Serie C, ufficializzato l’inizio: la decisione del Consiglio Direttivo, si partirà il 27 settembre

C’è la data ufficiale per l’inizio del prossimo campionato di Serie C.

Sono state poi approvate le modifiche allo Statuto che recepiscono i principi informatori del CONI e che verrà sottoposto all’esame ed approvazione durante l’Assemblea dei Club del prossimo 24 luglio. È stato altresì approvata la modifica del regolamento del minutaggio dei giovani che verrà anch’esso portato per l’approvazione dell’Assemblea.

L’avvio della stagione 2020/21 della terza serie italiana è previsto per il 27 settembre, data ufficializzata non appena è terminato il Consiglio Direttivo della Lega Pro svoltosi nella giornata odierna.

Le parole del presidente Francesco Ghirelli che si è proiettato alla prossima annata. “Siamo sempre in attesa del provvedimento sul credito d’imposta e sull’istituzione dell’apprendistato. Ci manca il pubblico allo stadio che rappresenta una componente essenziale ed imprescindibile del calcio oltre che essere una risorsa fondamentale per i nostri club. Auguriamo che la curva epidemiologica del Paese continui nel miglioramento costante degli ultimi tempi anche per consentire un alleggerimento del protocollo sanitario. Per la Serie C è molto difficile sopportare economicamente il controllo sanitario previsto e sarebbe di certo un ulteriore ostacolo per la sostenibilità dei nostri club”.

 

Palermo, ancora attesa per la panchina: Pecchia e Scienza già liberi, ma la società valuta altri tecnici

La panchina del Palermo è ancora sguarnita.

La società, come si legge nell’edizione odierna del Giornale di Sicilia, si sta prendendo del tempo per le valutazioni. L’obiettivo è infatti quello di non sbagliare e trovare il tecnico adatto per conquistare la vetta della Serie C. È per questa ragione che la lista del duo Sagramola-Castagnini è lunga. Ormai, tra questi, Fabio Pecchia, terminati i play-off con la Juventus Under21, è libero. La società rosanero, tuttavia, non sembra volere farsi subito avanti. L’interesse per Fabio Caserta, ancora legato alla Juve Stabia, non è infatti ancora svanito, così come quello per Vincenzo Italiano e Roberto Boscaglia, che hanno rispettivamente un contratto con Spezia e Virtus Entella fino al 2021.

Per Boscaglia non ci sarebbero problemi riguardo ad un possibile ritorno in Sicilia ma, come si legge sul noto quotidiano “la prospettiva di siglare un contratto annuale non lo entusiasmerebbe”. Italiano, invece, è attualmente concentrato sulla lotta per la conquista della promozione in Serie A. Nel caso in cui l’obiettivo venisse raggiunto, la separazione tra il tecnico e lo Spezia sarebbe un’ipotesi difficile. Un altro nome nella lista dei papabili è quello di Giuseppe Scienza, anche se con l’allenatore piemontese c’è stato solo un contatto senza alcun esito. Una volta conclusa la cavalcata del Monopoli ai play-off di Serie C, egli si è infatti espresso chiaramente riguardo alla sua volontà di restare, “allontanando ogni tipo di sirena”. Attualmente, però, non ha ancora firmato un nuovo contratto con i pugliesi.

I vertici del Palermo, dunque, preferiscono attendere. Il campionato di Serie C dovrebbe avere inizio il 27 settembre e il ritiro a Petralia Sottana non dovrebbe andare oltre la seconda settimana di agosto. Rimane, dunque, la possibilità di presentarsi sulle Madonie senza un allenatore.

 

Palermo, Gianluca Inzerillo (Sicilia Futura): “La politica non può permettersi di non stipulare convenzione per lo stadio”

I tempi stringono e diventa fondamentale in questi giorni raggiungere un accordo per la concessione dello stadio al Palermo Calcio.

I consiglieri comunali sono al lavoro per discutere l’atto deliberativo e trovare un punto di incontro per chiudere quanto prima l’accordo con la società guidata dal presidente Dario Mirri.
A questo proposito è intervenuto ai microfoni di Mediagol il capogruppo di Sicilia Futura – Italia Viva, Gianluca Inzerillo.

Durante la conferenza dei capigruppo calendarizzeremo l’atto in consiglio comunale. Da parte nostra e del mio gruppo ci sarà il massimo impegno nel rispetto delle norme a cui dobbiamo attenerci. Non possiamo permetterci di non stipulare la convenzione con la società sportiva perchè i palermitani hanno diritto di avere la propria squadra all’interno della propria città“.

 

Palermo, Dario Chinnici (Italia Viva): “Abbiamo il dovere di dare un indirizzo politico per la convenzione stadio. Il club deve giocare nella propria città”

L’accordo per avere il “Renzo Barbera” è fondamentale ai fini dell’iscrizione dei rosanero al prossimo campionato. C’è una bozza che adesso dovrà essere discussa e approvata in Consiglio comunale.

Il tema Palermo Calcio e convenzione stadio tiene banco da settimane. La politica riveste un ruolo fondamentale per il futuro del club.

Di questo aspetto Mediagol ne ha parlato con Dario Chinnici, capogruppo di Italia Viva.

Avremo una capigruppo dove andremo ad esitare i termini di questa convenzione che poi arriverà in Consiglio comunale. Il nostro interesse è quello di fare giocare la squadra di calcio all’interno della propria città. Ovviamente daremo soltanto un indirizzo politico poi la convenzione la esiteranno gli uffici tecnici del patrimonio”.

 

Palermo: focus su calcio e politica. I consiglieri comunali in diretta su Mediagol

La concessione dello stadio “Renzo Barbera” e la passione per i colori rosanero. Due appuntamenti dedicati al calcio e alla politica andranno in onda lunedì 13 luglio alle 16.30 e alle 18.30 sui social di Mediagol.it, in diretta dai nuovi studi Mediaeditors.

Ospiti del format delle 16.30 saranno i consiglieri comunali di Palermo: Fabrizio Ferrandelli (+Europa), Igor Gelarda (Lega) e Andrea Mineo (Forza Italia).

A seguire, alle 18.30, il tema calcio e politica tornerà su Mediagol con gli ospiti: Paolo Caracausi (Avanti Insieme in quota Italia dei Valori), Dario Chinnici (Italia Viva) e Gianluca Inzerillo (Sicilia Futura per Italia Viva).

Argomento d’attualità sarà la convenzione tra il Comune di Palermo e la SSD Palermo per lo stadio “Renzo Barbera”.

 

Palermo, la Serie C costa meno della D: quasi intatto il budget di 10 milioni. Cifre e dettagli

“Palermo, la C costa meno della D. Quasi intatto il budget di 10 milioni”.

Titola così l’edizione odierna del ‘Giornale di Sicilia’, in merito alla cifra che il club di viale del Fante dovrà versare per l’iscrizione al prossimo campionato di Serie C: 105 mila euro. Una cifra certamente inferiore rispetto all’ormai noto milione versato a fondo perduto un anno fa per poter partire dai dilettanti. “Il calcio italiano regala paradossi”, scrive il noto quotidiano locale, che poi in merito alla cifra versata un anno fa aggiunge: “Cifra record, perché negli anni passati era previsto un contributo nettamente inferiore e persino nella stessa stagione c’è stato chi ha pagato meno dei rosa (basti pensare al Foggia, che ha versato la metà pur iscrivendosi comunque nella stessa categoria)”.

Oggi, al Palermo, il passaggio tra i professionisti costa quasi il 90% in meno. Nel dettaglio, la società rosanero dovrà pagare tre distinte quote, dal valore di 5 mila euro (come quota associativa), 45 mila euro (come quota straordinaria) e 55 mila euro (come quota di partecipazione) per un totale di 105 mila euro, di cui solo i primi 50 mila euro andranno versati immediatamente. “Per i restanti 55mila euro di quota di partecipazione, invece, il pagamento si può effettuare in dieci rate a partire da settembre, con termine fissato al 5 giugno”, conclude.

 

Regione Siciliana: Musumeci all’Ars presenta la relazione di metà legislatura

«Posso con orgoglio affermare che parecchi obiettivi sono stati raggiunti e che altri attendono di essere attuati nella seconda metà di questa legislatura. Inutile dire che sui nostri intenti giocherà un peso la terribile epidemia che ha colpito il nostro Paese». Così il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci ha introdotto a Sala d’Ercole la sua relazione di metà mandato al Parlamento.

Un intervento di cento minuti nel corso del quale sono stati trattati e citati tutti i rami dell’amministrazione di Palazzo Orleans.

«Il mio pensiero torna alle 281 vittime del Coronavirus in Sicilia e alle loro famiglie inerti e inermi nel loro dignitoso dolore per aver dovuto persino rinunciare a un semplice funerale – ha aggiunto -. Questa epidemia, non ancora sconfitta, ha prodotto anche in Sicilia effetti disastrosi che pagheremo per molto tempo ancora ed è troppo presto per calcolare il danno sulla fragile economia della nostra isola. Bisogna attendere almeno la fine dell’anno» – ha detto il governatore.

Poi Musumeci è entrato nella vivo della relazione illustrando il bilancio dell’attività del governo dall’insediamento ad oggi.

«Una delle prime iniziative è stata l’apertura di un confronto con il governo nazionale sul rapporto finanziaria fra Stato e Regione – ha ricordato – che ha portato fra l’altro a spalmare il disavanzo in trent’anni e non in tre».

Il presidente ha citato poi diversi obiettivi raggiunti, fra i quali l’avere dato attenzione al patrimonio immobiliare,individuando 150 beni da dismettere.

«Abbiamo creato un piano di investimenti per Comuni ed ex-Province, attivando un proficuo confronto con l’Anci – ha aggiunto – abbiamo istituito l’Ufficio di coordinamento per le isole minori, abbiamo recepito le disposizioni contenute nella legge Madia stabilizzando 7.746 precari degli enti locali, abbiamo impresso un’accelerazione alle misure di sostegno agli investimenti nel settore agricolo, con particolare attenzione ai giovani imprenditori e siamo arrivati ad essere la prima regione in Italia per numero di aziende biologiche».

Nello Musumeci ha ricordato la recente istituzione da parte del ministero per il Sud delle Zes, le Zone economiche speciali.

«Sono state garantite misure di sostegno ai lavoratori delle aree di crisi di Termini Imerese e di Gela – ha proseguito – abbiamo stanziato 525 milioni di euro per eseguire 1.576 interventi per la messa in sicurezza delle scuole, abbiamo sostenuto il rafforzamento fra scuola ed università e fra mondo dell’istruzione e mondo del lavoro. Abbiamo fatto ripartire gli scavi archeologici, abbiamo contribuito al restauro di 40 chiese e 10 palazzi storici».

A questo punto il governatore si è congratulato con il neo assessore Alberto Samonà ai Beni culturali per «la sua competenza, la sua sobrietà e per il suo entusiasmo».

E ancora il presidente della Regione ha sottolineato l’attenzione per il territorio e l’ambiente: «Abbiamo varato il piano di contrasto alla siccità ed un piano per la manutenzione e pulizia di circa 80 fiumi e corsi d’acqua» – ha detto. Poi l’affondo sul tema dei rifiuti in Sicilia con la ferma volontà di “scongiurare” il rilascio di autorizzazioni per nuove discariche. In questi anni, ha sottolineato Musumeci, si è assistito a «una emergenza che serve soltanto a personaggi contigui alla mafia e a burocrati infedeli», che ha dato vita a un “intreccio perverso” di interessi e a “un pericoloso oligopolio che controlla circa l’80 per cento del trattamento dei rifiuti».

In questo quadro, ha aggiunto, la politica ha avuto un ruolo “assente e talvolta acquiescente“. Il governatore ha ribadito, al contrario, che dal 2017 la raccolta differenziata in Sicilia è passata dal 16 per cento al 42 per cento, e dunque da “meno rifiuti in discarica e meno introiti per privati“.

Musumeci ha poi parlato delle iniziative a sostegno del turismo, dello sport e dello spettacolo, settori particolarmente colpiti dagli effetti dell’emergenza Covid 19. Poi ha ricordato l’assunzione di circa 7.500 operatori della sanità siciliana, ed ha assicurato l’impegno per la stabilizzazione, nello stesso settore, di circa 250 precari storici, confermando anche che il governo sta valutando la possibilità di realizzare un ospedale a Lampedusa, isola definita “avamposto d’Europa”.

Nella relazione c’è stato spazio anche per un elenco di interventi per i porti siciliani e per le infrastrutture avviato dal governo regionale. Il governatore ha poi annunciato l’impegno del suo governo per modernizzare la Sicilia con la realizzazione di un porto hub capace di intercettare il traffico commerciale nel Mediterraneo e il necessario avvio della costruzione del ponte sullo Stretto di Messina. In conclusione il ringraziamento al personale sanitario, ai volontari, alle forze armate, alle forze dell’ordine, alla protezione civile e a tutta la comunità siciliana che «mai come in occasione dell’emergenza Coronavirus ha saputo essere ossequiosa delle regole a difesa della propria salute e di quella degli altri».Infine, dopo aver citato Giuseppe Mazzini con il suo storico ammonimento “L’Italia sarà quel che il Mezzogiorno sarà”, e ricordato l’esempio dei presidenti della Regione Rino Nicolosi e Piersanti  Mattarella, ha lanciato un appello al Parlamento e alle forze politiche: «Serve un clima meno avvelenato, un linguaggio meno violento dentro e fuori dal Palazzo. Lo dico a tutti e, per primo, ame stesso, senza pregiudizi né preconcetti. Ognuno nel proprio ruolo, ma tutti consapevoli che abbiamo il dovere di cambiare la Sicilia e per farlo abbiamo ancora del tempo davanti, sciuparlo sarebbe un suicidio».

Turismo, Musumeci afferma: “La delegazione Onu venga in Sicilia”

“Sin da ora rivolgo l’invito alla delegazione Unwto dell’Onu di venire in Sicilia. L’esclusione della nostra Isola dal programma originario – sono certo – è solo frutto di una svista o dettata dalla ristrettezza di tempo”. Lo ha dichiarato il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci.

“Non si potrebbe capire l’Italia, infatti, senza vedere la Sicilia. È qui la sintesi di tutto. Saremo, quindi, lieti di accogliere gli ospiti e accompagnarli nel loro giro, alla scoperta delle testimonianze più significative di una Terra che fu culla di civiltà nel Mediterraneo”, lo ha affermato il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, nel giorno in cui il segretario generale del Unwto Zurab Pololikashvili, accompagnato dal direttore Europa dell’organizzazione, Alessandra Priante, saranno in Italia per lanciare il #RestartTourism mondiale con l’obiettivo di far ripartire in sicurezza questo settore così vitale e determinante dell’economia italiana e mondiale.

Falcone: “A breve piena capienza degli aliscafi”

Stiamo valutando di ripristinare a stretto giro la capienza originaria degli aliscafi per assicurare, così, di nuovo a pieno regime i collegamenti fra la Sicilia e le Isole minori. Preso atto, infatti, del crescere della domanda turistica e di mobilità e del disagio sempre più pesante per abitanti, imprese e visitatori, abbiamo già autorizzato in questo fine settimane delle corse aggiuntive su Ustica e Isole Egadi. Il prossimo e imminente passo sarà il pieno recupero della capacità di linee e mezzi, così come già avvenuto in altre parti d’Italia, anche alla luce del rallentamento dell’epidemia da Covid 19 che è ormai un dato di fatto“. Lo dichiara l’assessore regionale ai Trasporti, Marco Falcone, a seguito dell’appello di Federalberghi Isole minori.

Strage Ustica, Commemorazione a Bologna: l’intervento dell’assessore Paolo Petralia Camassa

Si è svolta oggi a Bologna la cerimonia commemorativa per il 40°anniversario della strage di Ustica.

Presso la sala del Consiglio comunale di Palazzo d’Accursio, dove erano presenti, tra gli altri anche i parenti delle vittime, è intervenuto, in rappresentanza dell’amministrazione comunale di Palermo, l’assessore alle Politiche Giovanili, Sport e Innovazione, Paolo Petralia Camassa: “L’Amministrazione comunale e la città di Palermo – ha detto Petralia – ricordano come ogni anno le 81 vittime della strage avvenuta 40 anni fa nei cieli di Ustica; come ogni anno, Palermo si unisce al dolore e all’impegno dei familiari delle vittime e con loro continua a chiedere verità e giustizia; un’assenza di verità e di giustizia che è una macchia nella storia del nostro Paese ed una macchia nei rapporti di collaborazione con molti nostri alleati internazionali. Un’assenza di verità e giustizia frutto anche di inaccettabili coperture istituzionali in Italia e all’estero”.

“Quest’anno, come già più volte era accaduto in passato, Palermo ricorderà quella strage con l’arte e dil teatro – ha proseguito Petralia Camassa -. Sarà ancora una volta una rappresentazione teatrale a commemorare, il prossimo 10 agosto, le 81 vittime, grazie alla straordinaria sensibilità di uomini e donne artisti che con passione si impegnano per mantenere la memoria di questo buco nero della storia d’Italia e dei suoi rapporti internazionali.Mantenere viva la memoria della strage e ricordare in modi e luoghi diversi quanto accaduto è un impegno che dobbiamo tutti noi continuamente rinnovare.La memoria va conservata e preservata, ma la memoria non equivale a giustizia. Che gli Stati europei e il mondo ascoltino il dolore di quel 27 giugno 1980 e abbiano il coraggio di collaborare con la giustizia italiana per fare chiarezza, per chiudere una volta e per tutte una pagina ancora oscura della nostra storia”, ha concluso l’assessore Paolo Petralia Camassa.

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