Archives Novembre 2020

Covid, il ministro Speranza non esclude altre ordinanze: “Vedremo i dati delle Regioni”

“Vedremo i nuovi dati e se necessario ci saranno altre ordinanze”. Lo ha dichiarato il ministro della Salute Roberto Speranza, intervenuto ai microfoni de ‘Il Fatto Quotidiano’.

“Il Dpcm prevede che il ministro possa intervenire su una Regione, non su una Provincia. Ma sull’area metropolitana può intervenire il presidente De Luca, come ha fatto Zingaretti a Latina. Dev’essere chiaro che noi stiamo svolgendo una funzione di supplenza nei confronti delle Regioni, che non si possono lamentare anche perché i dati vengono da loro. I tecnici del ministero si confronteranno con quelli delle Regioni. C’è un modello standardizzato, i criteri sono lì da 24 settimane e se per tre settimane una Regione non dà i dati diventa zona rossa”.

Dopo l’incontro con i governatori “c’è un clima più confortevole, maggiore collaborazione, anche loro capiscono che la situazione è grave”, ha aggiunto Speranza, preoccupato non tanto per le terapie intensive, “quanto i reparti dell’area medica”.

Coronavirus, il sindaco di Messina: “Sono preoccupato, le scuole resteranno chiuse”

“Sono preoccupato per la situazione sanitaria dei nostri ospedali. I posti di terapia intensiva sono estremamente carenti. Inoltre, l’analisi dei parametri individuati per stabilire le criticità che ci hanno relegato nella zona arancione, si basano su dati inviati dalle Regioni. Il 25 ottobre la Sicilia ha dichiarato 504 focolai, la Campania 154, il Lazio 420. Queste Regioni stanno meglio della Sicilia per alcuni criteri, come l’indice di trasmissione che è più moderato del nostro. La verità è che il ministero della Salute ci ha considerati inaffidabili, al contrario di Lazio e Campania. Siamo zona arancione e tali resteremo per i prossimi 15 giorni”. Lo ha detto il sindaco di Messina, Cateno De Luca.

“Per quanto concerne le scuole, resteranno chiuse fino a data da destinarsi. La nota dell’Asp fa emergere una preoccupazione massima perché Il trend di contagio è in aumento inesorabile nella fascia di età tra i 20 e i 50 anni. Nel periodo di stop scolastico abbiamo ricostruito la catena dei contatti stretti dei positivi: diversi sono inoltre i casi direttamente nelle scuole. Se vuole, il ministro Azzolina potrà impugnare la mia l’ordinanza. Venga il governo e m’impugni l’ordinanza. Preferisco questo piuttosto che mettere a rischio gli alunni e le loro famiglie”, ha concluso.

Covid, la Sicilia torna indietro di 34 anni: ogni cittadino perde 1.307 euro

A causa della pandemia, dall’analisi della Cgia di Mestre, che ha rielaborato dati Istat e Prometeia, emerge che la Sicilia è tornata indietro di ben 34 anni, (1986) con una perdita di ricchezza senza eguali nel Paese, che arretra di 22 anni (1998).

Nell’isola la crisi provocata dal Covid-19 avrebbe bruciato 7,5 miliardi di euro nel 2020. In termini di valore aggiunto, per la Cgia, ogni siciliano in un anno ha perso 1.307 euro (-8,4 punti): a Siracusa 1.500 euro in meno, a Ragusa 1.451 euro, a Palermo 1.355, a Catania -1.352, a Messina -1.320, a Caltanissetta 1.235, a Trapani -1.154, ad Agrigento – 1.099, a Enna -1.051 euro.

Crolla anche l’occupazione. La Sicilia è la quarta regione per posti di lavoro andati in fumo, con un calo del 2,9% (-39 mila posti). Peggio solo Calabria, Campania e Valle D’Aosta.

Vecchio Palermo: nell’inchiesta spunta anche “Diabolik”, il boss ultrà della Lazio

Nell’inchiesta relativa al fallimento del vecchio Palermo spunta anche “Diabolik”.

Tre mesi dopo, nel corso della maxi operazione “Grande Raccordo Criminale”, è stato arrestato Adamo Castelli, ritenuto vicino alla banda di narcotrafficanti capeggiata proprio da Diabolik, e uno degli interlocutori di Salvatore Tuttolomondo. Alcune telefonate sono state registrate dai finanzieri. “Una di queste riguarda praticamente gli unici soldi che i Tuttolomondo avrebbero sborsato nella vicenda del Palermo e cioè i 45 mila euro che erano stati anticipati per la fideiussione necessaria all’iscrizione per il campionato di Serie B”, si legge.

Una notizia che rende “ancora più torbido il contesto nel quale si muovevano i Tuttolomondo” e che “getta ombre sulle provenienza dei soldi (pochi) che avevano a disposizione”. Scrive così l’edizione odierna del ‘Giornale di Sicilia’. Fabrizio Piscitelli, detto Diabolik, è l’ultrà della Lazio ucciso il 7 agosto 2019 a Roma, ritenuto al centro di un grosso traffico di droga.

La fideiussione, però, era un imbroglio: i soldi al broker bulgaro che doveva fornire la garanzia non furono mai versati ma. E quei 45 mila euro non torneranno più indietro. Castelli e Tuttolomondo parlano proprio di questo: “Adesso ci ridanno i soldi nostri”, “rivendicando dunque la paternità dei 45 mila euro. Siccome Castelli è stato di recente arrestato nell’indagine della Dda di Roma, sorgono ulteriori dubbi sulla liceità della provenienza dei soldi investiti nella Us Città di Palermo”, scive il gip.

 

Vecchio Palermo, arrestati i Tuttolomondo: intercettata una telefonata tra Anzellotti e Daniela De Angeli

“L’assalto al Palermo rivelato in diretta”.

Titola così l’edizione odierna del ‘Giornale di Sicilia’. Lo scorso 4 novembre, la notizia: Salvatore e Walter Tuttolomondo, i due fratelli che dovevano salvare il vecchio Palermo poi miseramente fallito nel 2019 a seguito della mancata iscrizione del campionato di Serie B, sono stati arrestati. Diversi i reati che gli sono stati contestati dalla Procura della Repubblica: bancarotta fraudolenta, indebita compensazione di imposte con crediti inesistenti, autoriciclaggio e reimpiego di denaro, falso e ostacolo alle funzioni della Commissione di vigilanza sulle società di calcio (Covisoc) della Figc.

“I finanzieri siculo-campani non avevano liquidità e così anche per pagare le imposte il loro tributarista, Fabio Anzellotti inventa un trucco registrato in diretta dalle intercettazioni eseguite dal nucleo di polizia economico finanziario delle fiamme gialle”, si legge. Nel dettaglio, era il 24 giugno 2019 quando Anzellotti è al telefono con Daniela De Angeli, storico consigliere e braccio destro dell’ex patron Maurizio Zamparini. “I Tuttolomondo stavano tentando di utilizzare la compensazione di un credito fiscale, in realtà inesistente, ricevuto con l’acquisizione di un ramo dell’azienza della ‘Group Itec’. […] Una scatola vuota, fiscalmente inattiva e con un passato di false fatturazioni”. Non era possibile, dunque, alcuna compensazione. Ragion per cui, Anzellotti ricorse ad un vero e proprio sotterfugio.

“Daniela De Angeli tiene delle conversazioni con Anzellotti, il tributarista che segue la pratica della compensazione per la ‘Groupe Itec’ per conto dei Tuttolomondo – si legge nel provvedimento -. La De Angeli gli espone alcune perplessità relative ai versamenti a mezzo F 24 effettuati per conto della Us Città di Palermo ed in particolare fa notare che il codice di compensazione utilizzato è quello del tributo Ires e non quello del tributo Iva come sarebbe stato corretto”. Nessun errore. Secondo gli inquirenti, infatti, Anzellotti ha sbagliato di proposito. Il motivo? “Anzellotti spiega che l’errore è stato fatto appositamente – prosegue il gip Lorenzo Jannelli -, e che avrebbe provveduto in un secondo momento a correggerlo inserendo il codice Iva”.

“Un trucco che doveva servire a mascherare la realtà”, prosegue il noto quotidiano. Di seguito, il testo dell’intercettazione in cui Anzellotti ha spiegato la questione alla De Angeli: “Il codice tributo si può cambiare in corsa come se uno avesse fatto un errore. Però siccome bisognava passarlo subito… ci sono delle problematiche con l’Agenzia delle entrate che non ti sto a spiegare adesso per telefono… E andava fatto per forza in quel modo”.

Ma non solo; Anzellotti ha detto chiaramente “che non era stato utilizzato il codice Iva perché, a seguito della cessione di ramo d’azienda, non era stata fatta l’asseverazione del credito Iva da parte di un professionista, come previsto dalla legge. Peraltro Anzellotti si assume la paternità del codice sbagliato, avendo detto a Salvatore Tuttolomondo, ti trovo io il sistema”. La presunta compensazione del credito fiscale doveva servire ai Tuttolomondo per appianare i debiti. In questo modo, l’obiettivo dei due fratelli era quello di racimolare un milione e 400 mila euro utili per pagare i tributi. Tuttavia, secondo l’accusa, sapevano benissimo che non era possibile alcuna compensazione. “Eppure nella seduta del consiglio di amministrazione del 19 giugno viene deliberato l’acquisto del ramo di azienda ‘Groupe Itec’ che serviva a dare il via libera all’operazione”.

Per gli inquirenti, i responsabili sono Salvatore Tuttolomondo, che “ha concretamente voluto e messo in pratica la compensazione indebita” e tutti coloro che hanno votato la delibera in quel Cda: Roberto Bergamo, amministratore delegato, “che prima ha deliberato in seno al Cda e poi ha concluso il contratto di acquisto del credito fasullo della Group Itec”; Walter Tuttolomondo, che ha votato a favore “in ordine al contratto di acquisto del credito inesistente”; Tiziano Gabriele, presidente del consiglio sindacale “che ha approvato la delibera di acquisizione del ramo di azienda”. Regista dell’operazione Fabio Anzellotti, sottolinea la procura, che ha suggerito le modalità. Tra queste posizioni le più gravi, quelle di Walter Tuttolomondo e Roberto Bergamo “ben consapevoli del rischio che si stesse acquistando dalla Group Itec l’ennesimo credito inesistente”.

 

Il Pd annuncia mozione di sfiducia a Razza. Con loro anche il M5s: “Sicilia zona arancione? Cattiva gestione del governo regionale”

Pd e M5s annunciano mozione di sfiducia all’assessore regionale alla salute, Ruggero Razza.

La misura è abbondantemente colma, Razza lasci il posto ad un persona più capace per evitare guai peggiori alla Sicilia. Col Pd e con tutti i deputati degli altri schieramenti che vorranno sottoscriverla presenteremo una mozione di censura all’assessore alla Salute, che si è rivelato abbondantemente non all’altezza della situazione”. A dirlo il capogruppo del M5S all’Ars Giorgio Pasqua, con gli altri componenti 5stelle della commissione Salute: Francesco Cappello, Salvatore Siragusa e Antonio De Luca.

La decisione della mozione di sfiducia all’assessore Razza è stata presa nel corso di una videoconferenza promossa dal segretario regionale del Pd, Anthony Barbagallo e dal capogruppo all’Ars Giuseppe Lupo. Secondo gli esponenti del Partito Democratico: “la Sicilia si trova oggi con contagi fuori controllo e con la conseguenza di dover chiudere diverse attività commerciali, non certo per una decisione arbitraria del governo nazionale, o a causa del solo numero di soggetti positivi al Covid-19, ma in conseguenza di 21 parametri che la stessa Regione Siciliana trasmette al governo nazionale e che mettono in evidenza errori e sottovalutazioni commessi dal governo Musumeci nelle misure necessarie al monitoraggio ed al contenimento del virus sul territorio”.

L’assessore – affermano i 5 stelle che si associano all’iniziativa del Pd – non ha mai inteso aprire ad un serio confronto né con la commissione salute, né con l’Aula e adesso la situazione sta precipitando, anche per colpe certamente ascrivibili all’assessorato alla Salute. Al netto delle dichiarazioni di Razza e Musumeci, la zona arancione è figlia legittima delle inadempienze e della cattiva gestione del governo regionale e non certo di chissà quali oscure macchinazioni di stampo politico. Dopo la prima ondata della pandemia, l’esecutivo Musumeci aveva tutto il tempo per adempiere alle prescrizioni di Roma che risalgono addirittura ad aprile, ma nulla o quasi è stato fatto, trasformando la Sicilia un una regione inaffidabile dal punto di vista sanitario. Non possiamo – concludono i pentastellati – assistere inerti allo sfacelo, ci sono ancora i margini per invertire la rotta di questa nave alla deriva, ma si deve farlo subito, cominciando dalla sostituzione di chi è al timone”.

Trapani: neonato lanciato dalla finestra. Arrestata la madre 17enne

Trovato neonato con cranio fracassato, arrestata la madre 17enne.

A seguito di un lungo interrogatorio è stata arrestata, con l’accusa di omicidio volontario, la ragazza di 17 anni che a Trapani avrebbe lanciato dalla finestra della sua abitazione il bambino che aveva appena partorito. La minorenne sarebbe ancora ricoverata nel reparto di ginecologia dell’ospedale Sant’Antonino Abate di Trapani.

Continuano le indagini della polizia che sta valutando anche le posizioni della madre della ragazza e della collaboratrice domestica che si sarebbero trovate in casa al momento dei fatti. Le due donne però avrebbero detto di non essersi accorte del parto e di quello che poi è avvenuto subito dopo.

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Zona arancione in Sicilia, nuova protesta a Palermo: bloccata la circonvallazione

È iniziata davanti al palazzo della Regione la protesta di un centinaio tra commercianti, ristoratori e altre categorie penalizzate dalle misure anti Covid del governo. Con i fumogeni in mano, i manifestanti, hanno percorso a piedi Corso Calatafimi e hanno bloccato viale Regione Siciliana, in entrambe le direzioni della circonvallazione di Palermo. Sul posto sono intervenuti gli agenti della polizia in servizio anti sommossa che hanno convinto i manifestanti a rimuovere il blocco.

“Proponiamo di spegnere le luci: siamo aperti ma, di fatto, è come se fossimo chiusi”. Le parole di una commerciante di corso Calatafimi di Palermo, una tra le alcune decine che si sono radunate bloccando per qualche minuto il traffico in viale Regione siciliana. “Stiamo morendo ma non è solo colpa del covid – dicono – di certo bastava applicare meglio le regole per non arrivare a questo punto. Che senso ha tenere i negozi aperti, quando non entra nessuno: i nostri incassi si sono azzerati, non ci paghiamo neanche le spese. Spegniamo le luci, le insegne e lasciamo la città al buio”.

Vecchio Palermo, le frasi shock di Tuttolomondo: “Con la Serie A prendiamo 40 milioni. Inventiamoci qualcosa o ci tocca scappare”

I fratelli Salvatore e Walter Tuttolomondo sono stati arrestati.

Dovevano salvare l’US Città di Palermo, la vecchia società rosanero, poi miseramente fallita nel 2019 a seguito della mancata iscrizione del campionato di Serie B e dalla relativa esclusione dai quadri federali del calcio professionistico. La Procura della Repubblica ha contestato diversi ipotesi di reato ai due imprenditori: bancarotta fraudolenta, indebita compensazione di imposte con crediti inesistenti, autoriciclaggio e reimpiego di denaro, falso e ostacolo alle funzioni della Commissione di vigilanza sulle società di calcio (Covisoc) della Figc. Inoltre, nei verbali dell’indagine che ha portato i fratelli Tuttolomondo in carcere, sembrerebbe palese l’intenzione di assaltare la diligenza rosanero, depredarla di ogni euro per poi lasciarla “morire” senza alcun interesse.

La versione digitale de La Repubblica, edizione Palermo, ha pubblicato un ulteriore approfondimento in merito alla spinosa questione che ha riguardato proprio l’arresto dei due fratelli di origini campane. Infatti, sono state rese note ulteriori intercettazioni da parte degli inquirenti che svelano le reali intenzioni dei Tuttolomondo pochi giorni prima dell’amaro epilogo che ha fatto da preludio al fallimento dell’US Città di Palermo.

Senza la penalizzazione avremmo avuto 40 milioni“, dice Salvatore al fratello Walter dopo l’ufficialità della sanzione che di fatto non consente al Palermo di essere promosso in Serie A. “E adesso che si fa?“, chiede Walter; “Facciamo lo stesso“, risponde il fratello maggiore. “In serie B con questi debiti? Ma siamo pazzi?“. “Dobbiamo inventarci qualcosa altrimenti ci tocca scappare“, dicevano pochi giorni prima della scadenza dei termini per l’iscrizione al campionato cadetto della società rosanero.

 

Coronavirus, paziente positivo fugge da reparto Sant’Elia: fermato uomo a Caltanissetta

Un paziente positivo, stanco di restare in ospedale, questo pomeriggio ha deciso di fare le valigie e tornare a casa. Immediato l’intervento della polizia per fermare il 60enne ricoverato nel reparto Covid-19 del Sant’Elia di Caltanissetta, in via di guarigione ma tutt’ora positivo.

Dopo avere eluso la sorveglianza degli operatori sanitari, il paziente, ancora in vestaglia, è uscito fuori dal reparto. Arrivati poco dopo sul posto dopo la segnalazione dei medici, gli agenti sono riusciti – pur mantenendo la distanza dall’uomo, ancora positivo – a farlo desistere facendolo rientrare in reparto.

 

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