Archives Aprile 2020

Imprese, Filca Cisl: “Ben vengano ammortizzatori sociali, ma serve ripartire in sicurezza”

“Accogliamo con soddisfazione la notizia dell’erogazione della cassa integrazione ai lavoratori che ne hanno fatto richiesta, ma è necessario che adesso ci si attivi per garantire una ripartenza, all’insegna della legalità e della sicurezza”.

Così, in una nota congiunta, il segretario della Filca Cisl regionale, Paolo D’Anca, e i segretari della Filca Catania, Nunzio Turrisi, della Filca Palermo-Trapani, Francesco Danese, della Filca Caltanissetta-Agrigento, Franco Sodano e della Filca Cisl Messina, Pippo Famiano. “Ben vengano gli ammortizzatori sociali, ma i lavoratori non vogliono vivere di sussidi e assistenza ma di lavoro regolare e soprattutto sicuro. Per l’edilizia questo momento può e deve rappresentare una nuova stagione per il suo rilancio e soprattutto per ribadire l’importanza di alcune garanzie imprescindibili, come la regolarità del settore e la sicurezza. Priorità, quest’ultime, che abbiamo ribadito più volte ma che purtroppo finora restano chimere, visto il numero ancora troppo alto di morti e infortuni sul posto di lavoro e la presenza molto forte di lavoro nero. Si calcola infatti che ogni quindici secondi si verificano 153 incidenti sul lavoro, di cui uno mortale. Serve siglare i protocolli preventivi per il contenimento del Covid 19 e il sindacato vigilerà sull’applicazione ma nel frattempo proseguiremo anche la nostra annosa battaglia per promuovere gli investimenti, potenziare le infrastrutture, e per ribadire l’accelerazione dei bandi di gara di molte opere che attendono di diventare cantieri”.

Parrucchieri ed estetisti, Ragusa chiede intervento a Musumeci: “Categoria chiede più tutele”

L’appello del presidente della commissione Attività produttive all’Ars, Orazio Ragusa, in una lettera indirizzata al presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci affinché il governatore valuti la possibilità di fare riaprire il prima possibile le attività di barbieri, parrucchieri ed estetiste.

“Gli operatori del settore benessere attendono una risposta anche perché la loro categoria possa essere tutelata – ha scritto l’on. Ragusa -. A cominciare dalla questione del fenomeno legato all’abusivismo che risulta essere in netta crescita visto che in molti, senza alcun tipo di cautela, lavorano con la saracinesca abbassata oppure vanno nei condomini o addirittura nei box auto per esercitare la professione totalmente in nero e senza rispettare le norme igienico sanitarie Covid-19. Poi c’è il problema finanziario visto che, allo stato attuale, sono quasi otto le settimane di inattività, circostanza che ha impedito di incassare un solo centesimo”.

“Mancano delle misure adeguate da parte del governo nazionale. E anche le 600 euro promesse non sono arrivate a tutti. Tra l’altro, senza che siano state bloccate le utenze, gli affitti e i mutui, le somme in questione non sono risultate affatto sufficienti neppure per coprire le spese in questione. In più, per la riapertura è chiesto il distanziamento sociale, le mascherine, le visiere, lavorare uno alla volta, separé, gel disinfettanti all’ingresso, termometro a infrarossi per misurare la temperatura a ogni cliente: tutte misure destinate a innalzare in maniera importante i costi di gestione. Ecco perché chiediamo al governatore siciliano di valutare l’adozione di misure ragionate ed equilibrate che, non mettendo a rischio la salute dei clienti, consentano però agli operatori di cui stiamo parlando di potersi rimettere in moto per dare un futuro alle loro attività”.

Coronavirus, Guardia di Finanza arresta a Catania latitante romeno durante controlli

Un romeno di 28 anni, V. G., latitante dallo scorso 13 giugno 2018 è stato arrestato nella giornata di oggi dalla Guardia di Finanza del comando provinciale di Catania durante controlli per il contenimento del contagio da Coronavirus. E’ successo all’ingresso del porto del capoluogo etneo.

L’uomo era ricercato dopo una sentenza definitiva emessa dal Tribunale di Frosinone per il reato di furto aggravato in concorso di 220 kg di rame: deve scontare due anni di reclusione. Nel corso dell’operazione, le Fiamme Gialle hanno anche controllato la persona che era con lui, ovvero suo fratello. Entrambi sono stati sanzionati amministrativamente per essersi allontanati dal proprio domicilio senza comprovate esigenze, adducendo futili motivi. Il ricercato, dopo le formalità di rito, è stato portato nella casa circondariale di Messina.

Gela, dalla Regione arrivano i fondi per la messa in sicurezza del lungomare

Arrivano più di 100 mila euro per i lavori di messa in sicurezza urgente del versante a monte del lungomare di Gela, nei pressi del porto rifugio. Il dipartimento infrastrutture ha infatti impegnato la somma e autorizzato l’esecuzione delle opere.

Dopo i cedimenti dei giorni scorsi – ha dichiarato l’assessore regionale alle infrastrutture Marco Falconeabbiamo recepito le istanze dal territorio e dall’amministrazione comunale, mettendoci in moto per azzerare i pericoli per l’incolumità pubblica e assicurare l’integrità dell’arteria e della vicina infrastruttura portuale. A giorni, come indicato dal governo Musumeci, sarà il Genio civile nisseno a ripristinare il versante indebolito dal crollo, a tutela del lungomare gelese che rappresenta anche un’importante via di fuga per la città” ha concluso.

Rapina in sala bingo e colpo da oltre 68 mila euro: quattro arresti a Palermo

La Polizia ha arrestato quattro persone per la rapina, del 10 giugno scorso, alla sala bingo “Big Bingo” di via Molinari a Palermo. La banda riuscì a sottrarre oltre 68.000 euro. Si tratta di Antonio Cardella, Angelo Donzelli, Francesco Piano, Cinzia Bertolino, che ha avuto i domiciliari. Per Gaetano Geraci, invece, è stato disposto l’obbligo di dimora. Ad incastrare i rapinatori sono state le immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza all’interno della sala bingo.

Cardella e Bertolino entrarono nel locale e si diressero verso la cassa dove, con un diversivo, distrassero l’impiegata addetta alla vendita dei tabacchi in modo da impedirle di notare l’ingresso della banda e di azionare il dispositivo di allarme posizionato vicino la sua postazione. Donzelli, che aveva una maschera col volto di un leone, minacciò l’impiegata impugnando una pistola, costringendola ad aprire la cassaforte. Piano, che indossava un casco integrale, rimase all’interno della sala, immobilizzando gli avventori e sorvegliando la porta d’ingresso. Geraci, infine, denunciò falsamente il furto della moto utilizzata per fuggire via.

Coronavirus, il sindaco De Luca contesta il premier Conte: “Nuovo Dpcm una porcheria”

“Il nuovo provvedimento governativo ha fatto scalpore perché è figlio del ‘vorrei ma non posso’, grazie a una decisione non presa. Proprio in relazione a questo, noi del comune di Messina abbiamo invece deciso di decidere. A Conte dico che non ci stiamo. Non accetto il Dpcm entrato in vigore con queste scadenze scriteriate. Già da domani dunque porterò avanti il lavoro che non è stato fatto. Se serve, sono pronto anche a rischiare di essere dichiarato decaduto dalla carica di sindaco, ma comunque, visto che non lo fa Musumeci, chiederò a Conte di rimangiarsi la porcheria che ha servito agli italiani il 26 di aprile, non differenziando le misure per le varie regioni”.

Così il sindaco di Messina, Cateno De Luca. “Bisogna prendere atto della diffusione epidemiologica su tutto il territorio nazionale: il 70% è concentrato su quattro regioni del Nord. C’è una chiara distinzione territoriale che deve essere presa in considerazione. Quindi, alla luce di ciò, occorrono norme restrittive al centro-nord (in particolare Lombardia e Piemonte) e più flessibili per le regioni del sud, in cui il contagio è sotto la media nazionale, stabilendo comunque il criterio di libertà vigilata. Se infatti fossi io il Presidente del Consiglio autorizzerei i sindaci a fare accordi con i commercianti affinché non solo sia dato gratuitamente il suolo pubblico ma consentirei anche l’istallazione di bagni chimici uomo/donna in modo tale che si possano garantire le condizioni igienico-sanitarie, in deroga alle norme previste dai regolamenti. Servono dunque protocolli specifici che comunque garantiscano le aperture”.

Coronavirus, Musumeci pronto a ripartire: “Da Conte misure contraddittorie. No all’Italia a due velocità”

Ha definito “troppo stringenti o contraddittorie” le misure annunciate domenica sera dal premier Giuseppe Conte in vista della cosiddetta Fase 2 legata all’emergenza Coronavirus in Italia, soprattutto per quanto concerne l’apertura a giugno di alcune attività, come ad esempio barbieri e parrucchieri o bar e ristoranti. Stiamo parlando del presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci.

“Dico queste cose pur avendo adottato in Sicilia misure severe, che però hanno dato risultati. Occorre riuscire a coniugare la linea della prudenza con quella della ripartenza”. Un altro settore che suscita le preoccupazioni del Governatore per le ricadute economiche nell’Isola è quello del turismo. “Anche per questo motivo ho autorizzato i lidi balneari alla pulizia delle spiagge e a tutte le iniziative necessarie in attesa dell’apertura della stagione. Stiamo lavorando insieme ai presidenti delle Regioni per potere chiedere a Conte di rivedere alcune cose e tentare di salvare il salvabile. Prima però dobbiamo metterci d’accordo perché anche tra di noi c’è chi dice cose diverse”, ha dichiarato il Governatore della Sicilia ai microfoni di Telecolor. “In Sicilia non accettiamo più che ci siano due Italia e a due velocità diverse. Nel corso della cabina di regia ho detto al premier Conte che in Sicilia non sono tanto le risorse finanziarie di cui abbiamo bisogno quanto piuttosto la necessità di potere spendere presto e bene le risorse finanziarie che già ci sono. La stesse deroghe e gli stessi poteri straordinari che sono state previsti per il ponte Morandi potrebbero consentire nella nostra regione l’apertura, nel giro di pochi mesi, di tanti cantieri in grado di realizzare infrastrutture importanti e di dare lavoro”.

Infine, Musumeci si è espresso in merito alla richiesta di dimissioni avanzata da alcuni esponenti politici dell’opposizione nei confronti dell’assessore al Turismo Manlio Messina che ha pubblicato e poi rimosso sul suo profilo Facebook un fotomontaggio con il premier Conte in manette tra due carabinieri. “Si è trattato di un post infelice, tanto che io stesso ho chiesto all’assessore di rimuoverlo e me ne scuso con il presidente del Consiglio. Ma poiché si trattava soltanto di satira, le polemiche che ha sollevato mi sembrano francamente pretestuose. Per me l’incidente è chiuso”, ha concluso.

Coronavirus, Conte: “Non ci sono condizioni per ripartenza normale. Congiunti non sono amici, presto chiarimenti”

“Congiunti non sono gli amici, preciseremo presto la formula”, lo ha dichiarato il Premier Giuseppe Conte, che nella giornata di ieri, per la prima volta dall’inizio della quarantena, ha visitato la città di Milano per incontrare il governatore Fontana ed il sindaco Sala.

“Molti cittadini non sono rimasti contenti delle nuove misure. Lo vediamo ed è anche comprensibile, molti volevano tornare alla normalità – ha proseguito il Presidente del Consiglio dei ministri -. Ma non ci sono le condizioni per farlo, ancora. Stiamo attraversando la fase 2, quella della convivenza col virus. Non quella della liberazione dal virus. Un solo paziente, il paziente zero, ha portato l’Italia a questa situazione e oggi siamo a 105mila contagiati. Se affrontassimo questa fase 2 senza prudenza e responsabilità, avremmo la conseguenza di comportamenti imprudenti e irresponsabili e la curva epidemiologica sfuggirebbe di mano. Con questo provvedimento, noi manderemo a lavoro 4,5 milioni di lavoratori e lavoratrici che andranno ad aggiungersi a quelli che già lo stavano facendo. Poi il 18 maggio ci sarà un altro blocco, poi altri a giugno. Secondo voi sarebbe possibile affrontare la fase 2, dopo i tanti sacrifici fatti, diversamente? Non credo, lo dobbiamo alle famiglie delle persone morte e a tutti i cittadini. Noi non cerchiamo consenso, cerchiamo di fare le cose giuste anche se questo dovesse scontentare tante persone. Le nostre sono decisioni fatte nell’interesse di tutti. Prepariamoci e rispettiamo le misure. Abbiamo introdotto qualche allenamento, ma ancora non possiamo mollare. Dal 4 maggio saranno possibili le attività sportive purché si rispetti la distanza. Stessa cosa per l’attività motoria. Cerchiamo di alleviare anche le sofferenze psicologiche che tutti stiamo provando. Ma non buttiamo a mare tutti i sacrifici, dobbiamo continuare ad agire in modo responsabili. Congiunti? E’ una formula ampia, generica. Poi lo preciseremo. Non significa che si può andare in giro a casa di altri, a fare feste o cose del genere. Si può andare a trovare i parenti, ma non gli amici. Ricordo che 1/4 dei contagiati arriva da ambienti familiari”.

Sul divieto di riaprire le chiese e celebrare le cerimonie religiose: “Non vorrei creare rammarico nella Cei e nella chiesa italiana. Ci siamo sentiti col presidente Bassetti, non c’è un atteggiamento materialista o di insensibilità dietro le nostre scelte. Ma anche nella letteratura scientifica, la pratica religiosa è una statistica dei focolai epidemiologici. Lavoreremo per definire un protocollo di massima sicurezza per garantire ai fedeli di partecipare alle celebrazioni liturgiche in sicurezza. Intanto c’è stata apertura per le cerimonie funebri, poi con collaborazione definiremo un percorso per garantire, anche nell’interesse dei parroci, la massima sicurezza”, ha concluso il Premier Giuseppe Conte.

 

Terremoto al largo di Palermo: doppia scossa registrata dai sismografi

Terremoto al largo di Palermo.

Una doppia piccola, ma preoccupante, scossa è stata registrata tra ieri sera e questa mattina dai sismografi della Sala Sismica INGV-Roma, nei pressi del capoluogo siciliano: la prima, di magnitudo 2.1, è stata registrata alle 23.09 di lunedì 27 aprile, a 22 chilometri da Palermo, la seconda invece, di magnitudo 3.1 si è verificata sulla Costa Siciliana centro settentrionale alle 7.57 di questa mattina – martedì 28 aprile -, ad una profondità di 25 km. La scossa, che non ha causato danni, sembra non essere stata avvertita dalla popolazione palermitana.

Economia Palermo, Orlando: “Urgente piano nazionale e regionale per la ripresa”

Il dibattito incentrato sulla data di apertura di alcune attività commerciali mi sembra del tutto fuorviante. Ci sono migliaia di imprese per le quali il problema non è più “QUANDO” riaprire, ma piuttosto “SE SARA’ POSSIBILE” riaprire“, lo ha dichiarato il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando.

Credo che a molti sfugga la vastità e la profondità del danno strutturale che il blocco totale di alcune attività economiche ha determinato. Ci sono imprenditori che non hanno incassato un euro per quasi due mesi durante i quali hanno dato fondo a tutti i propri risparmi; ci sono imprese che anche con una riapertura parziale e scaglionata non potranno sostenere le spese vive di gestione“, aggiunge il sindaco.

Quello che serve è un piano complessivo per l’economica che non sia un semplice calendario di aperture, né, tanto meno, una lista della spesa dove si aggiungono soluzioni parziali e non risolutive. Occorre un piano nazionale e regionale per il sostegno alle imprese,che unisca provvedimenti diretti – come i finanziamenti a fondo perduto – ed indiretti – come gli sgravi o le esenzioni fiscali, perle quali occorre però trovare forme di compensazione per le minori entrate dei Comuni, a loro volta a rischio di bancarotta e di non poter garantire servizi essenziali“, prosegue Orlando.

Per questo abbiamo chiesto come ANCI che arrivi quanto prima un nuovo DPCM e per questo chiediamo con forza di interloquire col Governo regionale perché per  tutte le misure allo studio sia forte l’interlocuzione con gli Enti locali nell’ottica della collaborazione istituzionale e della visione d’insieme.Fermo restando che occorre riaprire al più presto possibile tutte le attività in cui potranno essere garantite le condizioni di sicurezza e prevenzione, credo però che senza una visione strategica la nostra economia non si riprenderà facilmente da questa crisi“, conclude Orlando.

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