Palermo: focus su calcio e politica. I consiglieri comunali in diretta su Mediagol

La concessione dello stadio “Renzo Barbera” e la passione per i colori rosanero. Due appuntamenti dedicati al calcio e alla politica andranno in onda lunedì 13 luglio alle 16.30 e alle 18.30 sui social di Mediagol.it, in diretta dai nuovi studi Mediaeditors.

Ospiti del format delle 16.30 saranno i consiglieri comunali di Palermo: Fabrizio Ferrandelli (+Europa), Igor Gelarda (Lega) e Andrea Mineo (Forza Italia).

A seguire, alle 18.30, il tema calcio e politica tornerà su Mediagol con gli ospiti: Paolo Caracausi (Avanti Insieme in quota Italia dei Valori), Dario Chinnici (Italia Viva) e Gianluca Inzerillo (Sicilia Futura per Italia Viva).

Argomento d’attualità sarà la convenzione tra il Comune di Palermo e la SSD Palermo per lo stadio “Renzo Barbera”.

 

Migranti, Musumeci a sorpresa a Lampedusa: “Conte intervenga”

Visita a sorpresa, stamane, del governatore Nello Musumeci a Lampedusa. Accompagnato dall’assessore regionale alla Salute Ruggero Razza, il presidente della Regione Siciliana è giunto nell’isola delle Pelagie a bordo di un elicottero dei vigili del fuoco.

Il presidente e l’assessore hanno visitato anche il Poliambulatorio dell’isola, che dipende dall’Asp di Palermo, per un esame del progetto che prevede la sua trasformazione in un vero e proprio ospedale al servizio della più grande delle Pelagie.

In compagnia del sindaco Salvatore Martello, il governatore ha voluto compiere un sopralluogo nell’hotspot di contrada Imbriacola, che dopo gli sbarchi delle ultime ore ospita oltre 700 migranti, sette volte la capienza massima prevista. Il governo regionale ha già inviato a Lampedusa tutto il materiale necessario per effettuare i tamponi sugli ospiti della struttura, che si trovano in quarantena.

Entro lunedì saranno inviate anche le attrezzature per i test sierologici veloci. La Regione ha provveduto a reperire in tempi rapidi il materiale sanitario, così come avvenuto anche per la nave quarantena Moby Zazà, sostituendosi di fatto all’Usmaf, l’Ufficio statale a di sanità marittima, aerea e di frontiera che avrebbe dovuto garantire la fornitura dei test.

La presenza qui insieme a quella dell’assessore alla Salute – ha affermato – serve per renderci ulteriormente conto di quale sia la condizione di emergenza che si è determinata nelle ultime settimane. Se il premier Conte non darà risposte immediate saremo noi a ricordare a Roma quali sono le vocazioni di una terra come Lampedusa e la Sicilia che guardano a ben altre prospettive. Il dramma dei migranti non può pesare soltanto su una città o su una regione, mentre Roma e Bruxelles si voltano dall’altra parte“.

Decine di sbarchi in poche ore con l’arrivo di centinaia di migranti a Lampedusa – ha detto Musumeci – sono una condizione assolutamente insostenibile qui. Il Consiglio comunale e il governo regionale hanno già chiesto a Roma la proclamazione dello stato di emergenza. Qui i problemi sono sanitari – ha aggiunto – sociali ed economici. Abbiamo bisogno di risposte immediate da Roma: Lampedusa non può diventare una terra di frontiera. Peraltro,finora – ha aggiunto il governatore – è stata la Regione sostanzialmente a intervenire per colmare le lacune dello Stato. Non può continuare così. Lavoriamo con l’assessore Razza a lungo termine per realizzare una struttura ospedaliera su questa Isola. Ma riteniamo che il fenomeno degli sbarchi debba essere al centro dell’attenzione del governo nazionale. Non solo per evitare che passi l’idea – ha osservato – che Lampedusa o la Sicilia più in generale vengano considerate come un campo profughi, ma anche perché i controlli non risultano essere omologati alle regole vigenti. Ieri sera ad esempio sono partiti da qui centinai di migranti senza essere sottoposti ai tamponi o ai test sierologici“.

“L’ Europa, la cinica Europa – ha concluso Musumeci – farebbe bene a svegliarsi e uscire dalla perenne ipocrisia che recita ormai da tanto, troppo tempo. Questo fenomeno degli sbarchi, che assume dimensioni assolutamente disarmanti, non può essere scaricato nella fase gestionale sui sindaci, sui prefetti o sulla Regione Siciliana. Lo Stato e l’Europa facciano sentire la loro presenza“.

Calciomercato Palermo, casting per l’attacco: Magnaghi il nome nuovo, con Tedino e il Teramo…

Un nuovo nome per l’attacco del futuro.

Al di là del lungo elenco di nomi valutati per il reparto offensivo, però, il mercato del Palermo non può ancora decollare”, si legge. “Le intenzioni del club sono chiare: valutare cosa accadrà da qui al termine dei campionati professionistici e aspettare eventuali occasioni, anche legate a possibili svincolati, senza la fretta di dover costruire una squadra in piena estate”.

Secondo quanto riportato dall’edizione odierna del ‘Giornale di Sicilia’, un altro calciatore accostato nelle ultime ore al Palermo è Simone Magnaghi, centravanti classe 1993 di proprietà del Pordenone, in prestito nel corso dell’ultima stagione al Teramo allenato dall’ex tecnico rosanero Bruno Tedino, con cui ha messo a segno otto reti in trenta presenze. Un altro profilo da aggiungere all’elenco che vede in cima Brighenti (Monza), Corazza (Reggina), Caturano (Virtus Entella) e Simeri (Bari), oltre a Gliozzi (Sassuolo), Biasci (Carpi) e Di Piazza (Catanzaro).

Per quanto riguarda i cosiddetti “under”, invece, l’obiettivo del Palermo resta quello di riconfermare chi nel corso dell’ultima annata si è distinto con la maglia rosanero. “Per cinque di loro c’è già un’intesa di massima e il loro futuro dovrebbe essere a tinte rosanero: Fallani, Peretti, Kraja, Langella e Silipo vanno dunque verso la riconferma, con l’auspicio del club rosa di ottenere dalle società detentrici dei loro cartellini un nulla osta per farli allenare in gruppo prima della riapertura delle liste. Oltre a loro cinque, il Palermo conta di riconfermare anche il terzino Doda, che come Lucca sarà svincolato dal 21 luglio, mentre per Felici bisognerà attendere la fine del campionato di Serie A per poter discutere col Lecce. Qualora i salentini dovessero centrare la salvezza in massima serie, il fantasista classe 2001 potrebbe nuovamente essere ceduto in prestito, con i rosa in pole position”, conclude il noto quotidiano locale.

 

Palermo, la Serie C costa meno della D: quasi intatto il budget di 10 milioni. Cifre e dettagli

“Palermo, la C costa meno della D. Quasi intatto il budget di 10 milioni”.

Titola così l’edizione odierna del ‘Giornale di Sicilia’, in merito alla cifra che il club di viale del Fante dovrà versare per l’iscrizione al prossimo campionato di Serie C: 105 mila euro. Una cifra certamente inferiore rispetto all’ormai noto milione versato a fondo perduto un anno fa per poter partire dai dilettanti. “Il calcio italiano regala paradossi”, scrive il noto quotidiano locale, che poi in merito alla cifra versata un anno fa aggiunge: “Cifra record, perché negli anni passati era previsto un contributo nettamente inferiore e persino nella stessa stagione c’è stato chi ha pagato meno dei rosa (basti pensare al Foggia, che ha versato la metà pur iscrivendosi comunque nella stessa categoria)”.

Oggi, al Palermo, il passaggio tra i professionisti costa quasi il 90% in meno. Nel dettaglio, la società rosanero dovrà pagare tre distinte quote, dal valore di 5 mila euro (come quota associativa), 45 mila euro (come quota straordinaria) e 55 mila euro (come quota di partecipazione) per un totale di 105 mila euro, di cui solo i primi 50 mila euro andranno versati immediatamente. “Per i restanti 55mila euro di quota di partecipazione, invece, il pagamento si può effettuare in dieci rate a partire da settembre, con termine fissato al 5 giugno”, conclude.

 

Gela, piantagione cannabis in serre per zucchine: sequestri e un arresto

Una piantagione di cannabis tipo ‘superskunk’ è stata scoperta in contrada Passo di Piazza a Gela da carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Caltanissetta e dello squadrone elitrasportato Cacciatori Sicilia.

Occultate in alcune serre coltivate a zucchine, militari dell’Arma hanno trovato 523 piante pronte per il taglio e lo smercio. Sequestrati altri 50 grammi circa di marijuana già divisa in involucri. A ‘coltivare’ la piantagione di droga è stato trovato un egiziano di 31 anni domiciliato a Licata (Agrigento), disoccupato, sprovvisto di permesso di soggiorno, che è stato arrestato per coltivazione di sostanza stupefacente e condotto nel carcere di Gela.

Agrigento, detenuto tenta suicidio in cella: tempestivo intervento poliziotto penitenziario

Detenuto tenta il suicidio in cella ad Agrigento.

Un ragazzo, 20 anni, giovedì sera ha tentato di togliersi la vita nella propria cella, impiccandosi alle sbarre della finestra con un lenzuolo. Il giovane è stato salvato dal tempestivo intervento del poliziotto penitenziario di servizio nel carcere di Agrigento. Lo rende noto Calogero Navarra, segretario nazionale per la Sicilia del Sappe.

“E’ solamente grazie ai poliziotti penitenziari, gli eroi silenziosi del quotidiano a cui va il nostro ringraziamento per quello che fanno ogni giorno, se il numero delle tragedie in carcere è fortunatamente contenuto – ha spiegato -. E’ evidente a tutti che è necessario intervenire con urgenza per fronteggiare le costanti criticità penitenziarie. Il suicidio è spesso la causa più comune di morte nelle carceri”, ha concluso Calogero Navarra.

Sagramola: “Stadio entro il 29 luglio o dovremo guardare altrove. Centro Sportivo? Vi dico tutto”

“Concessione Renzo Barbera? Diciamo che c’è un confronto tra posizioni diverse”.

Lo ha detto Rinaldo Sagramola. L’amministratore delegato del Palermo, intervenuto ai microfoni de ‘La Repubblica’, è tornato a parlare della querelle con il Comune per quanto riguarda la concessione dell’impianto di Viale del Fante: il nodo principale da sciogliere è relativo al canone annuale pari a 341.150 euro, una cifra che non si sposa a nozze con le richieste del club rosanero, che ritenendosi l’unico possibile fruitore dell’impianto auspica in un trattamento di favore. Intanto, il tempo stringe. E il Palermo, entro il prossimo 29 luglio deve comunicare alla Commissione Criteri Infrastrutturali della Figc la sede delle prossime gare casalinghe, prassi necessaria per l’iscrizione al campionato di Serie C.

“Gli uffici comunali probabilmente hanno fatto un calcolo commerciale sull’utilizzo dello stadio. Ma il “Barbera”, benché di proprietà pubblica, non è un negozio. Bisogna tenere conto che la società nel territorio svolge comunque un’attività sociale e culturale che, seppur in forma diversa, può essere paragonata a quella dei teatri – ha spiegato Sagramola –. Non possiamo pagare la stessa cifra che pagava una società che fatturava 60 milioni di euro e che oggi, invece, ne fattura 3,5. Trovare un altro stadio dove giocare ? Non è una provocazione, ma non è neanche altro. Noi dobbiamo preoccuparci di iscrivere la squadra al campionato. Se avremo la disponibilità del “Barbera”, cosa che auspicano tutti a partire dal sindaco della città, è evidente che sia la sede naturale del Palermo. Se però questa disponibilità non ci dovesse essere data, io comunque entro il 29 luglio dovrò guardarmi intorno. Pena la mancata iscrizione della squadra in serie C”.

L’idea di costruire il Centro Sportivo continua a prendere sempre più quota in casa Palermo. L’area in cui sorgerà prossimamente la struttura non è stata ancora individuata ufficialmente ma in pole sembra essere Torretta, piccolo comune che dista circa 25 chilometri dal capoluogo siciliano, e Piana degli Albanesi: “Sono entrambe opzioni che presentano punti di forza e debolezza. Torretta sicuramente è il comune più vicino alla città. Ma c’è un problema: il terreno che abbiamo individuato è confinante con un campo di proprietà comunale la cui disponibilità è propedeutica allo sviluppo del progetto. Aspettiamo che il comune emani il bando per la concessione degli impianti sportivi. Se riusciremo ad aggiudicarci la gestione di quel campo, la scelta su dove costruire il nuovo centro sportivo sarebbe praticamente scontata”, ha concluso Sagramola.

 

Calciomercato Palermo, occhi in casa Reggina: al duo Castagnini-Sagramola piacciono quattro amaranto

Al Palermo piace un poker amaranto

L’edizione odierna della Gazzetta dello Sport evidenzia come, in vista della imminente finestra di mercato, il club di Viale del Fante abbia messo gli occhi in casa della Reggina. La squadra di Toscano ha conquistato la promozione in Serie B e ha diversi giocatori in uscita. Pedine d’esperienza per il minore dei campionati professionistici, che potrebbero stuzzicare la dirigenza rosanero. In particolare, il duo Castagnini-Sagramola avrebbe avviato dei contatti – per il momento informali – con il direttore sportivo Taibi per quattro calciatori.

Si tratta, secondo quanto riporta il noto quotidiano, per i reparti arretrati di Francesco De Rose, Desiderio Garufo e Giuseppe Loiacono. Un centrocampista e due difensori. In avanti, invece, ipotesi Simone Corazza, che quest’anno in amaranto ha segnato ben 14 gol. Per quest’ultimo, tuttavia, ci sarebbero alcuni nodi da sciogliere: “Dai due anni di contratto che legano il giocatore ancora alla Reggina, alle richieste di mercato che non mancano per uno dei centravanti più prolifici dello scorso campionato”.
Quel che è certo è che ad approdare al club di Viale del Fante, tra i nomi del poker, saranno al massimo due giocatori. Attualmente, la pista più concreta sembra essere quella relativa a De Rose (23 presenze in 30 partite). Un profilo di qualità per il centrocampo che conosce bene la categoria. Il classe ’87 può giocare sia da mezzala che da centrale e sarebbe utile alla mediana rosanero. Anche Garufo rappresenterebbe una pedina versatile. Il difensore siciliano può agire da terzino destro o da esterno di centrocampo. Una alternativa ideale a Doda. La trattativa con Garufo escluderebbe quella con Loiacono, anch’egli terzino che però può giocare da centrale difensivo. Anche quest’ultimo, inoltre, come Corazza, ha ancora altri due anni di contratto che lo legano alla Reggina.

 

 

FASE 3, Catania: il Comune prepara rassegna estiva 2020

Anche in questo 2020 segnato dall’emergenza Covid-19 a Catania sarà un’estate di eventi, cultura, arte e spettacoli nei luoghi simbolo della città, un fatto per nulla scontato viste le difficoltà di questi mesi e le regole restrittive per lo svolgimento di manifestazioni artistiche.

Con questo obiettivo sul sito istituzionale l’Amministrazione Pogliese ha pubblicato un avviso pubblico per acquisire manifestazioni di interesse per procedere, nella massima trasparenza, all’individuazione di proposte artistiche per la realizzazione del cartellone estivo finalizzato alla ricezione di proposte artistiche e favorire la partecipazione del maggior numero di operatori del settore. “Siamo orgogliosi perché nonostante le oggettive difficoltà causate dall’epidemia – ha detto il sindaco Salvo Pogliese – siamo tra i primi in Sicilia e in Italia a riaprire alla cultura e allo spettacolo spazi pubblici e beni culturali, rimettendo le nostre bellezze monumentali al centro della nuova edizione di Catania Summer Fest 2020”.

“Palazzo Platamone, Castello Ursino, l’Anfiteatro delle Ciminiere, Villa Bellini ma anche strade e cortili particolari – ha aggiunto – saranno i luoghi che ospiteranno gli spettacoli e gli eventi, rispettando le linee guida previste per la prevenzione del contagio da Covid-19”. “Anche nelle settimane del lockdown – ha commentato dal canto suo l’assessore Mirabella – abbiamo lavorato senza sosta e con passione per costruire le condizioni necessarie a questa rassegna estiva che ora mettiamo in campo. Le regole per la ripartenza non aiutano a rimettere in moto la macchina dei grandi eventi, ma abbiamo voluto dare un segnale forte anche a questi importante comparto e a tutta la Città”.

Palermo, il Teatro Massimo riapre i cancelli dopo lockdown

Il Teatro Massimo di Palermo ha riaperto i cancelli ieri sera per la prima volta, dopo il lockdown, con uno spettacolo che è un inno alla pietà umana, un programma particolarmente adatto a ciò che il mondo intero sta vivendo e che l’Italia ha affrontato.

Persino la monumentale scalinata si è animata con un video mapping che raffigura cascate d’acqua, lame di fuoco, mani che si stringono e infine la maschera dionosiaca che accompagna il pubblico in un teatro del tutto diverso. Tutti si fermano davanti al termoscanner, temperatura presa, mascherina e su nei palchi per una visione circolare dello spettacolo. In platea l’orchestra distanziata ( e suonare così è più difficile), con Omer Meir Wellber sul podio a dirigere una composizione a lui stesso dedicata: “L’eterno straniero”.

Al centro dell’orchestra un letto d’ottone, simbolo esplicito del sogno di Beethoven che ispira il melologo per attore e orchestra di Ella Milch-Sheriff, accorata composizione dedicata a chi è costretto a vivere nell’isolamento, nella sofferta solitudine, nell’incomprensione. Dedicata a Beethoven, tanto quanto agli stranieri in fuga. Risuonano sonorità mediorientali, cellule armoniche che strizzano l’occhio a Malher, mentre il bravissimo Eli Danker recita il testo di Joshua Sobol. La regia di Roberto Andò è volutamente lieve, lascia spazio alla commozione della musica e sul tulle che copre il coro viene proiettato un filmato di Luca Scarzella sul deserto del sud d’Israele, il cielo stellato e ancora una volta la maschera del teatro greco lascia il posto al passaggio fluido alla Messa meravigliosa del genio di Bonn. La direzione di Omer Meir Wellber è vigorosa, puntualissima, attenta ai pianissimo e alla dolente magnificenza del Sanctus. Applausi generosi per tutti, per i solisti Marianna Pizzolato e Laura Giordano, per Luis Gomes e Evan Hughes. Perché una Messa? Perché finisce con l’unica preghiera che ci interessi: Dona nobis pacem. Si replica stasera.

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