Palermo, l’attacco di Orlando: “Covid-19 e ipotesi lockdown, dico la mia. Angela da Mondello? Rischio di essere volgare”

Il sindaco Leoluca Orlando preoccupato per la situazione legata alla diffusione del Covid-19

Il primo cittadino di Palermo vorrebbe vederci chiaro in merito all’effettivo numero dei ricoveri giornalieri e soprattutto avere a propria disposizione i dati reali concernenti le strutture ospedaliere. Il momento vissuto dalla Sicilia e dal capoluogo a causa dei contagi da Coronavirus non è chiaramente semplice da gestire. Di seguito le dichiarazioni rilasciate dallo stesso  Orlando, nel corso dell’intervista concessa a Radio Cusano Campus.

SITUAZIONE COVID A PALERMO –Sono preoccupato e ho il dovere di apparire così. La Regione deve fornirci i dati reali sullo stato delle strutture ospedaliere. La sensazione che si ha è che non abbiamo sufficienti strutture dedicate ai malati covid e sufficienti posti di terapia intensiva. I dati che ci hanno fornito sembra che siano quelli dei posti letto programmati, ai quali molto spesso non corrisponde la realtà dei posti letto attualmente attivi. I presidenti di Regione non abbiano paura che una regione sia considerata rossa piuttosto che arancione, come se fosse una promozione o una bocciatura. I segnali che arrivano dai medici fanno comprendere come questo incremento dei contagi in tutta Italia non trova adeguata risposta in termini di strutture sanitarie. Siamo stati messi in zona arancione sulla base di dati forniti dalla Regione, ma io chiedo che la Regione fornisca ai sindaci questi dati sullo stato delle strutture ospedaliere. La competenza di chiudere le scuole non è dei sindaci. Ho chiesto formalmente alla asl e alla Regione di darmi rassicurazioni sulla tenuta, rispetto ai contagi, non soltanto delle strutture scolastiche ma anche di quelle sanitarie. Lockdown nazionale? Considero corretto l’approccio del governo che si basa su dati scientifici differenziando tra regioni – ha detto Orlando – ma prego i presidenti di regione di non avere paura che la loro regione sia considerata rossa piuttosto che arancione, come se fosse una promozione o una bocciatura“.

ANGELA DA MONDELLO – ”La volgarità, è tale che rischio di usare parole ancora più volgari del comportamento di questa signora, preferisco non commentare. Se ci sarà un processo penale nei suoi confronti costituirò il Comune parte civile”

 

Covid e medicina di emergenza, a Villa Sofia attivato PS pediatrico, Caronia (FI): “Importante strumento di assistenza”

L’attivazione del pronto soccorso pediatrico a Villa Sofia, in sostituzione di quello chiuso al Cervello, per permettere la creazione di nuovi posti letto Covid è, sia pure in questo contesto drammatico, una buona notizia. Finalmente si è trovata grazie alla grande sensibilità e disponibilità della direzione di Villa Sofia e del reparto di Pneumologia, una soluzione adeguata per garantire la necessaria assistenza pediatrica di primo intervento per la zona nord della città, sganciandola da un ospedale che sempre più è dedicato unicamente al Covid. In questo modo, sia le famiglie dei piccoli pazienti sia gli operatori potranno accedere ai servizi in modo più tranquillo, garantendo quindi l’indispensabile assistenza primaria a bambini e bambine”. Lo afferma il deputato di Forza Italia, Marianna Caronia.

 

Covid-19: cambia la mappa del rischio in Italia. I dati della Sicilia dicono che…

Cambia di nuovo la mappa del rischio Covid-19 in Italia.

Infatti, a partire dall’11 novembre la Provincia autonoma di Bolzano diventerà zona rossa, insieme a Lombardia, Piemonte, Calabria, Valle d’Aosta e Alto Adige che già lo sono. Il ministro Speranza ha inoltre stabilito che Abruzzo, Liguria, Basilicata, Umbria e Toscana diverranno invece Regioni “arancioni”. Tutte le altre Regioni si collocano nella zona gialla. Non cambia nulla, dunque, per la Campania, la cui situazione allo stato attuale verrebbe ritenuta stabile.

Intanto l’Ordine dei medici continua a fare pressione per il lockdown generale che il presidente del consiglio, Giuseppe Conte continua a non volere.

Se i numeri continueranno a essere questi il governo dovrà prendere delle decisioni importanti che contemplano anche il lockdown totale“, ha ribadito il presidente della Federazione dei medici Filippo Anelli.

Di seguito le misure previste per ciascuna delle tre fasce di rischio legate alla pandemia da Covid-19 in cui l’Italia sarà divisa fino al 3 dicembre per effetto dell’ultimo Dpcm. In tutto il Paese il coprifuoco scatta alle 22.

Zona rossa – L’uscita di casa va motivata, sono chiusi bar, ristoranti, negozi, la Dad è prevista dalla seconda media in poi. È vietato spostarsi da un Comune all’altro, nonché uscire o entrare nella Regione. Torna l’autocertificazione anche per gli spostamenti all’interno delle città.

Zona arancione – I ristoranti e bar restano chiusi per tutta la giornata. I negozi restano aperti. La Dad è prevista solo alle superiori. La circolazione all’interno di un Comune è permessa, ma non lo è abbandonare il proprio Comune di residenza, domicilio o abitazione. Anche in questo caso è vietato entrare o uscire dalla Regione.

Zona gialla – I ristoranti e i bar sono aperti fino alle 18, i negozi restano aperti fino a orario di chiusura. I centri commerciali sono chiusi nei weekend. Qui invece è possibile spostarsi all’interno della Regione e da una Regione gialla all’altra.

Attualmente la Sicilia si trova nella zona arancione e fino a ieri 1.023 i casi emersi a fronte di 8458 tamponi molecolari effettuati.

I casi totali di persone contagiate sono 21.939, persone, 9.712 sono guarite (+524) e 703 decedute (+27). I malati in terapia intensiva aumentano di 10 unità nelle ultime 24 ore (187 in tutto) e di 53 in regime ordinario (1303).

Questo il report dei contagi nelle province: 0 Agrigento, 0 Caltanissetta, 359 Catania, 77 Enna, 133 Messina, 188 Palermo, 161 Ragusa, 99 Siracusa, 6 Trapani.

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Una notte al Covid hospital “Arnas Civico” di Palermo. Il professore Corrao: “Pericoloso sottovalutare il virus” |VIDEO

Covid-19 Italia, l’Ordine dei medici chiede il lockdown totale

L’Ordine dei medici chiede il lockdown totale in tutto il Paese.

Ad annunciarlo, nel corso del Gr2 Rai, il presidente della Federazione nazionale degli Ordini, la Fnomceo, Filippo Anelli, che ha acceso un faro sulla carenza di medici specialisti, mentre 23.000 medici laureati sono in attesa di potersi specializzare. E le graduatorie sono bloccate per via dei numerosi ricorsi. Anelli chiede, ancora una volta, di ammetterli tutti: “Sarebbe una boccata d’ossigeno per il sistema” ha affermato. Rimane, invece, scettico sullo switch di medici specializzati in altre branche verso la cura del Covid-19: “Se un oculista deve diventare un internista qualcosa non funziona. La formazione non è un optional”, si legge sulla pagina Facebook della Fnomceo.

Coronavirus, il bollettino in Italia del 7 novembre: 39.811 nuovi positivi, +425 decessi

Nelle ultime 24 ore i nuovi contagiati da Coronavirus sono +39.811 contro i +37.809 di ieri. Oggi sono state registrate 425 vittime in più con il totale dei decessi, dall’inizio della pandemia, che raggiunge quota 41.063. In terapia intensiva sono 119 i nuovi ricoveri, nei reparti ordinari, invece, i ricoveri aumentano di 1.104 unità. I guariti sono arrivati a quota 328.891 (+5.966). L’incremento di tamponi nelle ultime 24 ore è stato di +231.673 contro i +234.245 di ieri.

USA, Crippa (M5s): “Auguri di buon lavoro a Biden in nome legame profondo con Italia”

Gli Stati Uniti hanno un nuovo presidente eletto, Joe Biden, a cui vanno i nostri auguri di buon lavoro, in nome del legame profondo che esiste tra gli Usa e il nostro Paese”. Così in una nota il capogruppo del MoVimento 5 Stelle alla Camera Davide Crippa.
“Congratulazioni anche a Kamala Harris, prima donna vicepresidente. Siamo convinti che la collaborazione dell’Italia con la nuova amministrazione americana continuerà con il consueto spirito di amicizia che ha sempre contraddistinto i nostri rapporti, in particolare in questa fase di emergenza sanitaria che richiede uno sforzo comune attraverso strategie condivise per essere affrontata”, continua.
Le sfide che abbiamo davanti sono diverse e i valori che abbiamo in comune ci aiuteranno ad affrontare insieme questioni di portata planetaria come quelle dell’ambiente e della sostenibilità”, conclude.

Nuovo Dpcm, Conte alza la voce: “Italia divisa in tre zone per evitare un lockdown generalizzato”

“Abbiamo diviso l’Italia in zone per evitare un lockdown generalizzato”.

Lo ha detto Giuseppe Conte. Dopo le numerose polemiche e i molteplici attacchi in riferimento al nuovo Dpcm varato dallo stesso Premier nella serata di mercoledì ed entrato in vigore venerdì 6 novembre, che ha diviso l’Italia in tre aree per contrastare l’avanzata del Coronavirus: zone rosse (infezione grave), zone arancioni (livello di contagio intermedio) e zone gialle (virus a minor circolazione), il presidente del Consiglio dei Ministri ha deciso di intervenire in prima persona , ai microfoni del Corriere della Sera, per provare a spegnere la polemica divampata nelle ultime ore.

Di seguito, le sue dichiarazioni.

“Sono sei mesi che l’ISS sta sperimentando, insieme alle Regioni, questo meccanismo di monitoraggio. Le Regioni lo alimentano con i dati inviati periodicamente e ne certificano i risultati attraverso i loro rappresentanti che fanno parte della cabina di regia. Nessuno ha mai messo in discussione, prima di adesso, questo meccanismo e rifiutarlo significa portare il Paese a sbattere contro un nuovo lockdown generalizzato. I cittadini della Lombardia, del Piemonte, della Valle d’Aosta, della Calabria, non ne trarrebbero nessun beneficio. Senza contare l’ingiustizia di imporre lo stesso regime di misure che stiamo applicando alle Regioni rosse anche a cittadini che vivono in territori in condizioni meno critiche”, ha concluso Giuseppe Conte.

Nuovo Dpcm, Italia divisa in tre zone: autocertificazione e spostamenti. Le FAQ ufficiali del Governo

Il nuovo Dpcm, firmato dal Premier Giuseppe Conte, è entrato in vigore della giornata di ieri.

Il presidente del Consiglio dei ministri, intervenuto in conferenza stampa nella serata di mercoledì 4 novembre, ha illustrato le nuove misure per contrastare la diffusione del Coronavirus, che dureranno almeno fino al prossimo 3 dicembre. L’Italia, dunque, è divisa in tre aree: zone rosse (infezione grave), zone arancioni (livello di contagio intermedio) e zone gialle (virus a minor circolazione). Ad ogni colore corrispondono regole e divieti diversi.

Nella notte, sul sito del governo sono state pubblicate le Faq sull’ultimo Dpcm: l’obiettivo è quello di spiegare ai vari cittadini delle tre aree in questione, corrispondenti ad altrettanti scenari di rischio, cosa si può o non si può fare, dove una cosa è concessa e dove, al contrario, è bandita.

In base all’Ordinanza del Ministro della Salute del 4 novembre, sono ricomprese:

  • nell’Area gialla: Abruzzo, Basilicata, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Molise, Province di Trento e Bolzano, Sardegna, Toscana, Umbria, Veneto.
  • nell’Area arancione: Puglia, Sicilia.
  • nell’Area rossa: Calabria, Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta.

Di seguito, le illustrazioni con le varie restrizioni e limitazioni previste nelle tre aree.

Coronavirus, il bollettino in Italia del 6 novembre: 37.809 i nuovi contagi, +466 decessi

Sono 37.809 i nuovi contagi nelle ultime 24 ore, a fronte dei 34.505 di ieri. Aumentano anche le vittime in un giorno, +446 oggi. A comunicarlo è il bollettino giornaliero di Protezione Civile e ministero della Salute.

Il totale dei pazienti in rianimazione sale di 124 unità in 24 ore. I ricoveri ordinari invece sono +749. I tamponi effettuati nelle ultime 24 ore contano 234.245 (nel bollettino precedente erano stati +219.884), per un totale di 16.951.896 di test effettuati dall’inizio della pandemia.

Covid, Caronia (FI): “Sindaco faccia la propria parte rispetto a situazione sanitaria”

PALERMO – “Il Sindaco e il Comune non possono essere lasciati all’oscuro di cosa succede in città e nel territorio in un momento sanitario così grave. Per questo ho chiesto al Sindaco di svolgere in pieno il proprio ruolo, soprattutto su due fronti, anche come sindaco metropolitano. Innanzitutto deve monitorare la situazione degli ospedali cittadini e del nostro territorio provinciale, nei quali la situazione complessiva è certamente critica, ma dove la distribuzione del gravoso carico di lavoro appare molto disomogenea e non razionale. Poi, soprattutto in ambito provinciale, occorre che una volta attivato l’ospedale di Petralia come presidio destinato al Covid-19, questo sia reso facilmente raggiungibile e sia adeguatamente supportato proprio perché si possa alleggerire il carico sul capoluogo. Anche il Comune, con le sue partecipate, deve inoltre fare la propria parte sul fronte della prevenzione, così come avvenuto durante il lockdown. Ho proposto che in città siano realizzati interventi di sanificazione degli spazi pubblici, a maggior ragione ora che la chiusura non è totale e alcuni punti sensibili, soprattutto in prossimità di ospedali, pronto soccorso e altre zone ampiamente frequentate come strade e piazze. Per quanto possibile mi attiverò per trovare le risorse, ma mi aspetto che il Comune si attivi al più presto“. Lo afferma il consigliere di Forza Italia a Sala delle Lapidi, Marianna Caronia.

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