Recovery Plan: dal Ponte sullo Stretto al porto di Marsala, fino alla metro di Palermo. Bocciate le proposte della Sicilia

Appare davvero preoccupante leggere di come, in nessuna delle bozze circolate, compaia il ponte sullo Stretto” a dirlo è l’assessore alle Infrastrutture della Regione Siciliana, Marco Falcone, commentando le bozze del Recovery Plan, da dove emerge che le proposte presentate dalla Sicilia sono state praticamente bocciate tutte: dal Ponte sullo Stretto di Messina al porto di Marsala, fino alla metro di Palermo e all’aeroporto di Milazzo.

Lo stesso per tante altre priorità strategiche individuate nel documento inviato a Roma dalla Regione Siciliana. Ma innanzitutto l’estromissione del Ponte, maturata fra slogan e vere e proprie prese in giro come il tunnel o la funivia dello Stretto, rappresenta certamente il più grave fra gli schiaffi inferti dal Governo Conte ai sogni e alle necessità della Sicilia e dell’intero Mezzogiorno d’Italia“, aggiunge Falcone.

Nel pieno della crisi pandemica epocale che stiamo vivendo – prosegue Falcone – gli investimenti miliardari del Recovery Plan vengono dipinti da mesi come degni successori delle politiche keynesiane o del Piano Marshall, interventi entrati nella storia dell’Occidente. Bene, oggi purtroppo dobbiamo prendere atto della realtà: la Sicilia e il Sud saranno esclusi da una svolta di tale portata grazie a una precisa scelta politica del Governo Conte. Tra l’altro, fino a pochi giorni fa – ricorda l’assessore alle Infrastrutture – il presidente Nello Musumeci aveva tenuto una linea costruttiva, chiedendo al ministro Paola De Micheli di prevedere il Ponte nel Recovery Plan, o quantomeno, nel caso in cui veramente esistesse, un progetto di attraversamento stabile dello Stretto da realizzare in tempi rapidissimi. Purtroppo, nulla di tutto ciò“.

Ci dispiace – conclude Falcone – che la Sicilia, ancora nel 2021, sia tagliata fuori dall’Alta velocità per un capriccio ideologico di Pd e Movimento 5 stelle. Ci auguriamo che, almeno in extremis, uno scatto di orgoglio (o d’amore) per l’Italia da parte di qualche componente della maggioranza“.

Coronavirus, Musumeci: “Allo studio misure per stop a esodo verso Sud”

Il rischio di un nuovo esodo verso il Sud è un fatto reale, che non può non destare preoccupazione. Per questo ho ritenuto di chiedere al nostro Comitato scientifico di valutare alcune misure di contenimento e sorveglianza sanitaria, che vorremo condividere anche con il ministero della Salute“. Lo dice il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci.

C’è – prosegue – un sostanziale miglioramento in Sicilia e si inizia finalmente a vedere una progressiva regressione della pressione sulle strutture ospedaliere. Non possiamo, quindi, rischiare di far correre di nuovo il virus per comportamenti individuali che appaiono improntati a superficialità. Lo dobbiamo alle tante vittime che abbiamo avuto e alla straordinaria passione con cui migliaia di operatori hanno adempiuto con professionalità alla loro missione di vita“.

Covid, Regione pronta ai controlli negli aeroporti per i rientri nell’Isola

Una ricognizione nei principali scali aeroportuali siciliani in vista delle misure speciali, che saranno adottate con l’ordinanza del presidente della Regione Nello Musumeci, dedicata ai rientri nell’Isola per le festività di fine anno.

Al ‘Falcone-Borsellino’ è stata verificata l’area dello scalo palermitano dedicata ai test per i viaggiatori in arrivo, uno spazio che potrà essere eventualmente implementato con altre postazioni. La stessa ricognizione è stata effettuata a Catania, presso il terminal C del ‘Vincenzo Bellini’, dove già durante la fase 2 della pandemia è stata attrezzata per le verifiche anti Covid. È probabile che oltre ai punti di verifica allestiti negli aeroporti, nelle città siciliane e in tutto il territorio possano essere organizzati ulteriori drive-in dedicati, proprio per consentire a quanti faranno ingresso in Sicilia, con altri vettori, di poter effettuare il tampone rapido.

È quanto messo in atto dalle strutture commissariali per l’emergenza Coronavirus di Palermo e Catania che hanno effettuato una verifica presso le aerostazioni delle due città in cui si concentra la maggior parte del traffico aereo da e per la Sicilia.

I sopralluoghi effettuati oggi negli aeroporti di Catania e Palermo sono solo alcuni degli aspetti organizzativi e di profilassi promossi dall’assessorato regionale alla Salute che è già al lavoro, dopo un confronto con gli esperti, per predisporre ogni iniziativa utile di prevenzione in vista delle festività natalizie.

Covid, Viminale: a Natale per spostarsi servirà l’autodichiarazione. Aumentano i controlli

Attenzione nei controlli alle principali arterie di traffico e nelle stazioni per vigilare sul rispetto delle norme e delle limitazioni che riguardano gli spostamenti tra regioni dal 21 dicembre al 6 gennaio e, tra i Comuni, nelle giornate di Natale, S.Stefano e Capodanno. É quanto chiede un passaggio della circolare del Viminale indirizzata ai prefetti, dove si legge: “attenzione andrà rivolta ai controlli da effettuarsi sulle principali arterie di traffico e sui vari nodi delle reti di trasporto, in considerazione, soprattutto, degli spostamenti conseguenti alle particolari restrizioni previste dal comma 4 dell’art.1 del Dpcm“.

“Si evidenzia che tra le situazioni di necessità, per le quali resta fermo l’uso del modulo di autodichiarazione, può farsi rientrare, a mero titolo di esempio, l’esigenza di raggiungere parenti, ovvero amici, non autosufficienti, allo scopo di prestare ad essi assistenza, secondo quanto già chiarito in apposita Faq pubblicata sul sito web del Governo“.

Fonte Ansa

Tribunale solleva legittimità su applicazione “legge Severino”: Pogliese torna sindaco di Catania

Il Tribunale civile di Catania, accogliendo la richiesta del collegio di difesa sulla fondatezza della questione di legittimità costituzionale relativa all’applicazione della legge Severino, ha trasmesso gli atti della richiesta di “annullamento” alla Corte costituzionale sulla sospensione dall’incarico di sindaco di Salvo Pogliese. La decisione è esecutiva e Pogliese, che era stato sospeso dall’incarico per 18 mesi per essere stato condannato a quattro anni e tre mesi per peculato dal Tribunale di Palermo per l’uso di rimborsi spese quando era capogruppo all’Ars del Pdl, è reintegrato nell’incarico di sindaco.

Con il cuore colmo di gioia e felicità mi è stato appena comunicato che il Tribunale di Catania riparando una palese ingiustizia, mi ha reintegrato nel ruolo di sindaco di Catania, laddove i cittadini hanno voluto che esercitassi il mio mandato elettorale“. Così Salvo Pogliese all’ANSA sulla decisione del Tribunale civile.

Riprendo il mio ruolo – aggiunge – dopo quattro mesi con lo stesso amore con cui ho scelto Catania lasciando la comoda poltrona di europarlamentare, consapevole della mia buona fede e della mia condotta sempre rispettosa delle regole e delle leggi dello stato. Sono sicuro – conclude Pogliese – che vi avrò tutti sempre più vicini per cambiare la nostra Catania e risollevarla dalle macerie in cui il 18 giugno 2018 ci è stata consegnata“.

 Il Tribunale di Catania, in composizione collegiale, presieduto da Massimo Escher, relatrice la giudice Viviana Di Gesu, ha dichiarato “rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale” sollevata dalla difesa del sindaco Pogliese, “nella parte in cui stabilisce la sospensione cautelare nella misura fissa di diciotto mesi” della legge Severino. “La gravità e l’irreparabilità del danno – scrivono i giudici nel provvedimento – impongono l’adozione della misura cautelare richiesta; di conseguenza deve essere disposta la sospensione cautelare provvisoria degli effetti del decreto prefettizio impugnato fino alla udienza che verrà fissata successivamente alla definizione della questione di legittimità costituzionale sollevata da questo Tribunale”. Secondo il Tribunale la “questione sollevata” dai legali del sindaco Pogliese “è certamente rilevante” e “anche ammissibile, considerato che, ove accolta, non occorre alcun intervento ulteriore del legislatore per il funzionamento dell’istituto“.

Secondo i giudici, infatti, la legge non è chiara sui termini di sospensione dall’incarico del sindaco e occorrerebbe intervenire in modo da dare “il potere del prefetto di determinare la durata della sospensione sino al massimo di 18 mesi, neppure in ordine ai criteri per la sua determinazione.

Per il Tribunale esiste al momento “la sussistenza del fumus boni iuris” e anche del “periculum in mora, in relazione alla compromissione del fondamentale diritto di elettorato passivo che non potrebbe trovare alcuna congrua forma di ristoro in sede risarcitoria, considerata peraltro la durata temporalmente delimitata del mandato elettivo“. “Invero, l’applicazione del provvedimento prefettizio di sospensione – rilevano i giudici – laddove fossero fondati i dubbi riguardo alla legittimità costituzionale delle norme di cui sopra e, quindi, circa la sua legittimità, comporterebbe un’indebita e eccessiva restrizione all’esercizio dell’elettorato passivo e del libero svolgimento del mandato elettorale, con conseguente danno per il dr. Pogliese non riparabile né risarcibile“.

Fonte Ansa

Emergenza rifiuti Palermo: le sette proposte della Lega per risolvere il problema

Si è tenuta oggi una conferenza stampa a Palazzo delle Aquile sull’emergenza rifiuti, organizzata dal gruppo consiliare della Lega e alla quale hanno partecipato i Senatori Candiani, Segretario regionale della Lega, il Senatore Briziarelli, capogruppo Lega in commissione ambiente Senato, Vincenzo Figuccia, deputato all’Ars e Commissario Provinciale della Lega di Palermo e il Capogruppo della Lega a Palermo Igor Gelarda.

Pochi giorni fa Salvini aveva ripreso le denunce fatte dal gruppo Lega di Palermo sull’emergenza rifiuti, pubblicando il video denuncia di Igor Gelarda. E proprio Gelarda oggi, durante la conferenza stampa, ha enunciato i 7 punti proposti dalla Lega per risolvere il problema rifiuti a Palermo.
“Il perché del fallimento della differenziata: Nell’attesa della realizzazione della settima vasca da parte della Regione, che ci permetterebbe di superare l’emergenza per alcuni mesi, bisogna puntare ad incrementare la differenziata, che oggi, con il porta a porta, coinvolge appena 240 mila cittadini, poco più di un terzo dei palermitani” – dichiara Igor Gelarda, capogruppo della Lega a Palermo – “E non può essere incrementata perché troppo dispendiosa sia in termini economici, sia come personale per la Rap. I costi sono alti perché rifiuti come ingombranti, carta, vetro e plastica non vengono trattati autonomamente a Bellolampo, ma affidati a ditte esterne, con costi di gestione molto più alti. Anche in termini di personale, questo sistema di porta a porta, sarebbe insostenibile se estesa a tutta la città, perché necessiterebbe di altri 600 dipendenti Rap. Un numero assolutamente impensabile”.

Di seguito le 7 proposte:

“1) Abbattimento Costi e realizzazione impianti: Per abbassare i costi di gestione e migliorare la qualità dei rifiuti bisogna fare diventare veramente Bellolampo in polo tecnologico autonomo. A Bellolampo devono essere costruiti impianti per i rifiuti ingombranti e la frazione secca (Carta Vetro e plastica)- mai realizzati dal comune di Palermo- potenziamento dell’attuale TMB e della produzione del Biometano. Questo ci permetterebbe di abbassare fortemente i costi della gestione rifiuti, specialmente della differenziata, e di migliorarne la qualità del trattamento, con una ricaduta immediata sulla città.
2) Estensione differenziata a tutto il territorio: Una volta abbassati i costi di gestione si deve estendere la differenziata a tutta la città. Una differenziata mista tra stradale, cioè il conferimento nei bidoni per strada, e porta a porta. Ponendosi l’obiettivo di almeno il 70% complessivo
3) Aumento dei centri comunali di Raccolta, i cosiddetti ccr per il conferimento di ingombranti, che devono diventare almeno 20 in tutta la città, contro i 5 attuali.
4) Progetto di tariffazione puntuale Una volta potenziata la differenziata ed aumentati i ccr si può immaginare un “progetto di tariffazione puntuale” con telematizzazione dei centri comunali di raccolta e sgravi sulla Tari in base alla quantità di rifiuti che ogni palermitano sarà in grado di portare ai ccr. Si applicherebbero, insomma, degli sconti Tari, in base ai chilogrammi di rifiuti che i cittadini porteranno nei ccr
5) Potenziamento della Rap. É necessario un potenziamento della Rap tanto di personale, con passaggio da altre società interne del comune ma anche attraverso assunzione di Personale esterno. Necessario anche potenziare il parco macchine, specialmente per lo spazzamento meccanico
6) Termovalorizzatore: Sin da subito bisogna lavorare su di un termovalorizzatore, vincendo le resistenze del Governo nazionale, che fino ad oggi si è opposto. Considerato che i tempi complessivi tra autorizzazione, progettazione e realizzazione sono molto lunghi. Ovviamente il termovalorizzatore avrà un senso quando si scenderà sotto il 20% di rifiuti conferiti in discarica, come avviene già ad esempio in Lombardia, Piemonte o a Bolzano. Dove i termovalorizzatori producono energia elettrica per migliaia di persone.
7) Utilizzare reddito di cittadinanza: Utilizzare i percettori del reddito di Cittadinanza, che a Palermo sono oltre 30 mila, per 1) Potenziare il ritiro ingombranti a domicilio 2) il loro impiego sistematico negli ambiti territoriali per lo spazzamento manuale. Con circa 900 percettori di Rdc, cioè appena il 3% di quelli presenti a Palermo, ci sarebbe la possibilità di coprire per 5 giorni a settimana tutta la città.
Tutte queste cose non sono state mai fatte dall’amministrazione comunale di Palermo e solo durante l’attuale gestione Rap qualche cosa si è cominciata a muovere. Ma ormai non c’è più tempo da perdere e bisogna intervenire immediatamente”, conclude Gelarda

Coronavirus, le restrizioni per ‘Natale’: il premier Giuseppe Conte presenta il nuovo Dpcm

Il Premier Giuseppe Conte ha firmato il nuovo DPCM “Natale”.

Il presidente del Consiglio e il decreto ministeriale che prevede limitazioni dal 21 dicembre al 6 gennaio: “Siamo costretti ad introdurre un piano con ulteriori restrizioni nel periodo dal 21 dicembre al 6 gennaio per evitare “una terza ondata”.

L’emergenza Covid ha costretto lo stesso Conte a decidere di attuare tali restrizioni per non rischiare che le feste natalizie possano alimentare il contagio. A Natale, Santo Stefano e primo di gennaio saranno vietati gli spostamenti da un comune all’altro, consentito il rientro nel comune di residenza, domicilio o dove si abita con continuità. Gli alberghi rimangono aperti ma il 31 dicembre non sarà possibile fare veglioni o cene: i ristoranti chiuderanno alle 18 e poi solo servizio in camera. Dal 24 dicembre al 6 gennaio i negozi saranno aperti fino alle ore 21:00. Nel nuovo anno riapriranno le scuole: dal 7 gennaio è prevista la didattica nelle scuole superiori in presenza per il 75% degli studenti.

 

Palermo, presentato oggi pomeriggio il bilancio di previsione 2020-2022. Ora tocca al consiglio comunale

PALERMO – Il sindaco Leoluca Orlando ha illustrato questo pomeriggio, nel corso di una videoconferenza, il bilancio di previsione 2020-2022, riformulato per rispondere alla visione politica dell’amministrazione. Razionalizzazione delle spese e garanzia dei servizi, con tre capisaldi a fondamento del documento finanziario: attenzione alla gestione pubblica dei servizi; attenzione al personale;  spesa sociale di competenza degli assessorati alla Cittadinanza solidale ed alla Scuola. La delibera di Giunta, pubblicata sul sito istituzionale, è la n.310 del 2/12/2020.

Questi “in pillole”, i caratteri specifici del bilancio, che ora passa all’esame del Consiglio comunale.

ACCANTONAMENTI – sono stati previsti tutti gli accantonamenti previsti dalla legge, dal fondo crediti di dubbia esigibilità (FCDE), al fondo rischi spese legali, al fondo passività potenziali ed all’aumento del CCNL dei dipendenti comunali (dirigenti). In particolare, alla missione 20 del bilancio, destinata alla iscrizione di tutti i fondi di accantonamento, nell’annualità 2020 è previsto l’accantonamento per circa 183 milioni di euro, nel 2021 per euro per 130 milioni e nel 2022 per euro 129 milioni. E’ stata, in particolare, data copertura finanziaria alla rata quinquennale prevista dall’art.39 quater del DL n.162/2019 relativamente al deficit risultato dal rendiconto di gestione 2019 relativamente al FCDE, ed il nuovo collegio dei Revisori, rispetto a tale accantonamento quindicennale, hanno già espresso parere favorevole. Il sistema di accantonamenti imposti agli enti locali ha assunto una invasività non più sostenibile, di qui le numerose iniziative di ANCI nazionale volte all’inserimento nell’ordinamento, attraverso la legge di bilancio dello Stato per il 2021, ovvero in sede di conversione di uno dei decreti “ristori”, di numerose misure legislative volte a mitigarne gli effetti nefasti.

ASSOCIAZIONI SPORTIVE– previsto, con prelievo dal fondo di riserva, il finanziamento dell’intervento partecipativo a favore delle associazioni sportive che militano in campionati di eccellenza. TRAM- cofinanziamento del completamento del sistema tranviario, attraverso il seguente schema contabile: la quota di cofinanziamento a carico del Comune è pari ad € 43.447.573, che, al netto dell’economia registratasi dalla realizzazione della prima fase del TRAM, pari ad € 5.661.529 ed accantonata nell’avanzo di amministrazione, nonché dell’avanzo vincolato e destinato ad investimenti disponibile, pari ad € 16.136.126,19, richiede la necessità della assunzione di un mutuo per € 21.649.927,81, che sarà lo sarà nel 2021 e la relativa rata di ammortamento, di poco superiore a 1 milione di euro l’anno per un ventennio, inciderà sul bilancio a decorrere dal 2022.

MANUTENZIONE STRAORDINARIA PATRIMONIO COMUNALE E SCUOLE- l’Amministrazione comunale ha assunto la decisione di stanziare nel 2021, con il bilancio 2021/2023, 4 milioni di euro dell’avanzo vincolato e destinato ad investimenti alla copertura dell’accordo quadro relativo alla manutenzione straordinaria del patrimonio comunale e delle scuole. Tale importo potrà essere stanziato con il bilancio 2021/2023 per via degli assurdi limiti imposti dalla Legge n.145/2018 (legge di bilancio dello Stato per il 2019) all’applicazione dell’avanzo di amministrazione.

EMERGENZA PERCOLATO BELLOLAMPO– stanziamento di 7,5 milioni di euro destinati con l’art.11, comma 7, della L.R. n.9/2020 all’emergenza del percolato di Bellolampo.

INCREMENTO ORARIO A 30 ORE PER I PART-TIME – avvio di una vasta politica di valorizzazione del personale comunale, con il finanziamento, in questa prima fase, dell’incremento orario di tutti i dipendenti part time a 30 ore, per un costo totale di 3,9 milioni di euro circa, cui seguiranno altre iniziative a favore del personale attraverso le ulteriori risorse finanziarie in corso di individuazione.

SOCIETA’ PARTECIPATE- complessiva operazione di efficientamento dei corrispettivi riconosciuti dalla società partecipate, che in molti casi, da dati desumibili dai bilanci 2019 approvati e delle trimestrali prodotte, hanno appropriati margini di utili di gestione. La portata dell’efficientamento che sarà chiesto alle partecipate potrebbe ridursi di almeno 5 milioni di euro ove la Corte dei Conti dovesse esprimere parere favorevole ad un parere che è stato posto relativamente all’effettiva portata applicativa dell’art.21 del D. Lgs. n.175/2016, che disciplina l’obbligo di accantonamento per le perdite registrate da una propria partecipata.

A SISPI L’AFFIDAMENTO DEL SISTEMA TELEFONICO – L’Amministrazione attiva intende affidare a SISPI il complessivo sistema di fonia (mobile e fissa), che odiernamente pesa sul bilancio comunale per circa 1,5 milioni di euro e che si proporrà di affidare a SISPI con un risparmio di 1 milione di euro circa. L’investimento per l’infrastruttura necessaria è previsto sia a carico totale di SISPI.

TEATRI- sostegno al sistema dei teatri, con lo stanziamento di circa 2,4 milioni di euro con risorse proprie ed ulteriore 1 milione dal fondo di riserva.

Predisporre il bilancio di un Comune – dichiara il sindaco – è oggi un’operazione quanto mai difficile, costretti come siamo fra obblighi di accantonamento e norme che ingessano la spesa. Mentre la cosiddetta “cattiva” Europa ha sospeso il patto di stabilità per permettere agli Stati di far fronte all’emergenza Covid, lo Stato italiano continua ad applicarlo ai Comuni, che in molti casi sono di fatto nell’impossibilità di chiudere i propri conti, assurdamente non potendo utilizzare risorse già nella loro disponibilità per un limite europei che l’Europa ha sospeso. Nonostante questo, la Giunta, ma ovviamente l’ultima parola spetterà al Consiglio Comunale, ha fatto un’operazione certosina di verifica di tutte le spese, andando ad incidere lì dove possibile e tenendo alta la priorità sulla spesa per il sociale e la scuola, per il personale e per investimenti e servizi ai cittadini resi dalle Partecipate, che consideriamo essenziali per la nostra comunità. Alle partecipate è stato chiesto di rivedere le proprie spese, anche alla luce delle mutate e ridotte competenze in alcuni settori, come nel caso della RAP che non si occuperà più di monitoraggio della qualità dell’aria né di manutenzione stradale ordinaria. Ovviamente nel corso del 2021 potremo valutare aggiustamenti, tenendo presente comunque che per questa amministrazione restano prioritari i servizi cittadini garantiti dal pubblico e gli investimenti per rafforzare la macchina comunale, come confermato dalle somme appostate per l’aumento delle ore per i dipendenti e per portare a termine il concorso per i dirigenti tecnici“.

Tram Palermo: dal MIT 487 milioni per il completamento della rete cittadina

La Conferenza unificata Stato-Regioni ha approvato oggi la proposta della Ministra dei Trasporti e delle Infrastrutture Paola De Micheli per l’intesa fra il MIT e il Comune di Palermo in merito al finanziamento delle nuove linee del Sistema Tram Palermo e dei relativi parcheggi di interscambio. Si tratta di un finanziamento di 487 milioni di euro interamente a carico del bilancio dello Stato nell’ambito del Fondo per il trasporto rapido di massa.
Le nuove linee, che andranno ad integrare quelle già esistenti e quelle già finanziate con il Patto per il Sud, sono 4:

– stazione centrale

– Giachery (via mare)

– Corso Calatafimi

– Bonagia

– Via Basile (Orleans)

– De Gasperi

– Sferracavallo

– De Gasperi

– Zen/Mondello.

Le linee invece per cui si andrà in gara nel 2021 con il finanziamento complessivo di 296 milioni fra Patto per il sud, Comune e Regione, sono:

– Corso Calatafimi

-Via Basile (Orleans)

– De Gasperi

– stazione centrale

– Notarbartolo

– Giachery

– Stazione centrale

– viale Croce Rossa e via De Gasperi (asse via Roma/via Libertà)

– Stazione Centrale – via Basile (staz. Orleans)

– De Gasperi

– Viale Francia

Le risorse che abbiamo voluto investire per il completamento della rete tranviaria della città di Palermo – ha dichiarato la ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli – saranno funzionali a mettere in relazione i sistemi di mobilità veloce metropolitani con i sistemi di trasporto su gomma urbana ed extraurbani già esistenti, ponendo in essere una infrastruttura di trasporto organica ed intermodale che collegherà e renderà accessibili i centri nevralgici della città, i poli universitari e ospedalieri, i quartieri periferici e le borgate marinare. Si tratta di un progetto che dovrà contribuire alla crescita di una grande città che – ha puntualizzato la ministra De Micheli – senza alterare la propria storia e la propria bellezza, si affaccia al futuro con un progetto di mobilità green e al servizio dei cittadini“.
Si conferma il rapporto di proficua collaborazione fra il Comune e il Ministero – ha detto il sindaco Leoluca Orlandoper lo sviluppo anche a Palermo di un sistema di trasporto moderno e sostenibile basato su quella che ho più volte definito “la cura del ferro”: un sistema elettrificato imperniato su linee di tram capillari. Un sistema che grazie a questo importantissimo intervento raggiungerà in modo diffuso le periferie nord e Sud-Ovest della città completando di fatto la rete cittadina che già collega la costa sud e le periferie dell’area pedemontana“.

 

Banda ultralarga, in arrivo 38 milioni per le scuole siciliane

Ammontano a 38 milioni di euro le risorse assegnate dal Mise alla Sicilia per la realizzazione della Banda ultralarga nelle scuole di ogni ordine e grado. I lavori avranno inizio nel 2021 e andranno avanti sino al 2023, per coprire 1.150 plessi delle scuole medie e superiori e 2.305 delle scuole primarie e dell’infanzia. Questo permetterà a 3.455 istituti scolastici siciliani di poter usufruire della connettività gratuita in Banda ultralarga (fino a 1Gbps, con 100 Mbps garantiti), oltre al servizio di Crm (Customer relationship management), manutenzione evolutiva e assistenza tecnica per la durata di 5 anni dall’attivazione del servizio. Si tratta di un finanziamento, a valere sulle risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione, previsto dalla Strategia nazionale per la banda ultralarga e varato dal Cobul (Comitato banda ultralarga) che, nello scorso mese di maggio, ha elaborato un piano di contributi alla connettività in favore di famiglie, piccole e medie imprese e scuole, alla luce dell’importante valenza sociale ed economica che ha assunto la tecnologia durante l’emergenza Covid-19.

«Proseguono – dichiara il vicepresidente e assessore regionale all’economia Gaetano Armao le iniziative per la trasformazione digitale della Sicilia ed il rafforzamento delle infrastrutture e la comunicazione che ci pongono quale prima Regione italiana per il sistema digitale, con l’88% della spesa europea impegnata. Il settore della Scuola va considerato in tal senso prioritario, in linea con gli impegni del governo Musumeci».

«La pandemia e la didattica a distanza – aggiunge l’assessore regionale all’Istruzione Roberto Lagallahanno messo in evidenza la necessità del diffuso potenziamento della tecnologia digitale a servizio del mondo scolastico. Il Piano Bul Scuole fornisce l’opportunità di superare antichi ritardi, consentendo un diffuso processo di modernizzazione ed infrastrutturazione digitale della scuola siciliana. Da parte sua, il governo Musumeci ha già avviato, attraverso le risorse rese disponibili dalla Legge di stabilità regionale 2020, un primo investimento di 5 milioni di euro che saranno impiegati, ancor prima del progetto Bul, per la realizzazione di un intervento sperimentale, a titolarità regionale, finalizzato ad un primo potenziamento del processo di digitalizzazione delle scuole siciliane. In coerenza con i successivi obiettivi del progetto Bul, il preliminare intervento regionale favorirà la realizzazione di ambienti didattici altamente innovativi e l’accrescimento delle competenze digitali nelle scuole, così consentendo al progetto Bul di intercettare una scuola siciliana già pronta e matura per la migliore utilizzazione delle grandi potenzialità offerte dalla banda ultralarga».

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