Coronavirus, mascherine non sicure e articoli contraffatti: maxi sequestro della Guardia di Finanza a Catania

Oltre 21 mila articoli presumibilmente contraffatti e mille mascherine di protezione individuale non sicure sono stati sequestrati dai militari del comando provinciale della Guardia di Finanza di Catania in un esercizio commerciale di San Giovanni La Punta. Erano privi del marchio “Comunità Europea”, ma avevano stampato quello ‘CE’ che in realtà sta per ‘China Export’. Il titolare dell’attività, un commerciante cinese, non è stato in grado di esibire documenti commerciali e/o fatture che attestassero la provenienza della merce e il regolare acquisto da operatori economici cinesi autorizzati all’esportazione in Italia. Ragion per cui, è stato denunciato per introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi, frode nell’esercizio del commercio e ricettazione.

Palermo, l’assessore Petralia Camassa: “Formuleremo un pacchetto di proposte relative all’innovazione digitale”

Formuleremo nei prossimi giorni – ha annunciato Paolo Petralia Camassaun pacchetto di proposte relative all’innovazione digitale per poi incontrare i ministri all’innovazione tecnologica ed alla Pubblica Amministrazione ai quali sottoporre questi temi”.

L’assessore comunale di Palermo all’Innovazione, Paolo Petralia Camassa, ha partecipato  ad una riunione in videoconferenza con gli assessori al ramo di diverse città italiane e con rappresentanti dell’ANCI nazionale.

Numerosi i temi affrontati nel corso dell’incontro: dallo smart working all’innovazione in tema di tutela ambientale e di promozione del sistema Paese; dalla necessità di un’adeguata formazione dei dipendenti della pubblica amministrazione, al reperimento di fondi per destinare strumenti adeguati, connettività ed hardware al personale amministrativo; all’identificazione di uniformi sistemi digitali per le sedute pubbliche.

Coronavirus, il bollettino in Italia del 7 maggio: giù i ricoveri, calano anche i decessi

Il Dipartimento di Protezione Civile, come di consueto, ha emesso alle ore 18:00 il bollettino ufficiale sulla situazione della diffusione e del contagio del coronavirus nel nostro Paese. Questi i dati reali aggiornati ad oggi, giovedì 7 maggio 2020.

Casi attuali: 89.624 (-1.904)

Deceduti: 29.958 (+274)

Guariti: 96.276 (+3.031)

Terapia intensiva: 1.311 (-22)

Ricoveri: 15.174 (-595)

Totale casi: 215.858 (+1.401)

Ripristino Ztl e strisce blu. Lega: “Catania fuori dal tempo e dallo spazio, Palermo è economicamente in ginocchio”

L’assessore Catania dimostra di essere completamente fuori dal tempo e dallo spazio quando dichiara di voler fare ripartire ZTL e strisce blu“. A dichiararlo è il capogruppo della Lega a Palermo, Igor Gelarda, insieme ai consiglieri Alessandro Anello, Marianna Caronia ed Elio Ficarra.

Esattamente il contrario di quello che hanno chiesto tutte le associazioni di categoria, ma ascoltare è la cosa che più difficilmente riesce al prode assessore del sindaco Orlando. Come fa a non aver capito di trovarsi in una città economicamente in ginocchio, e con questo provvedimento assesterà il colpo definitivo alle attività produttive del centro storico della città, oltre a gravare sulle tasche dei palermitani con le zone blu”, aggiunge il gruppo.

La zona centrale di Palermo, priva di turisti, con le strutture turistiche vuote e con i negozi chiusi tende ormai alla desertificazione. Forse l’assessore Catania farebbe bene , un giorno di questi, a fare un giro per la città. E anche le motivazioni che adduce sul fatto che le polveri sottili riducono la possibilità di diffusione del virus, sono risibili, non per l’affermazione scientificamente valida in sé“, proseguono i quattro.

“Quanto per il fatto che già il traffico a Palermo è più che dimezzato, ma anche perché la nostra città è una di quelle meno colpite dal virus in Italia. Mentre la crisi economica la sta distruggendo. Il sindaco Orlando intervenga subito e lo blocchi, in nome del buon senso. Meglio ancora sarebbe se lo rimuovesse. La Lega –  continuano i quattro esponenti del partito di Salvini – è disposta a fare le barricate, con commercianti, imprenditori e cittadini pur di non vedere morire questa città“.

Cassa integrazione, Musumeci chiede scusa per i ritardi

«Voglio chiedere scusa a tutti i lavoratori che attendono di potere riscuotere le risorse che spettano e so di tante sofferenze. Abbiamo ricevuto centinaia di lettere dei lavoratori e dei figli dei lavoratori. Chiedo scusa e mi assumo la responsabilità politica dell’accaduto». Con questo incipit il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci ha spiegato, nel corso di una conferenza stampa in diretta Facebook da Palazzo Orleans, la genesi dei ritardi nel pagamento della Cassa integrazione in deroga attesa da 130mila lavoratori.

«Andrò avanti – ha assicurato il governatore – per capire se c’è stata condotta dolosa. E se c’è stata responsabilità da parte di qualcuno. Se c’è stata pagherà».

Nel corso della conferenza stampa, tenuta insieme all’assessore al Lavoro, Antonio Scavone, Musumeci ha spiegato che le disfunzioni nell’espletamento delle pratiche sono state causate dalla piattaforma informatica non adeguata a gestire questa mole di lavoro e con le modalità richieste.

«C’è un contratto vigente con questa società e non possiamo farne a meno – ha sostenuto il presidente della Regione – il nostro obiettivo è di liberarci e di potere avere in Sicilia e-Servizi, che è un’azienda in house, una spalla competente. Fra sette mesi tutto sarà rivisto».Poi sono state fornite le cifre esatte delle pratiche lavorate dagli uffici.«Abbiamo trattato –ha reso noto Scavone – 27.400 pratiche in questi dieci giorni su un totale di 40mila. Siamo in teoria oltre il 50 per cento, in pratica no perché adesso ci sono altri due passaggi e l’Inps, prima di erogare le somme, si prenderà qualche altro giorno per le necessarie verifiche».

Sull’altro tema della conferenza stampa, le risorse trasferite ai Comuni per l’assistenza alimentare delle famiglie più disagiate, sono stati forniti i dati aggiornati.

«Siamo la prima Regione in Italia – ha detto Musumeci – ad avere determinato un intervento in favore delle famiglie disagiate con un impegno di cento milioni di euro. Ne abbiamo già erogati 30, i fondi vanno spalmati nel corso dei mesi: non sono cento milioni di illusioni, ma di risorse e su 390 Comuni siciliani 320 hanno già detto sì firmando la convenzione, mentre 297 hanno già ricevuto l’ok all’erogazione».

Coronavirus, Jesus Jaime Mba Obono finalmente a Palermo, il saluto e la solidarietà del sindaco Orlando

Un abbraccio a Jaime e alla sua famiglia. Un abbraccio dalla città e dal Sindaco che si sono adoperati per fare propri gli appelli della famiglia per sostenere questo nostro concittadino originario della Guinea, colpito dal Covid-19“, lo ha detto il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando commentando l’arrivo con un volo militare di Jesus Jaime Mba Obono, l’informatico di 49 anni, cittadino italiano che si trova da oggi ricoverato nel reparto di terapia intensiva e rianimazione dell’ospedale ‘Cervello’ dopo aver contratto il coronavirus, in Guinea equatoriale, suo paese d’origine.

Sono grato a tutti coloro che hanno contribuito a questo sforzo importante per la tutela della vita, dal Governo nazionale all’Aeronautica militare, dalla stampa locale che ha seguito con attenzione e passione questa vicenda, alla nostra Polizia Municipale il cui comandante ha oggi accolto all’Aeroporto l’equipe medica e i militari che hanno curato il trasporto sanitario”, ha aggiunto il sindaco.

È un esempio di impegno corale e di umanesimo, che vuol dire la capacità di rispettare e far propri i diritti di tutti e di ciascuno, a partire dall’inviolabile diritto alla vita“, ha concluso Orlando.

 

Italiano trasferito a Palermo dalla Guinea, la moglie: “Grazie a chi ci sta aiutando”

“Sono distrutta, stremata, ora anche io ho bisogno un po’ di riposo, ma ce l’abbiamo fatta grazie a questa zattera di salvataggio che è stata spinta grazie alle mani di tutti coloro che mi hanno aiutato“.

Lo ha detto all’ANSA Chiara Beninati, moglie di Jesus Jaime Mba Obono, l’informatico di 49 anni, cittadino italiano, arrivato questa mattina con un volo militare a Palermo, dopo aver contratto il Coronavirus in Guinea equatoriale, suo paese d’origine: “Un ringraziamento speciale allo Stato italiano, la Farnesina, l’aeronautica militare, il sindaco Leoluca Orlando che questa mattina mi ha fatto venire a prendere a casa dal comandante della Polizia municipale Vincenzo Messina per andare in aeroporto. Stiamo tirando un sospiro di sollievo, mi sembra di vivere una situazione surreale, ora ci affidiamo ai medici, a Dio e alla Madonna“.

Il marito, in gravissime condizioni, è ricoverato nel reparto di terapia intensiva e rianimazione dell’ospedale ‘Cervello’: “Il paziente è arrivato con una disfunzione multiorgano ed affetto da coronavirus. E’ in condizioni molto critiche e lo stiamo trattando e sottoponendo anche a dialisi. Queste sono le ore più complicate, ma noi non disperiamo”. Lo ha comunicato il primario del reparto di terapia intensiva e rianimazione Baldo Renda.

 

 

Coronavirus, ricoverato a Palermo italiano trasferito dalla Guinea: è in gravi condizioni

È già ricoverato presso il reparto di terapia intensiva e rianimazione dell’ospedale “Cervello” di Palermo.

Stiamo parlando di Jesus Jaime Mba Obono, l’informatico di 49 anni, di nazionalità italiana, che si trovava ricoverato nell’ospedale di Malabo, capitale della Guinea equatoriale. L’uomo, in gravi condizioni dopo aver contratto il Coronavirus, lo scorso gennaio era andato a trovare proprio nel suo paese d’origine la famiglia. Dopo l’appello disperato della moglie Chiara Beninati, palermitana, l’uomo è atterrato nel capoluogo siciliano intorno alle 5 di questa mattina con un aereo militare messo a disposizione dal Governo italiano, con a bordo la équipe dell’Aeronautica militare formata da sanitari, medici ed infermieri specializzati nell’assistenza ai pazienti affetti da malattie infettive in totale isolamento e sicurezza. A darne notizia è stata la famiglia.

“Sono distrutta, stremata, ora anche io ho bisogno un po’ di riposo, ma ce l’abbiamo fatta grazie a questa zattera di salvataggio che è stata spinta grazie alle mani di tutti coloro che mi hanno aiutato e che ringrazio, lo Stato italiano, la Farnesina, l’aeronautica militare, il sindaco Leoluca Orlando che questa mattina mi ha fatto venire a prendere a casa dal comandante della Polizia municipale Vincenzo Messina per andare in aeroporto”. Lo ha detto all’ANSA con la voce rotta dall’emozione la moglie di Jesus Jaime Mba Obono. “Stiamo tirando un sospiro di sollievo, mi sembra di vivere una situazione surreale, ora ci affidiamo ai medici, a Dio e alla Madonna”.

“Il paziente è arrivato con una disfunzione multiorgano ed affetto da coronavirus. E’ in condizioni molto critiche e lo stiamo trattando e sottoponendo anche a dialisi. Queste sono le ore più complicate, ma noi non disperiamo”, ha dichiarato, invece, il primario del reparto di terapia intensiva e rianimazione Baldo Renda.

Coronavirus, il bollettino in Italia del 6 maggio: 214.457 positivi, è boom di guariti

Il Dipartimento di Protezione Civile, come di consueto, ha emesso alle ore 18:00 il bollettino ufficiale sulla situazione della diffusione e del contagio del coronavirus nel nostro Paese. Questi i dati reali aggiornati ad oggi, mercoledì 6 maggio 2020.

Attualmente positivi: 91.528

Deceduti: 29.684 (+369, +1,3%)

Dimessi/Guariti: 93.245 (+8.014, +9,4%)

Ricoverati in Terapia Intensiva: 1.333 (-94, -6,6%)

Tamponi: 2.310.929 (+64.263)

Totale casi: 214.457 (+1.444, +0,7%)

Coronavirus, Conte: “Inizia la Fase 2, attenzione e responsabilità. Futuro dell’Italia nelle nostre mani”

“La fase 2 dell’emergenza, quella della convivenza con il virus, sarà una nuova pagina che dovremo scrivere tutti insieme, con fiducia e responsabilità”. Lo ha scritto in un post su Facebook il Premier Giuseppe Conte.

“Fino ad oggi la maggior parte dei cittadini è stata al riparo nelle proprie case. Ora oltre 4 milioni di italiani torneranno al lavoro, si sposteranno con i mezzi pubblici, molte aziende e fabbriche si rimetteranno in moto. E saranno ben più numerose le occasioni di un possibile contagio, che potremo scongiurare solo grazie a un senso di responsabilità ancora maggiore.

Come mai prima, il futuro del Paese sarà nelle nostre mani. Serviranno ancora di più collaborazione, senso civico e rispetto delle regole da parte di tutti. Dovremo tenere sempre alta l’asticella dell’attenzione, continuare a mantenere la distanza interpersonale, a indossare la mascherina quando e dove sarà necessario, e a lavarci spesso e con cura le mani. Più saremo scrupolosi nell’osservare le indicazioni di sicurezza e prima potremo riconquistare altri spazi di libertà. Non sperperiamo quello che abbiamo faticosamente guadagnato in cinquanta giorni.

Dovremo tutti insieme cambiare marcia al Paese. Con prudenza, decisi e determinati ad andare avanti ma senza rischiare di fermare il motore. Non c’è una ricetta giusta per garantire la ripartenza senza pensare in primo luogo alla salute e alla sicurezza di tutti noi. Sono fiducioso, insieme ce la faremo, ha concluso il presidente del Consiglio.

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