Archives Maggio 2020

Coronavirus, l’aggiornamento del 4 maggio nelle nove province della Sicilia

Questi i casi di coronavirus riscontrati nelle varie province dell’Isola, aggiornati alle ore 16 di oggi (lunedì 4 maggio), così come segnalati dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale.

Questa la divisione degli attuali positivi nelle varie province: Agrigento, 69 (0 ricoverati, 65 guariti e 1 deceduto); Caltanissetta, 127 (16, 24, 11); Catania, 683 (84, 238, 88); Enna, 296 (119, 93, 29); Messina, 375 (76, 124, 51); Palermo, 393 (61, 95, 28); Ragusa, 54 (5, 32, 6); Siracusa, 113 (39, 96, 25); Trapani, 92 (4, 42, 5). Il prossimo aggiornamento avverrà domani.

Si raccomanda di attenersi scrupolosamente alle indicazioni fornite dal ministero della Salute per contenere la diffusione del virus. Per ulteriori approfondimenti visitare il sito dedicato www.siciliacoronavirus.it o chiamare il numero verde 800.45.87.87.

Lo comunica la presidenza della Regione Siciliana.

Coronavirus, situazione stabile, meno ricoveri e 2.202 positivi. I dati del 4 maggio

Questo il quadro riepilogativo della situazione nell’Isola, aggiornato alle ore 16 di oggi (lunedì 4 maggio), in merito all’emergenza Coronavirus, così come comunicato dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale.

Degli attuali 2.202 positivi, 403 pazienti (-9) sono ricoverati – di cui 27 in terapia intensiva (-2) – mentre 1.799 (+8) sono in isolamento domiciliare. Il prossimo aggiornamento regionale avverrà domani.

Dall’inizio dei controlli, i tamponi effettuati sono stati 87.166 (+1.211 rispetto a ieri), su 79.336 persone: di queste sono risultate positive 3.255 (+15), mentre attualmente sono ancora contagiate 2.202 (-1), 809 sono guarite (+14) e 244 decedute (+2).

Si raccomanda di attenersi scrupolosamente alle indicazioni fornite dal ministero della Salute per contenere la diffusione del virus. Per ulteriori approfondimenti visitare il sito dedicato www.siciliacoronavirus.ito chiamare il numero verde 800.45.87.87.

Lo comunica la presidenza della Regione Siciliana.

Vino Primitivo in Sicilia, Bandiera: “Tutto in regola”

La poca conoscenza della materia da parte di qualcuno e le diatribe politiche tra il parlamentare pugliese del Pd Dario Stefano e la ministra Bellanova non generino confusione e non mettano in discussione la serietà del mondo vitivinicolo siciliano, così come la correttezza degli atti prodotti dalla Regione Siciliana“, lo dichiara l’assessore regionale per l’Agricoltura, Edy Bandiera, dinanzi al “procurato allarme“, generato, dall’ormai ex assessore pugliese, oggi parlamentare pd, invitato, a quanto parrebbe, dalla stessa Ministra, a documentarsi e a studiare e che, tardivamente, ha messo a fuoco un provvedimento di autorizzazione, regolare e legittimo, alla coltivazione del “primitivo” in Sicilia, emesso dal Dipartimento Agricoltura della Regione Siciliana lo scorso agosto 2019.

Vicenda per la quale è già intervenuta in maniera chiara ed inequivocabile la Ministra Bellanova, che ha precisato che nessuna produzione siciliana si chiamerà “primitivo”, come nessuna produzione pugliese si chiamerà “Nero d’Avola”, nonostante il primitivo, oggi, può coltivarsi in Sicilia, così come il nero d’Avola può essere coltivato in Puglia. Situazione analoga a quella del vitigno Cabernet-Sauvignon, coltivato in tutto il mondo e non soltanto in Francia, senza che nessuna regione francese se ne lamenti, aggiunge, sorridendo, l’assessore Bandiera.Altro ragionamento, è l’utilizzo di una denominazione d’origine, disciplinata dai regolamenti europei, che nessuno intende violare.

“Mai consentirò che una bottiglia di vino siciliano Dop o Igp possa chiamarsi “Primitivo” esattamente come soltanto le Dop Igp Siciliane possono utilizzare il nome del vitigno “Nero d’Avola” – si legge in una nota del Ministero – e questo nonostante quel vitigno possa essere coltivato in altre regioni che lo hanno inserito nell’elenco delle varietà raccomandate e autorizzate“.

Proprio la Sicilia, tra l’altro, tramite l’Istituto regionale Vino e Olio di Sicilia, ha avviato una sperimentazione pluriennale di primitivo, con un progetto finanziato negli anni ’90 dallo stesso Ministero. Da lì la decisione siciliana di autorizzare la coltivazione con il decreto dell’agosto scorso. “I vitigni e la immensa biodiversità del patrimonio varietale italiano – aggiunge l’assessore Bandiera -, sono patrimonio di tutto il mondo enologico, proprio le contaminazioni e le combinazioni tra questi, insieme alla ricerca, hanno fatto sì, nei decenni, che il vino italiano si sia affermato nel mondo, quale prodotto di straordinaria eccellenza ed emblema del made in Italy“.

Coronavirus, Musumeci sui rientri in Sicilia: “Piano a scaglioni per evitare esodo”

“In Sicilia da oggi possono tornare nell’Isola tutti coloro che rientrano nelle fattispecie previste dalle ordinanze, chi per motivi di salute o chi per giustificati motivi familiari. Questa è stata la linea del rigore seguita fino ad oggi e che ha dato risultati. Non c’è dubbio che ora bisogna allargare le maglie”.

Lo ha detto il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, intervenuto ai microfoni di Radio1.

“Abbiamo ricevuto tantissime richieste di cittadini siciliani residenti in Sicilia e che vogliono rientrare. Stiamo concordando con il ministero dei Trasporti una soluzione che ci consentirà di evitare l’esodo registrato nei primi giorni di marzo, quando trovammo centinaia di asintomatici, e di avere un rientro scaglionato consentito solo per i casi di estrema necessità. Sono tante le esigenze familiari ma vorrei che i siciliani si rendessero conto anche del fatto che il presidente della Regione ha l’obbligo di garantire la salute dell’intera comunità”.

Coronavirus: il sindaco di Trapani deposita ricorso contro il nuovo decreto del Governo

L’ufficio legale del Comune di Trapani ha notificato un ricorso al Tar contro il Dpcm, emesso per limitare il contagio da Covid-19, del 26 aprile scorso. Gli amministratori giudicano il decreto irragionevole, rispetto ad una curva epidemiologica – come sostenuto dagli esperti – sotto controllo, almeno in Sicilia ed in provincia di Trapani in particolare“. “Siamo consapevoli che sarà il tribunale amministrativo regionale a decidere ma non arretreremo di un centimetro nel sostegno alla nostra comunità ed alle attività imprenditoriali, che rappresentano il motore economico della nostra città”. Afferma il sindaco Giacomo Tranchida: “il governo ha annunciato una probabile riapertura a partire dal 18 maggio per molte attività. Siamo fiduciosi che ciò avverrà”.

Intimidazione all’assessore Razza, Musumeci: “La piena e convinta solidarietà mia e di tutto il governo regionale”

La piena e convinta solidarietà mia e di tutto il governo regionale all’assessore Ruggero Razza per la ignobile minaccia subìta“, ad affermarlo il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, dopo la notizia della lettera minacciosa fatta recapitare all’assessore regionale della Salute, l’avvocato Ruggero Razza, che è anche esponente del movimento politico “DiventeràBellissima”.

Se qualcuno pensa, con questi metodi, di frenare l’azione di riordino e di bonifica portata avanti da Razza nel mondo sanitario siciliano ha sbagliato tempo e obiettivo. Spero tanto che gli inquirenti possano fare presto chiarezza sulla identità di questi vili e pavidi personaggi“, ha concluso Musumeci.

 

Coronavirus, due sanitari dell’ospedale di Caltanissetta positivi al Covid-19: sono in isolamento domiciliare

Due operatori sanitari del reparto di Malattie Infettive dell’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta sono risultati positivi al Coronavirus.

La notizia è stata comunicata direttamente dal direttore generale dell‘Asp di Caltanissetta, Alessandro Caltagirone. “Si tratta di due operatori sanitari risultati positivi durante il controllo periodico a cui sono sottoposti tutti i sanitari afferenti al reparto di Malattie Infettive. Entrambi sono in isolamento domiciliare. Le loro condizioni infatti non richiedono un ricovero“, ha spiegato Caltagirone.

 

Messina, cimiteri chiusi. Il Sindaco De Luca: “Musumeci faccia chiarezza”

“Non ho ancora ricevuto risposta dai ministeri competenti dopo la nota inviata in Prefettura sui quesiti posti sulle contraddizioni dell’ultima ordinanza ampliativa del presidente della regione siciliana, rispetto al Dpcm del 26 aprile scorso del presidente Conte. Per tale motivo ho disposto un’ordinanza che recepisce ciò che è il dettato normativo nazionale, lasciando fuori invece ciò che delle disposizioni regionali è in contraddizione col Dpcm in vigore”. Lo ha detto il Sindaco di Messina, Cateno De Luca.

“Di conseguenza si autorizza la ripresa di tutte le attività produttive, commerciali, professionali e industriali previste dall’allegato 3 del decreto e i cimiteri rimarranno chiusi al pubblico fino al ricevimento di nuove indicazioni, sino a quando non riceveremo i chiarimenti dovuti. Non permetterò che la mia comunità venga accusata di violare le norme perché il presidente Musumeci non ha le idee chiare o perché intende ricorrere a ‘forzature’, come lui stesso le ha definite“, ha proseguito.

“In sostanza cosa dice Musumeci ai sindaci con la sua ultima ordinanza? Se volete aprite i cimiteri. Quindi la responsabilità delle violazioni della circolare ministeriale che ne dispone la chiusura ricade sui sindaci? Non ci sto. Se vuole aprirli, perché non si prende la responsabilità di specificarlo apertamente, come fatto dal Governatore della Puglia? Nella sua ordinanza ci sono imbarazzanti contraddizioni in quanto ci sono dei profili che non solo non sono chiari ma infrangono norme nazionali, come appunto la sopra citata questione dei cimiteri o come la questione della apertura di circoli e associazioni sportive. Fino a quando non si farà chiarezza, questa è la strada che seguiremo. Se il presidente Musumeci vuole ampliare le disposizioni nazionali, si assuma la responsabilità delle proprie azioni, senza delegare ai sindaci. Così non si fa altro che creare confusione nella cittadinanza e alimentare malessere”.

Turismo, crolla fatturato di hotel e strutture ricettive. Orlando: “Numeri catastrofici”

Un danno minimo stimato di circa 65 milioni di euro sul fatturato del settore alberghiero e ricettivo, destinato ad aumentare. E’ uno dei dati elaborati dall’Ufficio statistica del Comune tramite l’analisi dei numeri ufficiali di Istat e Regione. L’altro dato, altrettanto preoccupante, riguarda il settore della ristorazione (inclusi i bar e la ristorazione mobile).

“Numeri che ancora una volta mostrano l’emergenza sociale profonda che ha colpito la nostra città di fronte alla quale la risposta del Governo nazionale è del tutto inadeguata e quella della Regione potrà essere valutata solo dopo che si conosceranno nel dettaglio il reale impatto e la reale applicabilità delle norme contenute nella Finanziaria di cui attendiamo il testo definitivo”. Lo ha detto il sindaco Leoluca Orlando.

Lo studio condotto dall’ufficio statistica del Comune, che il responsabile Girolamo D’Anneo definisce “prudenziale”, parte dalle cifre certe (riferite al 2017) dell’afflusso turistico in città e delle imprese registrate nel settore della ristorazione. Sulla base di quei dati, la stima è che Palermo ha perso un afflusso di almeno 188 mila turisti, per un totale di poco meno di 400 mila pernottamenti. Ben più grave in prospettiva è il protrarsi del blocco delle frontiere e comunque il prevedibile drastico calo delle presenze internazionali. Il Comune immagina che entro settembre saranno almeno 450 mila i turisti certamente “persi” dalle nostre strutture ricettive e quasi un milione i pernottamenti cancellati.

“Anche ipotizzando una ripresa del turismo locale e nazionale è praticamente certo che almeno 65 milioni di fatturato siano già andati in fumo per quest’anno, che vuol dire almeno 20 milioni di ricaduta economica persa per la città in termini di retribuzioni ed utili d’impresa. Sono numeri di una catastrofe che richiede una risposta straordinaria che mi sembra non ci sia in questo momento da parte del Governo nazionale, così come mi sembra non sia adeguato l’intervento a sostegno del reddito da parte della Regione che accusa gravissimi ritardi nell’avvio della Cassa integrazione”, ha concluso Orlando.

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