Coronavirus, il bollettino in Italia del 20 aprile: 108.237 i positivi, 48.877 i guariti

Il Dipartimento di Protezione Civile, come di consueto, ha emesso alle ore 18:00 il bollettino ufficiale sulla situazione relativa alla diffusione e al contagio del Coronavirus nel nostro Paese. Di seguito i dati reali aggiornati ad oggi, lunedì 20 aprile 2020.

Casi attuali: 108.237

Deceduti: 24.114 (+454, +1,9%)

Dimessi/Guariti: 48.877 (+1.822 , +3,9%)

Ricoverati in Terapia Intensiva: 2.573 (-62, -2,4%)

Totale casi: 181.228 (+2.256, +1,3%)

Coronavirus, il bollettino in Sicilia del 20 aprile: 2.210 i positivi, boom di guariti

Questo il quadro riepilogativo della situazione nell’Isola, aggiornato alle ore 16 di oggi (lunedì

20 aprile), in merito all’emergenza Coronavirus, così come comunicato dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale.

Dall’inizio dei controlli, i tamponi effettuati sono stati 51.373 (+1.601 rispetto a ieri).

Di questi sono risultati positivi 2.759 (+42), mentre, attualmente, sono ancora contagiate 2.210 persone (+8), 346 sono guarite (+31) e 203 decedute (+3). Degli attuali 2.210 positivi, 565 pazienti (+2) sono ricoverati – di cui 39 in terapia intensiva (-2) – mentre 1.645 (+6) sono in isolamento domiciliare.

Il prossimo aggiornamento regionale avverrà domani. Lo comunica la presidenza della Regione Siciliana.

Palermo, è ricercato ma allestisce pub abusivo: arrestato un ventisettenne

Arrestato a Palermo un ventisettenne di nazionalità tunisina.

Il ragazzo, che ha allestito un pub abusivo all’Albergheria violando i divieti imposti per la pandemia da Coronavirus – nonostante dovesse già scontare una condanna a tre anni -, è stato fermato dagli agenti del commissariato Oreto-Stazione.

I controlli sono scattati grazie a una segnalazione arrivata alla centrale operativa della Questura attraverso l’applicazione “Youpol”. Gli agenti hanno tratto in arresto e condotto ai Pagliarelli il ventisettenne, sanzionato per l’esercizio abusivo del locale, oltre che per la violazione delle misure per il contenimento del Covid-19. Sanzioni anche per un 17enne e un 45enne che erano con l’arrestato.

Coronavirus, strage nella casa di cura di Villafrati: salgono a 13 le vittime per Covid-19

Salgono a 13 le vittime per Coronavirus nella casa di cura di Villafrati.

Continuano ad aumentare i decessi per Covid-19 tra gli ospiti della Rsa Villa delle Palme a Villafrati, il comune della provincia di Palermo – dove si è sviluppato uno dei focolai in Sicilia -, dichiarato “Zona Rossa” dal Presidente della Regione, Nello Musumeci.

La nuova vittima, è un uomo che si è spento nel Covid Hospital di Partinico, dove era ricoverato da alcuni giorni. Nella Rsa sono stati registrati complessivamente 74 casi di persone positive al Coronavirus, 60 tra gli anziani ospiti  – 13 dei quali deceduti- e 24 tra gli operatori sanitaria della struttura.

Coronavirus, ecco quando cesseranno i contagi: al Sud a fine aprile

Quale sarà il giorno del contagio zero? Secondo le stime dell’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane, coordinato da Walter Ricciardi e dal dottore Alessandro Solipaca, lo stop ai nuovi casi di Coronavirus avverrà in date diverse a seconda delle regioni.

Nel Sud Italia, in particolare, l’azzeramento dei nuovi contagi da Covid-19 dovrebbe iniziare ad avvenire tra la fine del mese di aprile e l’inizio di maggio. “L’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane ha effettuato una analisi con l’obiettivo di individuare, non la data esatta, ma la data prima della quale è poco verosimile attendersi l’azzeramento dei nuovi contagi e si basa sui dati messi a disposizione quotidianamente dalla Protezione Civile dal 24 febbraio al 17 aprile”, ha spiegato il dottor Solipaca.

Dunque, le prime regioni ad uscire definitivamente dal contagio da Coronavirus potrebbero essere Basilicata e Umbria, ultime Lombardia e Marche, si ipotizza non prima del 28 giugno.

 

 

 

“Sono Papa Francesco”: il Santo Padre telefona al sindaco di Siracusa

Una telefonata improvvisa: “Pronto? Sono papa Francesco e non è uno scherzo”. Il sindaco di Siracusa, Francesco Italia, ieri pomeriggio ha ricevuto la chiamata da Papa Francesco. Lo ha rivelato lo stesso primo cittadino. “Quando ho compreso che era lui mi sono emozionato. Il Santo Padre ha ricevuto nei giorni scorsi una lettera particolarmente accorata di un siracusano che ha esposto i problemi della città in relazione all’emergenza Covid-19 e al Papa ha chiesto una benedizione per Siracusa. Lui ha preferito contattarmi dicendomi che è vicino a Siracusa e che prega per noi, allo stesso modo farò io per lui”, sono state le sue parole.

FASE 2 in Sicilia, De Luca: “Servono decisioni chiare e immediate. Sarà caos popolare se…”

“Per la situazione che ci apprestiamo a vivere chiediamo decisioni immediate e chiare, soprattutto per quelle che devono essere le precondizioni per poter ripartire”.

Lo ha detto il sindaco di Messina, Cateno De Luca. “È essenziale una decisione in merito alle condizioni che in ogni contesto pubblico e privato, attività economiche e non, occorre applicare per tale seconda fase, onde evitare rischi che ci facciano ripiombare nella pandemia. La guerra nord contro sud non serve, non risolve il problema anzi ci indebolisce. Alcune decisioni devono riguardare tutto il territorio nazionale, fermo restando che ogni regione ha il dovere di definire una strategia aggiuntiva rispetto a quella che è un’evidente differenziazione del contagio all’interno del territorio italiano. Qualcuno si prenda la responsabilità di decidere cosa e come fare. Assistere a proclami estemporanei, in cui si annunciano improvvisi allentamenti alle restrizioni, senza aver stabilito le condizioni che ciascuno di noi deve rispettare in ossequio alla nuova fase di ‘libertà vigilata’, che ci aspetta per almeno un anno – fino al vaccino per intenderci – significa vanificare i sacrifici fatti e ricadere nell’identica situazione di due mesi fa. Si faccia in fretta, per evitare che tale insicurezza, sfoci in dissenso popolare, con il rischio di plateali manifestazioni di ribellione”, ha concluso.

Coronavirus, il commissario dell’ospedale di Sciacca annuncia: “Focolaio circoscritto”

Il focolaio di Sciacca è stato circoscritto.

Lo ha annunciato Alberto Firenze, commissario ad acta per l’emergenza COVID-19 presso la Direzione Sanitaria degli Ospedali Riuniti “Sciacca-Ribera”, in una nota. “Un lavoro complesso anche perchè portato avanti in un clima all’esterno a volte ostile ed esasperato da polemiche politiche locali che nulla hanno a che fare con la fase di emergenza Coronavirus, ma che ci ha permesso, grazie alla collaborazione di parte del personale interno motivato, di raggiungere gli obiettivi che ci eravamo prefissati nei primi trenta giorni di lavoro incessante: continuo a portare avanti il mio lavoro con il solo obiettivo di mettere in sicurezza pazienti e operatori sanitari”, ha spiegato.

Negli ospedali riuniti di Sciacca-Ribera, indicati dalla Regione siciliana come area Covid, sono stati creati venti posti letto nei locali dell’ex Unità Operativa di Medicina. Inoltre, è stata realizzata una terapia intensiva a pressione negativa con percorsi, zone prefiltro/filtro e montalettighe dedicato, per un numero massimo di dieci posti letto. Ed è stato creato per i pazienti non affetti da Coronavirus, attraverso il pronto soccorso generale, l’accesso ai reparti di ginecologia e ostetricia, pediatria, cardiologia con emodinamica, psichiatria, oncologia, urologia e chirurgia generale comprese le unità di ortopedia e otorinolaringoiatria.

La terapia intensiva non Covid inoltre è stata strutturata in un blocco a parte con percorso sanificato e senza commistione di areazione con le aree Covid. “L’organizzazione che ci siamo dati mette al sicuro i pazienti perché non c’è possibilità di contatti”, ha concluso Firenze.

FASE 2 in Sicilia, la Regione pensa agli sport: dal tennis al nuoto, ecco chi può ripartire il 4 maggio

“È difficile immaginare che ci siano altre deroghe prima del 4 maggio”. Lo ha detto l’assessore allo Sport, Manlio Messina, intervenuto ai microfoni del ‘Giornale di Sicilia’, in merito alla ripartenza dello sport in Sicilia. Con la nuova ordinanza, infatti, Nello Musumeci ha dato il via libera per l’attività motoria. Dunque, accontentati i runners, anche chi pratica altri sport avrebbe iniziato a chiedere deroghe alla Regione.

“Il timore – dicono dalla Regione – è che in tanti raggiungano le spiagge, dove è impossibile controllare il rispetto di distanze di sicurezza e divieto di assembramenti”. Messina, inoltre, ha confermato che la Regione pensava “di permettere di giocare a tennis e a padel, ma non possiamo aprire i circoli perché ciò imporrebbe di far lavorare il personale e quindi di allargare il numero di quanti sono autorizzati a uscire di casa”. Inoltre, gli spogliatoi rappresentano un vero e proprio problema, essendo ritenuti ambienti a rischio. “Chi potrà tornare ad allenarsi dal 4 maggio? Chi gioca a tennis e padel potrà ricominciare di sicuro. In genere gli sport singoli e che si possono praticare all’aperto e dove non è previsto il contatto fra atleti verranno consentiti. Mentre non sarà così per gli sport di squadra e quelli che provocano contatto”.

Dal 4 maggio, quindi, chi pratica sport senza contatto potrebbe tornare ad allenarsi: tennis, nuoto e con ogni probabilità anche golf, padel e simili. Per chi, invece, pratica sport di squadra e quello dove c’è contatto, i tempi saranno più lunghi. Difficile, inoltre, la ripartenza degli sport motoristici, ritenuti ad alto rischio infortunio.

Coronavirus, l’assessore Razza su vicenda Siracusa: “Sono emerse delle responsabilità”

“Ho ricevuto la prima relazione sulla gestione della emergenza Coronavirus in provincia di Siracusa”. Così l’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, che si è espresso in merito alla prima relazione del Covid Team inviata dalla Regione all’Asp di Siracusa.

“Si tratta del documento redatto dal Covid team, che ho nominato, grazie al quale sono state ridefinite le criticità emerse con particolare riguardo ai percorsi dell’ospedale Umberto I. È un lavoro certosino che ha impegnato professionalità di altissimo livello, realizzato con le modalità delle perizie di polizia giudiziaria e che dimostra chiaramente come ci sia stato un prima e un dopo, evidenziando soprattutto la necessità delle modifiche apportate al piano organizzativo – ha proseguito -. Medici straordinariamente capaci come quelli che operano all’Umberto I meritano anzitutto l’apprezzamento per i risultati conseguiti sul piano clinico, ma sono emerse responsabilità. Il rispetto nei confronti dei cittadini e del personale sanitario, mi impone la trasmissione della relazione al servizio ispettivo del dipartimento Attività sanitarie per l’adozione dei conseguenti provvedimenti. Eppure il dato epidemiologico della provincia di Siracusa oggi appare configgente con una parte della opinione pubblica che ritiene il sistema sanitario aretuseo non in grado di poter affrontare il permanere del contagio da Coronavirus. Ovviamente non è così. Non mi sono mai piaciuti i processi sommari o le delegittimazioni di massa, non me lo impone solo la mia coscienza, ma ricordo a tutti che il rispetto del principio per il quale chi sbaglia paga vale ad ogni latitudine”, ha concluso.

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