Archives Dicembre 2020

Covid, in Sicilia ‘stretta’ per le festività. Musumeci annuncia misure contro esodo

Continua a scendere il numero dei casi di Covid 19 in Sicilia mentre il Governatore Nello Musumeci annuncia misure di contenimento per evitare una nuova impennata di contagi causata dal rientro in massa nell’isola per le festività.
Sono 1.240 i nuovi positivi registrati oggi, un centinaio in meno rispetto a ieri, su 10.850 tamponi effettuati. In calo anche i decessi, 34 rispetto ai 30 del giorno precedente, mentre i guariti sono 1.016. Ma il dato più confortante è quello relativo ai ricoveri ospedalieri: 1.615, meno 32 rispetto a ieri, dei quali 1.400 pazienti in regime ordinario e 215 in terapia intensiva.

Il presidente della Regione Musumeci invita tuttavia a non abbassare la guardia in vista delle festività natalizie: “Il rischio di un nuovo esodo verso il Sud – ammonisce – è un fatto reale, che non può non destare preoccupazione. Per questo ho ritenuto di chiedere al nostro Comitato scientifico di valutare alcune misure di contenimento e sorveglianza sanitaria, che vorremo condividere anche con il ministero della Salute“.
Secondo alcune indiscrezioni le misure messe in campo potrebbero riguardare l’obbligo di sottoporsi al tampone per chi rientra in Sicilia e la registrazione sul portale della Regione in modo da consentire il tracciamento.
C’è un sostanziale miglioramento in Sicilia – osserva Musumeci – e si inizia finalmente a vedere una progressiva regressione della pressione sulle strutture ospedaliere. Non possiamo, quindi, rischiare di far correre di nuovo il virus per comportamenti individuali che appaiono improntati a superficialità. Lo dobbiamo – sottolinea il presidente della Regione Siciliana – alle tante vittime che abbiamo avuto e alla straordinaria passione con cui migliaia di operatori hanno adempiuto con professionalità alla loro missione di vita“.

Covid: in Sicilia 1240 nuovi positivi

Sono 1.240 i nuovi casi di Covid-19 registrati in Sicilia nelle ultime 24 ore, su 10.850 tamponi effettuati. Sono 34 i decessi di persone positive, che portano il totale a 1.723.

Con i nuovi casi salgono a 39.540 gli attuali positivi, con un incremento di 190 casi. Di questi 1.615 sono i ricoverati, meno 32 rispetto a ieri: 1.400 pazienti in regime ordinario (-31) e 215 (-1) in terapia intensiva. In isolamento domiciliare sono 37.925 persone. I guariti sono 1.016. Sul fronte della distribuzione fra province i dati sono Palermo: 320, Catania 488, Messina 89, Ragusa 54, Trapani 73, Siracusa 57, Agrigento 40, Caltanissetta 50, Enna 69.

Tribunale solleva legittimità su applicazione “legge Severino”: Pogliese torna sindaco di Catania

Il Tribunale civile di Catania, accogliendo la richiesta del collegio di difesa sulla fondatezza della questione di legittimità costituzionale relativa all’applicazione della legge Severino, ha trasmesso gli atti della richiesta di “annullamento” alla Corte costituzionale sulla sospensione dall’incarico di sindaco di Salvo Pogliese. La decisione è esecutiva e Pogliese, che era stato sospeso dall’incarico per 18 mesi per essere stato condannato a quattro anni e tre mesi per peculato dal Tribunale di Palermo per l’uso di rimborsi spese quando era capogruppo all’Ars del Pdl, è reintegrato nell’incarico di sindaco.

Con il cuore colmo di gioia e felicità mi è stato appena comunicato che il Tribunale di Catania riparando una palese ingiustizia, mi ha reintegrato nel ruolo di sindaco di Catania, laddove i cittadini hanno voluto che esercitassi il mio mandato elettorale“. Così Salvo Pogliese all’ANSA sulla decisione del Tribunale civile.

Riprendo il mio ruolo – aggiunge – dopo quattro mesi con lo stesso amore con cui ho scelto Catania lasciando la comoda poltrona di europarlamentare, consapevole della mia buona fede e della mia condotta sempre rispettosa delle regole e delle leggi dello stato. Sono sicuro – conclude Pogliese – che vi avrò tutti sempre più vicini per cambiare la nostra Catania e risollevarla dalle macerie in cui il 18 giugno 2018 ci è stata consegnata“.

 Il Tribunale di Catania, in composizione collegiale, presieduto da Massimo Escher, relatrice la giudice Viviana Di Gesu, ha dichiarato “rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale” sollevata dalla difesa del sindaco Pogliese, “nella parte in cui stabilisce la sospensione cautelare nella misura fissa di diciotto mesi” della legge Severino. “La gravità e l’irreparabilità del danno – scrivono i giudici nel provvedimento – impongono l’adozione della misura cautelare richiesta; di conseguenza deve essere disposta la sospensione cautelare provvisoria degli effetti del decreto prefettizio impugnato fino alla udienza che verrà fissata successivamente alla definizione della questione di legittimità costituzionale sollevata da questo Tribunale”. Secondo il Tribunale la “questione sollevata” dai legali del sindaco Pogliese “è certamente rilevante” e “anche ammissibile, considerato che, ove accolta, non occorre alcun intervento ulteriore del legislatore per il funzionamento dell’istituto“.

Secondo i giudici, infatti, la legge non è chiara sui termini di sospensione dall’incarico del sindaco e occorrerebbe intervenire in modo da dare “il potere del prefetto di determinare la durata della sospensione sino al massimo di 18 mesi, neppure in ordine ai criteri per la sua determinazione.

Per il Tribunale esiste al momento “la sussistenza del fumus boni iuris” e anche del “periculum in mora, in relazione alla compromissione del fondamentale diritto di elettorato passivo che non potrebbe trovare alcuna congrua forma di ristoro in sede risarcitoria, considerata peraltro la durata temporalmente delimitata del mandato elettivo“. “Invero, l’applicazione del provvedimento prefettizio di sospensione – rilevano i giudici – laddove fossero fondati i dubbi riguardo alla legittimità costituzionale delle norme di cui sopra e, quindi, circa la sua legittimità, comporterebbe un’indebita e eccessiva restrizione all’esercizio dell’elettorato passivo e del libero svolgimento del mandato elettorale, con conseguente danno per il dr. Pogliese non riparabile né risarcibile“.

Fonte Ansa

Aeroporto Palermo: presto una nuova area cargo e stoccaggio vaccini anti-covid

A metà del prossimo anno l’aeroporto di Palermo avrà una nuova area Cargo di mille metri quadrati. Lo annuncia Giovanni Scalia, amministratore delegato di Gesap, la società di gestione dell’aeroporto internazionale di Palermo Falcone Borsellino.
Da inizio anno, lo scalo aereo palermitano ha visto crescere le tonnellate di merce transitata dallo scalo (+147%), +50% di merce stoccata rispetto al 2019, in parte anche per la forte domanda di dispositivi di protezione individuale per combattere il Covid.
Inoltre, in queste ore, Gesap ha dato il via libera alla possibilità di stoccare lotti di vaccino anti-covid nelle celle frigorifere dello scalo, garantendo così la catena del freddo.
L’ottima percentuale di crescita sul traffico merci – afferma Scalia – ci spinge ad investire sul settore. Stiamo infatti lavorando per far nascere già da metà 2021 una nuova area cargo di mille metri quadrati, per rendere Palermo hub del Cargo in Italia, in Europa e per i trasferimenti intercontinentali. L’aeroporto – conclude Scalia – resta un punto di riferimento per lo stoccaggio delle merci, e per questo motivo abbiamo messo a disposizione le due celle frigorifere per il mantenimento delle basse temperature, che potranno essere utili alla fondamentale conservazione dei vaccini anti-covid”.

 

Natale 2020. A Palermo si accendono le luci

PALERMO – Questa sera sono state accese in diverse zone della città le luminarie in occasione delle prossime festività natalizie. A dare il via il sindaco Leoluca Orlando e l’assessore alle CulturE, Mario Zito presenti a piazza Villena.
Le luci si sono accese sull’asse che collega via Libertà alla Stazione centrale ed ancora in corso Vittorio Emanuele, da via Roma a piazza Sturzo e nelle piazze Bologni, Bellini, Pretoria, San Domenico, Magione, Marina, Monte di Pietà e poi nei mercati storici compreso quello delle Pulci, via Bandiera, via Sant’Agostino, Mondello, Vergine Maria, Arenella e Sferracavallo e nei quartieri di Borgo Nuovo, Borgo vecchio, Zen, e Brancaccio per finire in via Chiamano, via Sciuti, via E. Restivo e via Terrasanta.

Il sindaco Leoluca Orlando ha sottolineato che “Abbiamo voluto tenere fede ad una tradizione ma abbiamo scelto di farlo con sobrietà, dando a tutti un segnale di vitalità e di speranza ma senza dimenticare i lutti e le sofferenze sofferte da tanti. Mai come oggi, le luci del Natale devono essere simbolo della possibilità di uscire dal tunnel di questa crisi“, mentre l’assessore Zito ha detto che “Le luminarie non potevano mancare, soprattutto in un momento di grande difficoltà, nel quale occorre però dare segnali di speranza. Con questi colori e questa luce vogliamo dare una risposta al buio di questi mesi, un segnale di vitalità per dire che dobbiamo guardare al futuro con fiducia“.

Meteo: allerta arancione in Sicilia

La Protezione civile regionale ha diffuso un avviso di allerta meteo arancione per condizioni meteo avverse su tutta la Sicilia, valido fino alle ore 24 di domani, domenica 6 dicembre.
In particolare, si legge nel bollettino – “Si prevede il persistere di venti da forti a burrasca dai quadranti meridionali con raffiche fino a burrasca forte. forti mareggiate lungo le coste esposte; dalla tarda serata e successive 24-36 ore, si prevedono precipitazioni da sparse a diffuse, anche a carattere di rovescio o temporale, i fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità frequente attività elettrica e forti raffiche di vento”.

 

Prevenzione, in Sicilia il progetto “Stop-Phone” per promuovere l’uso consapevole dei device digitali tra i giovani

L’emergenza pandemica ci ha “costretti” ad aumentare l’utilizzo dei dispositivi tecnologici. Infatti, già a partire dal lockdown, tra didattica a distanza, smartworking, o per cercare nuove ricette da preparare o molto più semplicemente tenersi in forma seguendo le lezioni dei nostri istruttori online, non ha fatto altro che accelerare un cambiamento sociale che ormai era in atto da tempo.

Se da un lato però possono esserci dei vantaggi legati alla velocità e immediatezza, dall’altro il rischio è quello di creare dipendenza, soprattutto nei bambini, adolescenti e ragazzi che oggi sono sempre più incollati ai tablet e agli smartphone, perdendo di vista la vita reale.

Per questa ragione e non solo è importante promuovere l’uso corretto e consapevole degli smartphone informando sui rischi dell’utilizzo di questi dispositivi in età pediatrica e non solo. Questi sono alcuni degli obiettivi di “Stop-Phone”, progetto inserito nel Piano di Prevenzione Regionale 2021, promosso dall’assessorato regionale della Salute e realizzato in collaborazione con l’Asp e l’Università degli Studi di Palermo. L’iniziativa è rivolta principalmente alle scuole e coinvolge le comunità professionali attraverso una rete inter-istituzionale coordinata da Vivi Sano Onlus. Il progetto prevede un ciclo di seminari online gratuiti di promozione della salute organizzati con il sostegno dell’Assessorato e con la collaborazione di “Palermo Mamme’’.

L’obiettivo che si prefigge di raggiungere Stop-Phone è quello di ridurre le azioni quotidiane potenzialmente dannose per la salute“, a dirlo è la dottoressa Daniela Segreto, responsabile dell’Ufficio Speciale di Comunicazione per la Salute, durante il webinar dedicato a Stop-Phone al quale hanno preso parte esperti che hanno fornito conoscenze e competenze sull’uso consapevole dei device digitali.

L’importanza e il valore aggiunto di questa iniziativa – aggiunge la dottoressa Segreto –  è che in realtà raggiunge altri obiettivi quindi la sua peculiarità principale è la trasversalità, perché di fatto dei 10 Macro obiettivi del Piano Regionale di Prevenzione ne raggiunge diversi:

  • La promozione del benessere mentale dei bambini, adolescenti e giovani, quindi fare in modo che il bambino o ragazzino abbia gli strumenti per comprendere autonomamente quello che è più giusto per lui;
  • Prevenire le dipendenze da sostanze e non, sappiamo bene che attraverso i cellulari o tablet molti giovani diventano affetti da ludopatia o comunque da dipendenza dagli smartphone;
  • Prevenzione degli incidenti stradali e la riduzione della gravità dei loro esiti, infatti circa l’80% degli incidenti sono dovuti all’uso degli smartphone durante la guida o mentre si attraversa la strada.

Essendo un progetto così valido e avendo avuto un’importante risonanza – annuncia la dottoressa Segreto – abbiamo deciso di inserirlo all’interno del nuovo Piano della Prevenzione quinquennale, finora è stato un progetto pilota e su base territoriale, ma abbiamo pensato di renderlo un progetto regionale, quindi un programma di azioni che tutte le aziende sanitarie provinciali, ovviamente con gli Atenei della regione porteranno avanti non più come progetto pilota ma come progetto vero e proprio. Tra gli stakeholder anche l’Arpa Sicilia, la polizia stradale e l’Ufficio scolastico regionale. É un tipico esempio di un progetto che fa Rete, attraverso la collaborazione di tutte le Istituzioni che possono davvero andare avanti in modo sinergico nell’interesse comune di apportare dei benefici alla popolazione, perché di fatto attività come questa servono non a beneficio di un target specifico se pensiamo che ormai circa il 90% della popolazione ha un cellulare o comunque lo usa”, conclude la Segreto.

 

 

 

Traffico internazionale di migranti: 19 fermi

Un pericoloso cartello di ‘facilitatori’ del traffico internazionale di migranti collegato con gruppi criminali in Turchia e Grecia è stato smantellato dalla polizia che ha eseguito il fermo di 19 indagati emesso dalla Procura distrettuale di Catania. Il provvedimento, che ipotizza il reato di associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, è stato eseguito a Bari, Milano, Torino e Ventimiglia (Imperia) dalla squadre mobili di Siracusa e degli altri capoluoghi interessati e dal Servizio centrale operativo.

La complessa indagine ha fatto luce su quello che è indicato come “un necessario anello di congiunzione” in Italia con “gruppi criminali attivi in Grecia e Turchia, che agevolavano i migranti nel percorso verso la meta privilegiata, Francia e Nord Europa, attraverso la ‘rotta orientale’ che passa per Afghanistan, Pakistan, Iran, Turchia, Grecia e Italia”.

Incendio doloso in comunità recupero da droga del Catanese, una vittima

Un incendio, che gli investigatori ritengono di natura dolosa, è stato appiccato la notte scorsa alla sede della comunità di recupero per tossicodipendenti e per assistenza a malati di Aids ‘Tenda di San Camillo’, sulla strada statale 116 a Riposto, nel Catanese. Tra le fiamme è morto il responsabile della struttura, fratel Leonardo Grasso, di 78 anni. Sul posto sono presenti i vigili del fuoco che hanno spento il rogo.

Indagano i carabinieri della compagnia di Giarre e della Sezione investigazioni scientifiche (Sis) del comando provinciale dell’Arma di Catania. Le fiamme sono divampate verso le 5 e si sono propagate nella struttura. All’interno della comunità di recupero c’erano sei ospiti, tutti rimasti illesi. Non è riuscito a fuggire, invece, l’anziano responsabile della struttura che è morto nell’incendio A fare intervenire i soccorsi è stata una telefonata fatta al 112 dall’interno della ‘Tenda San Camillo’.

É stato identificato dai carabinieri il presunto autore dell’incendio appiccato la notte scorsa alla sede della comunità di recupero per tossicodipendenti ‘Tenda di San Camillo’, a Riposto, che ha provocato la morte di fratel Leonardo Grasso. Secondo quanto si è appreso militari dell’Arma della compagnia di Giarre e del comando provinciale di Catania lo stanno cercando e sarebbero già sulle sue tracce.

Fratel Leonardo Grasso, 78 anni, vittima dell’incendio doloso della sede della Tenda San Camillo, comunità di recupero per tossicodipendenti e per assistenza a malati di Aids di Riposto, aveva preso i voti a 50 anni per dedicare la sua vita ai sofferenti. La svolta era arrivata dopo la morte di entrambi i genitori, deceduti a sei giorni di distanza l’uno dall’altro. Così da agente di commercio con un’attività avviata e interessi mondani aveva cambiato radicalmente la sua vita scegliendo di diventare camilliano. Parlando della sua esperienza nel maggio del 2014 alla trasmissione ‘La vita in diretta’ con Franco Di Mare per il quarto centenario della morte di San Camillo, fratel Grasso aveva confermato di essere felice nell’operare a fianco dei sofferenti e dei bisognosi, senza rimpianti per una vita ricca di divertimenti, ma che lo aveva lasciato vuoto e carico di domande a cui non riusciva a dare risposta. E in Tv aveva ricordato come la sua parabola somigliasse molto a quella dello stesso San Camillo, che dopo una vita scapestrata ha dedicato tutto se stesso ad aiutare gli altri.

Fonte Ansa

Coronavirus Sicilia, il bollettino del 4 dicembre 2020: 1.365 nuovi casi, è boom di guariti. La situazione a Palermo

Sono 1.365 i nuovi contagi registrati in Sicilia su 10.026 tamponi effettuati.

Questo è quanto emerge dal consueto bollettino quotidiano diramato dal Ministero della Salute aggiornato a venerdì 4 dicembre 2020. Con i nuovi casi salgono a  39.350 persone positive. In terapia intensiva ci sono 216 pazienti (-4) mentre in totale i ricoverati con sintomi sono 1.431 (-61). I guariti sono invece 28.188, 1.756 in più rispetto a quanto registrato ieri.
La provincia con più casi è tornata ad essere Catania con 551 nuovi positivi, seguita da Palermo con 291, Messina 274, Caltanissetta 87, Enna 40,  Ragusa 39, Siracusa 38, Agrigento 38,  Trapani 7.

 

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