Archives Aprile 2020

Sagramola: “Ecco come tuteleremo gli interessi del Palermo. Coronavirus? Mi devono spiegare una cosa…”

 

Parla Rinaldo Sagramola.

L’epidemia da COVID-19 si è ormai progressivamente estesa in tutta Europa, delineando un quadro sanitario estremante complesso in Italia, con un numero ingente di contagiati ed un computo drammatico in termini di soggetti deceduti. Il Governo italiano, per questa ragione, ha scelto di adottare contromisure rigorose ma necessarie per contrastare la diffusione della malattia. Decreti con annesse norme comportamentali di matrice igienico-sanitaria, volti ad evitare assembramenti e a ridurre al minimo i contatti sociali, con l’obiettivo di ridurre drasticamente il rischio di ulteriori contagi. I provvedimenti istituzionali hanno avuto importanti ripercussioni anche sul mondo dello sport, dove le attività agonistiche sono state bloccate fino a data da destinarsi nel pieno rispetto delle norme ministeriali. I club, professionistici e non, dunque, si trovano oggi di fronte ad un futuro incerto, che potrebbero compromettere anche gli sforzi compiuti nei mesi scorsi per ottenere conquiste sul campo.

L’amministratore delegato del Palermo, intervenuto ai microfoni di TMW Radio, ha detto la sua sul futuro della Serie D, soffermandosi sulle possibilità che hanno i rosanero, attualmente in testa alla classifica, di ottenere la promozione.

“L’auspicio — ha detto Sagramola  è di poter concludere regolarmente la stagione, sul campo. Laddove non fosse ritenuto possibile, andrebbe capito come, con tre quarti di campionato disputato, verranno considerate le classifiche. Ovviamente nel nostro interesse c’è che sacrifici e risorse impegnate non siano vanificati. Faremo di tutto, nelle nostre possibilità, per difendere i nostri legittimi interessi. Una gran parte di campionato si è svolto e le classifiche delineate devono avere un valore. Si farà tutto il possibile, anche spostando date e luoghi. Terminare la stagione il 31 dicembre potrebbe dare possibilità di concludere i tornei ed evitare battaglie legali. Noi siamo in Serie D. Abbiamo accettato di ripartire da lì con un sacrificio economico non indifferente, abbiamo versato una tassa di 1 milione di euro, e stiamo tentando di risalire velocemente verso contesti più consoni alla tradizione calcistica della città”.

Serie D, rebus protocolli: il Palermo è pronto, ma le altre squadre no. Cottone: “Non abbiamo la forza economica”, Arena: “Ripartire è una follia”

Nel caso in cui i campionati ripartano, al termine dell’emergenza sanitaria, tuttavia, la FIFA disporrà il rispetto di un rigoroso protocollo per evitare ulteriori contagi.

“Ho detto che noi saremmo nelle condizioni di poter adempiere, ma abbiamo anche la consapevolezza che non molte squadre tra i dilettanti potrebbero farlo. Per questo attendiamo con forte interesse di capire come la federazione vorrà considerare le classifiche maturate a inizio marzo. Non vogliamo risalire alle spalle di altri, è tutto tranne che sportivo. Semplicemente bisogna spostare i termini per avere le idee più chiare. La realtà è che dobbiamo ancora capire dove si va a parare. C’è un interrogativo a cui non ho mai sentito dar risposta: dopo 40 giorni di domiciliari, i nuovi positivi da dove e come escono? Perché non ce lo dicono? Ormai è più di un mese che siamo tappati in casa, eppure ogni giorno c’è un mare enorme di nuovi contagiati. In conferenza eppure non la sento questa domanda… Qualcuno magari presto potrà soddisfare il mio interrogativo, anche perché se non ci fossero risposte sarei preoccupato. Secondo me oggi chi ha responsabilità deve dare un contributo per capire come si potrà ripartire, a prescindere dal periodo. Il virus non lo sconfiggiamo stando a casa, evitiamo solo di congestionare la sanità pubblica, ma saremo sempre a rischio finché non ci sarà un vaccino. Che si debba ripartire è un dato di fatto, altrimenti si muore di fame, ancor di più se ripartono i paesi che sono nostri competitor internazionali. Possiamo anche ripartire a dicembre, ma poi dobbiamo capire cosa succede al primo calciatore che verrà trovato positivo al primo controllo. Lo stesso discorso vale per gli operai: che fai, fermi la catena di montaggio? Questo è lo sforzo che serve fare, bisogna ricominciare a vivere, anche con il virus in circolo. Il calcio è un movimento che crea tanto lavoro, non è solo per quei ventidue che scendono in campo. Lo Stato ha interesse che vada avanti quel business che paga oltre un miliardo di imposte l’anno e dà lavoro alle figure lavorative più disparate”.

Palermo, cosa serve per ripartire: aspetto sanitario, tecnico e organizzativo. La situazione

Sampdoria, dolce attesa: La Gumina a Palermo per la nascita della figlia

 

Fiocco rosa.

Antonino La Gumina, attaccante della Sampdoria, guarito dal Covid-19, ha raggiunto ieri sera Palermo per assistere alla nascita della figlia prevista nei prossimi giorni. Il centravanti palermitano, riporta Il Secolo XIX, dopo l’ok del medico e tutte le autorizzazioni necessarie allo spostamento previste dal Dpcm si è trasferito in aereo da Genova a Roma per poi prendere la coincidenza per arrivare nel capoluogo siciliano. Il classe 1996 rientrerà in Liguria dopo il lieto evento.

Sampdoria, ag. La Gumina: “Nino sta bene, Coronavirus non risparmia nessuno. Taglio stipendi? Vi dico la mia”

Sampdoria, altri quattro giocatori positivi al Coronavirus: c’è anche l’ex Palermo La Gumina

Palermo, ricordi la rimonta da 0-3 a 3-3 con la Roma?

 

La rimonta.

Era il 15 aprile del 2006 quanto il Palermo, al “Barbera” riuscì ad ottenere un inaspettato pareggio per 3-3 con la Roma. Una gara che tutti i tifosi rosanero ricorderanno con piacere, visto che i giallorossi erano in corsa per la Champions League e i rosanero erano stati battuti solamente tre giorni prima in semifinale di Coppa Italia. Una sorta di rivincita della formazione allora allenata da Papadopulo.

La gara iniziò con un Palermo arrembante, ricorda Il Giornale di Sicilia, e a pochi minuti dall’inizio fu Brienza a metter paura alla Roma con un sinistro che impattò sulla traversa. La reazione dei giallorossi fu però rabbiosa e al 24′ passarono avanti con Taddei, per poi chiudere virtualmente il match nel giro di pochi giri d’orologio con Mancini: rigore al 29′ e gol di tacco al 31′. La gara sembrava ormai fortemente compromessa con i 28mila del Barbera che iniziavano a rumoreggiare.

Nella ripresa è però un altro Palermo e al 50′ Di Michele con un destro a giro accorcia le distanze. La squadra di Spalletti subisce il colpo e due minuti dopo Barone trova la rete del momentaneo 2-3. I rosanero vogliono riuscire a completare la rimonta e al 79′ arriva il gol del definitivo pareggio ancora con Barone che in rovesciata trafigge Curci. I rosanero alla fine chiusero la stagione ottavi ma a seguito di calciopoli vennero avanzati al quinto posto conquistando l’Europa.

Serie D, rebus protocolli: il Palermo è pronto, ma le altre squadre no. Cottone: “Non abbiamo la forza economica”, Arena: “Ripartire è una follia”

Oggi la commissione medica della Figc si riunirà per stilare il protocollo di sicurezza in vista della ripartenza dei campionati, ma dalle società siciliane di Serie D si alza un coro quasi unanime: tra i dilettanti non sarà semplice attenersi a queste misure“.

Apre così l’edizione odierna de Il Giornale di Sicilia parlando dell’ipotesi di ripresa dei campionati. Tutti i tornei sono fermi a seguito delle disposizioni del governo nazionale per contrastare la diffusione del virus Covid-19 e ancora non sono state stabilite tempistiche e modalità di un eventuale ritorno in campo. Per quanto concerne la Serie D alcuni club sono d’accordo e pronti a seguire i protocolli per tornare a giocare, altre hanno diverse problematiche per attuarli.

Il Palermo, tramite il suo amministratore delegato Rinaldo Sagramola, ha fatto sapere di esser in grado di rispettare tutte le eventuali misure che verrano prese: “Se i protocolli richiesti per garantire la sicurezza degli atleti e di chi prenderà parte agli eventi dovessero essere quelli che abbiamo letto in questi giorni non so quanti siano in grado di garantirne l’applicazione nella nostra categoria. Noi siamo assolutamente nelle condizioni di farlo, ma onestamente la vedo un po’ complicata come cosa“.

Per il presidente dell’FC Messina, Rocco Arena, sarebbe invece una “follia” ripartire: “In media dovremmo spendere 21 mila euro in un mese per i tamponi, può andar bene solo a chi ha interesse a terminare a tutti i costi, non per me. La salute delle persone viene prima di tutto e i tamponi non garantiscono il mancato contagio. Si dovrebbe stare un mese in ritiro, ma quale struttura può ospitarci con un campo a disposizione? Se fossi in Serie A, avrei già il mio centro sportivo e mi sarei già chiuso dentro, ma in D come si fa? Anche in Serie C vedo seri problemi, forse anche in B. La Lega deve metterci i soldi a disposizione – ha concluso Arena – e deve dimostrare di voler tutelare i presidenti che hanno fatto investimenti seri“.

Se dovremo applicare il protocollo, lo faremo – ha dichiarato Danilo Scimonelli, presidente del Licata -. La salute viene prima di tutto, ma proprio per questo ricominciare in condizioni così poco sicure credo sia rischioso. Chiediamo che la Lega si passi una mano sulla coscienza e metta la salute dei tesserati davanti all’interesse calcistico“.

A Marsala, il presidente Domenico Cottone è dubbioso sul ritorno in campo: “Se Malagò stesso dubita che in Serie B possano seguire il protocollo, figuriamoci in D dove non abbiamo la forza economica per sostenerlo. La sanificazione delle strutture non è un problema, ma sottoporre trenta persone a tampone sì, specie se è a carico della società“.

Della stessa idea anche Giuseppe Fasone, dirigente dell’Acireale: “Non credo ci siano garanzie per attuare il protocollo tra i dilettanti. Sarei ben felice di tornare in campo e ospitare Palermo e Savoia, che aspettavamo da tempo, ma non sarà semplice“.

Alfredo Finocchiaro, direttore generale del Biancavilla, è invece certo dell’aiuto che darà il comune alla società etnea: “Noi facciamo quello che dice la Lega, per i tamponi ci aiuterà il Comune. Abbiamo massima fiducia nella Lega, noi dobbiamo metterci in moto“.

La situazione più complicata, infine, è quella del Troina, con l’area dichiarata “zona rossa“: “In Serie D non è un protocollo attuabile – spiega Walter Giuffrida, dg del Troina – poi qui fino al 3 maggio siamo in zona rossa. Le tempistiche per noi sono lunghe, non è che in quella data si tornerà alla normalità. Poi abbiamo solo tre giocatori qui e l’albergo dove ospitiamo i ragazzi è stato requisito, è un problema ulteriore rispetto a quello sanitario, che viene prima di tutto“.

Palermo, rivoluzione per lo sport. Orlando: “Settore vitale per la città, incontreremo Spadafora”

 

Lo sport come mezzo per rilanciare la città di Palermo.

L’emergenza Coronavirus continua ad impegnare quotidianamente medici ed infermieri che stanno lottando con tutti i mezzi possibili per salvare quante più vite possibili. Inoltre stanno cominciando ad emergere i primi risultati positivi delle misure restrittive adottate dal Governo italiano, dal momento che il numero dei tamponi risultati positivi è in costante flessione verso il basso e continua a diminuire il numero dei pazienti ricoverati nella sale di terapia intensiva.

Coronavirus e stop al calcio, gli otto step chiave in caso di ripresa della stagione: ritiri e screening in Serie A, le norme in spogliatoio…

In questo momento gli organi sportivi stanno lavorando per cercare di comprendere come riprendere nel modo più sicuro possibile le manifestazioni sportive tutelando la salute degli atleti e delle loro famiglie. Le Federazioni sono in costante contatto con i rappresentanti del Governo, che dovrà attuare una riforma economica e finanziaria anche al mondo dello sport il quale attualmente è tra i più colpiti dalla crisi visto lo stop totale subito nel corso dell’ultimo mese. Per tale motivo l’assessore Paolo Petralia Camassa gli operatori dello sport palermitano e il sindaco Leoluca Orlando per definire i punti focali del colloquio che questi avranno con Vincenzo Spadafora, ministro per le politiche giovanili e lo sport giovedì prossimo alle ore 12. Questo il comunicato pubblicato sul sito ufficiale del comune di Palermo:

Dopo l’incontro con gli assessori allo sport delle città metropolitane, l’Assessore Paolo Petralia Camassa, ha incontrato la scorsa settimana, molti operatori dello sport palermitano. Le misure previste nei diversi Decreti del Governo hanno fatto rilevare delle criticità relative alla ripresa del settore sportivo e grazie al confronto con gli operatori del settore della città è stata stilata una lista di proposte da sottoporre al Ministro Spadafora. Tra i punti in agenda, si chiede l’intervento governativo per la sospensione dei canoni concessori degli impianti sportivi pubblici, la sospensione dei pagamenti dell’IVA per il comparto sportivo fino al riavvio delle attività, contributi, prestiti d’onore, fondi garanzia e nuove regole per le sponsorizzazioni. ‘Domani pomeriggio’ –  dichiara l’Assessore Paolo Petralia Camassa – ‘in un continuo e proficuo scambio di informazioni  finalizzate  ad ottimizzare i risultati ed in considerazione dell’ottima intesa esistente  tra il settore sportivo e l’amministrazione, incontreremo gli operatori dello sport cittadino per un ultimo confronto prima di quello con il Ministro. Quello che chiederemo al Governo ha una duplice funzione, permettere allo sport di poter ripartire e al contempo gestire nel modo migliore la fase della ripartenza tenuto conto delle grandi difficoltà in cui versa lo sport a causa della crisi’. ‘Lo sport come il turismo è stato uno degli elementi che hanno rilanciato la città in questi anni, con decine di eventi nazionali ed internazionali. L’associazionismo sportivo di base e di eccellenza ha rappresentato in questi anni uno dei mondi vitali della città e insieme stiamo ora lavorando per costruire insieme un percorso in vista della cosiddetta Fase 2. L’Amministrazione comunale si farà portavoce col Governo nazionale, direttamente o tramite l’ANCI, di sostenere questo settore, anche perché sarà un modo per rimettere in moto la nostra comunità’ – dichiara il sindaco di Palermo. L’assessore Paolo Petralia Camassa, il sindaco Leoluca Orlando e gli assessori allo sport delle città metropolitane incontreranno in video conferenza il Ministro Spadafora giovedì prossimo alle ore 12.00“.

Ok a progettazione per sicurezza versante Nord

Prosegue senza sosta, con vari interventi di consolidamento e di mitigazione del rischio, l’attività di messa in sicurezza di Monte Pellegrino, da parte dell’Ufficio contro il dissesto idrogeologico guidato dal presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci. Un altro obiettivo raggiunto riguarda la progettazione esecutiva del versante nord del monte, il più esteso, che sovrasta le aree urbane di Palermo, Vergine Maria e Addaura. Ad aggiudicarsi le indagini e i servizi di ingegneria, per un importo complessivo di un milione e seicentomila euro, due raggruppamenti di professionisti, uno coordinato dalla Rpa di Perugia – lotto A e D, per un milione e centomila euro – e l’altro che vede in sinergia la Sering di Palermo e la Rocksoil di Torre Boldone (Bg) – lotto B e C, per 500 mila euro. Si tratta di un lavoro complesso ed è per questo che la Struttura diretta da Maurizio Croce lo ha suddiviso in quattro lotti. L’opera, che si attende dal 2005 – data del primo progetto preliminare – seguirà ora il dettagliato cronoprogramma fissato dall’Ufficio: è infatti prevista per la fine dell’anno la consegna del progetto esecutivo generale e per il 2023 l’esecuzione dell’opera di consolidamento.

L’area negli anni ha registrato diversi casi di crolli di blocchi lapidei, con interventi di somma urgenza a salvaguardia della pubblica incolumità e a protezione delle sedi stradali, delle infrastrutture, delle abitazioni e delle aree alle pendici del monte. La zona ha anche un grande valore archeologico e naturalistico per la presenza delle grotte paleolitiche dell’Addaura, tra le più importanti d’Europa, all’interno delle quali sono presenti sulle pareti, e ancora in buono stato di conservazione, una serie di incisioni rupestri. Tra le soluzioni tecniche contemplate nel progetto, la collocazione di pannelli di rete, l’ancoraggio di massi con funi metalliche e chiodature di adeguata sezione e lunghezza, la pulizia e il distacco di massi in equilibrio instabile, il montaggio di barriere elastiche ad alto assorbimento di energia.

Torna ad aumentare il livello degli invasi

Torna ad aumentare il livello dell’acqua negli invasi siciliani. È quanto emerge dal report mensile, diffuso dall’Autorità di bacino istituita dal governo Musumeci, sulla situazione delle 25 dighe gestite dalla Regione.Le precipitazioni di marzo, quasi ovunque superiori alle medie dopo un periodo di siccità, hanno consentito un incremento di volumi disponibili che ha interessato, tra l’altro, alcuni dei bacini più importanti sia ai fini degli approvvigionamenti idro-potabili sia delle attività irrigue.Nel dettaglio, al primo aprile gli invasi gestiti dalla Regione hanno accumulato 578,33 milioni di metri cubi di acqua recuperando un’importante quota rispetto a marzo quando si erano fermati a 533,41. Il livello resta così poco più basso rispetto allo scorso anno, quando furono raggiunti 639,96 milioni di metri cubi, ma la crisi è scongiurata. Anche perché, spiegano gli esperti, il beneficio delle precipitazioni di marzo non si esaurisce al solo incremento delle riserve, ma riguarda anche il minor fabbisogno irriguo durante il periodo primaverile, dal momento che ovunque i suoli sono stati portati alla massima capacità idrica di campo.Tra l’altro, all’inizio di aprile si osservano ancora deflussi significativi verso gli invasi, che lasciano prevedere ulteriori lievi incrementi durante il mese e che permettono di guardare con relativa tranquillità al periodo estivo.Sul fronte dighe, il governo regionale sta lavorando su più interventi. A dicembre è stata deliberata, su proposta dell’assessore regionale all’Energia e servizi di pubblica utilità Alberto Pierobon, la somma di seicentomila euro per progettare la gestione e la messa in sicurezza di otto invasi, attraverso i cosiddetti progetti di gestione. A beneficiare delle somme sono le dighe Arancio, Furore, Gorgo Lago, Lentini, Paceco, Ponte Barba, San Giovanni e Santa Rosalia. Altri interventi di progettazione sono in corso per mettere in sicurezza gli invasi e aumentarne la capacità.

L’aggiornamento nelle nove province della Sicilia

Questi i casi di coronavirus riscontrati nelle varie province dell’Isola, aggiornati alle ore 16 di oggi (lunedì 13 aprile), così come segnalati dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale.

Il prossimo aggiornamento avverrà domani. Lo comunica la presidenza della Regione Siciliana.Si raccomanda di attenersi scrupolosamente alle indicazioni fornite dal ministero della Salute per contenere la diffusione del virus. Per ulteriori approfondimenti visitare il sito dedicato www.siciliacoronavirus.it o chiamare il numero verde 800.45.87.87.
Questa la divisione degli attuali positivi nelle varie province: Agrigento, 125 (0 ricoverati, 2 guariti e 1 deceduto); Caltanissetta, 113 (22, 8, 10); Catania, 586 (130, 57, 61); Enna, 290 (179, 16, 21); Messina, 357 (134, 44, 35); Palermo, 321 (70, 41, 23); Ragusa, 58 (6, 4, 5); Siracusa, 90 (50, 48, 11); Trapani, 110 (14, 17, 4).

L’aggiornamento in Sicilia, 2.050 positivi e 237 guariti

Questo il quadro riepilogativo della situazione nell’Isola, aggiornato alle ore 16 di oggi (lunedì 13 aprile), in merito all’emergenza Coronavirus, così come comunicato dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale.

Degli attuali 2.050 positivi, 605 pazienti (0) sono ricoverati – di cui 51 in terapia intensiva (-2) – mentre 1.445 (+20) sono in isolamento domiciliare.
Dall’inizio dei controlli, i tamponi effettuati sono stati 37.311 (+1.213 rispetto a ieri).Di questi sono risultati positivi 2.458 (+42), mentre, attualmente, sono ancora contagiate 2.050 persone (+20), 237 sono guarite (+14) e 171 decedute (+8).

Il prossimo aggiornamento regionale avverrà domani.Lo comunica la presidenza della Regione Siciliana.

Migranti, Musumeci: “Trovata la nave, ora tocca a Conte”

“Una nave per la quarantena degli immigrati, capace di ospitare fino a 488 persone. L’abbiamo trovata: è la Motonave Azzurra della compagnia Gnv, dotata di protocollo sanitario per l’assistenza a bordo di casi di Covid-19 positivi, idonea quindi a garantire le condizioni sanitarie necessarie alla quarantena di sospetti contagi ed attrezzata anche per preparare i pasti giornalieri. Ecco la nostra soluzione, presidente Conte, non ci sono più alibi. Basta solo sottoscrivere il contratto. Ed è un compito del governo nazionale”.Lo dichiara il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci.

“Non c’è più motivo – prosegue il governatore – di scaricare sulle strutture della Sicilia il peso organizzativo di collocare centinaia di persone immigrate, pronte a sbarcare nei prossimi giorni sulle coste siciliane, vittime di spregiudicati venditori di carne umana. La Sicilia non vuole vivere col Coronavirus la stessa drammatica esperienza della Lombardia: la gente ha paura, i sindaci hanno civilmente lanciato l’allarme, come faccio io da tre giorni. Evitiamo altra tensione sociale. I migranti che rischiano di annegare vanno soccorsi e messi in quarantena. Ma lo si faccia su una nave in rada. E anche presto”.

Aggiungere alla collezione

Nessuna raccolta

Qui troverai tutte le collezioni che hai creato prima.