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Palermo, Sabrina Figuccia (Lega): “Subito il regolamento per il garante delle donne vittime di violenza”

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Oggi, in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, ho proposto in commissione Affari generali del Comune la creazione di un regolamento che istituisca la figura del garante delle donne vittime di violenza”, lo afferma Sabrina Figuccia, consigliere comunale della Lega di Palermo e cofondatrice del movimento “Cambiamo la Sicilia”, che prosegue: “Dovrà essere una figura istituzionale che faccia da ponte, da un lato, fra chi combatte ogni giorno questa piaga e, dall’altro, le vittime vere e proprie. Penso, ad esempio, alle forze dell’ordine, agli operatore dei centri antiviolenza, a quelli degli enti del terzo settore, ai volontari delle associazioni, soggetti che si impegnano quotidianamente per difendere le donne da un fenomeno che non solo non accenna a diminuire, ma che si è ulteriormente acuito con la pandemia e con l’isolamento domiciliare. Si tratta di professionisti che, molto spesso, purtroppo non godono di una formazione specifica, nè di un supporto psicologico, indispensabile per affrontare esperienze di vita tragiche e fragilità interiori che talvolta portano le vittime a non essere pienamente consapevoli della condizione di disagio. Sono fortemente convinta che non sia superfluo ancora oggi parlare di questo triste fenomeno e a dimostrarlo sono i numeri, se pensiamo che durante il lockdown sono state 5.031 le telefonate valide al 1522, il numero anti violenza e stalking, promosso dal governo nazionale. Un incremento del 73% in più rispetto allo stesso periodo del 2019. Le vittime che hanno chiesto aiuto sono 2.013 con un aumento del 59%. Ecco perché è indispensabile combattere con forza contro un fenomeno che purtroppo troppo spesso riempie le pagine della cronaca nera. E la base di partenza deve essere la scuola, dove spero possano essere attivate al più presto campagne di sensibilizzazione per le più giovani generazioni, affinchè gli episodi di violenza sulle donne possano diventare soltanto un doloroso ricordo”.

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Bellolampo: progetto di chiusura VI vasca in via di approvazione

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Si è svolta la seconda seduta di conferenza di servizio, coordinata dall’Assessorato Regionale al Territorio e Ambiente, per discutere la fattibilità tecnica del progetto di chiusura definitiva della VI vasca di Bellolampo. La RAP ha risposto, ancora una volta, a tutte le richieste di chiarimenti da parte degli organi coinvolti, già peraltro inserite nel portale specifico per le procedure di VIA -VAS (Valutazione Impatto Ambientale).
A sostegno dell’intervento, la RAP ha prodotto studi scientifici, alquanto analitici, volti a dimostrare la bontà della scelta di abbancare sia il rifiuto biostabilizzato che il sopravaglio (le stesse modalità  sono state già attuate in passato e previste a norma di legge per la realizzazione della vasca medesima ). La presenza del sopravaglio unitamente al rifiuto biostabilizzato, infatti, conferisce la necessaria stabilità al corpo dei rifiuti.

Le osservazioni riguardavano le richieste di chiarimento sul pacchetto relativo “alla chiusura sommitale finale della sesta vasca“. La RAP in particolare ha chiarito le scelte progettuali adottate caratterizzate dall’utilizzo di materiali geocompositi che migliorano l’efficienza del sistema ed in particolare l’utilizzo di georete anziché strati di pietrame e di un telo impermeabile anziché di uno strato di argilla, tutte soluzioni tecniche atte a migliorare le performance di impermeabilità del  sistema complessivo,  la stabilità  dell’intervento facilitandone la posa in opera dei materiali ed evitando altresì di utilizzare risorse naturali e ridurre i trasporti relativi. Gli interventi proposti sono tutti volti a garantire la sicurezza e la tutela dell’ambiente.

Sarà ora compito del Comitato Tecnico Scientifico valutare e accogliere i chiarimenti forniti da Rap  e sciogliere le prescrizioni degli enti per procedere definitivamente all’utilizzo della sesta vasca per l’abbancamento dei 140 mila mc, finalizzato alla chiusura finale della stessa. Successivamente, a fine mese, sarà attesa l’ultima conferenza di servizio decisoria.

Si esprime pieno apprezzamento sull’attività di esame del progetto da parte del Dipartimento Regionale dell’Ambiente e della Commissione tecnica Scientifica dell’Assessorato Regionale Territorio e Ambiente che sta di fatto svolgendo un’azione rapida ed efficace al fine di tutelare l’interesse pubblico – dichiarano il presidente Norata e il direttore Li Causi – . Confidiamo nelle valutazioni che il Comitato tecnico scientifico saprà dare  dopo i relativi chiarimenti da parte dell’azienda –, onde evitare di mettere in crisi il sistema di raccolta e trattamento finale dei rifiuti di Palermo con il  conseguente rischio di una emergenza sanitaria in città. È chiaro che l’attuazione di quanto verrà prescritto dagli Organi di Controllo regionale sarà pedissequamente attuato, in conformità alla normativa vigente“.
Dalla riunione – fanno sapere il presidente Giuseppe Norata e il  Direttore Generale della RAP Roberto Li Causi–  è emersa la bontà della scelta progettuale operata dalla Rap poiché la quasi totalità delle osservazioni presentate dagli Enti pubblici coinvolti sono state esaustivamente chiarite e la RAP ha fornito tutti i relativi riscontri a sostegno della scelta progettuale“.

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Palermo

Ponte di Corleone interdetto ai mezzi pesanti, Gelarda (Lega Palermo): “Traffico intenso in città”

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Il Ponte di Corleone da ieri è stato interdetto definitivamente al traffico di mezzi pesanti, con tanto di cartellonistica stradale e controlli della Polizia Municipale. “Il ponte in questione continua a non restare sicuro, anche se non ci sono pericoli immediati di crolli, così apprendo dagli uffici” –  a dichiararlo il capogruppo della Lega a Palazzo delle Aquile, Igor Gelarda.

I camion sono stati deviati, con un percorso estremamente lungo e farraginoso all’interno della città, provocando un peggioramento del traffico che ha superato i livelli di caos a cui eravamo purtroppo rassegnati. Mezzi pesanti che passeranno, tanto per capirci, da corso Tukory, via Perez, via giafar, corso dei mille, piazza Torrelunga oppure via Montepellegrino, già di loro infestate da un traffico inaccettabile“, aggiunge Gelarda che conclude – “Purtroppo, quando la parola programmazione non esiste nel vocabolario degli amministratori locali, i risultati sono questi. Forse la scommessa è quella di riuscire ad essere l’unica città d’Italia ad avere traffico anche durante il lockdown”. In riferimento alla replica degli assessori Catania e Prestigiacomo, che riportiamo di seguito, Gelarda ha risposto: “Come mai se l’ordinanza che impedisce il traffico dei mezzi pesanti sul ponte Corleone è del novembre del 2019, solo il 30 dicembre 2020 si è pensato di comunicare itinerari alternativi per i veicoli pesanti? Fino ad oggi questi mezzi pesanti che strada hanno percorso? La verità è che soltanto da pochissimi giorni questa ordinanza viene fatta applicare in maniera più rigida. Con conseguente deviazione del traffico dei camion  all’interno della città, cosa che prima non avveniva. E questa la novità che ho colto io nel mio comunicato dell’altro giorno, mentre i palermitani si sono accorti della aumento del traffico In alcune zone già trafficate della città. Quindi nessuna informazione parziale ma una constatazione di un dato di fatto. Nei prossimi giorni veglieremo che questa ordinanza venga applicata, rigidamente, ogni giorno, sul ponte Corleone“.

Non c’è alcuna modifica all’organizzazione della circolazione veicolare sul ponte di Corleone la cui regolamentazione è stabilita dall’ordinanza  1447 del 28/11/2019 (che si allega).L’unica novità è rappresentata da una nota del dirigente del servizio mobilità urbana (che si allega) con la quale si comunicano al comando di Polizia municipale gli itinerari alternativi per i veicoli con massa superiore a quella prevista dall’ordinanza, al fine di posizionare una segnaletica aggiuntiva. Al consigliere sarebbe bastata una telefonata per evitare questa brutta figura. Per quanto attiene la sicurezza del ponte, dalle analisi fatte dai tecnici del provveditorato opere pubbliche e di Anas col supporto anche dei droni della Polizia municipale, non risultano nuovi problemi strutturali. Il Comune sta lavorando per risolvere  le problematiche inerenti tutti  i ponti della città, attraverso una procedura di avvalimento già avvenuto con il Provveditorato e la firma di un protocollo che dai prossimi giorni accelererà la realizzazione degli interventi“. Lo dichiarano gli assessori Giusto Catania e Maria Prestigiacomo.

 

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Covid, Palermo zona rossa? Il sindaco Orlando: “Meglio 15 giorni di lockdown che sei mesi di agonia”

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Ho chiesto la zona rossa perché sono preoccupato, ne ho il diritto, e ho il dovere di dirlo. I dati recenti lasciano prevedere un aggravamento della situazione”.

I DATI – “C’è un dato che è una novità assoluta: i contagi, mentre nel periodo estivo erano esogeni, oggi sono familiari. Abbiamo in numero elevato di contagi all’interno della stessa famiglia. Il comportamento irresponsabile di uno può contagiare l’intera famiglia. La classificazione non è un concorso al merito o una partita a poker in cui è ammesso il bluff: qui conta il tasso di positività dei tamponi, la nostra media è la più alta in Italia. Io torno a chiedere di fare questo esame città per città tenendo presente che la debolezza di restrizioni della mobilità dai comuni confinanti diffonde il contagio specie nei capoluoghi e nelle grandi città. Tenendo conto anche delle strutture sanitarie di Palermo dove c’è un grande accesso di persone contagiate”.

Parola di Leoluca Orlando. Oltre 400 nuovi casi di positività quotidiani al Covid-19 negli ultimi 3 giorni e ospedali pieni. Il sindaco di Palermo ha chiesto al Governo nazionale di dichiarare la Sicilia zona rossa e al presidente Nello Musumeci di adottare lo stesso provvedimento per tutti i capoluoghi. “Abbiamo un indice di positività del 20 per cento contro una media nazionale del 13, media che è innalzata dal nostro 20. E stiamo assistendo a un crescente numero di contagi registrati quotidianamente. Io ho provato a fare un calcolo del rapporto tra positivi e abitanti: al primo posto sta Siracusa, al secondo Messina, dichiarata rossa, al terzo Catania, al quarto posto sta Palermo, essendo peraltro la nostra una delle città in cui si fanno più tamponi”, ha dichiarato Orlando ai microfoni di ‘LiveSicilia’.

LOCKDOWN – “È preferibile avere quindici giorni di lockdown con i ristori piuttosto che sei mesi di agonia. E siccome i tempi della vaccinazione non sono inferiori ai sei mesi… Ripeto, il sistema delle zone è stato frainteso, visto come una classifica di merito. Non è così. Il Veneto ha fatto un lavoro esemplare sulla sanità, e scelgo quella regione così è chiaro che non faccio un discorso di colore politico, ma ha avuto problemi di contagi. Qua i colori non sono medaglie al merito. Figuratevi se io ho interesse a che Palermo sia zona rossa. Per me è molto più significativo il tasso di contagiosità, uno su cinque è drammatico. A me sono giunte notizie sabato e domenica di situazioni di grande difficoltà nei pronto soccorso. Non c’è il picco nelle terapie intensive ma stiamo vedendo oggi quello gli effetti di quel che è successo il primo gennaio”.

PARAMETRI – “I parametri per decretare la zona rossa sono stati fissati e noi non ci siamo? No, non ci arriviamo ma siamo al limite. So che scontento mezzo mondo parlando di misure più restrittive ma è chiaro che questo è accompagnato dalla richiesta di interventi al governo nazionale sui ristori. A cominciare dai comuni. Noi dobbiamo garantire la copertura del 36 per cento dei costi dei servizi comunali, se non lo facciamo ci applicano una sanzione di otto milioni cash: al Comune che ha dovuto chiudere la piscina non vengono dati ristori e a differenza del privato non possiamo mettere in cassa integrazione i dipendenti, è assurdo”.

VACCINO – “Non si può andare avanti ad apri e chiudi. Sennò il messaggio del liberi tutti passa, come è passato appena si è avuto notizia del vaccino. Io che non sono tra i soggetti più giovani e avendo patologie importanti se mi piglio il Covid ‘agnello e sucu e funì u vattiu’, io se mi va bene il vaccino lo farò ad aprile. I ‘furbetti del vaccino’? Lasciamo perdere le nostre italiche virtù che sono note. Guardi: prima sembravo il pazzo, a novembre. Ora il 70 per cento dei siciliani è per misure più restrittive. Il problema qui non è più la scuola che è il luogo più sicuro, certamente più sicuro degli ospedali. Ma il problema è che dopo le pazzie natalizie qual è la situazione oggi? Le scuole elementari sono posti dove è più forte il contatto fisico, dobbiamo tenerne conto. E invece ho paura che si navighi a vista. Come sindaci metropolitani abbiamo chiesto un incontro al commissario Arcuri per avere garanzie sull’arrivo dei vaccini. Si erano dimenticati tra le priorità i portatori di handicap: ho scritto una lettera ad Arcuri per farlo notare. Si naviga a vista. E forse in parte è comprensibile ma pericoloso”, ha concluso.

Le dichiarazioni rilasciate dal sindaco di Palermo Leoluca Orlando
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