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Cronaca

Vaccino anti Covid ai familiari: sospesi due dirigenti dell’Asp di Ragusa

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Due dirigenti dell’Asp di Ragusa sono stati sospesi dal servizio per 30 giorni dopo gli accertamenti disposti dall’assessorato alla Salute della Regione Siciliana sui ‘furbetti’ del vaccino anti Covid, persone a cui sarebbero stata somministrata la prima dose senza vaccino senza essere in lista. Il provvedimento, firmato dal direttore generale dell’Azienda sanitaria provinciale di Ragusa, Angelo Aliquò, riguardano due dirigenti in servizio nel centro di vaccinazione di Scicli: il responsabile e la sua vice.

Dai primi accertamenti disposti dall’assessore Ruggero Razza e dalle indagini dei carabinieri del Nas sarebbe emerso che i vaccini sono stati inoculati alcuni familiari dei due dipendenti dell’Asp che non erano in lista e non ne avevano diritto.

Cronaca

Rifiuti, Rap: “Sospeso servizio ritiro ingombranti a domicilio e limitato servizio di spazzamento”

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Visto il protrarsi, dallo scorso 26 gennaio, dello stato di agitazione proclamato dalle Organizzazioni Sindacali, con lo scopo di garantire la continuità e l’efficienza dei servizi afferenti alla raccolta rifiuti fino a giorno 15 febbraio sarà sospeso il servizio di ritiro ingombranti a domicilio e sarà limitato il servizio di spazzamento, ad eccezione del centro storico cittadino e dello svuotamento dei cestini gettacarte.

Le maestranze assegnate ai sopradetti servizi, nonché quelli in quota parte non indispensabili (es: i servizi a terzi che saranno parzialmente assicurati) saranno, temporaneamente, destinate all’area Raccolta indifferenziata per gli svuotamenti dei cassonetti dove insistono maggiori criticità e per eliminare, eventuali, accumuli di rifiuti presso le postazioni. Il personale interessato riguarda autisti e operai, compreso quelli da adibire a interventi straordinari laddove necessario l’ausilio delle pale meccaniche.

Le azioni intraprese– spiega il presidente della RAP Giuseppe Norataservono a mitigare e limitare l’insorgenza di una emergenza igienico sanitaria aggravata dalla corrente crisi da COVID” .

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Coronavirus

Violazione norme anti Covid: chiusi quattro locali a Palermo

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Sono quattro i locali che sono stati chiusi dalla polizia municipale nel week end appena trascorso per il mancato rispetto delle misure anti covid e per ulteriori contestazioni anche di carattere penale.

Le operazioni di controllo da parte degli Agenti del Nucleo controllo attività produttive si sono svolte nel centro storico della città. A Ballarò, due locali sono stati trovati aperti oltre l’orario consentito e nessuno dei due aveva la necessaria autorizzazione all’attività.

In uno di questi gli Agenti hanno riscontrato la presenza di alimenti e bevande per la somministrazione ed un cospicuo quantitativo di beni di dubbia provenienza, motivo per il quale è scattato il sequestro, già convalidato dalla competente autorità giudiziaria, per l’ipotesi di reato di ricettazione. In particolare all’interno del locale sono stati trovati televisori, biciclette, quadri, orologi e candelabri monumentali, porcellane pregiate, amplificatori audio professionali, tappeti di pregio, orologi da polso, motori elettrici per idraulica insieme a denaro contante e una cassetta in metallo, con all’interno numerosi attrezzi ed utensili compatibili con una presunta attività di scasso.

Come detto, il locale su disposizione del Magistrato di turno, è stato posto sotto sequestro e il gestore, un quarantanovenne pregiudicato è stato segnalato all’autorità giudiziaria per l’ipotesi di ricettazione e riciclaggio.

A ciò si aggiunge che nelle due operazioni a Ballarò sono state elevate sanzioni pecuniarie rispettivamente per 6.500 euro e per 11.500 per mancanza di autorizzazioni amministrative e sanitarie e per la violazione al DPCM, in quanto gli esercizi erano privi del cartello riportante il numero massimo di persone ammesse all’interno. In un caso sono state riscontrate anche gravi carenze igienico-sanitarie.
Un secondo sopralluogo è stato effettuato in via Maqueda, dove in un Internet point di pochi metri quadrati erano presenti 7 clienti tutti privi di mascherine.
Il locale è stato posto sotto sequestro per 5 giorni, sanzione accessoria prevista per le violazioni al DPCM e alle linee guida allegate, sia perché non esponeva all’ingresso del locale il cartello riportante il numero massimo di persone ammesse contemporaneamente, sia perché erano violate le misure di contenimento del contagio. Tutti i clienti che si trovavano all’interno hanno ricevuto una sanzione di 800 euro a testa per l’inosservanza del divieto di assembramento, nonché per il mancato uso della mascherina.

Infine, in Corso Vittorio Emanuele è stato individuato un locale aperto al pubblico dove si effettuava la somministrazione di alimenti e bevande con sequestro di cinque giorni, I 4 clienti che si all’interno sono stati sanzionati con una multa di 400 euro.

Per il Vicesindaco Fabio Giambrone con delega alla Polizia Municipale, “questo intervento operato dalla Polizia Municipale, conferma l’importanza del lavoro di controllo svolto nel territorio, un controllo indispensabile per il contrasto di fenomeni illegali ma ancor di più indispensabile oggi perché a comportamenti irregolari e irresponsabili corrisponde un rischio sanitario per la collettività“.

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Catania

Furbetti del Reddito di cittadinanza: a Catania 78 denunciati

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La guardia di finanza del comando provinciale di Catania ha denunciato 78 persone che avrebbero percepito, senza averne titolo, il Reddito di cittadinanza, per un danno alle casse dello Stato da 1,2 milioni di euro. Tra loro un giocatore amante delle scommesse online illegali che ha vinto oltre mezzo milione di euro, il destinatario di un’eredità da 400 mila euro, il proprietario di quattro appartamenti, un magazzino e di un’autorimessa, pregiudicati per reati mafiosi e lavoratori ‘in nero’.

Tra quest’ultimi anche persone che si sono licenziate per potere percepire illecitamente il sussidio. Le truffe sono state scoperte da accertamenti avviati da militari della compagnia della guardia di finanza di Catania in stretta collaborazione con l’Inps. Ai 78 ‘furbetti’ del Reddito di cittadinanza, indagati anche per falsità ideologica commessa da privato in atto pubblico, è stata sospesa l’erogazione del beneficio. Seguirà l’iter per il recupero delle somme illecitamente percepite. La loro posizione è al vaglio della Procura distrettuale etnea.

Fonte Ansa

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