Archives Aprile 2020

Agricoltura, 40 milioni per investimenti nelle aziende siciliane

Quaranta milioni di euro per investimenti nelle aziende agricole siciliane. Lo prevede il bando pubblicato dalla Regione Siciliana, attraverso l’assessorato dell’Agricoltura, a valere sulla Misura 4.1 del Programma di sviluppo rurale 2014/2020. Si tratta di una delle procedure più attese dal comparto agricolo, grazie alla quale sarà possibile acquistare macchine, attrezzi agricoli, per trasformazione, confezionamento e commercializzazione di prodotti; realizzare e ristrutturare allevamenti (stalle, ricoveri, recinzioni) oltre che punti vendita aziendali e sale degustazioni; e ancora serre e tunnel per colture protette e florovivaismo; operare miglioramenti fondiari e sistemazioni idraulico-agrarie (recinzioni, terrazzamenti, recinzioni, viabilità aziendale ed elettrificazione).

In linea con la nuova Pac, verranno premiati gli interventi dei cosiddetti “genuine farmers”, ovvero dei “veri agricoltori”, la cui principale attività economica è quella agricola: così come le produzioni certificate di qualità (Bio, Dop, Igp e Qs-Qualità sicura garantita dalla Regione Siciliana, di neo introduzione) e ancora gli investimenti che puntano alle strategie di adattamento al cambiamento climatico, come la realizzazione di laghi collinari.
Una quota dei finanziamenti sarà destinata all’agricoltura delle isole minori: Pantelleria, Eolie, Egadi, Ustica, Lampedusa e Linosa, che erano rimaste escluse dai bandi emessi dalla precedente programmazione.
«Il Governo Musumeci ha mantenuto fede all’impegno preso – afferma l’assessore per l’Agricoltura Edy Bandiera – rispondendo alle reali esigenze dell’agricoltura siciliana e semplificando le procedure. Si tratta di un bando molto atteso, grazie al quale le aziende agricole potranno ammodernare le loro strutture, migliorandone reddito e competitività ma soprattutto, a fronte del massimale di 5 milioni di euro previsto dal precedente bando, abbiamo previsto un tetto massimo di 300 mila euro a progetto, rispondente alle reali esigenze del tessuto produttivo siciliano, fatto per lo più da piccole e medie aziende. La percentuale di contributo a fondo perduto prevista è pari al 50 per cento, elevabile di un ulteriore 10 per cento, nel caso in cui i proponenti siano giovani con meno di 40 anni d’età. Anche la cantierabilità del progetto, che ha costi elevati, dovrà essere prodotta solo se e nel momento in cui il progetto verrà finanziato».
Tra le novità importanti del nuovo bando la sburocratizzazione e lo snellimento delle procedure amministrative. Determinante sarà infatti il ruolo dei tecnici progettisti: con le “perizie asseverate”, nelle quali saranno riportati la fattibilità degli interventi, i punteggi e l’attestazione di conformità in materia di edilizia ed urbanistica, eviteranno agli agricoltori di dover chiedere pareri e autorizzazioni, che in passato hanno causato aggravio di costi e una notevole dilatazione dei tempi di presentazione delle domande.

Donsah, dallo sbarco a Palermo al rapporto con Mihajlovic: “Bologna versione Europa. Sinisa? Io trattato come un figlioccio”

 

State a casa: io rileggo sempre la Bibbia, e prego. Per la mia Africa e il mondo intero. Leggo tutto dell’Italia, in Ghana è aumentato il contagio. Parte della mia famiglia è là: prego ogni giorno, che Dio ci aiuti. Tutti“.

Questo il messaggio lanciato da Godfred Donsah, centrocampista di proprietà del Bologna in prestito al Cercle Brugge. Intervistato da La Gazzetta dello Sport, il classe 1996 ha raccontato: “Siamo tutti impauriti. E abbiamo capito che il mondo non ha certezze: oggi hai tutto, domani nulla. Nessuno è al sicuro, questa è la verità. E quando ne usciremo, perché succederà, i primi tre mesi saranno duri: nessuno si abbraccerà perché avremo perso l’abitudine e per paura. Purtroppo“.

Donsah ha un rapporto speciale con il tecnico della compagine felsinea, Sinisa Mihajlovic: “Mi ha sempre trattato come un figlioccio. Qualche giorno prima di quel 13 luglio eravamo a cena assieme, tutti. Ci divertivamo: Sinisa è un duro quando si lavora, ma fuori è simpatico, allegro, fa battute. Poi, parte il ritiro in montagna. Lui non arriva. E ci dice tutto via skype: c’è chi ha pianto. Ricordo quando disputammo, male, una amichevole. ‘Sono incazzato, così non mi aiutate perché oltre alla mia famiglia la forza me la date voi facendo il vostro dovere per bene. State a testa alta e fate le cose serie. Così, mi aiuterete’, ci disse“.

Il giovane ghanese è arrivato in Italia con un viaggio della speranza: “Gli insegnamenti più grandi da offrire? Che il calcio ha delle regole e non è che puoi fare come ti pare. Che serve mentalità: quando sbarcai a Palermo mi dissi che non sarei potuto tornare in Africa a mani vuote. Il terzo è l’amore vero per ciò che fai. Tornare a Bologna? Io ci sono…

Palermo, ricordi la papera di Sorrentino col Bologna?

 

La papera.

Stefano Sorrentino è uno dei portieri che ha fatto meglio con la maglia del Palermo e ancora oggi è uno degli idoli del pubblico rosanero. L’ex estremo difensore ha difeso per tre anni e mezzo la porta della squadra del capoluogo siciliano, fornendo grandi prestazioni e soprattutto deliziando gli spettatori con strepitosi interventi. Eppure nella stagione 2012-2013 un suo errore contribuì alla retrocessione in B della formazione allora allenata da Sannino.

Un suo mancato intervento, infatti, permise al Bologna di trovare il gol del pareggio, stroncando definitivamente i sogni di salvezza dei rosanero. Il Palermo era passato avanti con una rete di Josip Ilicic (5′), che stava attraversando uno strepitoso stato di forma, ma la papera di Sorrentino al minuto 62′ regalò la più ghiotta delle occasioni a Gabbiadini: retropassaggio di Donati, uscita a vuoto del portiere rosanero e rete dell’attaccante felsineo.

Ballardini-Mediagol: “Il Palermo la mia squadra più bella. Io e Sorrentino ci siamo capiti. Genoa? Non sono tornato per una ragione”

Un risultato che, a conti fatti, non è stato decisivo per sancire la retrocessione in Serie B della squadra tornata ad essere guidata da Sannino: i sei punti di distacco dal quartultimo posto, maturati per intero nelle ultime quattro giornate, non potevano certo essere colmati da un successo contro i felsinei“, ricorda Il Giornale di Sicilia. Per Sorrentino, però, questo errore resterà per sempre “il peggiore della carriera“…

Palermo, rebus contratti: tutti i rischi. La FIFA: “Non si possono prorogare”, l’avvocato Pasqualin: “Problema serio”

Riprendere un campionato senza calciatori: un paradosso che rischia di generare il caos in Serie D. Perché ancora non si sa come e se si tornerà a giocare tra i dilettanti, ma una cosa è certa: dal 30 giugno quasi tutti i calciatori non professionisti potranno ritenersi liberi“.

Apre così l’edizione odierna de Il Giornale di Sicilia parlando dei problemi che potrebbero esserci qualora dovesse riprendere il campionato e terminare oltre il 30 giugno. La questione principale riguarda i contratti dei calciatori in scadenza, ma anche per quanto concerne i prestiti, con i giocatori che dovranno tornare nelle proprie società di appartenenza.

Il direttore legale della FIFA, Emilio Garcia Silvero, intervistato dall’emittente spagnola Cadena Cope, ha spiegato: “La Fifa non può prorogare i contratti oltre il 30 giugno però le date per i trasferimenti non saranno le stesse e i giocatori non potranno essere registrati“. Una situazione parecchio delicata che rischia di avere ripercussioni ancor più gravi e difficili in Serie D.

Palermo, cosa serve per ripartire: aspetto sanitario, tecnico e organizzativo. La situazione

Squadre senza calciatori? È un rischio, perché a quel punto la volontà dei giocatori è sovrana – ha spiegato l’avvocato Claudio Pasqualin -. Non ci sono le complicanze economiche del calcio professionistico e si potrebbe tentare un prolungamento generalizzato, ma i limiti giuridici sono notevoli. È molto difficile, ma ci si augura che si sposti la data dei contratti il meno possibile, sempre basandosi sul parere delle autorità preposte“.

La questione non riguarda naturalmente solo i dilettanti: “Non si può derogare d’imperio un contratto concordato su una certa scadenza – ha sottolineato Pasqualin -. È un problema serio, che può essere reso ancor più serio se un calciatore in scadenza si è impegnato tramite accordo preliminare con altre squadre. Ad esempio, sarebbe legittimo se Petagna avesse già firmato il preliminare col Napoli, terminando il proprio contratto con la Spal al 30 giugno. A quel punto è difficile immaginare una norma che abbia valore collettivo“.

La soluzione, anche se complicata, potrebbe essere quella che i club cerchino singolarmente di trovare l’intesa con i calciatori:  “Temo che in questo caso si dovrà andare sulle trattative individuali per prendere atto di chi vuole rinnovare e chi no. In sostanza, la società chiede al tesserato di giocare per altri tre mesi e poi passerà alla nuova, a seconda di quando inizierà la nuova stagione. Da sostenitore dell’accordo collettivo, ammetto che utilizzare questo strumento sia più semplice per chi ha contratti lunghi – ha concluso Pasqualin -. Per quelli in scadenza, potrebbe essere necessario il ricorso alla volontà delle parti“.

Palermo, si pensa ad un mini-ritiro: Leghe e Federazione studiano le condizioni per ricominciare. I dettagli

Palermo, cosa serve per ripartire: aspetto sanitario, tecnico e organizzativo. La situazione

 

Oggi è ancora tempo di rispetto delle regole, ma anche il Palermo inizia a lavorare sulla ripartenza“.

Apre così l’edizione odierna de La Repubblica parlando di come il club rosanero sta continuando a lavorare in attesa che leghe e federazione stabiliscano se far ripartire o meno i campionati. La società di viale del Fante, per non farsi trovare impreparata, ha già messo a punto il piano per arrivare pronti all’eventuale ritorno in campo. Il programma si suddivide in tre settori: aspetto sanitario, tecnico e organizzativo.

Per quanto concerne il primo il Palermo dovrà attenersi alle linee guida che verrano date dalla federazione, a seguito della riunione che ci sarà domani tra la commissione medica della Federcalcio e i rappresentanti di categoria degli scienziati in campo contro il coronavirus, le decisioni verrano “comunicate al tavolo tecnico che si riunirà giovedì con tutte le componenti federali per stabilire le modalità di ritorno in campo delle varie leghe dalla A alla D“, si legge.

Palermo, si pensa ad un mini-ritiro: Leghe e Federazione studiano le condizioni per ricominciare. I dettagli

Gli aspetti tecnici e organizzativi, invece, vanno di pari passo. Qualora si dovesse definitivamente scegliere di tornare in campo tutti i calciatori verrano sottoposti a test fisici in maniera tale da capire come lavorare nei giorni a seguire, soprattutto visto che l’intenzione è quella di giocare ogni tre giorni. Gli allenamenti dovrebbero svolgersi al “Barbera” e il club avrà il compito di far rispettare determinate norme igienico sanitarie e di comportamento.

Pelagotti: “Coronavirus? Pronti a ripartire, vogliamo vincere sul campo. Sogno la Serie A con il Palermo”

Quest’ultimo punto è più semplice per squadre ben strutturate, come il Palermo, più complicato invece per la maggior parte di società di Serie D. L’obiettivo della Lega Nazionale Dilettanti è quello di portare a termine il campionato (mancano otto giornate), ma a patto che tutti riescano a rispettare alla perfezione le linee guida imposte dal governo nazionale, ma alcuni club “hanno già lasciato intendere che per ragioni economiche difficilmente saranno in grado di fare fronte alle richieste federali, con la prospettiva che in molte abbandonino prima della fine dei giochi“, conclude il quotidiano.

Coronavirus, Musumeci: “Una nave in rada per la quarantena”

“Quello che temevo sta accadendo: mi segnalano, infatti, l’imminente arrivo di barconi di migranti verso le coste siciliane. Il che contribuisce ad accentuare un clima di preoccupazione che già da tempo si registra nella comunità isolana a causa dell’epidemia in corso. Non si può continuare a scaricare sul sistema siciliano il peso del cinismo europeo. Né si può restare insensibili all’appello degli esausti imprenditori di Lampedusa, al cui grido di dolore mi unisco. Al presidente Conte – e gliel’ho anche scritto – desidero ribadire che il governo della Regione è contrario a ogni soluzione che non sia quella di approntare un’adeguata nave da ormeggiare in rada in cui far trascorrere la quarantena ai migranti, prima di destinarli ad altri paesi europei. Non sono appassionato alla polemica e non faccio propaganda su vite umane, ma se proprio ieri abbiamo dovuto isolare l’hotspot di Pozzallo, per la presenza di un giovane positivo, approntare strutture adeguate è indispensabile anche per la tutela del diritto alla salute di ciascuno”.Lo dichiara il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci.

L’aggiornamento nelle nove province della Sicilia

Questi i casi di coronavirus riscontrati nelle varie province dell’Isola, aggiornati alle ore 16 di oggi (domenica 12 aprile), così come segnalati dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale.

Il prossimo aggiornamento avverrà domani. Lo comunica la presidenza della Regione Siciliana.Si raccomanda di attenersi scrupolosamente alle indicazioni fornite dal ministero della Salute per contenere la diffusione del virus. Per ulteriori approfondimenti visitare il sito dedicato www.siciliacoronavirus.it o chiamare il numero verde 800.45.87.87.
Questa la divisione degli attuali positivi nelle varie province: Agrigento, 123 (0 ricoverati, 2 guariti e 1 deceduto); Caltanissetta, 110 (21, 8, 10); Catania, 573 (132, 57, 59); Enna, 289 (180, 16, 20); Messina, 354 (134, 40, 35); Palermo, 316 (68, 41, 19); Ragusa, 57 (6, 4, 5); Siracusa, 99 (50, 39, 10); Trapani, 109 (14, 16, 4).

L’aggiornamento in Sicilia, 2.030 positivi e 223 guariti

Questo il quadro riepilogativo della situazione nell’Isola, aggiornato alle ore 16 di oggi (domenica 12 aprile), in merito all’emergenza Coronavirus, così come comunicato dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale.

Degli attuali 2.030 positivi, 605 pazienti (-15) sono ricoverati – di cui 53 in terapia intensiva (-5) – mentre 1.425 (+44) sono in isolamento domiciliare.
Dall’inizio dei controlli, i tamponi effettuati sono stati 36.098 (+2.311 rispetto a ieri).Di questi sono risultati positivi 2.416 (+52), mentre, attualmente, sono ancora contagiate 2.030 persone (+29), 223 sono guarite (+14) e 163 decedute (+9).

Il prossimo aggiornamento regionale avverrà domani.Lo comunica la presidenza della Regione Siciliana.

Coronavirus, stop al pagamento di affitti degli alloggi popolari

Oltre cinquantamila utenti non dovranno pagare l’affitto del proprio alloggio popolare per i prossimi sei mesi. Lo ha deciso il governo regionale, che ha stanziato per questo fine 27 milioni di euro.”Un provvedimento – commenta il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci – che rientra nell’ampio quadro varato dal mio governo di sostegno e aiuti alle famiglie e all’economia dell’Isola, per fronteggiare l’epidemia. Le doverose restrizioni devono accompagnarsi a concreti aiuti alle persone, affinché tutti mantengano quella dignità che consenta di confidare nel futuro”.

Tale iniziativa si accompagna alla sospensione dei pagamenti dei mutui per coloro che abitano in regime di edilizia residenziale pubblica.”Grazie all’accordo fra il dipartimento delle Infrastrutture e Banca Intesa – spiega l’assessore Falcone – una platea di quindicimila famiglie sarà esonerata dalla quota mensile per l’Istituto di credito, mentre la Regione continuerà a erogare il proprio contributo in conto interessi. Alla fine dell’emergenza, le famiglie torneranno a effettuare i versamenti ma sgravati dal peso degli interessi”.
“Attraverso tale manovra – aggiunge l’assessore regionale alle Infrastrutture Marco Falcone – il governo Musumeci assicurerà gli introiti degli affitti agli Istituti autonomi case popolari, sgravando per un massimo di sei mesi gli inquilini delle fasce economiche più deboli dal pagamento del canone mensile. Aggiungiamo così un’ulteriore misura concreta a difesa delle famiglie siciliane più esposte alle ripercussioni di una crisi epocale come quella del coronavirus”.

Coronavirus: Villa Maria Eleonora, ventidue i contagiati

Alla luce delle diverse indiscrezioni di stampa sul numero delle persone contagiate dal Coronavirus riconducibili alla casa di cura ‘Villa Maria Eleonora’ di Palermo, l’assessorato regionale alla Salute fa sapere che, al momento, il totale dei soggetti positivi è 22 su 149 tamponi già processati. L’assessorato comunica inoltre che verrà disposta una ispezione.

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