Coronavirus, Samonà punta il dito contro Conte: “Al governo non importa nulla di cultura e turismo”

Alberto Samonà spara a zero in merito al Recovery Plan.

L’assessore regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana ha puntato il dito contro il governo Conte che, come riporta palermotoday.it, ha scelto di investire davvero le briciole per cultura e turismo.

Al governo Conte non importa nulla di cultura e turismo: nel Recovery plan, infatti, sono previsti soltanto 1,3 miliardi di euro per interventi in questi due settori a fronte dei 196 miliardi complessivi. Questo, nonostante siano due dei principali settori trainanti dell’Italia, in grado di muovere molti di punti di pil e dare occupazione a milioni di persone. Questo  è il peggior regalo di Natale che l’esecutivo Pd-5 Stelle potesse fare agli italiani, che come ha giustamente fatto osservare il senatore ed ex ministro della Lega Gian Marco Centinaio, si è limitato ad erogare una mancetta che non fa che accrescere la crisi di un segmento di Paese a cui è stata negata visione, strategie ed adeguato sostegno. Il tutto, ulteriormente aggravato in quelle regioni, come la Sicilia, nelle quali il binomio cultura-turismo è ancora più strategico per uno sviluppo sostenibile dell’Isola e per l’occupazione. Considerare asset economici primari come se fossero fastidiosi incidenti di percorso, destinando a questi le briciole è il frutto di una politica miope che continua a trattare con indifferenza settori già messi duramente alla prova dalle chiusure forzate dovute all’emergenza Covid”.

 

Recovery Plan: dal Ponte sullo Stretto al porto di Marsala, fino alla metro di Palermo. Bocciate le proposte della Sicilia

Appare davvero preoccupante leggere di come, in nessuna delle bozze circolate, compaia il ponte sullo Stretto” a dirlo è l’assessore alle Infrastrutture della Regione Siciliana, Marco Falcone, commentando le bozze del Recovery Plan, da dove emerge che le proposte presentate dalla Sicilia sono state praticamente bocciate tutte: dal Ponte sullo Stretto di Messina al porto di Marsala, fino alla metro di Palermo e all’aeroporto di Milazzo.

Lo stesso per tante altre priorità strategiche individuate nel documento inviato a Roma dalla Regione Siciliana. Ma innanzitutto l’estromissione del Ponte, maturata fra slogan e vere e proprie prese in giro come il tunnel o la funivia dello Stretto, rappresenta certamente il più grave fra gli schiaffi inferti dal Governo Conte ai sogni e alle necessità della Sicilia e dell’intero Mezzogiorno d’Italia“, aggiunge Falcone.

Nel pieno della crisi pandemica epocale che stiamo vivendo – prosegue Falcone – gli investimenti miliardari del Recovery Plan vengono dipinti da mesi come degni successori delle politiche keynesiane o del Piano Marshall, interventi entrati nella storia dell’Occidente. Bene, oggi purtroppo dobbiamo prendere atto della realtà: la Sicilia e il Sud saranno esclusi da una svolta di tale portata grazie a una precisa scelta politica del Governo Conte. Tra l’altro, fino a pochi giorni fa – ricorda l’assessore alle Infrastrutture – il presidente Nello Musumeci aveva tenuto una linea costruttiva, chiedendo al ministro Paola De Micheli di prevedere il Ponte nel Recovery Plan, o quantomeno, nel caso in cui veramente esistesse, un progetto di attraversamento stabile dello Stretto da realizzare in tempi rapidissimi. Purtroppo, nulla di tutto ciò“.

Ci dispiace – conclude Falcone – che la Sicilia, ancora nel 2021, sia tagliata fuori dall’Alta velocità per un capriccio ideologico di Pd e Movimento 5 stelle. Ci auguriamo che, almeno in extremis, uno scatto di orgoglio (o d’amore) per l’Italia da parte di qualche componente della maggioranza“.

Covid-19: al via il programma delle vaccinazioni in Gran Bretagna

É partito questa mattina come previsto il programma di vaccinazioni anti-Covid nel Regno Unito e la prima dose è stata somministrata ad una signora novantenne: secondo quanto riporta la Bbc, la donna – Margaret Keenan, che compirà 91 anni la settimana prossima – ha ricevuto il vaccino Pfizer-BionTech questa mattina alle ore 6:31 (le 7:31 in Italia) nell’Ospedale universitario di Coventry. Entro fine mese dovrebbero essere vaccinate nel Paese fino a quattro milioni di persone.

Fonte Ansa

Raccolta rifiuti Palermo: potenziato il servizio per il ritiro ingombranti

PALERMO – RAP giornalmente ha raccolto nell’ultima settimana oltre 1.200 tonnellate di rifiuti al giorno con una maggiore produzione che attesta il crescente recupero dell’abbandono su strada (300/400 t) rispetto alla media giornaliera di produzione che si afferma a 850/900 tonnellate. L’Azienda da diversi giorni è impegnata per portare via il surplus dei rifiuti rimasti nella pubblica via della città di Palermo. “Già domani – fanno sapere il presidente Giuseppe Norata e il direttore Generale Roberto Li Causipotremmo concludere gli interventi straordinari, portati avanti con l’ausilio delle pale meccaniche, in quei siti con maggiori criticità della città”.
Oltre alle 8 pale e ai 70 compattatori giornalieri messi in campo per la raccolta, – spiegano Norata e Li Causi – sono previsti 6 mezzi dedicati al ritiro degli ingombranti, con massima priorità alle segnalazioni dei cittadini, ai siti sensibili, accanto alle scuole o dove bisogna tutelare la salute pubblica. In queste ore – concludono– per non ricadere nell’emergenza stiamo lavorando in sinergia con l’Amministrazione Comunale per individuare soluzioni necessarie per aumentare le capacità di trattamento dei rifiuti di Bellolampo nelle more che la Regione individui, finalmente, gli impianti cui potere conferire i rifiuti prodotti in città”.
Contestualmente alle attività per regolarizzare il servizio di raccolta da questa settimana sarà potenziato, con squadre aggiuntive, il servizio di ritiro ingombranti su strada e a domicilio.

A seguire le vie che per l’intera giornata di oggi, saranno interessate dalle attività straordinarie di RAP con l’ausilio di mezzi meccanizzati:

In programma: via Brasca ( Brancaccio)  e Cosenz ( Barisano da Trani).
Villaggio Santa Rosalia per definire: via Ughetti, via Nicastro, via Madonia, via Latteri, La Fata, via Cesalpino, Via Tenente Anelli, via Vitali, Via Pelligra, via Pandolfo. Zona Altofonte per definire: MT50 ( sotto il ponte scorrimento veloce)Zona Falsomiele/Bonagia: via Volpino, Visone, Antilope, bretella Regione Siciliana  lato mare, via Aloi( lato Mare), via Pellicano, Pernice. Zona Pallavicino:  via  Camarina e via della Resurrezione, via Mercurio, via Aiace e via Antilope ( una postazione). Zona Mondello: via Mattei, (2 postazioni), via Venere ( una postazione). Zona Barisano da Trani Borgo Nuovo: via Brunelleschi, Michelangelo, via Bernini ( una Postazione) , via Sant’Isidoro ( Zona via Bronte). Zona Zen 1: via Zappa – via Franco Franchi, via Pensabene via Bianchini. Zona ZEN2 : ( via Girardengo e via Rocky Marciano). Zona Università: via Ernesto Basile e via Brasa .

Per quanto riguarda le azioni effettuate per rimuovere gli ingombranti, dal 2 dicembre al 5 dicembre, sono  state oggetto di interventi 50 vie e rimossi 2.535 pezzi di ingombranti. Nel mese di novembre oltre 10.000 gli ingombranti rimossi nella pubblica via.

Ecco le vie oggetto di interventi: via Placido Rizzuto (18), via dell’Orsa Minore (38), area Posta confine via Nicoletti (161), piazza carmine (15), via Papireto (62), via Cortigiani (95), via Laudicina (65), via Crociferi (107), via della Conciliazione (136), via Quintino Sella (47), piazza Sturzo (35), via benedetto Gravina (20), piazza Casa Professa (17), viale Michelangelo (177), via Portello (116), via Camilliani (29), via F. di Giorgi (78), via Beato Angelico (56), via Mater Dolorosa (61), via Alias (28), via Maggiore Amari (98), via Castellana (52), via Normanni (125), via Guglielmo il Buono (26), via Candelai (8), via Cappuccinelle (2), via delle Lettighe (80), via della Loggia (56), via Perez (5), via Laudicina (2), piazza Sturzo (1), via della Cera (6), via Cala (1), via Castiglia (1), via Michele Scoto (122), via Maggiore Amari (85), via Guglielmo il Buono (41), piazzetta S. Eligio (10), via Mattei (30), piazza Monte di Pietà (18), piazza Baronio Manfredi (21), corso Tukory (39), piazza Ingastone (34), via San Lorenzo (26), vicolo Sclafani (30), via Mazzarello (242), piazza Unità d’Italia (19).

Edilizia: Palermo è la prima città siciliana dove si apre un cantiere privato con superbonus 110%

Palermo è la prima città siciliana dove si apre un cantiere privato con l’applicazione del sistema di cessione del credito d’imposta, inerente ai lavori di riqualificazione energetica e messa in sicurezza sismica degli edifici.
Questo pomeriggio, infatti, è stato inaugurato il primo cantiere realizzato col Superbonus 110% nell’ambito del progetto ‘Riqualifichiamo l’Italia-Cappotto Mio’, promosso sul territorio dalla Cna palermitana in partnership con Eni Gas e Luce e Harley & Dikkinson.
I lavori interesseranno un condominio in via della Conciliazione composto da 60 unità immobiliari. Presenti all’avvio del Cantiere, Giancarlo Cancelleri, vice ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Gaetano Armao vice presidente della Regione Siciliana, l’assessore ai Lavori Pubblici, Vincenzo Di Dio e Pippo Glorioso, segretario della Cna Palermo, struttura che realizzerà i lavori.
L’intervento sfrutta i benefici fiscali del sisma bonus, del superbonus al 110 per cento che eleva l’aliquota di detrazione delle spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021 per interventi specifici.
Apprezzamento per l’avvio del cantiere è stato espresso dal sindaco Leoluca Orlando, che sottolinea “l’importanza di sostenere in modo concreto l’efficientamento energetico e la messa in sicurezza dell’edilizia privata. Con il programma del superbonus, viene da parte del Governo un importante contributo in questa direzione“.
L’assessore Di Dio ha ricordato che “l’amministrazione sta potenziando gli uffici che interloquiscono con cittadini e professori in questo settore, con l’obiettivo di rendere più semplice l’accesso a questo tipo di benefici
L’assessore ha anche comunicato che è allo studio, in partenariato con gli Ordini e con la Sispi, la realizzazione di momenti informativi rivolti a giovani tecnici, perché si possa estendere la platea di professionisti in grado di supportare i privati nell’accesso ai benefici previsti dalla normativa.

Tutto pronto per il “cashback”: ecco in cosa consiste e come ottenere il rimborso di Stato

Tutto pronto per il nuovo Cashback, il meccanismo di rimborso di Stato del 10% sulle spese con carte, bancomat e app che prende il via dall’8 dicembre. Nel vademecum online reperibile sul sito io.italia.it/cashback vengono spiegati tutti i passaggi da compiere per registrarsi.

Il mese di dicembre rappresenterà la fase “sperimentale” e darà diritto a un extra-cashback da massimo 150 euro sugli acquisti di Natale, soldi che saranno accreditati sul conto corrente a partire da febbraio. A gennaio si entrerà, invece, a regime con due rimborsi l’anno da 150 euro, ogni 6 mesi, e due “supercashback”, cioè due rimborsi da 1.500 euro per i primi 100mila cittadini che faranno più transazioni.

Per poter ricevere il rimborso per prima cosa bisogna munirsi di Spid, o carta d’identità elettronica. Il secondo passaggio prevede il download dell’app “Io” sul proprio cellulare, con l’ultimo aggiornamento che renderà operativo il servizio nella sezione “Portafoglio”. Infine registrare le carte o gli altri metodi di pagamento con cui si intende partecipare al programma e indicare il codice Iban su cui si vuole ricevere il rimborso. Chi ha già registrato le sue carte sulla app dovrà solamente cliccare sul pulsante “Attiva il cashback”. Quasi tutti gli operatori hanno aderito al progetto, in ogni caso è bene controllare che la propria carta o app di pagamento sia tra quelle convenzionate.

Eseguiti tutti i passaggi ci si potrà presentare al bar, al ristorante, nei negozi, al supermercato e pagare con le carte o le app. Sono inclusi anche i servizi di artigiani e professionisti e non ci sono limiti merceologici, sono esclusi invece gli acquisti online. Il sistema registrerà i pagamenti che saranno visibili dopo qualche giorno sulla app, che mostrerà lo storico e i dettagli dei pagamenti ma anche la “posizione in classifica” basata sul numero di transazioni che danno diritto al supercashback.

Il programma, al momento, sarà valido per due anni, con una prima fase sperimentale di un mese a dicembre. Nel primo anno in tutto si potranno ottenere fino a 3.450 euro, contando anche il supercashback di Natale. Per ottenere i primi 150 euro basteranno 10 transazioni tra l’8 e il 31 dicembre con carte, bancomat o app. Non c’è infatti un limite minimo di spesa ma un numero minimo di transazioni, che a regime diventano 50 a semestre, a partire da gennaio. Ci sono invece limiti massimi: si possono ottenere massimo 15 euro di rimborso per ogni singola spesa (il cashback del 10% si applica fino a 150 euro, anche se la spesa effettiva è superiore) e fino a 150 euro complessivi (su 1.500 euro di spesa ogni sei mesi).

Fonte Tgcom24

Covid, Viminale: a Natale per spostarsi servirà l’autodichiarazione. Aumentano i controlli

Attenzione nei controlli alle principali arterie di traffico e nelle stazioni per vigilare sul rispetto delle norme e delle limitazioni che riguardano gli spostamenti tra regioni dal 21 dicembre al 6 gennaio e, tra i Comuni, nelle giornate di Natale, S.Stefano e Capodanno. É quanto chiede un passaggio della circolare del Viminale indirizzata ai prefetti, dove si legge: “attenzione andrà rivolta ai controlli da effettuarsi sulle principali arterie di traffico e sui vari nodi delle reti di trasporto, in considerazione, soprattutto, degli spostamenti conseguenti alle particolari restrizioni previste dal comma 4 dell’art.1 del Dpcm“.

“Si evidenzia che tra le situazioni di necessità, per le quali resta fermo l’uso del modulo di autodichiarazione, può farsi rientrare, a mero titolo di esempio, l’esigenza di raggiungere parenti, ovvero amici, non autosufficienti, allo scopo di prestare ad essi assistenza, secondo quanto già chiarito in apposita Faq pubblicata sul sito web del Governo“.

Fonte Ansa

Covid, Sicilia zona gialla: il comitato tecnico scientifico preoccupato. Oggi il confronto con Musumeci

Nonostante la Sicilia sia passata da zona arancione a zona gialla le preoccupazioni del comitato tecnico scientifico permangono, i maggiori timori sono agli eventuali effetti dovuti da questo passaggio che può produrre nella popolazione una sorta di allentamento psicologico, soprattutto con l’approssimarsi delle festività natalizie.

Se non vengono rispettate tutte le cautele previste -ha detto Salvatore Scondotto, presidente dell’Associazione italiana di Epidemiologia, dirigente dell’assessorato regionale alla Salute e soprattutto coordinatore del Comitato tecnico scientifico siciliano – non è possibile escludere una terza ondata. Abbiamo visto cosa è successo durante l’estate. Gli effetti del passaggio alla zona gialla si vedranno tra due o tre settimane”, si legge nell’intervista rilasciata a “Repubblica” e ripresa da ‘La Gazzetta del Sud”.

Gli esperti non avrebbero di fatto “condiviso” il fatto che il presidente della Regione Nello Musumeci, nell’emanare l’ultima ordinanza non abbia tenuto conto delle perplessità del Cts.

Questo sarà uno dei temi di cui si discuterà oggi, durante la riunione con i vertici delle 18 Asp della Sicilia e con i componenti del Comitato tecnico scientifico, alla quale parteciperanno anche Musumeci e l’assessore regionale alla Salute Ruggero Razza.

Sicilia, toto nomi per il rimpasto della giunta Musumeci. Ecco chi potrebbe dover lasciare

Aria di rimpasto nella giunta di Musumeci. Infatti, anche se il presidente vuole toccare il meno possibile la sua squadra, nei prossimi giorni potrebbe dovere pensare a fare delle sostituzioni.

Se i boatos continuano a dare in uscita Edy Bandiera all’Agricoltura e Bernardette Grasso alle Autonomie locali e Funzione pubblica, non sembrano così scontate e automatiche le sostituzioni “chirurgiche” ipotizzate da tempo con gli ex deputati regionali Tony Scilla e Vincenzo Giambrone rispettivamente da Trapani e Agrigento, anche se entrambi resterebbero in pole position. Le province che a Miccichè danno più pensieri e sui cui è maggiore la richiesta di visibilità sono proprio le ultime due, ma a queste si aggiunge anche Caltanissetta. In tal senso anche il nome del deputato Michele Mancuso potrebbe essere preso in considerazione, mentre non va dimenticata l’auspicabile, ma non obbligatoria, scelta di un profilo femminile nel caso in cui Grasso dovesse lasciare la Funzione pubblica”, si legge nell’edizione odierna de ‘La Sicilia’.

Tra i nomi femminili spunta quello di Rosi Pennino, sindacalista e componente dello staff di Bandiera, nominata ieri responsabile regionale del dipartimento Disabilità e Pari opportunità degli azzurri. Ma veicola anche quello di Margherita La Rocca Ruvolo, recentemente approdata a Fi dall’Udc, presidente della commissione Sanità all’Ars.

Forza Italia ribadisce di non voler far passare troppo tempo prima di incassare la ridefinizione degli assetti, come è pure vero che da Palazzo d’Orleans, nelle autonomie delle scelte degli altri partiti, non si accetteranno nomi che non siano pienamente condivisi”, si legge ancora sul quotidiano.

“Resto al Sud”, arriva il regolamento per le startup siciliane

É stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale il decreto del presidente della Regione Nello Musumeci con il quale vengono approvate ulteriori agevolazioni, sotto forma di credito d’imposta, in favore dei soggetti beneficiari di “Resto al Sud”. I fondi disponibili ammontano a 1 milione di euro per l’anno 2020, 1,7 milioni di euro per l’anno 2021 e 2 milioni di euro per l’anno 2022, utilizzabili in compensazione con il modello di pagamento F24 da presentare esclusivamente attraverso i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle entrate. La domanda di contributo dovrà essere presentata a mezzo di un’apposita istanza al dipartimento Finanze e credito dell’assessorato dell’Economia dal 15 al 31 dicembre 2020 per l’anno in corso e dal 15 al 31 maggio negli anni successivi. Il credito d’imposta è parametrato ad alcune voci di imposte di spettanza della Regione – versate per ciascuno dei primi tre periodi di imposta decorrenti da quello di presentazione dell’istanza – quali l’addizionale regionale Irpef, la tassa automobilistica per gli automezzi di proprietà immatricolati in Sicilia e strettamente necessari al ciclo o per il trasporto in conservazione condizionata dei prodotti e l’imposta di registro, ipotecaria e catastale e di bollo per l’acquisto di beni immobili ricadenti nel territorio regionale connessi allo svolgimento dell’attività. Ad oggi sono circa 800 le startup siciliane beneficiarie di “Resto al Sud“, il programma di incentivi, gestito da Invitalia, destinato a chi ha un’età compresa tra i 18 e i 45 anni che finanzia nuove attività produttive nei settori industria, artigianato, trasformazione dei prodotti agricoli, pesca e acquacoltura, fornitura di servizi alle imprese e alle persone, turismo, attività libero professionali, sia in forma individuale che societaria.

«Con la misura “Resto in Sicilia” – evidenzia il vicepresidente e assessore all’Economia della Regione Siciliana, Gaetano Armaoil governo Musumeci rende disponibile a chi ha scelto di avviare le proprie attività imprenditoriali in Sicilia, già beneficiarie degli incentivi “Resto al Sud”, un ulteriore strumento finanziario con il quale sostenere, in questo particolare periodo di difficoltà economica, il proprio sviluppo. Il regolamento mette a disposizione di queste startup, 4,7 milioni di risorse aggiuntive in tre anni, accessibili sotto forma di credito d’imposta grazie a una convenzione tra il dipartimento Finanze e credito dell’assessorato dell’Economia e l’Agenzia delle entrate».

 

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