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Coronavirus, nuovo Dpcm di Conte: coprifuoco alle 22, limitazioni per ristoro e commercio. Possibili lockdown regionali

In arrivo il nuovo Dpcm del premier Conte.

Da giovedì 5 novembre non si potrà uscire di casa dopo le 22.00 se non per ragioni lavorative o di salute, stop a didattica in presenza per le scuole secondarie e sospesi i concorsi, nuove limitazioni per ristorazione e commercio: queste alcune delle novità nel nuovo decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri.

Questo è quanto si può leggere, come riporta “La Gazzetta dello Sport”, nella bozza del nuovo Dpcm che il premier Conte sta per firmare.

COPRIFUOCO – “Dalle ore 22.00 alle ore 5.00 sono consentiti esclusivamente gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, da situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. È in ogni caso fortemente raccomandato a tutte le persone fisiche, per tutto l’arco della giornata, di non spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, salvo che per esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi“.
SCUOLA E CONCORSI – E’ stata decisa la sospensione dello svolgimento delle prove preselettive e scritte delle procedure concorsuali pubbliche e private e di quelle di abilitazione all’esercizio delle professioni, a esclusione dei casi in cui la valutazione dei candidati sia effettuata esclusivamente su basi curriculari ovvero in modalità telematica. Le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado adottano forme flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica in modo che il 100 per cento delle attività sia svolta tramite il ricorso alla didattica digitale integrata”. L’attività didattica ed educativa per il primo ciclo di istruzione e per i servizi educativi per l’infanzia continua a svolgersi in presenza, con uso obbligatorio di dispostivi di protezione delle vie respiratorie salvo che per i bambini di età inferiore ai sei anni e per i soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l’uso della mascherina“.
COMMERCIO, BAR E RISTORANTI – “Nelle giornate festive e prefestive sono chiuse le medie e grandi strutture di vendita, nonché gli esercizi commerciali presenti all’interno dei centri commerciali e dei mercati. Le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) sono consentite dalle ore 5.00 fino alle 18.00; il consumo al tavolo è consentito per un massimo di quattro persone per tavolo, salvo che siano tutti conviventi; dopo le ore 18,00 è vietato il consumo di cibi e bevande nei luoghi pubblici e aperti al pubblico; resta consentita senza limiti di orario la ristorazione negli alberghi e in altre strutture ricettive limitatamente ai propri clienti, che siano ivi alloggiati; resta sempre consentita la ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto, nonché fino alle ore 22,00 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze“.
REGIONI – “Allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus Covid-19 sono individuate le Regioni o parti di esse che si collocano in uno “scenario di tipo 3” e con un livello di rischio “alto”. Con ordinanza adottata dal Ministro della salute d’intesa con il presidente della Regione interessata, può essere prevista, in relazione a specifiche parti del territorio regionale ed in ragione del rischio epidemiologico accertato, l’esenzione dall’applicazione di una o più delle misure restrittive. Il Ministro della salute, con frequenza almeno settimanale, provvede con ordinanza all’aggiornamento del relativo elenco ai Le ordinanze di cui ai commi precedenti sono efficaci per un periodo minimo di 15 giorni e comunque non oltre la data di efficacia del presente decreto. Nelle Regioni ivi individuate sono applicate le seguenti misure di contenimento: a) è vietato ogni spostamento in entrata e in uscita dai territori, salvo che per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. Sono comunque consentiti gli spostamenti strettamente necessari ad assicurare lo svolgimento della didattica in presenza nei limiti in cui la stessa è consentita. E’ consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza; b) È vietato ogni spostamento con mezzi di trasporto pubblici o privati, in un comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi e non disponibili in tale comune. c) sono sospese le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie), ad esclusione delle mense e del catering continuativo su base contrattuale a condizione che vengano rispettai i protocolli o le linee guida diretti a prevenire o contenere il contagio. Resta consentita la sola ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto, nonché fino alle ore 22,00 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze. Restano comunque aperti gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande siti nelle aree di servizio e rifornimento carburante situate lungo le autostrade, negli ospedali e negli aeroporti, con obbligo di assicurare in ogni caso il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro“.

 

Coronavirus Sicilia, il bollettino del 3 novembre 2020: 1.048 i nuovi casi, la situazione a Palermo

Sono 1.048 i nuovi casi di positività al Coronavirus emersi nelle ultime 24 ore in Sicilia, ventiquattro in più rispetto alla giornata di ieri ma per la terza volta di fila l’Isola supera quota mille.

8.015 i tamponi processati. Questo è quanto emerge dal consueto bollettino quotidiano diramato dal Ministero della Salute aggiornato a martedì 3 novembre 2020. Al momento gli attuali positivi nell’Isola sono 16.806, 1.072 sono le persone ricoverate con sintomi in ospedale (+47), di cui 150 in terapia intensiva (+8 rispetto a ieri), per un totale di cinquantacinque nuovi ricoveri. 15.584 sono le persone in isolamento domiciliare. Salgono a 7.569 i guariti, ma ci sono quattordici vittime in più. Il totale sale a 550.
Catania e Palermo le città in cui si registra l’incremento maggiore rispettivamente con 299 e 258 nuovi casi. Poi,133 a Trapani, 96 a Caltanissetta, 83 a Ragusa, 80 a Messina, 71 a Siracusa, 21 ad Agrigento e 7 ad Enna.

 

Reddito cittadinanza, al via i progetti di utilità per 1.700 percettori

PALERMO – Pronti a partire i primi progetti di utilità collettiva che coinvolgono i percettori del reddito di cittadinanza. Si inizierà con circa 1.700 persone che saranno impegnate nelle attività organizzate dal Comune e dalle sue partecipate per sei mesi, ma a questi si aggiungeranno altri, con progetti organizzati da altri enti pubblici o da enti privati non-profit. È stata approvato oggi in Giunta l’atto di indirizzo relativo ai Progetti Utili alla Collettività, che potranno riguardare gli ambiti del sociale, delle attività culturali e artistiche, la tutela dell’ambientale, tutela dei beni comuni e altre attività di interesse collettivo. Visto l’alto numero di persone percettori del Reddito (a Palermo le persone potenzialmente coinvolte possono essere oltre 12.000) la Giunta ha deciso di offrire anche ad enti del terzo settore la possibilità di avviare progetti e in tal senso sarà pubblicato nei prossimi giorni uno specifico avviso. Nel frattempo, altri enti pubblici, fra cui ad esempio, l’Istituto Sperimentale Zootecnico per la Sicilia, hanno manifestato l’interesse a questo tipo di attività. L’avviso rivolto agli enti non profit ricorda che, così come per il Comune e gli altri enti pubblici, le attività non possono in alcun modo essere assimilabili nè convertibili in rapporti di lavoro subordinato o parasubordinato o autonomo, trattandosi di attività – contemplate nello specifico del Patto per il Lavoro o del Patto per l’Inclusione Sociale – che il beneficiario del Reddito di cittadinanza è tenuto a prestare, e che, pertanto, non danno luogo ad alcun ulteriore diritto. I progetti saranno strutturati in coerenza con le competenze professionali e personali del beneficiario, con quelle acquisite anche in altri contesti. Sono esclusi dalla partecipazione ai PUC i beneficiari minori di 18 anni; i componenti del nucleo familiare non conteggiati in scala di equivalenza (detenuti, ricoverati in strutture residenziali a totale carico dello Stato o di altra Pubblica Amministrazione, ecc.); le persone in condizioni di salute che non permettono il lavoro (ad esempio in alcuni casi, la gravidanza). La programmazione prevede un numero di ore settimanali non inferiori a 8 e aumentabili fino a 16 ore complessive. La programmazione delle ore settimanali può essere sviluppata su uno o più giorni della settimana o su uno o più periodi del mese.
Per quanto riguarda i soggetti che possono presentare progetti in cui coinvolgere i percettori del RdC, questi possono essere Scuole, Consorzi ed Aziende Speciali (Partecipate), Ambiti territoriali, Servizi territoriali coinvolti nella rete del Reddito di Cittadinanza, Enti del Terzo Cooperative sociali, nonché altri Enti pubblici o privati senza finalità di lucro, con personalità giuridica riconosciuta, con documentata esperienza nel settore del sostegno delle relazioni familiari, dei servizi socio-educativi, di aggregazione e accompagnamento di minori con rischio di disagio scolastico e di emarginazione sociale, o di messa in atto di comportamenti devianti e, comunque, ciascun soggetto giuridico in possesso dei requisiti necessari.
I primi progetti a partire saranno quelli già predisposti dal Comune di Palermo, che coinvolgono circa 1.700 persone nell’area del verde, della scuola, dei servizi demografici e del decoro, nei mercati e al canile. In particolare 10 persone saranno coinvolte all’Ufficio di Stato civile, circa cento nell’area della scuola sia in attività di supporto agli studenti sia in attività di gestione della sicurezza. 320 saranno le persone coinvolte da RAP in attività di supporto alla raccolta differenziata e nelle attività di pulizia e decoro e infine circa 6000 collaboreranno con l’area del verde. Infine il SUAP ha previsto il coinvolgimento di circa 460 persone in progetti di supporto alle attività e per la sicurezza dei mercati rionali e generali, mentre il settore del benessere animale prevede di coinvolgere 20 persone nelle attività del canile.
Tutti questi progetti avranno una durata di almeno 6 mesi, con un impegno settimanale per ciascuna persona compreso fra 8 e 16 ore e saranno attività di restituzione alla collettività che non rappresenterà in nessun di rapporto di lavoro e nemmeno lo potrà diventare.

Per il sindaco Leoluca Orlando, “si tratta di un piano articolato per mettere a frutto le energie di migliaia di persone che in questo ultimo anno sono state beneficiarie di un contributo importante da parte dello Stato e quindi della collettività. Finalmente, alla fine di un percorso che purtroppo richiede tanti, forse troppi passaggi burocratici, si avviano questi progetti, che permetteranno a tutta la nostra comunità di beneficiare in termini di servizi, decoro, pulizia e sicurezza. La conferma del fatto che il Reddito di cittadinanza può avere una valenza di civiltà ed utilità, ben oltre il supporto ai diretti beneficiari, purché sia ben organizzato e gestito“.
L’assessore Giuseppe Mattina, sottolinea che “in questi mesi i nostri uffici hanno lavorato, nonostante le tante difficoltà operative legate al Covid, per giungere ad avere quanti più progetti possibili pronti, nel momento in cui da parte dello Stato e dei Centri per l’impiego fosse stato completato l’iter. Ci auguriamo che anche da parte degli enti del terzo settore venga ora una risposta massiccia, perché siano sempre più i posti disponibili“.

Coronavirus, ordine dei medici: “La seconda ondata rischia di diventare uno tsunami”

Parla Filippo Anelli, presidente della Federazione degli Ordini dei medici italiani.

“La preoccupazione dei medici è che questa seconda ondata non sia una mareggiata, ma uno tsunami che potrebbe travolgere il sistema sanitario. Per questo chiediamo al Governo misure più aggressive. Il problema oggi riguarda la tenuta del sistema sanitario, perché l’occupazione progressiva dei posti da parte di malati Covid riduce via via la possibilità di garantire cure agli altri ammalati”, ha dichiarato il presidente della Federazione degli Ordini dei medici italiani

Covid in Sicilia, polemica sui numeri del contagio: “Vogliamo la verità”

“Vogliamo la verità sui numeri del contagio in Sicilia”.

lo ha detto il responsabile nazionale della sicurezza della segreteria PD, il deputato Carmelo Miceli, che ha poi proseguito così: “Dopo che il Governo nazionale ha avocato la classificazione del livello dello stato di gravità di ogni regione sulla base dei dati forniti proprio dalle singole regioni, il presidente Nello Musumeci zittisca quell’irresponsabile di Gianfranco Miccichè che continua a dire “mai chiusure! e dimostri che i dati comunicati dalla Regione Siciliana sono veri e che il sistema di raccolta è attendibile. I siciliani hanno diritto a queste risposte così come, a questo punto, è indispensabile pubblicare i verbali delle sedute del Cts, così da escludere l’esistenza di eventuali divergenze tra le scelte di Musumeci e i consigli del Comitato tecnico”, ha concluso Carmelo Miceli.

 

Coronavirus, azienda farmaceutica di Catania dona 1.500 visiere alla Polizia di Stato

Un’azienda farmaceutica di Catania ha donato dispositivi di sicurezza alla Polizia di Stato.

Ben millecinquecento visiere trasparenti ad elevata protezione sono strati donate da Marco Mio, amministratore unico dell’azienda farmaceutica catanese “Ct Pharma s.r.l.” allo staff dell’ufficio Sanitario della polizia. presidi saranno utilizzati da poliziotti. Il Questore ha espresso in una nota “un sentito ringraziamento per la vicinanza e la sensibilità mostrata verso le donne e gli uomini della Polizia di Stato”,

Covid, appello contro povertà e per il lavoro: assessori di Palermo, Napoli e Perugia scrivono a Conte

Un appello contro la povertà e per nuove politiche del lavoro “a garanzia di quella fascia di popolazione che per i più disparati motivi, a causa della crisi sanitaria legata al Covid-19 rischia l’esclusione sociale e di fatto l’emarginazione” è quanto hanno rivolto oggi al Presidente Giuseppe Conte e a diversi ministri gli Assessori alle politiche sociali di Palermo, Napoli e Perugia.

“Siamo consci del fatto – scrivono, Giuseppe Mattina, Monica Buonanno ed Edi Cicchi – che nuove misure restrittive siano senza dubbio necessarie per contrastare la recrudescenza del virus nel nostro Paese. Tuttavia, riteniamo necessario portare alla vostra attenzione una riflessione più ampia sulle misure assunte nei confronti di quanti si trovano in uno stato di difficoltà sociale ed economica: parliamo di quella fascia di popolazione che per i più disparati motivi è a rischio di esclusione sociale, di quanti vivono ai margini, dei “nuovi poveri” che questa pandemia sta contribuendo a definire”.

Secondo i tre assessori comunali “è mutata la geografia del disagio socioeconomico, le fragilità già note sono diventate maggiormente complesse e accanto ad esse sono emerse nuove tipologie di povertà e di esclusione sociale conseguenti al calo delle forme di lavoro non tipizzate, alla riduzione quali-quantitativa dei consumi, alle condizioni di deprivazione materiale, all’aumento di disagio socio psicologico sanitario dovuto allo stato di isolamento” e sottolineano che “domani sarà già troppo tardi se non si riesce a ragionare in prospettiva, oltre la pandemia, per mettere al centro della politica misure contro il precariato e il lavoro nero e che permettano l’accesso al lavoro e alle cure di base anche alle situazioni più al margine, con un piano nazionale per rilanciare il mercato del lavoro e, al contempo, allinearci a tutti i Paesi europei civili con la misura universale del sostegno al reddito senza tralasciare il mantenimento e il consolidamento dei servizi di base e socio sanitari”.

Nella lettera indirizzata al presidente del consiglio e ai ministri, si chiede anche una “forte presa di posizione affinché anche il nostro Paese si possa dotare di una misura di sostegno alla povertà e al contempo di un piano straordinario per il lavoro e contro il precariato e il rafforzamento dell’impianto del reddito di cittadinanza, misura straordinariamente utile che ha sostenuto centinaia di migliaia di famiglie ma che deve essere migliorata, raffinata e ascritta nell’ambito del welfare generativo, ampliandola con preciso piano contro il precariato, lo sfruttamento e il lavoro nero con un set strutturato di servizi e misure per il lavoro dove si tenga conto che rafforzare il lavoro significa anche avere la capacità di sostenere le imprese ed in generale tutte le attività produttive”. Infine, Mattina, Buonanno e Cicchi pongono l’attenzione su come oggi “è fondamentale che la politica guardi non solo alle risposte immediate ma a quelle di medio-lungo periodo. Esperienze di cambiamento, di persone che stanno inventando opportunità, ce ne sono e sono importanti, ma rischiamo di limitarci a farne racconti che mettano queste mosche bianche sugli altari. Invece non servono altari o palcoscenici. Serve attivare un processo di comunità che attivi il cambiamento a partire da responsabilità politiche, che attivi e coordini i processi di legalità, movimento e sviluppo dei nostri territori”.

Paura a Vittoria, pullman travolto da un treno: nessun ferito

Questa mattina, un treno ha travolto un pullman che era fermo sulle rotaie per la chiusura delle sbarre del passaggio a livello.

E’ successo a Vittoria, in provincia di Ragusa, dichiarata zona rossa nei giorni scorsi a causa del Covid-19. L’incidente non ha provocato feriti. Secondo una prima ricostruzione, a causa dei controlli per l’istituzione della zona rossa, si è creata una lunga fila di automezzi in uscita dal paese che andavano lentamente. Il bus è rimasto chiuso tra le sbarre del passaggio a livello, con l’autista del treno che ha frenato senza riuscire ad evitare l’impatto.

Sull’autobus non vi erano studenti, perché le lezioni in presenza, per gli istituti superiori, sono sospese. Il treno non è uscito dai binari, ma ha sfondato la fiancata del mezzo. L’autista del pullman è sotto shock.

Coronavirus, atleti positivi a Palermo: chiuso il Palamangano

Chiude un’altra struttura nel capoluogo siciliano a causa del Coronavirus.

Dopo l’accertata positività al Covid-19 di alcuni atleti che svolgono attività nel PalaMangano, l’accesso al palazzetto dello sport in via Ugo Perricone Engel, è stato inibito a tutta l’utenza e al personale. È stata disposta la sanificazione della struttura. Lo comunica il comune di Palermo.

Covid, parla Musumeci: “Nuovo Dpcm? Il virus si combatte uniti”

“Ancora una volta il richiamo del presidente della Repubblica costituisce l’unica voce da seguire per superare steccati geografici e ideologici. Il confronto con il governo nazionale conferma la necessità di mantenere saldo il principio della leale collaborazione tra tutti i soggetti istituzionali coinvolti nella gestione della crisi”. Lo ha detto il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci.

“In particolare abbiamo ribadito l’opportunità di poter valutare preventivamente il testo del nuovo Dpcm per comprendere meglio quali oneri verranno posti a carico delle Regioni. Siamo in linea con il criterio generale che vede l’adozione di misure omogenee per l’intero territorio nazionale, ma occorre comprendere da subito come aggiornare e rendere più evidenti i parametri per le chiusure localizzate e i margini di manovra che eventualmente verranno assegnati alle Regioni. Su questo la Sicilia ha fornito il proprio contributo di idee che mi auguro possa essere valutato positivamente”, ha proseguito.

“Se, infatti, come leggo da alcune indiscrezioni di stampa, spetterà alla Regione adottare misure contenitive, sarà fondamentale costruire un filtro di condivisione dei livelli di emergenza con i ministri della Salute, dell’Economia e dell’Interno per avere precise garanzie a sostegno dei territori in lockdown. Dobbiamo stare tutti dalla stessa parte per vincere la partita più difficile che la storia recente ha assegnato alla classe dirigente della nazione”, ha concluso.

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