MUSUMECI: “STRUTTURE OPERE PIE A DISPOSIZIONE”

“Le Opere Pie siciliane sono pronte a mettere a disposizione le proprie strutture a favore dell’emergenza Covid 19”. Così il presidente della Regione Nello Musumeci.

“Abbiamo effettuato una ricognizione dei locali che possono essere messi a disposizione dalle Opere Pie – ha dichiarato, invece, Antonio Scavone, assessore alle Politiche sociali -. Circa una ventina sparse su tutto il territorio regionale sono pronte a garantire le proprie strutture per la gestione dell’emergenza Coronavirus, sia dal punto di vista sanitario che sociale. Abbiamo stimato una potenziale ricettività di circa 800 posti”.

In relazione alle persone senza fissa dimora, Scavone ha poi aggiunto: “A Palermo l’Opera pia Palagonia riceve 22 persone senza fissa dimora che alloggeranno nei locali della ex casa di riposo di via Giuseppe Maggiore Amari. L’emergenza è certamente sanitaria ma anche sociale e il governo Musumeci è impegnato per venire incontro alle esigenze delle persone più fragili”.

BLOCCATI SULLO STRETTO, ASSESSORE MESSINA: “IN 50 IN ISOLAMENTO IN ALBERGO”

Circa cinquanta persone, dopo due giorni di stop a Villa San Giovanni, sono sbarcati in Sicilia. Altre cento persone sarebbero invece rimaste a Reggio Calabria. “Ieri sera c’è stata un’interlocuzione fra il presidente della Regione siciliana Nello Musumeci e il governatore della Calabria Jole Santelli – ha spiegato all’Adnkronos l’assessore del Comune di Messina, Dafne Musolino -. A Villa San Giovanni c’erano 150 persone: 50 sono arrivate a Messina e sono state scortate all’hotel Europa, nella zona sud, dove rimarranno in isolamento, le altre 100 sono rimaste in Calabria. Sono tutte persone senza autorizzazione e che sono state denunciate. Dovevano tutti recarsi in altre parti della Sicilia, tanto che stanotte nell’albergo dove sono stati portati ci sono stati alcuni momenti di tensioni con la polizia perché non volevano rimanere lì”.

SINDACO REGGIO CALABRIA: “ASSURDA SITUAZIONE SBLOCCATA GRAZIE A LAMORGESE”

“Sto scortando personalmente con l’ausilio della Polizia Municipale, della Polizia Metropolitana, della Guardia Costiera e della Questura di Reggio Calabria le prime 150 persone, tutte residenti in Sicilia, che rientreranno a casa dal porto di Reggio per motivi di sicurezza”. Così il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, sui social.

“Finalmente questa assurda situazione si è sbloccata grazie all’intervento dei Ministri Lamorgese, De Micheli, Boccia e del Presidente dell’Anci Decaro. Trovo sinceramente vergognoso che ancora rimangano 80 persone in Calabria perché chi di dovere non è capace di assumersi la responsabilità di decidere. La politica è una cosa seria, non è uno show. Chi ancora non riesce a comprenderlo, sta mettendo a serio rischio la salute e la sicurezza di un popolo, quello reggino, che con enormi sacrifici e tanta responsabilità, sta rispettando le regole fin dall’inizio di questa complicata emergenza. Le persone non si respingono come pacchi. Finalmente sblocchiamo una situazione che ha messo in discussione la dignità di ogni essere umano. Non è possibile che più di 200 persone, tra le quali tanti bambini, siano lasciate per quasi 36 ore su una banchina portuale, senza possibilità di andare in bagno, senza viveri, ostaggio di istituzioni incapaci di far rispettare le loro ordinanze e i loro decreti”.

SUNIA A REGIONE: “ISTITUIRE FONDO PER AFFITTI”

Il Sunia chiede al governo regionale di istituire un fondo di sostegno alla locazione con nuove e celeri modalità di accesso per tutti coloro che, come conseguenza dell’emergenza sanitaria legata alla diffusione del COVID-19, non sono più in grado di pagare l’affitto con regolarità.

“Occorre evitare che il disagio delle famiglie siciliane in affitto, per l’80% con redditi bassi, si acuisca e per questo il governo siciliano deve fare la sua parte. Chiediamo a tal proposito si apra un confronto immediato con la regia dell’assessorato alle Infrastrutture, e la presenza al tavolo delle organizzazioni degli Inquilini e delle associazioni dei proprietari”. Lo ha scritto in una nota Giusy Milazzo, segretaria del Sunia Sicilia.

La richiesta è che sia a livello nazionale, che a livello locale, vi sia la massima tolleranza sulle morosità, la sospensione dei provvedimenti di decadenza oltre che di sfratto e l’elaborazione di piani di rientro ultra decennali per consentire alle famiglie degli assegnatari di reggere questa fase di emergenza.

SINDACATI: “IN CASE RIPOSO SICILIANE SI RISCHIA STRAGE”

“Nelle case di riposo rischiamo le stragi annunciate. Non si può più assistere inermi al bollettino di Contagi che cresce di ora in ora, occorre intervenire con tutti imezzi possibili per salvaguardare le persone più deboli e gli operatori che se ne prendono cura”. Così in una nota congiunta i segretari generali di Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil Sicilia, rispettivamente Maurizio Calà, Alfio Giulio e Nino Toscano.

I tre esponenti sindacali chiedono che “l’Assessorato alla Sanità, insieme ai Comuni, avvii subito controlli mirati su tutto il territorio siciliano. In tutto il Paese si stanno verificando gravissimi casi di contagio collettivo nelle case di riposo per anziani e anche in Sicilia in queste ore questi si stanno moltiplicando colpendo, in un ambiente ristretto, persone fragili e spesso non autosufficienti con una velocità e un rischio per la vita altissimi”.

Calà, Giulio e Toscano sottolineano dunque la “necessità di andare a verificare quale siano le condizioni di vita e di salute dentro queste strutture, di dotare anziani e operatori di attrezzature di protezione contro il virus, di verificare se gli ambienti sono sanificati, di attrezzare un collegamento per video chiamate per mettere in contatto i pazienti con le loro famiglie, e, in caso di dubbio sanitario, di fare subito i tamponi per il Coronavirus per isolare e bloccare i focolai che in una situazione simile potrebbero diventare motivo di rischio di vita per operatori, pazienti, per l’intera comunità”.

DE LUCA (M5S): “CITTADINI BLOCCATI IN CALABRIA NON POTEVANO ESSERE ABBANDONATI”

“Grazie al ministro dell’Interno i nostri concittadini rimasti bloccati a Villa San Giovanni e a Reggio Calabria rientrano in Sicilia e dovranno stare in rigorosa quarantena com’è giusto che sia, ma non potevano essere abbandonati al loro destino, specie se si considera che tra di loro ci sono anche anziani, bambini e donne in stato di gravidanza”. Lo ha detto il deputato M5S all’Ars, Antonio De Luca.
“La paura del Coronavirus è comprensibile, ma non può renderci disumani al punto tale da lasciare nostri conterranei letteralmente in mezzo a una strada. Quelli bloccati in Calabria sono siciliani come noi, che sono rimasti senza un tetto sopra la testa a causa della chiusura delle ditte dove lavoravano e delle strutture dove dormivano e non avevano altra scelta che ritornare a casa loro. Adesso dovranno essere messi in quarantena e gli organi preposti dovranno controllare che la rispettino. Famiglie, bambini, anziani, donne in gravidanza, tutti dovranno rispettare la quarantena, guai a trasgredire. La serietà delle istituzioni si misura con la capacità di far rispettare le regole, ma anche rimanendo accanto ai propri cittadini nel momento del bisogno. Sono soddisfatto della collaborazione di tutti gli enti interessati e ringrazio anche il presidente della Regione Calabria, il sindaco Falcomatà di Reggio Calabria e il vice sindaco di Villa San Giovanni Mariagrazia Richichi per l’impegno profuso e la Protezione civile calabrese per l’assistenza prestata ai nostri concittadini. Lavoriamo tutti uniti, sconfiggiamo il Coronavirus, ma senza dimenticarci dei più deboli. Nessuno deve rimanere indietro”.

CONFINTESA SICILIA: “OPERATORI SANITARI NON HANNO MEZZI ADEGUATI”

“Cercasi Dpi (dispositivi di protezione individuale) disperatamente, mascherine, tute e guanti. I sanitari del pronto soccorso del ‘Cervello’ vogliono continuare a lavorare per Palermo. Per tentare di risolvere l’increscioso problema si e’ arrivati a chiedere una donazione. L’associazione ‘Piera Cutino’ ha dato la disponibilità del conto corrente per un tempo limitato, per la raccolta fondi. Capiamo i sanitari del Cervello che pur di tutelarsi tentano tutte le strade possibili e ringrazio naturalmente l’associazione Piera Cutino a noi cara, ma Confintesa non può accettare questa vergognosa e criminale situazione; da tempo abbiamo scritto sullo stato increscioso della Sanità siciliana e sulla mancanza del ben che minimo dispositivo di sicurezza e nulla di concreto è ancora stato fatto, solo i proclami TV o a mezzo Social Media abbondano, mille promesse ancora non mantenute. Sia chiaro che, se e quando questa atroce emergenza sanitaria mondiale terminerà, speriamo il prima possibile, Confintesa adira’ tutte le vie possibili per perseguire le colpe di chi ha permesso che in Sicilia si arrivasse a questo punto a dir poco parossistico”.

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