Furbetti del Reddito di cittadinanza: a Catania 78 denunciati

La guardia di finanza del comando provinciale di Catania ha denunciato 78 persone che avrebbero percepito, senza averne titolo, il Reddito di cittadinanza, per un danno alle casse dello Stato da 1,2 milioni di euro. Tra loro un giocatore amante delle scommesse online illegali che ha vinto oltre mezzo milione di euro, il destinatario di un’eredità da 400 mila euro, il proprietario di quattro appartamenti, un magazzino e di un’autorimessa, pregiudicati per reati mafiosi e lavoratori ‘in nero’.

Tra quest’ultimi anche persone che si sono licenziate per potere percepire illecitamente il sussidio. Le truffe sono state scoperte da accertamenti avviati da militari della compagnia della guardia di finanza di Catania in stretta collaborazione con l’Inps. Ai 78 ‘furbetti’ del Reddito di cittadinanza, indagati anche per falsità ideologica commessa da privato in atto pubblico, è stata sospesa l’erogazione del beneficio. Seguirà l’iter per il recupero delle somme illecitamente percepite. La loro posizione è al vaglio della Procura distrettuale etnea.

Fonte Ansa

Vaccino anti Covid ai familiari: sospesi due dirigenti dell’Asp di Ragusa

Due dirigenti dell’Asp di Ragusa sono stati sospesi dal servizio per 30 giorni dopo gli accertamenti disposti dall’assessorato alla Salute della Regione Siciliana sui ‘furbetti’ del vaccino anti Covid, persone a cui sarebbero stata somministrata la prima dose senza vaccino senza essere in lista. Il provvedimento, firmato dal direttore generale dell’Azienda sanitaria provinciale di Ragusa, Angelo Aliquò, riguardano due dirigenti in servizio nel centro di vaccinazione di Scicli: il responsabile e la sua vice.

Dai primi accertamenti disposti dall’assessore Ruggero Razza e dalle indagini dei carabinieri del Nas sarebbe emerso che i vaccini sono stati inoculati alcuni familiari dei due dipendenti dell’Asp che non erano in lista e non ne avevano diritto.

La mafia di riorganizza: a Palermo 16 fermi

La Dda di Palermo ha disposto il fermo di 16 persone accusate di associazione mafiosa, tentato omicidio, estorsioni, danneggiamenti, minacce aggravate, detenzione abusiva di armi da fuoco. L’indagine, coordinata dal procuratore Francesco Lo Voi e dal procuratore aggiunto Salvatore De Luca e condotta dal Nucleo Investigativo dei carabinieri di Palermo, riguarda il “mandamento” mafioso di Tommaso Natale e, in particolare, le “famiglie” di Tommaso Natale, Partanna Mondello e ZEN – Pallavicino.

Tra gli indagati anche un capomafia storico: Giulio Caporrimo che, tornato in libertà dopo una lunga detenzione, a maggio 2019, ha dovuto fare i conti con la nuova leadership di Francesco Palumeri, asceso al vertice del clan dopo la riorganizzazione degli assetti mafiosi seguita agli arresti disposti con l’inchiesta Cupola 2.0 Caporrimo, dopo essere stato scarcerato, si è ritrovato a dover sottostare a Palumeri del quale, però, secondo gli inquirenti, non avrebbe mai riconosciuto la leadership e che non avrebbe ritenuto all’altezza dell’ incarico. Il boss, emerge sempre dall’inchiesta, contestava anche le decisioni assunte dai nuovi vertici del clan perché contrarie all'”ortodossia” mafiosa e a una delle regole principali dell’organizzazione: quella secondo la quale si è mafiosi fino alla morte e si mantiene il proprio incarico di vertice anche durante la detenzione. Non considerando Palumeri un reggente, riottenuta la libertà, Caporrimo ha deciso di stabilirsi a Firenze per prendere le distanze dall’organizzazione che, nelle intercettazioni, arrrivava a definire non “cosa nostra” ma “cosa come vi viene”.

L’allontanamento da Palermo del capomafia ha confermato la piena operatività delle decisioni prese dalla nuova commissione provinciale. E Palumeri, in quanto portavoce e vice del boss Calogero Lo Piccolo, figlio dello storico padrino Salvatore Lo Piccolo, ha acquisito il titolo per imporsi sul suo rivale. Cosa nostra, organizzazione verticistica disciplinata da “regole” precise, si è trovata davanti a un bivio (Bivio è anche il nome dell’indagine): accettare l’ organismo provinciale della commissione, oppure, rimettere in discussione tutto attraverso le persone più carismatiche nel tempo rimesse in libertà, come Caporrimo. Dopo aver trascorso un periodo di isolamento a Firenze, Caporrimo l’11 aprile del 2020 è tornato a Palermo riuscendo in poco tempo ad accentrare nuovamente su di sé i poteri dell’intero “mandamento” ed evitando gli spargimenti di sangue che pure era disposto ad affrontare. Appoggiato dalla sua base mafiosa sul territorio (si sono rivelati suoi fedeli alleati Antonino Vitamia – capo della famiglia di Tommaso Natale, Franco Adelfio – uomo d’onore di Partanna Mondello, e Giuseppe Cusimano – ai vertici della famiglia ZEN/Pallavicino) tornato a Palermo, ha dunque ripreso in mano le redini del mandamento.

Ecco l’elenco degli indagati nell’operazione antimafia Bivio dei carabinieri: Francesco Adelfio, 39 anni, Andrea Barone, 21 anni, Carmelo Barone 59, Marcello Bonomolo, 47 anni, Pietro Ciaramitaro, 32 anni, Giuseppe Cusumano, 37 anni, Francesco Finazzo, 64 anni, Salvatore Fiorentino, 38 anni, Sebastiano Giordano, 22 anni, Francesco L’Abbate, 46 anni, Andrea Mancuso, 22 anni, Francesco Palumeri, 60 anni, Giuseppe Rizzuto, 33 anni, Baldassare Rizzuto, 24 anni, Antonino Vitamia 56 anni, Michele Zito 46 anni.

Fonte Ansa

Movida Palermo: chiusi tre locali

Prosegue l’attività di controllo della Polizia Municipale per il rispetto delle misure di contrasto e contenimento della diffusione del Covid-19.

Nel corso del weekend gli agenti del Nucleo controllo attività economiche e produttive hanno effettuato numerosi controlli sia nei contesti della movida che in altre attività, comminando sanzioni per complessivi 48.700 Euro. Gli esercizi erano privi della prescritta autorizzazione per la somministrazione di alimenti e bevande, della registrazione sanitaria, dell’autorizzazione per la vendita al dettaglio di prodotti alimentari, del Piano di autocontrollo HACCP e dell’ attestato di alimentarista.

Tre attività di somministrazione, prive di denominazione di insegna, rispettivamente in via Giuseppe Piazzi, via Maqueda e via Calderai sono state sottoposte a sequestro cautelare amministrativo perché sprovviste della prescritta SCIA. In via Piazzi era in corso attività di somministrazione di alimenti e bevande al banco con sette avventori presenti all’interno, dediti alla consumazione di alimenti, bevande alcoliche e superalcoliche.Tutti e tre i gestori sono stati sanzionati per un importo complessivo pari a circa 14.500 euro ciascuno.

I pubblici esercizi di via Maqueda e via Calderai non ottemperavano all’obbligo di esporre all’ingresso del locale un cartello che riportasse il numero massimo di persone ammesse contemporaneamente all’interno e, per questo, sono stati sanzionati per inottemperanza alle misure di contrasto dell’epidemia da Covid19. Il gestore è stato anche sanzionato per inottemperanza alla sospensione delle attività dei servizi di ristorazione e tutti gli avventori sono stati identificati e sanzionati per inosservanza del divieto di spostamento dalle ore 22 alle ore 05 del giorno successivo, senza giustificato motivo con verbale di 400 euro ciascuno e del divieto di assembramento, con ulteriore verbale, anch’esso di 400 euro ciascuno.

Infine, gli agenti hanno verificato la violazione dei sigilli di un locale di via Mendola, già sottoposto a sequestro cautelare amministrativo nello scorso mese di dicembre. L’esercizio di via Calderai, inoltre, è stato sottoposto contestualmente a sequestro penale su disposizione del PM di turno, per gravi ed evidenti carenze igienico-sanitarie ed il cattivo stato di conservazione degli alimenti.
All’atto del sopralluogo, è stato accertato che all’ingresso i sigilli erano mancanti, infranti e danneggiati e, di conseguenza, il titolare/custode è stato indagato per violazione colposa dei doveri inerenti la custodia di cose sottoposte a sequestro, per violazione e danneggiamento di cose sottoposte a sequestro e per avere asportato arbitrariamente tutte le derrate alimentari detenute all’interno dell’immobile.

Covid-19, controlli nei mercati rionali di Palermo: venditore di abbigliamento sanzionato e denunciato

Continuano i controlli della Polizia Municipale sul rispetto delle misure di contenimento al Covid-19.

Gli agenti del Nucleo controllo attività commerciali su area pubblica, in servizio per il controllo del mercato rionale di Partanna Mondello, hanno sanzionato un venditore che non rispettava le prescrizioni relative al commercio al dettaglio previste dal DPCM del 14 gennaio e lo hanno denunciato per invasione del suolo pubblico. L’uomo vendeva capi di abbigliamento per adulti usati, posti in esposizione su rastrelliere di metallo posizionate sulla sede stradale, violando le disposizioni del DPCM.

Ammontano a complessivi 882 euro le sanzioni elevate durante il controllo. II venditore è stato sanzionato sia per avere commerciato prodotti non consentiti, che per avere esercitato l’attività di vendita senza la prescritta autorizzazione e denunciato per aver invaso circa 50 metri quadrati di suolo pubblico. L’attività di vendita è stata interrotta ed è stato intimato l’immediato ripristino dello stato dei luoghi, che il soggetto ha effettuato immediatamente in presenza degli agenti.

Covid. Norme violate, polizia municipale chiude tre pub

Tre pub a Palermo sono stati sequestrati dal nucleo controllo attività economiche e produttive della polizia municipale nel corso dello scorso week end e nell’ambito dei controlli per il rispetto delle misure di contenimento al Covid 19 nei contesti della movida.
Le chiusure sono scattate in via Roma, in via Mazzini e in via Ricasoli in quest’ultimo caso su segnalazione dei residenti della zona. Tutte e tre le attività erano aperte malgrado i divieti imposti sulle norme anti Covid con i clienti trovati a consumare sul posto bevande ed alimenti. I tre locali sono stati posti sotto sequestro cautelare amministrativo per cinque giorni con apposita affissione di sigilli, per inottemperanza al divieto di somministrazione di alimenti e bevande sul posto.

I gestori sono stati sanzionati per inottemperanza alla sospensione delle attività dei servizi di ristorazione con verbali di 400 euro, ciascuno e per inottemperanza alle misure di prevenzione e contenimento contenute nelle linee guida allegate ai DPCM, nello specifico per assembramento. Tutti gli avventori sono stati identificati e sanzionati per inottemperanza al divieto di spostamento dalle ore 22:00 alle ore 05,00 del giorno successivo, senza giustificato motivo, anche in questo caso con verbale di 400 euro per ciascuno ed, inoltre, per inottemperanza al divieto di assembramento e all’obbligo di mantenere una distanza di sicurezza interpersonale di almeno 1 metro, con ulteriore verbale di  400 euro a testa.

Per il sindaco Leoluca Orlando si tratta di “un intervento che conferma la necessità che tutti rispettino le regole e che tutti comprendano il pericolo del contagio. Più che la paura delle sanzioni è importante la gravità delle conseguenze sanitarie delle proprie azioni. In ogni caso, ben vengano i controlli contro chi, credendosi più furbo, è solo più incosciente”, mentre il vice sindaco Fabio Giambrone sottolinea che si tratta della “conferma dell’impegno e della professionalità della Polizia Municipale, in raccordo con le altre Forze dell’ordine, perché tutti si adeguino alle regole, che vuol dire avere rispetto per la salute e per la vita“.

Palermo, incendiato l’asilo Peter Pan, Orlando: “Chi danneggia un asilo ruba il futuro ai bambini”

PALERMO – In fiamme l’asilo Peter Pan, la struttura che ospita 50 bambini presenta un impianto antincendio regolarmente funzionante e il materiale è ignifugo ai sensi di legge.

Il sindaco Leoluca Orlando ha detto: “Criminali e farabutti! Chi danneggia, incendia, deruba e vandalizza un asilo ruba il futuro ai bambini e alle bambine di Palermo. Spero che gli autori del gravissimo attacco al ‘Peter Pan’ siano immediatamente identificati e colpiti con tutta la durezza che il loro comportamento ignobile merita“.

L’assessora Giovanna Marano ha aggiunto: “Ancora un atto vile e indegno, un attacco violento, ancora più violento che in passato contro un asilo comunale. Un attacco contro i più piccoli e contro le famiglie, cui serve dare una risposta da parte di tutta la comunità scolastica”. 

Sul posto anche il consigliere comunale Massimo Giaconia, con il vicepresidente della Sesta Circoscrizione, Roberto Li MuliI nostri occhi, purtroppo, hanno visto uno scenario tenebroso che ci ha lasciato sgomenti e fatto pensare per qualche istante che non ci fosse speranza.
Il “Peter Pan”, negli anni è stato più volte oggetto di intrusioni, furti e atti vandalici, per questo le iniziative che abbiamo promosso insieme alla VI Circoscrizione, al personale e i genitori dell’asilo nido, alla Parrocchia, all’associazione Associazione San Giovanni Apostolo onlus
e ai residenti, sono stati diversi. Abbiamo sempre tentato, attraverso iniziative finalizzate ad aumentare il senso di appartenenza verso questa magnifica struttura, che si evitasse quello che è accaduto oggi. Purtroppo, non ci siamo riusciti. Dobbiamo riprendere con le attività nel quartiere, dobbiamo farlo con maggiore costanza e la consapevolezza che la stragrande maggioranza degli abitanti del quartiere San Giovanni Apostolo non sono come quelli che hanno incendiato l’asilo nido, piuttosto è gente che va incoraggiata a credere che il loro quartiere può cambiare, che può diventare un luogo sicuro dove vivere e crescere bene i propri figli. Leoluca Orlando, sindaco di Palermo
e l’Assessore alla Scuola Marano, anche loro sul posto, hanno assicurato che già lunedì i tecnici e le maestre del Comune saranno all’opera per quantificare i danni e predisporre gli interventi necessari al ripristino della struttura“.

.

KFC Palermo, multa per il “re del pollo fritto”: una settimana fa l’apertura. I dettagli

Prime sanzioni per Kentucky Fried Chicken, meglio conosciuto come KFC.

La Polizia Municipale ha sanzionato l’amministratore del negozio KFC, la catena di ristorazione americana specializzata nella vendita del pollo fritto, che di recente ha aperto il punto vendita di via Notarbartolo, a Palermo. Il motivo? Nel capoluogo siciliano è stato sequestrato un autocarro che trasportava illecitamente rifiuti. Gli agenti del Nucleo tutela decoro e vivibilità urbana hanno sorpreso e fermato un uomo di 46 anni, intento a scaricare dal mezzo 33 sacchi di spazzatura. Alla persona è stato chiesto di aprire i sacchi per controllarne il contenuto, dentro la quale gli agenti della Polizia Municipale hanno riscontrato la presenza di rifiuti appartenenti al fast food. L’uomo, che non aveva alcuna autorizzazione allo smaltimento dei rifiuti, ha dichiarato agli agenti di percepire il Reddito di Cittadinanza e che stava semplicemente svolgendo una cortesia per una persona amica che lavora nella ditta.
Per il trasportatore è subito scattata una multa, in quanto circolava liberamente nonostante il divieto imposto dal Decreto Natale, mentre il mezzo è stato sottoposto in regime dissequestro. Successivamente gli agenti hanno anche effettuato un sopralluogo nella sede dell’attività commerciale KFC, dove hanno sanzionato il responsabile del personale e dello smaltimento dei rifiuti, in quanto non erano state rispettate le normative ambientali di raccolta differenziata.

Spiace che imprenditori che decidono di investire in città, non prestino la necessaria e doverosa attenzione al rispetto delle norme locali. A maggior ragione per il danno materiale e d’immagine arrecato alla città oltre che a quello della propria azienda”. Lo ha dichiarato il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando.

 

Ambiente, traffico rifiuti nel Messinese e nel Catanese: sequestrati 2 impianti di smaltimento

I carabinieri per la Tutela ambientale e del Comando Provinciale di Messina insieme ai militari dell’Arma di Catania e Siracusa, stanno dando esecuzione a 16 misure cautelari emesse dal gip, su richiesta della D.D.A di Messina, e a decreti di sequestro preventivo di due impianti di smaltimento e compostaggio di Giardini Naxos (ME) e Ramacca (CT). L’operazione, che ruota attorno alla società Eco-Beach, ha colpito un’organizzazione criminale che operava nella Sicilia orientale. Gli indagati rispondono, a vario titolo, di associazione a delinquere, corruzione, traffico illecito e smaltimento illecito di rifiuti pericolosi.

Fonte: Ansa

Covid 19 e movida: la polizia municipale sequestra pub e multa il gestore per assembramento

Prosegue l’attività della Polizia Municipale finalizzata al controllo del rispetto delle misure di contenimento al Covid 19 nelle zone della movida. Ieri sera, alle ore 20,15, all’atto di un controllo ispettivo nelle traverse di via Roma, gli agenti del nucleo controllo attività economiche e produttive hanno accertato che in un pub era in corso attività di somministrazione di alimenti e bevande alcoliche e superalcoliche sia ai tavoli che nell’area esterna di pertinenza del locale e che, al momento del sopralluogo, erano presenti 48 avventori dediti alla consumazione.

Il locale è stato posto sotto sequestro cautelare amministrativo per cinque giorni e il gestore sanzionato per inottemperanza alla sospensione delle attività dei servizi di ristorazione con un verbale di quattrocento euro. Allo stesso gestore è stato inoltre contestato un altro verbale, anch’esso di quattrocento euro, per violazione del divieto di assembramento.

Aggiungere alla collezione

Nessuna raccolta

Qui troverai tutte le collezioni che hai creato prima.