Catania, aggiudicata gara progettazione diga Pietrarossa, opera incompiuta dal 1990

Un altro passo avanti per completare, dopo vent’anni, la più grande incompiuta del sistema idrico siciliano: la diga di Pietrarossa, a cavallo delle province di Catania ed Enna. L’iter avviato dal governo Musumeci, infatti, entra nel vivo. Il dipartimento regionale dell’Acqua e dei rifiuti ha aggiudicato, in via provvisoria (con un ribasso del 41,67 per cento, su importo a base asta di 4,2 milioni di euro), la gara per la progettazione definitiva ed esecutiva e la direzione dei lavori al raggruppamento Hmr. Si tratta del secondo step per arrivare all’ultimazione di un’opera ritenuta strategica per garantire un adeguato rifornimento d’acqua ai territori della Piana etnea.

La diga, una volta ultimata, incrementerà di circa 35 milioni di metri cubi i volumi idrici accumulabili negli invasi siciliani. L’opera riuscirà a salvaguardare le riserve della “Don Sturzo” e garantirà acqua a diciassettemila ettari di terreni, più del doppio di quelli attualmente raggiunti. Secondo il cronoprogramma del governo regionale, nel giro di alcuni mesi sarà pronto il progetto, poi scatterà la procedura per l’approvazione da parte degli organi competenti che impegnerà circa un anno. Nella primavera del 2021 partirà la gara per i lavori.
«Si procede a tappe forzate – afferma il presidente della Regione Nello Musumeci – al di là del minimo dei tempi tecnici imposti dalle procedure, per completare l’impianto e mettere la parola fine ai disagi con i quali, per tanti anni, migliaia di agricoltori sono stati costretti a convivere. Voglio rivolgere un ringraziamento al dirigente generale del dipartimento Salvo Cocina per il rispetto dei tempi previsti, da parte dei suoi uffici».
La posa della prima pietra risale al 1990, i lavori furono bloccati sul finire – quando mancava solo una minima parte da ultimare – a seguito del ritrovamento di reperti archeologici. Si aprì, quindi, un “conflitto” tra chi sosteneva dovessero prevalere gli interessi archeologici e chi dava priorità a salvaguardare l’opera. Dopo diversi anni, il commissario straordinario per l’emergenza idrica, con il contributo del Servizio nazionale dighe, e una successiva delibera della giunta regionale hanno risolto la questione dimostrando che gli interessi erano conciliabili e quindi si poteva procedere in favore della ripresa dei lavori. La diga nel frattempo era stata sequestrata.Dopo vent’anni è stato Palazzo Orleans a riavviare l’iter, firmando lo scorso anno un accordo col ministero delle Infrastrutture che ha trasferito alla Regione Siciliana i sessanta milioni necessari a rendere operativa la struttura.
«Si tratta di un’opera imponente – dice l’assessore regionale all’Energia e servizi di pubblica utilità, Alberto Pierobon – lunga circa milleduecento metri, che contribuirà a soddisfare le esigenze degli agricoltori, piuttosto che rimanere eterna incompiuta con un incredibile spreco di denaro».

Teledidattica, Lagalla: “Maggiore flessibilità, agevolare erogazione attività formative”

Maggiore flessibilità e più favorevoli opportunità di didattica a distanza (DAD) anche per la formazione professionale. L’assessore regionale Roberto Lagalla ha infatti autorizzato la diversificazione e semplificazione delle attività formative online. Questo è quanto stabilito dalla Circolare n.15, pubblicata sul sito del Dipartimento delle Formazione professionale della Regione Siciliana, che aggiorna i contenuti della precedente Circolare n.9 dello scorso 18 marzo e detta nuove modalità di svolgimento degli insegnamenti a distanza rivolti a tutti i percorsi di formazione professionale, inclusi quelli in obbligo scolastico, apprendistato di primo livello e corsi di istruzione tecnica superiore (ITS).

«Per far fronte alle esigenze rappresentate dal comparto della formazione professionale , dopo la prima fase sperimentale, e data l’evidente impossibilità, ad oggi, di prevedere uno scenario certo di ritorno alla normale erogazione dei percorsi formativi – spiega l’assessore regionale alla formazione professionale, Roberto Lagalla – abbiamo ritenuto doveroso intervenire per agevolare, ancor più di quanto già fatto, l’erogazione delle attività formative, sfruttando le opportunità della DAD. Al fine di tutelare la prosecuzione del percorso di ciascun allievo, abbiamo quindi ammesso la possibilità di svolgere una parte della formazione con il ricorso alla “modalità asincrona”, attraverso la produzione di materiali didattici fruibili indipendentemente dalla contestuale presenza di allievo ed insegnante. In particolare, si è provveduto a trasformare parte delle attività pratiche e di tirocinio, fino ad oggi bloccate, autorizzando il pieno utilizzo delle possibilità offerte dalla tecnologia digitale, quali webinar e project work».
È stata infatti estesa la possibilità di utilizzare la DAD in modalità “asincrona”, quindi senza che sia necessaria la compresenza temporale del docente e dell’allievo, al fine di rendere più flessibile lo svolgimento delle attività didattiche e di limitare i tempi ed i costi di connessione, consentendo un più agile approccio ai percorsi formativi e valorizzando il lavoro individuale degli allievi.

Nel dettaglio, per quanto concerne i percorsi di formazione professionale, il ricorso alle aggiornate forme di DAD è soprattutto orientato a favorire lo studio individuale, il recupero di eventuali ritardi di apprendimento, il sostegno speciale ad allievi portatori di disabilità, nonché alla elaborazione di progetti ed esperienze virtuali sostitutive dei tirocini pratici, laddove questi ultimi non possano essere conclusi per la chiusura delle relative attività d’impresa. Le stesse modalità, con ricorso al modello asincrono, sono previste anche per i percorsi ITS che sono rivolti alla formazione di tecnici con elevati livelli di competenza in vari ambiti tecnico-scientifici e che sono caratterizzati da elevati livelli di assorbimento occupazionale. Infine, per quanto riguarda i contratti di apprendistato, questi proseguiranno in azienda, con modalità ordinaria, solo se le relative attività aziendali saranno ricomprese tra quelle autorizzate alla riapertura, nella Fase 2 dell’emergenza da Coronavirus. In caso contrario, si prevede di rinviare la conclusione dell’esperienza alla ripresa del lavoro aziendale.

Coronavirus, cinque circoli sportivi palermitani pronti a riaprire il 4 maggio: “Adegueremo le strutture”

Il Club Canottieri Roggero di Lauria, il Country Time Club, il TeLiMar, il Circolo del Tennis Palermo e il Tennis Club Palermo 2 hanno scritto ed inviato una lettera indirizzata al presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, al sindaco di Palermo Leoluca Orlando, al presidente del Coni Sicilia Sergio D’Antoni e al Comitato Tecnico Scientifico per l’emergenza Coronavirus nell’Isola.

Nel dettaglio, i circoli sportivi si dicono pronti a ripartire già il 4 maggio, “a fare investimenti per adeguare le strutture” e “rispettare una serie di norme stringenti”: accessi contingentati, rilevazione della temperatura e verifica dell’informativa anti Covid-19; controllo del possesso ed utilizzo di mascherina e guanti ed eventuale loro fornitura all’ingresso per dipendenti e soci; controllo costante del rispetto del distanziamento sociale da parte di tutti i presenti; sanificazione continua degli ambienti, delle strutture e delle attrezzature asservite alle attività sociali; uso contingentato degli spogliatoi (massimo quattro persone ogni trenta metri quadri e distanza di almeno 1,50 metri fra una doccia e l’altra); servizio ristorante tradizionale solo per nuclei familiari conviventi, in attesa di specifica riapertura regolamentata dell’intero settore; servizio bibite caldo freddo, snack e gelati tramite distributori automatici, ed ordine in remoto per servizio food con consegna alla postazione, in attesa di specifica riapertura; posizionamento lettini opportunamente distanziati; accesso in acqua contingentato dagli assistenti bagnanti per evitare assembramenti.

“I circoli sportivi della città di Palermo sono in possesso del doppio requisito di avere una estensione delle proprie strutture all’aperto superiore a 6 mila metri quadri ed un numero di iscritti superiore a 1.000, che rappresentano oltre 10.000 cittadini”, si legge. “Pratica sportiva, intrattenimento all’aperto, ricreazione e balneazione in considerazione degli ampi spazi all’aperto che i circoli Sportivi hanno a disposizione, per garantire una categoria, quella dell’associazionismo, che non sta ricevendo alcuna protezione, penalizzando ancora una volta quel ceto medio costretto a provvedere, a sue spese, al mantenimento di questi impianti sportivi che se abbandonati non potranno svolgere ancora quel servizio sociale di prevenzione e cura della salute, cui le pubbliche istituzioni hanno comodamente derogato. Ciò anche con particolare riguardo al ritorno alla quotidianità da vivere all’aperto, in modo da potere garantire il benessere dell’individuo, in questa importante fase di transizione verso l’uscita dal periodo di emergenza da Covid-19”.

Coronavirus, salgono a cinque le corse giornaliere sullo Stretto di Messina

Nuove misure sullo Stretto. Salgono a cinque le corse quotidiane dei traghetti da e per Messina.

La Ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli, ha firmato, di concerto con il Ministero della Salute, il Decreto che aggiunge un collegamento giornaliero tra Messina/Villa San Giovanni/Reggio Calabria. Lo ha comunicato una nota del ministero. Nel dettaglio, sulle navi adibite a trasporto merci il trasporto dei passeggeri è consentito esclusivamente per documentati motivi di salute. Inoltre dall’approdo di Messina-Tremestieri viene autorizzato il transito degli operatori sanitari pubblici e privati a bordo delle unità navali che operano il trasporto merci.

Tale misura, approvata dal presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, permetterà gradualmente di rendere più fluido il traffico sullo Stretto. Non cambiano, dunque, le regole sugli spostamenti che sono consentiti esclusivamente agli appartenenti alle Forze dell’Ordine e alle Forze Armate, agli operatori sanitari pubblici e privati, ai lavoratori pendolari o per comprovate esigenze di lavoro, gravi motivi di salute e situazioni di necessità.

“Sull’attraversamento dello Stretto di Messina abbiamo raggiunto una svolta decisiva. Con il nuovo decreto del Mit si ripristina di fatto la gratuità per il personale sanitario impegnato nell’emergenza, aggiungendo ora la possibilità che medici, infermieri e operatori viaggino sul vettore Bluferries. Inoltre, la Regione Siciliana potrà mettere a punto l’aumento delle corse passeggeri, come avevamo chiesto anche noi portavoce del Movimento 5 Stelle e come la Regione stessa ha garantito che farà in queste ore. Queste misure consentiranno di alleggerire ulteriormente, laddove ce ne fosse bisogno, il traffico passeggeri. Grazie quindi alla ministra Paola De Micheli, titolare del Mit, all’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, al presidente Musumeci, agli Ordini professionali e all’amministratore delegato, Giuseppe Sciumè, di Bluferries, controllata di Rfi che figura tra le società che si occupano del servizio traghetti”. Lo ha detto il deputato Questore M5S, Francesco D’Uva.

Coronavirus, cinque nuovi contagi nel palermitano: primi casi a Casteldaccia e Castelbuono

A Palermo, secondo l’ultimo aggiornamento della Regione Siciliana, sono cinque i nuovi casi di Coronavirus. E primi contagi a Casteldaccia e a Castelbuono.

Si tratta di persone rientrate nell’ultimo mese in Sicilia. Nel dettaglio, il sindaco di Casteldaccia, Giovanni Di Giacinto, ha comunicato su Facebook la positività al tampone di due giovani, le cui condizioni non destano preoccupazione. I ragazzi, subito dopo il loro ritorno nell’Isola, sono stati messi subito in quarantena. Al termine del periodo di isolamento previsto dalla legge sono stati effettuati, dai sanitari dell’Asp di Bagheria, i test che hanno dato esito positivo. “Ho il dovere di comunicarlo a tutta la comunità. Finora eravamo rimasti immuni dal Coronavirus, purtroppo questi due giovani sono risultati positivi. Nel loro tragitto per arrivare a Casteldaccia, già prima di sapere che avevano contratto il Covid, sono state usate tutte le misure previste dalla legge, quindi non sono venuti a contatto con nessuno – ha spiegato il sindaco -. Ora aspettiamo con speranza che tutto vada per il meglio, e che i prossimi tamponi siano negativi. In ogni caso i due soggetti erano e rimangono in quarantena. Dico alla nostra comunità di evitare allarmismi. E’ una comunicazione che mi sentivo di fare proprio per una questione di trasparenza. Le misure prese ci mettono nelle condizioni di stare a casa, vi invito a non uscire per evitare contagi nel nostro territorio. Mi auguro che questi siano i primi e gli ultimi casi di Coronavirus a Casteldaccia”.

Primo contagio anche a Castelbuono: è un ragazzo rientrato dall’Inghilterra che aveva già accusato sintomi da Covid-19. “Il giovane non ha avuto contatti con nessuno e non ha girato per il paese”, ha assicurato il sindaco Mario Cicero. Il ragazzo si trova in quarantena, isolato nella stanza della propria abitazione. Terzo caso di Coronavirus, infine, a Borgetto. Si tratta di un uomo che era appena rientrato dagli Stati Uniti.

Coronavirus, Conte rassicura Musumeci: “Faremo ogni sforzo per il turismo”. E sulle riaperture il 27 aprile…

“Faremo” ogni sforzo “per recuperare tutto quello che è possibile” perché il turismo “è un sentimento di orgoglio nazionale”.

E’ la risposta del premier Giuseppe Conte al presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, nel corso della video-conferenza Stato-Regioni. In particolare, il governatore aveva chiesto al presidente del consiglio di “iniziare a disciplinare quali segmenti del turismo possono ripartire”, citando quelli “naturalisti e ambientali” che non creano assembramenti. Un piano sul turismo “per dare un segnale anche all’estero”. Conte – secondo quanto riferito da fonti presenti alla riunione – avrebbe garantito “la centralità del settore turistico per il nostro paese, assicurando che sarà oggetto di un tavolo ad hoc”. Il governo se ne occuperà subito dopo la chiusura della discussione sul piano Colao per la ripartenza.

Ma non solo; sono stati diversi, infatti, i temi posti dal governatore della Sicilia durante il summit. Nel dettaglio, in vista della cosiddetta FASE 2, fondamentale è “l’organizzazione sanitaria”, così come “la condivisione col governo nazionale” delle misure per la ripartenza graduale, a cominciare dai cantieri, mettendo in sicurezza le persone e puntando sul “ruolo delle Regioni, centrale per assicurare al Paese di farcela”. Musumeci, infine, ha chiesto informazioni a Giuseppe Conte in merito alla riapertura anticipata dei cantieri stradali e ferroviari, in particolare se riguarderà solo quelli pubblici o anche quelli privati e con quali misure di sicurezza. Tuttavia, per le aperture il 27 aprile (solo di alcune attività) servirebbe un’attenta riflessione, avrebbe detto il premier: la volontà sembra essere quella di chiudere la FASE 1 “in maniera armonica”.

COVID-19 – Indicatori territoriali aggiornati al 22 aprile 2020

L’Ufficio Statistica del Comune di Palermo ha trasmesso i dati territoriali relativi al COVID-19,  aggiornati al 22 aprile 2020.
“Dal confronto con i dati relativi alle altre regioni e province autonome (rapportati a 100 mila abitanti) – rileva il Responsabile dell’ufficio statistica, Girolamo D’anneo – emerge per la Sicilia e in generale per le regioni del Mezzogiorno un impatto più contenuto del coronavirus.
La Sicilia è, in rapporto alla popolazione residente, la seconda regione con il minor numero di tamponi positivi: 58 ogni 100 mila abitanti (meglio soltanto la Calabria con 54,8).
Il dato medio nazionale è pari a 311 positivi ogni 100 mila abitanti, e nelle regioni più colpite si superano i 500 positivi ogni 100 mila abitanti: Valle d’Aosta 873,9; Lombardia 684,9; Provincia autonoma di Trento 672,3.
La Sicilia è anche la seconda regione con il minor numero di deceduti: 4,2 ogni 100 mila abitanti (meglio ancora una volta la Calabria, con 3,9). In questo caso il dato medio nazionale è pari a 41,6 deceduti ogni 100 mila abitanti, e in Lombardia e Valle d’Aosta si superano i 100 deceduti ogni 100 mila abitanti: rispettivamente 126,3 e 101,4.
Il tasso di letalità (deceduti per 100 positivi) della Sicilia è pari a 7,2, valore che pone l’isola dietro all’Umbria (4,5), al Lazio (6,2), al Molise (6,7), alla Basilicata (6,8) e al Veneto (7,1). La media nazionale è pari a 13,4 e i valori più elevati si registrano in Lombardia (18,4), Liguria (14,8) e Marche (14,3).
La Sicilia è invece agli ultimi posti nell’indicatore guariti/dimessi per 100 positivi: 13,5, seguita soltanto da Puglia (13,2) e Abruzzo (12,8), probabilmente a causa del ritardo con cui il virus è arrivato nelle regioni meridionali. La media nazionale è pari a 29,1 guariti/dimessi per 100 positivi, e il valore più elevato si registra in Umbria con oltre i due terzi (68,2) dei positivi già guariti o dimessi”.

Palermo, atterrato cargo dal Qatar con 56 tonnellate di materiale sanitario per la Sicilia per emergenza Covid19

E’ atterrato alle 15,40 all’aeroporto internazionale di Palermo Falcone Borsellino il Boeing 777F della Qatar Airways Cargo con a bordo 56 tonnellate di materiale sanitario e accessori medicali proveniente dalla Cina Shanghai – Pudong, destinati alla Protezione civile siciliana Regione Siciliana per fronteggiare l’emergenza Covid19. Il Boeing 777F è decollato ieri dall’aeroporto internazionale di Shanghai-Pudong per poi fare scalo a #Doha, da dove oggi è ripartito alla volta di Palermo. “Da oltre un mese arrivano voli carichi di dispositivi di protezione individuale contro il Coronavirus – ha detto Giovanni Scalia, amministratore delegato di Gesap spa, che ieri ha seguito i lavori di sbarco del grosso carico di materiale sanitario – L’aeroporto di Palermo è operativo e garantisce il servizio pubblico essenziale.  Saremo pronti, quando la normativa lo prevederà, alla ripresa delle attività. In questo momento, siamo costantemente in contatto con le compagnie aeree. A maggio, intanto, riattiveremo i cantieri dei lavori in aerostazione”.

Sicilia, i lidi possono preparare la stagione balneare: arriva l’ok della Regione. I dettagli

Da lunedì i lidi possono iniziare a preparare la stagione balneare.

La nuova ordinanza del governo regionale firmata da Nello Musumeci concede lo “start” a tutti gli stabilimenti balneari che nei prossimi giorni potranno organizzarsi con la manutenzione, l’allestimento delle cabine, la pulizia delle spiagge di pertinenza e la campionatura delle acque.

“È consentita l’attività di manutenzione, di montaggio e di allestimento degli stabilimenti balneari, nonché la pulizia della spiaggia di pertinenza. L’impresa esecutrice è tenuta a garantire nelle aree di cantiere il rispetto delle normative di settore, il distanziamento sociale ed ogni altra misura finalizzata alla tutela dal contagio, avendo anche cura di interdire l’accesso ai non addetti ai lavori”, si legge nel testo firmato dal presidente della Regione.

Dunque, la stagione balneare inizierà in ritardo ma inizierà e la Sicilia si prepara per consentire l’apertura di lidi e spiagge attrezzate, studiando un piano che possa consentire agli isolani di non dover fare a meno di tuffi, sole e mare rispettando però, limitazioni e misure di sicurezza: quali postazioni sdraio e ombrelloni poste ad un metro e mezzo di stanza l’una dall’altra e probabilmente corsie di accesso e deflusso dalla spiaggia al mare. Importante studiare anche misure di controllo e distanziamento sulla spiagge libere.

 

L’aggiornamento nelle nove province della Sicilia

Questi i casi di coronavirus riscontrati nelle varie province dell’Isola, aggiornati alle ore 17 di oggi (sabato 18 aprile), così come segnalati dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale.

Il prossimo aggiornamento avverrà domani. Lo comunica la presidenza della Regione Siciliana.Si raccomanda di attenersi scrupolosamente alle indicazioni fornite dal ministero della Salute per contenere la diffusione del virus. Per ulteriori approfondimenti visitare il sito dedicato www.siciliacoronavirus.it o chiamare il numero verde 800.45.87.87.
Questa la divisione degli attuali positivi nelle varie province: Agrigento, 129 (0 ricoverati, 2 guariti e 1 deceduto); Caltanissetta, 113 (14, 15, 10); Catania, 612 (107, 78, 68); Enna, 311 (171, 29, 25); Messina, 389 (128, 52, 40); Palermo, 342 (74, 45, 25); Ragusa, 58 (4, 6, 5); Siracusa, 105 (63, 60, 17); Trapani, 112 (7, 18, 5).

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