Catania, barbiere abusivo e ‘recidivo’ beccato ancora dalla polizia: sanzioni e sequestro del locale

La polizia ha scoperto e fermato un barbiere “abusivo” e “recidivo” in quel di Catania.

L’uomo aveva allestito una vera e propria sala da barba in un garage di viale San Teodoro, nel popoloso rione di Librino. Struttura che era già stata sequestrata lo scorso 2 aprile dalla polizia. Nelle ultime ore, il nuovo controllo: gli agenti, insospettiti da uno strano via vai, sono entrati e hanno beccato il barbiere mentre stava tagliando i capelli ad un giovane ed un altro era in attesa. I tre sono stati sanzionati. Il barbiere, che è anche il proprietario del garage trasformato in salone da barba abusivo, è stato denunciato per violazione di sigilli. E’ stato disposto, inoltre, il sequestro definitivo del locale.

La Aita Mari a Palermo: migranti trasferiti sulla nave Rubattino per quarantena

Si è concluso il trasferimento per la quarantena sulla nave Rubattino, delle 34 persone che si trovano a bordo della Aita Mari, nave della ong basca Salvamento maritimo humanitario.

Le operazioni, come già avvenuto per la Alan Kurdi, si sono svolte a largo del porto di Palermo, sotto il coordinamento tecnico della Guardia Costiera. I 34 migranti si aggiungono alle 146 persone arrivate sulla nave della società Tirrenia (ora Compagnia Italiana di Navigazione) lo scorso venerdì. La nave rimarrà ad un miglio al largo dal porto di Palermo per tutta la durata della quarantena. E a bordo vi sarà il personale della Croce Rossa Italiana. “Sono tutti in salvo. Grazie a tutti per il supporto”, ha scritto in un tweet la ong spagnola Salvamento maritimo humanitario.

Nella giornata di ieri, sull’arrivo in Sicilia della Aita Mari era arrivato un secco no da parte del governatore Nello Musumeci: “Il governo della Regione dice no all’approdo. Sarebbe grave se Roma consentisse lo sbarco di queste persone, dopo il rifiuto di altri Paesi dell’Unione Europea, in un’Isola che vive con alta tensione gli effetti dell’emergenza epidemica”, le sue parole in una nota.

Coronavirus, l’assessore Razza: “Le scelte fatte in Sicilia hanno premiato, vi spiego perché”

“Le scelte fatte in Sicilia hanno premiato”.

Lo ha detto in un video l’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza. “Le aziende hanno lavorato per dare ospedalizzazione adeguata e in tempi rapidissimi. La scelta di limitare notevolmente la mobilità e fare crescere l’isolamento sia domiciliare che in strutture dedicate ha pagato perché ha ridotto sensibilmente il numero dei contagi. Nelle prossime ore sono attese nuove consegne per quanto riguarda i dispositivi. Quello che doveva funzionare un po’ meglio, ma questo riguarda tutta l’Italia, è la linea della chiarezza in tal senso”, sono state le sue parole.

“E’ stata la chiave di volta: la decisione del presidente della Regione di contenere l’ingresso nella nostra regione, poi l’obbligo dell’isolamento per chi tornava in Sicilia con il tampone obbligatorio sono stati tasselli decisivi. In aree del Paese molto colpite si è volato per molto tempo, gli scali erano aperti al traffico nazionale e internazionale. Da noi no – ha dichiarato Razza, intervenuto di recente ai microfoni di PalermoToday -. Siamo riusciti a contenere la mobilità del 90 per cento circa e, così, ad abbassare la ripetitività dell’infezione virale. In 47 mila si sono registrati sul sito che abbiamo creato. E’ fisiologico che una parte di persone non lo abbia fatto. Abbiamo anche incrociato i dati che ci sono stati forniti da alcuni aeroporti, come quello di Bergamo, in modo da avere un quadro degli ingressi. A oggi abbiamo eseguito i tamponi su oltre dodicimila persone al termine dell’isolamento obbligatorio. Ne restano da eseguire circa seimila, che però sono già stati calendarizzati per la maggior parte. Monitorare i cittadini e responsabilizzarli ci ha permesso di scoprire alcuni asintomatici e intervenire. Il virus, se si escludono dalle valutazioni i focolai isolati, come Troina o Villafrati, da noi ha circolato pochissimo. E si è trattato sempre di casi riconducibili a rientri da altre regioni. I siciliani si sono comportati straordinariamente bene. Certo, la minoranza che infrange le regole fa spesso più notizia della moltitudine di persone che le rispettano. Ma ha ragione il presidente Musumeci quando dice che ‘i siciliani hanno dato una lezione all’Italia'”, ha concluso.

Dramma a Monreale, cade e rimane soffocato mentre gioca: muore bimbo di tre anni

Tragedia nella notte a Monreale, in provincia di Palermo.

Un bimbo di tre anni è morto nella sua stanza, soffocato dal cordino di una tenda. Il piccolo era a letto quando avrebbe deciso di alzarsi e di mettersi a giocare mentre i genitori stavano guardando la tv. Secondo una prima ricostruzione, il bambino sarebbe riuscito a salire sul tavolo e sarebbe scivolato finendo su una mensola di marmo perdendo i sensi e rimanendo incastrato con il cordino della tenda.

È stato il padre a scoprire il piccolo per terra e a chiamare il 118. Tuttavia, nonostante i soccorsi, non c’è stato nulla da fare. I carabinieri della compagnia di Monreale hanno già ascoltato il padre e la madre, effettuando tutti gli accertamenti del caso. Le indagini sono in corso.

Passeggiate, corse e consegne a domicilio: ecco cosa prevede la nuova ordinanza di Musumeci

Misure più leggere nell’Isola per contenere il Coronavirus.

Lo ha deciso il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci. Di seguito, il comunicato pubblicato sul sito ufficiale della Protezione Civile Sicilia.

“Da domani si potrà tornare a correre e passeggiare purchè nei pressi della propria abitazione e viene ripristinata la consegna a domicilio dei prodotti alimentari anche durante la domenica e i giorni festivi.

Con l’ordinanza odierna il Presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci ha assunto alcuni provvedimenti che riducono la stretta delle scorse settimane. Il provvedimento si è reso possibile dal momento che il comportamento virtuoso tenuto dai siciliani nelle scorse settimane ha consentito «un’inferiore diffusione del contagio rispetto ad altre parti del territorio nazionale» che permette di «uniformare‚ prudentemente e proporzionalmente‚ le misure urgenti di contenimento già adottate nell’Isola» con il decreto del presidente del Consiglio dei ministri. Di seguito‚ in sintesi‚ le novità che sono inserite nel provvedimento:

Manutenzione e conduzione di terreni e aree verdi
È consentita‚ in quanto riconducibile a “situazione di necessità” finalizzata a sopperire alle esigenze alimentari e ai lavori di manutenzione per la prevenzione degli incendi‚ l’attività non imprenditoriale necessaria per la conduzione di terreni agricoli e per la cura degli animali.

L’uscita nell’ambito del medesimo Comune o verso un Comune diverso da quello in cui attualmente si trova l’interessato è consentita una sola volta al giorno e a un solo componente del nucleo familiare‚ ovvero a un soggetto delegato. È‚ altresì‚ autorizzata  – solo nei giorni feriali – l’attività di manutenzione di aree verdi e naturali‚ pubbliche e private.

Disposizioni in favore delle persone con disabilità
È consentito‚ in caso di necessità‚ alle persone affette da disabilità intellettive‚ relazionali o motorie‚ con l’assistenza di un accompagnatore‚ di compiere un’uscita giornaliera di breve durata in prossimità della propria abitazione.

Attività motoria e jogging
Saranno consentite le attività‚ così come previsto dal decreto del presidente del Consiglio dei ministri.

Disposizioni in “zona rossa”
Nei Comuni di Agira‚ Salemi‚ Troina e Villafrati resta in vigore la “zona rossa”‚ ma sarà consentito il transito in entrata e per garantire le attività necessarie alla cura e all’allevamento degli animali‚ nonché per le attività‚ imprenditoriali e non‚ in quanto connesse al ciclo biologico delle piante‚ anche per il sostentamento familiare.

Obbligo di chiusura nei festivi e Consegne a domicilio
Continua l’obbligo di chiusura al pubblico di tutti gli esercizi commerciali la domenica e i giorni festivi del 25 aprile e primo maggio‚  fatta eccezione per le farmacie e per le edicole.

È‚ tuttavia‚ consentito‚ anche nei festivi‚ il servizio di consegna a domicilio dei prodotti alimentari e dei combustibili per uso domestico e per riscaldamento.

Stabilimenti balneari
È consentita l’attività di manutenzione‚ montaggio e allestimento degli stabilimenti balneari‚ nonché la pulizia della spiaggia di pertinenza. L’impresa esecutrice è tenuta a garantire nelle aree di cantiere il rispetto delle normative di settore‚ il distanziamento sociale e ogni altra misura finalizzata alla tutela dal contagio‚ avendo cura di interdire l’accesso ai non addetti ai lavori.

Disposizioni sanitarie
Restano invariate le disposizioni di obbligo di quarantena per tutti coloro che arrivano in Sicilia e per i soggetti positivi in stato di isolamento domiciliare.

Stretto di Messina
Per rendere più agevole il transito attraverso lo Stretto di Messina‚ i lavoratori pendolari potranno richiedere un “visto” di autorizzazione che dovrà essere esibito all’atto dell’imbarco al personale addetto al controllo. Per ottenere il visto si dovrà compilare il modulo allegato all’ordinanza e trasmetterlo al DRPC Sicilia. I controlli saranno previsti dalla prima corsa del 22 aprile. Restano in vigore le disposizioni relative al controllo sanitario agli approdi della Rada San Francesco‚ della Stazione Marittima e di Tremestieri”.

L’aggiornamento nelle nove province della Sicilia

Questi i casi di coronavirus riscontrati nelle varie province dell’Isola, aggiornati alle ore 17 di oggi (sabato 18 aprile), così come segnalati dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale.

Il prossimo aggiornamento avverrà domani. Lo comunica la presidenza della Regione Siciliana.Si raccomanda di attenersi scrupolosamente alle indicazioni fornite dal ministero della Salute per contenere la diffusione del virus. Per ulteriori approfondimenti visitare il sito dedicato www.siciliacoronavirus.it o chiamare il numero verde 800.45.87.87.
Questa la divisione degli attuali positivi nelle varie province: Agrigento, 129 (0 ricoverati, 2 guariti e 1 deceduto); Caltanissetta, 113 (14, 15, 10); Catania, 612 (107, 78, 68); Enna, 311 (171, 29, 25); Messina, 389 (128, 52, 40); Palermo, 342 (74, 45, 25); Ragusa, 58 (4, 6, 5); Siracusa, 105 (63, 60, 17); Trapani, 112 (7, 18, 5).

Palermo, positivi al Covid-19 in una casa di riposo: ricoverati due anziani

Sono stati ricoverati al Covid Hospital di Partinico due anziani ospiti della casa di riposo “Regina Pacis”, a Palermo. I due coniugi, risultati entrambi positivi, necessitavano di un immediato ricovero. A darne conferma era stata l’Asp di Palermo. L’allarme nella casa di riposo era scattato giovedì scorso quando, un’anziana di 94 anni, era stata ricoverata all’ospedale Cervello. L’Asp ha poi eseguito i tamponi sui 7 ospiti della struttura e 3 operatori.

Trapani, il vescovo Fragnelli riapre le chiese: i fedeli possono entrare a pregare ad una condizione

Il vescovo di Trapani, Pietro Maria Fragnelli, ha disposto la riapertura delle chiese per la preghiera personale dei fedeli.

 “L’apertura è permessa, a discrezione dei parroci, solo dopo adeguata sanificazione dei locali e dei mobili, e rispettando rigorosamente le norme stabilite dalle autorità di governo per il contenimento della pandemia e la tutela della salute delle persone”, si legge in una nota.

Alcuni giorni fa, inoltre, il Viminale ha specificato che l’accesso alle chiese – in diocesi chiuse dal 12 marzo scorso – è permesso solo ed esclusivamente per la preghiera personale dei fedeli e durante spostamenti assolutamente necessari. Nel dettaglio, se i fedeli recandosi sul posto di lavoro, al supermercato o in farmacia lungo il tragitto dovessero incontrare una chiesa possono entrarvi per pregare. Restano sospese, invece, tutte le celebrazioni pubbliche.

“E’ necessario che l’accesso alla chiesa avvenga solo in occasione di spostamenti determinati da comprovate esigenze lavorative, ovvero per situazioni di necessità e che la chiesa sia situata lungo il percorso, di modo che, in caso di controllo da parte delle forze di polizia, possa esibirsi la prescritta autocertificazione o rendere dichiarazione in ordine alla sussistenza di tali specifici motivi”, si legge.

Agrigento, riaprono le chiese: ok a preghiere individuali e matrimoni senza invitati

Cattedrale Agrigento

Riaprono le chiese ad Agrigento.

La decisione è stata presa direttamente dal cardinale Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento. Nello specifico, sono concesse preghiere individuali, rispettando le distanze di sicurezza, così come i matrimoni senza invitati, ma con la sola presenza dei testimoni. Ancora vietati invece funerali e i cortei funebri.

“Dopo essermi consultato con la segreteria della Conferenza episcopale italiana e in ottemperanza alle indicazioni datemi per lettera, ritengo opportuno riconfermare, sino alla scadenza della proroga, le disposizioni date per la nostra Arcidiocesi con lettera del 13 marzo 2020, con alcune modifiche. Le chiese possono rimanere aperte tutte le mattine fino alle 12, esclusivamente per la preghiera personale dei fedeli e a condizione che il parroco o un altro presbitero o un diacono assicuri ininterrottamente la presenza, per garantire il rispetto delle norme vigenti. I fedeli che si recano in chiesa per un momento di preghiera personale devono rispettare le norme date dal decreto della Presidenza del Consiglio dei ministri in data 15 aprile 2020″, ha spiegato Montenegro, che ha sottolineato che si dovrà raggiungere solo ed esclusivamente il luogo di culto più vicino a casa.

Aita Mari al largo di Trapani: possibile trasferimento dei 36 migranti su altra nave. I dettagli

La Aita Mari, nave della ong basca Salvamento maritimo humanitario, dopo un viaggio durato tutta la notte si trova da questa mattina nei pressi delle coste trapanesi.

Sono 36 i migranti attualmente a bordo, in otto invece sono stati evacuati nei giorni scorsi a Lampedusa per ragioni sanitarie. “Le condizioni delle persone salvate rimangono ai limiti”, ha spiegato la ong. La nave sta seguendo la stessa rotta della Alan Kurdi, cui viaggio è terminato ieri con il trasferimento dei 146 naufraghi sul traghetto Rubattino. I naufraghi osserveranno la quarantena davanti al porto di Palermo, con l’assistenza della Croce Rossa italiana. Nelle prossime ore, dunque, anche i 36 migranti della Aita Mari potrebbero essere trasferiti sul Rubattino.

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