Coronavirus, Jesus Jaime Mba Obono finalmente a Palermo, il saluto e la solidarietà del sindaco Orlando

Un abbraccio a Jaime e alla sua famiglia. Un abbraccio dalla città e dal Sindaco che si sono adoperati per fare propri gli appelli della famiglia per sostenere questo nostro concittadino originario della Guinea, colpito dal Covid-19“, lo ha detto il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando commentando l’arrivo con un volo militare di Jesus Jaime Mba Obono, l’informatico di 49 anni, cittadino italiano che si trova da oggi ricoverato nel reparto di terapia intensiva e rianimazione dell’ospedale ‘Cervello’ dopo aver contratto il coronavirus, in Guinea equatoriale, suo paese d’origine.

Sono grato a tutti coloro che hanno contribuito a questo sforzo importante per la tutela della vita, dal Governo nazionale all’Aeronautica militare, dalla stampa locale che ha seguito con attenzione e passione questa vicenda, alla nostra Polizia Municipale il cui comandante ha oggi accolto all’Aeroporto l’equipe medica e i militari che hanno curato il trasporto sanitario”, ha aggiunto il sindaco.

È un esempio di impegno corale e di umanesimo, che vuol dire la capacità di rispettare e far propri i diritti di tutti e di ciascuno, a partire dall’inviolabile diritto alla vita“, ha concluso Orlando.

 

Fase 2, in Sicilia più libertà negli spostamenti: la nuova circolare della protezione civile

Attraverso una circolare, la protezione civile regionale ha fornito ulteriori chiarimenti legati al decreto firmato dal presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci per l’avvio della Fase 2 nell’Isola. Per quanto riguarda le “seconde case”, una volta trasferiti, ci si può spostare anche da lì per lavoro e altre urgenze. Inoltre nei giorni feriali si potranno raggiungere queste abitazioni al fine di compiere “opere di manutenzione”. Per quanto concerne gli spostamenti, inoltre, ci si potrà recare in un altro comune anche per acquistare generi di prima necessità, pure alimentari. Dunque, si potrà uscire dal proprio comune anche per fare la spesa. Sono consentiti i traslochi (regolamentato dai codici), gli addestramenti cinofili all’aperto, la pesca sportiva e la manutenzione dei natanti anche fuori dal proprio comune, nei mercati all’aperto (e nelle aree comunali) si posso vendere soltanto alimentari.

Come annunciato nei giorni scorsi anche dal governatore, fra i motivi di arrivo in Sicilia adesso sono indicati anche i ricongiungimenti familiari e il ritorno nelle proprie case da parte dei siciliani rimasti bloccati fuori Regione. Per chi torna restano attive le precauzioni sanitarie del controllo all’arrivo, della quarantena obbligatoria per 14 giorni anche in assenza di sintomi e del tampone a fine quarantena e l’attesa dell’esito prima di poter circolare liberamente. Sono esonerati dalla quarantena i lavoratori pendolari o quelli delle imprese ed opere edili pubbliche e private che, per motivi di cantiere, giungano da fuori regione o debbano recarsi in altra Regione e poi rientrare ma devono sottoporsi al controllo all’arrivo ogni volta che tornano in Sicilia.

 

Coronavirus, Musumeci chiede il raddoppio delle corse aeree e l’aumento di quelle navali per la Sicilia

Il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci – con una nota inviata stamane ai ministri dei Trasporti e della Salute – ha chiesto il raddoppio delle corse aeree da e per la Sicilia e l’aumento di quelle navali sullo Stretto di Messina, per far fronte al considerevole aumento di traffico a seguito dell’avvio della “Fase 2”.

Restano immutate le prescrizioni, già adottate dalla Regione, alle quali si devono attenere coloro che ritornano nell’Isola: registrazione sul portale web dedicato dell’assessorato della Salute (siciliacoronavirus.it), obbligo di isolamento in quarantena e sottopposizione, al termine del periodo, al tampone rino-faringeo. Per quanto riguarda i passeggeri agli approdi a Messina, i controlli sanitari continueranno a essere assicurati dalla Regione, mentre per gli aeroporti di Palermo e Catania, la cui competenza è in capo all’Usmaf, Musumeci ne ha chiesto il rafforzamento.

Nella missiva, il governatore ha manifestato la disponibilità a una integrazione del precedente decreto interministeriale sulla mobilità. In particolare, si dovrebbe passare da due a quattro voli al giorno da Roma per Palermo e per Catania (e viceversa), mentre i collegamenti navali tra Sicilia e Calabria da cinque diventerebbero otto, in ogni direzione. Musumeci ha chiesto anche che lo stato di necessità ricomprenda anche coloro che si ricongiungano alla famiglia o debbano rientrare alla propria residenza o domicilio.

Nessuno deve pensare, però – afferma il presidente – che la “Fase 2” sia un ‘tutti liberi’, stiamo attenti. Il dato di tre regioni deve farci riflettere: in questo momento, Veneto, Lombardia e Piemonte assieme hanno 60 mila positivi, la Sicilia 2.200. Ho ricevuto centinaia di richieste da parte di ragazzi soprattutto che mi chiedevano ‘ci faccia a rientrare, ci faccia rientrare’. Sono padre e nonno e comprendo benissimo l’emozione, l’affetto e le necessità che si pongono in una famiglia. Ma credetemi è difficile trovare il punto di equilibrio per coniugare, da una parte, le esigenze affettive e, dall’altra, le esigenze della prudenza e della cautela, per evitare che si possa entrare in Sicilia senza sapere di essere portatori del virus. Come succede anche agli asintomatici. Quando c’è stato il famoso esodo di inizio marzo, su decine di migliaia di persone abbiamo trovato centinaia di positivi che non mostravano assolutamente alcun sintomo. Quindi bisogna stare prudenti per evitare di ricominciare da capo e la ricaduta sarebbe più complicata della prima fase. Quindi buon rientro a chi ha più di un motivo per rientrare nella nostra Isola, per tutto il resto guardiamo avanti”.

“Siamo arrivati alla Fase 2 – sottolinea il governatore – quindi bisogna allargare un po’ la maglia, ne siamo tutti consapevoli. Naturalmente, man mano che il tempo scorre, verificheremo il dato epidemiologico e quindi valuteremo se chiedere di aumentare, di volta in volta, il numero dei voli, delle corse del treno e dei traghetti sullo Stretto. Voglio chiarire – aggiunge Musumeci – che un blocco per i casi di necessità non c’è mai stato. Neanche nei momenti più critici dell’epidemia, sia gli ordinamenti nazionali che quelli regionali hanno sempre consentito l’ingresso alle Forze dell’ordine, alle Forze armate, al personale sanitario, e per gravi motivi personali, sanitari o di famiglia”.

Coronavirus, a Palermo riprendono gli allenamenti individuali: il “Renzo Barbera” riapre le porte

Dopo quasi due mesi di stop forzato, anche lo Stadio “Renzo Barbera” ha riaperto le porte.

Ieri, lunedì 4 maggio, ben venticinque calciatori rosanero si sono presentati per la seduta facoltativa organizzata dalla società, naturalmente nel rispetto della normativa per evitare la diffusione del Coronavirus : niente assembramenti e distanza di sicurezza di almeno due metri. Palestra e spogliatoi restano ancora chiusi, con l’amministratore delegato Rinaldo Sagramola che si è limitato ad aprire il portone dell’impianto sportivo; il preparatore atletico Marco Petrucci ha seguito gli allenamenti individuali  a distanza; mentre lo staff medico è rimasto in disparte per esser pronto ad intervenire qualora vi fosse qualche particolare emergenza nel corso della seduta.

Il club rosanero resta però sempre in attesa della decisione da parte del consiglio federale che si riunirà venerdì: “L’ipotesi di una ripresa resta quanto di più remoto possibile, ma in caso di stop definitivo bisognerà valutare i criteri per definire i verdetti finali. Il presidente Sibilia ha già detto di voler garantire il merito sportivo delle capolista, tra cui il Palermo, che potrebbe così ritrovarsi promosso in C già questa settimana“, scrive l’odierna edizione de Il Giornale di Sicilia.

Coronavirus, Musumeci sui rientri in Sicilia: “Piano a scaglioni per evitare esodo”

“In Sicilia da oggi possono tornare nell’Isola tutti coloro che rientrano nelle fattispecie previste dalle ordinanze, chi per motivi di salute o chi per giustificati motivi familiari. Questa è stata la linea del rigore seguita fino ad oggi e che ha dato risultati. Non c’è dubbio che ora bisogna allargare le maglie”.

Lo ha detto il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, intervenuto ai microfoni di Radio1.

“Abbiamo ricevuto tantissime richieste di cittadini siciliani residenti in Sicilia e che vogliono rientrare. Stiamo concordando con il ministero dei Trasporti una soluzione che ci consentirà di evitare l’esodo registrato nei primi giorni di marzo, quando trovammo centinaia di asintomatici, e di avere un rientro scaglionato consentito solo per i casi di estrema necessità. Sono tante le esigenze familiari ma vorrei che i siciliani si rendessero conto anche del fatto che il presidente della Regione ha l’obbligo di garantire la salute dell’intera comunità”.

Messina, cimiteri chiusi. Il Sindaco De Luca: “Musumeci faccia chiarezza”

“Non ho ancora ricevuto risposta dai ministeri competenti dopo la nota inviata in Prefettura sui quesiti posti sulle contraddizioni dell’ultima ordinanza ampliativa del presidente della regione siciliana, rispetto al Dpcm del 26 aprile scorso del presidente Conte. Per tale motivo ho disposto un’ordinanza che recepisce ciò che è il dettato normativo nazionale, lasciando fuori invece ciò che delle disposizioni regionali è in contraddizione col Dpcm in vigore”. Lo ha detto il Sindaco di Messina, Cateno De Luca.

“Di conseguenza si autorizza la ripresa di tutte le attività produttive, commerciali, professionali e industriali previste dall’allegato 3 del decreto e i cimiteri rimarranno chiusi al pubblico fino al ricevimento di nuove indicazioni, sino a quando non riceveremo i chiarimenti dovuti. Non permetterò che la mia comunità venga accusata di violare le norme perché il presidente Musumeci non ha le idee chiare o perché intende ricorrere a ‘forzature’, come lui stesso le ha definite“, ha proseguito.

“In sostanza cosa dice Musumeci ai sindaci con la sua ultima ordinanza? Se volete aprite i cimiteri. Quindi la responsabilità delle violazioni della circolare ministeriale che ne dispone la chiusura ricade sui sindaci? Non ci sto. Se vuole aprirli, perché non si prende la responsabilità di specificarlo apertamente, come fatto dal Governatore della Puglia? Nella sua ordinanza ci sono imbarazzanti contraddizioni in quanto ci sono dei profili che non solo non sono chiari ma infrangono norme nazionali, come appunto la sopra citata questione dei cimiteri o come la questione della apertura di circoli e associazioni sportive. Fino a quando non si farà chiarezza, questa è la strada che seguiremo. Se il presidente Musumeci vuole ampliare le disposizioni nazionali, si assuma la responsabilità delle proprie azioni, senza delegare ai sindaci. Così non si fa altro che creare confusione nella cittadinanza e alimentare malessere”.

Coronavirus, Musumeci: “Rientri in Sicilia? Piano a scaglioni per evitare esodo”

“In Sicilia da oggi possono tornare nell’Isola tutti coloro che rientrano nelle fattispecie previste dalle ordinanze, chi per motivi di salute o chi per giustificati motivi familiari. Questa è stata la linea del rigore seguita fino ad oggi e che ha dato risultati. Non c’è dubbio che ora bisogna allargare le maglie”. Lo ha detto il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci. 

“Abbiamo ricevuto tantissime richieste di cittadini siciliani residenti in Sicilia e che vogliono rientrare. Stiamo concordando con il ministero dei Trasporti una soluzione che ci consentirà di evitare l’esodo registrato nei primi giorni di marzo, quando trovammo centinaia di asintomatici, e di avere un rientro scaglionato consentito solo per i casi di estrema necessità. Sono tante le esigenze familiari ma vorrei che i siciliani si rendessero conto anche del fatto che il presidente della Regione ha l’obbligo di garantire la salute dell’intera comunità, ha affermato il Governatore della Sicilia ai microfoni di Radio1.

 

Agenda urbana: dalla Regione 70 milioni per 5 comuni del Trapanese

Dalla Regione in arrivo 70 milioni di euro per progetti di investimento e sviluppo nelle città di Castelvetrano, Erice, Marsala, Mazara del Vallo e Trapani. Lo strumento utilizzato è l’Agenda urbana, che interessa i Poli metropolitani dell’Isola e le aggregazioni di Comuni che superano i centomila abitanti.

Un altro territorio siciliano -commenta il presidente della Regione, Nello Musumecipotrà beneficiare di importanti risorse che abbiamo voluto indirizzare a servizi essenziali allo sviluppo delle comunità locali . L’attenzione alla modernizzazione della Pubblica amministrazione con la digitalizzazione di archivi e reti, lo sviluppo di una mobilità sostenibile a basso impatto ambientale e il sostegno alle fasce sociali più deboli sono priorità individuate già nel nostro programma di governo alle quali stiamo dando risposte concrete“.

Finanziamenti europei che il governo Musumeci porta nei territori con le 9 Autorità urbane previste dal Po Fesr Sicilia. Quella della “Sicilia Occidentale”, guidata dal Comune di Marsala, mette assieme cinque città del Trapanese in un’unica strategia di crescita sostenibile ed è la seconda per volume complessivo di finanziamenti dopo quella di Palermo e Bagheria.

Tra le priorità individuate, la tutela dell’ambiente e del territorio (Asse 5 del Po Fesr) con l’azione di contrasto al dissesto idrogeologico e all’erosione delle spiagge, obiettivo per il quale l’Agenda urbana prevede un finanziamento di otto milioni e centomila euro. L’inclusione sociale (Asse 9 del Po Fesr), con la realizzazione o il potenziamento delle strutture e dei servizi per l’infanzia, i minori e gli anziani, e il recupero di alloggi per l’emergenza abitativa, al centro delle politiche della Regione. Un impegno per il quale sono destinati diciotto milioni di euro.

I bandi per realizzare gli interventi previsti sono già stati tutti pubblicati. Viene finanziata l’attuazione dell’Agenda digitale (Asse 2 del Po Fesr) con due milioni e ottocentomila euro destinati alla digitalizzazione e all’innovazione della Pubblica amministrazione. Oltre quaranta milioni di euro sono, invece, la dotazione per progetti che abbiano come obiettivo la riduzione dei consumi energetici per l’illuminazione e gli edifici pubblici, la produzione e l’utilizzo di energie rinnovabili, il potenziamento dei mezzi pubblici e lo sviluppo di sistemi di mobilità sostenibile nel trasporto locale (Asse 4 del Po Fesr).

Trasporto pubblico locale, in Finanziaria oltre 2 miliardi di euro

Con un investimento che supera i 165 milioni annui, per un totale di circa un miliardo in sei anni, il governo Musumeci pone le basi per un futuro di stabilità e crescita per il trasporto pubblico locale su gomma in Sicilia. All’impegno senza precedenti per mole di risorse, la Regione accompagnerà per la prima volta una strategia di pianificazione lungimirante, ma anche di rigorosa vigilanza sulle aziende, a cui chiediamo innovazione e sostenibilità, per garantire al meglio un servizio essenziale di mobilità dei siciliani“, lo dichiara l’assessore regionale alle Infrastrutture e ai Trasporti, Marco Falcone, dopo l’approvazione dell’articolo 12 della Finanziaria regionale dedicato alle misure per i trasporti pubblici regionali.

Inoltre, dopo 14 anni – prosegue l’assessore – introduciamo la gratuità i servizi di trasporto pubblico locale per Forze dell’ordine e Vigili del fuoco. Una doverosa esenzione a uomini e donne in divisa che sono il nostro orgoglio nazionale e la nostra prima garanzia di sicurezza nella vita di tutti i giorni. Per quanto riguarda i trasporti ferroviari e quelli via cielo e via mare per le Isole minori la Regione pianifica l’impegno totale di un altro miliardo e 300 milioni di euro, assicurando i collegamenti vitali per le comunità locali, le attività produttive di ogni ambito e l’economia turistica. Un ringraziamento – conclude Falcone – va a tutte le forze politiche dell’Ars per il sostegno accordato alla misura“.

Trasporti pubblici Palermo, Amat presenta al sindaco le misure per “Fase 2”

Su richiesta del sindaco di Palermo, il presidente dell’Amat, Michele Cimino ha presentato nel corso di una teleconferenza, le iniziative messe in campo dall’azienda di trasporto pubblico per la fruizione dei propri mezzi in ossequio a quanto disposto dai provvedimenti nazionali e regionali in vista della cosiddetta “fase 2” del contrasto alla diffusione del Covid-19.

Il presidente Cimino ha illustrato le misure adottate a bordo dei mezzi per garantire il distanziamento fra le persone ed ha comunicato che l’azienda riaprirà a breve, con forme di prevenzione adeguate, alla riapertura dei servizi commerciali di vendita di biglietti e abbonamenti.

Per quanto riguarda il trasporto sui mezzi AMAT, ogni passeggero potrà salire a bordo di un bus o del tram solo se sarà munito di mascherina di protezione.

Per assicurare il rispetto della distanza di sicurezza di almeno un metro tra un singolo viaggiatore ad un altro, sia seduti che in piedi, su tutti i mezzi verranno apposti degli adesivi che indicheranno il corretto posizionamento da mantenere durante il tragitto.

L’obbligo dell’ingresso su bus e tram con la mascherina sarà indicato con appositi cartelli collocati all’ingresso dei mezzi stessi.

Inoltre saranno costantemente divisi i flussi di entrata e di uscita.

Sempre dal 4 maggio l’Amat ha individuato una serie di fermate (per i bus nelle sole linee centrali) che saranno temporaneamente sospese, con invito all’utenza, indicato sulla palina, a recarsi alla fermata/e successiva/e per rispondere a tali prescrizioni sono state istituite squadre di tre operatori fra addetti alla verifica, bigliettai ed operatori della mobilità, con lo scopo di regolare il flusso dei passeggeri per la salita alle fermate dei bus ed a bordo degli stessi.

La riapertura dei punti commerciali di vendita titoli, sempre da lunedì 4 maggio, si riattiverà presso le sedi di via Giusti, piazzale Ungheria, piazza Indipendenza, Piazzale J. Lennon, via Nina Siciliana, via Basile e capolinea della rete tranviaria, secondo i consueti giorni ed orari in vigore prima della sospensione.

Gli uffici di via Borrelli, invece, rimarranno aperti dal lunedì al venerdì dalle 8,00 alle 13,00 e dalle 14,30 alle 17,30.

Nei punti vendita di via Giusti, piazzale Ungheria e nelle biglietterie con postazioni aperte al pubblico, saranno posizionati separatori trasparenti, al fine di assicurare i necessari livelli di protezione.

Così come per i servizi ai cittadini, dai parchi ai cimiteri per finire agli uffici – ha detto il sindaco Orlando – il Comune e le sue aziende stanno mettendo in campo uno sforzo straordinario perché da lunedì possano riprendere in assoluta sicurezza tante attività, per il cui corretto funzionamento saranno comunque indispensabili la collaborazione ed il senso di responsabilità dei cittadini. Il Governo nazionale ha riconosciuto l’importanza e la valenza sociale del trasporto pubblico, che non si è mai fermato in queste settimane e che ora deve garantire la possibilità della mobilità a quante più persone possibile nel rispetto delle norme di sicurezza. Sono grato all’AMAT per lo sforzo fatto, conscio del fatto che le limitazioni imposte hanno ripercussioni pesanti sull’azienda e sui lavoratori, motivo in più per accrescere l’impegno per la loro tutela ed il loro rilancio“.

In questo momento molto difficile – ha detto il presidente di Amat, Michele Cimino – la nostra azienda sta facendo tutti i necessari sforzi per garantire la sicurezza pubblica de suoi fruitori. Questa è anche occasione per ringraziare tutti gli operatori ed il personale di Amat che stanno fornendo il massimo sforzo al servizio della città“.

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