RAP: sospeso lo stato di agitazione. Li Causi: “Senso di responsabilità verso la Città di Palermo”

Durante la riunione di ieri sera, l’azienda ha sottolineato che come sempre porrà massima attenzione per i diritti dei lavoratori così come attenzionerà i doveri che i lavoratori RAP hanno nei confronti della Città di Palermo in termini di svolgimento del servizio e pulizia della città.  Il Direttore Generale ha evidenziato che la RAP ha sempre dedicato massima attenzione alla sicurezza dei lavoratori anche se è stata espressa ampia disponibilità a valutare le istanze avanzate dalle OO.SS.

L’Azienda continua ad effettuare la sanificazione dei mezzi e dei locali di lavoro previsto dalla normativa di settore e ha già presentato all’ASP la richiesta di vaccinazione COVID per i dipendenti e nei prossimi giorni sarà effettuata la pianificazione sulla base delle indicazioni impartite dall’Azienda Sanitaria.

La sospensione dello stato di agitazione – dichiara il Direttore Generale Roberto Li Causiè motivo di soddisfazione della RAP poiché è dimostrazione della massima attenzione che l’Azienda e i lavoratori riservano alla Città di Palermo. Questo porterà, oltre a suggellare il ripristino di normali relazioni sindacali,  ad accelerare le attività straordinarie per il recupero della raccolta  in tutte quelle postazioni dove si sono accumulati rifiuti su strada; conseguenza inevitabile dello stato di agitazione dei lavoratori dichiarato a fine gennaio”.

Ieri pomeriggio dopo un lungo confronto con le Organizzazione Sindacali, le stesse hanno deciso di sospendere lo stato di agitazione e di concerto si è addivenuti alla necessità di istituire, già da subito, dei tavoli di concertazione per affrontare, step dopo step, le varie problematiche.

Il management aziendale è impegnato quotidianamente per dare solidità e un futuro alla RAP – aggiunge il presidente della RAP Giuseppe Norata. Basta guardare il piano industriale, in atto esistente, dove lo sviluppo di Bellolampo, anche grazie ai fondi messi a disposizione dal PON Metro e dal Recovery Fund, punta a un polo impiantistico all’avanguardia”.

RAP nelle prossime settimane sarà impegnata sul fronte dell’organizzazione dei servizi e del personale e in occasione di ciò metterà subito mano alla revisione del piano del fabbisogno del personale anche in virtù degli aspetti economici finanziari di competenza dell’Amministrazione Comunale con la quale si è ritrovata piena sintonia anche e soprattutto in relazione alla garanzia data nei precedenti incontri sulla tenuta dei conti della RAP che assicurano la continuità aziendale.

Gli interventi straordinari con l’ausilio di due pale meccaniche e mezzi speciali hanno permesso di definire e regolarizzare gli itinerari nelle suddette vie: via Mulè, via dei Fiori, in corso via Domenico Russo, via Raiti, via Tenente Anelli , via Medaglie D’Oro. Tratto Regione Siciliana (altezza Bingo). In corso gli interventi su via Pianell, via Li Bassi, via Cutello, via Callea, via Bergamini, via Madonia, via Gustavo Roccella. Stanotte sarà definita Vergine Maria , in particolare piazza Tonnara e Piazza Bordonaro. Nel quartiere San Giovanni D’Apostolo: via Cosenz e via Celona.

In merito alle attività messe in campo dall’azienda per il recupero della raccolta in città.  

Zona Bonagia:  dove i cassonetti sono stati tutti svuotati ma restano dei cumuli di rifiuti accanto ad alcune  postazioni.

In programma a seguire: il completamento del quartiere Villaggio Santa Rosalia e Falsomiele; completamento zona via Albiri, via Airone; completamento Riserva Reale/ Marcellini.

 

 

Crisi Giornale di Sicilia, il Movimento 5 Stelle presenta interrogazione parlamentare e propone un tavolo col Ministero

Il Movimento 5 Stelle presenta interrogazione parlamentare e propone un tavolo col Ministero del Lavoro con le parti aziendali del Giornale di Sicilia e i sindacati.

È questa la proposta della deputata nazionale del Movimento 5 Stelle Valentina D’Orso per trovare “una soluzione che possa salvaguardare i livelli occupazionali del Giornale di Sicilia”. L’istanza è stata trasmessa al Ministero tramite una interrogazione parlamentare depositata oggi a prima firma D’Orso e sottoscritta dagli altri parlamentari M5S Roberta Alaimo e Adriano Varrica.“

“Dopo i tagli degli ultimi anni che hanno colpito i poligrafici – dichiara D’Orso – vogliamo scongiurare il licenziamento annunciato di 17 giornalisti su un organico di 34, non giustificabile nemmeno in questo momento di crisi. I tagli – spiega ancora la deputata – appaiono come una decisione affrettata anche rispetto alle scelte del Governo nazionale che sta lavorando ad un ambizioso piano di rilancio del settore dell’editoria, Governo che ha già preannunciato che risorse del Recovery Fund verranno utilizzate anche per sostenere gli editori e tutelare i lavoratori di questo fondamentale comparto presidio di democrazia” ha concluso.

Recovery Fund, Caronia e Savona: “Pedemontana opera strategica per la città”

L’occasione del Recovery Fund non va persa e deve essere usata per dotare Palermo di infrastrutture importanti di cui oggi è sfornita, anche in una ottica sovracomunale. Fra queste infrastrutture, certamente la pedemontana, fondamentale per alleggerire il carico di veicoli sulla circonvallazione, che con lo sviluppo urbano a monte è divenuta a tutti gli effetti una strada intersecante e non più tangenziale”. Lo dichiarano i deputati regionali Marianna Caronia e Riccardo Savona di Forza Italia, in vista della programmazione degli interventi che la Regione proporrà di inserire nel piano nazionale del Piano Europeo di Resilienza, il cosiddetto Recovery Fund. Per i due parlamentari, “occorre dotare Palermo di un attraversamento rapido, che alleggerisca il traffico cittadino del consistente carico commerciale e verso gli aeroporti orientali che oggi inevitabilmente congestiona la città. Una simile infrastruttura, favorirebbe il collegamento commerciale fra la zona orientale e quella orientale dell’isola, con ricadute positive, oltre che su Palermo, anche sugli aeroporti di Birgi e Punta Raisi oltre che sulle possibilità di sviluppo dell’area portuale di Termini”.

Coronavirus, Musumeci: “Un disegno di legge per limitare le chiusure”

Un disegno di legge con misure ad hoc per la Regione che, pur richiamando i Dpcm nazionali, adotti misure meno restrittive. È il provvedimento che il governo Musumeci si appresta ad approvare. Ad annunciarlo, nel corso del suo intervento a Sala d’Ercole, è stato il presidente Nello Musumeci, intervenuto all’Ars sulla situazione epidemiologica dell’Isola.

L’intervento sarà «su alcune materie, non su tutte. Penso ai Beni culturali e alcune attività legate al turismo. Il Dpcm – ha aggiunto il presidente della Regione – è stato molto restrittivo e noi abbiamo evidenziato come alcune norme di quel provvedimento, in particolare la chiusura degli esercizi commerciali alle 18, costituisse un serio problema per alcune regioni, cioè per quelle dove il dato epidemiologico non presenta una condizione di grave emergenza e dove il tessuto imprenditoriale ancora può organizzarsi nel rispetto delle linee guide della conferenza Stato-Regioni. Questa sera il governo regionale – ha spiegato Musumeci in Aula – si riunirà per adottare un disegno di legge che richiami nella forma e nella sostanza la legge già approvata dal governo centrale. Se lo ha fatto Bolzano non capisco perché non farlo in Sicilia. Mi auguro che su questo tema si possa trovare la condivisione del parlamento».

Un messaggio forte che punta a coinvolgere tutte le forze politiche con l’obiettivo di dare respiro alle categorie produttive siciliane. Nel corso del suo intervento, il presidente della Regione ha illustrato il lavoro fatto nel corso della scorsa estate per contrastare la diffusione del Covid 19. «Noi non siamo in condizione di emergenza o grave emergenza. Ma non escludiamo lo si possa arrivare con il moltiplicarsi di contagi come in Umbria che nelle ultime settimane hanno superato il 200 per cento. Ma comunque la Sicilia ha rafforzato il proprio sistema sanitario con oltre tremila operatori. Siamo tra le regioni italiane che si sono dotate per prime di tamponi e test sierologici. Abbiamo testato oltre 460mila casi singoli con test molecolari e oltre 250mila con i test sierologici», ha detto Musumeci. Da qui la soluzione del ddl proposta dal governo Musumeci: «Lo facciamo senza alcun spirito di rivendicazionismo sterile e inutile. Solo perché su alcune materie noi possiamo intervenire meglio di come possa fare una norma generica che disciplina la realtà territoriale che solo noi conosciamo nella loro specificità».
Infine il presidente della Regione ha affrontato il tema del Recovery Fund che andrà a finanziare progetti di sviluppo per l’Isola. «Sono disponibili oltre 20 miliardi di euro per la Sicilia dal Recovery Fund ma non si conoscono bene particolari e procedure. Da un confronto con il presidente della Conferenza Regioni, Stefano Bonaccini, sappiamo che gli enti locali possono fare pervenire indicazioni entro il 5 novembre. Non sappiamo ancora -ha spiegato – che tipo di progetto va presentato. Abbiamo chiesto ai grossi enti come Terna o Anas se avessero già nei cassetti dei progetti esecutivi pronti e tutti hanno risposto con buoni propositi, ma nessuno ha detto di avere progetti esecutivi pronti. Noi dobbiamo cogliere la straordinaria occasione del Recovery Fund per dare un ruolo alla Sicilia nella grande macroarea del Mediterraneo».

Covid-19, ddl per limitare alcune misure restrittive, Aricò: “L’Ars faccia fronte comune per tutelare i diritti dei siciliani”

Alcune misure restrittive previste dal decreto del presidente del Consiglio sono troppo penalizzanti, ad esempio quelle relative alle chiusure molto anticipate nel settore della ristorazione. Bene farà, pertanto, la giunta Musumeci ad approvare il ddl annunciato dal governatore per consentire delle deroghe“. Lo afferma Alessandro Aricò, capogruppo all’Ars di DiventeràBellissima, aggiungendo: “I siciliani possono essere orgogliosi del nostro presidente della Regione, che si batte per i nostri diritti: quello alla salute, certo, ma pure quello di avere un lavoro. Tra queste due inderogabili necessità va trovato un equilibrio e su questa direzione si muove il governo Musumeci. L’auspicio è che qui all’Ars ci sia un fronte comune affinché la Sicilia sia maggiormente ascoltata a Roma ed a Bruxelles. Lo merita anche perché- come ribadito dall’Agenzia di valutazione internazionale Moody’s- il percorso di risanamento economico e finanziario iniziato dal governo Musumeci ci ha consentito di recuperare credibilità. Nel settore della Sanità, ad esempio, in questi primi tre anni di legislatura sono stati raggiunti innegabili risultati positivi”.
Infine, Aricò ha parlato del “Recovery Fund”: “I 20 miliardi di euro destinati alla Sicilia siano destinati a dieci progetti imponenti, come il Ponte sullo Stretto ma non solo. Urge anche, ed esempio, l’alta velocità all’interno dei confini della nostra regione“.

Ponte sullo Stretto, Falcone: “Se Roma non lo vuole lo dica”

Apprendiamo dell’ultimo diniego del Governo Conte, stavolta giunto per bocca del ministro Provenzano, al progetto del Ponte sullo Stretto e all’eventuale utilizzo del Recovery fund per realizzare l’opera. Con amarezza dobbiamo rispondere che, purtroppo, l’unica ‘incompatibilità’ che vediamo è quella fra la visione di Roma, sostenuta paradossalmente da ministri ed esponenti siciliani che ci governano, e l’orizzonte, l’obiettivo, dello sviluppo della Sicilia“.

Assistiamo da mesi a un balletto mediatico – prosegue l’esponente del Governo Musumeci – condito di retromarce, annunci roboanti e fantasie come il tunnel dello Stretto, quando invece la doverosa responsabilità di governo imporrebbe soltanto chiarezza nei confronti dei siciliani: il Governo Conte non vuole il Ponte, non vuole recepire le aspettative di crescita dell’intero Mezzogiorno. Basterebbe ammetterlo per chiudere questo teatrino e rinviare tutto al 2023. Quando, cioè, il centrodestra finalmente al governo del Paese potrà dedicarsi, senza il freno delle tare ideologiche, alla svolta epocale del Ponte“. Lo afferma l’assessore alle Infrastrutture della Regione Siciliana, Marco Falcone, replicando al ministro Giuseppe Provenzano secondo cui “i tempi del Ponte sono incompatibili con quelli del Recovery Fund“.

Recovery Fund, 64 progetti per 4,6 miliardi: “Occorrono nuove norme e risorse umane per gestire questa mole di attività”

Un “pacchetto” molto consistente di proposte per la compilazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, il programma italiano per il “Recovery Fund” europeo che il Governo nazionale dovrà elaborare entro il 15 ottobre. Alcune delle proposte presentate sono scaturite dall’avviso pubblico emanato dalla Giunta, cui hanno risposto complessivamente 45 fra privati cittadini, associazioni, docenti universitari, altre istituzioni pubbliche che hanno proposto 62 diversi progetti. Di questi, 15 sono stati inseriti nel piano o autonomamente o come parte di progetti più ampi. Il lavoro è stato coordinato direttamente dal sindaco e dal suo staff sotto il profilo della scelta delle priorità politiche grazie al lavoro di quasi tutti gli uffici coordinati dal capo area Nicola Di Bartolomeo e dal Responsabile del Servizio fondi extra comunali Giuseppe Sacco. La lista dei progetti verte quindi su quattro assi principali che sono la sostenibilità ambientale e la mobilità, l’innovazione, il sostegno allo sviluppo del tessuto economico e le politiche sociali ed inclusive. La Giunta aveva dato delle linee guida cui attenersi, in sintonia con le linee guida del PRG (quindi consumo di suolo zero, mobilità sostenibile, basso impatto ambientale), il programma del Sindaco e il documento “Palermo-SiCura” sulla ripartenza dopo il lockdown. Il tutto con una forte attenzione alle periferie e al contrasto di quella che l’Unione europea definisce la iniquità territoriale.

Molti progetti riguardano quindi il rafforzamento infrastrutturale per il trasporto pubblico, con la prima tratta della metropolitana leggera da De Gasperi alla Stazione centrale (in assoluto il progetto più corposo, con un costo stimato in quasi un miliardo di euro), il completamento della rete dei tram verso tutte le periferie, il potenziamento della flotta di bus a metano ed elettrici e dei mezzi per bike e car sharing, la realizzazione di una rete uniforme di piste ciclabili e quella dei parcheggi di interscambio.

L’altro grande asse è quello degli interventi “green”, che spaziano dall’efficienza energetica (spiccano la riconversione fotovoltaica degli uffici comunali e i 100 milioni da destinare ai privati per la ristrutturazione energetica e la sicurezza sismica degli edifici), ai massicci interventi di “rinaturalizzazione” della Conca d’oro e della costa. Un gruppo di progetti per circa 150 milioni di euro mira infatti al rimboschimento e alla tutela delle zone montane attorno alla città colpite negli anni da decine di incendi, da Monte Grifone a Capo Gallo. Proprio in questa zona spicca il progetto di esproprio delle aree private che oggi limitano l’accesso alla zona, che renderà possibile realizzare un centro di educazione ambientale nel faro. Non mancano ovviamente gli interventi per la Favorita e per Monte Pellegrino. All’interno del Piano è inserito anche il massiccio intervento per il polo impiantistico di Bellolampo e per la differenziata, oltre 120 milioni di investimenti per la RAP, soprattutto mirati a rendere l’azienda sempre più autonoma ed efficiente sul fronte del riciclaggio. La mobilità è uno dei grandi temi trattati a livello metropolitano, con un piano di circa 270 milioni di interventi per realizzare nuove strade o migliorare le esistenti in provincia.
Sono infine circa 260 i milioni destinati a diversi interventi per il sociale e per l’inclusione. Fra questi, oltre ad un programma per l’edilizia residenziale pubblica che risponda all’emergenza abitativa, un intervento organico per le persone fragili e la realizzazione di spazi polivalenti culturali e sportivi in tutti i quartieri. Per l’innovazione spiccano il progetto di recupero della ex Chimica Arenella (destinata a diventare, con la collaborazione del CNR e dell’Università, un polo internazionale per la ricerca), il piano complessivo per la digitalizzazione dei servizi e la creazione di nuovi servizi smart da parte di Sispi. Fra questi quelli più rilevanti sono quelli di Gesap e dell’Autorità di sistema portuale, che complessivamente per interventi di ammodernamento e potenziamento degli scali hanno previsto una spesa di circa 220 milioni. All’interno del Piano comunale trovano spazio anche i progetti proposti da altre amministrazioni o che comunque coinvolgono altri soggetti pubblici.

Per il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, “Il Comune ha compiuto uno sforzo enorme, cui ha contribuito tutta la Giunta e tutta la dirigenza. Uno sforzo il cui risultato rispecchia le tante necessità della città ma anche la capacità di guardare lontano, di immaginare una risposta organica ai bisogni ed anche alle sfide più grandi a partire da quella ambientale.Ovviamente, perché questo non resti lettera morta o un libro dei sogni, serve che il Governo nazionale e quello regionale comprendano la assoluta necessità di snellimento delle procedure e semplificazione delle procedure perché i lavori si possano fare. Se, come previsto attualmente, dalle linee europee, occorrerà impegnare il 60% delle risorse entro il 2022 occorre un radicale cambiamento nel sistema degli appalti nel nostro paese. Nessun ente locale ha le risorse umane per farlo e, soprattutto, nessuna struttura pubblica può essere in grado di gestire questa enorme mole di progetti, gare, appalti e verifiche amministrative dovendosi confrontare con migliaia di norme spesso contrastanti fra loro”.

Sanità, ospedale di Gravina, Razza: “Sfruttare al meglio le opportunità che vengono fornite dal Decreto Semplificazioni”

Un confronto con una delegazione di rappresentanti del Consiglio comunale di Caltagirone in cui è stato evidenziato, tra gli argomenti, lo sviluppo dell’ospedale ‘Gravina’ alla luce delle misure avviate dall’Assessorato regionale alla Salute e dall’Asp di Catania. Stamani l’assessore Ruggero Razza ha infatti incontrato il presidente consiliare Massimo Alparone ed alcuni consiglieri affrontando le varie tematiche collegate alla sanità della cittadina del Calatino che è oggetto di importanti innovazioni.

Ho avuto modo di rappresentare pure al sindaco Ioppolo che anche per il ‘Gravina’ occorre sfruttare al meglio le opportunità che vengono fornite dal Decreto Semplificazioni – ha detto l’assessore Razza – ma dobbiamo farci trovare pronti alle risorse previste dal Recovery fund per questo ho chiesto al management dell’Asp la massima attenzione affinché ciò che è stato immaginato possa trovare concretezza al più presto“.

Parlando della situazione Coronavirus, alla luce dell’attuale quadro epidemiologico, l’esponente del governo Musumeci ha chiarito che non è prevista, come del resto per altre strutture sanitarie siciliane, una riconversione del ‘Gravina’ come ospedale Covid. Il nosocomio di Caltagirone, invece, è al centro di una precisa azione di riqualificazione infrastrutturale già avviata da tempo. In particolare, durante l’incontro, il direttore generale dell’Asp, Maurizio Lanza, e il direttore sanitario Antonino Rapisarda hanno anticipato che alcuni interventi – per ammontare complessivo di oltre 2,4 milioni di euro – potranno essere ultimati entro la fine dell’anno (come ad esempio l’ammodernamento del reparto di oncologia ed il restyling delle terapie intensive, delle sale operatorie e del pronto soccorso e la rimodulazione degli spazi di ingresso del presidio), mentre altre iniziative sono state già finanziate e programmate.

Sul fronte degli investimenti riservati alla risorse umane per il ‘Gravina’, infine, è stata assicurata la conclusione, già per la fine dell’anno, delle procedure concorsuali per la selezione dei medici e dei primari. Nel corso dell’incontro si è fatto anche il punto della situazione sui progetti che riguardo la struttura sanitaria di Santo Pietro dove sono stati programmati interventi per circa 8 milioni di euro.

Palermo, “Recovery Fund”: Giunta presenta primi progetti. Orlando: “Per la ripresa e per superare idea di periferia”

Un primo elenco di 20 progetti, per un totale di oltre 1,7 miliardi di euro, è quanto la Giunta comunale ha presentato , nel corso di una conferenza stampa, tra le proposte da sottoporre al Governo nazionale nell’ambito del cosiddetto “Recovery Fund“, il nuovo piano europeo per la ripresa. Accanto a quelli del Comune, il cui numero è comunque destinato a crescere nelle prossime ore, vi saranno i progetti presentati anche dalla Città metropolitana.

E’ stato insediato dal sindaco, durante una riunione a Villa Niscemi, un tavolo tecnico composto da circa 20 persone, dirigenti e funzionari comunale e delle aziende partecipate, incaricati di elaborare proposte progettuali secondo le sei priorità indicate per il Recovery Fund: digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema produttivo; rivoluzione verde e transizione ecologica; infrastrutture per la mobilità; istruzione, formazione, ricerca e cultura; equità sociale, di genere e territoriale; salute.

Il sindaco Leoluca Orlando ha sottolineato i tempi brevissimi in cui questa procedura deve svolgersi. Solo lo scorso 9 settembre, infatti, sono state rese note le linee guida; entro pochissimi giorni, esattamente il 16 di questo mese, le città capoluogo e quelle metropolitane dovranno fornire un primo elenco di progetti. L’iter di approvazione del Piano è, quindi, ancora in corso, ma il Governo italiano ha avviato, in collaborazione con ANCI, una fase di consultazione con gli enti locali. L’obiettivo è quello di elaborare una prima versione del programma entro la fine di settembre.

Tutti i progetti che il Comune di Palermo presenterà, come quelli della Città Metropolitana, dovranno rispettare – ha detto il Orlando – “le linee guida nazionali, ma anche il programma del sindaco, gli strumenti di pianificazione votati dal Consiglio comunale e il programma ‘PalermoSiCura’ adottato dalla Giunta comunale come strategia per la fuoriuscita dalla crisi. Miriamo – ha continuato il sindaco – a redigere un piano ambizioso che risponda alle esigenze di tutto il nostro territorio, puntando su innovazione, sostenibilità, mobilità, inclusione e sostegno alla ripresa economica, con l’idea di superare il concetto stesso di periferia. Un piano che applichi in modo uniforme in tutta la città gli stessi principi. Un esempio concreto è il progetto di interventi per l’edilizia privata già adottato in passato per il Centro Storico, che varrà da modello in tutta la città con contributi a fondo perduto per la sicurezza, l’efficientamento energetico e la vivibilità“.

Nonostante i tempi ristretti – afferma il sindaco – non vogliamo rinunciare alla possibilità di coinvolgere al massimo il Consiglio comunale, le Circoscrizioni, l’Università, le professioni, le categorie produttive e i semplici cittadini in un processo che per la sua portata culturale ed economica è destinato a segnare la vita della nostra città e della nostra regione per i prossimi decenni. Anche per questo, come  amministrazione comunale, intendiamo farci promotori pure di iniziative e interventi di cui non potremmo essere poi soggetti attuatori, come per esempio un collegamento ferroviario veloce fra Palermo e Trapani che serva anche i rispettivi aeroporti in un’ottica di rete sovracomunale“.

Tra i progetti che il Comune inserirà nella lista ci saranno:

– interventi di edilizia residenziale pubblica, con la costruzione di nuove abitazioni o ristrutturazioni di esistenti non adeguate a rispondere alle esigenze dell’emergenza abitativa dell’area metropolitana che richiede almeno 2000 nuovi appartamenti per famiglie in difficoltà, 1000 per nuove e giovani coppie e 1000 per studenti e ragazzi neomaggiorenni in uscita da percorsi di istituzionalizzazione;

– investimenti per il trattamento dei rifiuti e il potenziamento raccolta differenziata in collaborazione con RAP. in particolare, la ristrutturazione, riqualificazione e innovazione dell’autoparco sud, l’acquisto area e lavori di adeguamento per quanto riguarda quello nord, l’impianto di trattamento di rifiuti ingombranti. L’impianto di selezione e valorizzazione plastica/metalli, il capping VI Vasca, il revamping TMB, il revamping impianto trattamento percolato Bellolampo, l’allestimento n. 10 CCR (Centri Comunali di Raccolta), la riorganizzazione sistema RD per circa 500.000 abitanti, ammodernamento del parco mezzi di raccolta;

– interventi per i nuovi mercati generali;

– la realizzazione del nuovo cimitero di Ciaculli, inclusa la realizzazione di un forno crematorio, e la sistemazione degli spazi dei cimiteri esistenti;

– il potenziamento flotta a metano AMAT;

– la rinaturalizzazione, riqualificazione e attivazione del parco legato al fiume Oreto dalla valle alla foce, con interventi di rimboschimento, e di quello della Favorita e di Montepellegrino.

Il Comune di Palermo, in linea con le politiche di partecipazione e condivisione delle scelte che sono state adottate nei suoi percorsi di programmazione e tenuto conto della rilevanza finanziaria che il Piano avrà per il nostro territorio – si stimano oltre sei miliardi solo per la Sicilia – ha lanciato una consultazione pubblica attraverso il sito istituzionale per accogliere e valutare idee e proposte progettuali. La scheda compilare è disponibile al seguente link: https://www.comune.palermo.it/landing/recovery-fund.php.

 

Fase 2, il premier Conte: “L’estate non sarà in quarantena. Parrucchieri e ristoranti potrebbero riaprire prima”

“Quest’estate non staremo al balcone e la bellezza dell’Italia non rimarrà in quarantena. Potremo andare al mare, in montagna, godere delle nostre città. E sarebbe bello che gli italiani trascorressero le ferie in Italia, anche se lo faremo in modo diverso, con regole e cautele”. Così il premier Giuseppe Conte, intervenuto ai microfoni del ‘Corriere della Sera’.

Per quanto riguarda l’iter delle aperture: “Attendiamo l’evoluzione del quadro epidemiologico per fornire indicazioni precise su date e programmazione. Con le linee guida che ci permetteranno un controllo della curva epidemiologica, potremo permetterci anche differenziazioni geografiche”. Tuttavia, “questo non significa procedere in ordine sparso e affidarci a iniziative avventate”, ha proseguito il presidente del Consiglio che, in merito alla riapertura di bar, ristoranti, parrucchieri e centri estetici il 18 maggio e non il 1° giugno, ha aggiunto: “Potremo concordare con le Regioni alcune anticipazioni”.

“I prossimi mesi saranno molto difficili. Avremo una brusca caduta del Pil e le conseguenze economiche saranno molto dolorose. Gli aiuti europei? Sulla nuova linea di credito del Mes sono arrivate parole chiare da parte dell’Eurogruppo. Ora attendiamo i regolamenti attuativi, poi valuteremo in Parlamento. Le risorse del Mes, della Bei, del Sure da sole sono insufficienti. Stiamo in costante dialogo con la Commissione europea perché venga introdotto un Recovery fund di notevoli dimensioni”, con risorse “anticipate attraverso un prestito ponte”. Infine, per quanto concerne la scuola, il premier ha dichiarato: “Il rientro deve essere gestito in modo unitario su tutto il territorio nazionale”. E sulle risorse alle imprese e le banche “con la garanzia di Stato ci attendiamo una brusca accelerazione. Le banche devono fare la loro parte”.

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