Anniversari, il sindaco Orlando ricorda le vittime della sciagura di Montagna Longa

A quasi 50 anni di distanza, la totale assenza di una verità storica e giudiziaria sulla strage di Montagna Longa è una macchia per il nostro Paese. Ai parenti delle tante vittime va la solidarietà dell’Amministrazione comunale, che sarà sempre al loro fianco in ogni battaglia per la giustizia e la verità“.

Lo ha detto il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando ricordando la sciagura aerea di Montagna Longa, a ridosso dell’aeroporto di Palermo, avvenuta il 5 maggio 1972, nella quale persero la vita 115 persone che viaggiavano sul volo DC8 Alitalia proveniente da Roma.

Finanziaria regionale. Sostegni anche per gli uomini in divisa. Gelarda e Caronia (Lega): “Atto dovuto verso chi garantisce sicurezza cittadini”

Tra le pieghe della finanziaria regionale appena approvata c’è spazio anche per sostegni agli uomini in divisa, come giusto riconoscimento verso chi ogni giorno garantisce, anche  a rischio della propria vita, la sicurezza ai cittadini, oltre che per chi si sta impegnando in prima persona per l’emergenza covid19”. A dirlo sono Igor Gelarda, capogruppo a palazzo delle Aquile e Marianna Caronia deputato all’Ars,e consigliere comunale a palazzo delle Aquile.

E’ previsto uno stanziamento di ben 15 milioni di euro per gli uomini della Polizia Municipale siciliani e al personale della protezione civile, direttamente impegnati per le esigenze di contenimento del fenomeno epidemiologico. Queste somme saranno destinate come premi di produttività e indennità aggiuntive. Un segnale non da poco, specialmente in quei centri come Palermo, dove durante la fase 1 la polizia municipale ha controllato più di 10.000 persone e circa 300 esercizi commerciali.Inoltre è diventato legge l’emendamento, approvato in commissione bilancio all’Ars, che prevede l’utilizzo gratuito per tutti gli esponenti delle Forze dell’Ordine e dei Vigili del Fuoco dei mezzi gommati del trasporto pubblico locale. Una scelta  va senza dubbio nel senso di una maggiore sicurezza. Se si incentiva l’uso di bus a uomini e donne in divisa, si avrà più controllo sui mezzi stessi e i cittadini viaggeranno più sicuri“, dichiarano Marianna Caronia e Igor Gelarda.

La Lega ha fortemente voluto e lottato per questi provvedimenti“, proseguono Marianna Caronia, cui fa eco Igor Gelarda, che fa anche parte del direttivo nazionale del sindacato di Polizia Coisp “perché più uomini e donne in divisa ci sono, più si estende il controllo dello Stato e aumentano le garanzie per i cittadini. Un gestoimportante che è anche un segnale verso chi ogni giorno in divisa, e purtroppo con gli stipendi tra i più bassi d’Europa rispetto ai colleghi europei , garantisce sicurezza e rischia la vita per i cittadini”.

Coronavirus, la GDF sequestra mascherine non conformi a Palermo: nei guai un farmacista

La Guardia di Finanza ha sequestrato in una farmacia 74 mascherine non a norma, confezionate artigianalmente dal titolare. E’ successo a Palermo. La segnalazione è giunta al 117 da un cittadino. Il farmacista è stato segnalato alla Camera di Commercio per l’irrogazione della sanzione amministrativa che nella misura massima ammonta a 25 mila euro.

Coronavirus, Federfarma Palermo: “Mascherine introvabili, ma la colpa non è dei farmacisti”

“L’inizio della ‘fase 2’, con il rientro al lavoro di milioni di cittadini, richiede ovviamente una maggiore disponibilità di mascherine. Federfarma nazionale già da tempo si è attivata rendendosi disponibile da subito a distribuire gratuitamente le mascherine della Protezione civile”. Così Roberto Tobia, presidente di Federfarma Palermo e segretario nazionale di Federfarma. “Federfarma ha quindi chiesto un prezzo controllato, allo scopo di evitare le speculazioni di cui e’ stata vittima la farmacia italiana e che si sono abbattute sui cittadini. E ha infine chiesto a viva voce e con gran forza l’abolizione dell’Iva su questi dispositivi indispensabili oggi più che mai”.

“Purtroppo il Paese deve affrontare gli eventi senza un’adeguata preparazione. Ad oggi in molte farmacie le mascherine non sono arrivate. La distribuzione intermedia avrebbe dovuto distribuire quelle della Protezione civile ma, a causa dei ritardi degli enti certificatori, non può ancora immetterle nel circuito. Le mascherine continuano a essere vendute nelle poche farmacie che ne sono fornite, ad un prezzo pubblico di 50 centesimi più Iva, quindi a 61 centesimi, non essendo stata ancora abolita, come promesso dal governo, l’aliquota del 22%. La colpa non è sicuramente dei farmacisti, coloro che rispondono direttamente ai cittadini sopperendo in questo momento di emergenza nazionale alle carenze di qualcun altro. Addebitarci responsabilità non nostre non risolve il problema”, ha proseguito.

“Avviare la ‘fase 2’ senza un’adeguata dotazione di mascherine potrebbe fare risalire velocemente la curva dei contagi”. Dunque, l’appello “alla Prefettura e al governo regionale perchè aiutino i farmacisti ad affrontare questa ‘emergenza nell’emergenza’. Oggi le mascherine sono quasi del tutto introvabili, a Palermo come in tutta Italia. Ma a subire le comprensibili reazioni dei cittadini, che giustamente pretendono di trovare le protezioni individuali, ci siamo solo noi farmacisti esposti in prima linea. Siamo, sì, stanchi, ma di essere mandati allo sbaraglio senza alcun supporto concreto sin dall’inizio della pandemia. Non ci siamo mai sottratti al dovere di restare aperti, anche senza mascherine nè altre protezioni, al servizio dei cittadini, dai quali raccogliamo continue attestazioni di stima per il nostro operato. Il servizio di dispensazione dei farmaci è stato sempre garantito, soprattutto nelle zone rosse, anche a Villafrati, in provincia di Palermo. Risultato? Ben sedici nostri colleghi sono morti a causa del contagio. Un prezzo altissimo pagato dalla nostra categoria. Eppure qualcuno cerca di far passare nell’opinione pubblica l’idea che siamo speculatori”.

“Bisogna bonificare il dibattito politico dalla questione del prezzo di un prodotto che non c’è, e darsi tutti da fare per dare risposte al bisogno di tutela dei cittadini. Non è consentito a nessuno mettere in dubbio la serietà e l’etica dei farmacisti che sono professionisti, difensori della salute allo stesso modo di tutto il personale sanitario coinvolto in questa emergenza. Non vogliamo essere considerati eroi, ma quanto meno rispettati per il lavoro che svolgiamo per il Servizio sanitario nazionale con totale dedizione in risposta ai bisogni di salute dei cittadini.Respingiamo gli attacchi e ci aspettiamo di essere protetti, sostenuti e messi nelle condizioni di continuare il nostro servizio quanto mai indispensabile in questa emergenza e alla quale tutti i farmacisti e i loro collaboratori hanno risposto in maniera efficace, efficiente e generosa”, ha concluso.

Uccisi dalla mafia 49 anni fa: Orlando ricorda Pietro Scaglione e Antonino Lorusso

“Nonostante i tanti anni passati dalla sua uccisione, Pietro Scaglione rimane una delle figure chiave nella storia del movimento antimafia, per essere stato fra i primi ad intuire, nel mondo della Magistratura, come la lotta alla mafia non si combattesse unicamente nelle Aule di tribunale ma anche con la rottura di certi comportamenti e legami che interessevano la pubblica amministrazione. Fu anche fra i primi a coniugare l’impegno professionale di magistrato con quello, altrettanto importante sociale con un importante lavoro rivolto ai detenuti e alle loro famiglie. Un impegno completo, che tanto ha dato al movimento antimafia e alle istituzioni e che pagò in modo atroce”. Così il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, che ha ricordato l’omicidio del procuratore della Repubblica, Pietro Scaglione, ucciso con il suo autista, l’agente di scorta, Antonino Lorusso, il 5 maggio 1971 in via Cipressi.

Coronavirus, Musumeci chiede il raddoppio delle corse aeree e l’aumento di quelle navali per la Sicilia

Il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci – con una nota inviata stamane ai ministri dei Trasporti e della Salute – ha chiesto il raddoppio delle corse aeree da e per la Sicilia e l’aumento di quelle navali sullo Stretto di Messina, per far fronte al considerevole aumento di traffico a seguito dell’avvio della “Fase 2”.

Restano immutate le prescrizioni, già adottate dalla Regione, alle quali si devono attenere coloro che ritornano nell’Isola: registrazione sul portale web dedicato dell’assessorato della Salute (siciliacoronavirus.it), obbligo di isolamento in quarantena e sottopposizione, al termine del periodo, al tampone rino-faringeo. Per quanto riguarda i passeggeri agli approdi a Messina, i controlli sanitari continueranno a essere assicurati dalla Regione, mentre per gli aeroporti di Palermo e Catania, la cui competenza è in capo all’Usmaf, Musumeci ne ha chiesto il rafforzamento.

Nella missiva, il governatore ha manifestato la disponibilità a una integrazione del precedente decreto interministeriale sulla mobilità. In particolare, si dovrebbe passare da due a quattro voli al giorno da Roma per Palermo e per Catania (e viceversa), mentre i collegamenti navali tra Sicilia e Calabria da cinque diventerebbero otto, in ogni direzione. Musumeci ha chiesto anche che lo stato di necessità ricomprenda anche coloro che si ricongiungano alla famiglia o debbano rientrare alla propria residenza o domicilio.

Nessuno deve pensare, però – afferma il presidente – che la “Fase 2” sia un ‘tutti liberi’, stiamo attenti. Il dato di tre regioni deve farci riflettere: in questo momento, Veneto, Lombardia e Piemonte assieme hanno 60 mila positivi, la Sicilia 2.200. Ho ricevuto centinaia di richieste da parte di ragazzi soprattutto che mi chiedevano ‘ci faccia a rientrare, ci faccia rientrare’. Sono padre e nonno e comprendo benissimo l’emozione, l’affetto e le necessità che si pongono in una famiglia. Ma credetemi è difficile trovare il punto di equilibrio per coniugare, da una parte, le esigenze affettive e, dall’altra, le esigenze della prudenza e della cautela, per evitare che si possa entrare in Sicilia senza sapere di essere portatori del virus. Come succede anche agli asintomatici. Quando c’è stato il famoso esodo di inizio marzo, su decine di migliaia di persone abbiamo trovato centinaia di positivi che non mostravano assolutamente alcun sintomo. Quindi bisogna stare prudenti per evitare di ricominciare da capo e la ricaduta sarebbe più complicata della prima fase. Quindi buon rientro a chi ha più di un motivo per rientrare nella nostra Isola, per tutto il resto guardiamo avanti”.

“Siamo arrivati alla Fase 2 – sottolinea il governatore – quindi bisogna allargare un po’ la maglia, ne siamo tutti consapevoli. Naturalmente, man mano che il tempo scorre, verificheremo il dato epidemiologico e quindi valuteremo se chiedere di aumentare, di volta in volta, il numero dei voli, delle corse del treno e dei traghetti sullo Stretto. Voglio chiarire – aggiunge Musumeci – che un blocco per i casi di necessità non c’è mai stato. Neanche nei momenti più critici dell’epidemia, sia gli ordinamenti nazionali che quelli regionali hanno sempre consentito l’ingresso alle Forze dell’ordine, alle Forze armate, al personale sanitario, e per gravi motivi personali, sanitari o di famiglia”.

Sicilia, dissesto idrogeologico: a Frazzanò si completa intervento nel centro

Una serie di frane ha danneggiato, a partire dal 2009, le strade e i fabbricati del quartiere Timpa di Frazzanò, nel Messinese.

L’area interessata – densamente popolata, a monte di via Libertà, sede della scuola elementare e di diversi edifici – è classificata come R4, ossia di alto rischio e necessita di opere di consolidamento su tutto il versante. Si tratta del secondo stralcio, quello che garantirà la messa in sicurezza di tutta l’area urbana.Il progetto prevede la realizzazione di paratie di pali, ma anche il ripristino e il completamento del sistema di raccolta delle acque.

E’ per questo che l’Ufficio contro il dissesto idrogeologico, guidato dal presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci e diretto da Maurizio Croce, ha velocizzato al massimo i tempi. La Struttura ha così espletato le procedure di gara per i lavori di messa in sicurezza. Al primo posto della graduatoria, con un ribasso del 27 per cento, la Macos Società Cooperativa di Agrigento.

Coronavirus, a Palermo riprendono gli allenamenti individuali: il “Renzo Barbera” riapre le porte

Dopo quasi due mesi di stop forzato, anche lo Stadio “Renzo Barbera” ha riaperto le porte.

Ieri, lunedì 4 maggio, ben venticinque calciatori rosanero si sono presentati per la seduta facoltativa organizzata dalla società, naturalmente nel rispetto della normativa per evitare la diffusione del Coronavirus : niente assembramenti e distanza di sicurezza di almeno due metri. Palestra e spogliatoi restano ancora chiusi, con l’amministratore delegato Rinaldo Sagramola che si è limitato ad aprire il portone dell’impianto sportivo; il preparatore atletico Marco Petrucci ha seguito gli allenamenti individuali  a distanza; mentre lo staff medico è rimasto in disparte per esser pronto ad intervenire qualora vi fosse qualche particolare emergenza nel corso della seduta.

Il club rosanero resta però sempre in attesa della decisione da parte del consiglio federale che si riunirà venerdì: “L’ipotesi di una ripresa resta quanto di più remoto possibile, ma in caso di stop definitivo bisognerà valutare i criteri per definire i verdetti finali. Il presidente Sibilia ha già detto di voler garantire il merito sportivo delle capolista, tra cui il Palermo, che potrebbe così ritrovarsi promosso in C già questa settimana“, scrive l’odierna edizione de Il Giornale di Sicilia.

Covid-19: il bilancio dei controlli in “Fase 1” della Polizia Municipale Palermo

Il Comando della Polizia Municipale comunica il bilancio dei controlli, a chiusura della “Fase 1” del piano nazionale finalizzato al contenimento del virus COVID-19.

Le 20 pattuglie giornaliere di P.M. a disposizione del Prefetto, a partire dal 20 marzo sono state distribuite nel territorio insieme alle quelle delle altre forze di Polizia attraverso apposita ordinanza settimanale del Questore.

I controlli effettuati dal personale di P.M. sono stati 10.326.

Le persone controllate sono state 9.641, di cui 355 sono state sanzionate per essere uscite senza un giustificato motivo.

Dieci persone sono state segnalate all’Autorità giudiziaria per false dichiarazioni.

Sono in corso le verifiche sulle autodichiarazioni rilasciate dalle persone controllate.

Per quanto riguarda le attività commerciali, le pattuglie hanno effettuato 257 controlli e per 9 esercizi commerciali è stata disposta la chiusura coatta.

A Palermo il progetto FA.C.E: la scuola a distanza per le famiglie dei quartieri Sperone e Brancaccio

Proposte a distanza attraverso video sul web, dirette Facebook e videochiamate tra esperti, genitori, nonni e bambini, per ricercare, scoprire e apprendere insieme. Per dare supporto e conforto, per fare comunità, anche a distanza.

È la nuova “versione” di FA.C.E. – FArsi Comunità Educanti che già coinvolge oltre cento famiglie dei quartieri Sperone e Brancaccio con l’obiettivo di ampliare i servizi educativi e di cura per la fascia 0-6, nonché contribuire alla costruzione di una comunità educante che sostenga una ridefinizione delle politiche educative.

Il progetto, selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, ha come capofila Fondazione Reggio Children e a Palermo vede in partnership l’Istituto Comprensivo Sperone-Pertini, le associazioni Cuore che vede e NuovaMente e l’Assessorato alla Scuola del Comune di Palermo.

Vista l’emergenza per la diffusione del coronavirus, i laboratori sono stati totalmente ripensati nelle modalità e “trasportati” online.  I luoghi FA.C.E. virtuali sfruttano le potenzialità del web estendendo le opportunità a tante altre famiglie che potranno partecipare alle attività settimanali in maniera assolutamente gratuita.

Così, i percorsi esperienziali previsti dall’azione pilota “Ben-Essere di Comunità”, già attivi ogni sabato dalla prima settimana di ottobre (massaggio infantile, incontri formativi sulla gravidanza e l’allattamento, danza in fasce, con-tatti con il mondo animale e la natura in fattoria didattica, cibo come atto sociale, dialoghi creta e digitale), e che hanno coinvolto fin qui più di cento famiglie, si reinventano in modalità digitale.

Le famiglie iscritte al progetto sono state invitate a registrarsi su un gruppo privato di Facebook (https://www.facebook.com/groups/678720339563505/?ref=share) per proseguire in modalità digitale i percorsi educativi pensati per loro. Il gruppo Facebook di “Ben-Essere di Comunità” sarà un modo per mantenere in vita le attività anche a distanza e per dare alle famiglie una continuità dei percorsi già intrapresi, in questo periodo che ci vede precauzionalmente a casa e impossibilitati a svolgere le attività in presenza.

Nello specifico, per le famiglie con bambini tra 0 e 11 mesi, già dal 24 aprile sono attivi  incontri di “Coccole e benessere” (massaggio infantile) e di “Ginnastica relax mamma- bambino“; mentre per le famiglie con bambini tra 1 e 6 anni sono previsti incontri per il percorso “Cibo come atto sociale“, secondo il calendario in allegato.Inoltre, dal 4 maggio, dal lunedì al venerdì, nello stesso gruppo Facebook, sarà attiva una Social Community, dove professionisti in ambito psico-sociale, educativo e sanitario supporteranno le famiglie del territorio, fornendo loro indicazioni e suggerimenti utili a contrastare la grave crisi sociale, educativa ed economica che le stesse stanno attraversando.

All’interno della Social Community le famiglie troveranno il supporto necessario per accedere agli interventi educativi e iniziative di solidarietà sociale attivate dagli enti territoriali e governativi; sostegno alla genitorialità (buone prassi educative, indicazioni a supporto gravide, ecc.), con l’attivazione di una chat dedicata attiva 6 giorni a settimana; possibilità per le famiglie di contattare i professionisti (psicologa, assistente sociale, ostetrica), tramite l’utilizzo di videochiamate e l’applicazione Messenger.

Il tutto in maniera assolutamente gratuita.Il fine delle iniziative promosse e proposte all’interno del gruppo Facebook Ben-Essere di Comunità è proprio quello di promuovere azioni a supporto della famiglia e del bambino 0-6, in un periodo in cui le famiglie dei quartieri Sperone e Brancaccio vivono un forte disagio economico, sociale ed educativo.

“Siamo consapevoli che le tecnologie digitali possono integrare i percorsi di cura educativa – dice l’assessora comunale alla Scuola, Giovanna Maranoma non potranno mai sostituire la ricchezza della relazione che si realizza nelle aule di asili e scuole dell’infanzia alla presenza di educatrici, educatori, insegnanti, bambine e bambini così come tutte le esperienze progettuali di laboratorio che nascono attorno, come FACE a contrasto delle povertà educative. Servizi educativi e scuola chiusi non sono solo edifici inibiti ma sono comunità che vengono improvvisamente a mancare al territorio. Un mondo che non si può riprodurre “a distanza” ma del quale, finché ci sarà il distanziamento, possiamo provare a preservarne la ricchezza attraverso un percorso resiliente che abbia cura delle relazioni attraverso il sostegno e il supporto alle famiglie. È decisivo che si possa trasmettere alle famiglie impaurite e smarrite il senso di una solidarietà educativa che non si ferma, di fronte al virus, rilanciando un messaggio di speranza e fiducia. Aver messo insieme inventiva, social e forza affettiva, competenze e professionalità, possono farci superare i limiti dello spazio e del tempo, a garanzia del benessere delle bambine e dei bambini e dei loro genitori. Veicoleremo da partner anche sul nostro portale scuola online – conclude l’assessora – le informazioni per dare spazio a questa esperienza di cura educativa a distanza per Sperone e Brancaccio”.

Crediamo nella scuola come bene comune, come luogo di dialogo e di partecipazione, e soprattutto come servizio al territorio – dice la dirigente Antonella Di Bartolo, coordinatrice territoriale del progetto – Abbiamo ripensato alcune azioni del progetto FA.C.E. in modalità online per stare, anche a distanza, vicini alle famiglie con bimbi 0/6, offrendo attività educative stimolanti per genitori e bimbi insieme; inoltre, in questo momento particolarmente difficile, ci è sembrato opportuno anche ampliare i servizi a disposizione delle famiglie del nostro territorio fragile, con un utile supporto di tipo psicologico e sociale. Anche così speriamo di tenere coesa e solidale la nostra comunità territoriale”.

 

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