Archives Settembre 2020

Coronavirus, arrivato in Sicilia il primo carico di tamponi rapidi

È già in corso, alle Aziende sanitarie siciliane, la distribuzione del primo carico di 750mila tamponi rapidi acquistati direttamente dalla Regione Siciliana per un’ulteriore attività di ricerca del virus nell’ambito della pandemia. Si tratta di test i cui risultati possono essere ottenuti in pochi minuti, permettendo così di evitare eventuali rallentamenti al sistema sanitario impegnato nell’emergenza. Su disposizione del presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, oltre che alle Aziende sanitarie, i tamponi sono stati messi a disposizione delle Case circondariali di Palermo. L’approvvigionamento è stato preso in carico dal dipartimento di Protezione civile regionale, mentre la distribuzione è stata coordinata dal Dasoe dell’assessorato regionale alla Salute. Il prossimo carico è atteso per domani.

Serviranno – dice il presidente Musumecia effettuare diagnosi più veloci dell’eventuale positività al Coronavirus, riducendo al minimo i disagi nelle scuole e nei luoghi frequentati da molte persone, come le carceri. Richiamo ancora una volta tutti i cittadini al rispetto di regole indispensabili e alla prudenza. Crescono e continueranno a crescere gli asintomatici e i positivi. Più test facciamo, più ne individueremo. Ma è ancora bassa l’ospedalizzazione, quindi stiamo operando adeguatamente sui territori. Non vanifichiamo tutto. La Sicilia non può fermarsi“.

 

Palermo, Boscaglia tra scelte obbligate e rosa incompleta: così i rosanero potrebbero sfidare il Teramo

E Boscaglia andrà a Teramo col Palermo… di Pergolizzi”.

Titola così l’odierna edizione de ‘La Gazzetta dello Sport’, che punta i fari in casa Palermo. Tra sette giorni il campionato di Serie C aprirà, ufficialmente, i battenti: sarà il Teramo di Tedino – in Abruzzo – a tenere a battesimo ai rosanero all’esordio nella prima giornata. Tuttavia, la rosa a disposizione del tecnico gelese è ancora incompleta, di conseguenza il club siciliano si troverà costretto a cominciare la stagione “con la spina dorsale che l’anno scorso ha dominato il proprio girone tra i dilettanti”.
Con Odjer e Broh, che potrebbe arrivare questa settimana, il Palermo continua a lavorare con l’Arezzo per trovare un’intesa economica per Foglia, così da definire un reparto che al momento conta solo Palazzi e Martin. Situazione simile anche in attacco, dove il duo dirigenziali composto da Rinaldo Sagramola e Renzo Castagnini non molla Momoudou Kanoute, “in entrambe le trattative, gli accordi tra il Palermo e i giocatori sono definiti, ma mancano quelli con le società di appartenenza”.

Pochi dubbi e tante scelte obbligate per Roberto Boscaglia, che parte da una sola certezza: il modulo. “Il primo Palermo della stagione si schiererà con il 4-2-3-1”, con una novità in ogni reparto rispetto alla squadra dello scorso anno. In difesa, la news entry sarà Marconi al fianco di Lancini con Accardi e Crivello sulle fasce, a centrocampo Palazzi, con Martin e Odjer pronti a giocarsi una maglia. In avanti spazio a Valente, Santana e Floriano con Saraniti unica punta. In attacco, dunque, l’allenatore potrebbe prediligere l’esperienza, “con i baby Silipo e Lucca pronti a sparigliare le carte dalla panchina”. In porta, il solito Pelagotti, tornato a disposizione del gruppo dopo l’infortunio al soleo sinistro rimediato nel corso del ritiro a Petralia Sottana.

 

Covid-19 a Palermo: riunione in Prefettura su “Missione Speranza e Carità”

A conferma della costante collaborazione fra tutte le istituzioni e realtà interessate e dell’attenzione dedicata alla situazione, il Prefetto ha sottolineato la necessità di considerare di fatto permanente il tavolo di lavoro, convocando per domani pomeriggio un nuovo incontro per monitorare e programmare gli interventi.

Si è svolta stamattina, in presenza presso la Prefettura e in videoconferenza, una riunione convocata dal Prefetto Giuseppe Forlani con tutti i soggetti istituzionali e associativi coinvolti nella situazione di emergenza sanitaria determinata alla Missione di Speranza e Carità le cui quattro sedi operative sono state ieri dichiarate “zona rossa” dal Presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci. Erano presenti, oltre al Prefetto, al Sindaco con gli Assessori Giuseppe Mattina e Maria Prestigiacomo, al Questore e al Comandante Provinciale dei Carabinieri, al Comandante della Polizia Municipale e dei Vigili del Fuoco, i rappresentanti della stessa Missione, della ASP, di Medici senza Frontiere, dell’ARCI, della Croce Rossa e della Protezione Civile comunale e regionale.È stato innanzitutto fatto il punto della situazione che vede un totale di circa 450 persone ospitate attualmente nelle quattro strutture, compresi gli operatori volontari e i missionari. Per tutti è in corso lo screening di positività al Covid, a cura dell’Asp, reso però complesso anche dal fatto che alcuni degli ospiti sono persone con pregresse patologie invalidanti e psichiche.Il numero totale dei positivi è attualmente di circa 100, fra cui alcuni missionari. Di questi, alcuni sintomatici sono stati trasferiti nelle strutture sanitarie e alcuni non sintomatici sono stati trasferiti presso il Covid-Hotel regionale San Paolo. La struttura che presenta al momento reali criticità logistiche è quella di via Decollati, nella quale sono complessivamente presenti circa 300 persone. In ciascuna struttura, l’ASP ha garantito la presenza di una USCA (Unità Speciale di Continuità Assistenziale) e da ieri sera il Comune ha inviato dei mediatori culturali.Sempre il Comune, in collaborazione con la Protezione Civile e la Caritas, da oggi assicura la fornitura dei pasti, oltre che di altri beni primari e secondari. È stata decisa la creazione di un presidio logistico-sanitario permanente composto da ASP e Comune in ciascuna della 4 sedi, cui si affiancheranno gli operatori sanitari di Medici senza Frontiere e i mediatori culturali.L’attività di presidio delle Forze dell’Ordine, che sono già presenti sul posto h24 dalla giornata di ieri, sarà supportata dai mediatori culturali, tenuto presente che gli ospiti della Missione, oltre che italiani, sono di svariate nazionalità e culture.Il personale medico di ASP e MsF ha avviato una verifica sullo stato di salute dei pazienti più anziani presenti in una delle strutture, che potrebbero abbisognare di ospedalizzazione, anche indipendentemente dall’attuale situazione legata al Covid-19. Proseguirà inoltre a ritmo serrato lo screening di tutti gli ospiti al fine di rendere possibile l’identificazione di positivi e negativi e poter quindi decidere eventuali ulteriori passi da compiere. Allo stesso tempo si stanno individuando possibilità tecnico logistiche di creare all’interno degli spazi della Missione delle aree separate dalle altre che favoriscano il mantenimento del distanziamento sociale.

Complessivamente – spiega il sindaco di Palermo, Leoluca Orlandoè emersa una situazione certamente non semplice determinata dal gran numero di persone che la Missione ospita nei suoi quattro centri; un numero che è allo stesso tempo il segno di quanto importante sia e sia stato il lavoro sociale svolto in questi anni da Fratello Biagio e dai suoi tanti volontari e missionari.La delimitazione come “zona rossa” mette nelle condizioni di necessario isolamento gli spazi della Missione a garanzia degli ospiti della stessa e della restante popolazione cittadina. In Prefettura, in uno spirito di collaborazione istituzionale ma anche di comprensione delle difficoltà vissute dagli ospiti della Missione, si è scelto di dare secondo le indicazioni sanitarie prioritaria necessaria assistenza ai soggetti più fragili, in particolare coloro che necessitano di cure specialistiche o che vivono una condizione di disagio psichico; entrambe situazioni difficilmente conciliabili con una situazione di limitazione come è quella della Zona rossa.Contemporaneamente ci siamo attrezzati per affrontare al meglio, e fornire assistenza alla Missione, in questo che si preannuncia un periodo difficile“.

Palermo, a piazza XIII Vittime rimossi i dissuasori

Sono stati rimossi stamattina, alla presenza del vicesindaco Fabio Giambrone, degli assessori Marino e Mattina, nonché di alcuni consiglieri comunali e cittadini, alcuni dissuasori che erano stati installati nelle panchine di piazza XIII Vittime.

A richiedere l’intervento immediato degli operai del Coime era stata la Giunta, informata solo venerdì sera dell’installazione che era stata fatta, sempre da operai comunali, a causa di un’errata interpretazione di un documento preparato da alcuni cittadini che si era inteso essere stato accolto dall’Amministrazione comunale.

“Interventi di questo tipo – ha detto il sindaco di Palermo, Leoluca Orlandosono in assoluta dissonanza con lo spirito di questa Amministrazione. Allo stesso tempo è stata convocata per la prossima settimana una riunione con i rappresentanti del comitato di cittadini che ha chiesto di poter gestire la villetta della Piazza. Da quando l’Amministrazione si è insediata 8 anni fa, l’intervento per i senza dimora per scelta o per necessità è stato uno dei temi costanti che ha improntato la nostra azione. Ne è dimostrazione, una fra le tante, la nascita di 5 poli di accoglienza diurna e notturna ed il lavoro di strada non più solo affidato a gruppi di volontari, ma divenuto parte integrante dell’attività del servizio sociale comunale. Con i residenti della piazza e i cittadini che hanno proposto di poter gestire quello spazio verde abbiamo già avuto diversi incontri e ci incontreremo nuovamente nei prossimi giorni, ma certamente l’idea del decoro non può collidere con il rispetto delle persone, soprattutto delle persone più fragili e indifese. Nessun provvedimento o iniziativa che sia o appaia “contro” qualcuno porterà risultati positivi per la comunità.  Anche in questa come in altre situazioni che si sono verificate in questi mesi, sono certo che con il dialogo e il confronto riusciremo a trovare una soluzione condivisa che terrà conto delle esigenze di tutti e di ciascuno, nel massimo rispetto delle persone“.

Serie C, clima teso: incognita sulla partenza del 27 settembre. Musumeci intanto vuole stadi aperti in Sicilia

La Lega Pro è ormai prossima a partire.

I calendari sono stati sorteggiati il 16 settembre e sono state diramate già date e orari, tra anticipi, posticipi e turni infrasettimanali, dalla prima alla settima giornata del campionato di Serie C: ormai è tutto pronto, il 27 settembre si comincia. Il Palermo aprirà la sua partecipazione alla terza divisione italiana proprio domenica 27 settembre alle 15 allo stadio “Gaetano Bonolis”, contro il Teramo. Mentre il Governo nazionale, nella giornata del 19 settembre, ha deciso la riapertura degli stadi per mille spettatori al massimo fino a 7 di ottobre, almeno per quanto riguarda il campionato di Serie A appena cominciato.

Nell’edizione odierna de La Repubblica, a tal proposito, vengono affrontate entrambe le questioni: partenza del campionato di Serie C e ingresso negli impianti sportivi per mille spettatori. Così come riporta il quotidiano, infatti, ci sarebbe una vera e propria incognita legata alla partenza della terza divisione italiana. Le ultime uscite, tra Associazione calciatori e Lega Pro, non lascerebbero dubbi su un clima testo e poco chiaro tra le parti, soprattutto per le decisioni prese in merito alle liste delle varie rose (22 giocatori al massimo per squadra). E proprio l’Associazione italiana dei calciatori, già in stato d’agitazione, ha proclamato lo sciopero per la prima giornata di campionato. Per quanto riguarda l’apertura degli stadi, conclude il quotidiano, il presidente della regione Siciliana, Nello Musumeci pensa ad un provvedimento per riaprire gli impianti dell’isola: “Se a Roma non si dovesse provvedere in tempo utile, allora anche la Sicilia procederà ad emanare una propria ordinanza“.

 

Palermo, dissuasori sulle panchine di piazza XIII Vittime: “Un malinteso, verranno rimossi. Nessun respingimento verso i clochard”

Il montaggio di alcuni “dissuasori” su alcune panchine di piazza XIII Vittime, per altro a loro volta installate in parte da un’associazione civica con il supporto dell’Amministrazione comunale, è stato il frutto di uno spiacevole equivoco. L’installazione è stata effettivamente sollecitata da alcuni residenti della zona come parte di un percorso di decoro della piazza ed anche in funzione anti Covid, ma non era stata programmata, al contrario di altri interventi che sono già stati effettuati o sono programmati. Avevamo infatti svolto un sopralluogo in quella piazza, in vista di un possibile affidamento in gestione a privati come per altre piazze cittadine. La presenza di persone senza dimora nella piazza è stato uno dei temi affrontati con i residenti, ma non si è deciso alcun intervento che impedisse fisicamente l’utilizzo di alcuno spazio.
Coniugare decoro e pulizia con rispetto per i diritti delle persone è sempre stata la nostra filosofia e proprio per questo, dopo aver effettuato il sopralluogo abbiamo avviato un lavoro di verifica per individuare un luogo idoneo ad ospitare quei pochi cittadini senza dimora che non hanno accettato e non accettano l’ospitalità di uno dei dormitori e centri di accoglienza allestiti dall’Amministrazione comunale. In ogni caso, fin quando non si sarà trovata una soluzione adeguata, nessun intervento di respingimento fisico sarà operato, quanto piuttosto, come fatto in altre zone della città, un intervento continuo e serrato di sostegno ed accompagnamento“. Lo dichiarano, in una nota congiunta, il vicesindaco Fabio Giambrone e gli assessori Sergio Marino e Giuseppe Mattina.

Coronavirus, il Governo conferma: fino al 7 ottobre stadi aperti fino a mille spettatori. I dettagli

Tornano i tifosi allo stadio, anche se in numero limitato.

Il Governo ha preso la decisione di aprire gli stadi al pubblico in tutta Italia ma con una limitazione. Potranno accedere agli impianti sportivi al massimo mille spettatori. La decisione presa sarà attuata dal 20 settembre fino al 7 ottobre. Al termine dell’incontro tra i ministri Spadafora, Speranza e Boccia e il presidente della conferenza delle Regioni Bonaccini, e dopo le ordinanze di Emilia Romagna, Veneto e Lombardia che avevano già deliberato per l’apertura degli impianti sportivi al pubblico, anche nel resto d’Italia si potrà attuare questa decisione.

In merito all’emergenza per il Coronavirus e alla decisione finale di aprire gli stadi al pubblico per un massimo di mille persone, si è espresso anche il presidente del Consiglio superiore di Sanità, Franco Locatelli. Queste le sue dichiarazioni ai microfoni del Tg3: “E’ auspicabile un atteggiamento prudenziale e una omogeneità di approccio su tutto il territorio nazionale“.

Recovery Fund, 64 progetti per 4,6 miliardi: “Occorrono nuove norme e risorse umane per gestire questa mole di attività”

Un “pacchetto” molto consistente di proposte per la compilazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, il programma italiano per il “Recovery Fund” europeo che il Governo nazionale dovrà elaborare entro il 15 ottobre. Alcune delle proposte presentate sono scaturite dall’avviso pubblico emanato dalla Giunta, cui hanno risposto complessivamente 45 fra privati cittadini, associazioni, docenti universitari, altre istituzioni pubbliche che hanno proposto 62 diversi progetti. Di questi, 15 sono stati inseriti nel piano o autonomamente o come parte di progetti più ampi. Il lavoro è stato coordinato direttamente dal sindaco e dal suo staff sotto il profilo della scelta delle priorità politiche grazie al lavoro di quasi tutti gli uffici coordinati dal capo area Nicola Di Bartolomeo e dal Responsabile del Servizio fondi extra comunali Giuseppe Sacco. La lista dei progetti verte quindi su quattro assi principali che sono la sostenibilità ambientale e la mobilità, l’innovazione, il sostegno allo sviluppo del tessuto economico e le politiche sociali ed inclusive. La Giunta aveva dato delle linee guida cui attenersi, in sintonia con le linee guida del PRG (quindi consumo di suolo zero, mobilità sostenibile, basso impatto ambientale), il programma del Sindaco e il documento “Palermo-SiCura” sulla ripartenza dopo il lockdown. Il tutto con una forte attenzione alle periferie e al contrasto di quella che l’Unione europea definisce la iniquità territoriale.

Molti progetti riguardano quindi il rafforzamento infrastrutturale per il trasporto pubblico, con la prima tratta della metropolitana leggera da De Gasperi alla Stazione centrale (in assoluto il progetto più corposo, con un costo stimato in quasi un miliardo di euro), il completamento della rete dei tram verso tutte le periferie, il potenziamento della flotta di bus a metano ed elettrici e dei mezzi per bike e car sharing, la realizzazione di una rete uniforme di piste ciclabili e quella dei parcheggi di interscambio.

L’altro grande asse è quello degli interventi “green”, che spaziano dall’efficienza energetica (spiccano la riconversione fotovoltaica degli uffici comunali e i 100 milioni da destinare ai privati per la ristrutturazione energetica e la sicurezza sismica degli edifici), ai massicci interventi di “rinaturalizzazione” della Conca d’oro e della costa. Un gruppo di progetti per circa 150 milioni di euro mira infatti al rimboschimento e alla tutela delle zone montane attorno alla città colpite negli anni da decine di incendi, da Monte Grifone a Capo Gallo. Proprio in questa zona spicca il progetto di esproprio delle aree private che oggi limitano l’accesso alla zona, che renderà possibile realizzare un centro di educazione ambientale nel faro. Non mancano ovviamente gli interventi per la Favorita e per Monte Pellegrino. All’interno del Piano è inserito anche il massiccio intervento per il polo impiantistico di Bellolampo e per la differenziata, oltre 120 milioni di investimenti per la RAP, soprattutto mirati a rendere l’azienda sempre più autonoma ed efficiente sul fronte del riciclaggio. La mobilità è uno dei grandi temi trattati a livello metropolitano, con un piano di circa 270 milioni di interventi per realizzare nuove strade o migliorare le esistenti in provincia.
Sono infine circa 260 i milioni destinati a diversi interventi per il sociale e per l’inclusione. Fra questi, oltre ad un programma per l’edilizia residenziale pubblica che risponda all’emergenza abitativa, un intervento organico per le persone fragili e la realizzazione di spazi polivalenti culturali e sportivi in tutti i quartieri. Per l’innovazione spiccano il progetto di recupero della ex Chimica Arenella (destinata a diventare, con la collaborazione del CNR e dell’Università, un polo internazionale per la ricerca), il piano complessivo per la digitalizzazione dei servizi e la creazione di nuovi servizi smart da parte di Sispi. Fra questi quelli più rilevanti sono quelli di Gesap e dell’Autorità di sistema portuale, che complessivamente per interventi di ammodernamento e potenziamento degli scali hanno previsto una spesa di circa 220 milioni. All’interno del Piano comunale trovano spazio anche i progetti proposti da altre amministrazioni o che comunque coinvolgono altri soggetti pubblici.

Per il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, “Il Comune ha compiuto uno sforzo enorme, cui ha contribuito tutta la Giunta e tutta la dirigenza. Uno sforzo il cui risultato rispecchia le tante necessità della città ma anche la capacità di guardare lontano, di immaginare una risposta organica ai bisogni ed anche alle sfide più grandi a partire da quella ambientale.Ovviamente, perché questo non resti lettera morta o un libro dei sogni, serve che il Governo nazionale e quello regionale comprendano la assoluta necessità di snellimento delle procedure e semplificazione delle procedure perché i lavori si possano fare. Se, come previsto attualmente, dalle linee europee, occorrerà impegnare il 60% delle risorse entro il 2022 occorre un radicale cambiamento nel sistema degli appalti nel nostro paese. Nessun ente locale ha le risorse umane per farlo e, soprattutto, nessuna struttura pubblica può essere in grado di gestire questa enorme mole di progetti, gare, appalti e verifiche amministrative dovendosi confrontare con migliaia di norme spesso contrastanti fra loro”.

Emergenza Covid “Missione Speranza e Carità”, Orlando: “Invito tutti a seguire le prescrizioni dell’autorità sanitaria”

Il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando si è recato davanti la sede della Missione “Speranza e Carità” di via Tiro a Segno, prima che le strutture della Missione diventassero “zona rossa” a seguito dell’ordinanza contingibile e urgente emanata dal Presidente della Regione Siciliana.

Sono venuto a salutare quanti vivono all’interno della Missione Speranza e Carità, ovviamente rimanendo all’esterno e distanziato – ha dichiarato il sindaco – invitandoli a seguire le prescrizioni dell’autorità sanitaria, per il bene loro e di tutti quelli che sono con loro in contatto. I mediatori culturali del Comune sono presenti per cercare di svolgere opera di mediazione e di convincimento perché chi risultasse positivo possa essere messo in isolamento nell’apposito albergo covid di Palermo. L’Amministrazione comunale, intanto, sta garantendo per il tramite della Caritas l’approvvigionamento di viveri ed anche di abbigliamento e di medicine e di tutto quanto può servire per quanto riguarda la vita all’interno delle quattro strutture della Missione, che ospitano circa ottocento persone. Dobbiamo tutti stare molto attenti e rispettare fino in fondo il diritto alla vita di tutti ed il diritto alla salute di chi sta dentro e di chi sta fuori da questa struttura“.

Coronavirus, Palermo: Musumeci dichiara zona rossa i Centri di Biagio Conte

Le quattro strutture della “Missione Speranza e Carità” di Biagio Conte, a Palermo, diventano da oggi zona rossa” per contrastare la diffusione del Coronavirus.  Lo ha stabilito il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, con una propria ordinanza, dopo gli oltre trenta casi di positività accertati fra gli ospiti del centro.
La decisione è stata adottata dopo un vertice con l’assessore alla Salute, Ruggero Razza e il direttore generale dell’Asp di Palermo, Daniela Faraoni, che hanno esaminato l’andamento del contagio e la pericolosa promiscuità all’interno delle strutture. Ad accentuare la situazione di criticità è stato il rifiuto della quasi totalità dei soggetti ospitati a farsi condurre al Covid-Hotel San Paolo per la quarantena obbligatoria.

Nei centri, adesso, potranno entrare e uscire solo gli operatori sanitari e socio-sanitari ed il personale impegnato nella assistenza alle attività inerenti l’emergenza. A garantire la effettività dell’ordinanza di Musumeci, adottata ai sensi dell’articolo 3 del Dl 25 marzo 2020 n.19,  dovranno essere le forze dell’ordine, all’esterno delle strutture.

Nei quattro Centri della Missione già ieri sono stati inviati gruppi tecnici dell’Azienda sanitaria della Regione per verificare la piena osservanza delle misure di prevenzione e quattro squadre Usca per sottoporre a tampone rapido gli oltre settecento ospiti.

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