Covid, Viminale: a Natale per spostarsi servirà l’autodichiarazione. Aumentano i controlli

Attenzione nei controlli alle principali arterie di traffico e nelle stazioni per vigilare sul rispetto delle norme e delle limitazioni che riguardano gli spostamenti tra regioni dal 21 dicembre al 6 gennaio e, tra i Comuni, nelle giornate di Natale, S.Stefano e Capodanno. É quanto chiede un passaggio della circolare del Viminale indirizzata ai prefetti, dove si legge: “attenzione andrà rivolta ai controlli da effettuarsi sulle principali arterie di traffico e sui vari nodi delle reti di trasporto, in considerazione, soprattutto, degli spostamenti conseguenti alle particolari restrizioni previste dal comma 4 dell’art.1 del Dpcm“.

“Si evidenzia che tra le situazioni di necessità, per le quali resta fermo l’uso del modulo di autodichiarazione, può farsi rientrare, a mero titolo di esempio, l’esigenza di raggiungere parenti, ovvero amici, non autosufficienti, allo scopo di prestare ad essi assistenza, secondo quanto già chiarito in apposita Faq pubblicata sul sito web del Governo“.

Fonte Ansa

Coronavirus, in arrivo un nuovo Dpcm: coprifuoco e spostamenti, ecco cosa si potrà fare e cosa no

In arrivo in nuovo Dpcm.

Il nuovo decreto ministeriale, a cui il Governo lavora ormai da giorni, dovrebbe arrivare tra stasera lunedì 2 novembre e martedì 3: dopo che il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, avrà riferito il tutto in Parlamento. Si attendono, dunque, nuove restrizioni per frenare l’avanzata del Coronavirus. Ci sono, però, ancora nodi da sciogliere; il primo riguarda la questione coprifuoco.

Il dubbio sembra essere tra un coprifuoco alle 18.00 e uno alle 21.00. Dopo questo orario, in entrambi i casi, si potrà uscire solo ed esclusivamente per motivi di lavoro, salute o per altre necessità, e chiaramente servirà l’autocertificazione. Misure più restrittive dovrebbero essere varate per le aree più a rischio – al momento l’indice Rt è più alto in Lombardia, Piemonte e Calabria -, con bar e ristoranti chiusi a pranzo e l’ipotesi di didattica a distanza per le scuole a partire dalla seconda media.

Per il resto d’Italia si parla di coprifuoco anticipato, chiusura dei centri commerciali, almeno nel weekend e soprattutto il blocco degli spostamenti tra Regioni. Qualora la scelta fosse assunta dal governo, la misura del blocco della mobilità tra le regioni varrebbe in tutto il territorio italiano. Di fatto, non si potrebbe oltrepassare il confine della propria regione se non per motivi di lavoro, salute ed eventuali emergenze da dimostrare tramite l’autocertificazione. Ma lo scontro tra governo e presidenti di Regione resta aperto, con questi ultimi che vogliono scaricare la responsabilità delle decisioni sull’esecutivo.

Spostamenti tra Regioni dal 3 giugno, il ministro Speranza: “Il rischio c’è, inutile negarlo”

Via libera agli spostamenti tra Regioni dal prossimo 3 giugno. “Un rischio c’è e sarebbe sbagliato non riconoscerlo, è chiaro che un rischio lo stiamo assumendo poichè il rischio zero ora non esiste ma ci arriveremo solo quando ci sarà il vaccino. Fino ad allora si tratta di assumersi dei rischi ponderati e di provare a gestire una fase diversa”. Lo ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza. “Per il rischio zero avremmo dovuto conservare un lockdown assoluto per mesi ma il Paese non avrebbe retto”, ha proseguito. Che ci sia una “differenza sui territori è un dato di fatto innegabile e il nord ha pagato il prezzo più alto, ma ora il trend di tutte le regioni va nella direzione giusta. Al momento i dati ci dicono che è vero che ci sono differenze quantitative ma la tendenza di tutte le regioni va nella direzione giusta ed è in discesa”, sono state le sue parole.

Fase 2, via libera agli spostamenti tra Regioni dal 3 giugno: l’annuncio del ministro Speranza

Via libera agli spostamenti tra Regioni (tutte, Lombardia compresa) dal prossimo 3 giugno. Lo ha annunciato il ministro della Salute, Roberto Speranza, al termine della riunione dei capidelegazione che si è tenuta venerdì sera. “Il Decreto legge vigente prevede dal 3 spostamenti infraregionali. Al momento non ci sono ragioni per rivedere la programmata riapertura degli spostamenti. Monitoreremo ancora nelle prossime ore l’andamento della curva”, sono state le sue parole.

Coronavirus, dalla Lombardia in altre regioni? Le parole della sottosegretaria Zampa

Sul via libera agli spostamenti tra regioni previsti a partire dal 3 giugno, “andrà valutata seriamente” la situazione della Lombardia. “E’ chiaro che dobbiamo vedere anche lì una vera riduzione”. Così Sandra Zampa, sottosegretaria alla Salute, ospite della trasmissione ‘Circo Massimo’ su Radio Capital.

“C’è un rischio molto alto. Il virus non è scomparso e la riapertura non vuol dire che abbiamo superato il problema. Dobbiamo convivere con questo problema. Il contagio non è diminuito. Sono stati messi a punto degli strumenti, ma chiediamo a tutti i cittadini di mantenere comportamenti virtuosi. Le Regioni che ora sono responsabili di un piano concordato insieme devono fare in modo di attuarlo; se non sarà così non interverremo”, ha concluso.

 

Spostamenti tra Regioni dal 3 giugno, Boccia: “Se ad alto rischio no. La movida…”

Spostamenti dal 3 giugno? “Dipenderà dalle condizioni della regione. Se è una regione a basso rischio, probabilmente sarà consentito lo spostamento dal 3 giugno. Un sistema di monitoraggio ci consente di sapere se una regione è a basso, medio o alto rischio. Se una regione è ad alto rischio di sicuro non potrà ricevere ingressi da altre regioni, ma speriamo non sia così”. Così il ministro degli Affari regionali Francesco Boccia, intervenuto ai microfoni di Mattino Cinque. “Oggi le regioni italiane sono tutte a basso rischio e tre a medio rischio, ma parliamo di dati che abbiamo alle spalle. Spero che la settimana prossima diventino tutte a basso rischio”, sono state le sue parole.

“Una patente di immunità ai turisti? Una cosa è la narrazione, una sono le regole chiare. Tutto quello che potrà essere deciso sulla mobilità internazionale sarà deciso dallo Stato. La movida? In questo momento non solo non è ammissibile né tollerabile ma rischia di essere un focolaio permanente. La sicurezza non è un optional, è un obbligo e lo Stato interviene”, ha concluso.

Coronavirus, Sileri: “Dal primo giugno ok a spostamenti tra regioni”

sileri screen facebook

“Penso che dal primo giugno ci sarà possibilità di spostarsi da una regione all’altra. E secondo me sarà possibile uscire anche dalla Lombardia”.

Lo ha detto Pierpaolo Sileri, viceministro della Salute, a ‘Circo Massimo’ su Radio Capital. “Dal 18 maggio faremo un passo avanti e di questo ne sono sicuro e per fine mese ci sarà maggiore libertà”. Al momento, “ci sono 12 regioni che hanno meno di 12 infetti”, ha aggiunto. “Ovviamente non posso garantire oggi la libertà del movimento fra diverse regioni perché è un momento di osservazione. Vaccino? Serve più tempo, credo diversi mesi. Non sono ottimista in un vaccino entro fine anno”.

Fase 2, Musumeci: “Il Governo fissi le linee guida per le Regioni. Siciliani, il virus è in agguato”

“In una pandemia che non conosce confini, il fattore autonomia può giocare fino a un certo punto. Penso che il governo dovrebbe egli stesso dare linee guida alle Regioni, rispettando ovviamente i criteri scientifici di contenimento dell’epidemia. Entro queste linee le Regioni dovrebbero svolgere un proprio ruolo adattando le regole nazionali alle realtà della propria Sanità”. Così il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, in un’intervista a ‘Il Messaggero’.

“Io avrei aperto i parrucchieri dal 4 maggio. Ma sul piano sanitario è Roma che deve assumersi la responsabilità delle linee-guida da fornire alle Regioni. L’epidemia non è finita e non intendo accreditare liberi tutti. Capisco lo stato d’animo di alcuni miei colleghi ma dev’essere Roma a dare più flessibilità alle Regioni, considerando che nel Sud la situazione sanitaria ed economica è diversa da quella del Nord Ovest”. Sugli spostamenti tra Regioni, “spetta al governo decidere. Io sarò chiamato a fornire un parere e proporrò il primo giugno. Guardo innanzitutto alla situazione epidemiologica nazionale e siciliana. E il mio primo pensiero è quello di dire ai siciliani, nell’interesse della loro salute e della loro economia, di non rovinare il risultato che hanno ottenuto nelle scorse settimane durante le quali si sono comportati bene e hanno smentito pregiudizi sul loro individualismo. Dobbiamo stare attenti perché la paura sembra finita. Invece il virus è in agguato”, ha concluso.

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