Coronavirus, da Londra a Palermo: ancora grave la donna incinta ricoverata al “Cervello”

Restano gravi le condizioni della donna incinta originaria del Bangladesh, rientrata in Sicilia da Londra, ricoverata all’Ospedale “Cervello” di Palermo dopo essere risultata positiva al Coronavirus.

La gestante è attualmente intubata e con la respirazione assistita. I medici stanno tentando di tutto per salvare la vita a lei e al bambino e sperano che le due sacche di plasma autoimmune, arrivate da Pavia con un volo di Stato, possano far migliorare le sue condizioni. Nel caso in cui lo stato di salute della paziente peggiori, si tenterà un parto cesareo d’urgenza.

 

Coronavirus, nuovi casi in Sicilia: quattro positivi a Trapani, uno in provincia di Palermo

Trapani perde il primato di provincia covid free. Sono quattro, infatti, i nuovi casi registrati in poche ore. Lo annuncia l’ufficio stampa dell’Asp. I casi, dopo quello di Mazara del Vallo, sono a Calatafimi Segesta, Castelvetrano, Marsala. A Trapani da 28 giorni non si registravano nuovi casi di positività al Coronavirus.

Ma non solo; nuovo caso di positività anche in provincia di Palermo, a Corleone. Si tratta di una donna rientrata da una regione del Nord Italia, risultata positiva al tampone dopo 25 giorni di quarantena. È asintomatica e adesso dovrà restare in isolamento domiciliare con i familiari (i cui tamponi sono risultati negativi) per almeno altre due settimane in attesa di un nuovo tampone.

Fase 2, Musumeci: “No a patente d’immunità, sì a protocollo di sicurezza. Sala? Battuta infelice”

“Non una patente d’immunità o una patente sanitaria, ma un protocollo di sicurezza. Col collega della Sardegna abbiamo la stessa ansia e lo stesso interesse: fare economia e non seminare morti. I dipartimento Salute e Turismo stanno lavorando a un protocollo, vorremmo che linee generali venissero date dallo Stato, che proprio domani incontreremo nella Conferenza delle Regioni col premier Conte per indicare una linea omogenea: la mobilità regionale non può essere a macchia di leopardo”. Lo ha detto il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, intervenuto in conferenza stampa a Palazzo d’Orleans.

“L’amico Sala se vuole venire in Sicilia, con piacere: non gli chiederemo alcuna patente, neppure quella dell’auto. Mi sembra una esagerazione la sua, non tutti gli amici della Lombardia o dell’Emilia Romagna sono portatoti di virus. Sala ha fatto una battuta infelice, chiunque vorrà venire in Sicilia rispettando protocollo sicurezza sarà il benvenuto”, ha proseguito il governatore. Nelle ultime ore, infatti, il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, aveva dichiarato: “Vedo che alcuni presidenti di Regione, ad esempio quello della Liguria Giovanni Toti, dicono che accoglieranno a braccia aperte i milanesi, altri dicono ‘magari se fanno una patente di immunità’ è meglio. E io non andrei in vacanza laddove fosse richiesto un test di negatività al virus”.

Fase 2, l’annuncio del presidente Musumeci: “Sicilia chiusa fino al prossimo 7 giugno”

“Noi in Sicilia abbiamo fatto un’ordinanza che impedisce di entrare nella regione non fino al 4 ma fino al 7 giugno. E ora dobbiamo farne un’altra che confermi questa o che la modifichi. Con il cuore aprirei l’isola ai turisti già dal 7 giugno. Ma con la ragione dico: aspettiamo il dato epidemiologico nazionale che sta per arrivare e sulla base di questo decidiamo. Ma tutti insieme, presidenti regionali e governo, dobbiamo confrontarci e credo lo faremo sabato. Ci vuole una responsabilità condivisa da tutti”.

Lo ha detto il governatore della Sicilia, Nello Musumeci, intervistato ai microfoni de ‘Il Messaggero’. “Il passaporto sanitario? Io lo chiamo protocollo per poter garantire la sicurezza sanitaria di chi in Sicilia arriva: stiamo lavorando per mettere a punto questo documento. Occorre filtrare, nel rispetto di tutti e senza fare discriminazioni, chi arriva da noi”, ha concluso.

Regione e quattro diocesi promuovono il “Cammino di S. Rosalia”

Quattro assessorati regionali e altrettante istituzioni ecclesiastiche fanno sinergia per valorizzare e promuovere l'”Itinerarium Rosaliae“, il percorso naturalistico-religioso legato alla Santa patrona di Palermo. L’intesa è stata raggiunta stamane, con la firma di una convenzione nella sede della Curia del capoluogo siciliano, alla presenza del governatore Nello Musumeci.

A sottoscrivere l’accordo, da una parte, gli assessori ai Beni culturali Alberto Samonà, all’Agricoltura Edy Bandiera, al Territorio e ambiente Toto Cordaro e al Turismo Manlio Messina, dall’altra, gli arcivescovi di Palermo Corrado Lorefice, di Agrigento Francesco Montenegro, di Monreale Michele Pennisi e dall’eparca di Piana degli Albanesi Giorgio Demetrio Gallaro.

Il percorso si sviluppa dal Santuario di Santa Rosalia di Monte Pellegrino fino all’eremo di Santa Rosalia alla Quisquina in provincia di Agrigento e, viceversa, attraversando le aree naturalistiche di Monte Cammarata, Monte Carcaci, Monti di Palazzo Adriano e Valle del Sosio, Monte Genoardo e Santa Maria del Bosco, Bosco della Ficuzza, Rocca Busambra, Bosco del Cappelliere, Gorgo del Drago, Serra della Pizzuta, Monte Pellegrino e il Parco dei Monti Sicani.

«Il turismo religioso – sottolinea il presidente Musumeci – oltre a rappresentare un’esperienza totalizzante dal punto di vista del percorso della fede rappresenta un settore in forte crescita nel quale l’Isola può avere un ruolo importante. Il “Cammino di Santa Rosalia” ha certamente una grande capacità di attrazione, come poche altre in Italia. Insieme a quattro diocesi abbiamo voluto sottoscrivere questo Accordo che ha l’obiettivo comune, pastorale e laico allo stesso tempo, di elaborare un’azione di valorizzazione e fruizione dell’itinerario con lo scopo di giungere anche al riconoscimento di “Parco culturale ecclesiale”».

A essere coinvolti sono 14 Comuni dell’entroterra siciliano: Palermo, Monreale, Altofonte, Piana degli Albanesi, Corleone, Campofiorito, Bisacquino, Contessa Entellina, Chiusa Sclafani, Burgio, Palazzo Adriano, Prizzi, Castronovo di Sicilia e Santo Stefano Quisquina. Un “cammino” di 187 chilometri tra strade ferrate, ex trazzere e sentieri immersi nella natura.

Coronavirus, il bollettino in Sicilia del 27 maggio: 5 nuovi casi, è boom di guariti

Questo il quadro riepilogativo della situazione nell’Isola, aggiornato alle ore 15 di oggi (mercoledì 27 maggio), in merito all’emergenza Coronavirus, così come comunicato dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale.

Dall’inizio dei controlli, i tamponi effettuati sono stati 140.295 (+2.613 rispetto a ieri), su 122.130 persone: di queste sono risultate positive 3.435 (+5), mentre attualmente sono ancora contagiate 1.318 (-112), 1.845 sono guarite (+116) e 272 decedute (+1).

Degli attuali 1.318 positivi, 83 pazienti (-10) sono ricoverati – di cui 10 in terapia intensiva (0) – mentre 1.235 (-102) sono in isolamento domiciliare.

Il prossimo aggiornamento regionale avverrà domani. Lo comunica la presidenza della Regione Siciliana.

Frecce tricolori, Orlando: “Grazie ad Aeronautica e palermitani”

Il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando oggi pomeriggio ha assistito al passaggio delle Frecce Tricolori dalla terrazza che sovrasta Palazzo dei Normanni sede dell’Ars e del Comando militare dell’Esercito in Sicilia, su invito del Comandante, gen. Maurizio Angelo Scardino.

Voglio ringraziare l’Aeronautica militare e il ministero della Difesa per aver scelto Palermo come una delle tappe di questo simbolico “abbraccio tricolore” per la ricorrenza della proclamazione della Repubblica. Il mio ringraziamento va, naturalmente, al Comando militare dell’Esercito che ci ha ospitato per questo emozionante spettacolo e soprattutto ai tantissimi palermitani che con spirito collaborativo e con grande responsabilità e civiltà hanno assistito in strada al passaggio delle Frecce tricolori rispettando tutte le norme imposte dall’emergenza sanitaria per evitare il contagio“.

Coronavirus, dalla Guinea Equatoriale a Palermo: Jaime lascia la terapia intensiva

Jesus Jaime Mba Obono, l’informatico di 49 anni, cittadino italiano originario della Guinea Equatoriale, ha lasciato la terapia intensiva. L’uomo aveva contratto il Coronavirus nel suo Paese d’origine ed era stato trasferito a Palermo con un volo dell’Aeronautica militare in gravi condizioni.

“Il paziente è migliorato moltissimo, rispetto alle condizioni in cui è arrivato lo scorso 7 maggio quando è stato ricoverato nel nostro reparto. La buona notizia è che è in programma il trasferimento dalla terapia intensiva al reparto malattie infettive”. Così il direttore della terapia intensiva dell’ospedale ‘Cervello’, Baldo Renda. “Il risultato ottenuto si deve al lavoro straordinario di tutta l’équipe di medici e infermieri che si sono impegnati in un lavoro che li ripaga di un periodo veramente difficile”.

“Siamo felicissimi tutti, sono molto emozionata – ha detto, invece, la moglie Chiara Beninatisarà un giorno particolare. Intanto, sono già andata a comprare pigiami, biancheria intima, pantofole, il suo deodorante e il suo dentifricio preferiti. E’ un grande giorno e siamo tutti in grande attesa. Domenica ho preparato una torta di mele per il personale e dopo aver consultato i medici, a Jaime ne è stata concessa una fetta per premiare questa sua grande forza di volontà”.

San Vito Lo Capo, beni culturali: recuperata un’ancora ellenistico-romana

Un’antica ancora di piombo di epoca ellenistico-romana del IV-III secolo avanti Cristo è stata recuperata, nei giorni scorsi, nei fondali di San Vito Lo Capo, nel Trapanese, grazie alla Soprintendenza del mare della Regione Siciliana.

L’ancora di piccole dimensioni, a ceppo fisso, con cassetta quadrangolare e perno centrale, presenta una decorazione a rilievo di delfino su uno dei due bracci. L’immagine del mammifero è associata ad Afrodite Euploia ed è uno dei simboli marini più benauguranti per la navigazione.

A segnalare la presenza dell’ancora, e la necessità di metterla in sicurezza, era stato il gestore di un diving della zona, Marcello Basile. La Soprintendenza del mare ha organizzato le operazioni di recupero, coinvolgendo il Reparto operativo aeronavale della Guardia di Finanza (con il quale esiste un Protocollo di intesa per le attività di ricerca e tutela dei reperti archeologici sommersi).

L’operazione è stata effettuata in collaborazione con la Sezione navale di Trapani. Il reperto è stato recuperato a una profondità di 19 metri e l’ancora è stata portata a Palermo, nella sede degli uffici della Soprintendenza al Roosvelt.

«Ancora una volta, dai nostri fondali – sottolinea il governatore Nello Musumeciemergono importanti reperti delle civiltà più lontane. Fin dall’antichità, le città sorte sulle sponde del Mediterraneo hanno intrecciato la loro vita, la loro storia e i loro commerci con la Sicilia. L’unicità del nostro patrimonio archeologico è una risorsa importantissima. Il nostro compito e la nostra responsabilità è riportare alla luce queste queste testimonianze, tutelarle e valorizzarle, rendendole fruibili al mondo intero».

«L’operazione di recupero – aggiunge il soprintendente del Mare Valeria Li Vigni ha testimoniato una forte attenzione da parte dei diving che potremmo definire le nostre ‘sentinelle della cultura’ che, oltre ad avere un ruolo didattico e ricreativo rivolto agli appassionati dei fondali marini, svolgono una funzione di tutela di quei reperti che costituiscono motivo di attrazione e valorizzazione alla visita. L’esigenza di prelevare l’ancora è stata dettata dai tentativi di depredazione che erano stati segnalati e quindi dall’esigenza di salvaguardare una testimonianza della nostra storia».

«I nostri fondali e il nostro mare – sottolinea l’assessore dei Beni culturali e dell’Identità siciliana Alberto Samonà continuano a rivelarsi un inesauribile serbatoio di memoria. Grazie alla sensibilità dei privati che vivono quotidianamente il mare e all’azione di collaborazione fra la Soprintendenza e la Guardia di Finanza, è stato possibile recuperare questo reperto di eccezionale valore storico e culturale. Questo ritrovamento ci inorgoglisce e ci ricorda che essere depositari di una ricchezza così grande, qual è il nostro patrimonio storico-culturale, vuol dire innanzitutto custodirlo, tutelarlo e valorizzarlo».

Coronavirus, il bollettino in Sicilia del 26 maggio: 3 nuovi positivi e altri 5 guariti

Questo il quadro riepilogativo della situazione in Sicilia, aggiornato ad oggi, martedì 26 maggio, in merito all’emergenza Coronavirus, così come comunicato dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale.

Agrigento, 38 (0 ricoverati, 102 guariti e 1 deceduto);

Caltanissetta, 18 (3, 144, 11);

Catania, 608 (29, 365, 98);

Enna, 67 (5, 325, 29);

Messina, 286 (29, 221, 57);

Palermo, 341 (24, 201, 34);

Ragusa, 28 (0, 62, 7);

Siracusa, 30 (3, 189, 29);

Trapani, 14 (0, 120, 5).

 

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