Catania, intensificati i controlli della Guardia di Finanza: sanzionate 53 persone

Sanzionate dalla Guardia di Finanza di Catania 53 persone.

I controlli, intensificati nei giorni scorsi, per verificare l’effettivo adempimento delle norme a tutela della salute pubblica emanate dalle Autorità di Governo nazionale e regionale si sono concentrati anche in mare e lungo le coste. L’ispezione e stata eseguita con la motovedetta V2067 della Sezione operativa navale che ha sanzionato tre appassionati di pesca sportiva a bordo di natanti, 1 nelle acque antistanti il porto di Ognina e 2 nel porto di Catania.

Sulla costa invece il monitoraggio è stato effettuato con lo scopo di dissuadere gli appassionati della tintarella, che si ritrovano spesso a San Giovanni Li Cuti o in altri splendidi luoghi della scogliera etnea. I controlli proseguiranno anche nei prossimi giorni.

Messina, il Sindaco De Luca attacca Musumeci: “Supermercati chiusi nei festivi? È incapacità amministrativa”

Cateno De Luca attacca il governatore Nello Musumeci.

In una lunga lettera indirizzata proprio al presidente della Regione Siciliana, il sindaco di Messina, chiede la modifica dell’art. 7 dell’Ordinanza n. 17 del 18 aprile 2020, ossia la possibilità per gli esercizi di vendita dei prodotti alimentari di restare aperti nelle giornate della domenica e nei festivi, mantenendo inoltre il servizio di consegna a domicilio dei prodotti alimentari: “Non posso che manifestare la mia sorpresa a riguardo. Non comprendo le motivazioni che abbiano indotto il Presidente Musumeci a dire una cosa in video e farne un’altra negli atti. Le disposizioni introdotte con la sua ultima ordinanza in merito alla disposta chiusura di tutte le attività commerciali nei giorni di domenica e nei giorni festivi del 25 aprile e dell’1 maggio parla chiaro: è rivolta a tutti gli esercizi commerciali attualmente autorizzati, fatta eccezione per le farmacie e le edicole, ammettendo la possibilità del servizio a domicilio per i prodotti alimentari e per il combustibile ad uso domestico o di riscaldamento. Perché allora in video far credere ai siciliani che ha allentato la morsa addirittura anticipando Conte? Nel disporre la chiusura nei giorni festivi e nelle giornate di domenica, forse non le è stato rappresentato che il 25 aprile cade di sabato e che, in tal modo, la chiusura si protrarrà per due giorni consecutivi, replicando la stessa situazione che si è verificata nelle festività pasquali allorché, per effetto sempre delle sue disposizioni, gli esercizi di vendita di generi alimentari sono rimasti chiusi sia nel giorno di Pasqua che nel Lunedì dell’Angelo, ingenerando nei due giorni precedenti alla chiusura fenomeni di assembramento davanti ai supermercati e lunghe code di clienti in attesa di entrare”.

“La soluzione adottata in quell’occasione dal Capo del Dipartimento di Protezione Civile, consistente nell’accordare la facoltà ai supermercati di stare aperti fino alle ore 23 della giornata del sabato a mio avviso è stata peggiore del male che si voleva evitare, perché comunicata la notte del venerdì santo, rendendo impossibile l’organizzazione di un terzo turno di personale. E in ogni caso, mi permetto di osservare che simili disposizioni, peraltro comunicate con una circolare della Protezione Civile diffusa nella tarda serata del giorno prima, dimostrano una sostanziale incapacità amministrativa le cui conseguenze si riverberano sempre sulle istituzioni locali e sui cittadini. D’altro canto l’avere previsto che nei medesimi giorni di chiusura è consentito il servizio di consegna a domicilio dei prodotti alimentari, costituisce una misura alternativa che non consentirà certamente agli utenti di soddisfare la loro richiesta, ma esporrà comunque i lavoratori all’espletamento dei turni di lavoro e dunque non raggiungerà neppure l’effetto di evitare gli spostamenti nel territorio comunale”, ha concluso De Luca.

Rezza (ISS): “Vacanze solo locali, il virus non si spegnerà da solo. Vaccino? Ci vorranno mesi”

“Io non credo che questo virus si spegnerà da solo. Si infetterà nel momento in cui avrà infettato tantissime persone. Neanche la sars si è spenta da sola. Si è spenta grazie a interventi di isolamento e quarantena incredibili”, così il direttore del dipartimento di malattie infettive dell’Istituto Superiore di Sanità, Giovanni Rezza, intervenuto ai microfoni di Rai Radio2.

“Tutti vorremmo andare anche un po’ in vacanza, è stato un anno molto duro. Bisogna capire come evolverà dal punto di vista epidemiologico questo virus. Poca gente ha programmato le vacanze, questo è un peccato, il nostro è un Paese splendido. Difficilmente ci sarà un turismo straniero, forse pochi italiani andranno all’estero e pochi stranieri verranno da noi sperando che si possa andare in vacanza. Ovviamente in modo prudente, distanziato, consapevoli che saranno delle vacanze locali. Il vaccino? Sembra che si stiano abbreviando i tempi e che l’iter stia andando più velocemente. Ci vorranno comunque mesi, sperando comunque che i vaccini che sono ora in fase di test siano sicuri ed efficaci“, ha concluso Rezza.

 

Coronavirus, il sindaco di Lampedusa annuncia: “Il turismo non ripartirà, molte imprese sono fallite”

“Il turismo a Lampedusa non ripartirà, questa è la verità: le imprese sono fallite. Tutti i cittadini sono venuti in municipio a chiedere gli aiuti alimentari”, ha detto il sindaco di Lampedusa.

Totò Martello, intervenuto in videoconferenza davanti al Comitato Schengen, che sta ascoltando in audizione anche i sindaci di Porto Empedocle e Pozzallo, ha poi fatto sapere di essere stato contattato dal prefetto: “Probabilmente la prossima settimana arriverà una nave che stazionerà tra Lampedusa e Porto Empedocle per mettere in quarantena i migranti che sbarcano nell’isola in modo autonomo”.

Intanto, sono risultati tutti negativi i tamponi effettuati dal personale della Croce Rossa ai migranti in quarantena a bordo del traghetto Rubattino, dopo essere stati soccorsi dalle navi Alan Kurdi e Aita Mari delle Ong nel Mediterraneo. Nel dettaglio, sono stati 222 i test effettuati dal personale della Croce Rossa.

Messina, a cento anni è guarita dal Coronavirus: festa al Policlinico

Centenaria a Messina guarisce dal Coronavirus.

Ha festeggiato i cento anni lo scorso 28 marzo presso il Covid Hospital di Messina, dove era ricoverata perché risultata positiva al virus: si tratta di Concetta Lenzi guarita e dimessa questa mattina dalla struttura. Ad attenderla, oltre ad uno dei figli, anche il direttore generale Giuseppe Laganga, il direttore sanitario Nino Levita ed il cappellano del Policlinico ‘Martino’, che le ha regalato un rosario benedetto.

“Dal Covid-19 si può guarire anche a cento anni. La signora Concetta ne è una dimostrazione, anche se non è l’unica paziente di una certa età che siamo riusciti a dimettere. Lei è stata particolarmente simpatica con tutti noi e il reparto l’aveva praticamente adottata”, ha dichiarato Giuseppe Nunnari, direttore del reparto di Malattie infettive.

“Quando è arrivata e abbiamo saputo la sua età per noi questo ha rappresentato una sfida nella sfida. Oggi è una giornata bellissima”, ha aggiunto il coordinatore del Covid Hospital, Antonio Versace.

 

Agriturismo, bando per le imprese siciliane: dotazione finanziaria da 700 mila euro

È stato lanciato un bando del Gal Sicilia Centro Meridionale per la creazione e lo sviluppo di attività extra-agricole nei settori del commercio, artigianato, turismo, dei servizi e dell’innovazione con riferimento ai fondi del Programma di sviluppo rurale.

La dotazione finanziaria è di 700 mila euro. Possono beneficiarne imprenditori agricoli e coadiuvanti familiari che vogliono diversificare la loro attività. L’obiettivo è di sostenere investimenti per le attività di B&B, servizi turistici, ricreativi, di intrattenimento, per l’integrazione sociale in genere, di manutenzione ambientale, per la fruizione di aree naturali, favorendo la creazione di nuovi posti di lavoro. Le domande di partecipazione al bando dovranno essere inviate entro il 29 giugno tramite il portale di Agea, l’agenzia che eroga i contributi per l’agricoltura.

 

ANCI Sicilia incontra i sindacati, Orlando: “Confronto per agevolare la ripresa della nostra isola”

Nella giornata di ieri, l’ANCI Sicilia ha incontrato i segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil.

Nel corso dell’intenso summit, svoltosi in videoconferenza, si è parlato anche dell’approccio da utilizzare per agevolare il rilancio dello sport, del turismo, della cultura e delle imprese. Un confronto e un’analisi dettagliata degli interventi mirati a garantire la sicurezza dei cittadini e per sostenere le fasce più deboli della popolazione in questo periodo di emergenza sanitaria e di crisi economica.

“Si è convenuto di tracciare un quadro organico di tutti i diversi aspetti delle questioni riguardanti la sicurezza e la prevenzione nella fase di ripartenza, degli effetti negativi collegati alle fasce di cittadini che si trovano in particolare sofferenza e disagio, delle ricadute economico sociali sollecitando in tal senso l’azione congiunta di Governo nazionale e Governo regionale. A proposito della Legge finanziaria ci si è trovati d’accordo sul fatto che i molti interventi e le risorse ivi previsti appaiono difficilmente utilizzabili in relazione alle procedure e alla rendicontazione previste dalla normativa europea. Sono state espresse anche forti criticità in riferimento ad alcuni specifici settori in cui i comuni sono penalizzati dalla mancata assegnazione di risorse per un’intesa ancora assente con il Governo nazionale, ha dichiarato il Sindaco di Palermo e presidente dell’Associazione dei comuni siciliani Leoluca Orlando.

Nei prossimi giorni l’ANCI Sicilia incontrerà nuovamente i sindacati per un ulteriore confronto.

Emergenza Coronavirus, il boss Bonura ai domiciliari per motivi di salute: l’ira di Matteo Salvini

Esce dal carcere Milano Opera per motivi di salute e per pericolo di contagio, alla luce dell’emergenza legata alla diffusione del Coronavirus, il boss di mafia Francesco Bonura.

Il giudice di Milano ha stabilito che Bonura può finire di scontare la condanna agli arresti domiciliari “anche tenuto conto dell’attuale emergenza sanitaria e del correlato rischio di contagio indubbiamente più elevato in un ambiente ad alta densità di popolazione come il carcere che espone a conseguenze particolarmente gravi i soggetti anziani ed affetti da serie patologie pregresse”. 78 anni e malato di cancro, Bonura si trovava al 41bis. Il giudice, inoltre, ha escluso il pericolo di fuga e ha disposto che “non potrà incontrare, senza alcuna ragione, pregiudicati” e che, “lo autorizza” ad uscire da casa, ogni volta che occorrerà “per motivi di salute” anche dei familiari.

Il collaboratore di giustizia Tommaso Buscetta, ricorda il noto quotidiano, definiva Bonura “un mafioso valoroso” sottolineando che il boss, ritenuto fra i più influenti, “è stato uno degli imputati del primo maxi processo a Cosa nostra dove è stato condannato e che successivamente si è avvicinato a Bernardo Provenzano”.

SALVINI – “Una vergogna nazionale: Francesco Bonura, capomafia di Palermo e uomo di Provenzano, è uscito perché rischiava di ammalarsi ed è a casa, ai domiciliari con la moglie. Prima di lui Vincenzo Iasannazzo, condannato per ndrangheta, ritenuto boss di Lamezia Terme. E potrebbe uscire, tra gli altri, anche Nitto Santapaola. E’ una vergogna”. Lo ha detto il leader della Lega Matteo Salvini su Facebook. “Un insulto alle vittime dei caduti della mafia. La pazienza è esaurita. Le tv non daranno queste notizie, ora reagiamo. Io non ci sto. Una vergogna che va fermata dentro e fuori il Parlamento”, ha concluso.

Coronavirus, rosticceria aperta a Palermo: sanzionato e denunciato il titolare

Blitz della guardia di finanza in Via Roma, a Palermo.

Domenica scorsa, i militari del gruppo Pronto impiego di Palermo, in azione nell’ambito dell’intensificazione dei controlli mirati a verificare il pieno rispetto delle misure adottate dal Governo per il contenimento del Coronavirus, hanno individuato una rosticceria, che aveva la saracinesca alzata nonostante il divieto disposto con Ordinanza della Regione Sicilia concernente le limitazioni al commercio e, in particolare, il divieto di apertura nei giorni festivi.

Il titolare si è giustificato motivando la sua presenza con la necessità di sanificare gli ambienti e dichiarando di non aver effettuato alcuna cessione di cibi o bevande. Le dichiarazioni dell’esercente, però, sono state smentite da due rider intenti a effettuare consegne a domicilio per la stessa rosticceria.

I finanzieri hanno sanzionato i due giovane rider per violazione delle misure previste dai decreti in materia di contenimento dell’emergenza epidemiologica Covid-19, sanzionato e denunciato per false dichiarazioni a pubblico ufficiale
il titolare dell’attività.

Coronavirus, Conte: “In settimana il piano per le riaperture dal 4 maggio, spiego come agiremo”

“In queste ore continua senza sosta il lavoro del Governo, coadiuvato dall’équipe di esperti, al fine di coordinare la gestione della ‘fase due’, quella della convivenza con il virus”, annuncia in un lungo post su Facebook il presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

“Molti cittadini sono stanchi degli sforzi sin qui compiuti e vorrebbero un significativo allentamento di queste misure o, addirittura, la loro totale abolizione. Vi sono poi le esigenze delle imprese e delle attività commerciali di ripartire al più presto. Mi piacerebbe poter dire: riapriamo tutto. Subito. Ma una decisione del genere sarebbe irresponsabile – ha spiegato -. Farebbe risalire la curva del contagio in modo incontrollato e vanificherebbe tutti gli sforzi che abbiamo fatto sin qui. Tutti insieme. In questa fase non possiamo permetterci di agire affidandoci all’improvvisazione. L’allentamento delle misure deve avvenire sulla base di un piano ben strutturato e articolato. Dobbiamo riaprire sulla base di un programma che prenda in considerazione tutti i dettagli e incroci tutti i dati. Un programma serio, scientifico. Non possiamo permetterci di tralasciare nessun particolare, perché l’allentamento porta con sé il rischio concreto di un deciso innalzamento della curva dei contagi e dobbiamo essere preparati a contenere questa risalita ai minimi livelli, in modo che il rischio del contagio risulti “tollerabile” soprattutto in considerazione della recettività delle nostre strutture ospedaliere”

Non possiamo limitarci a pretendere, da parte della singola impresa, il rispetto del protocollo di sicurezza nei luoghi di lavoro che pure abbiamo predisposto per questa epidemia. Dobbiamo valutare anche i flussi dei lavoratori che la riapertura di questa impresa genera – ha proseguito il Premier Giuseppe Conte -. Le percentuali di chi usa i mezzi pubblici, i mezzi privati, in quali orari, con quale densità. Questo programma deve avere un’impronta nazionale, perché deve offrire una riorganizzazione delle modalità di espletamento delle prestazioni lavorative, un ripensamento delle modalità di trasporto, nuove regole per le attività commerciali. Dobbiamo agire sulla base di un programma nazionale, che tenga però conto delle peculiarità territoriali. Perché le caratteristiche e le modalità del trasporto in Basilicata non sono le stesse che in Lombardia. Come pure la recettività delle strutture ospedaliere cambia da Regione a Regione e deve essere costantemente commisurata al numero dei contagiati e dei pazienti di Covid-19″.

È per questo che abbiamo gruppi di esperti che stanno lavorando al nostro fianco giorno e notte. È fin troppo facile dire ‘apriamo tutto’. Ma i buoni propositi vanno tradotti nella realtà, nella realtà del nostro Paese, tenendo conto di tutte le nostre potenzialità, ma anche dei limiti attuali che ben conosciamo. Nei prossimi giorni analizzeremo a fondo questo piano di riapertura e ne approfondiremo tutti i dettagli. Alla fine, ci assumeremo la responsabilità delle decisioni, che spettano al Governo e che non possono essere certo demandate agli esperti, che pure ci offrono una preziosa base di valutazione. Assumeremo le decisioni che spettano alla Politica come abbiamo sempre fatto: con coraggio, lucidità, determinazione. Nell’esclusivo interesse di tutto il Paese. Nell’interesse dei cittadini del Nord, del Centro, del Sud e delle Isole. Non permetterò mai che si creino divisioni. Dobbiamo marciare uniti e mantenere alto lo spirito di comunità. È questa la nostra forza. E smettiamola di essere severi con il nostro Paese. Tutto il mondo è in difficoltà. Possiamo essere fieri di come stiamo affrontando questa durissima prova. Prima della fine di questa settimana confido di comunicarvi questo piano e di illustrarvi i dettagli di questo articolato programma. Una previsione ragionevole è che lo applicheremo a partire dal prossimo 4 maggio”, ha concluso Conte.

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