Istruzione, Lagalla: “Sicilia prima al Sud”

«La Sicilia, insieme alla Puglia, è la prima Regione del Sud per creazione di classi virtuali, la decima in tutta Italia, un ottimo risultato se si considera che è al penultimo posto per numero di famiglie che non possiedono un computer o un tablet in casa», così dichiara l’assessore regionale all’istruzione e alla formazione professionale, Roberto Lagalla.

«Lo sforzo profuso dalla Scuola siciliana – commenta l’assessore Lagalla – sta andando nella giusta direzione, consentendo la prosecuzione del percorso educativo e formativo di migliaia di studenti ed aprendo la strada alla maturazione di innovativi processi di apprendimento e ad un più largo uso degli strumenti digitali. Tuttavia, è ben noto come le iniziative assunte ed i risultati raggiunti, per quanto significativi, non esauriscano il fabbisogno tecnologico, né riescano a fronteggiare adeguatamente le numerose problematiche relative alle difficoltà di accesso alla formazione a distanza, causate dalle critiche condizioni socio-economiche di molte famiglie siciliane, soprattutto in questo momento. Ad ogni modo, è incoraggiante apprendere che l’azione di governo, facilitata dal lodevole e prezioso impegno dei dirigenti scolastici e dei docenti ai quali va il riconoscente apprezzamento dello stesso governo, ha utilmente contribuito alla prosecuzione delle attività didattiche, raggiungendo una copertura statistica pari a circa il 60% dell’utenza potenziale. Ciò pone la Sicilia in posizione non dissimile dalle altre e più attrezzate regioni italiane, anche a dispetto del suo pesante “digital divide”. Avendo piena consapevolezza delle perduranti criticità, è necessario impegnarsi ulteriormente, in ambito nazionale e regionale, per incrementare gli investimenti in tecnologia e favorire la diffusione delle competenze informatiche ad ogni livello, avendo cura di assicurare pari opportunità di accesso a tutti gli studenti. In tale direzione il governo Musumeci sta attivamente lavorando, mettendo allo studio nuove iniziative che, nell’immediato, consentano di ampliare sempre più i numeri dei destinatari e, nella prospettiva di più lungo periodo, di consolidare, in Sicilia, l’infrastrutturazione digitale e le dotazioni tecnologiche a servizio della scuola e dell’università».
Secondo la recente indagine Istat, che dimostra come il digital divide all’interno del Paese non sia ancora stato superato, la Sicilia si attesta intorno al 44% per numero di nuclei familiari sprovvisti di un computer in casa; tuttavia, si trova al decimo posto dello scenario nazionale per numero di classi virtuali formate a seguito della sospensione delle lezioni in presenza: lo attesta un’indagine, recentemente diffusa dal sito studenti.it che monitora l’andamento della didattica online nel Paese, a seguito dell’emergenza da COVID 19. La sola piattaforma FAD (continualascuola.it), messa a disposizione delle scuole da parte della Regione Siciliana, conta ad oggi 1.505 classi virtuali, create da 268 istituti scolastici, grazie alla registrazione di 2.824 docenti. Ad essa si aggiungono le numerose altre disponibili in rete e l’uso dei più diversi sistemi di collegamento a distanza attivati da scuole e docenti. Inoltre, nei giorni scorsi, il governo regionale ha messo a disposizione degli istituti scolastici, oltre alla piattaforma telematica, un contributo destinato alla fornitura di pc e tablet per i ragazzi in condizione di maggiore disagio, integrando le risorse assegnate dal Ministero dell’Istruzione per le stesse finalità.

Coronavirus: l’aggiornamento nelle nove province della Sicilia

Questi i casi di coronavirus riscontrati nelle varie province dell’Isola, aggiornati alle ore 17 di oggi (sabato 11 aprile), così come segnalati dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale.

Il prossimo aggiornamento avverrà domani. Lo comunica la presidenza della Regione Siciliana.Si raccomanda di attenersi scrupolosamente alle indicazioni fornite dal ministero della Salute per contenere la diffusione del virus. Per ulteriori approfondimenti visitare il sito dedicato www.siciliacoronavirus.it o chiamare il numero verde 800.45.87.87.
Questa la divisione degli attuali positivi nelle varie province: Agrigento, 120 (0 ricoverati, 2 guariti e 1 deceduto); Caltanissetta, 107 (23, 6, 9); Catania, 567 (132, 56, 55); Enna, 286 (180, 16, 19); Messina, 354 (139, 34, 34); Palermo, 307 (78, 39, 17); Ragusa, 55 (8, 4, 5); Siracusa, 100 (46, 36, 10); Trapani, 105 (14, 16, 4).

Coronavirus: l’aggiornamento in Sicilia, 2.001 positivi e 209 guariti

Questo il quadro riepilogativo della situazione nell’Isola, aggiornato alle ore 17 di oggi (sabato 11 aprile), in merito all’emergenza Coronavirus, così come comunicato dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale.

Degli attuali 2.001 positivi, 620 pazienti (-10) sono ricoverati – di cui 58 in terapia intensiva (-4) – mentre 1.381 (+44) sono in isolamento domiciliare.
Dall’inizio dei controlli, i tamponi effettuati sono stati 33.787 (+2.631 rispetto a ieri).Di questi sono risultati positivi 2.364 (+62), mentre, attualmente, sono ancora contagiate 2.001 persone (+34), 209 sono guarite (+22) e 154 decedute (+6).

Il prossimo aggiornamento regionale avverrà domani.Lo comunica la presidenza della Regione Siciliana.

Regione Siciliana: “Due milioni e mezzo per le strutture di ospitalità per contrasto violenza di genere”

Due milioni e mezzo di euro per contributi alle associazioni e alle cooperative sociali che si occupano di contrasto alla violenza di genere. Li ha stanziati il governo Musumeci, attraverso l’assessorato alla Famiglia. Due i bandi, già pubblicati sul sito web della Regione Siciliana, che tengono conto dell’epidemia in corso e pertanto, tra le spese finanziabili, verranno ammessi anche tutti gli interventi necessari alla prevenzione e al contrasto del Covid 19.

«I contributi – evidenzia l’assessore alla Famiglia Antonio Scavone – permetteranno di supportare le strutture di ospitalità anche per le spese di implementazione di nuovi servizi che assicurino e mettano in atto il distanziamento sociale quale forma principale di prevenzione e contrasto del Covid 19».
Il primo avviso, per un milione e mezzo di euro circa, è finalizzato alla concessione di finanziamenti per la gestione e l’implementazione di nuovi servizi delle case di accoglienza a indirizzo segreto e delle strutture di ospitalità in emergenza. Il secondo, invece, per un milione di euro, per destinare ai centri anti violenza e interventi di assistenza e sostegno alle donne vittime di violenza e ai loro figli minori o diversamente abili.
«Ma anche tutte le spese di gestione riconducibili al Covid 19 – continua il componente del governo Musumeci – come quelle (vitto, alloggio e trasporto) per la presa in carico in emergenza delle vittime di violenza per il periodo di quarantena presso strutture alberghiere o quelle relative alla sanificazione dei locali delle strutture di ospitalità. In questo momento di convivenza forzata dobbiamo tenere alta l’attenzione per le donne vittime di violenza – prosegue l’assessore- e fornire ogni tipo di protezione e assistenza».
Tra le spese finanziabili legate all’emergenza coronavirus l’acquisto di: dispositivi di protezione individuale per utenti e personale, servizi di assistenza alle donne vittime di violenza conseguenti alle norme restrittive e di salvaguardia della salute pubblica, beni strumentali finalizzati alla comunicazione a distanza, tra utente e strutture, strutture tramite social media.

Siracusa, Commissione di esperti su caso Rizzuto morto di Coronavirus

Dopo il Covid-team, che da oltre dieci giorni segue le attività dell’Asp e da ieri sta lavorando a Siracusa, presso l’Ospedale Umberto I, è stato nominato un pool di esperti per accertare la gestione del caso clinico che ha portato alla morte di Calogero Rizzuto.

Della Commissione fanno parte i professori: Ercole Concia (ordinario di Malattie infettive dell’Università di Verona), Gaetano Serviddio (ordinario di Medicina interna e di urgenza dell’Università di Foggia), Riccardo Tartaglia (presidente dell’Italian network for safety in helthcare di Firenze) e Cristoforo Pomara (ordinario di Medicina legale dell’Università di Catania). Quest’ultimo è componente del Comitato tecnico scientifico per l’emergenza Coronavirus in Sicilia.
La misura, disposta dal presidente della Regione Nello Musuemci, è stata adottata dall’assessore regionale alla Salute Ruggero Razza, che ha anche tenuto conto dell’istanza avanzata dalla stessa Azienda sanitaria provinciale aretusea.

«Questa necessaria iniziativa ovviamente è ben separata dall’inchiesta penale in corso – ha evidenziato Razza – e vuole anzitutto confermare l’attenzione della Regione sul caso che, più di tutti, ha creato allarme sul territorio. La relazione finale che il pool di esperti presenterà sarà inoltrata anche all’autorità giudiziaria per tutte le sue valutazioni. Abbiamo voluto – ha aggiunto Razza – nominare esperti di livello nazionale, tre dei quali operano in contesti regionali diversi dal nostro. Serve serenità a Siracusa ed è indispensabile che i primi ad averla siano gli operatori sanitari e i cittadini».

Migranti, Musumeci: “Una nave per la quarantena”

«C’è il fondato timore che nelle prossime settimane, favoriti dal bel tempo, possano registrarsi sulle coste siciliane consistenti sbarchi autonomi di migranti. Chiedo perciò al governo nazionale di intervenire con tempestività per evitare che la incontrollata gestione del triste fenomeno possa determinare tra la popolazione dell’Isola l’acuirsi di un clima di tensione già abbastanza alto».Lo afferma il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, evidenziando in una nota al capo del Governo Giuseppe Conte come «gli hot spot di Lampedusa e Pozzallo e la struttura di Porto Empedocle appaiano chiaramente insufficienti ad assorbire la nuova ondata di arrivi, dando vita, peraltro, ad una promiscuità – sul piano sanitario – assai pericolosa per gli stessi ospiti e per gli operatori».Nel sollecitare comunque «il totale e rigoroso isolamento degli hot spot dal resto del territorio», il governatore siciliano chiede al premier «l’impiego di una idonea nave ormeggiata in rada in cui trattenere i migranti per la necessaria quarantena, prima di essere ricollocati nei Paesi membri dell’Ue, assicurando in ogni caso la piena collaborazione del sistema sanitario regionale».

Coronavirus: l’aggiornamento nelle nove province della Sicilia

Questi i casi di coronavirus riscontrati nelle varie province dell’Isola, aggiornati alle ore 17 di oggi (venerdì 10 aprile), così come segnalati dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale.

Il prossimo aggiornamento avverrà domani. Lo comunica la presidenza della Regione Siciliana.Si raccomanda di attenersi scrupolosamente alle indicazioni fornite dal ministero della Salute per contenere la diffusione del virus. Per ulteriori approfondimenti visitare il sito dedicato www.siciliacoronavirus.it o chiamare il numero verde 800.45.87.87.
Questa la divisione degli attuali positivi nelle varie province: Agrigento, 116 (0 ricoverati, 2 guariti e 1 deceduto); Caltanissetta, 102 (21, 5, 9); Catania, 570 (138, 47, 55); Enna, 281 (179, 16, 19); Messina, 356 (146, 24, 32); Palermo, 297 (70, 39, 15); Ragusa, 53 (11, 4, 4); Siracusa, 92 (48, 34, 9); Trapani, 100 (17, 16, 4).

Coronavirus: l’aggiornamento in Sicilia, 1.967 positivi e 187 guariti

Questo il quadro riepilogativo della situazione nell’Isola, aggiornato alle ore 17 di oggi (venerdì 10 aprile), in merito all’emergenza Coronavirus, così come comunicato dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale.

Degli attuali 1.967 positivi, 630 pazienti (+1) sono ricoverati – di cui 62 in terapia intensiva (-1) – mentre 1.337 (+24) sono in isolamento domiciliare.
Dall’inizio dei controlli, i tamponi effettuati sono stati 31.156 (+2.414 rispetto a ieri).Di questi sono risultati positivi 2.302 (+70), mentre, attualmente, sono ancora contagiate 1.967 persone (+25), 187 sono guarite (+35) e 148 decedute (+10).

Il prossimo aggiornamento regionale avverrà domani.Lo comunica la presidenza della Regione Siciliana.

Coronavirus: due milioni di mascherine per medici e commercianti

Oltre due milioni di mascherine per case di riposo, case di cura private, rsa (residenze sanitarie assistenziali), cta (comunità terapeutiche assistite), farmacie, guardie mediche, operatori delle unità speciali, medici di famiglia e pediatri. A distribuirle in tutte le nove le province dell’Isola, su disposizione del presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, è stata la Protezione civile, per fronteggiare l’emergenza da Covid 19. I dispositivi di protezione sono principalmente del tipo chirurgico, mentre 120mila pezzi appartengono alla categoria Ffp2.

Altre 250mila mascherine, sempre tramite la Protezione civile regionale, sono andate alle associazioni di categoria del settore alimentare, affinchè riforniscano tutti gli operatori che giornalmente hanno contatti con la clientela. La nuova ordinanza firmata mercoledì sera da Musumeci prevede, infatti, che “negli esercizi commerciali di vendita e distribuzione di generi alimentari, anche all’aperto, gli operatori siano tenuti all’uso costante di mascherina e all’utilizzo di guanti monouso”.

Catania: dalla Regione Siciliana 5 milioni. Falcone: “Tempi rispettati”

“Stamane il direttore generale del dipartimento Infrastrutture Fulvio Bellomo ha decretato la liquidazione dei contributi in favore del trasporto pubblico nel Comune di Catania. Si tratta di poco meno di cinque milioni di euro a copertura del primo trimestre 2020, erogazione che arriva rispettando i tempi prestabiliti e che diventa ancora più essenziale per la tenuta dell’Amt e dei suoi servizi in questo momento di grave emergenza”.

“Il Governo Musumeci – sottolinea l’assessore – prosegue nel mantenere l’impegno a non far mancare le risorse di sua competenza a tutti i settori dell’economia e dei servizi in Sicilia, a partire dai trasporti che impegnano centinaia di addetti. Con questo atto non solo garantiamo un servizio essenziale quali il trasporto pubblico, ma salvaguardiamo la dignità dei lavoratori con la corresponsione degli stipendi”, conclude Falcone.
Lo rende noto l’assessore regionale alle Infrastrutture Marco Falcone, a seguito del decreto emanato stamane dal Dipartimento Infrastrutture che assegna la somma di quattro milioni 917mila euro al Comune di Catania.

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