Archives Aprile 2020

Sicilia, Falcone: “Quaranta milioni ad aziende siciliane”

«Ammonta a ben 32 milioni di euro la cifra che il Governo Musumeci sta liquidando in queste ore alle aziende del trasporto pubblico nelle città metropolitane e lungo le linee extraurbane della Sicilia, a titolo di contributo per il primo trimestre 2020. A questa somma, la prossima settimana, si aggiungerà un’altra decina di milioni per completare la tranche di finanziamento. Ecco dunque soldi freschi e puntuali che ci consentono di mettere in sicurezza un servizio essenziale e di dare serenità alle imprese e ai lavoratori in questo periodo di festività gravato dall’emergenza coronavirus».

«In tal modo assicuriamo liquidità e sostegno a imprese come Amat, Amt, Sais Interbus fino a tutti gli altri soggetti di un settore che occupa circa 8000 persone fra effettivi e indotto. La Regione Siciliana mette in campo risorse puntuali e concrete – conclude Falcone – senza inoltre praticare nessun taglio alla spesa e confermando la dotazione finanziaria dell’anno scorso».
Lo dichiara l’assessore regionale alle Infrastrutture e ai Trasporti Marco Falcone, a seguito delle ultime disposizioni del Dipartimento Infrastrutture in favore di oltre trenta società di trasporto pubblico pubbliche e private.

Istruzione, Lagalla: “Sicilia prima al Sud”

«La Sicilia, insieme alla Puglia, è la prima Regione del Sud per creazione di classi virtuali, la decima in tutta Italia, un ottimo risultato se si considera che è al penultimo posto per numero di famiglie che non possiedono un computer o un tablet in casa», così dichiara l’assessore regionale all’istruzione e alla formazione professionale, Roberto Lagalla.

«Lo sforzo profuso dalla Scuola siciliana – commenta l’assessore Lagalla – sta andando nella giusta direzione, consentendo la prosecuzione del percorso educativo e formativo di migliaia di studenti ed aprendo la strada alla maturazione di innovativi processi di apprendimento e ad un più largo uso degli strumenti digitali. Tuttavia, è ben noto come le iniziative assunte ed i risultati raggiunti, per quanto significativi, non esauriscano il fabbisogno tecnologico, né riescano a fronteggiare adeguatamente le numerose problematiche relative alle difficoltà di accesso alla formazione a distanza, causate dalle critiche condizioni socio-economiche di molte famiglie siciliane, soprattutto in questo momento. Ad ogni modo, è incoraggiante apprendere che l’azione di governo, facilitata dal lodevole e prezioso impegno dei dirigenti scolastici e dei docenti ai quali va il riconoscente apprezzamento dello stesso governo, ha utilmente contribuito alla prosecuzione delle attività didattiche, raggiungendo una copertura statistica pari a circa il 60% dell’utenza potenziale. Ciò pone la Sicilia in posizione non dissimile dalle altre e più attrezzate regioni italiane, anche a dispetto del suo pesante “digital divide”. Avendo piena consapevolezza delle perduranti criticità, è necessario impegnarsi ulteriormente, in ambito nazionale e regionale, per incrementare gli investimenti in tecnologia e favorire la diffusione delle competenze informatiche ad ogni livello, avendo cura di assicurare pari opportunità di accesso a tutti gli studenti. In tale direzione il governo Musumeci sta attivamente lavorando, mettendo allo studio nuove iniziative che, nell’immediato, consentano di ampliare sempre più i numeri dei destinatari e, nella prospettiva di più lungo periodo, di consolidare, in Sicilia, l’infrastrutturazione digitale e le dotazioni tecnologiche a servizio della scuola e dell’università».
Secondo la recente indagine Istat, che dimostra come il digital divide all’interno del Paese non sia ancora stato superato, la Sicilia si attesta intorno al 44% per numero di nuclei familiari sprovvisti di un computer in casa; tuttavia, si trova al decimo posto dello scenario nazionale per numero di classi virtuali formate a seguito della sospensione delle lezioni in presenza: lo attesta un’indagine, recentemente diffusa dal sito studenti.it che monitora l’andamento della didattica online nel Paese, a seguito dell’emergenza da COVID 19. La sola piattaforma FAD (continualascuola.it), messa a disposizione delle scuole da parte della Regione Siciliana, conta ad oggi 1.505 classi virtuali, create da 268 istituti scolastici, grazie alla registrazione di 2.824 docenti. Ad essa si aggiungono le numerose altre disponibili in rete e l’uso dei più diversi sistemi di collegamento a distanza attivati da scuole e docenti. Inoltre, nei giorni scorsi, il governo regionale ha messo a disposizione degli istituti scolastici, oltre alla piattaforma telematica, un contributo destinato alla fornitura di pc e tablet per i ragazzi in condizione di maggiore disagio, integrando le risorse assegnate dal Ministero dell’Istruzione per le stesse finalità.

Coronavirus: l’aggiornamento nelle nove province della Sicilia

Questi i casi di coronavirus riscontrati nelle varie province dell’Isola, aggiornati alle ore 17 di oggi (sabato 11 aprile), così come segnalati dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale.

Il prossimo aggiornamento avverrà domani. Lo comunica la presidenza della Regione Siciliana.Si raccomanda di attenersi scrupolosamente alle indicazioni fornite dal ministero della Salute per contenere la diffusione del virus. Per ulteriori approfondimenti visitare il sito dedicato www.siciliacoronavirus.it o chiamare il numero verde 800.45.87.87.
Questa la divisione degli attuali positivi nelle varie province: Agrigento, 120 (0 ricoverati, 2 guariti e 1 deceduto); Caltanissetta, 107 (23, 6, 9); Catania, 567 (132, 56, 55); Enna, 286 (180, 16, 19); Messina, 354 (139, 34, 34); Palermo, 307 (78, 39, 17); Ragusa, 55 (8, 4, 5); Siracusa, 100 (46, 36, 10); Trapani, 105 (14, 16, 4).

Coronavirus: l’aggiornamento in Sicilia, 2.001 positivi e 209 guariti

Questo il quadro riepilogativo della situazione nell’Isola, aggiornato alle ore 17 di oggi (sabato 11 aprile), in merito all’emergenza Coronavirus, così come comunicato dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale.

Degli attuali 2.001 positivi, 620 pazienti (-10) sono ricoverati – di cui 58 in terapia intensiva (-4) – mentre 1.381 (+44) sono in isolamento domiciliare.
Dall’inizio dei controlli, i tamponi effettuati sono stati 33.787 (+2.631 rispetto a ieri).Di questi sono risultati positivi 2.364 (+62), mentre, attualmente, sono ancora contagiate 2.001 persone (+34), 209 sono guarite (+22) e 154 decedute (+6).

Il prossimo aggiornamento regionale avverrà domani.Lo comunica la presidenza della Regione Siciliana.

Il libro dei ricordi di Caracciolo: “A Palermo c’era tutto per fare bene, ho sbagliato io. Van Basten e Baggio i miei idoli”

State in casa. Io abito in centro a Brescia ed in questi ultimi giorni quando mi affaccio vedo in giro troppa gente che ha mollato anzitempo, ma è sbagliato. Serve invece stare a casa e mostrare grande rispetto per i medici, gli infermieri, per tutte le persone che stanno lavorando al servizio della popolazione“.

Questo l’appello rivolto a tutti da parte di Andrea Caracciolo. L’ex attaccante di Palermo e Brescia, oggi alla FeralpiSalò ha parlato nel corso di una diretta sul profilo Instagram ufficiale del club lombardo: “Mi manca il campo, il mio lavoro, come manca a tanti altri professionisti che hanno lavori diversi. Mai come in questo momento, però, bisogna avere forza e spirito di sacrificio per uscire dalla crisi. E torneremo tutti insieme al Turina“.

A partecipare anche tanti supporter che hanno rivolto le loro domande all’Airone: “Giocatore più amato? Marco Van Basten, attaccante, elegante, fortissimo. Avevo il suo poster e quello di Roberto Baggio, con il quale ho avuto la fortuna di giocare a Brescia“.

Caracciolo ha poi parlato di San Siro, ricordando la prima volte che scese in campo in uno degli stadi più belli d’Italia: “La Scala del calcio. La prima volta che vi ho giocato è stato in occasione dell’ultima gara di Baggio, contro il Milan. Un brivido, quando sono entrato ed era ancora vuoto. Poi sono tornato tante volte e spesso ho segnato, soprattutto contro l’Inter. Un gol che ricordo è quello di Inter-Novara 0-1…“.

Caracciolo ha anche salutato i numerosi tifosi del Palermo che sono rimasti ancora legati a lui, nonostante la sua esperienza in rosanero non sia stata delle migliori: “Grande città, ho sbagliato io quei due anni, c’era tutto per fare bene“, Infine l’Airone ha fatto una promessa al presidente della FeralpiSalò, Pasini: “Ricordo ancora l’entusiasmo il giorno del mio arrivo a Salò e da allora ho visto il club crescere in tanti settori. Per arrivare in B c’è ancora da fare, ma se riprenderemo, saremo tutti pronti per giocarci le nostre carte al meglio“.

Belotti si racconta tra presente e futuro: “Da grande voglio fare l’allenatore, Torino la mia città preferita”

Da grande voglio diventare allenatore“.

Inizia così l’intervista rilasciata ai microfoni del sito ufficiale granata da Andrea Belotti. Il centravanti del Torino col passare degli anni è riuscito ad affermarsi nel grande calcio a suon di gol, divenendo anche un punto fermo dell’Italia del ct Roberto Mancini: “L’onestà intellettuale è la prima cosa che si ricerca in un tecnico. Il mio principale pregio è l’altruismo, la qualità migliore di un calciatore è la disciplina, quella di un uomo è la sincerità“.

Il Gallo si racconta senza tralasciare nulla: “Fin da piccolo ho sempre giocato a calcio mi faceva stare bene e sentire vivo“. La “matematica” era la sua materia preferita a scuola, mentre “LeBron James“, lo sportivo che ha sempre seguito. Tra i calciatori ammirava Andriy Schevchenko, grandissimo ex bomber oggi ct dell’Ucraina. Nato a Calcinate (Bergamo), Belotti è un torinese d’adozione: “La città di Torino è la mia preferita“, sottolinea.

La sua emozione più grande è stata nel giorno del suo matrimonio con Giorgia Duro, palermitana conosciuta quando indossava la maglia rosanero. “Delusione più grande? La mancata qualificazione al Mondiale del 2018“, ricorda cn amarezza il Gallo che poi ha concluso con la partita che porta nel cuore: “La vittoria in rimonta contro il Sassuolo per 3-2“, gara decisa da una sua splendida rovesciata…

Palermo, ricordi la “Fucilata” di Miccoli contro il Catania?

La “Fucilata“.

Esattamente dodici anni fa i rosanero superarono per 1-0 il Catania al “Barbera” in una gara non sicuramente entusiasmante ma rimasta nei cuori dei tifosi del Palermo, non solo per aver vinto il derby contro i rivali ma anche per la storica esultanza di Fabrizio Miccoli. Era il 12 aprile 2008, ricorda Il Giornale di Sicilia, con gli etnei che sfidarono la formazione allora allenata da Colantuono senza i proprio tifosi, viste le restrizioni imposte dopo la tragica morte dell’ispettore Raciti.

I rossazzurri, guidati da Zenga, lottavano per la salvezza, mentre i rosanero navigavano in una zona tranquilla di classifica. Una gara che non regalò grandi emozioni al pubblico presente, fino al minuto 84, quando, Fabrizio Miccoli direttamente da calcio di punizione riuscì a superare Polito con un perfetto destro a superare la barriera. Un gol che il Romario del Salento festeggiò lanciando la maglia in aria per poi colpirla con un ‘colpo di fucile‘ mimato con le mani. Chi lo ricorda?

 

Palermo, si pensa ad un mini-ritiro: Leghe e Federazione studiano le condizioni per ricominciare. I dettagli

Arrivederci a maggio, come preventivabile. Le ultime misure adottate dal Governo posticipano il rientro in campo del Palermo e di tutto il calcio italiano“.

Apre così l’edizione odierna de Il Giornale di Sicilia parlando dell’attuale situazione che stanno attraversando tutti gli sport, soffermandosi in maniera particolare sul calcio e sulla squadra rosanero. Il club di viale del Fante ha prolungato nuovamente la sospensione delle attività fino al 3 maggio, allineandosi perfettamente alla decisione presa dal governo nazionale attraverso un nuovo DPCM.

L’obiettivo di Leghe e Federazione è quello di riprendere i campionati una volta terminata l’emergenza ma le modalità e la fattibilità di questa ipotesi non sono ancora del tutto certe: “Le differenze tra i professionisti e i dilettanti, però, rischiano di creare un abisso tra le categorie, che potrebbero non trovarsi sullo stesso piano al momento di applicare il protocollo di sicurezza“, si legge.

Il Palermo ha infatti già ribadito più volte di avere le strutture e la forza di attuare qualsiasi tipo di decisione dovesse essere presa ma non tutte le squadra dilettantistiche hanno questa possibilità. Intanto, gli uomini di Pergolizzi continuano a lavorare nelle proprie abitazioni ma lo stop, qualora si dovesse ricominciare a giocare, costringere i rosanero, e anche gli altri club, a fare una sorta di mini-ritiro: “Non un ritiro vero e proprio, ma un richiamo di preparazione da svolgere in gruppo, per evitare sorprese al momento del rientro in campo“, sottolinea il quotidiano.

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