Coronavirus, importazione mascherine: Irene Pivetti indagata a Siracusa

L’ex presidente della Camera, Irene Pivetti, è indagata dalla Procura di Siracusa, in qualità di amministratore delegato della Only logistics Italia srl, nell’ambito di un’inchiesta sull’importazione e distribuzione di mascherine dalla Cina. I reati ipotizzati sono frode in commercio e immissione sul mercato di prodotti non conformi ai requisiti essenziali di sicurezza. La guardia di finanza di Siracusa ha sequestrato nove mila mascherine in diverse città italiane.

Coronavirus, il sindaco De Luca contesta il premier Conte: “Nuovo Dpcm una porcheria”

“Il nuovo provvedimento governativo ha fatto scalpore perché è figlio del ‘vorrei ma non posso’, grazie a una decisione non presa. Proprio in relazione a questo, noi del comune di Messina abbiamo invece deciso di decidere. A Conte dico che non ci stiamo. Non accetto il Dpcm entrato in vigore con queste scadenze scriteriate. Già da domani dunque porterò avanti il lavoro che non è stato fatto. Se serve, sono pronto anche a rischiare di essere dichiarato decaduto dalla carica di sindaco, ma comunque, visto che non lo fa Musumeci, chiederò a Conte di rimangiarsi la porcheria che ha servito agli italiani il 26 di aprile, non differenziando le misure per le varie regioni”.

Così il sindaco di Messina, Cateno De Luca. “Bisogna prendere atto della diffusione epidemiologica su tutto il territorio nazionale: il 70% è concentrato su quattro regioni del Nord. C’è una chiara distinzione territoriale che deve essere presa in considerazione. Quindi, alla luce di ciò, occorrono norme restrittive al centro-nord (in particolare Lombardia e Piemonte) e più flessibili per le regioni del sud, in cui il contagio è sotto la media nazionale, stabilendo comunque il criterio di libertà vigilata. Se infatti fossi io il Presidente del Consiglio autorizzerei i sindaci a fare accordi con i commercianti affinché non solo sia dato gratuitamente il suolo pubblico ma consentirei anche l’istallazione di bagni chimici uomo/donna in modo tale che si possano garantire le condizioni igienico-sanitarie, in deroga alle norme previste dai regolamenti. Servono dunque protocolli specifici che comunque garantiscano le aperture”.

Coronavirus, Musumeci pronto a ripartire: “Da Conte misure contraddittorie. No all’Italia a due velocità”

Ha definito “troppo stringenti o contraddittorie” le misure annunciate domenica sera dal premier Giuseppe Conte in vista della cosiddetta Fase 2 legata all’emergenza Coronavirus in Italia, soprattutto per quanto concerne l’apertura a giugno di alcune attività, come ad esempio barbieri e parrucchieri o bar e ristoranti. Stiamo parlando del presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci.

“Dico queste cose pur avendo adottato in Sicilia misure severe, che però hanno dato risultati. Occorre riuscire a coniugare la linea della prudenza con quella della ripartenza”. Un altro settore che suscita le preoccupazioni del Governatore per le ricadute economiche nell’Isola è quello del turismo. “Anche per questo motivo ho autorizzato i lidi balneari alla pulizia delle spiagge e a tutte le iniziative necessarie in attesa dell’apertura della stagione. Stiamo lavorando insieme ai presidenti delle Regioni per potere chiedere a Conte di rivedere alcune cose e tentare di salvare il salvabile. Prima però dobbiamo metterci d’accordo perché anche tra di noi c’è chi dice cose diverse”, ha dichiarato il Governatore della Sicilia ai microfoni di Telecolor. “In Sicilia non accettiamo più che ci siano due Italia e a due velocità diverse. Nel corso della cabina di regia ho detto al premier Conte che in Sicilia non sono tanto le risorse finanziarie di cui abbiamo bisogno quanto piuttosto la necessità di potere spendere presto e bene le risorse finanziarie che già ci sono. La stesse deroghe e gli stessi poteri straordinari che sono state previsti per il ponte Morandi potrebbero consentire nella nostra regione l’apertura, nel giro di pochi mesi, di tanti cantieri in grado di realizzare infrastrutture importanti e di dare lavoro”.

Infine, Musumeci si è espresso in merito alla richiesta di dimissioni avanzata da alcuni esponenti politici dell’opposizione nei confronti dell’assessore al Turismo Manlio Messina che ha pubblicato e poi rimosso sul suo profilo Facebook un fotomontaggio con il premier Conte in manette tra due carabinieri. “Si è trattato di un post infelice, tanto che io stesso ho chiesto all’assessore di rimuoverlo e me ne scuso con il presidente del Consiglio. Ma poiché si trattava soltanto di satira, le polemiche che ha sollevato mi sembrano francamente pretestuose. Per me l’incidente è chiuso”, ha concluso.

Coronavirus, Conte: “Non ci sono condizioni per ripartenza normale. Congiunti non sono amici, presto chiarimenti”

“Congiunti non sono gli amici, preciseremo presto la formula”, lo ha dichiarato il Premier Giuseppe Conte, che nella giornata di ieri, per la prima volta dall’inizio della quarantena, ha visitato la città di Milano per incontrare il governatore Fontana ed il sindaco Sala.

“Molti cittadini non sono rimasti contenti delle nuove misure. Lo vediamo ed è anche comprensibile, molti volevano tornare alla normalità – ha proseguito il Presidente del Consiglio dei ministri -. Ma non ci sono le condizioni per farlo, ancora. Stiamo attraversando la fase 2, quella della convivenza col virus. Non quella della liberazione dal virus. Un solo paziente, il paziente zero, ha portato l’Italia a questa situazione e oggi siamo a 105mila contagiati. Se affrontassimo questa fase 2 senza prudenza e responsabilità, avremmo la conseguenza di comportamenti imprudenti e irresponsabili e la curva epidemiologica sfuggirebbe di mano. Con questo provvedimento, noi manderemo a lavoro 4,5 milioni di lavoratori e lavoratrici che andranno ad aggiungersi a quelli che già lo stavano facendo. Poi il 18 maggio ci sarà un altro blocco, poi altri a giugno. Secondo voi sarebbe possibile affrontare la fase 2, dopo i tanti sacrifici fatti, diversamente? Non credo, lo dobbiamo alle famiglie delle persone morte e a tutti i cittadini. Noi non cerchiamo consenso, cerchiamo di fare le cose giuste anche se questo dovesse scontentare tante persone. Le nostre sono decisioni fatte nell’interesse di tutti. Prepariamoci e rispettiamo le misure. Abbiamo introdotto qualche allenamento, ma ancora non possiamo mollare. Dal 4 maggio saranno possibili le attività sportive purché si rispetti la distanza. Stessa cosa per l’attività motoria. Cerchiamo di alleviare anche le sofferenze psicologiche che tutti stiamo provando. Ma non buttiamo a mare tutti i sacrifici, dobbiamo continuare ad agire in modo responsabili. Congiunti? E’ una formula ampia, generica. Poi lo preciseremo. Non significa che si può andare in giro a casa di altri, a fare feste o cose del genere. Si può andare a trovare i parenti, ma non gli amici. Ricordo che 1/4 dei contagiati arriva da ambienti familiari”.

Sul divieto di riaprire le chiese e celebrare le cerimonie religiose: “Non vorrei creare rammarico nella Cei e nella chiesa italiana. Ci siamo sentiti col presidente Bassetti, non c’è un atteggiamento materialista o di insensibilità dietro le nostre scelte. Ma anche nella letteratura scientifica, la pratica religiosa è una statistica dei focolai epidemiologici. Lavoreremo per definire un protocollo di massima sicurezza per garantire ai fedeli di partecipare alle celebrazioni liturgiche in sicurezza. Intanto c’è stata apertura per le cerimonie funebri, poi con collaborazione definiremo un percorso per garantire, anche nell’interesse dei parroci, la massima sicurezza”, ha concluso il Premier Giuseppe Conte.

 

Consulta delle biciclette Palermo, “Avanti insieme”: “Adesso nuove piste ciclabili che colleghino il Centro alle periferie”

In vista dell’imminente avvio della cosiddetta “Fase 2”, tante città italiane, soprattutto le più grandi, mirano ad incentivare l’uso della bicicletta come mezzo di trasporto prevalente, poiché, oltre ad essere assolutamente ecologico, risulta tra quelli più idonei a minimizzare il rischio contagio, in quanto garantisce la distanza di sicurezza minima tra gli individui. Nella stessa direzione sta andando il Comune di Palermo – dichiarano i Consiglieri Comunali di “Avanti Insieme”, Valentina Chinnici, Claudia Rini, Paolo Caracausi, Massimo Giaconia e Toni Sala – che, proprio oggi ha visto il Consiglio Comunale approvare all’unanimità, come a sancire che il tema della “mobilità intelligente” non ha un colore politico, la proposta di deliberazione che istituisce “La Consulta Comunale della bicicletta“.

La Consulta, non appena sarà costituita, avrà come ruolo principe quello di incentivare e promuovere l’utilizzo della bicicletta, in quanto organismo di sostegno nella definizione degli indirizzi inerenti le tematiche della mobilità ciclabile.Adesso, però,27 colleghino le periferie con il centro, e a garantire facilità di utilizzo e sicurezza con una manutenzione regolare del manto stradale, della segnaletica  dei cordoli, ponga in essere  provvedimenti concreti volte a mettere  in sicurezza la propria Azienda dei trasporti pubblici Amat, i suoi dipendenti ed i servizi che la stessa eroga, e lo dovrà fare principalmente con l’attuazione del piano di risanamento approvato dalla Giunta Comunale nel mese di agosto 2019 che, tra le diverse misure, contempla la rivisitazione del contratto di servizio ed il relativo corrispettivo“, conclude il gruppo.

Coronavirus, Confcommercio Palermo boccia il nuovo decreto: “Inaccettabile, favorisce il Nord”

“La Sicilia sta sprofondando e il governo nazionale, con le ultime decisioni, ha evidentemente deciso di farci morire di fame. Basta, la situazione è insostenibile. Faccio appello alle istituzioni regionali per una forte presa di posizione in favore della Sicilia, penalizzata in modo ingiustificabile e irresponsabile”.

Sono le parole della presidente della Confcommercio di Palermo, Patrizia Di Dio, schieratasi contro il nuovo Dpcm che d il via alla tanto attesa “Fase due” dell’emergenza Coronavirus.

“E’ un Dpcm inaccettabile che mette l’Italia del Sud in ginocchio e che premia le lobby del Nord, che possono riaprire industrie e cantieri, mentre qui si tengono chiuse le attività con cui si regge prevalentemente la nostra economia”.

“In queste ore – spiega Patrizia Di Dio – sta montando il malumore dei nostri associati e di tutto il mondo delle imprese del commercio, del turismo, delle professioni e dei servizi che sono il motore della nostra economia. Così si rischia una rivoluzione che non potremo più contenere. Siamo stati responsabili, non vogliamo diventare martiri di un sistema distorto. Non possiamo certo aspettare il 18 maggio. La maggior parte dei siciliani da fine febbraio, ovvero da quando è iniziata la crisi sanitaria in Italia, non può contare sui ricavi della propria attività, non è stato erogato nemmeno un euro di indennità a fondo perduto, non si è ancora vista la cassa integrazione, ottenere i finanziamenti dalle banche per la maggior parte degli imprenditori è un’impresa”.

Infine, la presidente Di Dio conclude: Il governo regionale assumerà una posizione forte a tutela dei siciliani contro questa ennesima ingiustizia sulle categorie e sui territori e si batterà per una riapertura anticipata delle attività produttive, con il dovuto rispetto di tutte le misure precauzionali”.

Coronavirus, il Sindaco di Messina non ci sta: “Fase 2? Qui inutile riapertura a rate”

“Questa apertura a rate che ci è stata propinata a chi è utile? Perché se il 70% dei contagi sono ancora concentrati su 3 regioni del Nord, dobbiamo applicare le medesime restrizioni in tutta Italia? Sono solidale ai nostri amici del Nord, però non è logico tenere il territorio italiano in libertà vigilata. Oggi su Facebook farò delle controproposte”.

Ad affermarlo è il sindaco di Messina Cateno De Luca, espressosi – all’indomani della conferenza stampa del Premier Giuseppe Conte – sulle misure del nuovo DPCM che partiranno dal prossimo 4 maggio.

“Anticipo – ha continuato De Luca – che la proposta prevede una differenziazione territoriale. Tutte le attività vanno aperte, ma secondo una nuova modalità. Lo stesso dicasi per i cimiteri: non è possibile continuare a tenerli chiusi. La stessa cosa per tutte le altre attività. Prendetevi la responsabilità che vi competono perché siete voi a comandare l’Italia. Noi sindaci siamo solo dei modesti attuatori. Anche per il suolo pubblico: si dica ai ristoratori che occorrono gli spazi all’aperto e l’amministrazione comunale sarà disponibile a concederli, così come per gli impianti di balneazione, in modo tale che ognuno possa fare i conti con la propria tasca”.

Coronavirus, Conte: “Inizia la FASE 2, ora convivenza con il virus”. Ecco il nuovo decreto

L’Italia si appresta ad entrare nella FASE 2 dell’ermergenza Coronavirus, che prevederà l’allentamento del lockdown. A chiarire gli aspetti legati al tanto atteso nuovo decreto è il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, durante la diretta – indetta dallo stesso Premier – questa sera a Palazzo Chigi.

“Inizia la fase due, ora convivenza con il virus. Bisogna tenere la distanza sociale o curva risale. Se non rispettiamo le precauzioni la curva risalirà, aumenteranno i morti e avremmo danni irreversibili per la nostra economia. Se ami l’Italia mantieni le distanze. Sarà fondamentale il comportamento responsabile di ciascuno di noi, non bisogna mai avvicinarsi, al distanza di sicurezza deve essere di almeno un metro. Consentiamo il rientro nel proprio domicilio o residenza, ma non c’è ancora la possibilità di trasferimento in altre regioni. La riapertura delle aziende interessate è consentita sul presupposto del rispetto dei protocolli di sicurezza. Ci sarà un protocollo di sicurezza anche per le aziende di trasporto. Dal 18 maggio riaprirà il commercio al dettaglio. Consentiamo dal 4 maggio una maggiore attività: bar e ristoranti potranno fare attività di ristorazione con asporto ma che nessuno pensi che ci possano essere assembramenti. Il cibo non si consumerà davanti al posto di ristoro. 50 centesimi il prezzo delle mascherine chirurgiche. Attraverso i dati di tutte le Regioni, potremo elaborare tutte le situazioni critiche. Sulla base dei parametri e del lavoro del comitato tecnico scientifico, potremo intervenire in caso di situazioni critiche. Non possiamo permetterci una situazione che ci sfugga di mano. Con questo sistema ci assumiamo il rischio della riapertura. Mi permetto di anticipare che abbiamo un indirizzo chiaro del governo sul piano che stiamo affrontando. Il 18 maggio è in programma un’apertura del commercio al dettaglio. Con le dovute precauzioni anche musei, mostre e biblioteche oltre agli allenamenti delle squadre in campo sportivo. Faremo il possibile anche per intervenire per tempo con gli stabilimenti balneari”, sono state le sue parole.

Dunque, dal prossimo 4 maggio, saranno consentiti gli spostamenti per necessità lavorative, assoluta urgenza o comprovate ragioni di salute, così come adesso. Ma si aggiunge la visita ai familiari, purché avvenga in sicurezza. Inoltre, sarà obbligato a restare a casa chi ha febbre maggiore ai 37.5 o sintomatologia respiratorie. Restano i divieti di assembramento in luoghi pubblici o anche privati. “Non consentiamo party”, ha spiegano il premier. Ma sarà consentito l’accesso a ville, a parchi pubblici. nel rispetto delle distanze e delle prescrizioni di sicurezza. Per quanto concerne lo sport, potrà ripartire l’attività motoria individuale anche distante da casa. Dal 4 maggio via libera anche ad allenamenti dei professionisti per le discipline individuali. Per gli sport di squadra la data potrebbe essere quella del 18 maggio. Per i campionati di calcio “valuteremo se ci sono le condizioni”, ha detto Conte.

Nel dettaglio:

  • 4 maggio: per le attività produttive dal 4 maggio riapre tutta la manifattura, le costruzioni, il commercio all’ingrosso funzionale a questi settori. Tutte le aziende dovranno rispettare i protocolli di sicurezza sui luoghi di lavoro. Per bar e ristoranti è previsto il servizio d’asporto. Dal 4 maggio saranno permessi i funerali, ma con la sola presenza dei familiari del defunto, per un massimo di 15 persone.
  • 18 maggio: per questa data è prevista la riapertura dei negozi, dei musei e delle biblioteche.
  • 1 giugno: per questa data riapriranno i bar e i ristoranti, i parrucchieri e centri estetici.
  • Settembre: scuole.

 

Coronavirus, il bollettino in Italia del 26 aprile: 106.103 positivi, salgono a 64.928 i guariti

Il Dipartimento di Protezione Civile, come di consueto, ha emesso alle ore 18:00 il bollettino ufficiale sulla situazione della diffusione e del contagio del coronavirus nel nostro Paese. Questi i dati reali aggiornati ad oggi, domenica 26 aprile 2020.

CASI ATTUALI: 106.103 ( +256 )

– TERAPIA INTENSIVA: 2.102 ( -93 )

– DECEDUTI: 26.644 ( +260 )

– DIMESSI/GUARITI: 64.928 ( +1.808 )

– CASI TOTALI: 197.675 ( +2.324 )

Coronavirus, l’annuncio di Conte dopo il consiglio UE: “C’è accordo sul Recovery Fund”

“Si è appena concluso il Consiglio europeo, è stata una tappa importante nella storia europea. Tutti i 27 paesi hanno accettato, per reagire a questa crisi sanitaria, economica e sociale, di introdurre uno strumento innovativo: il ‘Recovery Fund‘. Sarà un fondo per la ripresa con titoli comuni europei che andrà a finanziare tutti i paesi più colpiti, tra cui l’Italia. E’ uno strumento urgente, assolutamente necessario. E’ l’Italia in prima fila a chiederlo, la nostra iniziativa è stata molto importante. Uno strumento del genere era impensabile, e si aggiungerà a quelli già varati per rendere la risposta europea molto più solita, più coordinata, più efficace“.

Sono state le parole del del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, soffermatosi a parlare sul nuovo strumento introdotto dall’Unione Europea – il Recovery Fund – durante la conferenza stampa svoltasi questa sera alle 20:15.

Aggiungere alla collezione

Nessuna raccolta

Qui troverai tutte le collezioni che hai creato prima.