La Aita Mari a Palermo: migranti trasferiti sulla nave Rubattino per quarantena

Si è concluso il trasferimento per la quarantena sulla nave Rubattino, delle 34 persone che si trovano a bordo della Aita Mari, nave della ong basca Salvamento maritimo humanitario.

Le operazioni, come già avvenuto per la Alan Kurdi, si sono svolte a largo del porto di Palermo, sotto il coordinamento tecnico della Guardia Costiera. I 34 migranti si aggiungono alle 146 persone arrivate sulla nave della società Tirrenia (ora Compagnia Italiana di Navigazione) lo scorso venerdì. La nave rimarrà ad un miglio al largo dal porto di Palermo per tutta la durata della quarantena. E a bordo vi sarà il personale della Croce Rossa Italiana. “Sono tutti in salvo. Grazie a tutti per il supporto”, ha scritto in un tweet la ong spagnola Salvamento maritimo humanitario.

Nella giornata di ieri, sull’arrivo in Sicilia della Aita Mari era arrivato un secco no da parte del governatore Nello Musumeci: “Il governo della Regione dice no all’approdo. Sarebbe grave se Roma consentisse lo sbarco di queste persone, dopo il rifiuto di altri Paesi dell’Unione Europea, in un’Isola che vive con alta tensione gli effetti dell’emergenza epidemica”, le sue parole in una nota.

Coronavirus, il premier Conte: “Fase 2? Stiamo lavorando, conviveremo col virus. Nei prossimi giorni…”

“Stiamo lavorando su alcune proposte di allentamento delle misure, in modo da poter convivere con il virus nei prossimi mesi in condizioni di massima sicurezza, tenendo sotto controllo la curva epidemiologica e le condizioni di stress del sistema sanitario e ospedaliero locale”. Lo ha detto il premier Giuseppe Conte, intervistato ai microfoni de ‘Il Giornale’ in merito alla cosiddetta Fase 2.

“Tutte le notizie che filtrano, le ipotesi che si fanno in questi giorni sono prive di fondamento. Nei prossimi giorni saremo in condizione di offrire a tutti gli italiani un piano chiaro e, quindi, informazioni certe – ha proseguito Conte -. Il Governo sta operando con coraggio e determinazione, se non fosse così sarei il primo a sollecitare una nuova soluzione. In appena un mese abbiamo liberato circa 750 miliardi di euro a vantaggio delle imprese del tessuto economico messo in campo 50 miliardi di denaro fresco per il sistema sanitario la macchina della emergenza e lavoratori. Questa settimana sono iniziati ad arrivare i bonus sul conto corrente di tanti cittadini nei prossimi giorni rafforzeremo il sostegno a famiglie e lavoratori e imprese con un’altra poderosa sterzata economica”, ha concluso.

Coronavirus, l’assessore Razza: “Le scelte fatte in Sicilia hanno premiato, vi spiego perché”

“Le scelte fatte in Sicilia hanno premiato”.

Lo ha detto in un video l’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza. “Le aziende hanno lavorato per dare ospedalizzazione adeguata e in tempi rapidissimi. La scelta di limitare notevolmente la mobilità e fare crescere l’isolamento sia domiciliare che in strutture dedicate ha pagato perché ha ridotto sensibilmente il numero dei contagi. Nelle prossime ore sono attese nuove consegne per quanto riguarda i dispositivi. Quello che doveva funzionare un po’ meglio, ma questo riguarda tutta l’Italia, è la linea della chiarezza in tal senso”, sono state le sue parole.

“E’ stata la chiave di volta: la decisione del presidente della Regione di contenere l’ingresso nella nostra regione, poi l’obbligo dell’isolamento per chi tornava in Sicilia con il tampone obbligatorio sono stati tasselli decisivi. In aree del Paese molto colpite si è volato per molto tempo, gli scali erano aperti al traffico nazionale e internazionale. Da noi no – ha dichiarato Razza, intervenuto di recente ai microfoni di PalermoToday -. Siamo riusciti a contenere la mobilità del 90 per cento circa e, così, ad abbassare la ripetitività dell’infezione virale. In 47 mila si sono registrati sul sito che abbiamo creato. E’ fisiologico che una parte di persone non lo abbia fatto. Abbiamo anche incrociato i dati che ci sono stati forniti da alcuni aeroporti, come quello di Bergamo, in modo da avere un quadro degli ingressi. A oggi abbiamo eseguito i tamponi su oltre dodicimila persone al termine dell’isolamento obbligatorio. Ne restano da eseguire circa seimila, che però sono già stati calendarizzati per la maggior parte. Monitorare i cittadini e responsabilizzarli ci ha permesso di scoprire alcuni asintomatici e intervenire. Il virus, se si escludono dalle valutazioni i focolai isolati, come Troina o Villafrati, da noi ha circolato pochissimo. E si è trattato sempre di casi riconducibili a rientri da altre regioni. I siciliani si sono comportati straordinariamente bene. Certo, la minoranza che infrange le regole fa spesso più notizia della moltitudine di persone che le rispettano. Ma ha ragione il presidente Musumeci quando dice che ‘i siciliani hanno dato una lezione all’Italia'”, ha concluso.

Coronavirus, il bollettino in Italia del 18 aprile: 107.771 positivi, 44.927 guariti

Il Dipartimento di Protezione Civile, come di consueto, ha emesso alle ore 18:00 il bollettino ufficiale sulla situazione relativa alla diffusione e al contagio del Coronavirus nel nostro Paese. Di seguito i dati reali aggiornati ad oggi, sabato 18 aprile 2020.

Attualmente positivi: 107.771

Deceduti: 23.227 (+482, +2,1%)

Dimessi/Guariti: 44.927 (+2200, +5,1%)

Ricoverati in Terapia Intensiva: 2.733 (-79, -2,8%)

Tamponi: 1.305.833 (+61.725)

TOTALE CASI: 175.925 (+3.491, +2,0%)

Istruzione, Lagalla: “Sicilia prima al Sud”

«La Sicilia, insieme alla Puglia, è la prima Regione del Sud per creazione di classi virtuali, la decima in tutta Italia, un ottimo risultato se si considera che è al penultimo posto per numero di famiglie che non possiedono un computer o un tablet in casa», così dichiara l’assessore regionale all’istruzione e alla formazione professionale, Roberto Lagalla.

«Lo sforzo profuso dalla Scuola siciliana – commenta l’assessore Lagalla – sta andando nella giusta direzione, consentendo la prosecuzione del percorso educativo e formativo di migliaia di studenti ed aprendo la strada alla maturazione di innovativi processi di apprendimento e ad un più largo uso degli strumenti digitali. Tuttavia, è ben noto come le iniziative assunte ed i risultati raggiunti, per quanto significativi, non esauriscano il fabbisogno tecnologico, né riescano a fronteggiare adeguatamente le numerose problematiche relative alle difficoltà di accesso alla formazione a distanza, causate dalle critiche condizioni socio-economiche di molte famiglie siciliane, soprattutto in questo momento. Ad ogni modo, è incoraggiante apprendere che l’azione di governo, facilitata dal lodevole e prezioso impegno dei dirigenti scolastici e dei docenti ai quali va il riconoscente apprezzamento dello stesso governo, ha utilmente contribuito alla prosecuzione delle attività didattiche, raggiungendo una copertura statistica pari a circa il 60% dell’utenza potenziale. Ciò pone la Sicilia in posizione non dissimile dalle altre e più attrezzate regioni italiane, anche a dispetto del suo pesante “digital divide”. Avendo piena consapevolezza delle perduranti criticità, è necessario impegnarsi ulteriormente, in ambito nazionale e regionale, per incrementare gli investimenti in tecnologia e favorire la diffusione delle competenze informatiche ad ogni livello, avendo cura di assicurare pari opportunità di accesso a tutti gli studenti. In tale direzione il governo Musumeci sta attivamente lavorando, mettendo allo studio nuove iniziative che, nell’immediato, consentano di ampliare sempre più i numeri dei destinatari e, nella prospettiva di più lungo periodo, di consolidare, in Sicilia, l’infrastrutturazione digitale e le dotazioni tecnologiche a servizio della scuola e dell’università».
Secondo la recente indagine Istat, che dimostra come il digital divide all’interno del Paese non sia ancora stato superato, la Sicilia si attesta intorno al 44% per numero di nuclei familiari sprovvisti di un computer in casa; tuttavia, si trova al decimo posto dello scenario nazionale per numero di classi virtuali formate a seguito della sospensione delle lezioni in presenza: lo attesta un’indagine, recentemente diffusa dal sito studenti.it che monitora l’andamento della didattica online nel Paese, a seguito dell’emergenza da COVID 19. La sola piattaforma FAD (continualascuola.it), messa a disposizione delle scuole da parte della Regione Siciliana, conta ad oggi 1.505 classi virtuali, create da 268 istituti scolastici, grazie alla registrazione di 2.824 docenti. Ad essa si aggiungono le numerose altre disponibili in rete e l’uso dei più diversi sistemi di collegamento a distanza attivati da scuole e docenti. Inoltre, nei giorni scorsi, il governo regionale ha messo a disposizione degli istituti scolastici, oltre alla piattaforma telematica, un contributo destinato alla fornitura di pc e tablet per i ragazzi in condizione di maggiore disagio, integrando le risorse assegnate dal Ministero dell’Istruzione per le stesse finalità.

Aeroporto di Palermo, Covid-19: installati termoscanner per il controllo della temperatura

Termoscanner per rilevare la temperatura corporea dei passeggeri in transito dall’aeroporto di Palermo Falcone Borsellino
I dispositivi, due alle partenze e due agli arrivi, sono stati installati oggi. Finora sono circa centomila i passeggeri che negli ultimi due mesi sono stati sottoposti al controllo della temperatura con i termometri a infrarossi, una prima linea di difesa contro il coronavirus. 
Secondo i dati dell’Usmaf di Palermo – la sanità marittima e aerea del ministero della Salute che opera assieme alla Croce Rossa, per le procedure sanitarie per il contenimento del Covid-19, e alle forze dell’ordine, per il controllo delle autocertificazioni – dallo scorso febbraio sono stati controllati i passeggeri di 942 voli, per un totale di 98mila.
In cinque casi il termometro ha rilevato la temperatura pari o superiore alla soglia di 37,5, facendo scattare l’approfondimento sanitario e l’eventuale isolamento o il trasferimento del passeggero in ospedale per il tampone. C’è stato un solo caso sospetto, lo scorso 26 marzo, poi risultato negativo.
Intanto, l’aeroporto di Palermo, su disposizione del ministero dei Trasporti, è aperto e operativo con due voli da e per Roma Fiumicino, operati dalla compagnia aerea Alitalia, e uno da e per Lampedusa, operato dalla compagnia aerea Dat. 
Tra le attività principali, l’aeroporto accoglie i voli umanitari e quelli che garantiscono l’arrivo delle scorte di viveri, farmaci e dispositivi di protezione individuale, come mascherine e tute, attrezzature mediche per gli ospedali. Il servizio aeroportuale garantisce la mobilità a coloro che devono rientrare in Italia dall’estero, o a chi, dall’Italia, deve tornare nel paese d’origine.
Nello scalo aereo palermitano, inoltre, si è proceduto a una costante azione di sanificazione degli ambienti, per garantire la salute dei passeggeri in transito e dei lavoratori, che in questo momento così critico sono in campo per assicurare la sicurezza dei servizi aeroportuali. 

Coronavirus, Palermo: la comunità cinese dona i dispositivi di protezione individuale

L’associazione dei gestori di “Bar Cinesi” in Italia dona alla città di Palermo materiale idoneo a contrastare la diffusione del coronavirus.
Sono giunti, per il tramite dell’Ambasciata cinese di Roma, mascherine, copricapo e altri dispositivi di protezione individuale a sostegno dell’impegno della città contro il contagio.
Il presidente dell’associazione Zhou Zhongce, sottolinea che per la comunità cinese “l’Italia è la seconda casa” ricordando che così come le comunità cinesi si erano impegnate a sostegno dei propri connazionali in Cina, l’impegno si è spostato ora a favore dell’Italia e con l’Italia.
Anche se una sola di queste mascherine dovesse essere utile a salvare una sola vita – ha detto il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando – a nome di tutta la città e di tutti i palermitani, non posso che dire un caloroso grazie alla comunità cinese di Palermo che si conferma una parte importante della nostra realtà. Non posso anche che ringraziare l’Ambasciata cinese che fin dalle prime ore dell’emergenza si è mostrata vicina e attenta alle esigenze della nostra comunità“.
La solidarietà della comunità cinese – afferma il presidente della RAP, Giuseppe Norata – servirà a dare una boccata d’ossigeno a tante strutture pubbliche e che svolgono servizi pubblici a Palermo“.
La RAP è stata infatti incaricata dal sindaco, per motivi logistici, di coordinare la ricezione di tutti i materiali utili che in queste ore da diverse parti e donatori stanno arrivando al Comune, anche mettendoli a disposizione di altri enti, prioritariamente le strutture sanitarie ma anche le forze dell’ordine e le altre aziende partecipate.
Il presidente Norata ha contattato le autorità sanitarie per concordare la distribuzione del materiale a loro utile.

ANCE PALERMO DONA VENTILATORE A OSPEDALE PEDIATRICO

Il presidente di Ance Palermo, Massimiliano Miconi, ha consegnato all’ospedale pediatrico palermitano “Di Cristina” uno dei nove ventilatori polmonari non invasivi destinati alle nove province della Sicilia per sostenere il sistema sanitario dell’isola. Alla consegna erano presenti il consigliere di Ance Palermo, il vice presidente dei Giovani Riccardo Galioto, il direttore generale dell’azienda Arnas-Civico Roberto Colletti e la dottoressa Maria Lucia Furnari dell’ospedale Pediatrico “Di Cristina”.

“E’ un piccolo gesto di sostegno alla sanità siciliana impegnata nella cura dei pazienti affetti dal coronavirus – ha detto Miconi -. E rientra nell’iniziativa avviata dall’Ance nazionale per donare, attraverso le sue strutture territoriali, almeno un’apparecchiatura sanitaria per ogni provincia d’Italia”.

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