Sicilia, riqualificazione Borgo Bonsignore: ok ai lavori

Aggiudicati i lavori per il recupero e la riqualificazione di Borgo Bonsignore a Ribera, nell’Agrigentino. Le opere, finanziate dalla Regione Siciliana con 2,2 milioni di euro, saranno avviate entro ottobre.

«E’ l’inizio – commenta il governatore Nello Musumeci – della prima di quattro riqualificazioni che dà seguito a una norma votata dall’Ars nel 2014 e rimasta inattuata. Un recupero non solo dell’identità culturale e di un patrimonio vincolato, ma anche un investimento per il turismo legato alla campagna». I lavori, che consentiranno il ripristino dell’impianto originario, prevedono anche la realizzazione di uno spazio culturale in cui sarà raccontata, attraverso antichi filmati dell’Istituto Luce e fotografie d’epoca, la storia e la vita della borgata.

«Il recupero di Borgo Bonsignore – dichiara l’assessore dei Beni culturali e dell’identità siciliana, Alberto Samonà – realizza la volontà del governo Musumeci di salvaguardare la storia più recente dell’Isola e, in particolare, la memoria di un’esperienza interessante e poco conosciuta, che va letta sotto molteplici aspetti, non ultimo quello urbanistico, architettonico e artistico. Sul recupero di Borgo Bonsignore – aggiunge l’assessore – la soprintendenza dei Beni culturali di Agrigento ha posto l’attenzione avviando, sin dal 2017, la procedura di “dichiarazione di interesse culturale”. L’architettura dei borghi rurali riflette la complessità del panorama architettonico italiano degli anni Trenta, in cui convivevano le istanze del razionalismo europeo più rigoroso, con il cosiddetto stile “Novecento” che perseguiva una rilettura della tradizione».

Scheda storica sul BorgoBorgo Bonsignore – inaugurato nel 1940 e realizzato dall’Ente nazionale per la colonizzazione del latifondo in collina, a 13 chilometri da Ribera – deve il suo nome alla memoria di “Antonio Bonsignore”, capitano dei carabinieri di Agrigento, caduto in combattimento nel 1936 a Gemu Gador, durante la campagna in Africa.Si tratta di uno dei primi otto borghi rurali messi in cantiere in Sicilia con l’obiettivo di favorire la piccola proprietà contadina e combattere il latifondo. Il progetto prevedeva la presenza di un medico, una levatrice, un ufficiale d’ordine e due guardie con attribuzione anche di fontanieri, tutti con obbligo di residenza. Gli abitanti, che al momento al momento dell’inaugurazione erano appena un centinaio, in pochi anni salirono a seicento. La struttura urbanistica è costituita da un insieme di edifici disposti attorno a un’unica piazza quadrata, parzialmente chiusa da portici e dominata dalla torre del littorio, su cui si trovano anche la chiesa con la canonica, il dispensario medico, la scuola, gli uffici dell’ente di bonifica e del podestà, la trattoria, l’ufficio postale e la caserma dei carabinieri. La chiesa presenta decorazioni con vetri colorati e affreschi realizzati dal pittore futurista Alfonso Amorelli, originario di Sambuca di Sicilia, mentre le formelle in terracotta che decorano la trattoria e la scuola sono opera dell’artista Salvatore Alberghina.

Sicilia: risorse dalla Regione per la riqualificazione urbana

Dal governo Musumeci arriva nel complesso oltre un milione e 400mila per le ristrutturazioni dell’edificio di via Sallemi e dei locali della parrocchia San Giuseppe a Caltanissetta. Manteniamo l’impegno a intervenire con risorse concrete per la rivalutazione del contesto urbano della città“. Lo afferma l’assessore regionale Marco Falcone, a seguito dei decreti di finanziamento emessi dal dipartimento Infrastrutture per due interventi di riqualificazione urbana a Caltanissetta.

Quasi 800mila euro – illustra Falcone – verranno investiti nella ristrutturazione dell’edificio scuola-auditorium di via Sallemi, dando così alla città un spazio fruibile dalla cittadinanza. Altri 670 mila euro, invece, sono stati assegnati dalla Regione per la riqualificazione dei locali della parrocchia San Giuseppe, storico punto di riferimento religioso per la comunità nissena. Il Comune di Caltanissetta ha adesso sei mesi di tempo per indire le gare d’appalto e affidare degli interventi che ridaranno lustro al patrimonio urbano e religioso della città“.

Regione Siciliana: Musumeci all’Ars presenta la relazione di metà legislatura

«Posso con orgoglio affermare che parecchi obiettivi sono stati raggiunti e che altri attendono di essere attuati nella seconda metà di questa legislatura. Inutile dire che sui nostri intenti giocherà un peso la terribile epidemia che ha colpito il nostro Paese». Così il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci ha introdotto a Sala d’Ercole la sua relazione di metà mandato al Parlamento.

Un intervento di cento minuti nel corso del quale sono stati trattati e citati tutti i rami dell’amministrazione di Palazzo Orleans.

«Il mio pensiero torna alle 281 vittime del Coronavirus in Sicilia e alle loro famiglie inerti e inermi nel loro dignitoso dolore per aver dovuto persino rinunciare a un semplice funerale – ha aggiunto -. Questa epidemia, non ancora sconfitta, ha prodotto anche in Sicilia effetti disastrosi che pagheremo per molto tempo ancora ed è troppo presto per calcolare il danno sulla fragile economia della nostra isola. Bisogna attendere almeno la fine dell’anno» – ha detto il governatore.

Poi Musumeci è entrato nella vivo della relazione illustrando il bilancio dell’attività del governo dall’insediamento ad oggi.

«Una delle prime iniziative è stata l’apertura di un confronto con il governo nazionale sul rapporto finanziaria fra Stato e Regione – ha ricordato – che ha portato fra l’altro a spalmare il disavanzo in trent’anni e non in tre».

Il presidente ha citato poi diversi obiettivi raggiunti, fra i quali l’avere dato attenzione al patrimonio immobiliare,individuando 150 beni da dismettere.

«Abbiamo creato un piano di investimenti per Comuni ed ex-Province, attivando un proficuo confronto con l’Anci – ha aggiunto – abbiamo istituito l’Ufficio di coordinamento per le isole minori, abbiamo recepito le disposizioni contenute nella legge Madia stabilizzando 7.746 precari degli enti locali, abbiamo impresso un’accelerazione alle misure di sostegno agli investimenti nel settore agricolo, con particolare attenzione ai giovani imprenditori e siamo arrivati ad essere la prima regione in Italia per numero di aziende biologiche».

Nello Musumeci ha ricordato la recente istituzione da parte del ministero per il Sud delle Zes, le Zone economiche speciali.

«Sono state garantite misure di sostegno ai lavoratori delle aree di crisi di Termini Imerese e di Gela – ha proseguito – abbiamo stanziato 525 milioni di euro per eseguire 1.576 interventi per la messa in sicurezza delle scuole, abbiamo sostenuto il rafforzamento fra scuola ed università e fra mondo dell’istruzione e mondo del lavoro. Abbiamo fatto ripartire gli scavi archeologici, abbiamo contribuito al restauro di 40 chiese e 10 palazzi storici».

A questo punto il governatore si è congratulato con il neo assessore Alberto Samonà ai Beni culturali per «la sua competenza, la sua sobrietà e per il suo entusiasmo».

E ancora il presidente della Regione ha sottolineato l’attenzione per il territorio e l’ambiente: «Abbiamo varato il piano di contrasto alla siccità ed un piano per la manutenzione e pulizia di circa 80 fiumi e corsi d’acqua» – ha detto. Poi l’affondo sul tema dei rifiuti in Sicilia con la ferma volontà di “scongiurare” il rilascio di autorizzazioni per nuove discariche. In questi anni, ha sottolineato Musumeci, si è assistito a «una emergenza che serve soltanto a personaggi contigui alla mafia e a burocrati infedeli», che ha dato vita a un “intreccio perverso” di interessi e a “un pericoloso oligopolio che controlla circa l’80 per cento del trattamento dei rifiuti».

In questo quadro, ha aggiunto, la politica ha avuto un ruolo “assente e talvolta acquiescente“. Il governatore ha ribadito, al contrario, che dal 2017 la raccolta differenziata in Sicilia è passata dal 16 per cento al 42 per cento, e dunque da “meno rifiuti in discarica e meno introiti per privati“.

Musumeci ha poi parlato delle iniziative a sostegno del turismo, dello sport e dello spettacolo, settori particolarmente colpiti dagli effetti dell’emergenza Covid 19. Poi ha ricordato l’assunzione di circa 7.500 operatori della sanità siciliana, ed ha assicurato l’impegno per la stabilizzazione, nello stesso settore, di circa 250 precari storici, confermando anche che il governo sta valutando la possibilità di realizzare un ospedale a Lampedusa, isola definita “avamposto d’Europa”.

Nella relazione c’è stato spazio anche per un elenco di interventi per i porti siciliani e per le infrastrutture avviato dal governo regionale. Il governatore ha poi annunciato l’impegno del suo governo per modernizzare la Sicilia con la realizzazione di un porto hub capace di intercettare il traffico commerciale nel Mediterraneo e il necessario avvio della costruzione del ponte sullo Stretto di Messina. In conclusione il ringraziamento al personale sanitario, ai volontari, alle forze armate, alle forze dell’ordine, alla protezione civile e a tutta la comunità siciliana che «mai come in occasione dell’emergenza Coronavirus ha saputo essere ossequiosa delle regole a difesa della propria salute e di quella degli altri».Infine, dopo aver citato Giuseppe Mazzini con il suo storico ammonimento “L’Italia sarà quel che il Mezzogiorno sarà”, e ricordato l’esempio dei presidenti della Regione Rino Nicolosi e Piersanti  Mattarella, ha lanciato un appello al Parlamento e alle forze politiche: «Serve un clima meno avvelenato, un linguaggio meno violento dentro e fuori dal Palazzo. Lo dico a tutti e, per primo, ame stesso, senza pregiudizi né preconcetti. Ognuno nel proprio ruolo, ma tutti consapevoli che abbiamo il dovere di cambiare la Sicilia e per farlo abbiamo ancora del tempo davanti, sciuparlo sarebbe un suicidio».

Erice, percorsi per non vedenti: stop alle piste tattili

I percorsi tattili per non vedenti, la cui posa in opera nel centro storico di Erice era stata avviata negli scorsi giorni, sono stati già rimossi e si sta provvedendo al ripristino del basolato originario.

Si conclude,così, in pochi giorni una vicenda che, se passata inosservata, avrebbe provocato una ferita insanabile alla preziosa cittadina medievale. Le opere, realizzate dall’amministrazione comunale di Erice, riguardano la posa in opera di percorsi tattili per non vedenti e ipovedenti, della larghezza di 40-50 centimetri, realizzati in pietra bianca – Loges, acronimo che sta per Linea di orientamento, guida e sicurezza – che utilizzano superfici dotate di rilievi con un codice informativo facilmente rilevabile attraverso la pressione del piede. Il percorso in fase di realizzazione era stato creato anche come percorso di emergenza per il raggiungimento di luoghi di riunione in caso di calamità naturali.

«Ho dato immediate disposizioni agli uffici – dichiara l’assessore dei Beni culturali e dell’identità siciliana, Alberto Samonà – di verificare la fondatezza delle proteste che mi sono state consegnate da cittadini e consiglieri comunali di Erice e di intervenire a salvaguardia del prezioso gioiello medievale. Il soprintendente di Trapani, intervenuto tempestivamente nel cantiere, ha riscontrato la difformità delle opere rispetto al progetto autorizzato nel 2015 ed ha bloccato i lavori disponendo la rimozione del camminamento in pietra bianca e il ripristino del selciato che dovrà essere riportato alle condizioni originarie. Non è in discussione – dice l’assessore Samonà – la necessità di effettuare interventi a tutela dei cittadini con deficit visivi, ma delle modalità e delle tecniche usate per realizzare l’opera. E’ indubbio che in contesti soggetti a tutela ogni intervento deve essere valutato soprattutto sotto il profilo dell’impatto architettonico».

Sicilia, dissesto idrogeologico: a Gela completati i lavori sul lungomare

Completati i lavori finanziati dalla Regione Siciliana per la messa in sicurezza del lungomare di Gela.

Le opere sono state realizzate in tempi brevissimi e hanno consentito di eliminare il pericolo incombente nel tratto che va dal versante a monte al Porto Rifugio. La necessità di un intervento immediato si è manifestata a fine marzo, quando a seguito delle abbondanti piogge, si è verificato uno smottamento di terreno che ha invaso parte della carreggiata stradale.

Immediata l’attivazione del governo Musumeci, con l’assessorato regionale alle Infrastrutture e con l’Ufficio del Genio civile di Caltanissetta. I lavori sono stati appaltati agli inizi di maggio e realizzati in poco di più di un mese. La ditta aggiudicataria ha provveduto alla risagomatura e profilatura del pendio interessato, alla posa in opera di gabbioni metallici di rete in acciaio zincato, al posizionamento resistente e adatto alla zona marina, al drenaggio e al convogliamento delle acque di monte per l’eliminare l’immediato pericolo che poteva manifestarsi e consentire la riapertura della strada.

La zona interessata, peraltro, si trova sopra l’unica importantissima strada di transito lungo la litoranea che collega a ovest il quartiere Macchitella e a est l’area industriale. Strada che tra l’altro è considerata via di fuga in caso di incidenti che si dovessero verificare nello stabilimento Petrolchimico dell’Agip. Il tratto interessato dal dissesto idrogeologico riguarda una vasta zona sormontata da un’area sulla quale insistono alcuni fabbricati di civile abitazione.

Soddisfatto il presidente della Regione Nello Musumeci:  «Ancora una volta – sottolinea – siamo riusciti a intervenire con tempestività per garantire la sicurezza e la viabilità in una zona strategica della Sicilia. Il mio governo è fortemente impegnato a contrastare il dissesto idrogeologico spesso causato da decenni di incuria dell’uomo e da irresponsabilità dei governi e delle amministrazioni passate».

Mobilità. Al via i lavori del primo tratto della pista ciclabile P.pe Villafranca / viale Piemonte

Una nuova pista ciclabile bidirezionale, di circa quattro chilometri, sarà istituita a Palermo. A seguito dell’atto di indirizzo dell’assessore alla mobilità Giusto Catania è stata emessa l’ordinanza che consentirà i lavori del primo tratto che andrà da via Principe di Villafranca a Viale Piemonte.La nuova pista ciclabile bidirezionale in sede propria coprirà l’ asse Nord-Sud  dalla via Praga  a via Principe di Villafranca e si snoderà lungo i seguenti assi viari: 1) viale  Praga (tratto compreso tra viale Strasburgo e via Ausonia); 2) via Ausonia; 3) viale Emilia,  4) viale Campania;  5) viale Piemonte;  6) via Boris Giuliano; 7) via Giacomo Leopardi; 8) via Piersanti Mattarella (tratto compreso tra via Notarbartolo-e via D. Almeyda); 9) via Piersanti Mattarella (sul marciapiede  tratto compreso tra via via D. Almeyda e via C. Nigra – in promiscuo con i pedoni); 10) via Principe di Villafranca /(tratto compreso tra via Marconi e via Dante).

Continua l’investimento dell’amministrazione comunale sulla mobilità ciclabile –  affermano il sindaco Leoluca Orlando e l’assessore alla mobilità Giusto Catania con la realizzazione di questa “ciclopolitana” si sottrarrà spazio della carreggiata stradale, attualmente utilizzato dalle automobili per destinarlo alle biciclette. Una scelta politico-culturale che definisce l’ambizione di investire, sempre di più, sulla mobilità sostenibile e sulla costruzione della città ecologica“.

Nei prossimi giorni cominceranno i lavori, la cui conclusione è prevista entro il 30 settembre.

Palermo, ok dalla Giunta per la pedonalizzazione di Mondello

Ok alla pedonalizzazione di Mondello. Il provvedimento, i cui dettagli saranno definiti nel corso di incontri programmati nei prossimi giorni con la II e la VI Commissione consiliare, la Circoscrizione e i comitati di residenti e commercianti, sarà operativo entro fine luglio.

In particolare, la pedonalizzazione interesserà Viale Regina Elena da Piazza Valdesi a via Torre di Mondello, Via Glauco, Via Anadiomene, limitando gli accessi veicolari alla Piazza di Mondello e alla via Piano di Gallo e razionalizzando i sensi di marcia della viabilità afferente all’area di Mondello. Pedonalizzazione del lungomare di Valdesi e limitazioni agli accessi veicolari nella piazza di Mondello.

Il provvedimento che avrà carattere sperimentale, si inquadra nell’ambito della riqualificazione della borgata marinara e parte dal fatto che le precedenti sperimentazioni realizzate hanno evidenziato risultati positivi e riscontri favorevoli sia dai residenti, sia dai commercianti, sia dai fruitori del litorale.

Il provvedimento, i cui dettagli saranno definiti nel corso di incontri programmati nei prossimi giorni con la II e la VI Commissione consiliare, la Circoscrizione e i comitati di residenti e commercianti, sarà operativo entro fine luglio.

Nell’ambito della rimodulazione della mobilità a Mondello, a breve sarà aperto alla pubblica circolazione il nuovo tratto della via Palinuro che consentirà la connessione tra la via Mondello e la via Galatea snellendo il deflusso da e verso la Piazza di Mondello.

Il sindaco Leoluca Orlando sottolinea che “la pedonalizzazione di Mondello è un fatto atteso da anni, che ha richiesto una attenta programmazione anche sul fronte degli interventi strutturali per la viabilità, con il completamento di via Palinuro, ed è certamente uno dei punti di svolta per il rilancio della borgata tanto sul fronte della vivibilità quanto su quello della fruibilità commerciale e turistica. Siamo certi che in tempi brevi il dialogo e la collaborazione con tutti gli attori coinvolti a partire dalle Commissioni consiliari, porteranno a definire gli ultimi dettagli per compiere questo storico cambiamento. Già nelle scorse settimane, degli analoghi incontri propedeutici erano stati organizzati con la partecipazione del vicesindaco Fabio Giambrone e degli Assessori Catania, Marino, Piampiano e Prestigiacomo.

Molto soddisfatti anche gli assessori coinvolti, che ricordano “il progetto di riqualificazione della piazza da poco finanziato dalla Regione su nostro input, che contribuirà ulteriormente a ridefinire il volto della borgata per un suo rilancio, con una forte attenzione alla fruizione dolce di tutte le aree“.

Palermo, ok al progetto per mettere in sicurezza il canale Passo di Rigano

L’Ufficio contro il dissesto idrogeologico guidato da Nello Musumeci, presidente della Regione Siciliana, interviene per mettere in sicurezza gli argini del canale Passo di Rigano a Palermo.

E’ stata infatti finanziata dalla Struttura diretta da Maurizio Croce, per un importo di 250 mila euro, la progettazione esecutiva per lavori di manutenzione del corso d’acqua che si sviluppa dalla località Passo di Rigano e attraversa ampie zone dell’area urbana, per poi confluire in mare. Nel suo percorso, il Passo di Rigano, a carattere torrentizio – dopo il fiume Oreto il principale che scorre nel capoluogo siciliano – riceve gli apporti significativi dei canali Luparello, Celona, Borsellino e Mortillaro.

La progettazione prevede la messa in sicurezza delle sezioni idrauliche con l’asportazione del materiale in eccesso e la ricostruzione delle sponde e delle spallette con l’eventuale rifacimento dei tratti rovinati. Tra le misure previste anche la realizzazione di un manufatto scolmatore lungo il canale Luparello, per convogliare le acque in esubero in un bacino di laminazione.

L’espansione della città verso nord-ovest ha comportato anche la parziale canalizzazione degli affluenti, in particolare del Borsellino – dall’innesto sino alla periferia ovest di Borgo Nuovo – e del Celona per un tratto di cinquecento metri dal suo innesto. La situazione attuale è caratterizzata da un forte stato di degrado in quanto gli alvei sono interessati dall’accumulo di detriti di varia natura, e ciò ha causato il crollo parziale degli argini. Inoltre, parte delle solette di copertura necessitano di adattamenti strutturali.

L’opera permetterà il raggiungimento delle condizioni ottimali di sicurezza idraulica dei canali, garantendo il recapito sicuro delle portate di origine meteoriche provenienti dal sistema fognario cittadino tramite gli eventuali sfioratori di piena che già in essi confluiscono.

Acqua dei Corsari. Al via i lavori di potenziamento del depuratore

Sono partiti i lavori di potenziamento parziali del depuratore di Acqua dei Corsari.

L’opera, che consentirà lo smaltimento delle acque reflue della città e il superamento dell’infrazione per assenza di impianti di depurazione C-565/10, servirà 880 mila abitanti, rispetto ai 440 mila attuali.Alla consegna dei lavori questa mattina erano presenti il sindaco Leoluca Orlando, il subcommissario alla Depurazione Riccardo Costanza e l’amministratore unico di Amap Alessandro Di Martino, assieme al responsabile del procedimento Giovanni Pizzo di Sogesid (Società “in house” del ministero dell’Ambiente e delle Infrastrutture), al direttore dei lavori Silvio Rossetti (Rti Sering Ingegneria e altri) e all’impresa affidataria Emit group Ercole Marelli impianti.  – completamento di una terza linea di eliminazione di sabbia, in modo che anche in caso di emergenze almeno una linea sia in funzione;- realizzazione di una prima stazione di “grigliatura” dei reflui al fine di rimuovere eventuali solidi;- installazione di nuovi impianti nell’area di sollevamento dei reflui che rendano il sistema in grado di reggere a eventuali carichi improvvisi dovuti a eventi meteorici eccezionali.- riqualificazione e ammodernamento delle aree destinate all’essiccazione dei fanghi di depurazione, in modo da rendere più veloci le operazioni di rimozione e smaltimento;

I lavori, affidati ad un’unica regia sotto il coordinamento del Commissario straordinario unico per la depurazione, ufficio guidato da Maurizio Giugni, docente dell’Università di Napoli, al momento saranno solo quelli urgenti e indifferibili relativi alla sicurezza dell’impianto e del processo di depurazione:- messa in sicurezza di alcune aree con muri di contenimento;

Finalmente – ha dichiarato il sindaco Leoluca Orlandouno dei più grandi progetti per la sicurezza ambientale della nostra città e del nostro territorio vede un importante passo avanti, dopo anni in cui l’immobilismo del precedente governo regionale ha fatto un danno incalcolabile, oggi superato dalla collaborazione fra Comune, Commissario unico e Amap“.

Acqua dei Corsari – ha spiegato nei giorni scorsi il Commissario unico per la depurazione Maurizio Giugni è l’opera cardine del nuovo sistema fognario depurativo di Palermo, attorno a cui ruotano tutti gli altri cantieri del capoluogo. Abbiamo la necessità – ha aggiunto – di portare avanti subito quelle opere che adattano le capacità del depuratore esistente allo schema del nuovo impianto, prevenendo altri ritardi su un’opera attesa, di alto valore ambientale e la cui mancanza oggi pesa per circa 4,4 milioni l’anno di sanzioni europee”.   “L’adeguamento e potenziamento dell’impianto di depurazione di Acqua dei Corsari – ha dichiarato l’amministratore unico di Amap, Alessandro Di Martino – costituisce il tassello principale delle opere individuate e finanziate dalla delibera CIPE che avevano portato alla procedura di infrazione. Lo scopo del progetto è quello di adeguare l’infrastruttura in modo da poter ampliare la capacità depurativa dagli attuali 400 mila agli 800 mila abitanti equivalenti, convogliando in essa la totalità dell’area cittadina. Ritengo che questo progetto – ha concluso – rappresenti uno step fondamentale per il suo notevole impatto sulla tutela dell’ambiente e salute pubblica“.

Subito dopo questi lavori, che dureranno circa tre mesi, il rinnovo delle autorizzazioni, scadute nel 2014, potrà consentire il proseguimento dell’iter del progetto complessivo, a partire dall’ampliamento con nuove vasche e la realizzazione delle nuove aree di reazione/depurazione.

ATI Idrico-AMAP, il Sindaco Orlando: “Spiace notare il clima di confusione creatosi, mi auguro che…”

“Spiace notare il clima di confusione creato attorno al ruolo di AMAP all’interno dell’Assemblea dell’ATI Idrico, in particolare da parte di alcune amministrazioni comunali restie ad adempiere all’obbligo di legge di ingresso nell’ambito ottimale e di cedere alla stessa società partecipata le proprie reti idriche”, ha dichiarato il sindaco, Leoluca Orlando.

“Spiace in particolare che pur di accreditare le proprie tesi, queste amministrazioni abbiano scelto di non partecipare all’Assemblea dell’ATI per poi ricorrere a diffondere un elemento di grande confusione definendo l’AMAP come una “società privata” quando è noto a tutti che il suo capitale è interamente pubblico, del Comune di Palermo e di altri comuni dell’area metropolitana – ha proseguito Orlando –. Proprio la sua natura pubblica e il controllo civico sul suo operato sono garanzia del fatto che l’obiettivo primario di AMAP sia sempre la tutela dei cittadini e dei servizi ad essi erogati. Mi auguro che nessuno voglia proseguire in una sterile ed inutile polemica che metterebbe l’ATI a rischio di un inutile commissariamento e che non potrebbe che sfociare in rischiosi contenziosi giudiziari con un danno per tutti e soprattutto per i tempi di approvazione del Piano d’ambito, strumento indispensabile perché non solo AMAP ma anche i comuni che hanno ottenuto la cosiddetta salvaguardia possano accedere ad importanti finanziamenti necessari per nuove infrastrutture e nuovi servizi per le nostre comunità”, ha concluso il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando.

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