Coronavirus, Sindaco De Luca: “Grave situazione nelle baraccopoli a Messina”

“In città ci sono luoghi come le baraccopoli dove questo periodo di emergenza da Covid-19 è vissuto in modo ancora più complicato. Purtroppo ho dovuto ordinare a circa 2.500 famiglie, che già vivono in questa situazione di disagio, di restare nelle baracche coperte di amianto. In un ambiente, come dimostrato anche dalle statistiche, dove l’aumento di mortalità per alcune patologie è più incisivo. Questi cittadini hanno fatto un grande sacrificio e li ringrazio”.

Lo ha dettoil sindaco di Messina, Cateno De Luca, che ha poi proseguito: “Richiamo l’attenzione di tutta la classe politica nazionale su una vicenda che ci trasciniamo da più di 100 anni, perché addirittura abbiamo in qualche zona testimonianze delle baracche del post terremoto del 1908”.

Imprese, Filca Cisl: “Ben vengano ammortizzatori sociali, ma serve ripartire in sicurezza”

“Accogliamo con soddisfazione la notizia dell’erogazione della cassa integrazione ai lavoratori che ne hanno fatto richiesta, ma è necessario che adesso ci si attivi per garantire una ripartenza, all’insegna della legalità e della sicurezza”.

Così, in una nota congiunta, il segretario della Filca Cisl regionale, Paolo D’Anca, e i segretari della Filca Catania, Nunzio Turrisi, della Filca Palermo-Trapani, Francesco Danese, della Filca Caltanissetta-Agrigento, Franco Sodano e della Filca Cisl Messina, Pippo Famiano. “Ben vengano gli ammortizzatori sociali, ma i lavoratori non vogliono vivere di sussidi e assistenza ma di lavoro regolare e soprattutto sicuro. Per l’edilizia questo momento può e deve rappresentare una nuova stagione per il suo rilancio e soprattutto per ribadire l’importanza di alcune garanzie imprescindibili, come la regolarità del settore e la sicurezza. Priorità, quest’ultime, che abbiamo ribadito più volte ma che purtroppo finora restano chimere, visto il numero ancora troppo alto di morti e infortuni sul posto di lavoro e la presenza molto forte di lavoro nero. Si calcola infatti che ogni quindici secondi si verificano 153 incidenti sul lavoro, di cui uno mortale. Serve siglare i protocolli preventivi per il contenimento del Covid 19 e il sindacato vigilerà sull’applicazione ma nel frattempo proseguiremo anche la nostra annosa battaglia per promuovere gli investimenti, potenziare le infrastrutture, e per ribadire l’accelerazione dei bandi di gara di molte opere che attendono di diventare cantieri”.

Parrucchieri ed estetisti, Ragusa chiede intervento a Musumeci: “Categoria chiede più tutele”

L’appello del presidente della commissione Attività produttive all’Ars, Orazio Ragusa, in una lettera indirizzata al presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci affinché il governatore valuti la possibilità di fare riaprire il prima possibile le attività di barbieri, parrucchieri ed estetiste.

“Gli operatori del settore benessere attendono una risposta anche perché la loro categoria possa essere tutelata – ha scritto l’on. Ragusa -. A cominciare dalla questione del fenomeno legato all’abusivismo che risulta essere in netta crescita visto che in molti, senza alcun tipo di cautela, lavorano con la saracinesca abbassata oppure vanno nei condomini o addirittura nei box auto per esercitare la professione totalmente in nero e senza rispettare le norme igienico sanitarie Covid-19. Poi c’è il problema finanziario visto che, allo stato attuale, sono quasi otto le settimane di inattività, circostanza che ha impedito di incassare un solo centesimo”.

“Mancano delle misure adeguate da parte del governo nazionale. E anche le 600 euro promesse non sono arrivate a tutti. Tra l’altro, senza che siano state bloccate le utenze, gli affitti e i mutui, le somme in questione non sono risultate affatto sufficienti neppure per coprire le spese in questione. In più, per la riapertura è chiesto il distanziamento sociale, le mascherine, le visiere, lavorare uno alla volta, separé, gel disinfettanti all’ingresso, termometro a infrarossi per misurare la temperatura a ogni cliente: tutte misure destinate a innalzare in maniera importante i costi di gestione. Ecco perché chiediamo al governatore siciliano di valutare l’adozione di misure ragionate ed equilibrate che, non mettendo a rischio la salute dei clienti, consentano però agli operatori di cui stiamo parlando di potersi rimettere in moto per dare un futuro alle loro attività”.

Coronavirus, Guardia di Finanza arresta a Catania latitante romeno durante controlli

Un romeno di 28 anni, V. G., latitante dallo scorso 13 giugno 2018 è stato arrestato nella giornata di oggi dalla Guardia di Finanza del comando provinciale di Catania durante controlli per il contenimento del contagio da Coronavirus. E’ successo all’ingresso del porto del capoluogo etneo.

L’uomo era ricercato dopo una sentenza definitiva emessa dal Tribunale di Frosinone per il reato di furto aggravato in concorso di 220 kg di rame: deve scontare due anni di reclusione. Nel corso dell’operazione, le Fiamme Gialle hanno anche controllato la persona che era con lui, ovvero suo fratello. Entrambi sono stati sanzionati amministrativamente per essersi allontanati dal proprio domicilio senza comprovate esigenze, adducendo futili motivi. Il ricercato, dopo le formalità di rito, è stato portato nella casa circondariale di Messina.

Coronavirus, il sindaco De Luca contesta il premier Conte: “Nuovo Dpcm una porcheria”

“Il nuovo provvedimento governativo ha fatto scalpore perché è figlio del ‘vorrei ma non posso’, grazie a una decisione non presa. Proprio in relazione a questo, noi del comune di Messina abbiamo invece deciso di decidere. A Conte dico che non ci stiamo. Non accetto il Dpcm entrato in vigore con queste scadenze scriteriate. Già da domani dunque porterò avanti il lavoro che non è stato fatto. Se serve, sono pronto anche a rischiare di essere dichiarato decaduto dalla carica di sindaco, ma comunque, visto che non lo fa Musumeci, chiederò a Conte di rimangiarsi la porcheria che ha servito agli italiani il 26 di aprile, non differenziando le misure per le varie regioni”.

Così il sindaco di Messina, Cateno De Luca. “Bisogna prendere atto della diffusione epidemiologica su tutto il territorio nazionale: il 70% è concentrato su quattro regioni del Nord. C’è una chiara distinzione territoriale che deve essere presa in considerazione. Quindi, alla luce di ciò, occorrono norme restrittive al centro-nord (in particolare Lombardia e Piemonte) e più flessibili per le regioni del sud, in cui il contagio è sotto la media nazionale, stabilendo comunque il criterio di libertà vigilata. Se infatti fossi io il Presidente del Consiglio autorizzerei i sindaci a fare accordi con i commercianti affinché non solo sia dato gratuitamente il suolo pubblico ma consentirei anche l’istallazione di bagni chimici uomo/donna in modo tale che si possano garantire le condizioni igienico-sanitarie, in deroga alle norme previste dai regolamenti. Servono dunque protocolli specifici che comunque garantiscano le aperture”.

Coronavirus, Musumeci pronto a ripartire: “Da Conte misure contraddittorie. No all’Italia a due velocità”

Ha definito “troppo stringenti o contraddittorie” le misure annunciate domenica sera dal premier Giuseppe Conte in vista della cosiddetta Fase 2 legata all’emergenza Coronavirus in Italia, soprattutto per quanto concerne l’apertura a giugno di alcune attività, come ad esempio barbieri e parrucchieri o bar e ristoranti. Stiamo parlando del presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci.

“Dico queste cose pur avendo adottato in Sicilia misure severe, che però hanno dato risultati. Occorre riuscire a coniugare la linea della prudenza con quella della ripartenza”. Un altro settore che suscita le preoccupazioni del Governatore per le ricadute economiche nell’Isola è quello del turismo. “Anche per questo motivo ho autorizzato i lidi balneari alla pulizia delle spiagge e a tutte le iniziative necessarie in attesa dell’apertura della stagione. Stiamo lavorando insieme ai presidenti delle Regioni per potere chiedere a Conte di rivedere alcune cose e tentare di salvare il salvabile. Prima però dobbiamo metterci d’accordo perché anche tra di noi c’è chi dice cose diverse”, ha dichiarato il Governatore della Sicilia ai microfoni di Telecolor. “In Sicilia non accettiamo più che ci siano due Italia e a due velocità diverse. Nel corso della cabina di regia ho detto al premier Conte che in Sicilia non sono tanto le risorse finanziarie di cui abbiamo bisogno quanto piuttosto la necessità di potere spendere presto e bene le risorse finanziarie che già ci sono. La stesse deroghe e gli stessi poteri straordinari che sono state previsti per il ponte Morandi potrebbero consentire nella nostra regione l’apertura, nel giro di pochi mesi, di tanti cantieri in grado di realizzare infrastrutture importanti e di dare lavoro”.

Infine, Musumeci si è espresso in merito alla richiesta di dimissioni avanzata da alcuni esponenti politici dell’opposizione nei confronti dell’assessore al Turismo Manlio Messina che ha pubblicato e poi rimosso sul suo profilo Facebook un fotomontaggio con il premier Conte in manette tra due carabinieri. “Si è trattato di un post infelice, tanto che io stesso ho chiesto all’assessore di rimuoverlo e me ne scuso con il presidente del Consiglio. Ma poiché si trattava soltanto di satira, le polemiche che ha sollevato mi sembrano francamente pretestuose. Per me l’incidente è chiuso”, ha concluso.

Coronavirus, Conte: “Non ci sono condizioni per ripartenza normale. Congiunti non sono amici, presto chiarimenti”

“Congiunti non sono gli amici, preciseremo presto la formula”, lo ha dichiarato il Premier Giuseppe Conte, che nella giornata di ieri, per la prima volta dall’inizio della quarantena, ha visitato la città di Milano per incontrare il governatore Fontana ed il sindaco Sala.

“Molti cittadini non sono rimasti contenti delle nuove misure. Lo vediamo ed è anche comprensibile, molti volevano tornare alla normalità – ha proseguito il Presidente del Consiglio dei ministri -. Ma non ci sono le condizioni per farlo, ancora. Stiamo attraversando la fase 2, quella della convivenza col virus. Non quella della liberazione dal virus. Un solo paziente, il paziente zero, ha portato l’Italia a questa situazione e oggi siamo a 105mila contagiati. Se affrontassimo questa fase 2 senza prudenza e responsabilità, avremmo la conseguenza di comportamenti imprudenti e irresponsabili e la curva epidemiologica sfuggirebbe di mano. Con questo provvedimento, noi manderemo a lavoro 4,5 milioni di lavoratori e lavoratrici che andranno ad aggiungersi a quelli che già lo stavano facendo. Poi il 18 maggio ci sarà un altro blocco, poi altri a giugno. Secondo voi sarebbe possibile affrontare la fase 2, dopo i tanti sacrifici fatti, diversamente? Non credo, lo dobbiamo alle famiglie delle persone morte e a tutti i cittadini. Noi non cerchiamo consenso, cerchiamo di fare le cose giuste anche se questo dovesse scontentare tante persone. Le nostre sono decisioni fatte nell’interesse di tutti. Prepariamoci e rispettiamo le misure. Abbiamo introdotto qualche allenamento, ma ancora non possiamo mollare. Dal 4 maggio saranno possibili le attività sportive purché si rispetti la distanza. Stessa cosa per l’attività motoria. Cerchiamo di alleviare anche le sofferenze psicologiche che tutti stiamo provando. Ma non buttiamo a mare tutti i sacrifici, dobbiamo continuare ad agire in modo responsabili. Congiunti? E’ una formula ampia, generica. Poi lo preciseremo. Non significa che si può andare in giro a casa di altri, a fare feste o cose del genere. Si può andare a trovare i parenti, ma non gli amici. Ricordo che 1/4 dei contagiati arriva da ambienti familiari”.

Sul divieto di riaprire le chiese e celebrare le cerimonie religiose: “Non vorrei creare rammarico nella Cei e nella chiesa italiana. Ci siamo sentiti col presidente Bassetti, non c’è un atteggiamento materialista o di insensibilità dietro le nostre scelte. Ma anche nella letteratura scientifica, la pratica religiosa è una statistica dei focolai epidemiologici. Lavoreremo per definire un protocollo di massima sicurezza per garantire ai fedeli di partecipare alle celebrazioni liturgiche in sicurezza. Intanto c’è stata apertura per le cerimonie funebri, poi con collaborazione definiremo un percorso per garantire, anche nell’interesse dei parroci, la massima sicurezza”, ha concluso il Premier Giuseppe Conte.

 

Attività produttive Palermo, la Sesta commissione consiliare incontra le associazioni di categoria

In questi giorni a seguito dell’emergenza sanitaria causata dal Covid-19, i componenti della sesta commissione consiliare – così come affermano in una nota – hanno incontrato tutte le associazione di categoria per farsi portavoce delle esigenze di tutte le realtà produttive della città, dalla più piccola alla più grande, al fine di programmare la ripartenza dell’economia cittadina in sinergia con l’amministrazione.

Da tali incontri è scaturita la proposta di un Ordine del Giorno che sarà portato all’attenzione del Consiglio Comunale.

L’intero Paese – scrivono i consiglieri – sta vivendo un periodo drammatico non solo per l’emergenza sanitaria ma anche per la grave crisi economica delle attività produttive ed in particolare nella nostra città, visto che buona percentuale delle attività sono legate al settore turistico.La politica deve giocare in questo momento un ruolo determinante in questa fase di Start Up, al di là delle appartenenze partitiche“.

Nell’Ordine del Giorno proposto al Consiglio comunale sono elencati ben 27 punti relativi a proposte che la Commissione ritiene un “grido di allarme” per il Governo nazionale e per il Governo regionale Primo fra tutti il rimpinguamento del Fondo perequativo degli enti locali  per recuperare le minori entrate degli enti locali nel bilancio 2020 causati dai mancati versamenti dei contribuenti a causa della pandemia. Questo provvedimento, permetterebbe al consiglio comune di potere deliberare la sospensione per l’anno 2020 dei tributi alle attività produttive della città e valutare la possibilità di sospendere l’IMU per i proprietari degli immobili che non fanno pagare l’affitto alle attività, durante il periodo di chiusura senza causare squilibri di bilancio”.

Tra gli altri punti, figurano poi la modifica del regolamento per l’occupazione del suolo pubblico, al fine di garantire lo stesso numero di coperti alle attività di ristorazione, mantenendo le distanze di sicurezza, la sburocratizzazione di SUE e SUAP per sbloccare le numerose pratiche che generano lavoro, la richiesta di sollecitazione nei confronti dei governi nazionale e regionale per fare ripartire subito i parrucchieri ed i centri estetici, la riorganizzazione immediata dei mercatini rionali, il sostegno a favore dei Teatri confermando anche per il 2020 il contributo per le attività culturali a scopo sociale, il sostegno a favore del settore trasporto pubblico privato (taxi, ape taxi, NCC,ecc), l’istituzione di un tavolo tecnico permanente con gli attori interessati al fine di regolarizzare e rilanciare i mercati storici della città con la relativa approvazione del regolamento, la richiesta della riduzione delle sanzioni per il pagamento in ritardo del tributo locale (oggi 30%), con eliminazione completa delle sanzioni per ritardi nei pagamenti e con la possibilità di rateazione,  la sburocratizzazione/semplificazione delle autorizzazioni per il commercio elettronico, la creazione di un tavolo di concertazione per un piano straordinario per il turismo, con rappresentanti operatori del settore turistico e avviare una pianificazione triennale, mettere in moto le buone prassi perché l’amministrazione comunale di Palermo spinga sugli organi competenti affinché venga posta in essere la Cassa integrazione e agevolazioni per il settore animazioni, parco giochi, organizzazioni di spettacoli ovviamente secondo i dettati normativi ed altri punti condivisi con le associazioni di categoria al fine di poter rilanciare l’economia cercando di mantenere i livelli occupazionali”.

Per il presidente della Commissione, Ottavio Zacco, che esprime il suo ringraziamento a tutti i componenti “per aver lavorato al di là delle appartenenze ed in modo sinergico, la condivisione di questo documento dopo aver ascoltato i rappresentanti dei singoli settori e dopo avere raccolto le serie preoccupazioni degli imprenditori che non hanno certezze sul futuro delle proprie attività e che rischiano di cessare definitivamente. Numerosi imprenditori avevano programmato investimenti importanti per il rilancio delle proprie attività proprio in vista della prossima stagione primaverile ed estiva, ed improvvisamente hanno visto il mondo fermarsi tranne le scadenze finanziarie trasformando la motivazione in ansia, ed è in questa fase critica che la politica  ha un ruolo importante partendo dal  dovere di incoraggiare gli imprenditori e fare delle scelte difficili per fare ripartire tutte le attività in questo momento storico.Per il Consigliere Francesco Scarpinato “è stato elaborato un documento finalizzato a dare voce ai settori delle attività cittadine che a causa di questa grave emergenza attraversa il momento più buio del dopoguerra; stiamo rischiando la desertificazione dei vari settori appartenenti al comparto delle attività produttive e nell’adempimento delle nostre prerogative con il documento in parola si è cercato di interessare l’amministrazione attività al fine di tutelare l’economia della nostra città con comunità di intenti e con un unico obiettivo che è il bene comune dei cittadini e della nostra amata Palermo”.

Per i consiglieri Gelarda e Anello “servono scelte coraggiose e nette da parte del comune e in qualità di componenti della commissione attività produttive, abbiamo presentato un ordine del giorno al Consiglio Comunale per offrire un sostegno importante alle attività produttive cittadine durante la cosiddetta fase 2, dove il rischio sanitario sarà diminuito ma il rischio per tante imprese di chiudere definitivamente i battenti è invece altissimo. Abbiamo chiesto all’amministrazione attiva con in testa il sindaco di soddisfare tutte o in parte una serie di richieste avanzate che tutte le attività produttive si aspettano come risposta minima che l’amministrazione può dare per la ripresa economica della città“.

Coronavirus in Sicilia, scoperti nuovi 30 casi nell’Isola: l’ultimo aggiornamento

Questo il quadro riepilogativo della situazione nell’Isola, aggiornato alle ore 17 di oggi (lunedì 27 aprile), in merito all’emergenza Coronavirus, così come comunicato dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale.

Dall’inizio dei controlli, i tamponi effettuati sono stati 70.650 (+546 rispetto a ieri), su 66.749 persone: di queste sono risultate positive 3.085 (+30), mentre attualmente sono ancora contagiate 2.123 (+16), 731 sono guarite (+11) e 231 decedute (+3). Degli attuali 2.123 positivi, 475 pazienti (-3) sono ricoverati – di cui 35 in terapia intensiva (+2) – mentre 1.648 (+19) sono in isolamento domiciliare. Il prossimo aggiornamento regionale avverrà domani.

Questa, invece, la divisione degli attuali positivi nelle varie province: Agrigento, 67 (0 ricoverati, 65 guariti e 1 deceduto); Caltanissetta, 116 (15, 21, 11); Catania, 663 (108, 218, 80); Enna, 300 (128, 74, 28); Messina, 376 (93, 109, 48); Palermo, 344 (67, 89, 28); Ragusa, 54 (6, 29, 6); Siracusa, 111 (52, 86, 24); Trapani, 92 (6, 40, 5).

Coronavirus: l’aggiornamento di lunedì 27 aprile nelle nove province della Sicilia

Questi i casi di coronavirus riscontrati nelle varie province dell’Isola, aggiornati alle ore 17 di oggi (lunedì 27 aprile), così come segnalati dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale. Si precisa che un errore materiale, nel calcolo dei dati relativi alle province comunicati ieri, è stato corretto e assorbito in quelli odierni.

Questa la divisione degli attuali positivi nelle varie province: Agrigento, 67 (0 ricoverati, 65 guariti e 1 deceduto); Caltanissetta, 116 (15, 21, 11); Catania, 663 (108, 218, 80); Enna, 300 (128, 74, 28); Messina, 376 (93, 109, 48); Palermo, 344 (67, 89, 28); Ragusa, 54 (6, 29, 6); Siracusa, 111 (52, 86, 24); Trapani, 92 (6, 40, 5).

Il prossimo aggiornamento avverrà domani. Lo comunica la presidenza della Regione Siciliana.Si raccomanda di attenersi scrupolosamente alle indicazioni fornite dal ministero della Salute per contenere la diffusione del virus. Per ulteriori approfondimenti visitare il sito dedicato www.siciliacoronavirus.it o chiamare il numero verde 800.45.87.87.

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