Fase due: a Catania negozi aperti di domenica e nei festivi

Per “sostenere la ripresa e arginare il disagio economico provocato alle attività commerciali dal Coronavirus” il sindaco di Catania Salvo Pogliese, d’intesa con l’assessore al Commercio Ludovico Balsamo, ha firmato un’ordinanza che autorizza la riapertura al pubblico nei giorni domenicali e festivi dei negozi di ogni genere, con eccezione di supermercati e outlet, per i quali continua a valere l’obbligo di chiusura domenicale. Lo rende noto l’ufficio stampa del Comune, aggiungendo che il provvedimento è fondato sul riconoscimento della Regione Siciliana alla città di Catania quale Comune a vocazione turistica e città d’arte, che consente agli esercizi commerciali di rimanere aperti anche la domenica e i giorni festivi”.

Coronavirus, Buffagni: “Passaporto sanitario? Certi governatori usino di più il cervello”

“Ho letto del passaporto sanitario e credo che qualche presidente di Regione debba usare meno la bocca e di più il cervello”. Così il vice ministro dello Sviluppo economico Stefano Buffagni in merito alla patente di immunità che alcuni governatori vorrebbero chiedere ai turisti che arrivano nelle loro Regioni. “Poi credo che in questa fase bisogna fidarsi della scienza. Sarebbe meglio partire tutti insieme il 3 giugno? Io me lo auguro, ma non dipende da me”.

Sicilia, l’infettivologo Prestileo: “Si può incontrare un positivo ogni 1.300 persone”

“Non siamo preoccupati ma dobbiamo comunque stare attenti, il virus non è ancora andato via del tutto”.

Lo ha detto l’infettivologo dell’ospedale Civico di Palermo, Tullio Prestileo, intervenuto ai microfoni di Gds.it. “Nella nostra terra il virus c’è ancora, ci sono circa 1400 persone con diagnosi posta, queste persone con una certa gradualità guariranno dall’infezione e dobbiamo stare attenti che queste 1400 persone non infettino altre persone. Dico questo perché secondo i miei calcoli un po’ grossolani abbiamo la possibilità di incontrare una persona positiva al coronavirus ogni 1300 persone”, ha proseguito Prestileo che ha poi aggiunto: “Un’altra cosa è essere certi che il rischio non ci sia affatto. Continuiamo a mantenere le distanze, usiamo le mascherine e laviamoci sempre le mani più spesso e possibile, solo così azzereremo e batteremo il virus definitivamente“.

E sugli spostamenti tra Regioni: “Un rischio per la Sicilia? Assolutamente no, basterà sempre mantenere le distanze e usare le protezioni e anche se dovesse arrivare un pullman di milanesi non sarebbe affatto un rischio”.

Coronavirus in Sicilia, addio al Covid Hospital di Partinico: dimessa l’ultima paziente

Ha lasciato il Covid Hospital di Partinico ieri sera alle 21 l’ultima paziente guarita dal Coronavirus. Si tratta di una donna di 81 anni. Da lunedì 1° giugno, dunque, dopo una lunga sanificazione dei locali, la struttura tornerà ad essere presidio ospedaliero, così come deciso dall’assessore regionale alla Salute Ruggero Razza. “Sono stati tre mesi difficili, un vero incubo – ha scritto sui social il dottor Riccardo Santolini, cardiologo dell’ospedale di Partinico -. Fortunatamente i numeri sono stati gestibili. I tamponi effettuati con severa regolarità a tutto il personale sanitario sono sempre risultati negativi. Il merito è degli oltre cento professionisti con cui ho avuto il vanto di condividere questa esperienza. La vera sanità, una piccola realtà che riflette quella di tutta l’ Italia nel silenzio assordante dell onestà, professionalità e dignità. Grazie a tutti coloro che ci hanno sostenuto con le donazioni di mascherine, visiere, ed altri Dpi. Grazie alla gente comune che non ci ha additato come untori, che ci ha incoraggiato e abbracciato virtualmente sempre. L’unica che mi sento di ringraziare”.

Fase 2, è ufficiale: niente cabine a Mondello e termometri per accedere a mare

Il prossimo 6 giugno in Sicilia aprirà la nuova stagione balneare, ma la società Italo-Belga non monterà le tradizionali cabine, mentre ripartirà l’attività dei lidi.

“Gentili clienti, a seguito della pubblicazione del decreto che fissa ufficialmente nel giorno 6 giugno l’apertura della stagione balneare 2020, nonché dell’ultima edizione delle linee guida per la riapertura delle attività economiche, siamo finalmente in grado di poter condividere con voi alcune notizie certe in merito alla stagione balneare 2020. Dalla data del 6 giugno procederemo progressivamente con l’erogazione dei servizi balneari aprendo alla fruizione i Lidi che ormai tutti conosciamo con i nomi di Valdesi, Sirenetta, Stabilimento. A seguire, sempre con progressività, renderemo fruibili con i servizi tutti i rimanenti lidi e spazi a disposizione. Quest’anno, vista la delicata condizione di emergenza sanitaria, dovremo seguire delle regole di base per evitare qualsiasi forma di assembramento ed adottare un responsabile comportamento individuale, non dimenticando comunque che la spiaggia deve continuare ad essere un momento di relax e benessere. Monteremo le postazioni su spazi disponibili anche maggiori di quelli previsti dalla norma, e sulle aree comuni quali spogliatoi, servizi igienici e docce sarà garantita una regolare pulizia e disinfezione, in ogni caso assicurata alla chiusura degli impianti. Anche i lettini e le attrezzature in uso saranno sanificati a fine giornata. All’ingresso potremmo misurare la temperatura corporea, privilegeremo le prenotazioni on-line e manterremo l’elenco delle presenze per un periodo di 14 giorni, nel rispetto delle previsioni della norma”, si legge in una nota pubblicata dalla stessa società.

“Con vero rammarico comunichiamo che in questa stagione balneare 2020, tenuto conto dei vincoli imposti dall’applicazione dei protocolli di sicurezza sanitaria e dell’obbligo dell’osservanza delle norme sulla densità di affollamento, non saranno istallate le storiche cabine in legno, simbolo di Mondello e della Società Italo Belga. Un’attenta valutazione, resa possibile solo dopo le recentissime emanazioni dei decreti nazionali e delle ordinanze regionali, tenuto inoltre conto della particolare configurazione strutturale dei nostri lidi, esclude la possibilità di fruizione delle cabine secondo le consuete modalità adottate nel corso delle precedenti stagioni”, si legge. “Come già detto, questo anno ci aspetta uno scenario diverso, ma, già da adesso, vogliamo rassicurare tutti coloro che hanno sottoscritto nelle precedenti stagioni un abbonamento per cabina, garantendogli la possibilità di accedere, con prelazione, alla posizione già acquisita se il prossimo anno vorranno sottoscrivere un nuovo abbonamento specifico. Sostanzialmente congeleremo la lista fidelizzata proponendo, adesso, soluzioni alternative per la fruizione del lido nel rispetto delle condizioni di sicurezza”, conclude.

Coronavirus, nuovo sequestro di mascherine non a norma a Palermo: i dettagli

Nuovo sequestro di mascherine non a norma a Palermo. Si tratta di 443 mascherine chirurgiche monouso trovate dalla Guardia di Finanza, dopo alcune segnalazioni da parte dei cittadini, in un negozio di articoli per la casa nel quartiere Pallavicino. Come informano le Fiamme Gialle, le mascherine “sono state sequestrate in quanto non in regola con le disposizioni contenute nel D. Lgs. 206/2005 (Codice del Consumo) che impone il divieto di commercio sul territorio nazionale di qualsiasi articolo o confezione di prodotto che non riporti in forme chiaramente visibili e/o leggibili in lingua italiana tutte le informazioni destinate ai consumatori, quali ad esempio produttore, importatore e caratteristiche qualitative del prodotto”. Il titolare del negozio è stato segnalato alla Camera di Commercio per l’irrogazione della sanzione amministrativa, che può variare da un minimo di 533 euro fino ad un massimo di 25.833 euro.

Sicilia, riaprono i musei: ingresso gratuito per una settimana

Da sabato i musei regionali, i Parchi archeologici e gli altri siti siciliani della cultura riaprono al pubblico, dopo la chiusura forzata dovuta all’emergenza coronavirus. #Laculturariparte è il messaggio che la Regione vuole dare a tutti. E per farlo, dal 30 maggio a domenica 7 giugno i musei e le aree archeologiche dell’Isola apriranno gratuitamente. L’iniziativa del governo Musumeci segna il rilancio dell’attività culturale nella regione e vuole essere un gesto per ringraziare i siciliani e tutti coloro che, mostrando serietà e responsabilità, per oltre due mesi sono rimasti in casa, contribuendo, in questo modo, alla limitazione dei contagi, che in Sicilia, fortunatamente, non hanno raggiunto i livelli di altre zone d’Italia.

La riapertura avverrà, dunque, grazie a un sistema di gestione dei visitatori totalmente informatizzato, messo a disposizione gratuitamente da un’azienda che sponsorizza l’iniziativa. Si tratta dell’applicazione Youline, creata da due medici siciliani, che consente la gestione dei flussi, evitando assembramenti e code. Un sistema, che non richiede di installare software.

Le stesse informazioni richieste per la prenotazione saranno conservate per un periodo limitato, nel rispetto delle disposizioni sulla sicurezza sanitaria e per ottenere i report sui flussi e i dati numerici.

Per evitare code agli ingressi, sarà obbligatorio prenotarsi online in anticipo, cliccando sul link https://youline.eu/laculturariparte.html e verificando così la disponibilità nel giorno e nella fascia oraria prescelta, tenuto conto che gli ingressi saranno contingentati e sottoposti a tutte le misure sanitarie previste dalla legge. Per chi prenoterà la visita gratuita, basterà poi esibire all’ingresso il codice di prenotazione ricevuto. Non sarà consentito, per ragioni di sicurezza e per mantenere il distanziamento, l’ingresso a coloro che non avranno preventivamente utilizzato il sistema di prenotazione on line.

Questi i siti della cultura che riapriranno il 30 maggio:

«#laculturariparte è il messaggio che vogliamo dare a tutti – sottolinea l’assessore dei Beni Culturali e dell’identità siciliana, Alberto Samonàperché la Sicilia vuole ripartire sotto il segno della cultura, aprendo i siti archeologici, i musei e i luoghi della memoria. E lo facciamo gratuitamente, quale gesto di ringraziamento verso tutti i cittadini che responsabilmente hanno collaborato nel periodo dell’emergenza Covid-19, consentendo alla nostra Regione di mantenere livelli di contagio molto bassi. Per questo, mi sento di dire grazie a tutti i siciliani. Fra i siti che riaprono ci sono anche la Neapolis di Siracusa e Palazzo Bellomo e il pensiero non può non andare al direttore del Parco archeologico aretuseo Calogero Rizzuto e alla funzionaria Silvana Ruggeri, tragicamente scomparsi a causa del virus: dedichiamo a loro la riapertura, seguendo un filo rosso che non si è spezzato e che ci guida nel nome dell’amore per la cultura e la bellezza».

Gli ingressi saranno consentiti (sempre con la prenotazione online) per le fasce orarie previste nell’app di prenotazione. Per i siti della cultura gestiti da “Aditus” (Area archeologica della Neapolis e Palazzo Bellomo a Siracusa, Museo archeologico Bernabò Brea di Lipari, Teatro Antico di Taormina, Isolabella e Area archeologica di Naxos) sarà possibile prenotarsi online a partire dal pomeriggio di venerdì 29 (ore 17) con i sistemi già previsti per questi luoghi.

Sabato 30 maggio riapriranno esclusivamente quei siti che si sono dichiarati pronti, anche in relazione alle prescrizioni sanitarie e di sicurezza a tutela di lavoratori e visitatori.Museo regionale Agostino Pepoli di Trapani (sabato 30 maggio dalle 11 alle 22, negli altri giorni dalle 9 alle 17,30); Area archeologica di Segesta (dalle 9 alle 18,30); Area archeologica di Selinunte (dalle 9 alle 19); Valle dei Templi, Agrigento (30, 31 maggio e 2, 6 e 7 giugno dalle 8,30 alle 12,30 e dalle 15,30 alle 19,30; 1, 3, 4, 5 giugno dalle 15 alle 19); Villa Romana del Casale, Piazza Armerina (dalle 9 alle 19), Area archeologica di Morgantina (dalle 14 alle 18); Museo archeologico di Aidone (dalle 9 alle 19, lunedì 1 giugno dalle 14 alle 19); Teatro romano e Odeon, Catania (dalle 9 alle 19); Teatro antico di Taormina (dalle 17 alle 22), Area archeologica di Naxos (dalle 9 alle 19), Museo di Naxos (dalle 9 alle 19), Isolabella (dalle 9 alle 19); Museo archeologico eoliano “Bernabo Brea” di Lipari (dalle 9 alle 19, domenica e festivi dalle 9 alle 13); Galleria regionale di Palazzo Abatellis, Palermo (dalle 9 alle 19, chiuso il lunedì); Museo archeologico Salinas, Palermo (dalle 9 alle 18, domenica e festivi dalle 9 alle 13); Castello della Cuba, Palermo (dalle 9 alle 18, domenica e festivi dalle 9 alle 13); Chiostro di San Giovanni degli Eremiti, Palermo (dalle 9 alle 18, domenica e festivi dalle 9 alle 13); Castello della Zisa, Palermo (dalle 9 alle 18, domenica e festivi dalle 9 alle 13, chiuso il lunedì); Chiostro di Santa Maria La Nuova – Duomo di Monreale (dalle 9 alle 18, domenica e festivi dalle 9 alle 13); Museo di arte moderna e contemporanea, Palermo (dalle 9 alle 19,30, domenica e festivi dalle 9 alle 13); Area archeologica della Neapolis, Siracusa (dalle 9 alle 19); Galleria regionale, Siracusa (dalle 9 alle 19, domenica e festivi dalle 9 alle 12,30); Casa museo “Antonio Uccello” Palazzolo Acreide (dalle 9 alle 18,30, domenica e festivi dalle 14,30 alle 19).

Opere incompiute, la Sicilia apre una “vertenza” Anas

La Regione Siciliana è pronta a chiedere ad Anas i danni economici e di immagine provocati all’Isola per la mancata manutenzione delle strade e per i decennali ritardi accumulati nella realizzazione delle opere che le competono.

Un gruppo di avvocati è già al lavoro per quantificarli. Con toni severi, nel corso di una conferenza stampa, il governatore Nello Musumeci ha aperto ufficialmente una vertenza con l’azienda di Stato.

«Abbiamo atteso due anni e mezzo – ha detto il presidente della Regione – sperando che qualcosa cambiasse, invece ci siamo resi conto che il tempo trascorso è stato inutile: l’Anas è vergognosamente inadempiente nei confronti della Sicilia e non ha rispettato le varie norme contrattuali che disciplinano il nostro rapporto. Opere affidate all’Anas per essere realizzate, direttamente o indirettamente, rimangono ferme da decenni senza fare, in alcuni casi, neppure un piccolo passo in avanti. Eppure sono di straordinario interesse come l’autostrada A19 Palermo-Catania, con la telenovela del pilone del viadotto del fiume Himera, la Caltanissetta-Agrigento o la Palermo-Agrigento».

Musumeci, che ha invocato il “metodo Morandi” per le opere più importanti, ha annunciato che la giunta di Palazzo Orleans delibererà tre atti: oltre all’azione di risarcimento, la nomina di un commissario straordinario per la viabilità provinciale e quella di un commissario straordinario per il completamento di dieci infrastrutture considerate strategiche: la Trapani-Mazara del Vallo, lo scorrimento veloce Licodia Eubea-Libertinia, la variante di Nicosia, la tratta Agrigento-Palermo, la tangenziale di Gela, la “Strada degli scrittori” di Agrigento, l’ammodernamento della Adrano-Catania, la Ragusa-Catania, l’ospedale di Siracusa e la Cittadella della Cultura di Messina.

«Finchè è stato possibile – ha sottolineato il presidente della Regione – abbiamo collaborato ma adesso non è più tempo di tacere. Questo dramma va affrontato e risolto nel giro di cinque anni».
«Si tratta – ha aggiunto il governatore siciliano – di una condotta disarmante. Non è possibile che la mia regione debba essere trattata come se fosse una terra coloniale. E’ chiaro che è venuto meno il rapporto di fiducia e non escludiamo, dopo l’incontro con il ministro delle Infrastrutture, di mettere in discussione anche l’accordo quadro. L’Anas per noi è una zavorra e qui in Sicilia ha consacrato il suo fallimento, la sua inefficienza e la sua incapacità di rispondere ai propri compiti istituzionali».

Alla conferenza stampa ha preso parte anche l’assessore alle Infrastrutture Marco Falcone che ha parlato di «inaccettabili lungaggini per realizzare gli studi di fattibilità o, come nel caso della circonvallazione di Gela, il progetto esecutivo, pronto solo qualche settimana fa nonostante l’opera fosse stata finanziata nel 2003».

«C’è un ponte Morandi a Genova e un ponte Himera in Sicilia: col Patto per il Sud abbiamo stanziato risorse e metà del ponte è ancora chiuso al traffico e se non verrà completato entro il 2022 dovremo restituire svariati milioni di euro all’Europa, cosa che rappresenterebbe un danno enorme», l’amara riflessione di Falcone.

L’assessore, infine, ha ricordato alcuni numeri significativi. «L’Anas – ha detto – gestisce 4.500 chilometri, oltre il 27 per cento della rete viaria. Se questa rete non viene mantenuta e curata siamo veramente alla frutta. Abbiamo dato all’Anas 540 milioni di euro, che non sono stati spesi e che si vanno ad aggiungere al miliardo e 600 milioni che già avevano. Così non può andare ed ecco perchè chiediamo il commissariamento di dieci opere affinché la Regione Siciliana possa essere messa nelle condizioni di metterci la faccia».

Allargando poi il discorso alle strade provinciali dell’Isola, Musumeci ha ricordato che «da quando le Province sono state commissariate nel 2014, oltre il 50 per cento di queste arterie è chiuso al traffico mentre la restante parte si presenta in condizioni di assoluta insicurezza. Il ministro delle Infrastrutture è stato qui venti mesi fa rendendosi conto di persona della nostra situazione d’emergenza e chiedendoci di indicare il nome di un commissario. Abbiamo proposto l’ingegnere Gianluca Ievolella ma, ad oggi, da Roma non è arrivato nessun segnale. E le strade continuano a non consentire la mobilità in sicurezza di persone e merci. La Regione, nonostante si tratti di interventi che competono agli enti intermedi, ha destinato duecento milioni di euro alla loro manutenzione. Servirebbe però – ha aggiunto – un miliardo e mezzo di euro per rimettere in sesto tutte quelle che collegano un Comune a un altro Comune».

Crias, ok alla nuova linea di credito anti-Coronavirus: tutti i dettagli

Partono i finanziamenti della Crias per le imprese artigiane danneggiate dall’epidemia di Coronavirus, il commissario ad acta dell’ente di credito per gli artigiani Giovanni Perino ha approvato le procedure di attuazione della Convenzione stipulata con Irfis-FinSicilia che destina 8 milioni di euro alla Crias per la concessione di prestiti agevolati.

«Il finanziamento – spiega il commissario della Crias Perino – sarà determinato dalla somma di tre componenti: tremila euro saranno per tutte le imprese in attività al momento della presentazione della domanda, poi si terrà conto del volume d’affari delle imprese, destinando quattromila euro per quelle con un volume d’affari inferiore o uguale a 50 mila euro e settemila per quelle superiori a 50 mila euro e infine si terrà conto dei dipendenti assunti al momento della presentazione dell’istanza con mille euro per ogni lavoratore assunto da almeno un anno e 500 per i dipendenti assunti da meno di un anno».

I finanziamenti a tasso agevolato nei limiti del regolamento de minimis sono destinati alle imprese operanti in Sicilia iscritte all’Albo delle imprese artigiane e hanno lo scopo di fornire liquidità alle aziende che a causa dell’emergenza sanitaria Covid-19 hanno subito un danno economico. L’importo minimo del finanziamento è di tremila euro e quello massimo di trentamila euro.

«In una situazione d’emergenza è fondamentale fare presto – sottolinea l’assessore regionale alle Attività produttive Mimmo Turano – sono particolarmente soddisfatto della rapidità con cui la Crias ha predisposto tutto per cominciare a ricevere a giorni le istanze delle imprese artigiane. Abbiamo messo in campo uno strumento importante che ci permetterà di fronteggiare i danni economici causati dai due mesi di lockdown alle imprese artigiane cercando di incidere sul fronte della liquidità messa in crisi dal crollo dei fatturati e dagli esborsi per fornitori, dipendenti, fisco e banche».

La procedura, a sportello veloce, sarà interamente online sul sito della Crias che ogni decade del mese pubblicherà sul sito istituzionale l’elenco delle imprese che, in base alla dotazione finanziaria del fondo a quella data, potranno usufruire delle agevolazioni, seguendo l’ordine cronologico di presentazione delle domande, fino all’esaurimento dei fondi disponibili. Le domande di ammissibilità alla nuova linea di credito andranno effettuate sul sito della Crias (www.crias.it) dalle ore 9,30 del 4 giugno.

Catania, sequestrate 3.000 mascherine protettive per bambini a Misterbianco

I militari del comando provinciale della Guardia di Finanza di Catania hanno sequestrato in un esercizio commerciale di Misterbianco oltre 40 mila articoli contraffatti e seimila mascherine chirurgiche monouso, non tracciabili e prive del marchio Ce, che stavano per essere vendute.

Inoltre, sono state trovate anche 3.000 mascherine protettive realizzate per bambini con stampati personaggi come Spiderman, Fortunite, Bing, Baby Shark e della Disney potenzialmente dannose. Al momento del controllo non sono stati esibiti documenti commerciali o fatture che attestassero la provenienza della merce e il regolare acquisto da produttori legittimati o da operatori economici autorizzati all’esportazione in Italia. Ragion per cui, le Fiamme gialle hanno denunciato il titolare dell’esercizio, un commerciante cinese, per introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi, frode nell’esercizio del commercio, utilizzo di segni mendaci e ricettazione.

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