Viabilità Palermo: riapertura incrocio via Roma via Amari

Ulteriore passo per l’eliminazione dei cantieri di superficie dell’anello ferroviario e per il completamento complessivo dell’opera. Si sono infatti conclusi, all’incrocio fra via Roma e via Amari, i lavori nell’area interessata dai concomitanti lavori per il collettore fognario verso Acqua dei Corsari, e quindi da mercoledì prossimo scatterà la riapertura parziale dell’incrocio Amari-Roma e di via Emerico Amari nel tratto compreso tra via Michele Amari e via Roma.

Contemporaneamente sempre nell’ambito dei lavori dell’anello ferroviario, scatterà la chiusura di via Emerico Amari nel tratto compreso tra via R. Wagner e via Pietro Valdo Panascia (già viaIsidoro La Lumia).

Tali disposizioni saranno in vigore fino al prossimo 27 ottobre 2020.

Per l’assessore alla Mobilità, Giusto Catania,Il cantiere dell’anello ferroviario, dopo i ritardi dovuti alle note vicende che hanno coinvolto Tecnis, sta procedendo speditamente grazie alla serietà dell’impresa D’Agostino e a RFI. Il  cronoprogramma, al netto delle difficoltà dovute all’emergenza sanitaria, è stato tendenzialmente confermato e i cantieri di superficie presto saranno un ricordo. L’anello ferroviario è un’opera importante per migliorare il sistema dei trasporti della città di Palermo che, sempre di più, sta investendo sul trasporto pubblico di massa per migliorare la mobilità urbana“.

Di seguito le strade interessate dal provvedimento VIA EMERICO AMARI: Riapertura dell’incrocio con via Roma, a carattere definitivo e dunque anche oltre il 27/10/2020, con obbligo di svolta a destra verso piazza Don Sturzo.VIA P.PE DI BELMONTE: Tratto compreso tra via Roma e via Michele Amari. Permane la sospensione dell’area pedonale sino a via P.pe di Scordia, con riduzione a 2 metri di larghezza delle occupazioni di suolo, eventualmente eccedenti tale misura. Sarà consentita la sosta in senso parallelo sui due lati della carreggiata.

VIA MICHELE AMARI: Tratto compreso tra via P.pe di Belmonte e via E. Amari, divieto di sosta con rimozione coatta 0-24 sul lato destro della carreggiata nella direzione di marcia, compresi i posti riservati. VIA EMERICO AMARI :Tratto compreso tra via Michele Amari e via Roma. Istituzione del senso unico di marcia in direzione via Roma.  Istituzione della sosta in senso obliquo sui due lati della carreggiata.

VIA AMMIRAGLIO GRAVINA: Tratto compreso tra via Roma a e via Riccardo Wagner, ripristino della sosta in senso obliquo sui due lati della carreggiata.

VIA RICCARDO WAGNER: Tratto compreso tra via Ammiraglio Gravina e via Mariano Stabile, ripristino del senso unico di marcia in direzione di via Mariano Stabile, che sarà definitivo e quindi anche oltre il 27 ottobre. Sosta regolamentata in senso obliquo sul lato destro nel senso di marcia,sino a via Principe di Granatelli ed in parallelo oltre.

VIA RICCARDO WAGNER: Tratto compreso tra via Ammiraglio Gravina e via E. Amari, strada senza uscita a doppio senso di marcia.

VIA EMERICO AMARI: Tratto compreso tra via Riccardo Wagner e via Pietro Aldo Panascia (già via I. La Lumia), chiusura al transito veicolare, garantendo quello pedonale almeno su un lato della strada. Divieto di sosta con rimozione coatta 0-24 sui due lati della carreggiata, compresi i posti riservati.

VIA ROMA: Tratto compreso tra via E. Amari e via Benedetto Gravina, ripristino del senso unico di marcia in direzione piazza Luigi Sturzo.

PIAZZA LUIGI STURZO: Carreggiata lato monte, ripristino del senso unico di marcia in direzione via D. Scinà.

VIA DOMENICO SCINA’:Tratto compreso tra piazza Luigi Sturzo e via Isidoro La Lumia, ripristino del senso unico di marcia in direzione via Turati.

VIA PIETRO VALDO PANASCIA: Già via Isidoro La Lumia (nel tratto Amari – Turati), strada senza uscita a doppio senso di marcia. I veicoli provenienti dal lato di via E. Amari allo sbocco su via Turati hanno l’obbligo di fermarsi e dare la precedenza e di svoltare a sinistra verso piazza Ruggiero Settimo.

PIAZZA CASTELNUOVO: La chiusura dell’area viene mantenuta sino al prossimi 28 maggio.

Mafia, maxiblitz a Palermo e 91 arresti: “Cosa Nostra pronta a sfruttare la crisi Covid”

La Guardia di Finanza di Palermo ha arrestato 91 tra boss, gregari, estortori e prestanomi di due storici clan palermitani dell’Acquasanta e dell’Arenella. In manette sono finiti esponenti di storiche famiglie mafiose palermitane come quelle dei Ferrante e dei Fontana. Associazione mafiosa, estorsione, intestazione fittizia di beni, ricettazione, riciclaggio, traffico di droga, frode sportiva e truffa, le accuse contestate. Il blitz è in corso in Sicilia, Lombardia, Piemonte, Liguria, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Marche e Campania.

Attività ferme per il lockdown, una drammatica crisi economica, imprese sull’orlo della chiusura e Cosa nostra pronta a sfruttare l’emergenza. E’ la fotografia della realtà economica palermitana messa nero su bianco nell’inchiesta della Dda di Palermo. Il gip che ha disposto gli arresti parla di “contesto assai favorevole per il rilancio dei piani dell’associazione criminale sul territorio d’origine e non solo”.

Tra gli indagati c’è anche un ex concorrente del Grande Fratello: si tratta di Daniele Santoianni, ora ai domiciliari con l’accusa di essere un prestanome del clan. Santoianni era stato nominato rappresentante legale della Mok Caffè S.r.l., ditta che commerciava in caffè, di fatto nella disponibilità della cosca. “Con ciò – scrive il gip – alimentando la cassa della famiglia dell’Acquasanta e agevolando l’attività dell’associazione mafiosa”.

L’inchiesta ha svelato anche gli interessi dei clan negli appalti e nelle commesse sui lavori eseguiti ai Cantieri navali di Palermo, nelle attività del mercato ortofrutticolo, nella gestione delle scommesse online e delle slot-machine, oltre che in quella “storica” del traffico di droga e nelle corse dei cavalli. Lunghissima la lista delle attività commerciali sottoposte al racket del pizzo. Sequestrati anche beni del valore di circa 15 milioni di euro.

Catania, accordo Musumeci-Pogliese per evitare allagamenti in città

«L’obiettivo è ambizioso ma non impossibile: d’intesa con il sindaco Pogliese vogliamo ridurre le cause delle frequenti alluvioni della pianura a sud di Catania».

Lo ha dichiarato il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci che ha firmato, assieme al sindaco della Città metropolitana Salvo Pogliese, la convenzione che prevede consistenti lavori per la messa in sicurezza del torrente Forcile e dei suoi affluenti. Il torrente, che attraversa l’area industriale di Pantano d’Arci, negli anni è più volte esondato, riversando le proprie acque su quartieri assai popolosi, sugli stabilimenti e perfino sulla pista dell’aeroporto di Fontanarossa. Un intervento a lungo atteso e al quale saranno destinati quasi ventinove milioni di euro stanziati con il Patto per la Città metropolitana di Catania. La crescente urbanizzazione della zona Sud di Catania ha imposto una progressiva riorganizzazione del sistema idrico superficiale. Tutti i torrenti sono stati “intubati”, ovvero trasformati in collettori fognari e inviano le loro acque nel Forcile, che, proprio in funzione degli apporti, ha assunto la funzione di un vero e proprio canale urbano di scolo. Attualmente, durante gli allagamenti, solo con l’intervento delle idrovore si riesce a risolvere il problema.

«È un giorno importante – ha sottolineato il governatore Musumeci – perchè finalmente si potrà realizzare un progetto che metterà fine a pericoli e disagi, inconcepibili per una città che ospita il principale aeroporto dell’Isola ma che rischia di andare in tilt per allagamenti improvvisi. E penso anche alle imprese industriali ed a chi abita nel villaggio di Santa Maria Goretti, messo in ginocchio dalle esondazioni del Forcile in occasione di forti temporali. Gli uffici della Struttura contro il dissesto idrogeologico, diretti da Maurizio Croce, in perfetta sintonia con quelli della Città metropolitana, avvieranno subito l’iter che consentirà di effettuare tutte le opere, a breve e a medio termine, necessarie a riqualificare e sistemare il torrente».

Sarà indispensabile, anzitutto, completare la sistemazione dell’alveo del corso d’acqua fino all’innesto con il torrente Bummacaro. Le opere di razionalizzazione del sistema fognario interesseranno il villaggio di Santa Maria Goretti, con l’intera area commerciale, e i parcheggi aeroportuali. Sono previsti sistemi meccanici pronti a entrare in funzione nel caso in cui, per un qualsiasi motivo, dovessero presentarsi difficoltà a scaricare nel Forcile: una vasca con una capacità di 2.700 metri cubi sarà pronta ad accogliere l’acqua in eccesso e a spingerla dentro una condotta in acciaio per essere trasportata a mare mentre alcune paratie mobili potranno farla defluire dentro un pozzetto ripartitore.

«Oggi – sottolinea il sindaco metropolitano Salvo Pogliese – si affronta in maniera organica e, speriamo, definitiva, un problema grave per la nostra città, grazie alla stipula di questa convenzione con la Regione che permetterà di utilizzare 28 milioni e 800mila di euro del Patto per Catania per alcuni interventi di grande valenza sul torrente Forcile. Opere fondamentali nella zona industriale etnea per evitare gli allagamenti che puntualmente si registrano durante il periodo autunnale. Voglio ringraziare il presidente Musumeci per un atto che permetterà di accelerare l’iter di utilizzo di queste risorse».

L’intero sistema potrà essere comandato e gestito sia manualmente, sia attraverso il telecontrollo per mezzo del quale, oltre alla verifica del corretto funzionamento in remoto, sarà possibile una elaborazione dei dati. Alla firma della convenzione, nella sede etnea della Regione, erano presenti gli assessori comunali Pippo Arcidiacono, Sergio Parisi ed Enrico Trantino e il direttore della Struttura anti dissesto Maurizio Croce.

Palestre, piscine e non solo: ecco le regole da seguire per riaprire il 18 maggio

Palestre, piscine, centri danza e i circoli potrebbero ripartire già il prossimo 18 maggio. Le linee guida da rispettare sono pronte e dovranno essere validate dal Comitato tecnico scientifico del Governo. Di seguito, le regole da seguire per la ripartenza.

MISURE DI PROTEZIONE E PREVENZIONE: utilizzo dei dispositivi di prevenzione del contagio (mascherine chirurgiche, guanti monouso); pulizia e sanificazione dei luoghi e delle attrezzature; realizzazione di segnaletica nel centro di entrata e uscita ben evidenziati; preparazione dei locali con percorsi differenziati; predisposizione di piani di evacuazione che evitino aggregazione in caso di necessità o urgenza; divieto di scambio tra operatori e personale comunque presente nel sito di dispositivi (smartphone, tablet) e di attrezzi sportivi.

PRATICHE DI IGIENE: lavarsi frequentemente le mani, anche attraverso appositi dispenser di gel disinfettanti; mantenere la distanza interpersonale minima di 1 metro, preferibilmente 2, in caso di attività metabolica a riposo; evitare di lasciare in luoghi condivisi con altri gli indumenti indossati per l’attività fisica, ma riporli in zaini o borse personali e, una volta a casa, lavarli separatamente dagli altri indumenti; disinfettare i propri effetti personali evitando di condividerli (borracce, fazzoletti, attrezzi); arrivare nel sito già vestiti adeguatamente all’attività che si andrà a svolgere e muniti di buste sigillanti per la raccolta di rifiuti potenzialmente infetti; bere sempre da bicchieri monouso o bottiglie personalizzate; gettare subito in appositi contenitori i fazzolettini di carta o altri materiali usati (ben sigillati).

NUOVA ORGANIZZAZIONE: valutare la possibilità di riorganizzare il lavoro con l’obiettivo di ridurre il numero di operatori sportivi (ovvero sia chi pratica l’attività sia il personale autorizzato a stare nell’impianto) contemporaneamente presenti; suddividere gli operatori in gruppi che svolgono la medesima mansione e nei medesimi luoghi; formazione a distanza del personale; determinare più dettagliatamente il rischio per area e la possibile dimensione degli spostamenti; organizzare un sistema di sanificazione ad ogni cambio turno e una costante pulizia degli spazi; indicare le corrette modalità e i tempi di aerazione dei locali; esporre procedure informative nel sito, nelle zone di accesso, nei luoghi comuni, nelle zone di attività sportiva, nonché negli spogliatoi e nei servizi igienici; predisporre un sistema di raccolta dedicato ai rifiuti potenzialmente infetti (come fazzoletti e mascherine).

Aggressione autista. Solidarietà sindaco: “Governo assicuri risorse per aumentare autisti e controlli”

“L’aggressione subita da un autista AMAT a bordo del proprio mezzo è un atto di inciviltà che dovrà essere punito con la massima severità. A lui e all’azienda va tutta la solidarietà dell’Amministrazione comunale, insieme all’impegno alla costituzione di Parte civile in ogni procedimento che sarà instaurato contro i colpevoli”.

Lo ha dichiarato il Sindaco di Palermo Leoluca Orlando che, dopo l’aggressione all’autista della linea 102 dell’AMAT, ha voluto esprimere la propria solidarietà al conducente del mezzo.

“Questa vicenda sottolinea anche che è indispensabile permettere all’Amat, come a tutte le aziende di trasporto pubblico, di mettere in strada tutti i propri mezzi, in modo da poter garantire ai cittadini un servizio adeguato, pur in presenza delle necessarie limitazioni all’accesso a bordo.Per questo abbiamo chiesto al Governo che in tempi rapidissimi, anche con interventi di Protezione Civile, siano individuate risorse e procedure per rendere possibile l’utilizzo di personale aggiuntivo che possa garantire sia la guida dei mezzi sia la sicurezza a bordo.”

Fase 2, sì all’asporto e al servizio a domicilio: in Sicilia bar e ristoranti aperti anche la domenica

Anche nella giornata di domenica, in Sicilia, tutti gli esercizi commerciali che praticano servizio a domicilio o di asporto sono autorizzati a svolgere la propria attività. Lo sottolinea una nuova circolare della Protezione civile diramata la scorsa notte. “Bar, pasticcerie, ristoranti, ed esercizi similari che vendono prodotti alimentari o affini quali: prodotti da forno, rosticceria, cibi cotti, pasticceria e similari possono garantire il servizio evitando gli assembramenti e garantendo il rispetto delle distanze interpersonali”, si legge.

“Le persone che vorranno fruire del servizio dovranno, comunque, indossare le mascherine quando saranno in fila per l’asporto. Per questa finalità ne consegue che è possibile l’eventuale spostamento da fuori comune. Inoltre, a ulteriore chiarimento della circolare 14 dell’8 maggio si precisa che l’Articolo 7 del Decreto Legge 9 marzo 2020, numero 14 prevede che le disposizioni di cui all’articolo 1, comma 2, lettera h), del decreto-legge 23 febbraio 2020, numero 6, non si applica agli operatori sanitari e a quelli dei servizi pubblici essenziali che vengono sottoposti a sorveglianza. Gli stessi operatori sospendono l’attività nel caso di sintomatologia respiratoria o esito positivo per Coronavirus”.

Amt Catania, Falcone: “Da Regione arrivano 2,3 mln”

Per l’Amt di Catania arriva un nuovo puntello finanziario da parte della Regione Siciliana. Il governo Musumeci, su proposta dell’assessorato ai Trasporti, ha infatti riconosciuto un debito verso la società partecipata catanese dei trasporti di ben 2,3 milioni di euro, risorse che contribuiranno al riequilibrio dei conti di questa strategica azienda siciliana”, lo dichiara l’assessore alle Infrastrutture, Marco Falcone, a seguito del provvedimento votato nel corso dell’ultima riunione della Giunta regionale.

Dopo gli ingenti stanziamenti approvati nella Finanziaria 2020, per garantire stabilità e programmazione economica per i prossimi sei anni a tutte le aziende di trasporto pubblico – illustra l’assessore – mettiamo in campo un ulteriore concreto segnale di vicinanza del governo regionale all’Amt”.

Chiudiamo una pagina in cui, verso l’azienda, arrivavano delle promesse che poi non venivano mantenute. Oggi invece il governo Musumeci mantiene gli impegni – conclude Falcone – dando seguito a una nuova politica di sostegno al trasporto pubblico improntata da un lato agli investimenti e, dall’altro, alla vigilanza per dare impulso su innovazione e buone prassi“.

Palermo, polemica Amat, Zacco: “Notizie infondate e allarmanti”

“Ho letto alcune strumentali polemiche alimentate da qualche consigliere comunale nei confronti del presidente Amat, in cui si critica la scelta di aver stipulato una convenzione con due agenzie di stampa con l’intento di comunicare agli utenti tutte le iniziative intraprese dall’azienda in materia igienico sanitaria a tutela dei passeggeri che utilizzano i mezzi del trasporto pubblico“, afferma Ottavio Zacco, presidente VI commissione consiliare di Palermo.

L’avvocato Cimino è stato accusato ingiustamente di sperperare soldi pubblici, in un momento delicato in cui l’azienda rischierebbe il fallimento.Tutto ciò è Vergognoso e credo per onestà intellettuale sia giusto fare chiarezza. Innanzitutto, è giusto rimarcare che l’azienda non rischia nessun fallimento e paventare il dissesto additandolo ad un esborso di cinque mila euro per la stipula di due convenzioni con le agenzie Ansa e Italpress per dare informazioni istituzionali riguardo l’emergenza coronavirus mi sembra alquanto ingiurioso“, aggiunge Zacco.

Mentre qualcuno si diverte nel diffondere notizie infondate e allarmanti, con il solo obiettivo di ottenere un momento di notorietà, io al contrario voglio esprimere un vivo apprezzamento per una scelta che ritengo responsabile e di pubblica utilità, elogiando l’operato di Amat per l’ottimo lavoro svolto a garanzia della sicurezza di tutti“, continua il presidente della VI commissione.

Esprimo la mia gratitudine verso  i 1300 lavoratori Autisti, Verificatori e Ausiliari del traffico, che ogni giorno  garantiscono con grande professionalità e spirito di abnegazione il servizio pubblico della mobilità, invitando la politica tutta ad elogiare i dipendenti invece di alimentare strumentalizzazioni personalistiche e ad occuparsi di tutti quei provvedimenti di vitale importanza per garantire l’azienda e il trasporto pubblico, dando priorità al nuovo contratto di servizio aziendale, superando “il peccato originale“ di un contratto di servizio ormai datato risalente al 2015 non più conforme alla realtà di una Città come Palermo, così da poter dare gli strumenti adatti ad Amat per consentire di potenziare e incrementare le attuali linee migliorando il servizio offerto ai cittadini“, conclude Ottavio Zacco.

 

Coronavirus, mascherine non sicure e articoli contraffatti: maxi sequestro della Guardia di Finanza a Catania

Oltre 21 mila articoli presumibilmente contraffatti e mille mascherine di protezione individuale non sicure sono stati sequestrati dai militari del comando provinciale della Guardia di Finanza di Catania in un esercizio commerciale di San Giovanni La Punta. Erano privi del marchio “Comunità Europea”, ma avevano stampato quello ‘CE’ che in realtà sta per ‘China Export’. Il titolare dell’attività, un commerciante cinese, non è stato in grado di esibire documenti commerciali e/o fatture che attestassero la provenienza della merce e il regolare acquisto da operatori economici cinesi autorizzati all’esportazione in Italia. Ragion per cui, è stato denunciato per introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi, frode nell’esercizio del commercio e ricettazione.

Palermo, sequestrato un furgone contenente un trancio di tonno rosso di circa 50 chili. Denunciate tre persone

La Polizia Municipale, durante il controllo del territorio finalizzato al contrasto ai reati ambientali, ha sequestrato un furgone contenente un trancio di tonno rosso di circa 50 chili e denunciato tre uomini.

Gli agenti del nucleo tutela decoro e vivibilità urbana hanno intercettato il Fiat Doblò in viale Regione Siciliana all’altezza della rotonda Oreto. Insospettiti dal fatto che dal portellone posteriore fuoriuscisse del liquido, hanno fermato il mezzo. A bordo si trovavano tre uomini. All’apertura del portellone è stata riscontrata la presenza di un trancio di tonno rosso, due ramponi, un uncino, contenitori in plastica uno dei quali pieno d’acqua, tracce di gamberi, pesci e mitili.

Considerata l’inidoneità di tale trasporto per un mezzo non refrigerato e che gli uomini non hanno esibito il modello validato dall’autorità marittima che avrebbe garantito la filiera dello sfruttamento del tonno (Bluefin Tuna Catch Document) gli agenti hanno richiesto l’intervento dei medici veterinari ASP che hanno dichiarato l’inidoneità del tonno al consumo umano.

Il pesce, su disposizione dell’autorità giudiziaria è stato avviato a distruzione e gli uomini, L.V. di 41 anni, P.R. di 34 anni e F.F. di 26 anni sono stati denunciati. Le sanzioni ammontano a oltre 2600 euro.

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