Coronavirus, Sicilia penultima in Italia per tasso di mortalità: i numeri

La Sicilia è al penultimo posto in Italia per tasso di mortalità per quanto riguarda i primi quattro mesi del 2020 a causa del Coronavirus. Su 16.795 decessi, il 4,2% è stato causato dal Covid-19. Il dato emerge dal rapporto dell’Istat di ieri, sulla base del registro di sorveglianza Covid-19 dell’Istituto superiore di sanità. Il campione analizzato si riferisce all’83,3% dei comuni siciliani e all’87,9% della popolazione residente.

Ma non solo: per quanto concerne i nuovi contagi, i numeri degli ultimi giorni dell’Isola sono molto incoraggianti: In Sicilia, nelle ultime 48 ore, per la prima volta da quando è iniziata la pandemia, non ci sono stati nuovi casi di positività.

Coronavirus, il ministro Speranza: “Non pensare che battaglia sia vinta. Stop a tagli Sanità”

“Oggi siamo in una fase diversa di questa epidemia, ma dobbiamo ancora essere prudenti. Non bisogna pensare che sia tutto finito e che la battaglia sia vinta. Il nemico insidioso è ancora lì, bisogna avere la massima cautela”. Lo ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza che, all’inaugurazione a Bologna del secondo modulo dell’Hub nazionale e regionale di terapia intensiva, ha aggiunto: “Bisogna chiudere e archiviare la stagione dei tagli al comparto sanitario. Il Paese c’è stato, le istituzioni hanno retto, potevamo essere travolti. Poi ci sarà il tempo di discutere e di apprendere dagli errori. Ma le istituzioni nel complesso hanno retto e il nostro sistema sanitario nazionale ha dimostrato di avere dentro di se risorse straordinarie”.

“La retorica degli sprechi attorno al reparto salute è stata la scusa per tagliare più che investire – ha proseguito Speranza -. Ora si ricomincia a investire sulla salute delle persone. Negli ultimi 5 mesi abbiamo messo più risorse degli ultimi 5 anni. La Sanità è il simbolo della lotta contro le disuguaglianze. Se una persona sta male non conta quanti soldi ha, da dove viene e di chi è figlio, ma deve essere curata. Il senso dell’articolo 32 della Costituzione è questo: dobbiamo metterci risorse”, e questo deve essere fatto “in un rapporto positivo tra Stato e realtà territoriali”, sono state le sue parole.

“Oggi il nostro Paese è pronto al più grosso investimento mai fatto sul servizio sanitario nazionale. Dobbiamo mettere insieme tutte le competenze che ci sono. C’è il tema delle risorse e il tema delle riforme, non è solo una questione di soldi, servirà anche una discussione nel nostro Paese per pensare a come costruire un nuovo servizio sanitario nazionale. La lezione di questa stagione del coronavirus ci carica di una grandissima responsabilità: reimmaginare il servizio sanitario nazionale che serve all’Italia per i prossimi anni”, ha concluso Speranza.

Coronavirus, Palermo tra i comuni selezionati per indagine sierologica: l’appello del sindaco Orlando

Palermo rientra nell’elenco dei comuni italiani interessati dall’indagine di sieroprevalenza dell’infezione da virus SARS-CoV-2 che Ministero della Salute e Istat, con la collaborazione della Croce Rossa Italiana, hanno avviato per capire quante persone nel nostro Paese siano entrate in contatto col Coronavirus, sviluppando gli anticorpi anche in assenza di sintomi. Il test, che verrà eseguito su un campione totale di 150 mila persone residenti in 2 mila Comuni, distribuite per sesso, attività e sei classi di età, contiene informazioni che riguardano lo stato di salute e le condizioni socio-economiche del soggetto intervistato, in relazione all’evolversi dell’emergenza sanitaria in atto.

Le persone selezionate saranno contattate al telefono dal centro regionale della Croce Rossa Italiana per fissare, in uno dei laboratori selezionati, un appuntamento per il prelievo del sangue. Il prelievo potrà essere eseguito anche a domicilio se il soggetto è fragile o vulnerabile. Al momento del contatto verrà anche chiesto di rispondere a uno specifico questionario predisposto da Istat, in accordo con il Comitato tecnico scientifico.

L’esito dell’esame sarà comunicato a ciascun partecipante. In caso di diagnosi positiva, l’interessato verrà messo in temporaneo isolamento domiciliare e contattato dal Servizio sanitario regionale o Asl per fare un tampone naso-faringeo che verifichi l’eventuale stato di contagiosità. La riservatezza dei partecipanti sarà mantenuta per tutta la durata dell’indagine. A tutti i soggetti che partecipano, sarà assegnato un numero d’identificazione anonimo per l’acquisizione dell’esito del test. Il legame di questo numero di identificazione con i singoli individui sarà gestito dal gruppo di lavoro dell’indagine e sarà divulgato solo agli enti autorizzati. La Croce Rossa Italiana è stata autorizzata dal Ministero della Salute, di concerto con Istat, sia a svolgere le interviste telefoniche per raccogliere le informazioni incluse nel questionario statistico, sia ad acquisire il consenso al test sierologico. Sia la partecipazione alla rilevazione statistica che la disponibilità al test sierologico sono volontarie. Il consenso al test sierologico potrà essere confermato e negato anche presso il laboratorio di analisi indicato dalla Croce Rossa per il prelievo dopo il consenso. Tuttavia, per ottenere risultati affidabili e utili a conoscere la situazione epidemiologica nel nostro Paese, è fondamentale che le persone selezionate per il campione aderiscano.

Il sindaco Leoluca Orlando rivolge, quindi, un invito a coloro che saranno contattati a rispondere alle domande e dare la propria disponibilità “come occasione e opportunità per la propria salute e per la salute di tutta la comunità. Partecipare all’indagine renderà più sicuri Palermo e tutto il nostro Paese, fornendo utili informazioni per il contrasto alla diffusione del virus”.

Ferrovia Trapani-Alcamo, l’assessore Falcone: “Troppi ritardi, non c’è più tempo da perdere”

“Dopo più di otto anni d’attesa, è superfluo dire che non c’è più tempo da perdere”. Lo afferma l’assessore alle Infrastrutture della Regione Siciliana, Marco Falcone, a seguito della nota inviata oggi a Rete ferroviaria italiana e al Governo nazionale a proposito del progetto di riapertura della diramazione via Milo della ferrovia Trapani-Alcamo.

“Stamane, dopo aver sentito il dirigente Oliviero Montanaro, abbiamo scritto al ministero dell’Ambiente per chiedere un intervento immediato per sbloccare il progetto di ripristino della ferrovia Trapani-Alcamo via Milo – ha spiegato -. La perdita di tale linea, dal 2013 chiusa e abbandonata, è una perdita infrastrutturale ed economica che ha causato grandi disagi all’intera Sicilia occidentale”

“Il progetto di ristrutturazione della tratta – illustra Falcone – doveva essere mandato in gara da Rfi all’inizio di quest’anno e ammonta a quasi 70 milioni di euro. Siamo però ancora in attesa del parere sulla verifica di assoggettabilità a Via, un passaggio che doveva essere celere e che invece si prolunga di giorno in giorno. Chiediamo un intervento straordinario, anche di natura sostitutiva, da parte del Ministero per ottenere finalmente il parere e consentire a Rfi di espletare la gara d’appalto”.

Coronavirus, Arcuri: “Entro dicembre un terzo degli italiani farà il tampone”

“Da inizio crisi sono stati somministrati in media 39.500 tamponi al giorno, a maggio in media 61 mila al giorno. Obiettivo era far crescere stabilmente questo numero fino a 84 mila al giorno, lo abbiamo superato e ne potremo fare 89 mila al giorno, +47% su maggio. E 9,9 milioni di prodotti tra reagenti e kit saranno acquistati e messi a disposizione delle Regioni”.

Sono le parole del commissario Domenico Arcuri. “Al 31 dicembre il 28 per cento degli italiani sarà stato sottoposto a tampone, ove necessario, un italiano su tre quasi”, ha concluso

Fase 2, Di Maio tuona: “Porte chiuse a chi tiene fuori gli italiani”

“Crediamo nello spirito europeo, ma siamo pronti a chiudere le frontiere a chi non ci rispetta”.

Così il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, intervistato ai microfoni del ‘Corriere della Sera’ -. “La partita si aprirà il 3 giugno, perché andare a trattare con uno Stato estero mentre noi abbiamo ancora delle regole restrittive è complicato – ha proseguito -. Crediamo nella collaborazione ma anche nella reciprocità. È lo spirito che porterò nei miei viaggi in Germania, Slovenia e Grecia. L’Italia si è distinta per la trasparenza e i nostri dati sono molto confortanti. Non vogliamo sollevare polemiche, ma se qualcuno pensa di chiuderci la porta in faccia solo per i propri interessi, allora risponderemo. Davanti ai personalismi la porta la chiuderemo anche noi”.

Coronavirus, allarme App Immuni: finta mail fa scaricare virus informatico

L’app Immuni per il tracciamento in funzione anti-contagio da oggi sarà scaricabile dagli store di Apple e Google. Tuttavia, è già allarme.

Sì, perchè secondo Agid-Cert, la struttura del governo che si occupa di cybersicurezza, alcuni criminali informatici avrebbero diffuso un’email contenente un ransomware, ossia un virus che “prende in ostaggio” i dispositivi degli utenti e chiede un riscatto di 300 euro in bitcoin.

Il virus si chiama FuckUnicorn ed è nascosto all’interno di un messaggio apparentemente innocuo, che invita a cliccare su un sito fasullo che imita quello della Fofi, la Federazione Ordini dei farmacisti italiani, per scaricare un file denominato “Immuni”. Il Cert-Agid spiega di aver “già allertato i comparti di pertinenza”.

Coronavirus, la Grecia riapre anche all’Italia: in quarantena chi arriva da quattro Regioni

La Grecia apre le frontiere anche all’Italia. Nel dettaglio, a partire dal prossimo 15 giugno i voli internazionali saranno ammessi negli aeroporti di Atene e Salonicco ma se l’aereo proviene da uno degli aeroporti dell’elenco delle aree “ad alto rischio” stilato dall’Agenzia europea per la sicurezza aerea (che per l’Italia sono Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte, Veneto) i passeggeri saranno sottoposti ad un test all’arrivo. Se negativo, il passeggero si metterà in auto-quarantena per sette giorni. Se positivo, la quarantena sarà di quaranta giorni. Lo si legge sul sito dell’ambasciata greca.

Coronavirus, studente positivo a Marsala in giro con amici. Il Sindaco: “Inaccettabile”

Tornato in Sicilia da una città del Nord Italia, un ragazzo di Marsala è uscito dalla sua abitazione prima di conoscere l’esito del “tampone” a cui è stato sottoposto come da protocollo, risultato poi positivo. Per questo motivo, lo studente rischia un procedimento penale.

D’altra parte, nelle ultime ore sarebbero emersi ulteriori dettagli: il 23enne, infatti, avrebbe visto gli amici e anche la fidanzata. Una volta saputa della positività al Coronavirus, il giovane avrebbe avvertito i suoi contatti: ora si aspetta l’esito del tampone.

“Mentre il Governo decide la ripresa degli spostamenti tra le regioni a partire dal 3 giugno, per cui non saranno necessarie particolari motivazioni per muoversi né l’obbligo della quarantena, un nostro giovane concittadino che studia nelle Marche, rientrato a Marsala, alla fine della quarantena effettua il tampone ma non ne attende l’esito per uscire ed avere contatti con altri. Nel frattempo é arrivato il risultato ed il ragazzo è positivo al Covid-19 anche se asintomatico – ha detto il sindaco Alberto Di Girolamo in un post pubblicato su Facebook -. L’Asp mi ha assicurato di aver individuato le persone che hanno avuto contatti con il giovane, le ha sottoposte a quarantena e presto verranno loro eseguiti i tamponi. Lo studente adesso rischia un procedimento penale, ma la cosa più grave è che potrebbe aver contagiato altre persone. Vi rendete conto di quanto gli atteggiamenti leggeri possano mettere a rischio la salute di un’intera comunità? Ci dobbiamo rendere conto che ci possono essere in giro, senza che ce ne accorgiamo, persone positive asintomatiche. A distanza di poche ore nella nostra città abbiamo già due casi positivi accertati. Se non rispettiamo le fondamentali misure di sicurezza, i contagiati possono diventare molti di più. Non mi stancherò mai di ripetervelo: usiamo la mascherina, manteniamo la distanza interpersonale di almeno un metro, non creiamo assembramenti, igienizziamoci frequentemente le mani e continuiamo a salutarci semplicemente con un sorriso, senza abbracci, baci e strette di mano. Convinciamo tutti coloro che conosciamo a fare lo stesso. Sono gesti semplici ma che se fatti da tutti impediscono al virus di diffondersi. Non possiamo far finta di nulla, il Coronavirus ancora c’è, non è scomparso. Amici collaboriamo tutti insieme, ognuno con il proprio ruolo, di genitori, figli, semplici cittadini, noi come amministratori, affinché il virus non si diffonda nella nostra comunità. Purtroppo non possiamo permetterci di scherzare o abbassare la guardia“.

Marsala, esce di casa prima di sapere l’esito del tampone: indagato studente positivo

La Procura di Marsala, su segnalazione dell’Asp di Trapani, ha avviato un’indagine sul caso di un giovane studente che, rientrato dal Nord Italia, dopo aver fatto il “tampone” e prima di conoscerne l’esito, è uscito dalla sua abitazione per recarsi in alcuni negozi e negli uffici di un assicuratore. Il giovane, però, è risultato positivo al Coronavirus.

Per questo motivo, l’assicuratore e i titolari degli esercizi, dopo essere stati avvertiti dallo stesso ragazzo, anche se asintomatico, hanno avvertito l’Asp. Il dipartimento di prevenzione ha fatto sapere che “tutte le persone che sono state in contatto con il ragazzo, il cui comportamento è stato molto superficiale, sono state rintracciate e sono in quarantena”. Per l’Asp, dunque, il caso è stato circoscritto. Il ragazzo, però, rischia un procedimento penale.

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