Archives 2020

COVID-19 – Indicatori territoriali aggiornati al 22 aprile 2020

L’Ufficio Statistica del Comune di Palermo ha trasmesso i dati territoriali relativi al COVID-19,  aggiornati al 22 aprile 2020.
“Dal confronto con i dati relativi alle altre regioni e province autonome (rapportati a 100 mila abitanti) – rileva il Responsabile dell’ufficio statistica, Girolamo D’anneo – emerge per la Sicilia e in generale per le regioni del Mezzogiorno un impatto più contenuto del coronavirus.
La Sicilia è, in rapporto alla popolazione residente, la seconda regione con il minor numero di tamponi positivi: 58 ogni 100 mila abitanti (meglio soltanto la Calabria con 54,8).
Il dato medio nazionale è pari a 311 positivi ogni 100 mila abitanti, e nelle regioni più colpite si superano i 500 positivi ogni 100 mila abitanti: Valle d’Aosta 873,9; Lombardia 684,9; Provincia autonoma di Trento 672,3.
La Sicilia è anche la seconda regione con il minor numero di deceduti: 4,2 ogni 100 mila abitanti (meglio ancora una volta la Calabria, con 3,9). In questo caso il dato medio nazionale è pari a 41,6 deceduti ogni 100 mila abitanti, e in Lombardia e Valle d’Aosta si superano i 100 deceduti ogni 100 mila abitanti: rispettivamente 126,3 e 101,4.
Il tasso di letalità (deceduti per 100 positivi) della Sicilia è pari a 7,2, valore che pone l’isola dietro all’Umbria (4,5), al Lazio (6,2), al Molise (6,7), alla Basilicata (6,8) e al Veneto (7,1). La media nazionale è pari a 13,4 e i valori più elevati si registrano in Lombardia (18,4), Liguria (14,8) e Marche (14,3).
La Sicilia è invece agli ultimi posti nell’indicatore guariti/dimessi per 100 positivi: 13,5, seguita soltanto da Puglia (13,2) e Abruzzo (12,8), probabilmente a causa del ritardo con cui il virus è arrivato nelle regioni meridionali. La media nazionale è pari a 29,1 guariti/dimessi per 100 positivi, e il valore più elevato si registra in Umbria con oltre i due terzi (68,2) dei positivi già guariti o dimessi”.

Randazzo M5S:”Rap interrompa procedure di Trattamento integrazione salariale-Cassa Integrazione”

Interrompere le procedure avviate e quelle in fase di avvio, anche considerato che a maggio con l’avvio della fase 2  alcune restrizioni potrebbero cessare e quindi dare avvio ad un progressivo ripristino di tutte le attività della partecipata”. “Nel corso dell’incontro avuto con la IV Commissione consiliare, il Direttore della RAP Roberto Li Causi ci ha informati del fatto che l’azienda ha già attivato le procedure per la la Cassa integrazione per circa 60 lavoratori, di cui molti provenienti dal settore manutenzione strade e marciapiedi. Considerata la cronica carenza di personale di cui soffre la RAP (con la richiesta di nuovo personale da Reset), chiediamo all’azienda di interrompere le procedure avviate e quelle in fase di avvio, anche considerato che a maggio con l’avvio della fase 2  alcune restrizioni potrebbero cessare e quindi dare avvio ad un progressivo ripristino di tutte le attività della partecipata”. Lo dichiara il presidente del Gruppo consiliare M5S, Antonino Randazzo.

Mafia, Orlando: “Trasferimento ai domiciliari Sansone e Bonura

“Al di là del comprensibile smarrimento che la notizia ha creato nei familiari delle vittime di mafia, non si può non sottolineare che il trasferimento ai domiciliari ieri a Milano per il boss Francesco Bonura e oggi a Palermo per Giuseppe Sansone appare una palese contraddizione dei motivi stessi per cui sarebbe stato disposto. Nel momento in cui da mesi si sostiene che l’isolamento e la quarantena sono le forme migliori di prevenzione e tutela della salute, credo che proprio il regime di 41-bis sia paradossalmente la migliore forma di tutela della salute per i detenuti, per gli operatori carcerari e per i familiari dei detenuti.  Esporre il boss ai rischi di contagio che derivano dal farlo andare in un ambiente non protetto credo sia un atto cui mi auguro che il Tribunale ponga immediatamente rimedio”. Lo ha dichiarato il sindaco di Palermo Leoluca Orlando.

 

Coronavirus: dimessa paziente centenaria, è festa a Messina

Ha festeggiato i cento anni lo scorso 28 marzo nel Covid Hospital del Policlinico ‘Martino’ di Messina: oggi è stata dimessa perchè guarita. Concetta Lenzi è diventata uno dei simboli della lotta al Coronavirus negli ospedali siciliani, la rinvincita sulla malattia che, lo scorso 22 marzo, l’aveva costretta al ricovero Così la sua uscita dall’ospedale peloritano si è trasformata in una festa con gli applausi di tutto il personale e di una delegazione della direzione aziendale. Ad attenderla, infatti, oltre ad uno dei figli, anche il direttore generale Giuseppe Laganga, il direttore sanitario Nino Levita ed il cappellano del Policlinico ‘Martino’, che le ha regalato un rosario benedetto.«Dal Covid-19 – spiega Giuseppe Nunnari, direttore del reparto di Malattie infettive – si può guarire anche a cento anni. La signora Concetta ne è una dimostrazione, anche se non è l’unica paziente di una certa età che siamo riusciti a dimettere. Lei è stata particolarmente simpatica con tutti noi e il reparto l’aveva praticamente adottata».«Quando è arrivata e abbiamo saputo la sua età – aggiunge il coordinatore del Covid Hospital, Antonio Versace – per noi questo ha rappresentato una sfida nella sfida. Oggi è una giornata bellissima, perché un altro paziente esce dall’ospedale dopo la guarigione e in buone condizioni».Nativa di Capizzi, un centro nebroideo della provincia di Messina, ha trascorso gran parte della sua vita in Calabria, a Sant’Agata del Bianco. Un anno fa, dopo la scomparsa del marito, era tornata a Messina ed era ospite di una casa di riposo. Tanti i nipoti che, nel frattempo, si sono trasferiti un po’ in tutto il mondo (dall’Australia agli Stati Uniti) e che, in questo particolare giorno, si sono stretti attorno a lei in un ideale abbraccio.Nonna Concetta ha ricambiato il saluto e ha espresso tutta la propria emozione per questo momento così toccante, ricordando tra l’altro il compleanno festeggiato insieme al personale del Covid Hospital.«Voleva continuamente – racconta una delle infermiere che l’hanno assistita – tenere il telefonino sotto controllo, chiedeva che fosse ben carico per chiamare il figlio. Le principali richieste erano legate all’alimentazione. Abbiamo cercato di mantenere tutte le sue abitudini, ad esempio dandole il latte caldo la sera, ma anche qualche brioscina. La principale richiesta, però, era quella di tornare a casa, come è naturale a questa età».

«Buon rientro a casa!. Avere la fortuna di vita di spegnere cento candeline e farlo anche guarendo da una malattia che ha falciato, nel mondo, migliaia di persone fragili è un bel messaggio doppio: un inno alla vita e ne abbiamo bisogno in un tempo in cui si è vista la morte con gli occhi, ma anche un riconoscimento alla capacità, alla competenza e alla solerizia del personale del Servizio sanitario della Regione, che, pur tra qualche criticità, ha dimostrato la sua enorme generosità e competenza».Lo dichiara l’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, commentando la guarigione e le dimissioni dal Coviod-Hospital del policlinico di Messina della paziente centenaria.

Messina, a cento anni è guarita dal Coronavirus: festa al Policlinico

Centenaria a Messina guarisce dal Coronavirus.

Ha festeggiato i cento anni lo scorso 28 marzo presso il Covid Hospital di Messina, dove era ricoverata perché risultata positiva al virus: si tratta di Concetta Lenzi guarita e dimessa questa mattina dalla struttura. Ad attenderla, oltre ad uno dei figli, anche il direttore generale Giuseppe Laganga, il direttore sanitario Nino Levita ed il cappellano del Policlinico ‘Martino’, che le ha regalato un rosario benedetto.

“Dal Covid-19 si può guarire anche a cento anni. La signora Concetta ne è una dimostrazione, anche se non è l’unica paziente di una certa età che siamo riusciti a dimettere. Lei è stata particolarmente simpatica con tutti noi e il reparto l’aveva praticamente adottata”, ha dichiarato Giuseppe Nunnari, direttore del reparto di Malattie infettive.

“Quando è arrivata e abbiamo saputo la sua età per noi questo ha rappresentato una sfida nella sfida. Oggi è una giornata bellissima”, ha aggiunto il coordinatore del Covid Hospital, Antonio Versace.

 

Agriturismo, bando per le imprese siciliane: dotazione finanziaria da 700 mila euro

È stato lanciato un bando del Gal Sicilia Centro Meridionale per la creazione e lo sviluppo di attività extra-agricole nei settori del commercio, artigianato, turismo, dei servizi e dell’innovazione con riferimento ai fondi del Programma di sviluppo rurale.

La dotazione finanziaria è di 700 mila euro. Possono beneficiarne imprenditori agricoli e coadiuvanti familiari che vogliono diversificare la loro attività. L’obiettivo è di sostenere investimenti per le attività di B&B, servizi turistici, ricreativi, di intrattenimento, per l’integrazione sociale in genere, di manutenzione ambientale, per la fruizione di aree naturali, favorendo la creazione di nuovi posti di lavoro. Le domande di partecipazione al bando dovranno essere inviate entro il 29 giugno tramite il portale di Agea, l’agenzia che eroga i contributi per l’agricoltura.

 

ANCI Sicilia incontra i sindacati, Orlando: “Confronto per agevolare la ripresa della nostra isola”

Nella giornata di ieri, l’ANCI Sicilia ha incontrato i segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil.

Nel corso dell’intenso summit, svoltosi in videoconferenza, si è parlato anche dell’approccio da utilizzare per agevolare il rilancio dello sport, del turismo, della cultura e delle imprese. Un confronto e un’analisi dettagliata degli interventi mirati a garantire la sicurezza dei cittadini e per sostenere le fasce più deboli della popolazione in questo periodo di emergenza sanitaria e di crisi economica.

“Si è convenuto di tracciare un quadro organico di tutti i diversi aspetti delle questioni riguardanti la sicurezza e la prevenzione nella fase di ripartenza, degli effetti negativi collegati alle fasce di cittadini che si trovano in particolare sofferenza e disagio, delle ricadute economico sociali sollecitando in tal senso l’azione congiunta di Governo nazionale e Governo regionale. A proposito della Legge finanziaria ci si è trovati d’accordo sul fatto che i molti interventi e le risorse ivi previsti appaiono difficilmente utilizzabili in relazione alle procedure e alla rendicontazione previste dalla normativa europea. Sono state espresse anche forti criticità in riferimento ad alcuni specifici settori in cui i comuni sono penalizzati dalla mancata assegnazione di risorse per un’intesa ancora assente con il Governo nazionale, ha dichiarato il Sindaco di Palermo e presidente dell’Associazione dei comuni siciliani Leoluca Orlando.

Nei prossimi giorni l’ANCI Sicilia incontrerà nuovamente i sindacati per un ulteriore confronto.

Coronavirus e migranti, divieto di approdo a Porto Empedocle: in arrivo altra nave per quarantena

E’ in arrivo una nuova nave per quarantena tra Lampedusa e Porto Empedocle.

“Ieri sono stato contattato dal prefetto: probabilmente la prossima settimana arriverà una nave che stazionerà tra Lampedusa e Porto Empedocle per mettere in quarantena i migranti che sbarcano nell’isola in modo autonomo”. Lo ha comunicato il sindaco di Lampedusa, Totò Martello, in videoconferenza davanti al Comitato Parlamentare di controllo sull’attuazione dell’accordo di Schengen in materia di immigrazione, a Palazzo San Mancuto.

Il primo cittadino di Lampedusa aveva sollecitato a più riprese l’invio della nave considerato “che l’hotspot dell’isola non è in grado di far trascorrere in sicurezza la quarantena a un numero elevato di migranti”, mentre il sindaco di Porto Empedocle, Ida Carmina, ha “esteso il divieto di sbarco previsto per le navi Ong a tutte le imbarcazioni: il virus infatti non lo portano le navi, ma le persone: sono queste ultime i vettori del coronavirus”. Carmina ha poi aggiunto: “Non capisco perché la nave sia stata messa davanti a Palermo e non qui dove avvengono gli sbarchi”.

Il primo cittadino di Pozzallo, Roberto Ammatuna, infine, ha sottolineato come questo “rassicuri la popolazione locale in un momento delicato”. Ammatuna, inoltre, ha annunciato che il giovane migrante di quindici anni egiziano risultato positivo al Coronavirus, trasferito proprio nell’hotspot di Pozzallo, è ora negativo. “Siamo ancora in attesa dell’esito dle tampone per gli altri 49 migranti che tarda ad arrivare”, ha concluso.

Sono tutti negativi al tampone, invece, i migranti in quarantena a bordo del traghetto Rubattino della Tirrenia dopo essere stati soccorsi dalle navi Alan Kurdi e Aita Mari delle Ong nel Mediterraneo. Nel dettaglio, sono stati 222 i test effettuati dal personale della Croce Rossa.

Coronavirus, bloccato su nave al largo di Miami: la storia di un giovane croupier catanese e l’appello al governo

E’ in isolamento dallo scorso 28 marzo dentro una cabina, a bordo della ‘Royal Caribbean’.

E’ la storia di Riccardo Rapisarda, un ragazzo siciliano originario di Adrano. Il ventottenne è bloccato con altri cinque connazionali italiani da circa un mese al largo di Miami, a bordo della nave da crociera, diventata un vero e proprio focolaio. Sono 157, infatti, al momento, le persone risultate positive al Coronavirus all’interno della ‘Oasis of the Seas’ e tre i membri dell’equipaggio deceduti.

Riccardo, che lavorava come croupier all’interno della ‘Royal Caribbean’, è stato anche licenziato lo scorso 25 marzo proprio a causa dell’emergenza e lasciato senza contratto, come ha raccontato il noto giornalista Gabriele Parpiglia. Il giovane chiede di poter tornare a casa al più presto. E aspetta un segnale dalla compagnia o dall’ambasciata. “Il governo ci aiuti. Il mio è un appello a Conte e al ministro di Maio: io e i miei colleghi siamo in difficoltà, riportateci in Italia”, sono state le sue parole.

Emergenza Coronavirus, il boss Bonura ai domiciliari per motivi di salute: l’ira di Matteo Salvini

Esce dal carcere Milano Opera per motivi di salute e per pericolo di contagio, alla luce dell’emergenza legata alla diffusione del Coronavirus, il boss di mafia Francesco Bonura.

Il giudice di Milano ha stabilito che Bonura può finire di scontare la condanna agli arresti domiciliari “anche tenuto conto dell’attuale emergenza sanitaria e del correlato rischio di contagio indubbiamente più elevato in un ambiente ad alta densità di popolazione come il carcere che espone a conseguenze particolarmente gravi i soggetti anziani ed affetti da serie patologie pregresse”. 78 anni e malato di cancro, Bonura si trovava al 41bis. Il giudice, inoltre, ha escluso il pericolo di fuga e ha disposto che “non potrà incontrare, senza alcuna ragione, pregiudicati” e che, “lo autorizza” ad uscire da casa, ogni volta che occorrerà “per motivi di salute” anche dei familiari.

Il collaboratore di giustizia Tommaso Buscetta, ricorda il noto quotidiano, definiva Bonura “un mafioso valoroso” sottolineando che il boss, ritenuto fra i più influenti, “è stato uno degli imputati del primo maxi processo a Cosa nostra dove è stato condannato e che successivamente si è avvicinato a Bernardo Provenzano”.

SALVINI – “Una vergogna nazionale: Francesco Bonura, capomafia di Palermo e uomo di Provenzano, è uscito perché rischiava di ammalarsi ed è a casa, ai domiciliari con la moglie. Prima di lui Vincenzo Iasannazzo, condannato per ndrangheta, ritenuto boss di Lamezia Terme. E potrebbe uscire, tra gli altri, anche Nitto Santapaola. E’ una vergogna”. Lo ha detto il leader della Lega Matteo Salvini su Facebook. “Un insulto alle vittime dei caduti della mafia. La pazienza è esaurita. Le tv non daranno queste notizie, ora reagiamo. Io non ci sto. Una vergogna che va fermata dentro e fuori il Parlamento”, ha concluso.

Aggiungere alla collezione

Nessuna raccolta

Qui troverai tutte le collezioni che hai creato prima.