Palermo, rifiuti speciali non bonificati: scatta sequestro area di cantiere

Giunti sul posto, a seguito di una segnalazione da parte di un cittadino, gli uomini del nucleo tutela e decoro, hanno accertato che durante i lavori per la costruzione di un ipermercato, alcuni rifiuti speciali non bonificati stavano per essere occultati sotto il materiale di cava usato per il riempimento. Un’area di cantiere di circa 10.000 mq tra via Perpignano e viale Regione Siciliana, nella quale è in corso di realizzazione un edificio commerciale, è stata sequestrata dalla polizia municipale.

Cinque le persone segnalate all’autorità giudiziaria, S. C. di 44 anni, M.C. di 56 anni, V.B. di 55 anni, P.G. di 36 anni e G.P.  di 51 anni. Sequestrati anche i mezzi d’opera all’interno del cantiere: due pale meccaniche che servivano per scavare e un rullo compressore che serviva a compattare il terreno. Il materiale presente sul suolo era composto da legname, plastica e residui ferrosi, tutti provenienti da demolizioni; in alcuni punti erano accumulati  grossi quantitativi di asfalto. L’area, interessata da lavori di riempimento di materiale stratificato, è stata posta sotto sequestro e messa a disposizione dell’Autorità giudiziaria, in attesa di ulteriori indagini che facciano luce sulla provenienza dei materiali e sull’eventuale presenza di sostanze interrate non bonificate.

Per il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, si tratta di “un intervento importante condotto con l’usuale professionalità della Polizia Municipale e che sottolinea l’importanza della collaborazione fra cittadini e Forze dell’ordine.Importante anche perché ha prevenuto che si perpetrasse un vero e proprio delitto ambientale ai danni della collettività. Speriamo che le indagini che saranno disposte non individuino altre sostanze inquinanti occultate nel terreno.Chi decide di investire nella nostra città ha il dovere, morale oltre che materiale di vigilare affinché i lavori che commissiona siano realizzati in modo sicuro e legale“.

 

Elezioni, in Sicilia domenica e lunedì 61 Comuni alle urne

Il 4 e 5 ottobre si svolgeranno in Sicilia le elezioni amministrative.

Sono chiamati al voto 61 Comuni, di cui 16 con il sistema proporzionale e 45 con quello maggioritario, per una popolazione complessiva di 738.406 cittadini. Si vota domenica (dalle ore 7 alle 22) e lunedì (dalle 7 alle 14). L’eventuale turno di ballottaggio si svolgerà domenica 18 e lunedì 19 ottobre, con gli stessi orari. In entrambi i casi, lo scrutinio inizierà subito dopo la chiusura dei seggi. In considerazione dell’emergenza epidemiologica da Covid 19, l’elettore dovrà recarsi necessariamente al seggio elettorale munito di apposita mascherina protettiva.

I Comuni al voto

Unici capoluoghi di provincia che andranno alle urne sono Agrigento ed Enna. Oltre che nei Comuni il cui rinnovo degli organi amministrativi era già fissato per scadenza naturale, si voterà anticipatamente anche a Casteltermini in provincia di Agrigento, Santa Caterina Villarmosa, nel Nisseno, San Pietro Clarenza nel Catanese, Termini Imerese in provincia di Palermo, Floridia nel Siracusano, Favignana in provincia di Trapani, attualmente commissariati e a Camastra nell’Agrigentino, Bompensiere in provincia di Caltanissetta, Trecastagni nel Catanese, sciolti in precedenza per mafia dal Consiglio dei ministri.Tra i Comuni più grandi coinvolti, oltre ai due capoluoghi, ci sono: Marsala nel Trapanese, Barcellona e Milazzo in provincia di Messina, San Giovanni La Punta e Tremestieri etneo in provincia di Catania, Carini, Misilmeri e Termini Imerese nel Palermitano, Augusta e Floridia in provincia di Siracusa. Questo l’elenco completo degli enti che andranno al voto (16 con sistema proporzionale e 45 con il maggioritario. A essere eletti saranno 848 consiglieri.

Come si vota

Nei Comuni con popolazione fino a 15mila abitanti viene eletto al primo turno il candidato sindaco che ottiene il maggior numero di voti validi. Nei Comuni con popolazione superiore a 15mila abitanti, viene eletto sindaco il candidato che ottiene almeno il 40% dei voti validi al primo turno. In caso contrario, si procederà al ballottaggio e risulterà eletto il candidato che avrà ottenuto più voti.L’elettore può scegliere di votare per una lista, attribuendo così automaticamente la preferenza anche al candidato sindaco collegato (cosiddetto ‘effetto trascinamento’), oppure può votare solo per il candidato sindaco. Si può inoltre effettuare il ‘voto disgiunto’, votando per un candidato sindaco e per una lista ad esso non collegata.Infine, per il consiglio comunale, l’elettore può esprimere la propria preferenza scrivendo il cognome, o nome e cognome in caso di omonimia, del candidato prescelto di fianco al simbolo della lista. Qualora esprima due preferenze, dovranno essere una di genere maschile e l’altra di genere femminile, pena la nullità della seconda.

Provincia di Caltanissetta (5): Bompensiere (maggioritario, 10), Mussomeli (maggioritario, 16), Santa Caterina Villarmosa (maggioritario, 12), Serradifalco (maggioritario, 12) e Villalba (maggioritario, 10).

Provincia di Catania (8): Bronte (proporzionale, 16), Mascali (maggioritario, 16), Milo (maggioritario, 10), Pedara (maggioritario, 16), San Giovanni La Punta (proporzionale, 16), San Pietro Clarenza (maggioritario, 12), Trecastagni (maggioritario, 16) e Tremestieri Etneo (proporzionale, 16).

Provincia di Agrigento (8): Agrigento (proporzionale, 24 consiglieri assegnati), Camastra (maggioritario, 10), Cammarata (maggioritario, 12), Casteltermini (maggioritario, 12), Raffadali (maggioritario, 16), Realmonte (maggioritario, 12), Ribera (proporzionale, 16) e Siculiana (maggioritario, 12).

Provincia di Messina (12): Barcellona Pozzo di Gotto (proporzionale, 24), Basicò (maggioritario, 10), Giardini Naxos (maggioritario, 12), Graniti (maggioritario, 10), Limina (maggioritario, 10), Malvagna (maggioritario, 10), Milazzo (proporzionale, 24), Mirto (maggioritario, 10), Naso (maggioritario, 12), Raccuja (maggioritario, 10), San Salvatore di Fitalia (maggioritario, 10), Savoca (maggioritario, 10).
Provincia di Enna (6): Enna (proporzionale, 24), Agira (maggioritario, 12), Centuripe (maggioritario, 12), Nicosia (maggioritario, 16), Pietraperzia (maggioritario, 12) e Valguarnera Caropepe (maggioritario, 12).

Provincia di Ragusa (1): Ispica (proporzionale, 16).

Provincia di Palermo (15): Aliminusa (maggioritario, 10), Caltavuturo (maggioritario, 12), Carini (proporzionale, 24), Godrano (maggioritario, 10), Isola delle Femmine (maggioritario, 12), Lascari (maggioritario, 12), Misilmeri (proporzionale, 16), Polizzi Generosa (maggioritario, 12), Pollina (maggioritario, 10), San Mauro Castelverde (maggioritario, 10), Santa Cristina Gela (maggioritario, 10), Scillato (maggioritario, 10), Termini Imerese (proporzionale, 16), Trabia (maggioritario, 16) e Villabate (proporzionale, 16).

Provincia di Trapani (4): Campobello di Mazara (maggioritario, 16), Favignana (maggioritario, 12), Gibellina (maggioritario, 12) e Marsala (proporzionale, 24).

Provincia di Siracusa (2): Augusta (proporzionale, 24) e Floridia (proporzionale, 16).

Per qualsiasi informazioni si può consultare il sito web dell’Ufficio elettorale della Regione (www.elezioni.regione.sicilia.it), raggiungibile anche dalla homepage del portale istituzionale.

Coronavirus Sicilia, Razza: “Aumenta il numero dei guariti”

Gli oltre quattrocento guariti in Sicilia negli ultimi sette giorni sono un segnale incoraggiante. Ovviamente esistono anche altri numeri, ma sapere che dal Coronavirus si guarisce è una iniezione di sano ottimismo anche contro chi, forse per paura, vede tutto nero. Non possiamo nemmeno dire che Covid non ce n’è, lo abbiamo sempre saputo, ma affermare che con il Covid moriremo tutti è altrettanto sbagliato e fuorviante. Per questo consiglio a chiunque di diffidare dagli ultras di queste due assurde teorie“. Lo dice l’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza commentando notizie di stampa sui dati dei guariti in Sicilia che negli ultimi sette giorni hanno fatto registrare un significativo incremento.

Palermo, riaprono Palazzo Mirto e Oratorio Bianchi

Tornano ad essere pienamente funzionanti e aperti al pubblico Palazzo Mirto e l’Oratorio dei Bianchi, due importantissimi edifici nel cuore del centro storico di Palermo. Le due strutture, che negli scorsi mesi erano rimaste parzialmente visitabili, si offriranno ora nella loro pienezza e in totale sicurezza.

Prosegue l’incessante azione volta alla riapertura dei luoghi della cultura – sottolinea l’assessore regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, Alberto Samonàper offrire ai Siciliani e ai visitatori che scelgono la nostra Isola, la piena fruibilità di queste testimonianze uniche. Un impegno notevole che ha comportato, in molte occasioni, interventi significativi per garantire gli adeguamenti richiesti dai protocolli anti-Covid. La riapertura dell’Oratorio dei Bianchi – che già da luglio è stato aperto al pubblico il venerdì mattina nell’ambito dell’iniziativa cantieri aperti che consente di ammirare le fasi di restauro degli Arazzi di Marsala – è un importante segnale di un’auspicata normalizzazione, seppure nella scrupolosa osservanza delle prescrizioni richieste per contenere il diffondersi del Coronavirus. Altrettanto importante, la riapertura del Museo regionale di Palazzo Mirto, che rimane ancora oggi – precisa l’assessore Samonà – come preziosa testimonianza di uno stile di vita, con la sua importante sequenza di ambienti sontuosamente arredati, le ex carceri, le scuderie dove sono custoditi carrozze, calessi e finimenti del secolo XIX, che costituiscono la raccolta Martorana Genuardi dei Baroni di Molinazzo“.

L’accesso ai due luoghi, nel rispetto delle prescrizioni anticovid, dovrà avvenire dietro prenotazione attraverso l’App https://youline.eu/laculturariparte.html. Palazzo Mirto: può essere visitato dal martedì al sabato dalle ore 9 alle 19 – Domenica ore 9-13. Lunedì chiuso. Biglietto di ingresso intero 6 euro. Oratorio dei Bianchi: Aperto dal martedì alla domenica dalle 10 alle 18. Lunedì chiuso. Ingresso gratuito

Lavoro e crisi occupazionale in Sicilia: Scavone insedia il Tavolo regionale

L’assessore regionale alla Famiglia, Antonio Scavone, ha insediato ieri pomeriggio il tavolo regionale per il lavoro, un organismo consultivo di concertazione, composto da governo regionale, burocrazia, parti sociali e datoriali, che affiancherà il governo Musumeci nella predisposizione delle azioni da mettere in campo per il superamento della attuale crisi occupazionale isolana.

Una crisi aggravata dall’epidemia Covid-19 – ha affermato Scavone – che può e deve essere superata con lo strumento della concertazione. In particolare questo gruppo di lavoro – ha continuato l’assessore- avrà il compito di collaborare il Governo nella predisposizione di procedure ed atti quali gli strumenti di programmazione, gli schemi di d.d.l. , schemi di accordo, protocolli, schemi di bando e avvisi, strumenti di politica attiva del lavoro e quant’altro inerente alle tematiche in argomento“.

Presa in esame anche una riorganizzazione della pubblica amministrazione.”Occorre che oltre a disegnare legislativamente una nuova struttura amministrativa – ha aggiunto – la regione si doti di un centro di alta formazione per le amministrazioni siciliane, utilizzando e riconvertendo le strutture già presenti e più idonee. Il Tavolo, che si svilupperà in ulteriori gruppi di lavoro per singole tematiche che verranno integrati dai soggetti interessati, i cosiddetti stakeholder – ha detto ancora Scavone – ha offerto numerosi spunti di riflessione che intendiamo sfruttare in questi due anni di governo, tra questi: semplificazione e condivisione preliminare schemi di avvisi di politica attiva per il lavoro; esternalizzazione di attività a favore delle Agenzie per il lavoro, come in materia di assegni di ricollocazione e Garanzia Giovani; predisposizione di azioni di politiche attive e passive per il lavoro; azioni di protezione sociale; interventi legislativi per esonero contributi ai fini delle assunzioni; Sicily working. Su quest’ultimo punto – ha aggiunto l’esponente del governo Musumeci- auspichiamo la formazione di un gruppo operativo di lavoro che sviluppi un programma di azione a sostegno della nuova forma di lavoro del coworking che permetterebbe l’utilizzo di molti immobili presenti in diversi comuni della Sicilia e il rientro dei tanti ragazzi andati via per lavoro dall’Isola. L’elaborazione di una scheda progettuale in merito potrebbe rappresentare un valido contributo per le linee guida di programmazione del Recovery found in Sicilia“.

L’assessore nel corso della riunione ha illustrato sinteticamente il contesto economico e sociale del Sud e del Mezzogiorno, evidenziandone i problemi infrastrutturali rispetto al Nord. “Un divario – ha proseguito Scavone- che si può superare solo con l’adozione per la Sicilia di strumenti innovativi penso per esempio alla fiscalità di vantaggio insieme ad un governo nazionale che ponga in essere finalmente politiche del lavoro più incisive per il sud Italia“.

Presenti alla riunione Vincenzo Silvestri, Fondazione consulenti lavoro; Paolo Chiappara, Sicindustria Sicilia; Carmelo Di Noto Confindustria Sicilia Siracusa; Maurizio Merlino, Cna Sicilia, Cristian Orlando, Confartigianato Imprese Sicilia, Monica Genovese, CgilL Sicilia, Giuseppe Raimondi, Uil Sicilia, Giuseppe Messina, Ugl Sicilia, Rosanna La Placa, CislL Sicilia, Rosalia Lo Brutto, Consulenti consulta Regione Sicilia, Fabrizio Bignardelli, Presidenza della Regione; Giovanni Bologna, dirigente generale dipartimento Lavoro.

Palermo, a lavoro in vista del Potenza: a parte Accardi e Doda, ok Broh e Somma. L’appello dei rosanero…

Voltare pagina dopo il passo falso di Teramo. Questo è l’imperativo di Boscaglia alla ripresa degli allenamenti, con la squadra che ieri è tornata in campo a Carini per preparare il match di domenica contro il Potenza”.

Apre così l’odierna edizione del ‘Giornale di Sicilia‘, che i punta i riflettori in casa Palermo, reduce dalla prima sconfitta stagionale in casa del Teramo. Una prestazione, spenta, opaca ed impalpabile, a parte una punizione di Silipo nella ripresa, la porta dei padroni di casa non ha mai realmente tremato. Le attenuanti non mancano, ma adesso bisognerà riavvolgere il nastro, rafforzare un organico ancora incompleto e ripartire con credibilità e volontà in vista dell’obiettivo promozione.

In questo primo giorno di allenamenti al “Pasqualino”, Boscaglia “ha avuto a disposizione sia Broh che Somma, quest’ultimo ancora in attesa di essere ufficializzato dal club come nuovo rinforzo per la difesa. Ancora lavoro differenziato, invece, per Accardi e Doda, la cui presenza per la sfida della seconda giornata rimane in dubbio”. Nel frattempo, il  club rosanero ha inviato, tramite il presidente Dario Mirri, una lettera al Presidente della Regione, Nello Musumeci, per richiedere l’autorizzazione ad accogliere in occasione delle gare casalinghe della compagine rosanero un numero di tifosi che possa essere proporzionato alla capienza dell’impianto di Viale del Fante.  Il Palermo, dunque, “rimane in attesa di riscontri e spera di poter aprire il «Barbera» almeno a mille presenti, come già avvenuto in altri stadi in giro per l’Italia, a prescindere dalle categorie”, scrive il noto quotidiano.

 

Vecchio Palermo, così Giammarva ingannò la Covisoc: tutte le motivazioni della sentenza di condanna

Vecchio Palermo e conti falsi, Giammarva ingannò la Covisoc”.

Titola così l’odierna edizione del ‘Giornale di Sicilia’, che si focalizza, ancora, sul vecchio Palermo, soffermandosi sulla figura di Giovanni Giammarva, ex presidente del club rosanero condannato a 8 mesi e 10 giorni perchè accusato di avere alterato il corretto svolgimento della procedura pre-fallimentare dell’U.S. Città di Palermo.

Secondo i pm, Giammarva, commercialista e anche consulente della Procura e del tribunale, nella fase in cui fu presidente, tra il 2017 ed il 2018, non avrebbe potuto non capire i presunti trucchi dell’imprenditore friulano Dunque, “dieci soli mesi di presidenza – perdipiù all’ombra di Maurizio Zamparini, ritenuto comunque il dominus della società – sono stati sufficienti per far sì che Giammarva fosse considerato partecipe di un disegno diretto a ingannare la Covisoc, l’organismo di vigilanza sulle società di calcio quotate in borsa”, scrive il noto quotidiano.

Era un esperto e sapeva ciò che faceva: «L’imputato Giovanni Giammarva era consapevole della falsa rappresentazione patrimoniale della Us Città di Palermo e nella veste di presidente del Palermo Calcio ha contribuito alla commissione del reato». Il giudice Michele Guarnotta, che il 30 giugno aveva condannato a 8 mesi e 10 giorni – pena sospesa – l’ex numero uno della società rosanero, spiega in una ventina di pagine la propria decisione, con la quale ha pure assolto due ex sindaci, Michele Vendrame e Andrea Favatella”.

Il giudice ha inflitto a Giammarva – difeso dall’avvocato Toni Gattuso – una pena dimezzata rispetto alla richiesta dei sostituti procuratori Andrea Fusco e Dario Scaletta, che era di un anno e mezzo, ed ha deciso di scagionare completamente i due ex sindaci, Andrea Favatella – difeso dall’avvocato Massimo Motisi – e Michele Vendrame. Per questi ultimi la Procura aveva chiesto una condanna a un anno e 4 mesi. In base alla ricostruzione dell’accusa, il fallimento del vecchio Palermo sarebbe avvenuto per una serie di operazioni legate alle società Mepal-Alyssa e nel tentativo di far figurare nei bilanci un credito inesistente di circa 40 milioni.

 

Coronavirus Sicilia, il bollettino del 29 settembre 2020: 163 nuovi casi, la situazione a Palermo…

Sono 163 i nuovi casi di positività al Coronavirus emersi nelle ultime 24 ore in Sicilia, 61 in più rispetto alla giornata di ieri; 6.115 i tamponi processati. Questo è quanto emerge dal consueto bollettino quotidiano diramato dal Ministero della Salute aggiornato a martedì 29 settembre 2020. Al momento gli attuali positivi nell’Isola sono 2.787, 293 sono le persone ricoverate con sintomi in ospedale (-1 rispetto alla giornata di ieri), di cui 16 in terapia intensiva (+1 rispetto a ieri). 2.478 sono le persone in isolamento domiciliare. Salgono a 3.851 I guariti (+118 rispetto a ieri), ma c’è una vittima in più in provincia di Agrigento. Il totale sale a 310.

Palermo resta la città in cui si registra l’incremento maggiore, con ben 92 nuovi contagi. Poi, 24 a Catania, 24 a Siracusa, 12 a Trapani, 1 a Ragusa e 1 ad Agrigento.

 

Sequestro motopescherecci di Mazara del Vallo, Musumeci: “Troppi silenzi dalla Farnesina”

Dopo 26 giorni non abbiamo ancora alcuna notizia sul rilascio dei due motopescherecci di Mazara del Vallo, sequestrati dalle autorità libiche il primo settembre. Non è assolutamente tollerabile questo silenzio da parte del ministero degli Esteri. Ci sono le famiglie dei 18 pescatori che attendono con angoscia e trepidazione che la Farnesina faccia conoscere la verità, qualunque essa sia. Nè bastano le rassicurazioni fornitemi personalmente dal premier Conte circa un suo intervento su Tripoli. Il tempo delle parole e delle buone volontà è abbondantemente scaduto. Rinnovo l’invito al governo centrale per una rapida soluzione della vicenda e faccio appello alla rappresentanza parlamentare siciliana affinché eserciti su Roma la necessaria pressione“. Lo dice il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, in riferimento ai due motopescherecci di Mazara del Vallo “Antartide” e “Medinea”, sequestrati il primo settembre a 35 miglia a nord di Bengasi.

Ponte sullo Stretto, Falcone: “Se Roma non lo vuole lo dica”

Apprendiamo dell’ultimo diniego del Governo Conte, stavolta giunto per bocca del ministro Provenzano, al progetto del Ponte sullo Stretto e all’eventuale utilizzo del Recovery fund per realizzare l’opera. Con amarezza dobbiamo rispondere che, purtroppo, l’unica ‘incompatibilità’ che vediamo è quella fra la visione di Roma, sostenuta paradossalmente da ministri ed esponenti siciliani che ci governano, e l’orizzonte, l’obiettivo, dello sviluppo della Sicilia“.

Assistiamo da mesi a un balletto mediatico – prosegue l’esponente del Governo Musumeci – condito di retromarce, annunci roboanti e fantasie come il tunnel dello Stretto, quando invece la doverosa responsabilità di governo imporrebbe soltanto chiarezza nei confronti dei siciliani: il Governo Conte non vuole il Ponte, non vuole recepire le aspettative di crescita dell’intero Mezzogiorno. Basterebbe ammetterlo per chiudere questo teatrino e rinviare tutto al 2023. Quando, cioè, il centrodestra finalmente al governo del Paese potrà dedicarsi, senza il freno delle tare ideologiche, alla svolta epocale del Ponte“. Lo afferma l’assessore alle Infrastrutture della Regione Siciliana, Marco Falcone, replicando al ministro Giuseppe Provenzano secondo cui “i tempi del Ponte sono incompatibili con quelli del Recovery Fund“.

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