Sicilia: vademecum anticontagio anche per le Rsa

Sarà esteso anche alle Rsa siciliane il vademecum comportamentale contemplato per le case di riposo. Si tratta di nuove azioni di contrasto e prevenzione messe in atto dalla Regione Siciliana per contenere ulteriormente ogni forma di possibile contagio dal Coronavirus nelle strutture che ospitano anziani e persone fragili. Previsti controlli e screening periodici su pazienti (o ospiti) e personale attraverso il tampone o test sierologici. In particolare, per evitare che il Covid 19 venga trasmesso da una struttura all’altra, sarà necessario, preliminarmente, procedere con la identificazione di tutte le strutture di provenienza degli operatori, inclusi quelli del settore alberghiero (ristorazione e biancheria).

Il vademucum prevede anche il controllo quotidiano con tracciabilità in cartella di temperatura corporea e presenza/assenza di possibili sintomi Covid-correlati. Tutte le informazioni, ovviamente, saranno trasmesse all’Asp di riferimento. Inoltre anche le Rsa dovranno individuare un responsabile del biocontenimento che avrà il compito di sovrintendere a tutte le azioni di prevenzione, mentre i dipendenti saranno chiamati ad una formazione sul corretto uso e smaltimento dei dispositivi di protezione individuale.
Come per le case di riposo, anche nelle Rsa, è previsto il tampone nasofaringeo periodico e, in caso di insorgenza di sintomi, l’introduzione di un isolamento preventivo per i casi sospetti in attesa di esito del test. Per i nuovi pazienti che fanno ingresso nelle Rsa (così come per le case di riposo) si dovrà richiedere alle strutture di provenienza di effettuare tampone nasofaringeo, se non sarà possibile ottenere il referto, il paziente (o ospite) verrà sottoposto a tampone all’ingresso e trattato come caso sospetto, isolandolo.

Come per le case di riposo, anche per le Rsa vale la misura che contempla il divieto assoluto di visite dall’esterno di parenti e conoscenti e la somministrazione dei pasti in ambienti comuni. La misura, varata dall’assessore regionale alla Salute Ruggero razza, che trae spunto da un’articolata relazione redatta da Giuseppe Nunnari ed Emmanuele Venanzi Rullo (Università degli Studi di Messina) e da Bruno Cacopardo e Manuela Ceccarelli (Università degli Studi di Catania), incoraggia le case di cura ad adoperare le tecnologie digitali, come le videochiamate mediante smartphone e tablet, per assicurare il contatto tra gli ospiti e i loro familiari.

Coronavirus: l’aggiornamento in Sicilia, 1.942 positivi e 152 guariti

Questo il quadro riepilogativo della situazione nell’Isola, aggiornato alle ore 17 di oggi (giovedì 9 aprile), in merito all’emergenza Coronavirus, così come comunicato dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale.

Degli attuali 1.942 positivi, 629 pazienti (+1) sono ricoverati – di cui 63 in terapia intensiva(-2) – mentre 1.313 (+48) sono in isolamento domiciliare.
Dall’inizio dei controlli, i tamponi effettuati sono stati 28.742 (+1.304 rispetto a ieri).Di questi sono risultati positivi 2.232 (+73), mentre, attualmente, sono ancora contagiate 1.942 persone (+49), 152 sono guarite (+19) e 138 decedute (+5).

Il prossimo aggiornamento regionale avverrà domani.Lo comunica la presidenza della Regione Siciliana.

Coronavirus, Musumeci a insediamento Cabina di regia con Roma

Il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, ha preso parte, in video conferenza da Palazzo Orleans, all’insediamento della Cabina di regia tra Governo e Regioni con il premier Giuseppe Conte per l’emergenza Coronavirus. Presente anche l’assessore alla Salute Ruggero Razza. Un incontro durato oltre due ore e che si è concluso poco fa, al quale hanno partecipato anche i ministri degli Affari regionali Francesco Boccia e della Salute Roberto Speranza, oltre a una delegazione dei Comuni e delle Province italiane. Le altre Regioni presenti erano Lombardia ed Emilia Romagna. Nel suo intervento, Musumeci si è detto favorevole a confermare la linea del rigore e della fermezza, concordando con Palazzo Chigi la proroga, quindi, fino al 3 maggio delle attuali restrizioni, procedendo solo successivamente a una riapertura parziale e graduale delle attività. Tra le proposte avanzate dal governatore siciliano anche quella di valutare, “se a maggio i numeri dei contagi ci daranno ragione”, la ripartenza dei cantieri stradali, nei quali il distanziamento sociale è assicurato. “Lavori – ha detto Musumeci – che possono essere svolti anche con una riduzione dei disagi per gli utenti, visto che le strade sono deserte”.Un altro tema posto dal presidente della Regione è stato quello dell’autorizzazione alle attività di prevenzione degli incendi boschivi, in vista della prossima stagione estiva. Musumeci ha chiesto, infine, a Conte la possibilità di inserire nel prossimo decreto una semplificazione delle procedure di gara per la distribuzione alle famiglie delle risorse stanziate dalla Regione Siciliana ai Comuni.

Coronavirus, un aiuto della Regione agli universitari fuori sede

Sette milioni di euro per gli universitari siciliani fuori sede come contributo alloggio. E’ il sostegno che il governo Musumeci intende dare alle famiglie degli studenti in situazione di disagio per l’emergenza epidemiologica.In dettaglio, quattro milioni sono destinati agli studenti iscritti in atenei al di fuori della Sicilia, anche all’estero. Per loro ottocento euro, se hanno mantenuto la permanenza, in quelle sedi, dal 31 gennaio fino a oggi.Altri tre milioni di euro andranno, invece, agli studenti fuori sede, ma residenti in Sicilia, che abbiano richiesto il contributo alloggio all’Ersu per l’anno accademico in corso e siano risultati idonei, ma non assegnatari del beneficio.I destinatari del primo contributo dovranno, inoltre, essere regolarmente iscritti all’anno accademico 2019/2020, appartenere a un nucleo familiare con una certificazione Isee non superiore ai 23 mila euro annui e non godere di altri benefici economici erogati per le stesse finalità.Il sostegno verrà erogato tramite gli Ersu della Regione Siciliana: quello di Palermo provvederà all’istruttoria degli studenti iscritti in Italia, quello di Catania per gli universitari all’estero.«Crediamo doveroso – evidenzia il presidente della Regione, Nello Musumeci – erogare un concreto e immediato beneficio economico a tanti studenti che, in queste settimane sono comunque obbligati a sostenere i costi relativi ad affitti per alloggi che non possono utilizzare. Abbiamo ritenuto doveroso riservare anche una particolare attenzione a quei giovani che hanno affrontato il sacrificio della lontananza dalle loro famiglie in un momento particolarmente difficile, rinunciando a rientrare in Sicilia».«Grazie all’impulso fornito dal presidente della Regione – sottolinea l’assessore all’Istruzione Roberto Lagalla – si è stati in grado di rispondere prontamente a una condizione di disagio manifestato da tanti giovani e dalle loro famiglie, ai quali, sin dall’inizio di questa legislatura, abbiamo inteso rivolgere la massima attenzione. Con questo provvedimento, abbiamo guardato tanto agli studenti siciliani fuori regione, quanto a quelli che frequentano gli atenei dell’Isola nell’ottica di assicurare un equo e solidale intervento. Si tratta di un’azione che, soprattutto nella attuale fase emergenziale, fornisce un utile contributo dell’istituzione regionale ai tanti genitori che affrontano con sacrificio le spese necessarie a garantire il percorso accademico dei propri figli».Gli Ersu, inoltre, potranno emanare un ulteriore bando per l’erogazione di “sussidi straordinari” destinati a studenti, sia pure esclusi dalle graduatorie, ma che, a seguito dell’epidemia da Covid 19, siano venuti a trovarsi in stato di particolare bisogno personale o familiare. Il bando sarà disponibile entro mercoledì 15 aprile sul sito del dipartimento dell’Istruzione e della formazione professionale della Regione Siciliana e su quelli degli Ersu regionali.

Coronavirus, Musumeci: “Nuove limitazioni al transito nello Stretto”

Ulteriori limitazioni al transito dei passeggeri nello Stretto di Messina, con potenziamento del controllo sanitario. Divieto di gite “fuori porta” e ancora, obbligo dell’uso di mascherine e guanti per il personale dei negozi alimentari. Sono queste alcune delle nuove misure adottate dal governatore Nello Musumeci, in vista delle festività di Pasqua, con un’ordinanza pubblicata sul sito web istituzionale della Regione Siciliana.

Nell’insistere sulla linea della fermezza e del rigore, Musumeci si fa forte anche delle risultanze di uno studio del dipartimento di Scienze economiche, aziendali e statitiche dell’Università di Palermo – richiamato nell’ordinanza – che «ritiene efficaci le misure di contenimento adottate dalla Regione Siciliana per contrastare il diffondersi del contagio», evidenziando come la Sicilia, «alla luce dei dati raccolti sull’andamento dell’epidemia sin dalla fine di febbraio, potrebbe essere la prima Regione italiana a raggiungere l’obiettivo di “zero contagi”, solo se continua a mantenere le restrizioni in vigore».
Sebbene la diffusione del Coronavirus nell’Isola sia inferiore rispetto al resto d’Italia, il presidente della Regione, in previsione delle giornate festive, ha adottato disposizioni restrittive per evitare che alcuni comportamenti possano generare condizioni idonee alla diffusione del contagio. Uno spostamento non controllato delle persone, infatti, potrebbe rendere più elevato il rischio di un aumento dei casi positivi in Sicilia.
Queste le misure adottate:

Da domani (venerdì 10) a lunedì 13 aprile, gli spostamenti via mare dei passeggeri da Villa San Giovanni e Reggio Calabria verso Messina (e viceversa) saranno consentiti, esclusivamente, agli appartenenti alle Forze dell’Ordine e alle Forze Armate, agli operatori sanitari pubblici e privati, ai lavoratori pendolari, nonché per “comprovati motivi di gravità e urgenza. Il coordinatore dell’Unità di crisi sanitaria metropolitana di Messina, di concerto con l’Asp, provvederà a intensificare i controlli sanitari agli approdi della Rada San Francesco, della Stazione Marittima e di Tremestieri”. Per questa attività potrà essere utilizzato il nuovo personale medico già selezionato a seguito dell’avviso pubblico autorizzato dalla Giunta regionale del 12 marzo.
Transito nello Stretto di Messina
Rimangono interdetti alla fruizione i parchi, le aree gioco, le ville, i boschi, i giardini e ogni altro spazio pubblico. A vigilare sull’osservanza delle disposizioni sarà anche il Corpo forestale regionale. Permane il divieto di gite “fuori porta”, di spostamento nelle cosidette “seconde case”e verso luoghi di villeggiatura.
Divieto di gite “fuori porta”
Negli esercizi commerciali di vendita e distribuzione di generi alimentari, anche all’aperto, gli operatori sono tenuti: all’uso costante di mascherina; all’utilizzo di guanti monouso o, in alternativa, al frequente lavaggio delle mani con detergente disinfettante. In ogni luogo nel quale non sia possibile mantenere la distanza di un metro tra persone, ognuno dovrà coprire naso e bocca con una mascherina o con un altro adeguato accessorio.
Uso di mascherine e guanti
Viene ribadito che le uscite per gli acquisti essenziali, a eccezione di quelle per i farmaci, vanno limitate a una sola volta al giorno e a un solo componente del nucleo familiare.
Limitazione delle uscite
Continua a essere inibito l’ingresso nel territorio comunale ai venditori ambulanti al dettaglio, se provenienti da altri Comuni.
Venditori ambulanti
La chiusura, domenicale e nei festivi, di tutti gli esercizi commerciali include anche i relativi servizi di consegna a domicilio, con eccezione della sola consegna di farmaci e prodotti editoriali.onali.
Consegne a domicilio nei festivi

Coronavirus: nuove misure anticontagio per le case di riposo

Misure speciali per le case di riposo siciliane. E’ una delle nuove azioni di contrasto e prevenzione messe in atto dall’assessorato regionale alla Salute per contenere ulteriormente ogni forma di possibile contagio dal Coronavirus in strutture destinate a persone già oggetto di altre precise disposizioni. Se in tutta la Sicilia appare evidente il sensibile rallentamento dei contagi, per gli esperti è necessario tenere alto il livello d’attenzione e non allentare la guardia.

Proprio i dipendenti dovranno essere formati anche sul corretto uso e smaltimento dei dispositivi di protezione individuale ed andranno implementate anche le pulizia delle strutture. Fra le misure adottate anche il divieto assoluto di visite dall’esterno di parenti e conoscenti e l’organizzazione di attività ludiche e ricreative e la somministrazione dei pasti in ambienti comuni.
Nello specifico, per le case di cura, oltre ad un vademecum, sono previsti dei controlli e degli screening periodici su ospiti e personale attraverso il tampone o test sierologici. Inoltre in ciascuna struttura sarà necessario individuare un responsabile del biocontenimento che avrà il compito di sovrintendere a tutte le azioni di prevenzione come, ad esempio, garantire la tracciabilità degli operatori sanitari e di tutto il personale.

La misura, che trae spunto da un’articolata relazione redatta da Giuseppe Nunnari, Emmanuele Venanzi Rullo (Università di Messina), Bruno Cacopardo e Manuela Ceccarelli (Università di Catania), incoraggia le case di cura ad adoperare le tecnologie digitali, come le videochiamate mediante smartphone e tablet, per assicurare il contatto tra gli ospiti e i loro familiari. Il vademecum sarà inoltrato alle case di riposo censite.

Il Governo della Regione Siciliana dichiara “Stato di crisi” per agricoltura e pesca

“Stato di crisi” per il settore dell’agricoltura, agroalimentare, ittico e agrituristico, conseguente all’emergenza che il Covid-19 ha arrecato e continua ad arrecare al settore primario.Lo ha dichiarato il governo Musumeci. Il provvedimento specifica che la pandemia in corso hadeterminato: l’azzeramento del canale Horeca (hotel, ristoranti e catering) e delle mense scolastiche e universitarie; la chiusura di agriturismi, enoturismi, mercati storici e rionali, nonché di quelli dell’agricoltore e del pescatore; l’azzeramento della domanda di cibo da parte dei turisti in Sicilia; la difficoltà lungo tutta la filiera alimentare, in termini di approvvigionamento di materie prime e di spedizione e consegna dei prodotti; il ridotto funzionamento dei servizi di logistica, soprattutto internazionali, che ha già messo in difficoltà le imprese per il reperimento di materiali di consumo, di servizi e i prezzi di ricambio dei macchinari. Situazione ancora più grave per il settore florovivaistico, che trattando un prodotto no food ha registrato un azzeramento totale delle commesse e del fatturato, anche a seguito della chiusura di negozi e mercati, nonchè della sospensione di cerimonie civili e religiose.

«Con questo atto – afferma l’assessore per l’Agricoltura, Edy Bandiera – intendiamo manifestare, chiaramente, dinanzi a quale catastrofe di carattere economico ed occupazionale ci troviamo e chiedere un’immediata accelerazione dei provvedimenti a sostegno dei settori duramente colpiti.Occorre limitare, con tempestività, gli impatti negativi economici, sociali e ambientali del tessuto produttivo siciliano, fatto per l’80 per cento da piccole e medie imprese, oggi falciato dalla chiusura del canale Horeca, degli agriturismi, enoturismi e delle frontiere, che rappresentano la parte più considerevole del sistema produttivo agricolo siciliano».
Con la dichiarazione dello “stato di crisi” la Regione Siciliana chiede che siano definiti gli strumenti finanziari finalizzati alla ripresa economica, che saranno attivati nell’ambito delle disposizioni nazionali e comunitarie.

Formazione in Sicilia, Iefp recuperati i ritardi. Lagalla: “Siamo quarti”

In soli due anni di governo Musumeci, la Sicilia è riuscita a superare i ritardi accumulati nel tempo sugli Iefp, i percorsi per l’istruzione e formazione professionale in obbligo scolastico, destinati ai giovani fino ai 18 anni che intendono conseguire una qualifica tecnico-professionale.La ripartizione delle risorse 2019, appena erogata dal Ministero del Lavoro alle regioni ed assegnata sulla base di criteri di merito, vede balzare la Sicilia al quarto posto in Italia, con un contributo di 18 milioni e 828 mila euro, dietro solo alla Lombardia, al Piemonte e al Veneto.Le altre regioni meridionali si collocano molto indietro nella graduatoria, con contributi variabili da 600 mila a 3,5 milioni di euro.

«Un traguardo notevole, indice del fatto che l’azione del governo è riuscita a rilanciare un sistema in stallo da troppi anni, coinvolgendo 40 mila studenti siciliani – dichiara l’assessore regionale Roberto Lagalla – tra iscritti ai percorsi proposti dagli enti di formazione e quelli in sussidiarietà integrativa presso gli istituti professionali di Stato. Ad incidere in maniera significativa è stato sicuramente l’avvio annuale dei corsi in regolare concomitanza con l’anno scolastico, ma soprattutto la sperimentazione del “sistema duale”. Questo ci ha permesso di siglare oltre 900 contratti di apprendistato e di offrire opportunità formative professionalizzanti a molti giovani che così acquisiscono maggiori possibilità di accedere al mondo del lavoro, portando positivamente a termine un percorso integrato tra formazione ed esperienza sul campo. Confido che i risultati raggiunti possano favorevolmente incidere sulla riduzione di disoccupati e di Neet nella nostra regione, cioè giovani fra i 18 e i 24 anni che non studiano e non lavorano, contrastando il fenomeno della povertà educativa che grava pesantemente sulle regioni meridionali. Si registra comunque una decisiva inversione di tendenza, finalmente orientata ad innalzare il numero di giovani positivamente impegnati nella formazione professionale, in coerenza con le esigenze del mercato del lavoro».
Nel dettaglio, 14,5 milioni sono stati assegnati in base al numero di iscritti; 3,5 milioni in riferimento al numero di studenti che concludono il percorso formativo con il conseguimento di una qualifica professionale; 688mila euro per i corsi realizzati in sussidiarietà presso gli istituti tecnico professionali dello Stato. Se nell’anno scolastico 2017/2018 gli iscritti non superavano i13 mila ed i qualificati erano appena 72, nel 2019 gli iscritti raggiungono quasi 40 mila studenti.Di questi, 16.318 sono gli iscritti ai corsi proposti dagli enti di formazione professionale, ben3.525 i qualificati e diplomati presso le istituzioni formative e 19.612 gli studenti iscritti ai percorsi in sussidiarietà integrativa degli istituti professionali, per il cui dato la Sicilia risulta addirittura prima in Italia.

Coronavirus: l’aggiornamento nelle nove province della Sicilia

Questi i casi di coronavirus riscontrati nelle varie province dell’Isola, aggiornati alle ore 17 di oggi (mercoledì 8 aprile), così come segnalati dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale.

Il prossimo aggiornamento avverrà domani. Lo comunica la presidenza della Regione Siciliana.Si raccomanda di attenersi scrupolosamente alle indicazioni fornite dal ministero della Salute per contenere la diffusione del virus. Per ulteriori approfondimenti visitare il sito dedicato www.siciliacoronavirus.it o chiamare il numero verde 800.45.87.87
Questa la divisione degli attuali positivi nelle varie province: Agrigento, 110 (0 ricoverati, 2 guariti e 1 deceduto); Caltanissetta, 94 (22, 5, 8); Catania, 560 (148, 32, 54); Enna, 279 (171, 1, 16); Messina, 330 (144, 20, 26); Palermo, 286 (70, 31, 12); Ragusa, 49 (9, 4, 3); Siracusa, 84 (44, 29, 9); Trapani, 101 (20, 9, 4).

Infrastrutture Sicilia, dal Cas pagamenti alle imprese per 25 milioni

«In queste ore verranno immessi nell’economia siciliana ben 25 milioni di euro da parte del Consorzio autostrade siciliane. Si tratta di risorse vitali in un momento di cosi grave crisi economica che ci consentiranno di non escludere nessuna delle imprese, a lavoro sulla Messina-Palermo, sulla Messina-Catania e sulla Siracusa-Gela, dal pagamento delle proprie spettanze. Tale manovra ci spinge, dunque, a esprimere il nostro apprezzamento per l’atteggiamento responsabile e fattivo della governance del Cas, dal presidente Restuccia al cda, fino al direttore Salvo Minaldi e a tutto il personale. Un’azione resa possibile grazie alla consistente e costante iniezione di denaro compiuta dal Governo Musumeci nei confronti dell’ente di gestione autostradale, a prescindere anche dall’odierna vicissitudine giudiziaria riguardo l’A20 e i cavalcavia Spadafora e Venetico che, nelle prossime settimane, verrà affrontata con le dovute iniziative».

Lo dichiara l’assessore regionale alle Infrastrutture Marco Falcone, a seguito dell’ultimo stanziamento in favore del Cas. «Nei primi cento giorni del 2020 – prosegue l’assessore – il Cas è la seconda più importante stazione appaltante in Sicilia, dietro soltanto a Rfi, ed è il primo ente per la quantità di denaro immessa nel tessuto economico dell’isola, garantendo così i pagamenti di forniture e stipendi malgrado le difficoltà moltiplicatesi per l’emergenza coronavirus», conclude l’assessore.

Aggiungere alla collezione

Nessuna raccolta

Qui troverai tutte le collezioni che hai creato prima.