Archives Maggio 2020

Uccisi dalla mafia 49 anni fa: Orlando ricorda Pietro Scaglione e Antonino Lorusso

“Nonostante i tanti anni passati dalla sua uccisione, Pietro Scaglione rimane una delle figure chiave nella storia del movimento antimafia, per essere stato fra i primi ad intuire, nel mondo della Magistratura, come la lotta alla mafia non si combattesse unicamente nelle Aule di tribunale ma anche con la rottura di certi comportamenti e legami che interessevano la pubblica amministrazione. Fu anche fra i primi a coniugare l’impegno professionale di magistrato con quello, altrettanto importante sociale con un importante lavoro rivolto ai detenuti e alle loro famiglie. Un impegno completo, che tanto ha dato al movimento antimafia e alle istituzioni e che pagò in modo atroce”. Così il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, che ha ricordato l’omicidio del procuratore della Repubblica, Pietro Scaglione, ucciso con il suo autista, l’agente di scorta, Antonino Lorusso, il 5 maggio 1971 in via Cipressi.

Pesca del tonno rosso, Sicilia e Calabria chiedono ripartizione equa: “Il Governo riveda le quote”

Una nota congiunta al ministro delle Politiche agricole, Teresa Bellanova, da parte degli assessori regionali alla Pesca delle due Regioni, l’esponente del governo Musumeci, Edy Bandiera e il calabrese, Gianluca Gallo, perché si avvii un cambio di rotta sul tema del riparto nazionale delle quote tonno rosso.

Da qui la richiesta al governo nazionale affinchè distribuisca, un volta per tutte, le quote in maniera proporzionale fra i diversi sistemi di pesca, con particolare considerazione alle imprese di pesca artigianale e alle tonnare fisse. Ciò al fine di rispettare i principi fondamentali di equità – in Calabria e Sicilia infatti la pesca del tonno rosso è consentita ad un numero sparuto di operatori -, sostenibilità finanziaria ed equilibrio tra tutti gli operatori, previsti dal Regolamento comunitario vigente.

“Ancora una volta, il decreto emanato il 20 aprile sulla campagna di pesca del tonno rosso per l’anno in corso, continua ad assegnare le nuove quote disponibili ad imbarcazioni già in possesso di altre quote, a discapito dei piccoli pescatori e di nuove imprese di pesca – spiega l’assessore per la Pesca mediterranea Edy Bandiera – più volte ho rappresentato la questione alla ministra Bellanova. E’ ora di passare dalle parole ai fatti. La pazienza della nostra marineria ha un limite ed è stato superato. Da oltre due anni, conduciamo una battaglia affinchè l’aumento delle quote pescabili, dopo anni di misure restrittive causate dal sovra sfruttamento di molti stock ittici, sia l’occasione per riequilibrare il sistema, invertendo la dannosa tendenza che da 20 anni penalizza la pesca siciliana.La nostra marineria vanta una tradizione storica ma, essendo costituita principalmente dal sistema di pesca del palangaro, è stata estromessa da un assegnazione significativa di quote (a vantaggio del sistema di pesca della circuizione), finendo con l’essere ulteriormente indebolita da un sistema basato sui parametri delle dotazioni storiche, che avvantaggia ulteriormente la gestione di grandi imprese, nel nome di un potere di mercato strutturato in ristretto oligopolio”, conclude l’assessore per la Pesca mediterranea Edy Bandiera

Coronavirus, Musumeci chiede il raddoppio delle corse aeree e l’aumento di quelle navali per la Sicilia

Il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci – con una nota inviata stamane ai ministri dei Trasporti e della Salute – ha chiesto il raddoppio delle corse aeree da e per la Sicilia e l’aumento di quelle navali sullo Stretto di Messina, per far fronte al considerevole aumento di traffico a seguito dell’avvio della “Fase 2”.

Restano immutate le prescrizioni, già adottate dalla Regione, alle quali si devono attenere coloro che ritornano nell’Isola: registrazione sul portale web dedicato dell’assessorato della Salute (siciliacoronavirus.it), obbligo di isolamento in quarantena e sottopposizione, al termine del periodo, al tampone rino-faringeo. Per quanto riguarda i passeggeri agli approdi a Messina, i controlli sanitari continueranno a essere assicurati dalla Regione, mentre per gli aeroporti di Palermo e Catania, la cui competenza è in capo all’Usmaf, Musumeci ne ha chiesto il rafforzamento.

Nella missiva, il governatore ha manifestato la disponibilità a una integrazione del precedente decreto interministeriale sulla mobilità. In particolare, si dovrebbe passare da due a quattro voli al giorno da Roma per Palermo e per Catania (e viceversa), mentre i collegamenti navali tra Sicilia e Calabria da cinque diventerebbero otto, in ogni direzione. Musumeci ha chiesto anche che lo stato di necessità ricomprenda anche coloro che si ricongiungano alla famiglia o debbano rientrare alla propria residenza o domicilio.

Nessuno deve pensare, però – afferma il presidente – che la “Fase 2” sia un ‘tutti liberi’, stiamo attenti. Il dato di tre regioni deve farci riflettere: in questo momento, Veneto, Lombardia e Piemonte assieme hanno 60 mila positivi, la Sicilia 2.200. Ho ricevuto centinaia di richieste da parte di ragazzi soprattutto che mi chiedevano ‘ci faccia a rientrare, ci faccia rientrare’. Sono padre e nonno e comprendo benissimo l’emozione, l’affetto e le necessità che si pongono in una famiglia. Ma credetemi è difficile trovare il punto di equilibrio per coniugare, da una parte, le esigenze affettive e, dall’altra, le esigenze della prudenza e della cautela, per evitare che si possa entrare in Sicilia senza sapere di essere portatori del virus. Come succede anche agli asintomatici. Quando c’è stato il famoso esodo di inizio marzo, su decine di migliaia di persone abbiamo trovato centinaia di positivi che non mostravano assolutamente alcun sintomo. Quindi bisogna stare prudenti per evitare di ricominciare da capo e la ricaduta sarebbe più complicata della prima fase. Quindi buon rientro a chi ha più di un motivo per rientrare nella nostra Isola, per tutto il resto guardiamo avanti”.

“Siamo arrivati alla Fase 2 – sottolinea il governatore – quindi bisogna allargare un po’ la maglia, ne siamo tutti consapevoli. Naturalmente, man mano che il tempo scorre, verificheremo il dato epidemiologico e quindi valuteremo se chiedere di aumentare, di volta in volta, il numero dei voli, delle corse del treno e dei traghetti sullo Stretto. Voglio chiarire – aggiunge Musumeci – che un blocco per i casi di necessità non c’è mai stato. Neanche nei momenti più critici dell’epidemia, sia gli ordinamenti nazionali che quelli regionali hanno sempre consentito l’ingresso alle Forze dell’ordine, alle Forze armate, al personale sanitario, e per gravi motivi personali, sanitari o di famiglia”.

Sicilia, dissesto idrogeologico: a Frazzanò si completa intervento nel centro

Una serie di frane ha danneggiato, a partire dal 2009, le strade e i fabbricati del quartiere Timpa di Frazzanò, nel Messinese.

L’area interessata – densamente popolata, a monte di via Libertà, sede della scuola elementare e di diversi edifici – è classificata come R4, ossia di alto rischio e necessita di opere di consolidamento su tutto il versante. Si tratta del secondo stralcio, quello che garantirà la messa in sicurezza di tutta l’area urbana.Il progetto prevede la realizzazione di paratie di pali, ma anche il ripristino e il completamento del sistema di raccolta delle acque.

E’ per questo che l’Ufficio contro il dissesto idrogeologico, guidato dal presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci e diretto da Maurizio Croce, ha velocizzato al massimo i tempi. La Struttura ha così espletato le procedure di gara per i lavori di messa in sicurezza. Al primo posto della graduatoria, con un ribasso del 27 per cento, la Macos Società Cooperativa di Agrigento.

Coronavirus, a Palermo riprendono gli allenamenti individuali: il “Renzo Barbera” riapre le porte

Dopo quasi due mesi di stop forzato, anche lo Stadio “Renzo Barbera” ha riaperto le porte.

Ieri, lunedì 4 maggio, ben venticinque calciatori rosanero si sono presentati per la seduta facoltativa organizzata dalla società, naturalmente nel rispetto della normativa per evitare la diffusione del Coronavirus : niente assembramenti e distanza di sicurezza di almeno due metri. Palestra e spogliatoi restano ancora chiusi, con l’amministratore delegato Rinaldo Sagramola che si è limitato ad aprire il portone dell’impianto sportivo; il preparatore atletico Marco Petrucci ha seguito gli allenamenti individuali  a distanza; mentre lo staff medico è rimasto in disparte per esser pronto ad intervenire qualora vi fosse qualche particolare emergenza nel corso della seduta.

Il club rosanero resta però sempre in attesa della decisione da parte del consiglio federale che si riunirà venerdì: “L’ipotesi di una ripresa resta quanto di più remoto possibile, ma in caso di stop definitivo bisognerà valutare i criteri per definire i verdetti finali. Il presidente Sibilia ha già detto di voler garantire il merito sportivo delle capolista, tra cui il Palermo, che potrebbe così ritrovarsi promosso in C già questa settimana“, scrive l’odierna edizione de Il Giornale di Sicilia.

Covid-19: il bilancio dei controlli in “Fase 1” della Polizia Municipale Palermo

Il Comando della Polizia Municipale comunica il bilancio dei controlli, a chiusura della “Fase 1” del piano nazionale finalizzato al contenimento del virus COVID-19.

Le 20 pattuglie giornaliere di P.M. a disposizione del Prefetto, a partire dal 20 marzo sono state distribuite nel territorio insieme alle quelle delle altre forze di Polizia attraverso apposita ordinanza settimanale del Questore.

I controlli effettuati dal personale di P.M. sono stati 10.326.

Le persone controllate sono state 9.641, di cui 355 sono state sanzionate per essere uscite senza un giustificato motivo.

Dieci persone sono state segnalate all’Autorità giudiziaria per false dichiarazioni.

Sono in corso le verifiche sulle autodichiarazioni rilasciate dalle persone controllate.

Per quanto riguarda le attività commerciali, le pattuglie hanno effettuato 257 controlli e per 9 esercizi commerciali è stata disposta la chiusura coatta.

A Palermo il progetto FA.C.E: la scuola a distanza per le famiglie dei quartieri Sperone e Brancaccio

Proposte a distanza attraverso video sul web, dirette Facebook e videochiamate tra esperti, genitori, nonni e bambini, per ricercare, scoprire e apprendere insieme. Per dare supporto e conforto, per fare comunità, anche a distanza.

È la nuova “versione” di FA.C.E. – FArsi Comunità Educanti che già coinvolge oltre cento famiglie dei quartieri Sperone e Brancaccio con l’obiettivo di ampliare i servizi educativi e di cura per la fascia 0-6, nonché contribuire alla costruzione di una comunità educante che sostenga una ridefinizione delle politiche educative.

Il progetto, selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, ha come capofila Fondazione Reggio Children e a Palermo vede in partnership l’Istituto Comprensivo Sperone-Pertini, le associazioni Cuore che vede e NuovaMente e l’Assessorato alla Scuola del Comune di Palermo.

Vista l’emergenza per la diffusione del coronavirus, i laboratori sono stati totalmente ripensati nelle modalità e “trasportati” online.  I luoghi FA.C.E. virtuali sfruttano le potenzialità del web estendendo le opportunità a tante altre famiglie che potranno partecipare alle attività settimanali in maniera assolutamente gratuita.

Così, i percorsi esperienziali previsti dall’azione pilota “Ben-Essere di Comunità”, già attivi ogni sabato dalla prima settimana di ottobre (massaggio infantile, incontri formativi sulla gravidanza e l’allattamento, danza in fasce, con-tatti con il mondo animale e la natura in fattoria didattica, cibo come atto sociale, dialoghi creta e digitale), e che hanno coinvolto fin qui più di cento famiglie, si reinventano in modalità digitale.

Le famiglie iscritte al progetto sono state invitate a registrarsi su un gruppo privato di Facebook (https://www.facebook.com/groups/678720339563505/?ref=share) per proseguire in modalità digitale i percorsi educativi pensati per loro. Il gruppo Facebook di “Ben-Essere di Comunità” sarà un modo per mantenere in vita le attività anche a distanza e per dare alle famiglie una continuità dei percorsi già intrapresi, in questo periodo che ci vede precauzionalmente a casa e impossibilitati a svolgere le attività in presenza.

Nello specifico, per le famiglie con bambini tra 0 e 11 mesi, già dal 24 aprile sono attivi  incontri di “Coccole e benessere” (massaggio infantile) e di “Ginnastica relax mamma- bambino“; mentre per le famiglie con bambini tra 1 e 6 anni sono previsti incontri per il percorso “Cibo come atto sociale“, secondo il calendario in allegato.Inoltre, dal 4 maggio, dal lunedì al venerdì, nello stesso gruppo Facebook, sarà attiva una Social Community, dove professionisti in ambito psico-sociale, educativo e sanitario supporteranno le famiglie del territorio, fornendo loro indicazioni e suggerimenti utili a contrastare la grave crisi sociale, educativa ed economica che le stesse stanno attraversando.

All’interno della Social Community le famiglie troveranno il supporto necessario per accedere agli interventi educativi e iniziative di solidarietà sociale attivate dagli enti territoriali e governativi; sostegno alla genitorialità (buone prassi educative, indicazioni a supporto gravide, ecc.), con l’attivazione di una chat dedicata attiva 6 giorni a settimana; possibilità per le famiglie di contattare i professionisti (psicologa, assistente sociale, ostetrica), tramite l’utilizzo di videochiamate e l’applicazione Messenger.

Il tutto in maniera assolutamente gratuita.Il fine delle iniziative promosse e proposte all’interno del gruppo Facebook Ben-Essere di Comunità è proprio quello di promuovere azioni a supporto della famiglia e del bambino 0-6, in un periodo in cui le famiglie dei quartieri Sperone e Brancaccio vivono un forte disagio economico, sociale ed educativo.

“Siamo consapevoli che le tecnologie digitali possono integrare i percorsi di cura educativa – dice l’assessora comunale alla Scuola, Giovanna Maranoma non potranno mai sostituire la ricchezza della relazione che si realizza nelle aule di asili e scuole dell’infanzia alla presenza di educatrici, educatori, insegnanti, bambine e bambini così come tutte le esperienze progettuali di laboratorio che nascono attorno, come FACE a contrasto delle povertà educative. Servizi educativi e scuola chiusi non sono solo edifici inibiti ma sono comunità che vengono improvvisamente a mancare al territorio. Un mondo che non si può riprodurre “a distanza” ma del quale, finché ci sarà il distanziamento, possiamo provare a preservarne la ricchezza attraverso un percorso resiliente che abbia cura delle relazioni attraverso il sostegno e il supporto alle famiglie. È decisivo che si possa trasmettere alle famiglie impaurite e smarrite il senso di una solidarietà educativa che non si ferma, di fronte al virus, rilanciando un messaggio di speranza e fiducia. Aver messo insieme inventiva, social e forza affettiva, competenze e professionalità, possono farci superare i limiti dello spazio e del tempo, a garanzia del benessere delle bambine e dei bambini e dei loro genitori. Veicoleremo da partner anche sul nostro portale scuola online – conclude l’assessora – le informazioni per dare spazio a questa esperienza di cura educativa a distanza per Sperone e Brancaccio”.

Crediamo nella scuola come bene comune, come luogo di dialogo e di partecipazione, e soprattutto come servizio al territorio – dice la dirigente Antonella Di Bartolo, coordinatrice territoriale del progetto – Abbiamo ripensato alcune azioni del progetto FA.C.E. in modalità online per stare, anche a distanza, vicini alle famiglie con bimbi 0/6, offrendo attività educative stimolanti per genitori e bimbi insieme; inoltre, in questo momento particolarmente difficile, ci è sembrato opportuno anche ampliare i servizi a disposizione delle famiglie del nostro territorio fragile, con un utile supporto di tipo psicologico e sociale. Anche così speriamo di tenere coesa e solidale la nostra comunità territoriale”.

 

Coronavirus, in Sicilia sì agli sport individuali: ecco quali e come

Dopo il lockdown per limitare ogni forma di contagio dal Coronavirus in Sicilia scatta il via libera alla pratica degli sport individuali, “purché nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale“.

La misura di alleggerimento – contenuta nell’ordinanza firmata lo scorso 30 aprile dal presidente della Regione, Nello Musumeci – è disciplinata da una circolare dell’assessorato alla Salute. Nel documento, in cui si escludono di fatto tutti gli sport di squadra, viene infatti specificato che “l’attività sportiva deve essere svolta esclusivamente in forma individuale e non ammette – né prevede – alcun contatto fisico” che potranno essere praticati in luoghi aperti. La circolare chiarisce inoltre che è “ammessa la pratica di qualsiasi sport, esclusivamente e rigorosamente in forma individuale, che contempli l’utilizzo di un attrezzo“.

La circolare dell’assessorato alla Salute specifica inoltre che nei circoli e nelle strutture sportive private, i legali rappresentanti dovranno far rispettare tutte le misure in materia di sanificazione, di distanziamento interpersonale e di utilizzo dei dispositivi di protezione individuale e di sicurezza (mascherine, guanti, termoscanner e saturimetro).

Nelle strutture, all’interno delle quali potranno accedere solo gli iscritti, dovrà essere individuato un supervisor che avrà il compito di “monitorare ed assicurare costantemente il regolare espletamento delle attività“.

Così si potranno nuovamente praticare, ad esempio, tutte le discipline su due ruote, ma anche tennis, padel, tennis tavolo o pattinaggio, windsurf, surf, etc. Via libera anche alla “pesca subacquea, apnea, diving e nuoto in acque libere, purché esercitati nel sito più vicino alla propria abitazione“.

Come previsto dall’ordinanza del presidente della Regione sì anche a canoa, canottaggio e vela, equitazione, golf e ovviamente atletica, ma anche alla pesca sportiva: tutte discipline che si possono praticare “purché nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale e delle norme relative al contenimento del contagio“.

L’assessorato per assicurare un costante monitoraggio del rispetto delle disposizioni ha previsto dei controlli nei circoli e le eventuali violazioni saranno oggetto di specifiche sanzioni.

All’interno dei circoli sportivi, che dovranno dotarsi di igienizzanti da dislocare nelle diverse aree dedicate all’attività fisica e nelle aree comuni (ingresso, WC etc.), sarà comunque vietato l’uso di piscine e luoghi chiusi, quali palestra, bar, sale di intrattenimento e non sarà consentito l’utilizzo delle docce.

L’ingresso negli spogliatoi, infine, è permesso esclusivamente per l’uso dei wc che dovranno essere preventivamente sanificati.La circolare dell’assessorato alla Salute chiarisce inoltre che “l’ingresso ai soci presso le strutture sportive è consentito previa prenotazione, secondo le modalità utilizzate dalle strutture medesime, per lo svolgimento dell’attività, tra quelle ammesse, prescelta dall’interessato“.

Rientro in Sicilia, Razza: “Normato da ministeri”

L’ingresso in Sicilia è normato da un decreto del ministro dei Trasporti, di concerto con il ministro della Salute, che disciplina le modalità con cui si rientra nel territorio siciliano“, afferma l’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, replicando al capogruppo del Pd, Giuseppe Lupo.

Si tratta di un provvedimento, giudicato da tutti essenziale nella fase della diffusione del contagio, che ha raccolto la richiesta di limitare l’accesso all’Isola che il presidente Musumeci avanzava già dalla fine del mese di febbraio“, aggiunge Razza.

Il tema del ricongiungimento familiare per stato di necessità – prosegue l’esponente del governo regionale – è già previsto in quel provvedimento e non necessita di alcuna autorizzazione nuova. Tuttavia, nelle prossime ore, valuteremo provvedimenti finalizzati a favorire il rientro dei fuorisede, che già oggi possono fare accesso nell’Isola, per come previsto dalla disciplina del ricongiungimento familiare”.”Dovremmo evitare su questi temi polemiche speciose – conclude Razza – . E’ facile dire facciamo entrare tutti, ma esistono ancora oggi regioni con contagi di molte migliaia di persone, quindi serve gradualità e prudenza“.

Escursioni Etna, sicurezza: completata la rete dei pannelli informativi

Le escursioni sull’Etna potranno essere effettuate in condizioni di maggiore sicurezza. La Protezione civile della presidenza della Regione Siciliana ha’ infatti’ completato, in questi giorni, la collocazione di pannelli luminosi a messaggio variabile che forniranno notizie, in tempo reale, sulle condizioni del vulcano: verranno riportati gli avvisi, le disposizioni e le ordinanze emanate dalle autorità in ordine alle modalità di fruizione delle aree più a rischio.

I visitatori e gli escursionisti potranno trovare, sulle vie di accesso alle alte quote, informazioni dettagliate relativamente all’area vulcanica’ indicazioni di protezione civile’ dati utili sul territorio di riferimento e tutte le comunicazioni necessarie per effettuare le loro escursioni in condizioni di sicurezza.

«Anche se siamo ancora in una fase di blocco delle escursioni, a causa dell’epidemia in corso – sottolinea il governatore siciliano Nello Musumecinon ci siano fermati. È stata completata la segnaletica, in modo tale che quando avverrà la riapertura e si potrà tornare, gradualmente, a uscire noi saremo già pronti. Come ho evidenziato al premier Conte, durante una delle riunioni della Cabina di regia tra governo e Regioni, della quale faccio parte insieme ai colleghi della Lombardia e dell’Emilia-Romagna, quello naturalistico è uno dei segmenti del turismo che può ripartire subito, perché non prevede assembramenti e si svolge all’aperto. Noi siamo pronti».

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