Coronavirus, il bollettino in Sicilia del 22 aprile: calano i contagi, salgono a 388 i guariti

Questo il quadro riepilogativo della situazione nell’Isola, aggiornato alle ore 17 di oggi (mercoledì 22 aprile), in merito all’emergenza Coronavirus, così come comunicato dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale.

Dall’inizio dei controlli, i tamponi effettuati sono stati 58.732 (+3.639 rispetto a ieri).
Di questi sono risultati positivi 2.883 (+48), mentre attualmente sono ancora contagiate 2.287 persone (+28), 388 sono guarite (+18) e 208 decedute (+2).

Degli attuali 2.287 positivi, 535 pazienti (-16) sono ricoverati – di cui 35 in terapia intensiva (-2) – mentre 1.752 (+44) sono in isolamento domiciliare. In tutte le province il numero dei ricoverati diminuisce o resta stabile.

Il prossimo aggiornamento regionale avverrà domani.

Lo comunica la presidenza della Regione Siciliana.

Coronavirus: positivi due infermieri dell’ospedale “Maria S.S. Addolorata” di Biancavilla

Sono risultati positivi al test per il Covid-19 due infermieri dell’ospedale Maria Santissima Addolorata di Biancavilla. Immediata l’attivazione di tutte le misure di sanificazione e contenimento previste. I due casi sono stati individuati grazie all’attività di monitoraggio e screening per il Covid-19 degli operatori sanitari del presidio, disposta dalla Direzione medica dell’ospedale in sinergia con la Direzione sanitaria aziendale.

I due infermieri sono asintomatici e le loro condizioni di salute risultano, ad oggi, complessivamente buone.

Coronavirus, Asp Trapani: risultati negativi 5 pazienti della Clinica Morana

Sono risultati negativi al tampone i cinque pazienti della Clinica Morana risultati positivi, nella giornata di ieri, al test sierologico effettuato tramite prelievo ematico. A renderlo noto è l’Asp di Trapani.

L’esito dei pazienti sottoposti al tampone naso faringeo è per tutti, di completa negatività. Ad essere stati sottoposti al tampone per la diagnosi anti Covid-19 anche gli oltre 60 operatori sanitari che lavorano nella struttura dei quali si attende l’esito.

Coronavirus, il sindaco di Lampedusa annuncia: “Il turismo non ripartirà, molte imprese sono fallite”

“Il turismo a Lampedusa non ripartirà, questa è la verità: le imprese sono fallite. Tutti i cittadini sono venuti in municipio a chiedere gli aiuti alimentari”, ha detto il sindaco di Lampedusa.

Totò Martello, intervenuto in videoconferenza davanti al Comitato Schengen, che sta ascoltando in audizione anche i sindaci di Porto Empedocle e Pozzallo, ha poi fatto sapere di essere stato contattato dal prefetto: “Probabilmente la prossima settimana arriverà una nave che stazionerà tra Lampedusa e Porto Empedocle per mettere in quarantena i migranti che sbarcano nell’isola in modo autonomo”.

Intanto, sono risultati tutti negativi i tamponi effettuati dal personale della Croce Rossa ai migranti in quarantena a bordo del traghetto Rubattino, dopo essere stati soccorsi dalle navi Alan Kurdi e Aita Mari delle Ong nel Mediterraneo. Nel dettaglio, sono stati 222 i test effettuati dal personale della Croce Rossa.

COVID-19 – Indicatori territoriali aggiornati al 22 aprile 2020

L’Ufficio Statistica del Comune di Palermo ha trasmesso i dati territoriali relativi al COVID-19,  aggiornati al 22 aprile 2020.
“Dal confronto con i dati relativi alle altre regioni e province autonome (rapportati a 100 mila abitanti) – rileva il Responsabile dell’ufficio statistica, Girolamo D’anneo – emerge per la Sicilia e in generale per le regioni del Mezzogiorno un impatto più contenuto del coronavirus.
La Sicilia è, in rapporto alla popolazione residente, la seconda regione con il minor numero di tamponi positivi: 58 ogni 100 mila abitanti (meglio soltanto la Calabria con 54,8).
Il dato medio nazionale è pari a 311 positivi ogni 100 mila abitanti, e nelle regioni più colpite si superano i 500 positivi ogni 100 mila abitanti: Valle d’Aosta 873,9; Lombardia 684,9; Provincia autonoma di Trento 672,3.
La Sicilia è anche la seconda regione con il minor numero di deceduti: 4,2 ogni 100 mila abitanti (meglio ancora una volta la Calabria, con 3,9). In questo caso il dato medio nazionale è pari a 41,6 deceduti ogni 100 mila abitanti, e in Lombardia e Valle d’Aosta si superano i 100 deceduti ogni 100 mila abitanti: rispettivamente 126,3 e 101,4.
Il tasso di letalità (deceduti per 100 positivi) della Sicilia è pari a 7,2, valore che pone l’isola dietro all’Umbria (4,5), al Lazio (6,2), al Molise (6,7), alla Basilicata (6,8) e al Veneto (7,1). La media nazionale è pari a 13,4 e i valori più elevati si registrano in Lombardia (18,4), Liguria (14,8) e Marche (14,3).
La Sicilia è invece agli ultimi posti nell’indicatore guariti/dimessi per 100 positivi: 13,5, seguita soltanto da Puglia (13,2) e Abruzzo (12,8), probabilmente a causa del ritardo con cui il virus è arrivato nelle regioni meridionali. La media nazionale è pari a 29,1 guariti/dimessi per 100 positivi, e il valore più elevato si registra in Umbria con oltre i due terzi (68,2) dei positivi già guariti o dimessi”.

Messina, a cento anni è guarita dal Coronavirus: festa al Policlinico

Centenaria a Messina guarisce dal Coronavirus.

Ha festeggiato i cento anni lo scorso 28 marzo presso il Covid Hospital di Messina, dove era ricoverata perché risultata positiva al virus: si tratta di Concetta Lenzi guarita e dimessa questa mattina dalla struttura. Ad attenderla, oltre ad uno dei figli, anche il direttore generale Giuseppe Laganga, il direttore sanitario Nino Levita ed il cappellano del Policlinico ‘Martino’, che le ha regalato un rosario benedetto.

“Dal Covid-19 si può guarire anche a cento anni. La signora Concetta ne è una dimostrazione, anche se non è l’unica paziente di una certa età che siamo riusciti a dimettere. Lei è stata particolarmente simpatica con tutti noi e il reparto l’aveva praticamente adottata”, ha dichiarato Giuseppe Nunnari, direttore del reparto di Malattie infettive.

“Quando è arrivata e abbiamo saputo la sua età per noi questo ha rappresentato una sfida nella sfida. Oggi è una giornata bellissima”, ha aggiunto il coordinatore del Covid Hospital, Antonio Versace.

 

ANCI Sicilia incontra i sindacati, Orlando: “Confronto per agevolare la ripresa della nostra isola”

Nella giornata di ieri, l’ANCI Sicilia ha incontrato i segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil.

Nel corso dell’intenso summit, svoltosi in videoconferenza, si è parlato anche dell’approccio da utilizzare per agevolare il rilancio dello sport, del turismo, della cultura e delle imprese. Un confronto e un’analisi dettagliata degli interventi mirati a garantire la sicurezza dei cittadini e per sostenere le fasce più deboli della popolazione in questo periodo di emergenza sanitaria e di crisi economica.

“Si è convenuto di tracciare un quadro organico di tutti i diversi aspetti delle questioni riguardanti la sicurezza e la prevenzione nella fase di ripartenza, degli effetti negativi collegati alle fasce di cittadini che si trovano in particolare sofferenza e disagio, delle ricadute economico sociali sollecitando in tal senso l’azione congiunta di Governo nazionale e Governo regionale. A proposito della Legge finanziaria ci si è trovati d’accordo sul fatto che i molti interventi e le risorse ivi previsti appaiono difficilmente utilizzabili in relazione alle procedure e alla rendicontazione previste dalla normativa europea. Sono state espresse anche forti criticità in riferimento ad alcuni specifici settori in cui i comuni sono penalizzati dalla mancata assegnazione di risorse per un’intesa ancora assente con il Governo nazionale, ha dichiarato il Sindaco di Palermo e presidente dell’Associazione dei comuni siciliani Leoluca Orlando.

Nei prossimi giorni l’ANCI Sicilia incontrerà nuovamente i sindacati per un ulteriore confronto.

Coronavirus e migranti, divieto di approdo a Porto Empedocle: in arrivo altra nave per quarantena

E’ in arrivo una nuova nave per quarantena tra Lampedusa e Porto Empedocle.

“Ieri sono stato contattato dal prefetto: probabilmente la prossima settimana arriverà una nave che stazionerà tra Lampedusa e Porto Empedocle per mettere in quarantena i migranti che sbarcano nell’isola in modo autonomo”. Lo ha comunicato il sindaco di Lampedusa, Totò Martello, in videoconferenza davanti al Comitato Parlamentare di controllo sull’attuazione dell’accordo di Schengen in materia di immigrazione, a Palazzo San Mancuto.

Il primo cittadino di Lampedusa aveva sollecitato a più riprese l’invio della nave considerato “che l’hotspot dell’isola non è in grado di far trascorrere in sicurezza la quarantena a un numero elevato di migranti”, mentre il sindaco di Porto Empedocle, Ida Carmina, ha “esteso il divieto di sbarco previsto per le navi Ong a tutte le imbarcazioni: il virus infatti non lo portano le navi, ma le persone: sono queste ultime i vettori del coronavirus”. Carmina ha poi aggiunto: “Non capisco perché la nave sia stata messa davanti a Palermo e non qui dove avvengono gli sbarchi”.

Il primo cittadino di Pozzallo, Roberto Ammatuna, infine, ha sottolineato come questo “rassicuri la popolazione locale in un momento delicato”. Ammatuna, inoltre, ha annunciato che il giovane migrante di quindici anni egiziano risultato positivo al Coronavirus, trasferito proprio nell’hotspot di Pozzallo, è ora negativo. “Siamo ancora in attesa dell’esito dle tampone per gli altri 49 migranti che tarda ad arrivare”, ha concluso.

Sono tutti negativi al tampone, invece, i migranti in quarantena a bordo del traghetto Rubattino della Tirrenia dopo essere stati soccorsi dalle navi Alan Kurdi e Aita Mari delle Ong nel Mediterraneo. Nel dettaglio, sono stati 222 i test effettuati dal personale della Croce Rossa.

Coronavirus, bloccato su nave al largo di Miami: la storia di un giovane croupier catanese e l’appello al governo

E’ in isolamento dallo scorso 28 marzo dentro una cabina, a bordo della ‘Royal Caribbean’.

E’ la storia di Riccardo Rapisarda, un ragazzo siciliano originario di Adrano. Il ventottenne è bloccato con altri cinque connazionali italiani da circa un mese al largo di Miami, a bordo della nave da crociera, diventata un vero e proprio focolaio. Sono 157, infatti, al momento, le persone risultate positive al Coronavirus all’interno della ‘Oasis of the Seas’ e tre i membri dell’equipaggio deceduti.

Riccardo, che lavorava come croupier all’interno della ‘Royal Caribbean’, è stato anche licenziato lo scorso 25 marzo proprio a causa dell’emergenza e lasciato senza contratto, come ha raccontato il noto giornalista Gabriele Parpiglia. Il giovane chiede di poter tornare a casa al più presto. E aspetta un segnale dalla compagnia o dall’ambasciata. “Il governo ci aiuti. Il mio è un appello a Conte e al ministro di Maio: io e i miei colleghi siamo in difficoltà, riportateci in Italia”, sono state le sue parole.

Emergenza Coronavirus, il boss Bonura ai domiciliari per motivi di salute: l’ira di Matteo Salvini

Esce dal carcere Milano Opera per motivi di salute e per pericolo di contagio, alla luce dell’emergenza legata alla diffusione del Coronavirus, il boss di mafia Francesco Bonura.

Il giudice di Milano ha stabilito che Bonura può finire di scontare la condanna agli arresti domiciliari “anche tenuto conto dell’attuale emergenza sanitaria e del correlato rischio di contagio indubbiamente più elevato in un ambiente ad alta densità di popolazione come il carcere che espone a conseguenze particolarmente gravi i soggetti anziani ed affetti da serie patologie pregresse”. 78 anni e malato di cancro, Bonura si trovava al 41bis. Il giudice, inoltre, ha escluso il pericolo di fuga e ha disposto che “non potrà incontrare, senza alcuna ragione, pregiudicati” e che, “lo autorizza” ad uscire da casa, ogni volta che occorrerà “per motivi di salute” anche dei familiari.

Il collaboratore di giustizia Tommaso Buscetta, ricorda il noto quotidiano, definiva Bonura “un mafioso valoroso” sottolineando che il boss, ritenuto fra i più influenti, “è stato uno degli imputati del primo maxi processo a Cosa nostra dove è stato condannato e che successivamente si è avvicinato a Bernardo Provenzano”.

SALVINI – “Una vergogna nazionale: Francesco Bonura, capomafia di Palermo e uomo di Provenzano, è uscito perché rischiava di ammalarsi ed è a casa, ai domiciliari con la moglie. Prima di lui Vincenzo Iasannazzo, condannato per ndrangheta, ritenuto boss di Lamezia Terme. E potrebbe uscire, tra gli altri, anche Nitto Santapaola. E’ una vergogna”. Lo ha detto il leader della Lega Matteo Salvini su Facebook. “Un insulto alle vittime dei caduti della mafia. La pazienza è esaurita. Le tv non daranno queste notizie, ora reagiamo. Io non ci sto. Una vergogna che va fermata dentro e fuori il Parlamento”, ha concluso.

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