Cassa integrazione in deroga, Luca Sammartino (Iv): “Fallimento del governo Musumeci”

“La mancata assegnazione della cassa Integrazione in deroga in Sicilia dimostra ancora una volta tutto il fallimento del governo Musumeci. Ho sollevato da settimane, anche in V commissione, il tema, dove sono state esposte anche le legittime preoccupazione degli imprenditori e dei sindacati. Il presidente non ha saputo programmare per tempo e adesso scarica sui dipendenti regionali le sue responsabilità. Non è stato capace di trovare le soluzioni con le parti sociali e come sempre rincorre i problemi senza riuscire mai ad affrontarli”.

Così il parlamentare regionale di Italia Viva e presidente della Commissione Lavoro dell’Ars, Luca Sammartino. “Ci sono quasi 150 mila lavoratori che aspettano da due mesi e non è possibile assistere ad un continuo scarica barile di responsabilità tra la Regione e gli uffici. Basta con le polemiche, rischiamo che scoppi una bomba sociale. I siciliani sono stufi. Musumeci venga in aula a chiarire immediatamente”.

Ersu, borse di studio e sussidi straordinari, Lagalla: “Impegno mantenuto”

Borse di studio e sussidi straordinari per gli studenti universitari, grazie all’azione degli Ersu, d’intesa con la Regione Siciliana.

«Il governo Musumeci – interviene l’assessore Roberto Lagallanei giorni della protesta studentesca, durante la quale erano stati richiesti maggiori servizi abitativi e copertura totale delle borse di studio, aveva preso un impegno che oggi viene mantenuto, anche in coerenza con le previsioni della legge sul diritto allo studio e a dispetto di quanti, per protagonismo o rancore politico-istituzionale, avevano soffiato sul fuoco dello scetticismo e della superficialità di giudizio».

«L’iniziativa adottata dall’Ersu di Palermo, resa possibile anche dalla accelerazione impressa dal nuovo Consiglio di amministrazione all’approvazione dei precedenti bilanci e al conseguente reperimento di ulteriori risorse – prosegue Lagalla – va nella direzione fortemente auspicata dal governo regionale e ribadita nei contenuti della legge di stabilità appena approvata. Si è riusciti infatti ad assicurare un primo e significativo intervento a favore di tutti gli studenti risultati idonei nelle graduatorie dell’Ersu, nell’imminente prospettiva di completare l’intera erogazione appena le ulteriori risorse, appostate dalla legge di bilancio, saranno rese disponibili».

L’Ersu di Palermo, infatti, come appena comunicato dall’ente stesso, procederà allo scorrimento della graduatoria assegnando ulteriori borse di studio a 1.056 studenti che si sommano 4.971 già fruitori di borsa. Ai restanti 4.279 idonei verrà erogato un assegno straordinario di 400 euro, destinando quindi risorse a tutti gli studenti universitari utilmente collocati nelle graduatorie annuali.

Si tratta del raggiungimento di un obiettivo di particolare rilevanza a fronte, oltretutto, di un crescente aumento dei richiedenti, rispetto agli anni precedenti, e all’invariato contributo statale.

In aggiunta, al fine di dare risposta al maggior numero di studenti che, a causa dell’emergenza Covid-19, sono venuti a trovarsi in situazioni di particolari difficoltà, l’Ersu di Palermo pubblicherà domani il “Bando di sussidi straordinari”, destinati a quanti non possedevano i relativi requisiti all’inizio del corrente anno accademico.

Inoltre, l’Ersu di Catania comunica l’erogazione di borse di studio per la totalità degli universitari aventi diritto, l’Ersu di Enna riuscirà a coprire oltre il 90 per cento degli aventi diritto e anche l’Ersu di Messina, per il quale le procedure sono ancora in corso, riuscirà a soddisfare gran parte degli studenti universitari richiedenti.

Finanziaria regionale. Sostegni anche per gli uomini in divisa. Gelarda e Caronia (Lega): “Atto dovuto verso chi garantisce sicurezza cittadini”

Tra le pieghe della finanziaria regionale appena approvata c’è spazio anche per sostegni agli uomini in divisa, come giusto riconoscimento verso chi ogni giorno garantisce, anche  a rischio della propria vita, la sicurezza ai cittadini, oltre che per chi si sta impegnando in prima persona per l’emergenza covid19”. A dirlo sono Igor Gelarda, capogruppo a palazzo delle Aquile e Marianna Caronia deputato all’Ars,e consigliere comunale a palazzo delle Aquile.

E’ previsto uno stanziamento di ben 15 milioni di euro per gli uomini della Polizia Municipale siciliani e al personale della protezione civile, direttamente impegnati per le esigenze di contenimento del fenomeno epidemiologico. Queste somme saranno destinate come premi di produttività e indennità aggiuntive. Un segnale non da poco, specialmente in quei centri come Palermo, dove durante la fase 1 la polizia municipale ha controllato più di 10.000 persone e circa 300 esercizi commerciali.Inoltre è diventato legge l’emendamento, approvato in commissione bilancio all’Ars, che prevede l’utilizzo gratuito per tutti gli esponenti delle Forze dell’Ordine e dei Vigili del Fuoco dei mezzi gommati del trasporto pubblico locale. Una scelta  va senza dubbio nel senso di una maggiore sicurezza. Se si incentiva l’uso di bus a uomini e donne in divisa, si avrà più controllo sui mezzi stessi e i cittadini viaggeranno più sicuri“, dichiarano Marianna Caronia e Igor Gelarda.

La Lega ha fortemente voluto e lottato per questi provvedimenti“, proseguono Marianna Caronia, cui fa eco Igor Gelarda, che fa anche parte del direttivo nazionale del sindacato di Polizia Coisp “perché più uomini e donne in divisa ci sono, più si estende il controllo dello Stato e aumentano le garanzie per i cittadini. Un gestoimportante che è anche un segnale verso chi ogni giorno in divisa, e purtroppo con gli stipendi tra i più bassi d’Europa rispetto ai colleghi europei , garantisce sicurezza e rischia la vita per i cittadini”.

Quattro sbarchi in poche ore a Lampedusa, Musumeci: “Non c’è più posto per i migranti, il Governo è fermo”

Quattro sbarchi nel giro di poche ore a Lampedusa.

Tra ieri sera e questa mattina sono approdati sull’isola circa 150 migranti. Dopo gli arrivi di due barconi con 72 e 64 migranti, infatti, sono arrivati altri dieci profughi su una piccola imbarcazione, oltre ad una quarta che è entrata successivamente nel porto. I migranti verranno sottoposti a controlli per il Coronavirus nelle tende allestite dalla Protezione Civile sul molo Favaloro, in attesa che venga deciso dove saranno trasferiti. L’hot spot di Lampedusa è già pieno.

“Lampedusa vive una condizione di seria preoccupazione: non è possibile che i natanti con i migranti debbano potere arrivare sull’isola e sbarcare quei poveri fratelli quando l’hotspot è assolutamente stracolmo”. Lo ha detto il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci. “Abbiamo chiesto più volte che si utilizzasse una nave ormeggiata in modo da potere fare su questa la quarantena, e non sulla terraferma. Non ci vuole molto… La Sicilia ha già tantissimi problemi, e il governo non può assolutamente scaricare questo dramma sul sistema sanitario e sociale regionale, alimentando una forte tensione tra i cittadini alimentando la paura di una nuova diffusione del contagio del coronavirus”.

Pesca del tonno rosso, Sicilia e Calabria chiedono ripartizione equa: “Il Governo riveda le quote”

Una nota congiunta al ministro delle Politiche agricole, Teresa Bellanova, da parte degli assessori regionali alla Pesca delle due Regioni, l’esponente del governo Musumeci, Edy Bandiera e il calabrese, Gianluca Gallo, perché si avvii un cambio di rotta sul tema del riparto nazionale delle quote tonno rosso.

Da qui la richiesta al governo nazionale affinchè distribuisca, un volta per tutte, le quote in maniera proporzionale fra i diversi sistemi di pesca, con particolare considerazione alle imprese di pesca artigianale e alle tonnare fisse. Ciò al fine di rispettare i principi fondamentali di equità – in Calabria e Sicilia infatti la pesca del tonno rosso è consentita ad un numero sparuto di operatori -, sostenibilità finanziaria ed equilibrio tra tutti gli operatori, previsti dal Regolamento comunitario vigente.

“Ancora una volta, il decreto emanato il 20 aprile sulla campagna di pesca del tonno rosso per l’anno in corso, continua ad assegnare le nuove quote disponibili ad imbarcazioni già in possesso di altre quote, a discapito dei piccoli pescatori e di nuove imprese di pesca – spiega l’assessore per la Pesca mediterranea Edy Bandiera – più volte ho rappresentato la questione alla ministra Bellanova. E’ ora di passare dalle parole ai fatti. La pazienza della nostra marineria ha un limite ed è stato superato. Da oltre due anni, conduciamo una battaglia affinchè l’aumento delle quote pescabili, dopo anni di misure restrittive causate dal sovra sfruttamento di molti stock ittici, sia l’occasione per riequilibrare il sistema, invertendo la dannosa tendenza che da 20 anni penalizza la pesca siciliana.La nostra marineria vanta una tradizione storica ma, essendo costituita principalmente dal sistema di pesca del palangaro, è stata estromessa da un assegnazione significativa di quote (a vantaggio del sistema di pesca della circuizione), finendo con l’essere ulteriormente indebolita da un sistema basato sui parametri delle dotazioni storiche, che avvantaggia ulteriormente la gestione di grandi imprese, nel nome di un potere di mercato strutturato in ristretto oligopolio”, conclude l’assessore per la Pesca mediterranea Edy Bandiera

Coronavirus, Musumeci chiede il raddoppio delle corse aeree e l’aumento di quelle navali per la Sicilia

Il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci – con una nota inviata stamane ai ministri dei Trasporti e della Salute – ha chiesto il raddoppio delle corse aeree da e per la Sicilia e l’aumento di quelle navali sullo Stretto di Messina, per far fronte al considerevole aumento di traffico a seguito dell’avvio della “Fase 2”.

Restano immutate le prescrizioni, già adottate dalla Regione, alle quali si devono attenere coloro che ritornano nell’Isola: registrazione sul portale web dedicato dell’assessorato della Salute (siciliacoronavirus.it), obbligo di isolamento in quarantena e sottopposizione, al termine del periodo, al tampone rino-faringeo. Per quanto riguarda i passeggeri agli approdi a Messina, i controlli sanitari continueranno a essere assicurati dalla Regione, mentre per gli aeroporti di Palermo e Catania, la cui competenza è in capo all’Usmaf, Musumeci ne ha chiesto il rafforzamento.

Nella missiva, il governatore ha manifestato la disponibilità a una integrazione del precedente decreto interministeriale sulla mobilità. In particolare, si dovrebbe passare da due a quattro voli al giorno da Roma per Palermo e per Catania (e viceversa), mentre i collegamenti navali tra Sicilia e Calabria da cinque diventerebbero otto, in ogni direzione. Musumeci ha chiesto anche che lo stato di necessità ricomprenda anche coloro che si ricongiungano alla famiglia o debbano rientrare alla propria residenza o domicilio.

Nessuno deve pensare, però – afferma il presidente – che la “Fase 2” sia un ‘tutti liberi’, stiamo attenti. Il dato di tre regioni deve farci riflettere: in questo momento, Veneto, Lombardia e Piemonte assieme hanno 60 mila positivi, la Sicilia 2.200. Ho ricevuto centinaia di richieste da parte di ragazzi soprattutto che mi chiedevano ‘ci faccia a rientrare, ci faccia rientrare’. Sono padre e nonno e comprendo benissimo l’emozione, l’affetto e le necessità che si pongono in una famiglia. Ma credetemi è difficile trovare il punto di equilibrio per coniugare, da una parte, le esigenze affettive e, dall’altra, le esigenze della prudenza e della cautela, per evitare che si possa entrare in Sicilia senza sapere di essere portatori del virus. Come succede anche agli asintomatici. Quando c’è stato il famoso esodo di inizio marzo, su decine di migliaia di persone abbiamo trovato centinaia di positivi che non mostravano assolutamente alcun sintomo. Quindi bisogna stare prudenti per evitare di ricominciare da capo e la ricaduta sarebbe più complicata della prima fase. Quindi buon rientro a chi ha più di un motivo per rientrare nella nostra Isola, per tutto il resto guardiamo avanti”.

“Siamo arrivati alla Fase 2 – sottolinea il governatore – quindi bisogna allargare un po’ la maglia, ne siamo tutti consapevoli. Naturalmente, man mano che il tempo scorre, verificheremo il dato epidemiologico e quindi valuteremo se chiedere di aumentare, di volta in volta, il numero dei voli, delle corse del treno e dei traghetti sullo Stretto. Voglio chiarire – aggiunge Musumeci – che un blocco per i casi di necessità non c’è mai stato. Neanche nei momenti più critici dell’epidemia, sia gli ordinamenti nazionali che quelli regionali hanno sempre consentito l’ingresso alle Forze dell’ordine, alle Forze armate, al personale sanitario, e per gravi motivi personali, sanitari o di famiglia”.

Sicilia, dissesto idrogeologico: a Frazzanò si completa intervento nel centro

Una serie di frane ha danneggiato, a partire dal 2009, le strade e i fabbricati del quartiere Timpa di Frazzanò, nel Messinese.

L’area interessata – densamente popolata, a monte di via Libertà, sede della scuola elementare e di diversi edifici – è classificata come R4, ossia di alto rischio e necessita di opere di consolidamento su tutto il versante. Si tratta del secondo stralcio, quello che garantirà la messa in sicurezza di tutta l’area urbana.Il progetto prevede la realizzazione di paratie di pali, ma anche il ripristino e il completamento del sistema di raccolta delle acque.

E’ per questo che l’Ufficio contro il dissesto idrogeologico, guidato dal presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci e diretto da Maurizio Croce, ha velocizzato al massimo i tempi. La Struttura ha così espletato le procedure di gara per i lavori di messa in sicurezza. Al primo posto della graduatoria, con un ribasso del 27 per cento, la Macos Società Cooperativa di Agrigento.

Rientro in Sicilia, Razza: “Normato da ministeri”

L’ingresso in Sicilia è normato da un decreto del ministro dei Trasporti, di concerto con il ministro della Salute, che disciplina le modalità con cui si rientra nel territorio siciliano“, afferma l’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, replicando al capogruppo del Pd, Giuseppe Lupo.

Si tratta di un provvedimento, giudicato da tutti essenziale nella fase della diffusione del contagio, che ha raccolto la richiesta di limitare l’accesso all’Isola che il presidente Musumeci avanzava già dalla fine del mese di febbraio“, aggiunge Razza.

Il tema del ricongiungimento familiare per stato di necessità – prosegue l’esponente del governo regionale – è già previsto in quel provvedimento e non necessita di alcuna autorizzazione nuova. Tuttavia, nelle prossime ore, valuteremo provvedimenti finalizzati a favorire il rientro dei fuorisede, che già oggi possono fare accesso nell’Isola, per come previsto dalla disciplina del ricongiungimento familiare”.”Dovremmo evitare su questi temi polemiche speciose – conclude Razza – . E’ facile dire facciamo entrare tutti, ma esistono ancora oggi regioni con contagi di molte migliaia di persone, quindi serve gradualità e prudenza“.

Escursioni Etna, sicurezza: completata la rete dei pannelli informativi

Le escursioni sull’Etna potranno essere effettuate in condizioni di maggiore sicurezza. La Protezione civile della presidenza della Regione Siciliana ha’ infatti’ completato, in questi giorni, la collocazione di pannelli luminosi a messaggio variabile che forniranno notizie, in tempo reale, sulle condizioni del vulcano: verranno riportati gli avvisi, le disposizioni e le ordinanze emanate dalle autorità in ordine alle modalità di fruizione delle aree più a rischio.

I visitatori e gli escursionisti potranno trovare, sulle vie di accesso alle alte quote, informazioni dettagliate relativamente all’area vulcanica’ indicazioni di protezione civile’ dati utili sul territorio di riferimento e tutte le comunicazioni necessarie per effettuare le loro escursioni in condizioni di sicurezza.

«Anche se siamo ancora in una fase di blocco delle escursioni, a causa dell’epidemia in corso – sottolinea il governatore siciliano Nello Musumecinon ci siano fermati. È stata completata la segnaletica, in modo tale che quando avverrà la riapertura e si potrà tornare, gradualmente, a uscire noi saremo già pronti. Come ho evidenziato al premier Conte, durante una delle riunioni della Cabina di regia tra governo e Regioni, della quale faccio parte insieme ai colleghi della Lombardia e dell’Emilia-Romagna, quello naturalistico è uno dei segmenti del turismo che può ripartire subito, perché non prevede assembramenti e si svolge all’aperto. Noi siamo pronti».

Vino Primitivo in Sicilia, Bandiera: “Tutto in regola”

La poca conoscenza della materia da parte di qualcuno e le diatribe politiche tra il parlamentare pugliese del Pd Dario Stefano e la ministra Bellanova non generino confusione e non mettano in discussione la serietà del mondo vitivinicolo siciliano, così come la correttezza degli atti prodotti dalla Regione Siciliana“, lo dichiara l’assessore regionale per l’Agricoltura, Edy Bandiera, dinanzi al “procurato allarme“, generato, dall’ormai ex assessore pugliese, oggi parlamentare pd, invitato, a quanto parrebbe, dalla stessa Ministra, a documentarsi e a studiare e che, tardivamente, ha messo a fuoco un provvedimento di autorizzazione, regolare e legittimo, alla coltivazione del “primitivo” in Sicilia, emesso dal Dipartimento Agricoltura della Regione Siciliana lo scorso agosto 2019.

Vicenda per la quale è già intervenuta in maniera chiara ed inequivocabile la Ministra Bellanova, che ha precisato che nessuna produzione siciliana si chiamerà “primitivo”, come nessuna produzione pugliese si chiamerà “Nero d’Avola”, nonostante il primitivo, oggi, può coltivarsi in Sicilia, così come il nero d’Avola può essere coltivato in Puglia. Situazione analoga a quella del vitigno Cabernet-Sauvignon, coltivato in tutto il mondo e non soltanto in Francia, senza che nessuna regione francese se ne lamenti, aggiunge, sorridendo, l’assessore Bandiera.Altro ragionamento, è l’utilizzo di una denominazione d’origine, disciplinata dai regolamenti europei, che nessuno intende violare.

“Mai consentirò che una bottiglia di vino siciliano Dop o Igp possa chiamarsi “Primitivo” esattamente come soltanto le Dop Igp Siciliane possono utilizzare il nome del vitigno “Nero d’Avola” – si legge in una nota del Ministero – e questo nonostante quel vitigno possa essere coltivato in altre regioni che lo hanno inserito nell’elenco delle varietà raccomandate e autorizzate“.

Proprio la Sicilia, tra l’altro, tramite l’Istituto regionale Vino e Olio di Sicilia, ha avviato una sperimentazione pluriennale di primitivo, con un progetto finanziato negli anni ’90 dallo stesso Ministero. Da lì la decisione siciliana di autorizzare la coltivazione con il decreto dell’agosto scorso. “I vitigni e la immensa biodiversità del patrimonio varietale italiano – aggiunge l’assessore Bandiera -, sono patrimonio di tutto il mondo enologico, proprio le contaminazioni e le combinazioni tra questi, insieme alla ricerca, hanno fatto sì, nei decenni, che il vino italiano si sia affermato nel mondo, quale prodotto di straordinaria eccellenza ed emblema del made in Italy“.

Aggiungere alla collezione

Nessuna raccolta

Qui troverai tutte le collezioni che hai creato prima.