tuttavia, la FIFA disporrà il rispetto di un rigoroso protocollo per evitare ulteriori contagi.

“Ho detto che noi saremmo nelle condizioni di poter adempiere, ma abbiamo anche la consapevolezza che non molte squadre tra i dilettanti potrebbero farlo. Per questo attendiamo con forte interesse di capire come la federazione vorrà considerare le classifiche maturate a inizio marzo. Non vogliamo risalire alle spalle di altri, è tutto tranne che sportivo. Semplicemente bisogna spostare i termini per avere le idee più chiare. La realtà è che dobbiamo ancora capire dove si va a parare. C’è un interrogativo a cui non ho mai sentito dar risposta: dopo 40 giorni di domiciliari, i nuovi positivi da dove e come escono? Perché non ce lo dicono? Ormai è più di un mese che siamo tappati in casa, eppure ogni giorno c’è un mare enorme di nuovi contagiati. In conferenza eppure non la sento questa domanda… Qualcuno magari presto potrà soddisfare il mio interrogativo, anche perché se non ci fossero risposte sarei preoccupato. Secondo me oggi chi ha responsabilità deve dare un contributo per capire come si potrà ripartire, a prescindere dal periodo. Il virus non lo sconfiggiamo stando a casa, evitiamo solo di congestionare la sanità pubblica, ma saremo sempre a rischio finché non ci sarà un vaccino. Che si debba ripartire è un dato di fatto, altrimenti si muore di fame, ancor di più se ripartono i paesi che sono nostri competitor internazionali. Possiamo anche ripartire a dicembre, ma poi dobbiamo capire cosa succede al primo calciatore che verrà trovato positivo al primo controllo. Lo stesso discorso vale per gli operai: che fai, fermi la catena di montaggio? Questo è lo sforzo che serve fare, bisogna ricominciare a vivere, anche con il virus in circolo. Il calcio è un movimento che crea tanto lavoro, non è solo per quei ventidue che scendono in campo. Lo Stato ha interesse che vada avanti quel business che paga oltre un miliardo di imposte l’anno e dà lavoro alle figure lavorative più disparate”.

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Palermo, rivoluzione per lo sport. Orlando: “Settore vitale per la città, incontreremo Spadafora”

 

Lo sport come mezzo per rilanciare la città di Palermo.

L’emergenza Coronavirus continua ad impegnare quotidianamente medici ed infermieri che stanno lottando con tutti i mezzi possibili per salvare quante più vite possibili. Inoltre stanno cominciando ad emergere i primi risultati positivi delle misure restrittive adottate dal Governo italiano, dal momento che il numero dei tamponi risultati positivi è in costante flessione verso il basso e continua a diminuire il numero dei pazienti ricoverati nella sale di terapia intensiva.

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In questo momento gli organi sportivi stanno lavorando per cercare di comprendere come riprendere nel modo più sicuro possibile le manifestazioni sportive tutelando la salute degli atleti e delle loro famiglie. Le Federazioni sono in costante contatto con i rappresentanti del Governo, che dovrà attuare una riforma economica e finanziaria anche al mondo dello sport il quale attualmente è tra i più colpiti dalla crisi visto lo stop totale subito nel corso dell’ultimo mese. Per tale motivo l’assessore Paolo Petralia Camassa gli operatori dello sport palermitano e il sindaco Leoluca Orlando per definire i punti focali del colloquio che questi avranno con Vincenzo Spadafora, ministro per le politiche giovanili e lo sport giovedì prossimo alle ore 12. Questo il comunicato pubblicato sul sito ufficiale del comune di Palermo:

Dopo l’incontro con gli assessori allo sport delle città metropolitane, l’Assessore Paolo Petralia Camassa, ha incontrato la scorsa settimana, molti operatori dello sport palermitano. Le misure previste nei diversi Decreti del Governo hanno fatto rilevare delle criticità relative alla ripresa del settore sportivo e grazie al confronto con gli operatori del settore della città è stata stilata una lista di proposte da sottoporre al Ministro Spadafora. Tra i punti in agenda, si chiede l’intervento governativo per la sospensione dei canoni concessori degli impianti sportivi pubblici, la sospensione dei pagamenti dell’IVA per il comparto sportivo fino al riavvio delle attività, contributi, prestiti d’onore, fondi garanzia e nuove regole per le sponsorizzazioni. ‘Domani pomeriggio’ –  dichiara l’Assessore Paolo Petralia Camassa – ‘in un continuo e proficuo scambio di informazioni  finalizzate  ad ottimizzare i risultati ed in considerazione dell’ottima intesa esistente  tra il settore sportivo e l’amministrazione, incontreremo gli operatori dello sport cittadino per un ultimo confronto prima di quello con il Ministro. Quello che chiederemo al Governo ha una duplice funzione, permettere allo sport di poter ripartire e al contempo gestire nel modo migliore la fase della ripartenza tenuto conto delle grandi difficoltà in cui versa lo sport a causa della crisi’. ‘Lo sport come il turismo è stato uno degli elementi che hanno rilanciato la città in questi anni, con decine di eventi nazionali ed internazionali. L’associazionismo sportivo di base e di eccellenza ha rappresentato in questi anni uno dei mondi vitali della città e insieme stiamo ora lavorando per costruire insieme un percorso in vista della cosiddetta Fase 2. L’Amministrazione comunale si farà portavoce col Governo nazionale, direttamente o tramite l’ANCI, di sostenere questo settore, anche perché sarà un modo per rimettere in moto la nostra comunità’ – dichiara il sindaco di Palermo. L’assessore Paolo Petralia Camassa, il sindaco Leoluca Orlando e gli assessori allo sport delle città metropolitane incontreranno in video conferenza il Ministro Spadafora giovedì prossimo alle ore 12.00“.

Coronavirus, il Palermo prolunga la sospensione degli allenamenti: i dettagli

La notizia era nell’aria, nella giornata di ieri l’ufficialità.

Il lockdown per l’Italia è stato prolungato fino al prossimo 3 maggio. “Proroghiamo le misure restrittive fino al 3 maggio, una decisione difficile ma necessaria di cui mi assumo tutte le responsabilità politiche”. Lo ha detto il premier Giuseppe Conte, intervenuto in conferenza stampa a Palazzo Chigi, annunciando il nuovo Dpcm che contiene alcune riaperture, come librerie, cartolerie e negozi di abbigliamento per bambini.

E’ ancora lontana, dunque, la ripresa dell’attività sportiva e delle sedute di allenamento per la preparazione di atleti, professionisti e non, all’interno degli impianti sportivi di ogni tipo. Per questo motivo, il Palermo “attenendosi alle disposizioni del DPCM del 10.04.2020 in relazione all’epidemia da Covid-19” ha comunicato che “la sospensione degli allenamenti è stata prolungata, salvo nuove indicazioni, fino al 3 maggio”. Si legge in un comunicato diramato dal club rosanero sul proprio sito di riferimento.

Palermo, Succi e il gol a San Siro con l’Inter: “È il più bel ricordo della mia carriera. Futuro? Studio per diventare allenatore”

Undici anni fa.

Era esattamente l’11 aprile 2009 quando, a San Siro, Succi fece esultare i tifosi del Palermo. In quell’occasione l’attaccante emiliano riuscì a realizzare la rete che valse il 2-2 finale contro l’Inter, completando una strepitosa rimonta. Intervistato da Il Giornale di Sicilia, l’ex ravennate ricorda con piacere questo suo gol: “Era la mia prima volta a San Siro, non avevo mai giocato lì. È forse il più bel ricordo della mia carriera, quando esultai per il gol c’erano mio padre e mio suocero in tribuna. Poi in quello stadio meraviglioso, con quella cornice di pubblico e in quel contesto fu tutto ancor più bello. Passammo dall’essere sotto per 2-0 a pareggiare la partita sul 2-2 grazie al mio gol. Guardare oggi l’immagine del tabellone con i marcatori di quella partita mi fa uno strano effetto: Balotelli, Ibrahimovic, Cavani… e Succi“.

Succi adesso gioca nel Meldola e sogna di avere un futuro anche come allenatore: “Ho la maglia di quella partita e me la tengo stretta – ricorda ancora l’ex centravanti rosanero -. Anche perché nel calcio, le emozioni di quel tipo farò fatica a ritrovarle. Adesso sto studiando da allenatore, mi diverto a giocare nel Meldola e finché potrò darò sempre due calci. Il mio obiettivo però è allenare, senza l’emergenza sanitaria avrei dovuto fare a breve il corso Uefa A e spero di potermi togliere un giorno delle belle soddisfazioni anche in panchina“.

Tre stagioni in Sicilia e tante soddisfazioni, era un Palermo diverso: “Erano bei tempi – aggiunge Succi -. Avevamo un grande gruppo e una squadra con tanta qualità. Riuscire a ritagliarmi uno spazio importante in quel Palermo è stata una grande soddisfazione. Io arrivai veramente per caso, perché avevo segnato una doppietta in Coppa Italia contro i rosa quando ero al Ravenna. C’era diffidenza da parte di tutti, chiaramente, non avendo mai giocato prima in Serie A. Invece non solo mi trovai in A, ma in una squadra che lottava per l’Europa e l’anno dopo per poco non finiva tra le prime quattro“.

Infine, Succi si è soffermato sui compagni di reparto che ha avuto in rosanero: Miccoli, Cavani, Pastore, Budan, Hernandez, Mchedlidze e chi più ne ha, più ne metta. La cosa più facile sarebbe stata prendere questa situazione come una botta di fortuna, invece sono riuscito a entrare, essere importante per la squadra e fare gol, anche importanti come quello realizzato contro l’Inter. Poi il calcio è strano e ogni annata è diversa dalle altre, ma l’importante è dare il massimo e lasciare un bel ricordo. Io a Palermo sono tornato poche volte, ma mi è rimasta nel cuore. La città e il presidente Zamparini mi hanno dato la possibilità di entrare in un calcio che non avevo mai visto prima“, ha concluso il classe 1981.

Sagramola: “Nessuna società uscirà indenne da questa situazione”. E sull’ipotesi mini-ritiro…

Stop forzato.

La pausa dovuta all’emergenza sanitaria mondiale legata alla diffusione del coronavirus ha costretto leghe e federazione ad interrompere i campionati ed ancora è praticamente impossibile stabilire quanto ripartiranno i tornei. L’effetto di questa sosta potrebbe essere però devastante per parecchie società, soprattutto per quanto riguarda l’aspetto economico-finanziario.

Intervistato da Il Giornale di Sicilia, l’amministratore delegato del Palermo, Rinaldo Sagramola si è soffermato su questo aspetto: “Se ci saranno perdite andranno condivise tra tutti: club, tesserati e dipendenti – spiega l’ad rosanero -. Non c’è qualcuno che possa pensare di uscirne totalmente indenne, purtroppo. Chi lo pensa, ha una visione molto egoistica delle cose. All’estero parecchie società hanno introdotto la cassa integrazione, in Italia ho letto di diverse società, anche in Serie A, che stanno seguendo questo percorso per far fronte ad una situazione di emergenza. Per quanto ci riguarda, anche noi lo abbiamo fatto e, quando è stato necessario, abbiamo richiamato dalla cassa integrazione i dipendenti che hanno dovuto adoperarsi per portare avanti determinate situazioni“.

Il dirigente della società di viale del Fante si è anche soffermato sulla situazione contagi in Sicilia: “È da capire a Palermo come si svilupperà la situazione di Villa Maria Eleonora. Sembravamo essere una sorta di isola felice, adesso per la verità sono anche un po’ preoccupato. Speriamo che riescano a contenere il tutto“. A prescindere da ciò, l’auspicio di Sagramola e del Palermo e quello che si possa tornare in campo per centrare la promozione in Serie C: “Mini-ritiro? Non ci stiamo ancora pensando ma non mancherà modo di farlo. Si troveranno le soluzioni, in quel caso“, ha concluso Sagramola.

Coronavirus, Puscas: “Passerà presto! Il Palermo risalirà, questa piazza merita. Ritorno in Italia? Rispondo così”

“Questo momento passerà presto, ne sono sicuro”.

Lo ha detto George Puscas. L’ex attaccante del Palermo, attualmente in forza al Reading – vero e proprio trascinatore della squadra inglese -, intervenuto ai microfoni di TMW, ha detto la sua in merito all’emergenza sanitaria mondiale legata alla diffusione del Coronavirus. Una situazione complessa e un quadro sanitario estremamente complesso in tutto il mondo, dove continuano a registrarsi dati drammatici, in termini di soggetti contagiati e deceduti, che continua a ripercuotersi, inevitabilmente, anche nel calcio. Le norme istituzionali adottate dal Governo al fine di bloccare la diffusione del terribile e temibile virus, infatti, hanno avuto importanti ripercussioni anche su tutto il mondo dello sport che ha dovuto procedere con la sospensione di tutte le attività agonistiche fino a data da destinarsi.

“Anche qui in Inghilterra purtroppo è tutto bloccato. Io mi alleno a casa, quello che facevo in palestra lo sto facendo in casa. Certo, non vado più al campo e non mi alleno con la squadra. Quanti allenamenti in campo serviranno prima di tornare a giocare? Magari due-tre settimane. Dipenderà anche da quanto staremo ancora fermi”.

Differenze tra il campionato italiano e quello inglese: “Qui il calcio si vive in maniera molto intensa. I tifosi vanno sempre allo stadio, l’ambiente è bello, sto bene. In Italia il campionato è altrettanto bello ma più tattico, qui si pensa più a fare gol. Al Reading sono davvero contento, ho avuto grandi soddisfazioni e spero di continuare quando torneremo a giocare. In Italia sono stato bene. È uno dei campionati più forti. Ma penso all’Inghilterra, al Reading, dove devo continuare a fare meglio. Poi si vedrà”.

Premiato come miglior calciatore della Romania del 2019: “Sono soddisfatto del riconoscimento. Spero di riceverne altri. E spero anche di continuare a fare bene con la Nazionale”.

Chiosa finale sul nuovo Palermo di Rosario Pergolizzi, squadra che guida la classifica del Girone I del campionato di Serie D e che attende inerme la fine di questa tragica epidemia per tornare in campo e far sognare i tifosi rosanero: “Lo sto seguendo. Risalirà, ne sono sicuro. La piazza merita, ce la farà”, ha concluso Puscas.

Covid-19, Rap: “A Palermo rimossi temporaneamente diverse batterie di cassonetti”

Nelle vie della movida palermitana, in particolare nelle vie Spinuzza, Monteleone e piazzetta Lanza, è stata rimodulata la distribuzione dei cassonetti in quanto risultavano in soprannumero rispetto ai conferimenti attuali in virtù della chiusura momentanea, causa COVID 19, dei locali che insistono in tali siti.

L’iniziativa è partita anche su input dei residenti in quanto ogni postazione si era trasformata in una discarica.

Nelle tre vie sopra menzionate si è passati in totale da un numero di 43 cassonetti a 15 cassonetti.

Le postazioni sono state così rimodulate: in via Spinuzza, numero 7 cassonetti contro 25; in via Monteleone, numero 5 contro 7 cassonetti. A piazzetta Lanza rimasti numero 5 contro 11 contenitori.

In questo momento particolare – dichiara il presidente della RAP, Giuseppe Norata dove la salute e l’igiene pubblica devono essere più attenzionate, ho condiviso quanto segnalato dagli utenti della zona che anche in questo momento cercano di collaborare con alto senso di responsabilità”.

Coronavirus, Zacco: “Anche per le guardie giurate adeguati strumenti contro rischio contagio”

L’applicazione delle norme di prevenzione del contagio sta richiedendo in questi giorni un impiego notevole di personale di vigilanza e sicurezza in diversi luoghi pubblici e privati. Paradossalmente è proprio questo personale che spesso non è stato dotato di adeguati dispositivi di protezione”.

Lo segnala il presidente della VI commissione consiliare, Ottavio Zacco, che sottolinea come sia “necessario dotare al più presto le Guardie giurate di adeguati strumenti visto che il loro lavoro è in questo momento ancora più fondamentale per garantire il regolare svolgimento delle attività di decine di attività commerciali e produttive che garantiscono servizi essenziali.Per questo ho rivolto un appello al Sindaco, alla Prefetta e alla Protezione civile perché questi lavoratori abbiano la disponibilità di DPI che garantiscano loro e le loro famiglie dal rischio di contagio“.

Il sindaco Leoluca Orlando ha affermato di “condividere la preoccupazione” ed ha assicurato che se ne farà portavoce nelle sedi opportune, “sollecitando contemporaneamente tutti i datori di lavoro in tutti i settori a fare quanto indispensabile perché i lavoratori possano operare in sicurezza“.

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