Palermo, all’ex Imi prosegue allestimento del Covid-Hospital

Proseguono i lavori di allestimento del Covid-Hospital presso l’ex Imi di Palermo. A tre settimane dal sopralluogo del presidente della Regione Nello Musumeci e dell’assessore alla Salute Ruggero Razza, l’ex Istituto materno infantile sta cambiando volto. La struttura potrà ospitare fino a sessanta pazienti, con ventiquattro posti riservati a soggetti in condizioni critiche, tra i quali quattordici di terapia intensiva e dieci di sub-intensiva ventilata. I restanti saranno destinati a pazienti sintomatici. Sono già stati installati i primi ventilatori e monitor per le terapie intensive. Nei prossimi giorni, verranno montate altre apparecchiature di radiodiagnostica, tra cui una tac.L’Istituto di via Cardinale Rampolla, inattivo dal 2008, è stato riqualificato in questi ultimi mesi, con una decisa accelerazione nelle ultime settimane, in concomitanza con l’incremento della diffusione del contagio nell’Isola. L’iniziativa del governo Musumeci – che rientra nel Piano approntato dalla Regione per il Covid-19 – una volta cessata la fase emergenziale lascerà alla città di Palermo una realtà sanitaria moderna ed efficiente, importante punto di riferimento per il capoluogo e la sua provincia.Significativo per la buona riuscita dell’iniziativa è stato, tra gli altri, il contributo della onlus “Grimaldi” che, attraverso una propria donazione alla Protezione civile regionale, ha permesso di completare l’allestimento.Dall’inizio dell’emergenza Coronavirus sono state tante e a vario titolo le iniziative di solidarietà a sostegno di quanti quotidianamente si trovano a combattere nella prima linea degli ospedali. Tutti i progetti frutto delle donazioni sono stati concertati con le varie Aziende ospedaliere, o con le Asp, e comunque sotto la supervisione della Regione Siciliana.

Palermo, continuano le attività di sanificazione in città. Da stamattina coinvolte strutture sociali con ausilio esercito

Correlate all’emergenza Covid -19, continuano in città, di concerto con l’Amministrazione comunale, gli interventi di sanificazione e igienizzazione della Rap.

Le attività partite a metà marzo vedono giornalmente, in turno antimeridiano e in turno notturno, almeno due squadre in campo che secondo un programma stilato settimanalmente coinvolge, a giro, tutti i 25 quartieri di Palermo, assi viari nevralgici, vie più strette, con particolare attenzione alle aree in cui insistono i presidi ospedalieri, i luoghi maggiormente frequentati, nonché le postazioni dei cassonetti.

“Tutti i calendari con i relativi periodi temporali di intervento sul territorio, compresa l’attività della settimana corrente, sono consultabili sul sito della RAP assieme alle relative vie servite e le mappe della città con i servizi resi, che saranno costantemente aggiornati – fa sapere il presidente Giuseppe Norata. Sono programmi di massima che possono comunque subire variazioni a causa di condizioni meteo avverse o per avarie ai mezzi ma, in questi casi le attività saranno riprogrammate”.

“Continua il forte impegno di Rap e del Comune per fronteggiare l’emergenza Coronavirus con attività mirate a garantire la più estesa e incisiva sanificazione dei luoghi pubblici – dichiarano il Sindaco e l’Assessore Marino. Una adeguata comunicazione con pubblicazione degli itinerari settimanalmente programmati sono utili a dare un conforto ai cittadini circa l’impegno della Amministrazione Comunale”.

Per rendere ancora più incisive ed estese le attività di igienizzazione, con l’obiettivo di tutelare ancor di più la salute del cittadino, l’assessore Sergio Marino, su direttiva del Sindaco, ha programmato da oggi, con l’ausilio del Reggimento “Lancieri di Aosta” dell’Esercito, ulteriori attività di sanificazione presso le strutture adibite ad attività sociali del Comune di Palermo.

Dalla prossima settimana gli interventi saranno estesi anche sulle vie cittadine.

A seguire gli interventi in corso sulle strutture comunali sempre a cura del Reggimento Lancieri di Aosta:

Mercoledi 22/04/2020: “Opera Pia Ardizzone” Via Telesino, 20; “Missione Speranza e Carità” Via dei Decollati, 21-25;”Casa San Francesco” Via Infermeria Cappuccini.

Giovedi 23/04/2020: “Opera Pia Palagonia” Via Amari Giuseppe Maggiore; ZEN insieme” Via Costante Girardengo; “Inventare insieme” Via Cipressi, 9; “Centro AGAPE” Piazza S. Chiara”.

Venerdi 24/04/2020: “Missione Speranza e Carità”  Via dei Decollati, 21-25 – 2° intervento;”Missione Speranza e Carità” di Via Garibaldi, “Missione Speranza e Carità”  Archirafi.

Sabato 25/04/2020: “Missione Speranza e Carità”  Archirafi, 31; 2° intervento; “Centro San Carlo e S.Rosalia” Vicolo S. Carlo, 58 ; “Centro AGAPE” Piazza S. Chiara 2° intervento.  

PALERMO Sport: la Quinta commissione incontra l’assessore Petralia

Questa mattina l’assessore Petralia ha partecipato alla prima seduta della quinta commissione consiliare, che tra le sue deleghe ha anche lo sport, presieduta da Francesco Bertolino.

Nel corso dell’incontro, l’assessore ha illustrato il percorso lavorativo fin qui svolto illustrando i temi di discussione emersi durante il recente incontro con il ministro Spatafora. Durante il confronto molti sono stati i temi di discussione: dalla stesura di un nuovo regolamento sugli impianti sportivi, alle criticità presenti e le diverse proposte portate avanti.

“Insieme a tutta la Commissione – ha dichiarato il presidente Bertolino – desidero ringraziare l’assessore per la disponibilità e per l’ascolto della seduta odierna. Crediamo che sia stato un’importante occasione per iniziare un percorso di condivisione rispetto alle problematiche dello sport in città. Nella seduta odierna abbiamo principalmente parlato delle azioni e delle prospettive da mettere in

atto in questa situazione emergenziale, che vede le realtà sportive cittadine dinanzi una crisi senza precedenti. Abbiamo avuto modo di condividere le diverse proposte arrivate in commissione e il documento sottoposto al Ministro. Da oggi inizia un nuovo percorso che vedrà un costante confronto con l’Assessore Petralia sulle tante tematiche che in questi anni abbiamo portato avanti: dalle criticità dell’impiantistica sportiva, a una migliore riorganizzazione del personale. L’impegno condiviso di lavorare sin da subito, – conclude Bertolino – ad una programmazione nell’immediato ma nello stesso tempo, ad una riorganizzazione a lungo periodo, al fine di migliorare gli impianti e i servizi oggi offerti alla cittadinanza”.

“La prima riunione con la V Commissione – dichiara l’assessore Paolo Petralia – ha messo in luce una larga condivisione su diversi aspetti che riguardano lo sport, sia nella sua accezione impiantistica che in relazione al ruolo sociale e di tutela della salute, sia rispetto alle tante eccellenze presenti in città. Ho apprezzato l’invito ad una collaborazione continua e costante sulle scelte da prendere sia in questa fase emergenziale che per la gestione della ripresa. La dialettica e il confronto continuo tra i diversi settori dell’Amministrazione, soprattutto fra la Giunta e il Consiglio comunale, sono ancor più necessari in questo momento, nell’ottica di dare valore ad un comparto, quello sportivo, che oggi costituisce ancor di più uno strumento di tutela per la salute personale e di ripresa della socialità. Lo sport e la passione per ogni tipo di disciplina non hanno colore, conclude Petralia, e la riunione di oggi ha dato la dimensione della trasversalità della passione sportiva”

Coronavirus, ecco quando cesseranno i contagi: al Sud a fine aprile

Quale sarà il giorno del contagio zero? Secondo le stime dell’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane, coordinato da Walter Ricciardi e dal dottore Alessandro Solipaca, lo stop ai nuovi casi di Coronavirus avverrà in date diverse a seconda delle regioni.

Nel Sud Italia, in particolare, l’azzeramento dei nuovi contagi da Covid-19 dovrebbe iniziare ad avvenire tra la fine del mese di aprile e l’inizio di maggio. “L’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane ha effettuato una analisi con l’obiettivo di individuare, non la data esatta, ma la data prima della quale è poco verosimile attendersi l’azzeramento dei nuovi contagi e si basa sui dati messi a disposizione quotidianamente dalla Protezione Civile dal 24 febbraio al 17 aprile”, ha spiegato il dottor Solipaca.

Dunque, le prime regioni ad uscire definitivamente dal contagio da Coronavirus potrebbero essere Basilicata e Umbria, ultime Lombardia e Marche, si ipotizza non prima del 28 giugno.

 

 

 

Coronavirus, l’assessore Razza su vicenda Siracusa: “Sono emerse delle responsabilità”

“Ho ricevuto la prima relazione sulla gestione della emergenza Coronavirus in provincia di Siracusa”. Così l’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, che si è espresso in merito alla prima relazione del Covid Team inviata dalla Regione all’Asp di Siracusa.

“Si tratta del documento redatto dal Covid team, che ho nominato, grazie al quale sono state ridefinite le criticità emerse con particolare riguardo ai percorsi dell’ospedale Umberto I. È un lavoro certosino che ha impegnato professionalità di altissimo livello, realizzato con le modalità delle perizie di polizia giudiziaria e che dimostra chiaramente come ci sia stato un prima e un dopo, evidenziando soprattutto la necessità delle modifiche apportate al piano organizzativo – ha proseguito -. Medici straordinariamente capaci come quelli che operano all’Umberto I meritano anzitutto l’apprezzamento per i risultati conseguiti sul piano clinico, ma sono emerse responsabilità. Il rispetto nei confronti dei cittadini e del personale sanitario, mi impone la trasmissione della relazione al servizio ispettivo del dipartimento Attività sanitarie per l’adozione dei conseguenti provvedimenti. Eppure il dato epidemiologico della provincia di Siracusa oggi appare configgente con una parte della opinione pubblica che ritiene il sistema sanitario aretuseo non in grado di poter affrontare il permanere del contagio da Coronavirus. Ovviamente non è così. Non mi sono mai piaciuti i processi sommari o le delegittimazioni di massa, non me lo impone solo la mia coscienza, ma ricordo a tutti che il rispetto del principio per il quale chi sbaglia paga vale ad ogni latitudine”, ha concluso.

Coronavirus, l’assessore Razza: “Le scelte fatte in Sicilia hanno premiato, vi spiego perché”

“Le scelte fatte in Sicilia hanno premiato”.

Lo ha detto in un video l’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza. “Le aziende hanno lavorato per dare ospedalizzazione adeguata e in tempi rapidissimi. La scelta di limitare notevolmente la mobilità e fare crescere l’isolamento sia domiciliare che in strutture dedicate ha pagato perché ha ridotto sensibilmente il numero dei contagi. Nelle prossime ore sono attese nuove consegne per quanto riguarda i dispositivi. Quello che doveva funzionare un po’ meglio, ma questo riguarda tutta l’Italia, è la linea della chiarezza in tal senso”, sono state le sue parole.

“E’ stata la chiave di volta: la decisione del presidente della Regione di contenere l’ingresso nella nostra regione, poi l’obbligo dell’isolamento per chi tornava in Sicilia con il tampone obbligatorio sono stati tasselli decisivi. In aree del Paese molto colpite si è volato per molto tempo, gli scali erano aperti al traffico nazionale e internazionale. Da noi no – ha dichiarato Razza, intervenuto di recente ai microfoni di PalermoToday -. Siamo riusciti a contenere la mobilità del 90 per cento circa e, così, ad abbassare la ripetitività dell’infezione virale. In 47 mila si sono registrati sul sito che abbiamo creato. E’ fisiologico che una parte di persone non lo abbia fatto. Abbiamo anche incrociato i dati che ci sono stati forniti da alcuni aeroporti, come quello di Bergamo, in modo da avere un quadro degli ingressi. A oggi abbiamo eseguito i tamponi su oltre dodicimila persone al termine dell’isolamento obbligatorio. Ne restano da eseguire circa seimila, che però sono già stati calendarizzati per la maggior parte. Monitorare i cittadini e responsabilizzarli ci ha permesso di scoprire alcuni asintomatici e intervenire. Il virus, se si escludono dalle valutazioni i focolai isolati, come Troina o Villafrati, da noi ha circolato pochissimo. E si è trattato sempre di casi riconducibili a rientri da altre regioni. I siciliani si sono comportati straordinariamente bene. Certo, la minoranza che infrange le regole fa spesso più notizia della moltitudine di persone che le rispettano. Ma ha ragione il presidente Musumeci quando dice che ‘i siciliani hanno dato una lezione all’Italia'”, ha concluso.

Comitato scientifico riunito su “Fase 2”

Dalle 18 di ieri, dopo un confronto con i vertici dell’assessorato alla Salute, il Comitato tecnico-scientifico per l’emergenza Coronavirus in Sicilia è riunito in seduta permanente per fornire al governo regionale un proprio parere sugli scenari progressivi di fine lockdown nel territorio siciliano. L’iniziativa, come è noto, è stata richiesta dal presidente della Regione, Nello Musumeci.Il confronto fra gli esperti, coordinati dal commissario Antonio Candela, servirà a definire le più adeguate strategie di intervento per “Fase 2” relativa alla ripresa delle diverse di attività sociali, lavorative, produttive e ricreative. L’obiettivo del Comitato, infatti, sarà determinare ogni criterio scientifico utile a garantire una graduale riapertura in sicurezza.

In base alle risultanze del Comitato, il governo della Regione assumerà le decisioni per l’allineamento al Dpcm vigente e valuterà, già per i prossimi giorni, l’adozione di ulteriori misure di alleggerimento.

Approvato Piano per la salute per l’area del Mela

Migliorare la qualità dell’aria nel comprensorio del Mela, mettendo subito in campo alcune misure per contenere ulteriormente le emissioni in atmosfera. E’ quanto prevede il Piano d’azione a breve termine per l’Area ad elevato rischio di crisi ambientale (Aerca) appena approvato dal governo Musumeci.Il documento – che riguarda i sette Comuni della zona del Messinese (Condrò, Gualtieri Sicaminò, Milazzo, Pace del Mela, San Filippo del Mela, Santa Lucia del Mela e San Pier Niceto) – è stato proposto dall’assessore regionale all’Ambiente Toto Cordaro ed elaborato da Arpa Sicilia. Il Piano impone alle aziende che operano in quell’area – la raffineria e la centrale termica di Milazzo e la centrale A2a Energie Future – controlli e limitazioni da adottare nelle 24, 48 ore.«Nonostante il periodo di grande emergenza sanitaria provocata dalla pandemia da Covid 19 – afferma il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci – non si ferma il nostro impegno per contrastare l’inquinamento dell’aria e garantire il massimo livello di sicurezza a tutti i cittadini che abitano nei territori maggiormente industrializzati e, quindi, più esposti dal punto di vista della salubrità dell’ambiente circostante».«Le aziende che operano nel comprensorio – spiega l’assessore Cordaro – dovranno rigorosamente attenersi ai nuovi parametri contenuti nel Piano. Si tratta di un rigido contenimento degli inquinanti che fuoriescono dagli impianti. Ridimensioniamo le soglie di tolleranza e innalziamo il livello dei controlli attraverso le stazioni di monitoraggio della qualità dell’aria, già esistenti oppure da adeguare o realizzare, e che si aggiungono alla rete per il monitoraggio delle molestie olfattive che sarà completata tra non molto».Nel caso specifico del comprensorio del Mela sono state individuate le soglie dei seguentiinquinanti: biossido di azoto NO2, biossido di zolfo SO2, idrocarburi non metanici, idrogeno solforato H2S, composti organici volatili e black carbon.

L’aggiornamento nelle nove province della Sicilia

Questi i casi di coronavirus riscontrati nelle varie province dell’Isola, aggiornati alle ore 17 di oggi (giovedì 16 aprile), così come segnalati dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale.

Il prossimo aggiornamento avverrà domani. Lo comunica la presidenza della Regione Siciliana.Si raccomanda di attenersi scrupolosamente alle indicazioni fornite dal ministero della Salute per contenere la diffusione del virus. Per ulteriori approfondimenti visitare il sito dedicato www.siciliacoronavirus.it o chiamare il numero verde 800.45.87.87.
Questa la divisione degli attuali positivi nelle varie province: Agrigento, 129 (0 ricoverati, 2 guariti e 1 deceduto); Caltanissetta, 115 (14, 13, 10); Catania, 600 (121, 70, 65); Enna, 292 (174, 25, 24); Messina, 370 (133, 48, 38); Palermo, 330 (71, 44, 25); Ragusa, 59 (5, 5, 5); Siracusa, 100 (49, 60, 14); Trapani, 113 (6, 17, 5).

Coronavirus: screening, ecco a chi è rivolto il test sierologico

Ci sono anche un target di cittadini dei quattro Comuni ‘zona rossa’ e un ampio settore di lavoratori fra le categorie per le quali la Regione Siciliana ha previsto i test sierologici, nell’ambito dello screening epidemiologico sul Coronavirus. L’iniziativa avviata dal governo Musumeci, dopo il parere del Comitato tecnico-scientifico per l’emergenza Covid-19 nell’Isola, è stata disposta per individuare quei soggetti che, potenzialmente, possono rappresentare una fonte di contagio, in previsione del graduale allentamento delle misure contenitive.Come è noto, si trattadi due tipi di test sierologici (qualitativi e quantitativi), che serviranno alla rilevazione di anticorpi IgG e IgM anti-Sars-Cov2, e ovviamente saranno complementari al tampone rinofaringeo, che continuerà ad essere adoperato per i soggetti sintomatici, paucisintomatici, per coloro che sono entrati in contatti con persone positive al virus e per tutti i cittadini individuati dalle circolari del ministero della Salute e dalle ordinanze del presidente della Regione. La somministrazione dei test sierologici, invece, si differenzia per categorie di popolazione, così come definito dal Comitato tecnico-scientifico regionale.Nello specifico, il test quantitativo per la ricerca degli anticorpi verrà effettuato sul personale dei Covid Hospital, dei reparti dedicati alla cura del Covid e dell’emergenza sanitaria (compresi tutti gli operatori della Seus). Ma anche sui dipendenti delle strutture di ricovero pubbliche e private non Covid, sul personale delle Usca (Unità sanitarie di continuità assistenziale) e delle Asp impegnato nell’esecuzione dei test, sui medici di Medicina generale e pediatri di libera scelta e sugli operatori dei Presidi di continuità assistenziale. Test quantitativi anche sui ricoverati e su personale delle Rsa, delle Cta, delle Case di riposo, così come sui medici in servizio nelle carceri, sugli agenti della polizia penitenziaria e sui detenuti.I test rapidi qualitativi con card, invece, saranno estesi ad un’ampia parte della popolazione, seguendo un preciso ordine di priorità a partire dalle Forze dell’ordine (Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di finanza e Polizia locale), Vigili del fuoco, i militari delle Forze armate destinati a fronteggiare l’emergenza Covid e il personale che deve recarsi nelle isole minori per motivi di lavoro. Il test verrà esteso anche ad un target di cittadini residenti o domiciliati all’interno delle “zone rosse” di Agira, Salemi, Troina e Villafrati, ma anche sui volontari impegnati nell’emergenza sanitariae sul personale dell’amministrazione giudiziaria. In vista dall’allentamento delle misure restrittive, è stata prevista l’effettuazione del test qualitativo rapido anche sui dipendenti della Grande distribuzione organizzata, dei negozi alimentari e di altri esercizi commerciali autorizzati all’apertura nel periodo di lockdown.Nella circolare diramata dall’assessorato della Salute – alle Aziende del Ssr, alle strutture sanitarie private accreditate e agli Ordini provinciali dei medici e degli odontoiatri, ai nove prefetti all’Anci Sicilia e al provveditore regionale dell’amministrazione penitenziaria – viene inoltre chiarito che «le categorie di soggetti sopra indicate potranno essere ulteriormente integrate tenuto conto dell’andamento epidemiologico». Inoltre tutte le Asp istituiranno un presidio in ogni distretto per l’esecuzione del test ai cittadini individuati nelle categorie, ovviamente tutte le strutture dotate di proprio personale medico potranno ritirare i kit presso l’Asp territorialmente competente, eseguire i test e inviare i dati al dipartimento di prevenzione di riferimento. Infine, anche i professionisti privati che operano nell’ambito sanitario potranno eseguire il test in autonomia a tutela dei propri pazienti.

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