Comune di Palermo, buoni spesa: per i non residenti scadenza l’8 maggio

Scade il prossimo 8 maggio, per i non residenti comunque dimoranti a Palermo, il termine per presentare al Comune di Palermo l’accesso al beneficio dei buoni spesa per aiuto alimemtare in quesra fase emergenziale legata al Covid-19.

Possono presentare richiesta mediante autocertificazione del possesso dei requisiti (un solo componente per nucleo familiare), in particolare, residenti non certificabili o residenti in altre città e bloccati a Palermo, purché non abbiano ottenuto né abbiano in corso istanza presso altro comune, stranieri.

Le domande presentate da più persone appartenenti allo stesso nucleo familiare saranno rigettate.

La richiesta può essere presentata mediante compilazione delle informazioni richieste a partire dalla pagina del sito istituzionale della Protezione Civile del Comune di Palermo che si trova al seguente link: https://protezionecivile.comune.palermo.it/protezione-civile-covid19-centrale-unica-aiuti.php

Per i residenti a Palermo, una volta terminata la fase di verifica delle 48 mila domande già ricevute, sarà aperta una nuova fase di iscrizione per l’accesso ai benefici previsti dalla Finanziaria regionale, in attesa di pubblicazione.

Istat, Covid-19: comincia la conta dei danni per il settore alberghiero e ricettivo a Palermo

Un danno minimo stimato di circa 65 milioni di euro sul fatturato del settore alberghiero e ricettivo in città, destinato certamente a crescere via via che saranno chiare le dimensioni del “disastro” determinato dal Covid-19 sul settore turistico a Palermo.

E’ uno dei dati elaborati dall’Ufficio statistica del Comune che, tramite l’analisi dei numeri ufficiali di Istat e Regione sta fornendo all’Amministrazione elementi certi di conoscenza sull’impatto che l’emergenza Covid-19 ha avuto e sta avendo sul tessuto economico e sociale della città.

L’altro dato, altrettanto preoccupante, riguarda il settore della ristorazione (inclusi i bari e la ristorazione mobile), che ha visto in queste settimane oltre 2.000 attività, che impiegano poco meno di 8.000 persone.

Numeri che ancora una volta – sottolinea il sindaco Leoluca Orlandomostrano l’emergenza sociale profonda che ha colpito la nostra città. Una emergenza di fronte alla quale la risposta del Governo nazionale è del tutto inadeguata e quella della Regione potrà essere valutata solo dopo che si conosceranno nel dettaglio il reale impatto e la reale applicabilità delle norme contenute nella Finanziaria di cui attendiamo il testo definitivo“.

Lo studio condotto dall’ufficio statistica del Comune, che lo stesso responsabile Girolamo D’Anneo definisce “prudenziale” per sottolineare che la realtà potrebbe quasi certamente essere ben più grave, parte dalle cifre certe (riferite al 2017) dell’afflusso turistico in città e delle imprese registrate nel settore della ristorazione.

Sulla base di quei dati, la stima è che Palermo ha perso un afflusso di almeno 188 mila turisti, per un totale di poco meno di 400 mila pernottamenti. Ben più grave in prospettiva è il protrarsi del blocco delle frontiere e comunque il prevedibile drastico calo delle presenze internazionali.A conti fatti, il Comune immagina che entro settembre saranno almeno 450 mila i turisti certamente “persi” dalle nostre strutture ricettive e quasi un milione i pernottamenti cancellati.

Anche ipotizzando una ripresa del turismo locale e nazionale – dice Orlando – è praticamente certo che almeno 65 milioni di fatturato siano già andati in fumo per quest’anno, che vuol dire almeno 20 milioni di ricaduta economica persa per la città in termini di retribuzioni ed utili d’impresa. Sono numeri di una catastrofe che richiede una risposta straordinaria che mi sembra non ci sia in questo momento da parte del Governo nazionale, così come mi sembra non sia adeguato l’intervento a sostegno del reddito da parte della Regione che accusa gravissimi ritardi nell’avvio della Cassa integrazione“.

Informazioni tecniche

Il dato di stima di una perdita di 65 milioni di euro è la proiezione di quanto si è già perso (32,5 milioni per il periodo marzo maggio) + quanto si perderà fino a settembre con l’assenza di turisti stranieri (e sempre nell’ipotesi positiva che non ci siano cali nel turismo locale/nazionale).Si è tenuto a base della stima il dato medio del costo di una camera doppia con colazione pari ad 84 Euro a notte.Nel 2018, la città di Palermo aveva 630 strutture ricettive registrate, di cui 77 alberghi e 553 strutture extra-alberghiere.

In termini di strutture, la parte del leone la fanno i b&b e gli affittacamere (totale 540 strutture), ma in termini economici, il danno è concentrato ovviamente sugli alberghi. La stima è che del danno certo di 65 milioni, almeno 50 milioni sono a carico degli alberghi.

Coronavirus, Musumeci: “Piano urgente per ricostruzione economica”

Varare con urgenza un piano regionale per la ricostruzione economica e sociale dell’Isola. E’ questo l’obiettivo del mio governo per accompagnare la ‘Fase 2’ in Sicilia, a sostegno delle imprese, dei settori produttivi e dei lavoratori, ma anche per accelerare la spesa pubblica destinata agli investimenti e alle infrastrutture“.

Così il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci. “Deve essere un piano frutto di concertazione, asciutto, essenziale, attuabile in tempi celeri. Per questo, dopo l’approvazione, ieri all’Ars, della legge di stabilità, che contiene provvedimenti emergenziali, il governo regionale vorrà confrontarsi con le organizzazioni di categoria e sindacali che incontreremo, in video collegamento, nel pomeriggio di martedì 5 maggio da Palazzo Orleans. La Sicilia produttiva deve ripartire, nel rispetto delle norme di sicurezza, più determinata che mai”.

Coronavirus, padre e figlio multati a Cinisi: “Inaccettabile, avevamo sistemato il bar”

Un uomo è stato sanzionato dalle forze dell’ordine dopo aver sistemato il suo bar in vista della cosiddetta Fase 2. E’ successo a Cinisi, in provincia di Palermo.

“Vivo sotto lo stesso tetto da quasi 30 anni con mio padre (il padre era in macchina con lui quando le forze dell’ordine hanno fermato l’uomo, ndr). Ero appena uscito dalla mia attività, chiusa per due mesi, dove ho lavorato per prepararmi alla riapertura di domani – ha raccontato il titolare del bar, Riccardo Evola, che ora dovrà pagare 373 euro -. Non eravamo a passeggio, avevo fatto la preparazione in laboratorio per riempire le vetrine e mio padre mi aveva dato una mano. Stavamo tornando a casa, in auto, insieme, indossando peraltro guanti e mascherine. Questo verbale ha un sapore troppo amaro, dopo due mesi senza lavoro, senza aiuti dallo Stato, due mesi in cui ho continuato a pagare l’affitto a vuoto del mio locale e le utenze senza mai lamentarmi. Adesso che dovrei finalmente riaprire con tutti gli adempimenti del caso, quest’altra mazzata è inaccettabile”.

Coronavirus, Conte: ‘La Fase 2 non è liberi tutti. Divergenze di vedute con le Regioni? Rispondo così”

“Entriamo nella ‘fase due’ dell’emergenza, grazie al poderoso sforzo collettivo. Questa nuova fase ci è costata enormi sacrifici ed è per questo che non può essere intesa come un liberi tutti”.

Lo ha detto il premier Giuseppe Conte, intervistato ai microfoni de ‘La Stampa’, in vista della cosiddetta ‘Fase 2’ per contrastare la diffusione del Coronavirus in Italia. Il presidente del Consiglio dei Ministri, nel dettaglio, ha chiesto di evitare “gesti di disattenzione o, peggio, un’opera di rimozione collettiva. Il virus continua a circolare tra noi, siamo ancora in piena pandemia”. Ed ha assicurato: “Sono fortemente convinto che un sistema come il nostro non abbia affatto bisogno di investiture messianiche, né di uomini investiti di pieni poteri”.

Sulle accuse di Matteo Renzi e l’abuso dei Dpcm, invece, Conte ha dichiarato: “Sono fortemente convinto che un sistema come il nostro non abbia affatto bisogno di investiture messianiche, né di uomini investiti di pieni poteri. Dobbiamo essere orgogliosi di avere rispettato l’equilibrio tra poteri costituzionali”. Ed in merito all’equilibrio delle responsabilità tra politica e scienza: “Non abbiamo mai pensato di delegare alla scienza la responsabilità di governo”. Mentre “le divergenze di vedute” con le Regioni “sono fisiologiche. Quanto all’impugnazione delle ordinanze territoriali, la riserviamo solo ai casi di estrema necessità. Al momento le Regioni hanno in deposito 47 milioni di mascherine. Da lunedì saremo in grado di distribuirne 12 milioni al giorno, da giugno 18 milioni, da agosto 24 milioni”.

Inoltre, il premier ha escluso “una patrimoniale”. Secondo Conte l’ombra di un governo di larghe intese a guida Draghi è “un costante chiacchiericcio, sullo sfondo, che fa parte del gioco politico italiano. Non mi distrae. Stiamo lavorando bene con Italia Viva. La maggioranza è solida. Io ho sempre dato priorità alla forza e alla ragionevolezza delle proposte, al di là di chi le sostiene, al di là se è rappresentativo del 2 o del 25% del Paese”, ha concluso.

Coronavirus, una mascherina per ogni siciliano. Musumeci: “E’ un atto simbolico”

Una mascherina per ogni siciliano. Su disposizione del governatore Nello Musumeci, la Protezione civile regionale, affiancata dall’Esercito, sta completando la distribuzione di oltre tre milioni e mezzo di pezzi in tutte le province dell’Isola. Destinatari, in questa prima fase, sono i 374 Comuni inferiori ai 50 mila abitanti, che provvederanno, a loro volta, alla consegna ai cittadini. Nei prossimi giorni, si procederà ad assegnare altri due milioni e mezzo di dispositivi di protezione ai capoluoghi di provincia e ai restanti grossi centri.

Dall’inizio dell’epidemia, la Regione ha già distribuito quasi sei milioni di mascherine. E ancora tre milioni di guanti e un milione di altri dispositivi tra camici, calzari, tute e cuffie. A beneficiarne sono state, principalmente: strutture sanitarie, case di riposo per anziani, residenze sanitarie assistite, Comuni, Prefetture, Forze dell’Ordine, Esercito, ex Province, carceri, dipartimenti regionali, Confcommercio e Confesercenti. Tra gli altri materiali sono stati consegnati anche 45 mila tra occhiali e visiere, oltre 205 mila tamponi e kit diagnostici e poco meno di 40 mila apparecchi sanitari.

“E’ solo un atto simbolico – ha sottolineato il presidente della Regione -, perché siamo consapevoli dell’importanza di dover indossare, anche nei prossimi mesi, le mascherine come forma di tutela dal contagio del Coronavirus. Un utilizzo che deve servire anche da deterrente per farci ricordare di prestare la massima attenzione, in ogni momento della giornata, e non pensare che tutto sia finito. Abbiamo potuto procedere a questa distribuzione straordinaria, dopo quelle già fatte per le strutture sanitarie dell’Isola grazie all’iniziativa di approvvigionamento autonomo, attraverso la sinergia con l’Upcm di Pittsburg, che gestisce con noi l’Ismett a Palermo, 150 tonnellate di materiale sanitario, visti i ritardi iniziale di consegna da parte dello Stato”.

Coronavirus, lettera aperta del sindaco di Palermo ai cittadini: “Prima di muoverti, pensa!”

Il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, ha inviato un lungo messaggio ai cittadini del capoluogo siciliano:

“Cari concittadini, care palermitane e palermitani, da lunedì inizia per Palermo, per la Sicilia e per tutta l’Italia un periodo che ancora una volta richiede una grande responsabilità da parte di ognuno di noi. In questi giorni tanti di voi, tantissimi mi scrivono per manifestare due opposti sentimenti in vista di questo ‘nuovo inizio’. Da un lato coloro che manifestano la felicità per un segnale di ritorno alla normalità, per degli spazi di vita ritrovati, per un lento riavvio delle attività lavorative, per la possibilità di tornare a fare una passeggiata in un parco o tornare a vedere i propri cari. Dall’altro la paura di tanti che temono che comportamenti non adeguati portino di nuovo un aumento incontrollato dei contagi, dei lutti, del dolore che ha colpito anche la nostra comunità e tutto il nostro Paese.

Arrivare fin qui è stato faticoso per tutti noi, per le nostre famiglie, per i nostri figli e nipoti. Questi ultimi due mesi sono stati faticosi ma hanno permesso, soprattutto in Sicilia e pur avendo anche in Sicilia tantissime vittime e tanti lutti, di non vivere questa crisi sanitaria con la gravità vissuta in altre regioni italiane. Non sprechiamo i risultati raggiunti, non vanifichiamo la fatica fatta da noi, dalle nostre famiglie, dalla nostra comunità. Vorrei che ognuno comprendesse che da lunedì prossimo non ci sarà un “liberi tutti” e che questo sarà fatto per tutelare la nostra salute, quella di ciascuno di noi e delle persone cui vogliamo bene. Sui comportamenti individuali non c’è Sindaco, non c’è Regione, non c’è Stato e non ci sono Forze di polizia che possano tenere.Certamente ci saranno controlli, ma ora più che mai tocca ad ognuno di noi, alla nostra sensibilità e alla nostra intelligenza.

Questa “fase 2” non sappiamo ancora quanto durerà; quanto dovrà durare in attesa che si trovi un vaccino contro il Covid-19. Certamente ogni giorno comprenderemo come renderla più facile e più adatta alle esigenze della comunità, ma saranno i comportamenti dei singoli, di ciascuno di noi a fare la differenza. Da lunedì sarà obbligatorio indossare una mascherina o un’altra forma di protezione individuale in tantissimo posti; sarà obbligatorio in ogni luogo in cui sia difficile mantenere la distanza minima fra le persone. Da lunedì ogni nostro spostamento, anche se formalmente consentito, dovrà essere attentamente valutato. Parafrasando la nota canzone, dico ad ognuno di voi “prima di muoverti,pensa !” Ora che potremo farne di più, pensiamo a quanto realmente sia necessario un nostro spostamento, una uscita di casa, un incontro con altre persone. A volte saranno spostamenti indispensabili, a volte potranno essere rimandati, a volte saranno del tutto inutili.

Noi sindaci stiamo rispondendo alle necessità immediate dei più deboli, di quelli che più di altri sono stati colpiti dalla violenza dell’incertezza sociale ed economica. Noi sindaci stiamo organizzando le nostre città e i loro servizi perché siano fruibili ed operino in sicurezza: dai parchi agli uffici, dai trasporti ai cimiteri, stiamo provando a garantire un ritorno al lavoro, in attesa che dal Governo nazionale arrivino risorse e norme che aiutino il nostro lavoro. Settore per settore, categoria produttiva per categoria produttiva, dalla scuola alla cultura, dalla ristorazione al turismo, per ciascuno stiamo attivando dei tavoli tecnici che ci permettano di riflettere su quali soluzioni immediate siano necessarie e possibili e su cosa possiamo e dobbiamo chiedere al Governo nazionale o al Governo regionale. Per ciascuno, una risposta specifica, perché diversi sono i problemi, diverse le esigenze, diverse le soluzioni. Oggi è fondamentale che tutti comprendano che non è venuto meno, anzi è ancora più presente di prima il periodo della responsabilità individuale. Vi chiedo e invito tutti all’attenzione, alla responsabilità, ancora una volta ad un atto di amore verso voi stessi e verso le persone che vi stanno a cuore”.

Coronavirus, in Sicilia situazione stabile: 2.186 positivi, il nuovo aggiornamento

Questo il quadro riepilogativo della situazione nell’Isola, aggiornato alle ore 15 di oggi (sabato 2 maggio), in merito all’emergenza Coronavirus, così come comunicato dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale.

Dall’inizio dei controlli, i tamponi effettuati sono stati 84.352 (+1.492 rispetto a ieri), su 77.590 persone: di queste sono risultate positive 3.213 (+19), mentre attualmente sono ancora contagiate 2.186 (+15), 787 sono guarite (+1) e 240 decedute (+3).Degli attuali 2.186 positivi, 426 pazienti (-3) sono ricoverati – di cui 30 in terapia intensiva (0) – mentre 1.760 (+18) sono in isolamento domiciliare. Il prossimo aggiornamento regionale avverrà domani.

Questa, invece, è la divisione degli attuali positivi nelle varie province: Agrigento, 69 (0 ricoverati, 65 guariti e 1 deceduto); Caltanissetta, 124 (16, 24, 11); Catania, 678 (89, 226, 86); Enna, 290 (121, 93, 29); Messina, 377 (79, 122, 50); Palermo, 387 (66, 92, 28); Ragusa, 57 (7, 29, 6); Siracusa, 112 (44, 94, 24); Trapani, 92 (4, 42, 5).

Coronavirus, infermiere positivo a Palermo: tamponi per personale ‘Cervello’

Nuovo caso di Coronavirus a Palermo. Si tratta di un infermiere risultato positivo al Pronto soccorso Covid dell’ospedale “Cervello” che è in osservazione al reparto di malattie infettive. Ragion per cui, sono stati disposti tamponi a tutto il personale dell’area di emergenza dove lavora: oltre 100 fra medici e sanitari. I primi 15 test sono risultati negativi, ma andranno ripetuti nei prossimi giorni.

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